LA REPUBBLICA PARTENOPEA CONFRONTO SUI FATTI DEL 1799 PARLANO L AVVOCATO MAROTTA ED IL CONTE DE VARGAS

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1 Anno VI sussurri & grida n 7 - Novembre 1999 DALL OVEST NIENTE DI NUOVO di Carmine Zaccaria Come già abbiamo avuto modo di sottolineare, pare che l ultimo anno di questo secolo, già ricco del fascino intrinseco ai momenti di un importante passaggio, abbia compiuto appieno il suo dovere di anno importante, ricco di memorie culturali, intriso di spunti di riflessione, d interrogativi sul futuro, di prospettive ancora oscure. E questo in riferimento ai fatti della società italiana così come a quelli del continente europeo nonché agli equilibri politici ed economici dell intero globo. E bastata la vicenda bellica del Kossovo a catapultare tutti, dai più autorevoli osservatori all uomo della strada, in un rovo di valutazioni circa il ruolo ed il destino dell Europa negli equilibri mondiali, circa la parte che avranno, in questa direzione, quei paesi (l Est) che sul vecchio continente rappresentano oggi la nuova frontiera ma che bussano alla porta della comunità europea socialmente e politicamente intesa. Valutazioni che non possono che estendersi a quella che sarà la forma della società europea, oggi in continuo movimento, da qui a pochi anni.tocchiamo ancora una volta le problematiche inerenti l area dell Est europeo ospitando l articolo dell ing. Andriy Natalukha, Consigliere Commerciale dell Ambasciata Ucraina in Italia, sul sistema bancario di quel Paese che ben ne dimostra le potenzialità economiche. Più gravi motivi ci spingono a parlare, in sede di commento, della Russia e dei paesi Trans-Caucasici: fiamme di guerra in Cecenia e Armenia ci ricordano gravi problemi irrisolti. Abbiamo titolato DALL OVEST NIEN- TE DI NUOVO. Ci sorge il dubbio, infatti, che non sia mosso da ragioni umanitarie il voler mettere in subordine, da parte dell Occidente, Segue a pag. 2 LA REPUBBLICA PARTENOPEA CONFRONTO SUI FATTI DEL 1799 PARLANO L AVVOCATO MAROTTA ED IL CONTE DE VARGAS Gerardo Marotta, foto di Enzo Barbieri Europeo, Istituzionale, Moderato. Un Polo a tre teste. E quello che Casini sogna. Il polo, secondo il leader del CCD, si è rimodellato attorno a tre grandi novità. Onorevole Casini, cominciamo dal Polo europeo. Possiamo dire di essere alla seconda generazione del Polo. E europeo perché c è un forte legame, lo si è visto, tra CCD, Aznar, Forza Italia, la nuova generazione tedesca. Abbiamo lavorato per FI nel PPE quando sembrava una missione impossibile. Si profila l ingresso di A.N. nella grande famiglia gollista, di tradizione antifascista. La piena cittadinanza politica europea ha preso il posto dell euroscetticismo. di Paolo Montefusco La città dei tanti fermenti e dei mille pruriti intellettuali lo chiedeva da tempo. Pur nella sua inevitabile incompletezza, data la vastità dell argomento, il contraddittorio aperto dal nostro giornale sugli eventi della Repubblica Partenopea del 1799 di cui quest anno ricorre il bicentenario, può essere il primo timido passo verso un confronto sull argomento che assuma carattere pubblico. Il nostro è un iniziale, modesto diciamo noi, tentativo di portare allo stesso tavolo quelle parti che da diversi anni, ormai, stanno arricchendo gli umori culturali all ombra del Vesuvio. Da anni, diverse realtà di studio e di aggregazione approfondiscono i temi riguardanti i fatti del 1799 diffondendone l analisi delle circostanze storiche ed i valori cui essi si ispirarono. Segue a pag. 7 CASINI: IL POLO È ALLA SUA SECONDA GENERAZIONE Nelle altre pagine Di questo risultato siamo orgogliosi, anche perché sappiamo di aver seminato, proprio noi, questo comune sentimento col centrodestra. Invece, Polo istituzionale, Sanità in Campania, parla Gennaro Mola p. 3 Banche Ucraine - scrive Andriy Natalukha p. 4 Nasceva cent anni fa Jorge Luis Borges p. 5 IL LIBRO - di Anna Montefusco p. 5 Continua l intervista con Gragnaniello p. 6 Si apre la Stagione del Sannazaro p. 8 Spedizione in abbonamento postale 45% Art. 2 Comma 20/B Legge 662/96 Direzione Commerciale Imprese Campania Giuseppe De Vargas perché? Siamo un Polo che concorre con i suoi voti e sulla spinta decisiva del nostro partito ad eleggere un Capo dello Stato. Sappiamo rivolgerci a tutto il Paese. Non ci sono figli e figliastri. Siamo a favore della politica internazionale e lo abbiamo dimostrato quando abbiamo dato il nostro assenso agli interventi dell esercito in Albania e in Kossovo. Con i nostri voti abbiamo salvato il governo e prima di tutto il buon nome dell Italia: Segue a pag. 2

2 2 sussurri & grida n 7 - Novembre 1999 DALL OVEST... Segue da pag. 1 il destino di milioni di persone della Federazione Russa rispetto alle manovre sullo scacchiere internazionale dettate dagli equilibri interni nonché da precisi interessi di natura economica o politico strategica degli stessi paesi occidentali. La Russia ha tradizioni che ritroviamo nella notte dei tempi e crediamo non debba destare meraviglia la prospettiva che, in un futuro non lontano, giochi un ruolo decisivo nei destini dell Europa. Un recente convegno tenutosi presso L Unione Industriali di Napoli ha fornito diversi importanti contributi atti a farsi un idea consona alla complessa realtà sociale ed economica di quel Paese. Significativi, in particolare, gli interventi del Dott. Boris Kurakin Vice Presidente dell Unione Industriali della Russia e del Consigliere D ambasciata Russa in Italia Ing. Igor Gorelikov. Ma il 1999 non si è fermato qui. Come già detto è, di per sé, un anno ricco di spunti di memorie culturali. Due grandi uomini della cultura di questo secolo come Hemingway e Borges sono celebrati quest anno. Di Hemingway abbiamo parlato nel numero precedente. L opera di Borges, che ricordiamo in questo numero, tocca i grandi interrogativi esistenziali del nostro secolo e se ci allontana, in queste righe, dalla riflessione sui temi di respiro generale ci avvicina, invece, all universo dell uomo, alla sua coscienza, alle sue aspirazioni. Con il confronto sulla Repubblica Partenopea del 1799 intendiamo portare su un unico piano un dibattito più volte sfiorato ma mai compiutosi del tutto. Anche perché può essere interessante provare a trasportare i valori di quell epoca e di quella storia ai giorni nostri, vedere quanto conservano di loro, che forma possono avere oggi e se è possibile fare un parallelo con quella società attraverso le dispute, le difese, le rivendicazioni e le rimostranze che muovono le parti in causa in questo confronto. Perché anche oggi, ancora una volta, la società italiana si chiede quale debba essere la forma di una società libera, su quali regole debba poggiare, se i torti e le ragioni stanno da qualche parte. O da nessuna. CASINI Segue da pag. 1 un credito in più per dimostrare che possiamo anche governare questo Paese. E per Polo moderato cosa intende? Non vogliamo lasciare alla sinistra il monopolio della piazza ma ancor meno il presidio delle istituzioni. Protestiamo, ma ancora di più ci proponiamo. Ci sforziamo di interpretare il sentimento medio del Paese, non quello che fa tendenza ma quello più profondo, che fa comunità e coesione. I poteri forti fanno pressione sulla politica, Cernobbio