Un contratto per il futuro

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1 ( ) Anno II nuova edizione - numero 6 - febbraio 2012 IDEE & FATTI Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB ROMA Prezzo copia 0,20 Un contratto per il futuro Pensioni Cosa cambia con la manovra di Monti. Problemi e prospettive Unicredit Le montagne russe dopo l aumento di capitale. Il ruolo dei piccoli azionisti Vertenze Accordo per la Bnl, sentenza per Ideafimit: un caso ancora aperto

2 PERSONE segui in diretta il rinnovo dei contratti nazionali GILBERT. LA MARIMBA Ha finito?. Parole pronunciate al Metropolitan di New York da Alan Gilbert che ha fermato la sua orchestra proprio mentre si avviava al finale della Nona Sinfonia di Gustav Mahler. Dalla platea, in religioso silenzio, si era levato, alto e forte, da un telefonino, il suono della marimba strumento a percussione che ha origini africane, molto usato per la musica folk. Alla domanda del prestigioso direttore della New York Philarmonic non c è stata risposta. Il maestro, con calma olimpica, si è limitato a dire: Aspetteremo. Con il pubblico che ne diceva di tutti i colori nei confronti del telefonista. TYMOSHENKO. DESAPARESIDA Mia madre non deve morire in carcere Eugenia Tymoshenko lancia un nuovo appello perché l Europa e gli Stati Uniti intervengano: Salvatela e fate presto. Yulia, la leader della Rivoluzione arancione, già leader dell Ucraina, condannata a sette anni di carcere, in un processo farsa, perché avrebbe favorito la Russa nel contrattare le forniture del gas, è stata trasferita da Kiev a Kharkiv per isolarla ancora di più. E gravemente ammalata, non cammina, le è proibito perfino di farsi la treccia ai capelli. L oblio più assoluto, perché venga dimenticata perfino la sua esistenza. HACK. LE STELLE Un viaggio affascinante attraverso due opposte visioni del mondo. E quanto racconta l astrofisica Margherita Hack in Dalle stelle la misura dell uomo che prende in esame la teoria tolemiaca e quella copernicana. Tolomeo nel II secolo dopo Cristo descrive la terra come immobile al centro dell universo. Copernico nel VXI opera una vera e propria rivoluzione che apre l era moderna. Sono i pianeti a muoversi. L astronomo Copernico non avrebbe mai immaginato che la sua scoperta sarebbe stata utilizzata non solo nel campo della astronomia, ma anche da potenti e tiranni... 2 incontri

3 L EDITORIALE Una firma difficile. Per tutti di MAURIZIO ARENA* Adistanza di un anno dalla sua scadenza è stata firmata l ipotesi d accordo del contratto per i lavoratori del settore del credito, frutto di una trattativa difficile e, soprattutto nell ultima fase, caratterizzata da un confronto molto duro con l Associazione Bancaria. Il testo, per l approvazione definitiva, sarà presentato ai lavoratori e sottoposto a votazione nel corso di assemblee unitarie. Si è sicuramente trattato di un negoziato complesso durante il quale è stato necessario mantenere i piedi ben piantati per terra, ma, nel contempo, avere lo sguardo rivolto al futuro. Il momento in cui si è svolto il rinnovo di questo contratto è probabilmente il più difficile dal dopoguerra. Alle già note difficoltà in cui si trova il paese si sono poi aggiunte le richieste di ricapitalizzazione pervenute da Eba alla banche italiane che hanno determinato una ulteriore criticità. Il risultato ottenuto non può, quindi, prescindere da questa situazione di contesto. Dopo una trattativa si ha sempre la sensazione che qualcosa poteva essere fatta meglio; ritengo, tuttavia, che aver garantito un sostanziale recupero inflattivo e la possibilità di creare occupazione stabile nel settore non siano risultati da sottovalutare, anche se, per raggiungere questo risultato è stato necessario richiedere alla categoria un sforzo ulteriore. Uno dei punti qualificanti di questo contratto risiede nel fatto che le nuove assunzioni saranno facilitate grazie alla costituzione di un fondo alimentato dal contributo di tutti i dipendenti con l equivalente di una giornata di lavoro. Il top management sarà invece chiamato a contribuire a tale fondo con una percentuale del 4% della propria retribuzione e questo, a mio avviso, è un segnale importante che va nel senso, da tempo auspicato dalle organizzazioni sindacali, di una più equa distribuzione dei sacrifici finalizzati allo sviluppo e alla ripresa. Sotto questo profilo la lettera del presidente Mussari alle banche che sollecita una maggiore moderazione retributiva per i propri vertici ed il loro contributo per la nascita del fondo per l occupazione è un atto di grande e positivo peso politico. Bisogna però vigilare affinchè gli stimoli e le enunciazioni di principio diventino fatti e non rimangano, come spesso accade, nel cielo delle idee. Detto ciò non credo sarebbe corretto rappresentare ai lavoratori una realtà fatta solo di luci, perché non è così. Ai bancari vengono chiesti dei sacrifici: il blocco degli scatti di anzianità e di alcune voci ai fini del Tfr, la possibilità di un orario di sportello che può arrivare fino alle > Retrocessi in serie B di ALESSANDRO CARDULLI S iamo finiti in serie B. L agenzia di rating, più importante, Standard & Poor s, ci ha degradato, due punti in meno collocandoci a BBB+. Siamo stati i più colpiti dagli strali di S&P che ha bastonato i Paesi di mezza Europa, Francia compresa (-1 punto). I potenti della Unione europea hanno strillato forte: agenzie disoneste, inaffidabili, numeri sbagliati, complotto visto gli intrecci fra agenzie di rating, organizzazioni private, fondi e banche di affari. Un tiro mancino contro l euro che verrebbe dagli Usa. E poi, visto che nell immediato le Borse europee hanno contenuto in pochi spiccioli le perdite, è stato detto da parte degli organismi tecnicofinanziari della Ue, dalla Bce e dai governi la cui politica è stata messa alla gogna da S&P, che la agenzie non contano. Bugie: gli effetti dei declassamenti si faranno sentire, eccome, a partire dal Fondo salva Stati. Non solo. Fino a qualche tempo fa le agenzie erano l oracolo. La tripla A era un fiore all occhiello, un lascia passare. Ora non contano più? Bugie, appunto. Anche oggi la Bce, per esempio, valuta i titoli delle banche di deposito che danno in garanzia secondo tabelle legate al rating. Che dire? Vale il proverbio chi dei suoi mal è causa pianga se stesso. incontri 3 L OSSERVATORIO