docet. Non li mitizzo e non li prendo a modello. Sappiamo che spesso vanno dove spira il vento, ma oggi hanno capito che c è un popolo moderato che si è stancato e che non è disponibile ad accettare questa innaturale alleanza tra il grande capitale e la sinistra conservatrice italiana. Lei ha strizzato l occhio anche a Pannella e alla Bonino. E così? Credo nell allargamento del Polo ; possiamo essere in tanti, perché abbiamo delle idee in comune e non perché stiamo allestendo quello che può apparire come il prossimo carro del vincitore. Con Pannella, Emma Bonino, i radicali discuteremo a partire da ora. Affinità programmatiche possono esserci, in parte. Ma rimangono dei punti fermi. Quali? Quelli della vita, della famiglia, della guerra alle tossicodipendenze, contro ogni ipotesi di liberazione. E Di Pietro? Per me è il senatore del Mugello e tale resterà. Talvolta parla come se fosse anche lui all opposizione, ma in questo caso credo che non ci sia davvero nulla in comune. Un altro tema caldo è quello delle privatizzazioni. A cominciare dall ENEL. L Enel è un IRI sotto mentite spoglie, e le spiego il perché. Attinge dai fondi pubblici avendone il monopolio. E lo fa tra gli elogi del capo del governo. Si chiude l era storica, quella di Prodi, e si apre la simil IRI. E solo un dubbio, che mi piacerebbe vedere smentito, ma che rischia piuttosto di trovare qualche illuminata conferma. In merito al dibattito sul Tfr Lei come si pone? Occorre passare con gradualità al sistema contributivo, utilizzare il Tfr futuro defiscalizzato per irrobustire i fondi di pensione, ridurre l anomalia delle pensioni di anzianità e soprattutto occorre lavorare per rimettere in moto la ruota dello sviluppo, perché solo una ripresa dell economia, dell occupazione, degli investimenti possono generare le risorse che salveranno lo stato sociale. È quello che si è fatto in Spagna, è quello che si è votato a Cernobbio dove abbiamo visto i ceti imprenditoriali, l establishment economico e finanziario prendere le marcate distanze dal governo. Uno dei pezzi forti di Berlusconi è la questione degli spot. Il governo si è buttato a capofitto nella regolamentazione degli spot come se fosse questa la grande priorità politico-legislativa. Abbiamo fatto anche noi le nostre proposte. Crediamo che la pubblicità televisiva debba essere regolamentata, ma che la regola sia pensata in funzione dell accesso, non del divieto, tanto più che mentre il governo vorrebbe limitare gli spot dei partiti, i telespettatori continuano ad essere deliziati, ogni giorno, da un diluvio di immagini promozionali che la RAI trasmette ad onore di quanto i ministri di D Alema stanno facendo. Mai, come ora, gli abusi di potere rivelano il vuoto della politica: la sua crisi, la parabola discendente del governo e della maggioranza. Questa per il Polo è una grande occasione. E il delinearsi di una meritata rivincita. Concludendo : come intenderete affrontare la battaglia delle elezioni regionali? La nostra linea di espansione e i consensi sono legati alla capacità che avremo di rendere apprezzabile e convincente la nostra politica in tutti quegli ambienti che finora sono rimasti alla finestra, delusi dagli altri e incerti. Su questo si combatterà la battaglia delle elezioni regionali. Una battaglia nella quale i partiti dovranno rispettare l autonomia dei territori per una maggiore indipendenza delle persone e in cui la sinistra sembra destinata a perdere per la sua natura egemonica e partitocratica. A.K. AI LETTORI Sussurri&grida esce, dopo un intervallo di tre mesi, con il numero sette. E stata una nostra precisa scelta dettata da esigenze organizzative, legate alla spedizione in indirizzo, a livello sia nazionale sia internazionale, che parte da questo numero, oltre che dalla necessità di operare scelte definitive in merito alla veste grafica del giornale. Ciò anche nella convinzione che solo una presenza che sarà capillare sul territorio italiano ma che dovrà estendersi all Europa ed oltre, potrà favorire la nostra volontà di offrire ai lettori spunti di discussione che siano d interesse nazionale e che possano anche varcare i confini del nostro territorio. In questa direzione, c impegniamo, sin da ora, ad essere una presenza costante e puntuale nel panorama editoriale del nostro Paese. E non solo.

3 n 7 - Novembre 1999 sussurri & grida 3 INTERVENTI STRUTTURALI PER LA SANITÀ IN CAMPANIA Parla Gennaro Mola, capogruppo regionale dei Democratici di Sinistra Definire calda la questione della sanità pubblica nel nostro Paese può risultare, quanto meno, scontato. La problematica, vasta e ricca d insidie, investe tutto il territorio nazionale dal ricco Nord-Est alle aree più depresse del Meridione. Ma, ed è proprio questo il punto, al Sud il problema finisce per risultare, nella realtà dei fatti, sovradimensionato. Ovvero finisce per pesare in maniera più grave sulla vita del cittadino andando ad incidere in un tessuto sociale ed economico di per sè minato. Gravano quindi, e tanto, sulla popolazione meridionale le difficoltà oggettive inerenti il funzionamento delle strutture sanitarie pubbliche, l utilizzo pieno delle strutture stesse, la loro presenza sul territorio, l organizzazione dei quadri che vi lavorano, il riassetto e la riqualificazione degli stessi quadri medici da più parti auspicato e di cui il nostro giornale si è già occupato per quanto riguarda la Campania e chi più ne ha più ne metta. Ed è proprio della nostra regione una delle problematiche ultimamente balzate all attenzione pubblica in maniera fragorosa. Ed è quella dell assistenza diretta alla popolazione. Provati, a quanto ci è dato sapere, dall annosa questione della regolamentazione dei rimborsi da parte della Regione, i farmacisti hanno attuato una clamorosa protesta sospendendo l assistenza diretta ai cittadini. Dopo quasi un mese di protesta, i farmacisti e la Regione hanno trovato un accordo che ha consentito alla categoria di tornare all assistenza diretta. Il Gruppo regionale dei Democratici di Sinistra ha aperto un confronto tra istituzioni e cittadini sulla questione-sanità in Campania. Sul problema specifico ed in generale sugli interventi di cui necessita il sistema sanitario in Campania abbiamo sentito l onorevole Gennaro Mola, Presidente del Gruppo Regionale dei Democratici di Sinistra. Sentiamo cosa ci ha detto. On.le Mola, a lite composta, come giudica l agitazione dei farmacisti? Una scelta sbagliata, irresponsabile e ingiusta, soprattutto nei confronti delle categorie più deboli, gli ammalati e i meno abbienti. Tuttavia ritengo positivo l accordo sottoscritto tra la Regione e i farmacisti perché oltre a porre termine ad un disagio grave per l utenza, corrisponde ad un preciso indirizzo di risanamento e controllo della spesa farmaceutica nell ambito di un più generale governo della sanità in Campania. La Campania è la prima regione d Italia per spesa farmaceutica, diagnostica e ospedaliera convenzionata. Ed ha un deficit di miliardi. Una situazione che rischia di aggravarsi se la nostra regione sarà ulteriormente penalizzata nella ripartizione delle risorse a livello nazionale. Come intervenire su una situazione che rischia di diventare esplosiva? Il sistema-sanità in Campania ha bisogno di