4 ) Maurizio Arena Le idee Le organizzazioni sindacali hanno puntato a un nuovo modo di fare banca, più vicino ai cittadini e alle imprese, ma anche ai lavoratori > 22, una maggiore fungibilità per i quadri direttivi non sono certo conquiste. Siamo però riusciti a mantenere gli elementi di criticità limitati nel tempo e a contenerli il più possibile. Peraltro, l iniziale richiesta da parte di Abi che prevedeva una fungibilità anche tra il primo livello di quadro direttivo ed il più alto livello delle aree professionali è stata con fermezza respinta da Dircredito e, con l appoggio delle altre organizzazioni sindacali, rispedita al mittente. Altro elemento che ritengo positivo e propedeutico alla stabilizzazione nel nostro settore è quello legato alla difesa ed all ampliamento dell area contrattuale. A fronte di fenomeni sempre più ricorrenti di outsourcing sono state finalmente previste delle misure che vanno nel senso diametralmente opposto. Le banche avranno convenienza a riportare nel proprio ambito attività che avevano esternalizzato e questo è un elemento positivo per un settore che altrimenti avrebbe corso il rischio di essere progressivamente depauperato delle proprie professionalità. Per quanto riguarda gli aumenti economici, essi saranno inizialmente sterili da un punto di vista previdenziale e, anche questo, non è certamente un aspetto positivo, ma tale scelta si è resa necessaria per garantire alla fine del periodo di vigenza del contratto una copertura dell inflazione sostanzialmente completa. Riguardo all orario di lavoro ritengo opportuno precisare che l estensione alle ore 22 potrà avvenire solo dopo un necessario confronto sindacale a livello di singola azienda e dando priorità ai colleghi che dichiareranno la loro disponibilità. Inoltre, proprio in riferimento alla difficoltà che il nostro Paese sta vivendo, è positivo che la gestione dei sistemi incentivanti sia meno discrezionale è maggiormente legata al confronto con le organizzazioni sindacali, ciò al fine di garantire maggiore trasparenza, ma anche di offrire più qualità alla clientela. Abbiamo inoltre reso maggiormente esigibile la tutela dei colleghi per fatti commessi nell esercizio della loro attività lavorativa. Come ho detto all inizio, non si è trattato di una battaglia facile, abbiamo infatti dovuto lottare con grande determinazione e compattezza contro il tentativo dell Abi di rendere definitive alcune previsioni che, a nostro avviso, dovevano necessariamente essere ritenute temporanee, proprio perché legate alla situazione di contesto. Certamente la filosofia che ha ispirato le organizzazioni sindacali in questo rinnovo contrattuale è orientata ad un nuovo modo di fare banca, più vicino alle imprese e ai cittadini, ma anche ai lavoratori. Dircredito, dal canto suo, sarà impegnata sul campo a verificare che alcune enunciazioni di principio in tal senso di Abi si trasformino in realtà e che le banche comprendano, una volta per tutte, che la qualità del servizio alla clientela è inversamente proporzionale all appiattimento professionale e che pertanto le competenze vanno sviluppate, valorizzate e premiate. *Segretario Generale * 4 incontri

5 SOMMARIO ECONOMIA Mercato del lavoro, un percorso a ostacoli per il presidente Monti PAGINA 8 ECONOMIA Il futuro dell Italia non passa per forza dalla flessibilità PAGINE 16 E 17 LA MANOVRA Decreto Salva Italia una scommessa a orologeria PAGINE 18 E 19 IL CASO Senza stipendio e senza pensione Dimenticati dal governo PAGINA 22 CULTURA Dopo la fine della speculazione anche l arte cerca strade nuove PAGINA 24 ( ) IDEE & FATTI Anno I nuova edizione numero 6 febbraio 2012 Editore: DirCredito Direttore responsabile: Alessandro Cardulli Vice Direttore: Cristina Attuati Comitato di Direzione: Maurizio Arena, Tullio Cotini, Alessandro Cardulli, Cristina Attuati Commissione Comunicazione: Cristina Attuati, Fabio Angioletti, Dante Columbro, Renzo Francabandera, Giulio Pomar, Dante Sbarbati Hanno collaborato: Maria Grazia Bianchi, Bettina Bonetti, Agostino Cassarà, Tiziano Coco, Stefano De Grandi, Antonio Fiori, Veronica Grandetti, Claudio Stroppa, Claudio Zuffo, Grafica: Tiziana Gugliandolo Stampa: Union Printing S.p.A. Viterbo Redazione: via Nazionale Roma Reg. Trib. Roma n 441/2005 Iscritto al Roc n chiuso in tipografia il 25 gennaio 2011 incontri 5

6 SINDACATO Una trattativa con il giallo poi arriva l intesa ) La cronaca Dall apertura del tavolo agli incontri tecnici, alla prima stesura che non rispetta gli accordi. Una trama da romanzo di Poirot 6 incontri Il giallo prende le mosse in una giornata di gennaio, lunedì 16 quando si apre ufficialmente il tavolo con i dirigenti dei sindacati dei bancari, una delegazione unitaria, confederali e autonomi che da mesi operano in sintonia e la delegazione dell Abi, guidata da Francesco Micheli, il responsabile delle relazioni sindacali, un uomo di lungo corso, abituato a navigare evitando gli scogli. Nelle due delegazioni capitanate dai segretari generali ci sono anche i tecnici, quelli che devono tradurre in articoli quanto si concorda verbalmente. Ambedue le parti, come sempre avviene, ancor prima di sedersi al tavolo sanno quali sono i punti di caduta, oltre i quali non si può andare. Non si parte da niente anche se la vacanza contrattuale è stata lunga, molti mesi. Prima una attenta elaborazione della piattaforma unitaria sottoposta alla valutazione dei bancari poi la presentazione all Abi. Il rapporto non si è mai interrotto. Sono stati firmati importanti accordi, sul Fondo di solidarietà e sulle relazioni sindacali. E stato recepito l accordo fra Confindustria e sindacati siglato il 28 giugno. Adattato alle specificità del settore è diventato norma delle relazioni fra le parti, ribadendo il valore della contrattazione nazionale. Poi vertenze, dure e difficili nelle aziende, affrontando i temi del cambiamento, della trasformazione della Banca, battendosi su due problemi fondamentali: la difesa dell occupazione, mettendo in atto significativi ammordi ALESSANDRO CARDULLI In un giallo, di quelli classici alla Poirot, immortalato anche dagli schermi televisivi, in un crescendo di fatti, di indagini, di deduzioni, si arriva a scoprire il colpevole. Ma ci sono anche delle eccezioni che, come si dice, confermano la regola. Il giallo, perché di questo si tratta, che ci apprestiamo a raccontare ha come titolo Il contratto. Non c è bisogno di scomodare Poirot per trovare il colpevole, si conosce fin dall inizio della storia che segue le più rigide regole del giallo classico. Invece del colpevole il nostro Poirot deve scoprire come rimediare ai danni che il colpevole stesso ha creato. La storia ci mostra quanto sia stato difficile e faticoso arrivare a chiudere questo libro, che racconta la vicenda contrattuale di circa 340 mila lavoratori e può rappresentare un momento di utile riflessione nel momento in cui i bancari saranno chiamati a pronunciarsi su un accordo frutto di mesi di lavoro,di iniziative nelle aziende, di contatti, di riunioni informali anche. Un accordo che rischiava di saltare, perché la controparte ha cercato di cambiare il segno dei risultati della trattativa quando si è trattato di mettere nero su bianco. Il colpaccio è stato sventato. Essere riusciti a rimediare ai possibili danni cui ha rischiato di incorrere una trattativa lunga e difficile, che andava verso un risultato ritenuto positivo, non è cosa da poco. Ne sa qualcosa chi sedeva a quel tavolo. In una situazione del Paese il significato di un accordo nazionale deve essere valutato in base ai dati relativi alla crisi non solo economica, ma anche sociale e culturale che stiamo vivendo. Ma in questo caso c è anche qualche difficoltà in più. Quando si era arrivati quasi alla conclusione ecco il giallo. Molta parte del racconto, gli accordi sui vari punti, che aveva rappresentato il succo della storia, non vale più, sei costretto a un nuovo inizio. L apertura del tavolo della trattativa >