innovazione e di interventi strutturali. La spesa farmaceutica è solo la punta dell iceberg di una situazione deficitaria, che trova le sue fondamentali cause nella penalizzante ripartizione delle risorse nazionali, nell assenza di programmazione dei servizi, nella liberalizzazione selvaggia dell erogazione delle prestazioni e nella obsoleta rete ospedaliera. Quali, allora le azioni possibili di riordino funzionale? L avvio di una rete territoriale di servizi sanitari è condizione prioritaria per la riorganizzazione della sanità campana, così come l attivazione dei ricoveri a ciclo diurno, il progetto per l assistenza domiciliare. E necessario avviare la redazione del primo Piano sanitario regionale, anche alla luce della riforma del Ministro Bindi, e per meglio inquadrare l attivazione dei piani attuativi del Piano regionale ospedaliero. E necessario, poi, riformare il sistema promuovendo la concertazione con le OO.SS., le aziende pubbliche e private e la stessa Regione. Occorrerà puntare sulla mobilità e la riqualificazione urbana attraverso i progetti di decentramento ospedaliero. SUSSURRI & GRIDA Editore: Servire Napoli Redazione e amministrazione: Napoli - Piazza Municipio, 84 - tel. e fax Direttore responsabile: Federico Sisimbro Direttore: Carmine Zaccaria Vicedirettore: Paolo Montefusco Segretaria di redazione: Valentina Mercurio Progetto grafico e impaginazione: Salvatore Pescatore Reg. Trib. di Napoli n del 11/11/94 Stampato nel mese di Novembre presso l A.G.N. s.r.l. Napoli E con i privati? Quali rapporti il sistema sanitario dovrebbe attuare per un migliore raccordo? Al riparo da ogni demonizzazione è bene consolidare un sistema fortemente integrato pubblico-privato. Sarà necessaria una serrata concertazione tra i soggetti interessati, pubblici e privati, perché occorre una proficua e concreta programmazione della spesa e dei servizi. Sarà utile a tutti definire un quadro di certezze attraverso il governo delle quote di impegno e di attività. In tal modo tutti potranno sentirsi garantiti da un sistema equilibrato e funzionale. A proposito dell assistenza specialistica ambulatoriale è necessario l avvio dell accreditamento definitivo. A fine anno verranno a scadenza le nomine degli attuali direttori generali delle Asl. Come procedere alle nuove nomine senza cadere nelle solite dispute da occupazione di potere? E mia opinione che occorrerà non farsi intimidire da polemiche che, comunque, pregiudizialmente e puntualmente ricorrono nel momento in cui bisogna assumersi l onere di dover scegliere dirigenti. Credo che in nome dell etica della responsabilità si dovrà procedere alla nomina dei nuovi manager puntando sulla qualità, nella massima trasparenza. Personalmente ritengo che su tutte le questioni che riguardano il personale e la gestione delle risorse umane, che sono tante e qualificate, occorrerà essere, da parte di tutti, puntuali e conseguenti. Ciò varrà per le dotazioni organiche, i piani di formazione e l auspicato accordo sulla mobilità. Precisi impegni, dunque, da parte della Giunta regionale, delle aziende e delle organizzazioni sindacali. Paolo Montefusco

4 4 sussurri & grida n 7 - Novembre 1999 CRESCE IL SISTEMA BANCARIO DELL UCRAINA di Andriy Natalukha * Le funzioni della Banca Nazionale dell Ucraina (BNU), come la banca principale del paese, sono determinate dalla Costituzione dell Ucraina e la legge d Ucraina Banche e l attività bancaria. La funzione principale di BNU è il mantenimento della stabilità del denaro ucraino. BNU è l istituto di emissione del paese, realizza la politica statale della circolazione monetaria, del credito, del rafforzamento dell unità monetaria, organizza il saldamento tra le banche, provvede al coordinamento dell attività bancaria completa, definisce il corso di cambio. La BNU ha il monopolio per l emissione delle banconote in circolazione e batte anche la moneta nazionale in conformità alle decisioni del Parlamento ucraino (Verkhovna Rada). In conformità all articolo della legge ucraina Banche e l attività bancaria il sistema bancario dell Ucraina è diviso in: BNU, banche commerciali, compresa la Banca commerciale con l estero, Cassa di Risparmio d Ucraina e altre banche regionali e commerciali di diverso tipo e con diverse forme di proprietà. La BNU rilascia l autorizzazione per la costituzione di banche commerciali sul territorio dell Ucraina, effettua le registrazioni e rilascia le autorizzazioni a svolgere l attività bancaria. Le banche nelle loro decisioni operative sono autonome e indipendenti dagli organi esecutivi e amministrativi dello Stato. In caso delle seguenti violazioni da parte delle Banche: - violazione della Legge Banche ed attività bancarie - violazione delle normative economiche, di termine, delle tecnologie per l adempimento delle operazioni bancarie - emissione non autorizzata, mancato rispetto degli atti normativi della BNU - mancata presentazione di rendiconti oppure presentazione di rendiconti non veritieri - attività in perdita - minacce, pressioni o condizionamenti a clienti e creditori della banca - Impedimento dell attività antitrust o impedire al cliente il diritto di scegliere liberamente la propria banca. Fanno si che la BNU possa: - aumentare le riserve obbligatorie; - revocare (cessare) la licenza di svolgere alcune operazioni o tutta l attività bancaria; - estromettere l autorità bancaria dalla gestione della banca; - nominare un amministrazione temporanea per la gestione della banca; - far pagare la multa in conformità alle decisioni della Corte o del Tribunale arbitrale in proporzione all entrata ingiustificata, e applicare altre sanzioni economiche secondo la Legge; - decidere la riorganizzazione o la liquidazione della banca. Le banche commerciali di diverso tipo e di diversa forma di proprietà nascono dal capitale azionario. La quota massima di partecipazione di qualsiasi azionista o socio non può superare il 35% della partecipazione statale al capitale della banca commerciale. Nel libro di registro delle Banche, nelle Borse valutarie e nelle altre istituzioni finanziarie e creditizie sono registrate 211 banche, comprese due banche statali: Cassa di risparmio d Ucraina e Banca export-import d Ucraina. 178 banche sono società per Azioni (125 S.p.A. aperte - 53 S.p.A. chiuse), 31 banche sono Società a responsabilità limitata. Al 1 aprile 1999 sono state rilasciate licenze a 171 banche commerciali per operazioni bancarie, a 158 di queste sono state rilasciate anche licenze per svolgere operazioni in valuta estera. Secondo la Legge ucraina si può fondare in Ucraina una banca commerciale con la partecipazione di capitale straniero o col 100% di capitale straniero. Per essere registrata una banca commerciale deve avere un capitale sociale minimo di un milione di euro. Nelle banche con una partecipazione estera pari al 50% del capitale sociale, questo deve essere minimo di 5 milioni di euro, conformemente al corso ufficiale di cambio della BNU nel giorno di registrazione dell accordo. Nel caso in cui la partecipazione estera al capitale sociale superi il 50% dello stesso capitale sociale, questo non può essere inferiore a 10 milioni di euro, conformemente al corso ufficiale di cambio di BNU nel giorno di registrazione dell accordo. Oggi in Ucraina sono registrate 28 banche, costituite con la partecipazione di capitale straniero comprese 9 banche con il 100% di capitale straniero. La percentuale di partecipazione del capitale straniero nel capitale bancario ucraino è del 14%. La gestione del risparmio in Ucraina è affidata alla Cassa di risparmio dell Ucraina, che è una banca specializzata, ma è svolta anche da altre banche commerciali. La Cassa di Risparmio dell Ucraina oltre ad essere responsabile dell efficace attività di risparmio, provvede all introduzione di forme avanzate nei servizi del credito, dei pagamenti e di cassa, per l effettuazione del pagamento a mezzo banca, la diffusione e l estinzione di titoli, la concessione del credito ai cittadini, il servizio valutario ai cittadini ucraini e stranieri, il conferimento dei diversi servizi a pagamento. Al 1 aprile 1999 il capitale della banche è di 139,1 milioni di grivne (un dollaro USA = 3,2 grivne) compreso il capitale versato 10,7 milioni di grivne. Le attività bancarie sono 1219,6 milioni i grivne. Il volume del denaro raccolto è di 1029,2 milioni di grivne compresa la carta moneta in circolazione di 800,2 milioni di grivne. Secondo la legge ucraina Banche e l attività bancaria, le banche commerciali stabiliscono autonomamente gli interessi sulle loro operazioni. In conformità all art. 42 della Costituzione dell Ucraina, lo Stato garantisce la tutela della concorrenza nell attività imprenditoriale. Non sono ammessi abusi di situazione monopolistiche nel mercato, restrizioni alla concorrenza, concorrenza sleale. La BNU, secondo i Decreti presidenziali Misure complete per il risanamento bancario al del N. 44/99, e Le direzioni principali della politica concorrenziale nel e le misure per la loro realizzazione del N. 219/99, è incaricata di sviluppare la concorrenza sul mercato dei servizi bancari. Oltre a ciò, questi decreti stabiliscono la necessità dell introduzione di misure che blocchino: - qualsiasi contributo illegale; - la costituzione e le attività di istituti finanziari che impongono i propri servizi bancari alle aziende di qualche settore o regione. E inammissibile il mantenimento illegale dell attività bancaria da parte degli organi del potere esecutivo. E obbligatorio il coordinamento con il Comitato Antimonopolistico dell Ucraina per tutte le decisioni concernenti sviluppo della concorrenza nel campo dell attività bancaria. Le banche commerciali svolgono per aziende, organizzazioni, ditte e cittadini il servizio del credito, di pagamenti e di cassa, nonché altri servizi bancari quali: - l ottenimento e la collocazione di un deposito in denaro e di un credito; - l effettuazione di pagamenti basandosi sulla delega dei clienti, delle banche corrispondenti e anche il servizio di cassa; - la gestione conti dei clienti e delle banche corrispondenti; - il finanziamento e gli investimenti di capitale in base all incarico del proprietario oppure del responsabile del denaro investito; - l emissione di documenti di pagamento e di titolo (assegni, aperture, azioni, obbligazioni, cambiali etc.); - l acquisto e la vendita di documenti di pagamento, titoli e l effettuazione di operazioni bancarie; - il rilascio delle fidejussioni, garanzie e altre lettere d impegno a pagare a nome di terze persone; - il diritto di chiedere la fornitura di merci e di servizi, assunzione rischi, incasso delle richieste (factoring); - l acquisto in proprio di mezzi di produzione per poi cederli in locazione (leasing); - l acquisto da organizzazioni e cittadini e vendita ai medesimi di valuta (contanti) in conto deposito; - l acquisto e la vendita in Ucraina e all estero di metalli preziosi; - la raccolta e il collocamento di metalli preziosi, di conti e depositi, l effettuazione di operazioni bancarie con questi valori; - le operazioni fiduciarie (raccolta e collocamento denaro, gestione dei titoli etc.) sulla base delle disposizioni dei clienti; - la prestazione di servizi di consulenza; - l effettuazione di operazioni di cassa dal bilancio dello Stato secondo l incarico della BNU; - l effettuazione di altre operazioni autorizzate dalla BNU. - Le banche fanno dette operazioni secondo il proprio Statuto. - Le banche commerciali non hanno il diritto di operare nei settori delle assicurazioni, del commercio e della produzione materiale. * Consigliere Commerciale della Ambasciata Ucraina in Italia

5 n 7 - Novembre 1999 sussurri & grida 5 BORGES O L APORIA IMPOSSIBILE di Francesca Gambardella Rappresentante di quella seconda generazione di narratori sud-americani che hanno consentito alla loro civiltà letteraria di affacciarsi sul panorama internazionale Borges, che nasceva cento anni fa a Buenos Aires, si collocava ben presto al centro di significative quanto svariate esperienze letterarie. La ricca articolazione delle sue matrici culturali, acquisite soprattutto durante i lunghi soggiorni giovanili in Europa, gli consentì infatti di affiancare, alla volontà di conseguire una profonda sintonia di forme e contenuti (un istanza, questa, che riecheggiava JORGE LUIS BORGES Nacque a Buenos Aires nel Tra il 1919 e il 1923 visse in Spagna l esperienza avanguardista, trasferendo poi l ultraismo nella sua patria, quando vi ritornò nel Ma dall ultraismo si staccò ben presto per volgersi ad una poesia più intima e semplice, riscoprendo il mondo nella sua patria e la poesia nascosta nelle piccole cose del quotidiano (Fervore di Buenos Aires,1923; Luna di fronte,1925). Scrisse numerosi studi critici e prose: Storia universale dell infamia (1935); L Aleph (1939); La biblioteca di Babele, Finzioni (1944) in cui si fondono novella e saggio, invenzione e realtà, metafisica ed erudizione; L Artefice (1960) in cui si alternano prosa e poesia. Raccolse le sue convinzioni filosofiche ne L antologia personale (1961).Colpito da progressiva cecità, fino a perdere del tutto la vista, proseguì instancabile la sua intensa attività letteraria viaggiando e portando ovunque il suo messaggio poetico con, inoltre, Il manoscritto di Brodie (1970); L oro delle tigri (1972); la raccolta di racconti Il libro di sabbia (1975); i volumi di poesie La rosa profonda (1975) e la Moneta di ferro (1976); La cifra (1979); e Borges orale (1979), serie di lezioni tenute all Università di Buenos Aires. Postumi sono usciti numerosi volumi antologici. Morì a Ginevra nel evidenti concezioni classiche) le più moderne avanguardie storiche con cui era entrato in contatto in Spagna tra il 1919 ed il In questa ricca messe, tuttavia, l autore non operò selezioni: provenendo da una realtà culturale ancora giovane, raccolse il meglio dai vari contatti culturali senza dimostrare di avere risentito di una particolare familiarità d elezione con qualche specifico milieu. Lo spessore del suo retroterra culturale risulta quindi originalmente piegato alle profonde esigenze di una sensibilità più che mai vicina ai più drammatici interrogativi esistenziali del nostro secolo la coscienza della frantumazione del reale, come conseguenza della frantumazione del sé, perviene infatti ad una tensione drammatica generata dall incomprensibilità del reale e, quindi, dell impossibilità di ricondurlo all unità. L incontro tra la vastità delle sue conoscenze e tale visione