7 ECONOMIA > tizzatori sociali e la valorizzazione della professionalità. E con questo bagaglio che si affronta il test del contratto. C è un interesse comune sul quale far leva per arrivare ad un accordo. Non solo senso di responsabilità, che, in un Paese sull orlo delle recessione, con un governo impegnato in manovre che hanno pesanti riflessi sulla vita di milioni di famiglie di lavoratori, che colpiscono anche il ceto medio produttivo, esige, usiamo proprio questa parola, che le parti si confrontino in modo leale, senza sotterfugi, a carte scoperte. E interesse di bancari costruire un contratto, come si è detto, con i piedi per terra che guarda al futuro, sapendo dove sono Scilla e Cariddi evitando di andare a sbattere. Dopo l intesa generale arriva la sorpresa E anche interesse dell Abi, del suo presidente Mussari, in particolare, che ad aprile lascerà l incarico, chiudere una stagione, senza accendere scontri, dando anche all esterno, forze politiche, istituzioni, l immagine di una associazione imprenditoriali che fa suoi gli interessi generali del Paese. Non è un caso che, proprio alla vigilia della ripresa della trattativa, dopo riunioni preparatorie, anche informali già nel mese di luglio, arriva una lettera di Mussari rivolta agli associati, perché vengano bloccate le remunerazioni per il top management invitato anche a contribuire in modo sostanzioso al Fondo per l occupazione che prevede un contributo da parte dei lavoratori, un incentivo all assunzione di giovani. Una lettera, è stato detto nel segno dell equità, anche se non si può dimenticare quanto lauti siano i compensi dei manager, per cui il contributo al Fondo per loro è come acqua che scorre. Comunque un segnale del fatto che il contratto può entrare in dirittura d arrivo. Si lavora con grande lena, si registrano punti d contatto, diversità ancora da superare. Si prendono appunti. Due giorni sono necessari per sviscerare i problemi, individuare soluzioni, buttar giù appunti. Si arriva così al momento dell assemblaggio di quanto concordato. Intanto alcuni organi di stampa, agenzie, quotidiani online, annunciano addirittura che l accordo sarebbe stato firmato. Indicano anche quali sono punti più importanti. Qualche vocina troppo interessata, anche da parte sindacale, ha dato l input, ha sussurrato ai giornalisti. Evidentemente c era una fretta non giustificata, quasi l obbligo di fermare l attimo fuggente. In realtà ancora occorreva assemblare i vari punti concordati. In genere questo incarico viene affidato ai tecnici della delegazione imprenditoriale. Così è avvenuto. Ma quando il documento completo è tornato alla verifica della delegazione sindacale arriva il giallo. Quei testi su problemi non secondari non rispettano quanto concordato. Si tratta di punti essenziali, l ossatura portante del contratto, che affrontano aspetti delicati, cruciali per definire in ogni sua parte l ipotesi di accordo. L analisi punto per punto e alla fine arriva la firma E singolare che, nel frattempo, per tutta la serata di martedì 17, le agenzie di stampa continuino a dare per siglato il contratto. E proprio il contrario. La trattativa si riapre, si riparte punto per punto, non ci si fida più, ogni parola viene soppesata. Non ci si fida più di chi è stato colto a rubare la marmellata, in senso figurato ovviamente. Ma prima di correggere la stesura bisogna recuperare quanto concordato nella due giorni, punto per punto. I sindacati richiamano la memoria di chi pare aver dimenticato, un oblio molto sospetto. Non ci si stacca più dal tavolo e solo verso le ore 21 di giovedì 19 arriva la firma. Il giallo si chiude. Poirot si è fatto valere. * incontri 7

8 ECONOMIA Mercato del lavoro, percorso a ostacoli per Monti ) Il confronto Portato a casa il decreto Salva Italia, il presidente del Consiglio si trova ad affrontare temi decisivi per la crescita. Un confronto tutt altro che semplice 8 incontri di CRISTINA ATTUATI* Un percorso ad ostacoli. Portato a casa il decreto centrato in particolar modo sulle pensioni, per far cassa, affrontare nell immediato la crisi e mettere l Italia in sicurezza arrivano liberalizzazioni, mercato del lavoro, semplificazioni: sono i tre grandi capitoli nell agenda di Mario Monti per realizzare il pareggio di bilancio nel 2013, abbattere il debito pubblico, come richiesto dagli organismi europei. Aggiungendo però tre parole, rigore, equità, crescita che devono contrassegnare le misure da intraprendere con le quali il presidente del Consiglio nelle numerose interviste televisive cerca di spiegare che i sacrifici oggi richiesti servono ad assicurare sia il presente che il futuro. Se non si arresta la corsa del debito pubblico si rischia che le risorse recuperate con i sacrifici dei citadini, in verità dei soliti noti, lavoratori e pensionati, vengano letteralmente mangiate dallo spread, il differenziale fra i titoli di stato italiani e i bund tedeschi salito sopra i 530 punti base facendo crescere paurosamente i tassi di interesse. Il primo decreto sul quale il governo ha chiesto e ottenuto la fiducia con il voto di Pdl, Pd, Terzo polo, non aveva avuto effetto alcuno sullo spread. La crisi italiana si intreccia con quella europea. Il pericolo recessione diventa un fatto concreto. Per Monti un altra gatta da pelare, una partita da giocare per rompere il direttorio Merkel-Sarkozy e far assumere al nostro Paese il ruolo che gli compete. Eurobond, tassazione sulle transazioni finanziarie, ruolo della Banca centrale europea di Mario Draghi, Fondo per interventi a favore degli Stati in crisi. Il tutto in un quadro internazionale dove un ruolo non secondario lo giocano le agenzie di rating, la più importante delle quali, Standard e Poor s, legata a grandi gruppi finanziari americani, ha declassato l Italia di ben due punti e la Francia di uno. In un quadro politicamente complesso a livello nazionale e internazionale il governo ha approvato il decreto sulle liberalizzazioni. Energia e gas, farmacie che aumentano di numero, trasporto pubblico e privato, taxi, distributori di benzina, professioni e, insieme, sblocco di investimenti per cinque miliardi fermi da anni per opere pubbliche, non il ponte sullo stretto di Messina: le corporazioni non ci stanno danno vita a proteste, non solo verbali. I tassisti, gli autotrasportatori bloccavano i servizi, avvocati, notai, farmacisti proclamavano agitazioni, i benzinai minacciavano la serrata. Nel frattempo lo spread si portava poco sopra la quota quattrocento, un risultato incoraggiante che accompagnava l apertura del confronto con le forze sociali sulla riforma del mercato del lavoro. I sindacati presentavano un piano articolato dal occupazione alla redistribuzione del reddito, l ingresso dei giovani nelle aziende, la revisione di alcune normative relative alle pensioni. Fermi nell escludere l articolo 18 dello Statuto dei lavoratori dal confronto i sindacati si sono visti consegnare come linee guida cinque proposte del governo, tipologie contrattuali, lavoro e apprendistato, flessibilità, ammortizzatori sociali, servizi per il lavoro. Monti e il ministro Fornero hanno indicato tre quatto settimane per definire misure che abbiano il più largo consenso delle forze sociali, Confindustria compresa. Ma se le proposte sindacali vengono accantonate il consenso diventa difficile. Comunque dovrà essere il Parlamento ad approvare i provvedimenti e gli umori delle forze politiche non sono dei più sereni. * Commissione Comunicazione *