della realtà genera, nella produzione dell autore, una conseguenza di cui si fa interprete il personaggio di Ireneo Funes, l uomo dalla memoria prodigiosa che incamera per sempre il ricordo preciso di quanto lo circonda : campione di una consapevolezza totale quanto non selettiva del reale, rappresenta al tempo stesso le aspirazioni dell autore ( presto o tardi ogni uomo farà tutte le cose e saprà tutto ) e la coscienza della loro irrealizzabilità e inutilità ( un inutile catalogo di tutte le immagini del ricordo ), in quanto il flusso magmatico della coscienza e l insieme gigantesco delle coscienze non possono beneficiare di alcuna categorizzazione. Ed il rapporto tra le due posizioni rimane per sempre chiuso nella propria dialettica : da qui l ossessivo ripetersi, a il libro Gli altri Michele Prisco - Rizzoli 1999 Gli altri Michele Prisco - Rizzoli 1999 Con Gli altri Michele Prisco ha vinto, nel corso del 1999, il PREMIO FLAIANO ed il PREMIO ELSA MORANTE - PROCIDA di Anna Montefusco livello di poetica, del tema dello specchio, del labirinto, dove la ricerca può riflettersi all infinito in se stessa. Gli unici valori ammessi da Borges sono dunque fondati sull assenza di sintesi, considerato che tesi ed antitesi si negano radicalmente a vicenda. Siamo allora ben lungi dalle classiche aporie che consentivano la stigmatizzazione di un sistema, cioè all impossibilità di stabilire aporie ; e tale sistema, in anticipo sui tempi, poteva essere assunto come figura dei tempi moderni, dove è cultura tutto o niente, dove il crollo dell ideologia ha sviluppato un relativismo diffuso e ogni messaggio prelude già al suo opposto e quasi lo giustifica, come a dimostrare che il bispensiero di Orwell, almeno in una versione più familiare, e presentataci dai media, non era poi un mero fantasma letterario. Ci piace credere che il ritrovamento di un manoscritto iniziato negli anni cinquanta, e mai concluso, dello scrittore Michele Prisco sia autentico, come autentica la sua amnesia nei confronti dello stesso fino ad ignorare la ragione stessa della sua interruzione.ci piace crederlo e ci crediamo se non altro perché Michele Prisco ci regala una bella e struggente storia intervallata da riflessioni ad alta voce in un gioco in cui narrazione e realtà si susseguono fino a fondersi, fino a quando, cioè, il personaggio principale esce dalle pagine del libro e si insinua nella mente e nella vita dello scrittore reclamando la propria identità e condizionando, alla fine, l epilogo stesso del romanzo.amelia Jandoli è una scialba e matura signorina la cui vita, scandita da monotoni ritmi, sarà sconvolta da una inattesa quanto misteriosa visita di un giovanotto che la condurrà, dapprima riottosa e poi rassegnata, al capezzale di un uomo che, morente, invoca il suo nome. Questo equivoco iniziale costringerà la donna a guardare al di là del proprio mondo e le darà il coraggio di scoprire prima e di affrontare dopo gli ALTRI: persone che si muovono in spazi paralleli ai suoi ma che poi, all improvviso, li invadono. Qualcuno abuserà del suo nome, qualcun altro, senza volerlo, la turberà profondamente. Ma Amelia Jandoli non svelerà immediatamente quello che scoprirà quasi subito e ciò le permetterà di rimanere in gioco e di inventarsi occasioni per nuovi incontri con l uomo che, involontariamente, la scuoterà da un torpore lungo tutto una vita. Se i sogni di Amelia saranno destinati ad infrangersi ad uno ad uno o a realizzarsi non lo diremo per correttezza verso il lettore e perché ci parrebbe riduttivo nei confronti della stessa Amelia che ha guidato la mano dello scrittore cucendosi addosso un finale che potrebbe essere, invece, un inizio: l inizio di un curioso rapporto tra creatura e inventore che, in vena di bilanci e con un po di tristezza, ritiene possa essere l ultima delle sue creature. Ci piacerebbe credere che così non fosse e che Michele Prisco ci facesse ancora leggere qualcosa di bello.

6 6 sussurri & grida n 7 - Novembre 1999 GRAGNANIELLO NON SI PUÒ INCATENARE L ARTE Seconda parte dell intervista al cantautore partenopeo. Dall uscita del numero precedente di Sussurri&grida, nel quale abbiamo pubblicato la prima parte dell intervista che ci ha concesso, ad oggi Enzo Gragnaniello ha trovato il tempo per vincere ancora una volta il premio Tenco per la miglior canzone dialettale. Gli facciamo i complimenti affidandoci, per il resto, al pensiero profondo della sua seconda serie di risposte. Sei soddisfatto di quanto hai espresso finora o hai ancora delle cose da dire? Non sono contento ancora. Perché quello che voglio esprimere deve essere filtrato dal sistema del mercato discografico che razionalizza tutto per alimentare gli interessi come la stessa televisione che io trovo nociva perché c è una falsa intellettualità e la gente non riesce più a capire. Chi ha dei sentimenti sa se stai dicendo delle cose vere in televisione. Ma a loro non interessa far crescere spiritualmente la gente, non interessa la semplicità perché c è un mercato da alimentare. Continuerai sulla strada della ricerca? C è sempre qualcosa di più profondo da comunicare. Ma poi le cose semplici risultano essere le più difficili. Comunque sto cercando di produrre delle cose e di proporle ma che comunque porterò avanti anche se per il mercato discografico contano solo i numeri delle vendite e c è scarso interesse per l artista. Pensi che nella nostra città sia possibile creare degli spazi di sfogo per la musica che vadano al di là del momento commerciale? Occorrerebbe prima una rivoluzione spirituale. Viviamo in una società alimentata da interessi banali perché è proprio nella banalità che sguazzano quelli che hanno meno cose da dire e che sono di più. E chi non ha sentimenti, chi è un falso intellettuale non si tira mai indietro, di qualunque cosa debba occuparsi, si butta subito avanti anche se, per esempio, dovesse andare al governo di un paese. Si assumono atteggiamenti di arroganza, di presunzione ma è tutta una finzione, ognuno recita una parte. Mai, invece, un vero intellettuale, un saggio si permette di fare pubblicità a se stesso. Ciò è pericoloso perché è tutto in mano ai finti intellettuali alla gente piena di sapere ma che analizzata subito rivela di non avere un minimo di saggezza. Certo, hanno capacità di comunicare in un certo modo ma solo attraverso codici loro che confondono la gente. Giocano la loro partita di potere a scacchi, dimenticando la gente che aspetta da loro di poter vivere in maniera più equilibrata. Questa ricerca di potere, secondo me, deriva dalla paura dell ignoto, è una corsa sfrenata ad avere sempre il meglio attraverso il potere, di dimostrare sempre qualcosa a qualcuno come si fa da bambini verso il proprio padre. E questo vale anche in politica dove non ci si preoccupa di avere un minimo di saggezza ma ci si allena solo ad essere quello che si è. L arte, invece, supera qualsiasi filtro della razionalità e ti consente di essere te stesso senza portare maschere, libero. L artista non è controllabile : prova ad incatenare una nuvola. Sono state dette tante cose su Mia Martini, cos altro si può aggiungere? Che era un artista fuori dai soliti meccanismi commerciali. Le interessava cantare, essere se stessa. Ti somigliava? Si, era