9 ECONOMIA Antiriciclaggio, normativa più organica e chiara può dirsi per chi reimpiega i proventi delittuosi per finanziare la propria attività imprenditoriale, utilizzando una forma di finanziamento privilegiata rispetto ai suoi concorrenti. Il riciclaggio determina quindi costi elevati, anche dal punto di vista politico e sociale: con esso il crimine organizzato può infiltrarsi nel sistema finanziario ed acquisire il controllo di ampi settori dell economia reale, ed è indubitabile che sia inestricabilmente collegato alle attività che ne costituiscono l origine. Proprio in considerazione delle esigenze anzidette è emersa la necessità di approntare misure, sia di carattere eminentemente repressivo, tendenti ad affinare gli strumenti di carattere penale, sia di carattere preventivo, volti cioè ad introdurre obblighi di collaborazione attiva al sistema degli intermediari finanziari ed alle altre categorie professionali che potrebbero venire in contatto col fenomeno. Sotto il primo profilo l ampliamento dei reati presupposto, i cui proventi possono divenire oggetto di riciclaggio, ha comdi CLAUDIO ZUFFO* Non c è dubbio che la normativa antiriciclaggio sia quelle che ha visto negli ultimi anni, un susseguirsi di disposizioni di Legge e regolamentari, aventi come scopo precipuo, quello di soddisfare l esigenza primaria, già avvertita in sede di emanazione della Legge 62/2005, di conferire organicità e sistematicità ad una materia che aveva visto un processo di sedimentazione normativa a seguito dei numerosi interventi che si sono susseguiti dal 1991 in poi. L esigenza oggettiva data dalla presenza di flussi finanziari illeciti e dai conseguenti effetti discorsivi sul sistema economico ha determinato una evidente esigenza di approntare efficaci strumenti di contrasto, anche in considerazione del contesto internazionale in cui spesso si svolgono. Chi ricicla proventi delittuosi, infatti, può divenire un concorrente imbattibile per un operatore economico onesto, e lo stesso ) Il codice penale L evoluzione normativa degli ultimi anni risponde all esigenza di dare organicità ad una materia complessa, ma essenziale per garantire trasparenza incontri 9

10 ECONOMIA > portato un rinvio a tutti i delitti non colposi nel caso dell art bis e, più semplicemente a tutti i delitti, nell ipotesi di cui all art. 648-ter. In ultimo l art. 648-quater prevede nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, per uno dei delitti previsti dagli arttt. 648-bis e 648 ter che sia sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il prodotto o il profitto. Confisca che, in mancanza di una espressa previsione contraria, si aggiunge e non si sostituisce alla cosiddetta confisca allargata, con la conseguenza che, qualora non sia possibile applicare detta misura per sproporzione, resta comunque obbligatoria la confisca per equivalente di altre somme di denaro, beni ed altre utilità, delle quali il reo abbia la disponibilità, anche per interposta persona. Sia l art. 648-bis che l art. 648-ter prevedono un aumento di pena quando il fatto venga commesso nell esercizio di un attività professionale. E necessario chiarire che, secondo un costante orientamento giurisprudenziale, ai fini della configurabilità del reato di riciclaggio, non si richiede l esatta individuazione e l accertamento giudiziale del delitto presupposto, essendo sufficiente che lo stesso risulti, alla stregua degli elementi di fatto acquisiti ed interpretati secondo logica, astrattamente configurabile. Con riferimento al presupposto del reato va osservato che l oggetto materiale del riciclaggio e del reimpiego, deve provenire al soggetto autore del reato presupposto, il che significa che prima del reato presupposto esso doveva essere nella disponibilità di un soggetto diverso rispetto all autore del reato stesso. *Area legale Dircredito * I NUMERI FMI L'economia italiana in recessione nel 2012 e Secondo le ultime stime del Fmi, il Pil subirà un calo del 2,2% quest'anno e dello 0,6% il prossimo. Si tratta di un taglio di 2,5 punti percentuali per il 2012 e di 1,1 punti per il 2013 rispetto alle previsioni di settembre scorso. ASL I mancati pagamenti delle Asl e delle Aziende ospedaliere hanno raggiunto, e probabilmente anche superato, la soglia dei 40 miliardi di euro, il 70% dei quali è in capo alle strutture ospedaliere del Centro-Sud. La stima è della Cgia di Mestre. Al Sud la situazione più drammatica: per quanto riguarda le forniture dei dispositivi medici, nei primi 11 mesi del 2011, i tempi medi di pagamento in Calabria hanno raggiunto i 925 giorni; 829 in Molise; 771 in Campania e 387 nel Lazio. Le oasi più felici, sono le sanità della Lombardia (112 giorni), del Friuli Venezia Giulia (94 giorni) e del Trentino Alto Adige (92 giorni). EBAY Il sito di aste online ebay ha chiuso il quarto trimestre con profitti superiori alle attese, favoriti in parte dalla vendita del servizio di telefonia su Internet Skype e alla crescita delle attività di Paypal. Per i tre mesi terminati a dicembre la società ha riportato profitti netti di 1,98 miliardi di dollari, 1,51 dollari per azione, contro i 559 milioni, 42 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. ISTAT Con circa quattro addetti, l'italia si colloca, insieme al Portogallo, al penultimo posto nella graduatoria Ue27 per dimensione media di impresa. In ambito nazionale, la dimensione media delle imprese è più bassa nel Mezzogiorno». La fotografia è scattata dall'edizione 2012 del «Noi Italia», presentato nei giorni scorsi dal presidente dell'istat, Enrico Giovannini. 10 incontri

11 ECONOMIA Unicredit, le montagne russe e il sistema bancario italiano di AGOSTINO CASSARÀ* Dal 4 gennaio, quando Unicredit ha annunciato che alle azioni di nuova emissione sarebbe stato applicato uno sconto del 43% sul terp, (prezzo teorico dell azione post stacco del diritto) in Borsa si è scatenata una ondata di vendite che ha portato in 4 sedute ad una caduta del titolo del 63,88%, quotando, in chiusura del 9 gennaio, 2,28 euro. Ogni azione ordinaria o di risparmio, dopo l annuncio dello sconto, ha ricevuto un diritto a sottoscrivere due azioni ordinarie a 1,943 euro ciascuna. Il diritto di opzione è negoziabile a partire dal 9 gennaio, separatamente dalle azioni, e il suo valore teorico iniziale risultava essere di 1,36 euro. Anche il diritto, all esordio, ha subito una debacle scivolando a 0,47 euro. Solamente il 10 gennaio il rimbalzo, proseguito anche nei giorni successivi, ha portato alla chiusura del 18 gennaio il titolo ordinario a 2,97 e il diritto a 1,925 euro. Non è possibile sapere cosa accadrà sino alla chiusura dell operazione di aumento di capitale, stante l abbassamento di S.&P. di 2 livelli del rating all Italia (da A a BBB+, con outlook negativo) e ad altri 8 stati dell UE, seguito dal declassamento del fondo salva-stati (Efsf) e dalla crisi dell eurozona. Una cosa è certa: non sono state sufficienti le promesse del management, formulate nel piano industriale, di rendimento a due cifre per le nuove azioni (utile netto di 3,8 mld. nel 2013 e di 6,5 mld. nel 2015) a convincere grandi e piccoli azionisti dell epoca della fusione con Capitalia, quando le azioni quotavano circa 7 euro, reduci da altri due aumenti di capitale nel triennio e da perdite che nel solo 2011 hanno deprezzato il titolo ordinario del 59,15%, a buttarsi a capofitto nella sottoscrizione dell aumento di capitale. E anche certo che UniCredit, unico gruppo bancario italiano inserito dal G20 tra le 29 istituzioni finanziarie a impatto sistemico (Sifi) da sottoporre a vigilanza globale poiché too big to fail, cioè a dire troppo grandi per fallire, non ha mai chiesto neppure un euro per salvaguardare la sua stabilità allo Stato italiano o tedesco o austriaco o a qualsivoglia altro stato in cui è presente, mentre fior di banche sistemiche degli Usa, del Regno Unito, della Germania e di altri paesi sono state salvate da ingenti interventi statali (dell ordine complessivamente di svariati migliaia di miliardi di euro), quindi a carico dei cittadinicontribuenti. Peraltro lo scellerato principio messo in atto dall European Banking Authority (Eba) di valutare i titoli di stato in portafoglio delle banche europee alle quotazioni di mercato, pur essendo detenuti sino alla loro naturale scadenza, non solo demolisce il sacro principio che le obbligazioni pubbliche dell eurozona siano prive di rischio. Obbliga, infatti, dette banche, quasi esclusivamente dell Europa mediterranea e qualcuna francese, ad aumentare corposamente il loro capitale, mentre si chiudono tutte e due gli occhi sugli strumenti derivati strutturali detenuti dalle banche del nord Europa, tedesche e inglesi soprattutto. In ultimo: perché la Bce non sottoscrive massicciamente le nuove emissioni di titoli di stato, facendo scendere i tassi a beneficio degli stati in difficoltà e quindi dei suoi cittadini, anziché finanziare le banche all 1% invitandole a fare prestiti a famiglie e Pmi che non investono, le prime perché in difficoltà economiche e spaventate dalla crisi, le seconde perché prive di ordini? La nuova liquidità finisce quindi per garantire la copertura delle nuove emissioni pubbliche, allo scopo di > I retroscena ) Il crollo in borsa dopo la definizione dell aumento di capitale, il ruolo dei piccoli azionisti, gli intrecci della speculazione incontri 11

12 ECONOMIA > evitare la fine dell euro, ma a beneficio delle banche private. Il piccolo azionista di UniCredit, dopo aver preso atto di tale scenario con poche luci e molte ombre, che scelta razionale può fare? Vendere i diritti d opzione ed incassarne il controvalore o aderire, tirando fuori dalle tasche denaro contante. Chi non avrà voluto (o non avrà potuto per mancanza di fondi) aderire all aumento di capitale avrà venduto i diritti incassandone il valore, compensando, in parte, perdite precedenti (l entità del recupero dipende da quale epoca e a che prezzo ha comprato e dalla quotazione dei diritti), diluendo la propria partecipazione e la possibilità futura di riassorbire totalmente la perdita. Chi aderisce approfitta dell occasione per mediare i prezzi di carico, sperando che i corsi azionari riprendano forza e si realizzino le promesse di lauti dividendi a due cifre. D altro canto tutti gli analisti sono concordi nel dire che il titolo è sottovalutato, basti constatare che capitalizza un quinto dei mezzi propri (tutte le banche italiane soffrono del rischio paese quotando il 10-30% del proprio patrimonio netto) e che la capitalizzazione di Uni- Credit vale quanto la sola controllata polacca Pekao o solo la metà dell altra controllata turca Yapi, che con i suoi 909 mld. di attivi è pari al 60% del Pil italiano. Nella convinzione che la banca sia sana, l Associazione ha sottoscritto integralmente l aumento di capitale, rivolgendo un appello a tutti i soci piccoli azionisti a fare altrettanto. Gli avvenimenti degli ultimi mesi lasciano pensare che nei confronti dell Italia, del Sistema Bancario Italiano e di UniCredit sia stato ordito un complotto da parte di presunti paesi amici, di enti sovranazionali e di centri di potere economico-finanziario, con alla testa le società di rating, volto al condizionamento della sovranità dello stato italiano ed alla conquista delle imprese più importanti del nostro paese, con al primo posto quelle bancarie. Altro obiettivo perseguito da costoro è quello di demolire l euro, quale moneta mondiale concorrente con il dollaro. A nulla valgono le manovre lacrime e sangue, i dati di bilancio, gli utili distribuiti o le prospettive di redditività, i fondamentali in genere. Non è convincente la spiegazione che l Italia e il suo sistema bancario siano stati oggetto della più becera speculazione internazionale, che si è accanita sull anello debole della catena dei paesi dell euro, al solo scopo di far quattrini. E verosimile che taluni tenteranno di acquistare aziende italiane borsisticamente iper svalutate. Per il sistema creditizio basti ricordare che le prime 5 banche italiane e Mediobanca capitalizzano 30 mld., meno del solo Santander, ma hanno un patrimonio netto di 156 mld. Per fortuna che occorre l assenso della Banca d Italia per comprare quote di capitale di banche nostrane superiori al 10% e che lo statuto di UniCredit limita al 5% il diritto di voto in assemblea al di là delle azioni possedute. Però già l annuncio che il fondo Aabar di Abu Dhabi sia pronto a salire dal 4,99 al 6,5% del capitale di UniCredit, portando la componente araba al 14%, a fronte del 12% delle nostre fondazioni, senza tener conto dei sussuri su fondi di Singapore e americani, fa riflettere *Presidente dell Associazione * dei Piccoli Azionisti di UniCredit Azione UniCredit 12 incontri