simile a me. Ha sofferto molto sentimentalmente ed ha sofferto molto della stupidità di certa gente che vendendola la evitava. Aveva delle ferite molto profonde sia in senso sentimentale che in quest altra direzione. Era una persona allegra e ricordo che era molto precisa nelle cose, era estremamente ospitale, se stavi a casa sua ti faceva trovare tutto pronto, aveva un grande sentimento, era una donna antica in questo. Quanto c entra l ambiente musicale, il sistema, con la distruzione di un artista? Molti artisti sono morti per depressione con il suicidio, altri con la droga o con l eccesso di farmaci. Io penso che l idea del suicidio la portiamo tutti addosso. Non credo che Mia Martini si sia suicidata, credo che sia stata vittima di eccessi. Era una donna sola, distrutta sentimentalmente, con ferite profonde. E questo può capitare ad un artista. Per fare un altro esempio, basta citare Janis Joplin che era un altra grande artista dotata di grande forza. Ma questa forza viene proprio dal dolore, gli artisti in questo senso sono delle spugne, assorbono più degli altri Anch io mi sono sentito stanco a volte ma poi penso che ho la musica e ho tante cose da dire. Spesso capisci che la nostra mente è concentrata su cose di basso livello, su paure minime, su valori materiali ma basta essere intelligenti ed avere anche molti soldi senza creare problemi agli altri. E dove non c è l intelligenza che cominciano i guai. Io continuerò a ricercare dentro di me. Mi piace scendere nel profondo, a fare musica irrazionale, sperimentale. Mi piace dire delle cose al di là dello spazio minimo di una canzone, andare più a fondo. Mia Martini prima, Ornella Vanoni poi. Ci dai il nome di una terza donna con la quale ti piacerebbe cantare? Pietra Montecorvino. Adesso ha preparato un disco molto bello tutto scritto da lei, arrangiato da lei nel quale comunica una passione struggente forte delle cose che ha vissuto. E molto interessante. Oggi credo che lei sia una delle cantanti più interessanti che abbiamo in Europa. Ma poiché siamo un Paese bigotto, povero quando vediamo una persona trasgressiva pensiamo che ciò è male e scatta la paura. Ci sono persone che hanno un modo di essere trasgressive particolare ed è da loro che bisogna attingere. Invece è stata emarginata anche perché ha rifiutato di fare film stupidi essendo anche una grande attrice. Lei canta delle cose di grande spessore, molto profonde. Le sto producendo un disco perché un artista a questi livelli va aiutata. A Napoli, in particolare, se un artista è bravo lo è davvero perché Napoli è la città della musica, del canto, dell energia : il Vesuvio, il tufo. Cosa ha significato Sanremo per te? Sanremo è stato un ariete per sfondare una porta sempre chiusa. La scelta di andare a Sanremo è dovuta ad una precisa riflessione, diversamente non ci sarei mai andato. Credo che tutti debbano sapere che c è qualcosa di diverso da conoscere. Ho pensato che non potevo scrivere canzoni per un gruppo ristretto di persone. E poi quel pezzo non è scritto così per caso ma ha una sua alchimia e avevo bisogno di un altra artista per portarlo in scena : io che sono una quercia, lei rappresenta le foglie. Una delle canzoni più belle del festival era quella di Nino D Angelo La canzone di Nino d Angelo è stata sicuramente tra le migliori, per l arrangiamento, perché cantata in napoletano, popolaresco o non popolaresco non ha importanza. Comunque è una voce, ha un suono Nino D Angelo, quello che non ho sentito negli altri artisti che sono un po troppo italiani. Un capolavoro della musica napoletana ed internazionale come O sole mio è stato scritto in Russia. Secondo te, ciò può avere un significato che vada al di là del fatto contingente? C è un simbolismo alla base. Una canzone scritta in un Paese dell Est dove c è il freddo è un po come dire che le nuvole non possono annientare il sole. Il sole ci sta, sta dietro ma ci sta. Sono e nuvole che se ne vanno. Il sole c è anche in Russia. O sole mio è un inno internazionale, è come un quadro di valore che rimane nella storia. Perché c è un discorso universale dentro, spirituale, preciso. Se tu dici che bella cosa è na iurnata e sole e lo dici a tutti gli esseri umani automaticamente metti un seme. Oggi sembra che O sole mio sia qualcosa di obsoleto però se tu analizzi un attimo le cose vedi che quella frase detta con quella semplicità non morirà mai perché è un alimento spirituale. Significa che il sole c è sempre, non devi farti ingannare dall illusione della neve. Io, tra l altro ho scritto per Geraldina Trovato Il sole dentro, significa che il sole lo puoi trovare anche dentro di te e quando lo trovi il buio non esiste più. (2 Fine)

7 n 7 - Novembre 1999 sussurri & grida 7 CONFRONTO Segue da pag. 1 Da anni, a Napoli crescono il desiderio di dibattito sul periodo borbonico, la voglia di una analisi storica esatta, il riesame di tanti fatti che hanno inciso sulla lunga storia delle nostre regioni. Opera già portata avanti da diverse realtà associative. Entrambe le posizioni hanno trovato terreno fertile nella città di Partenope ed hanno potuto sostenere le proprie ragioni trovando degna risposta tra la gente. Con l avvocato Gerardo Marotta studioso e presidente dell Istituto per gli Studi Filosofici ed il Conte Giuseppe De Vargas Machuca capo della Deputazione napoletana del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e vice presidente dell Associazione Culturale Borbonica Rinascita Meridionale crediamo di aver posto un argomento di grande portata storica e culturale nelle mani e nei pensieri migliori. L auspicio è quello di contribuire ad una crescita del confronto perché esso possa diventare sempre più diretto, possa trasformarsi sempre più in un faccia a faccia tra due pensieri che si sono, finora, confrontati solo a distanza. MAROTTA LE DOMANDE Abbiamo chiesto all Avvocato Gerardo Marotta, presidente dell Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ed al Conte Giuseppe De Vargas, Capo della Deputazione Napoletana del Sacro Militare Ordine Costantiniano e vice presidente dell Associazione Culturale Borbonica Rinascita Meridionale di rispondere a sei domande sul tema della Repubblica partenopea del 1799, evento di cui quest anno ricorre il bicentenario. Abbiamo voluto sapere da loro quali furono le ragioni politiche di quella vicenda, chi furono i protagonisti, quale significato dare a quella stagione della storia napoletana. Sussurri&grida ha realizzato, così, un dibattito pubblico, su questo tema, da più parti auspicato. Queste le domande: 1) Quali furono le condizioni storiche all interno delle quali nacque il movimento del 1799? 2) Quale fu, realmente, il ruolo dei nobili nella vicenda? 3) Quale parte svolse, invece, la popolazione? 4) Qual è la figura umana di quella vicenda che merita una particolare citazione e perché? 5) Come si inquadrano i fatti del 1799 all interno della situazione politica di quell epoca? 