13 L ANALISI Umbria: calano i depositi bancari delle famiglie di MARIA GRAZIA BIANCHI* La Regione Umbria ha risentito notevolmente della crisi: nel 2010 l economia ha ristagnato, determinando la perdita di posti di lavoro; nel 2011 le prospettive appaiono ancora improntate ad una elevata incertezza, nonostante le esportazioni ed il turismo mostrino segnali incoraggianti. Per quanto concerne il settore bancario, i primi cinque gruppi nazionali hanno reso più selettive le condizioni di accesso al credito, intervenendo soprattutto sui costi, leggermente accresciuti. Parimenti, si è accentuato il deterioramento della qualità del credito, in particolare nel comparto produttivo ed è proseguito il calo dei depositi bancari delle famiglie. Il numero degli sportelli bancari presenti in Umbria nel 2009 era pari all 1,7% del totale nazionale, con una forza lavoro pari all 1,4% della popolazione bancaria del territorio italiano, distribuita per lo 0,8% tra i dirigenti, il 34,4% nei quadri direttivi ed il 64,4% nelle aree professionali. Per quanto riguarda il complesso dell attività economica il recupero nel 2010 è stato debole. Nell industria si è registrato un leggero aumento degli ordinativi e della produzione, con la crescita delle vendite per il settore meccanico, ma i livelli produttivi sono diminuiti nelle costruzioni e nei servizi. Il calo delle immatricolazioni di autovetture è stato più marcato che nel resto del Paese e le vendite nella grande distribuzione hanno ristagnato. In tale scenario, il tasso di disoccupazione è aumentato, attestandosi al 7,6% ed è proseguito il calo dell occupazione, -1,2% rispetto al 2009, pari circa a risorse. Nel 2011 il recupero dell attività economica regionale ha progressivamente perso vigore: dopo il lieve miglioramento dell anno precedente, gli ordini e la produzione delle imprese manifatturiere hanno progressivamente rallentato. Nel primo semestre dell anno le imprese umbre hanno esportato beni e servizi per un valore di 1,8 miliardi di euro, in aumento del 15,3% rispetto allo stesso periodo del 2010 ma, diversamente da quanto fatto registrare nella media italiana, il volume dell export regionale non ha ancora pienamente recuperato i livelli osservati prima della crisi. La dinamica delle esportazioni in Umbria riflette in misura significativa l andamento del comparto dei metalli, che rappresenta circa un terzo del totale; negli altri settori di specializzazione regionale, le vendite dei prodotti alimentari sono cresciute del 32,4%, mentre le esportazioni dei macchinari hanno recuperato, passando al 17,6% dal -4,5% del Il saldo della bilancia commerciale è risultato positivo per 322 milioni di euro; anche i flussi turistici, pur restando inferiori ai livelli precedenti la crisi, sono aumentati, soprattutto per la accentuata presenza di visitatori stranieri. Nella regione l occupazione è cresciuta nel 2011 dell 1,1%; l aumento dei livelli occupazionali ha riguardato esclusivamente i lavoratori dipendenti: 2,4%; -2,4% per gli altri. L incidenza dei lavoratori con un contratto a termine o a tempo parziale è rimasta elevata ed il tasso di disoccupazione si è attestato al 6,8%. Il tasso di occupazione rilevato è del 72,5% per gli uomini e del 52,4% per le donne, mostrando un sensibile differenziale di genere, pur se in miglioramento rispetto al 2010, anno in cui il gap era pari a 22 punti percentuali. Al fine di agevolare l occupazione, favorire il re-impiego e migliorare la competitività, per uscire dalla crisi, la Regione Umbria ha elaborato un Piano triennale 2011/2013 per le politiche attive del lavoro. *RSA Intesa Sanpaolo Roma * ) Viaggio in Italia Nel 2010 economia stagnante e meno posti di lavoro. E i dati del 2011 fanno intravedere un futuro ancora incerto incontri 13

14 SINDACATO Ristrutturazione della Bnl Le tensioni, poi arriva l accordo ) I contenuti La ristrutturazione avviene in seguito alle nuove misure sulle pensioni. Ridotti gli esuberi previsti dall azienda. Incentivi, mobilità, ecco cosa prevede l intesa 14 incontri di TIZIANA COCO* Si è conclusa positivamente il 12 gennaio la trattativa avviata a novembre riguardante il processo di ristrutturazione in corso in Bnl che aveva determinato forti tensioni per quanto riguarda l occupazione in particolare. L ac cordo raggiunto tra l azienda e i sindacati è stato successivamente sottoscritto anche dalla rappresentanza dei dirigenti. Questi ultimi potranno infatti beneficiare dell incentivazione all uscita prevista per i pensionamenti e per gli esodi. L avvio del piano si è reso necessario a seguito delle modifiche legislative intervenute con la manovra varata dal Governo Monti. Le nuove norme in materia pensionistica hanno infatti inciso profondamente sull accordo firmato nel febbraio 2010, rendendo parzialmente inattuabile il piano di uscite concordato. In alcuni casi si è determinato un allungamento del periodo di accompagno al fondo Abi di lavoratori già in esodo, in altri, l azienda ha dovuto far ricorso ad un piano esodi aggiuntivo per quei lavoratori la cui finestra pensionistica è slittata. La maggior onerosità dell operazione ha imposto all azienda di rivedere il piano di business già approvato. I Sindacati, di fronte al nuovo scenario, hanno ribadito la necessità che la banca onorasse gli impegni precedentemente assunti, in particolare per quanto riguarda la stabilizzazione degli 85 lavoratori a tempo determinato ancora da assumere e l inserimento in Bnl di ulteriori 65 lavoratori provenienti dalle altre società del gruppo Bnp-Paribas. Ci siamo opposti con forza al tentativo iniziale dell azienda di scaricare il maggior costo dell operazione sui lavoratori, attraverso forme di solidarietà che nel triennio 2012/14 avrebbero previsto sei giornate non lavorate e quindi non retribuite. Superato tale scoglio la trattativa si è focalizzata sulle possibili soluzioni per una conclusione positiva ed equa della procedura. A fronte di una prima ipotesi che quantificava le eccedenze in 1012 unità si è raggiunto un accordo che prevede complessivamente 912 esuberi. Di questi 504 usciranno dal ciclo produttivo con le modalità previste nell accordo del febbraio 2010, anche se in tempi leggermente più lunghi rispetto a quanto preventivato. Gli ulteriori 408 lavoratori in esubero, tra i quali 195 con i requisiti per accedere da subito al pensionamento, usciranno dal ciclo produttivo con le modalità previste dalla procedura appena conclusa. L accordo prevede una fase iniziale di incentivazione su base volontaria al pensionamento. Successivamente, se le adesioni non dovessero raggiungere l obiettivo minimo di 195 uscite, si passerebbe alla fase successiva dei pensionamenti obbligatori. Esaurite le richieste di adesione, l azienda valuterà, fino alla concorrenza massima di 408 uscite, eventuali richieste di esodo con ricorso al Fondo Abi, da attuarsi esclusivamente su base volontaria. Importante snodo dell accordo è quello della mobilità. Oltre alla Mobilità Funzionale, è prevista anche la Mobilità Geografica con il ricorso all istituto del Pendolarismo. Tale mobilità potrà essere attivata, solo in via eccezionale, anche senza il consenso del lavoratore interessato ed in deroga alle norme del Ccnl relativamente a limiti di età e distanze. Il ricorso alla mobilità obbligatoria sarà possibile per un massimo di 300 lavoratori ed, in ogni caso, non si applicherà ai soggetti che abbiano compiuto il 56 anno di età. L azienda si è impegnata, infine, a portare a termine le assunzioni previste dal precedente piano effettuandone ulteriori 200. L accordo prevede che le parti si incontrino nuovamente a febbraio per negoziare le materie degli inquadramenti e dei ruoli chiave. *Segreteria Odc Bnl *