6) Quale insegnamento si può trarre oggi da quella vicenda? DE VARGAS 1) A Napoli, già nel 600, la fervida generazione di Giuseppe Valletta, di Tommaso Cornelio, di Marco Aurelio Severino, di Lionardo da Capoa, di Francesco D Andrea aveva fatto della città uno dei centri maggiori della Repubblica delle Lettere; dalla vivace circolazione di idee messa in moto dalle Accademie erano poi nati la rigorosa fioritura intellettuale della prima metà del 700, il pensiero civile di Pietro Giannone e la nuova scienza di Giambattista Vico. Nella seconda metà del XVIII secolo l intellettualità napoletana formatasi a quella scuola poté quindi accogliere prontamente il messaggio dei Lumi. Il nuovo pensiero fu al centro di un dibattito intenso e si formò un gruppo di intellettuali di livello europeo e di altissima ispirazione civile che riuscì a svilupparlo in maniera creativa, a contatto con la tradizione della città, e manifestò presto la volontà di rendere efficaci nella vita sociale le nuove idee. Con l approssimarsi della fine del secolo, però, sempre più evidente diventa la distanza fra la monarchia illuminata di Carlo di Borbone e l impenetrabilità ai Lumi di quella di Ferdinando. Già in Filangieri si avverte che lo spirito rivoluzionario è in cammino e la ragione è impaziente di misurarsi nel campo della pratica coi suoi avversari, mentre nei Saggi politici Francesco Mario Pagano critica l assolutismo e vede nei valori morali il fondamento ed il presidio degli Stati. Nelle sue pagine si manifesta il distaccarsi sempre più netto della classe colta napoletana dalle speranze di un assolutismo riformatore. Le idee del Filangieri, del Grimaldi, del Pagano sfociarono nel giacobinismo meridionale: ne sorsero un vasto movimento di idee e un susseguirsi di iniziative contro il feudalesimo ed il regime borbonico. Il conflitto raggiunse il culmine appunto nella Repubblica del 99, le cui radici vanno dunque ricercate in una ricca e feconda tradizione culturale. Questa, si potrebbe dire, la causa remota. La causa prossima, la scintilla, fu la velleitaria guerra dichiarata ai francesi da Ferdinando IV. 2) La rivoluzione napoletana non fu una rivoluzione di classe come quella francese, di cui fu protagonista assoluta la borghesia. A Napoli le esigenze di un profondo rinnovamento della società furono avvertite dalla parte migliore di ogni strato sociale. Fra i patrioti troviamo tanto uomini di scienza come Domenico Cirillo, quanto uomini di legge come Francesco Mario Pagano, tanto uomini di chiesa come Mons. Michele Natale quanto popolani come Michele o Pazzo, e troviamo con ruoli decisivi e con grande ascendente esponenti dell aristocrazia da Ettore Carafa e Giuliano Colonna a Francesco Caracciolo e Gennaro Serra di Cassano. 3) Quanto alla reazione del popolo, dei cosiddetti lazzari, anche Benedetto Croce, ricorda, nella sua Storia del Regno di Napoli, che essi si batterono eroicamente Segue a pag. 8 1) Non credo che si possa parlare di un vero e proprio movimento del Le idee rivoluzionarie a Napoli erano state fatte proprie da una ristrettissima minoranza che si era limitata esclusivamente a mere esercitazioni letterarie ed a chiacchiere da salotto. La prova di ciò sta nella assoluta mancanza di peso e di iniziativa di questi personaggi che si mossero solo quando gli invasori francesi, occupato il Regno, erano alle porte di Napoli. I giacobini napoletani non avevano nessun programma politico ma soggiacquero supinamente a tutto quello che i francesi gli imposero. Fantocci nelle mani della Francia. Quando le truppe francesi lasciarono il Regno di Napoli la repubblica partenopea crollò miseramente. Oggi personaggi del genere si definirebbero collaborazionisti. Per quanto riguarda il contesto storico, il Regno delle Due Sicilie aveva intrapreso, fin da Carlo di Borbone e poi con Ferdinando IV, una serie di riforme riguardanti direttamente i ceti sociali più umili e principalmente quello contadino. Era uno Stato al passo coi tempi se non all avanguardia in certi settori, la legislazione civile e criminale veniva reputata la più evoluta d Europa; nascevano le prime officine industriali, vi era una grande tranquillità ed un certo benessere ampiamente diffuso. Questo processo riformistico venne bruscamente interrotto dagli avvenimenti nel 1789 in Francia. Da quel momento, non solo il Governo Napoletano ma tutti i Governi europei adottarono a pieno diritto una politica molto più rigorosa e forte. 2) Una parte della Nobiltà cominciò a essere ostile alla Monarchia riformatrice. Essa, insieme a vari strati della borghesia mercantile ed agraria (i nuovi ricchi), aderì alle idee rivoluzionarie ritenendo di poter trarre vantaggi da un cambiamento di politica e di governo. 3) Il popolo nella sua totalità fu fedelissimo al re. Basti pensare alla grande insurrezione generale levatasi in ogni parte del Regno contro i francesi invasori. Coloro che si sollevarono, però, non sono ricordati come patrioti ma come Lazzari e Briganti. Ancora oggi, malgrado ci sia in atto un grande processo di revisione che rende finalmente giustizia alle decine di migliaia di morti che caddero per difendere la propria terra, c è qualcuno che contro ogni logica del buon senso e della verità storica continua a chiamare Lazzari e Briganti quelli che in altri paesi, storicamente più civili ed onesti di noi, sono celebrati come eroi (vedi la Spagna e la stessa Francia). 4) Una citazione particolare la meritano due uomini: il Cardinale Fabrizio Ruffo e Michele Pezza, detto Fra Diavolo. Uomini di grande carisma e dalla fortissima personalità che seppero dare alla controrivoluzione un impronta chiara, ordinata e vincente. Bistrattati dalla storiografia ufficiale liberale, trattati peggio dei più pericolosi delinquenti, essi si diedero interamente alla causa non per gli onori ma per la fede. Segue a pag. 8

8 8 sussurri & grida n 7 - Novembre 1999 MAROTTA Segue da pag. 7 Si, ci furono decine di insorgenze, di sollevazioni popolari antirivoluzionarie, in tutta l Italia meridionale, ma potevano i popolani comportarsi altrimenti? La propaganda reazionaria e clericale faceva credere che i francesi fossero venuti a violentare le loro donne, mogli, sorelle, madri. Autori degli stupri in effetti furono gli ergastolani liberati in Calabria dal re e dal cardinale Ruffo, gli stessi ergastolani che formarono l armata della Santafede. Si parla genericamente di lazzari, ma Croce spiega che si trattava di persone pacifiche incitate dagli ergastolani, che erano i veri autori e istigatori delle violenze imputate genericamente al popolo. 4) Il problema è questo: noi ci troviamo di fronte a un equivoco comune nell opinione pubblica, che ignora che nel 1799, come si può leggere in tutti i libri di storia, in Francia i giacobini non erano più al potere, a Parigi la reazione termidoriana aveva dato tutto il potere al Direttorio, e il Direttorio vedeva con sfavore e ostilità la costituzione di una Repubblica giacobina in Napoli e non volle mai ricevere a Parigi la delegazione del Governo della Repubblica Napoletana. La verità è che quando Championnet inseguì l esercito di Ferdinando IV che aveva tentato di occupare Roma e di abbattere la Repubblica Romana, aveva nel cuore l ideale di una repubblica giacobina a Napoli. Questo sogno e questo sentimento erano condivisi da Marc Antoine Jullien. Mentre le Repubbliche Cispadana e Cisalpina erano state costituite di forza dalle baionette francesi, invece a Napoli furono i filosofi e i giacobini che dopo la fuga del Re e di Nelson a Palermo conquistarono Sant Elmo. 5) E soprattutto importante rilevare il legame tra Rivoluzione napoletana e Rivoluzione francese. E a questo proposito vale la pena ricordare che la prima non fu certo un astratta e meccanica trasposizione di idee francesi a Napoli. Michel Vovelle ha tenuto a sottolineare, nel corso del convegno sul tema: La Repubblica napoletana del 1799 fra storia e storiografia, che i patrioti napoletani si erano impadroniti di Castel Sant Elmo prima dell arrivo dei francesi, dimostrando in tal modo che in Napoli esisteva già una presenza rivoluzionaria e che i patrioti non erano, come spesso sono presentati, una schiera di utopisti al seguito dei francesi, ma essi, i giacobini napoletani, furono i protagonisti di una precisa iniziativa, sostenuti da un grande pensiero e da un grande, incorruttibile ed inflessibile coraggio civile che non venne mai meno, neanche per un istante. 6) Oggi, nel nostro Paese, noi dobbiamo dare l avvio ad una presa di coscienza, ad una piena consapevolezza che la Rivoluzione e la Repubblica napoletana nel 1799 e il grande pensiero meridionale, da Bruno a Vico, da Gaetano Filangieri a Francesco Mario Pagano fino a Bertrando e Silvio Spaventa e a Benedetto Croce, quegli eventi e quel pensiero, quasi ignorati nei testi scolastici e nell insegnamento universitario, devono concorrere a ravvivare la coscienza di quella dimensione morale e civile che esso oggi va perdendo. In Europa poi, dopo la seconda guerra mondiale, ha affermato Hans-Georg Gadamel, si è provveduto alla ricostruzione materiale dell Europa le città, le industrie, le strade, le ferrovie, e con esse la speculazione edilizia, il disordine urbanistico, il saccheggio del paesaggio ma non si è pensato alla ricostruzione spirituale, all educazione e alla formazione delle nuove generazioni, alla creazione di un più alto costume e della vita etica. Qual è il compito degli uomini di cultura nel nostro secolo? Questa è la ricerca che attende le nuove generazioni! Benedetto Croce, quando meditava sulla patria italiana e sulla patria europea, diceva che se ritorniamo col pensiero alle tradizioni politiche dell Italia, troviamo che una sola classe ha sentito veramente la patria italiana e la patria europea e si è battuta e sacrificata per essa, quella degli uomini di cultura, ai quali soltanto deve andare la nostra gratitudine per quanto hanno fatto di bene all anima di questo paese! DE VARGAS Segue da pag. 7 Quando il Col. Michele Pezza fu fatto prigioniero (1805) gli fu proposto di passare al servizio dei francesi ma egli rispose che avrebbe preferito mille morti piuttosto che mancare alla fede data al proprio sovrano il quale per nessuna causa avrebbe tradito. Fu impiccato. Nessuna lapide ricorda quest uomo morto per difendere la patria. 5) La situazione politica in Europa, nel 1799, era caotica. La penisola italiana era sconquassata dalle orde francesi; da ogni parte si levavano le popolazioni contro gli invasori apportatori soltanto di terrore e morte, altro che libertà. Del resto tutta l Europa era nelle stesse condizioni, costretta a difendersi dalla Francia rivoluzionaria che voleva imporre la sua libertè, egalitè, fraternitè, sulla punta delle baionette dei suoi soldati. 6) Quella vicenda, come tante altre, può solo far capire che il tempo è galantuomo. Non si può mentire spudoratamente negando e tacendo fatti e circostanze. Sul 1799 ci hanno sempre mentito e continuano a mentirci. Il 99 non fu una rivoluzione di popolo ma una rivoluzione contro il popolo. SANNAZARO, UN GIUBILEO DI RISATE Basta la parola, anzi il nome: Benedetto Casillo. E così è subito chiaro a tutti quale sarà l atmosfera che caratterizzerà questa presentazione della nuova stagione teatrale del glorioso Sannazaro che si tiene, come sempre, nella platea del teatro napoletano. L ambiente, giornalisti e protagonisti, è già ben disposto ma con Casillo, signore e signori, la battuta é nell aria e non mancherà all appuntamento. Ma andiamo per ordine. E all insegna dell idea nuova il programma della stagione Lo fa capire subito Gianfranco Gallo (uno degli attori principali, con Lara Sansone, della compagnia stabile del Sannazaro basata ormai su un gruppo che lavora insieme da anni permettendo così di delineare bene i caratteri dei personaggi) presentando i contenuti del primo spettacolo della stagione: Un vizietto napoletano, che con il famoso PRESENTATA LA STAGIONE 99/2000 film ha in comune l atmosfera, deve il suo sapore trasgressivo alla vicenda che è ambientata fra travestiti e vuole essere una scelta provocatoria in relazione all avvento del Giubileo del Stessa cosa si può dire per Non ci resta che ridere che narra la storia di una coppia che, di fronte ad un improvvisa fortuna economica, deve scegliere se vivere secondo santità o fare una scelta diversa di fronte alla ricchezza. Ed allineata allo stesso spirito vi è la classica Cantata dei Pastori che sarà diversa perché molto comica. In ogni caso il messaggio che tiene ad esprimere, nemmeno tanto velatamente, Gianfranco Gallo è quello di un Giubileo che dev essere un occasione per riflettere sull uomo e non l opportunità per organizzare una serie di attrazioni. Altra grossa novità nel carnet degli spettacoli per il duemila è quella dei concerti di musica classica napoletana che si terranno ogni lunedì e che avranno come protagonisti Mario Maglione, Gianni Cannavacciuolo e Mirna Doris. E lo stesso Mario Maglione a sottolineare la mancanza a Napoli di un posto dove fare la canzone classica ed a presentare la sua esibizione come non intimista dal punto di vista tecnico, dato il suo timbro vocale, ma certamente dal punto di vista della scelta dei brani. E poi tocca a Benedetto Casillo il quale é ben lieto di andare a ruota libera, nella presentazione degli spettacoli che lo coinvolgeranno, con la sua inimitabile verve cominciando subito col dire che da zingaro dello spettacolo ha finalmente trovato pace al Sannazaro. I titoli sono: A mappata e Nu mese o ffrisco ma il pezzo forte è senz altro il ritorno in scena con I SADICI PIANGEN- TI in coppia con Renato Rutigliano. Il glorioso duo riprende la sua attività dopo circa 20 anni (sono stati attivi dal 74 all 80) con l intento di farsi artefice di un ritorno al futuro, della comicità napoletana dopo essere stato il primo, nel 74, a fare cabaret al Sud. Ma torniamo ora all intervento di Gianfranco Gallo il quale ha illustrato ai presenti anche altre iniziative promosse dal Sannazaro. Innanzitutto, l adozione di una tenda che consentirà alla compagnia di andare in giro (in tutta la Campania) e ciò per fare in modo di essere indipendenti dai meccanismi dei Consorzi teatrali per gli spettacoli da portare in altri luoghi. Poi, l idea di lasciare il Teatro aperto a luglio ed agosto per farne una sala di lettura fornita di giornali, libri e servizio bar ed inoltre per dare visibilità ad una struttura storica stranamente tenuta fuori dagli itinerari turistici. Infine, una mostra su Luisa Conte ed un allestimento sulla figura di Padre Pio, sulle vicissitudini di un uomo che si trova all improvviso travolto dalla sua santità. Per questi due ultimi appuntamenti il Sannazaro organizzerà, a suo tempo, delle conferenze di presentazione.

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