15 SINDACATO Ideafimit: un confronto finito al tribunale del lavoro di CLAUDIO STROPPA* Dal mese di maggio 2011 è in corso un difficilissimo e aspro confronto tra la società di Gestione del Risparmio Ideafimit (nata lo scorso anno dalla fusione tra la Sgr Milanese del Gruppo De Agostini denominata Fare e la Sgr Romana Fimit, partecipata da investitori istituzionali quali Ifim, Enpals e Inarcassa) e le segreterie territoriali di Roma e del Lazio di Dircredito, Fabi e Fisac/Cgil. Il principale oggetto del contendere risiede nel tentativo muscolare della controparte datoriale d imporre ai lavoratori un Ccnl, quello del Terziario-Commercio, estraneo all attività di Gestione del Risparmio svolte dall Azienda in questione e, soprattutto, avulso dalla storia contrattuale dei lavoratori in organico, che fin dalla loro assunzione hanno visto regolato il proprio rapporto di lavoro tramite il Ccnl del Credito. L atteggiamento di assoluta chiusura aziendale a un dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali dei Bancari, ha costretto quest ultime a ricorrere, più volte, al Tribunale del Lavoro per tutelare i diritti basilari dei lavoratori e dei propri Rappresentanti sindacali aziendali. Questo complesso percorso giudiziario ha visto concretizzarsi un ulteriore fase, lo scorso 2 gennaio 2012, in quanto si è svolta l udienza relativa al 4 ricorso al Tribunale del Lavoro di Roma, in procedura di urgenza, per comportamento antisindacale ex art. 28 L.300/70, promosso da Dircredito, Fabi e Fisac/CGIL, per ripristinare la corretta applicazione delle agibilità sindacali che, le strutture deputate alle relazioni sindacali di Ideafimit, avevano tentato d inibire alle rappresentanze sindacali regolarmente costituite in azienda (negazione di assemblee dei lavoratori, fruizione dei permessi sindacali ecc...). Un tentativo dal bassissimo profilo etico, oltre che giuridico, scaturito dal desiderio aziendale d impedire alle decine di lavoratori destinatari del Ccnl del Credito, di poter essere rappresentati dalle proprie organizzazioni sindacali (la sentenza del Tribunale del Lavoro, però, ha riconosciuto il diritto ai sindacati del Credito di esercitare la propria attività all interno dell azienda, respingendo quindi l ulteriore tentativo di ostruzionismo di quest ultima). Appare comunque ancora lontana la piena risoluzione di tutti i problemi in essere, in considerazione anche del nuovo e pervicace tentativo di Ideafimit di persuadere i lavoratori a firmare un accordo individuale, finalizzato all applicazione dei trattamenti economici e normativi previsti dal Ccnl del Terziario (quindi con la cessazione di tutti gli istituti del contratto del Credito, nettamente migliori in termini sia quantitativi che qualitativi). In conseguenza di tutto ciò, al fine di difendere l area contrattuale del credito ed i lavoratori destinatari del relativo Ccnl, sono state avviate ulteriori azioni giuridiche e sindacali che vedranno, nei prossimi due mesi, le rappresentanze dei lavoratori confrontarsi duramente con Sgr Ideafimit. *Giunta Dircredito * ) La sentenza Riconosciuto il diritto dei sindacati del credito di esercitare la propria attività nell azienda. Ma restano tanti problemi aperti incontri 15

16 L ANALISI Il nostro futuro non passa per forza da più flessibilità Salari e fisco) Gli imprenditori continuano a puntare sul cavallo sbagliato. I veri nodi sono la produttività e il peso fiscale troppo elevato sui salari 16 incontri di FABIO ANGIOLETTI* Scrive Carlo Marroni sul Sole 24 Ore dello scorso novembre: Pochi ricordano che una discreta fetta della miglior classe politica della Prima Repubblica veniva dall'ufficio studi della Banca Commerciale (..) da cui negli anni '80 è transitato anche Mario Monti, come consulente 1. Una frase significativa che spiega eloquentemente sia i trascorsi da vicepresidente del consiglio di sorveglianza di Intesa San Paolo di Elsa Fornero, oggi ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità, che la rinuncia al ruolo di amministratore delegato (dello stesso istituto) di Corrado Passera, per assumere quello di ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti; d altro canto Francesco Profumo, preposto al dicastero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca, dal 2008 al 2010 è stato membro del consiglio di amministrazione di Unicredit Private Bank e Piero Gnudi, ministro (senza portafoglio) al Turismo ed allo Sport, è nome noto nel C.d.A. di piazza Cordusio. Le commistioni tra finanza e potere, tra economia e politica, sono da tempo all ordine del giorno, ragion per cui al Presidente del Consiglio Monti deve essere sembrato logico e naturale effettuare l'innesto all'interno delle istituzioni di una nuova classe dirigente di formazione finanziaria, specie in tempi in cui le emergenze sono di finanza globale, dove quindi le competenze (e le connessioni) contano davvero molto 1, citando nuovamente Marroni. Il nostro mondo bancario ha dunque messo al servizio del Paese alcune delle sue più autorevoli personalità per poter superare l attuale fase di emergenza e favorire un vero cambiamento del paradigma economico, certo che le parole già da tempo espresse da Giuseppe Mussari, presidente dell Abi (l Associazione Bancaria Italiana), non resteranno inascoltate: suscita riserve l incremento dell aliquota Irap per le banche che impone una riflessione su quali effetti di medio e lungo periodo questa misura provocherà rispetto all esigenza di mantenere un modello di banca moderna al servizio di famiglie ed imprese. Il tragico monito della Grecia impone al nostro Paese un comportamento che ai tagli alla spesa pubblica per risanare i conti affianchi trasformazioni che favoriscano la crescita: in questo contesto si dovrebbe inserire anche la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali di cui, per competenza, si è fatto promotore il ministro Fornero dopo aver portato a termine, non senza polemiche, l ennesimo nuovo intervento strutturale sulle pensioni. Ha incontrato separatamente i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, poi il presidente di Confindustria, un giro, puramente informativo, mentre le confederazioni sindacali chiedono un vero confronto, si chiami o meno concertazione, per dar vita ad un patto fra sindacati e governo. Le parole del premier Monti al proposito sono tanto chiare quanto preoccupanti: considera infatti importante superare la precarietà, pur sottolineando che nel mondo di oggi e di domani un lavoro stabile e a lungo termine facendo lo stesso mestiere e nella stessa azienda sarà sempre più raro, perciò saranno essenziali elementi di mobilità e flessibilità. Questa riforma del mercato del Lavoro potrebbe, ma viste le ultime notizie probabilmente non lo farà, mettere mano all articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, ovvero al comma che disciplina la risoluzione >

17 L ANALISI > del rapporto di lavoro, sostituendo giusta causa e/o giustificato motivo con colpa grave o crisi aziendale (nelle imprese con più di 15 dipendenti) quali motivazioni al provvedimento. Tuttavia siamo veramente sicuri che ci sia bisogno di una legge che favorisca i licenziamenti proprio nel momento in cui, per rilanciare l economia, servirebbe invece incentivare le assunzioni? Secondo Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, Il tema è più ampio dell articolo 18. Non si tratta di discutere solo di questo ma anche dei temi della flessibilità in entrata, delle rigidità in uscita, dei sussidi di disoccupazione. Chiediamo un buon funzionamento del mercato del lavoro 2. In realtà i veri punti dolenti per Confindustria sono i salari ed il costo del lavoro, intorno ai quali ruota tutto il resto: i dati Eurostat 2010 pongono l Italia tra i paesi in cui il peso fiscale sui salari è tra i più alti, con un cuneo fiscale (la differenza tra costo del lavoro e stipendio netto) pari al 43,6% contro una media dell Area Euro del 41,8% e del 36,4% della Spagna, tra i più virtuosi e simili al nostro, sempre sul fronte retributivo i dati Ocse ci collocano invece, con dollari di retribuzione media annua, dietro la Germania (31.573), la Francia (28.028) e, nuovamente, la Spagna (27.094). Proprio per ridurre il costo del lavoro e mantenere la promessa elettorale di creare nuova occupazione l allora governo Berlusconi introdusse nuove forme di flessibilità in entrata (collaborazioni coordinate continuative, contratti a progetto e/o a termine) alle quali, con il senno di poi, attribuiamo la responsabilità della così detta precarizzazione del mercato del lavoro. Oggi, allo stesso fine, si invoca la necessità di una ancor maggiore flessibilità (funzionale, d orario, in uscita, di licenziamento) per far fronte ai mancati investimenti ed alla miopia gestionale della nostra attuale classe imprenditrice. Nel decennio la produttività tedesca è cresciuta del 12,7% contro il solo e misero 1,8% di quella italiana, portando la differenza di retribuzione tra un nostro operaio ed un suo collega tedesco a circa 900 euro (1.200 a fronte di 2.100). La strada per un aumento dei salari passa dunque attraverso un aumento della produttività e non, come invece teorizzato nel Bel Paese, mediante interventi di deregolamentazione del mercato del lavoro. Che dire poi del divario nella distribuzione dei redditi che si è creato negli ultimi anni? I compensi multi-milionari dei top manager non contribuiscono forse ad aumentare il costo medio del lavoro? E non è forse verosimile che, se il sistema di remunerazione del management e dei responsabili delle funzioni chiave è funzione dei risultati di breve periodo, questi, nel loro interesse, preferiscano puntare a profitti immediati senza tener conto dei rischi che li accompagnano?! Secondo Eraclito, antico filosofo greco, Panta rei (= Tutto muta, tutto scorre): come un lavoro che va e viene, flessibile, precario, rischioso, frenetico, ogni giorno una nuova una scommessa, niente certezze, mobilità. Per quanto mi riguarda preferisco le teorie economiche di Ezra Pound, poeta statunitense vissuto in Europa, che individua nel conflitto tra economia e finanza la chiave di volta del mondo moderno: il lavoro non è una merce, ma il fondamento della ricchezza; distribuire lavoro significa quindi distribuire ricchezza. *Commissione Comunicazione * 1 Carlo Marroni, Banchieri di Intesa e di Governo, Il Sole 24 Ore, 17 novembre Nicoletta Picchio, Marcegaglia:«Salari più alti? Deve crescere anche la produttività», Il Sole 24 Ore, 21dicembre 2011 incontri Emma Marcegaglia 17

18 L ANALISI Decreto Salva Italia una scommessa a orologeria I punti critici) Possibili effetti recessivi: servivano meno spese, per fare in fretta e garantire i nostri conti si è puntato troppo sull aumento delle entrate. Molte le incognite 18 incontri Per quanto riguarda gli aspetti propriamente recessivi, la nuova imposizione di solidarietà sui grandi redditi, quella sui beni di lusso e quella sui valori mobiliari (la cosiddetta mini-patrimoniale che scaturisce dalla nuova imposta di bollo sui dossier titoli) non dovrebbero avere, realisticamente, grande impatto sistemico; questi provvedimenti interessano infatti solo alcune decine di migliaia di soggetti e sono generalmente percepiti come i pochi equi di tutta la manovra. Contraccolpi negativi deriveranno invece dalle nuove e maggiori imposte comunali sugli immobili. Bisogna però osservare, a questo proposito, che l incremento delle detrazioni sulle prime abitazioni ridurrà molto tali effetti negativi per le famiglie detentrici della sola prima casa: si stima infatti che, in tale ipotesi, una famiglia con due figli conviventi di età inferiore ai 26 anni verserà alla fine, mediamente, un imposta annua attorno ai 150 euro. E bene inoltre ricordare che la nuova imposta comunale (Imu) sostituisce sia l Ici che l Irpef sulle rendite delle abitazioni non locate, così che per coloro che tengono a disposizione tali abitazioni cesserà la tassazione in dichiarazione delle relative rendite. Non si può comunque sottacere che il mercato immobiliare nel suo insieme sconterà qualche effetto recessivo sin dal 2012, anche in considerazione dell avviata revisione degli estimi catastali, che farà crescere tutte le imposte del settore. Ma proprio con riferimento al 2012, che si prospetta come l anno più duro, qualcuno ha provato a landi ANTONIO FIORI* La manovra finanziaria (la cosiddetta Salva Italia, legge n.214/2011) sarà ricordata nella storia sopratutto per la dura riforma pensionistica di cui è stata portatrice, ma anche per il suo sbilanciamento sul fronte delle imposte e per le forti critiche suscitate. Ora, ad approvazione avvenuta, merita una riflessione più pacata. Come detto, la manovra è chiaramente sbilanciata sul fronte delle maggiori entrate, che ne rappresentano oltre il 70%. E pur vero che i tempi strettissimi a disposizione e l obiettivo prioritario del pareggio di bilancio implicavano riforme strutturali con entrate certe e rilevanti, ma è altrettanto vero che tutti gli esperti erano concordi nel ritenere che per evitare gli effetti recessivi, assolutamente malaugurati in una fase di necessario rilancio dell economia, la struttura della manovra sarebbe dovuta essere esattamente capovolta: 30% di maggiori entrate e 70% di minori spese. La manovra si presenta insomma contraddittoria e dagli effetti non facilmente prevedibili. Una manova sbilanciata sul fronte delle entrate Orbene, premesso che ogni aumento della pressione fiscale è potenzialmente recessivo - tant è che è una delle leve di politica economica utilizzate contro l inflazione bisogna subito dire che gli indesiderati effetti recessivi sono stati messi in conto sin dall origine e che l effetto negativo più pesante è ancora da valutare (l aumento dell IVA, dal 21 al 23 % e dal 10 al 12%, è programmato infatti dal 1 settembre 2012 mentre l aumento delle accise sui carburanti scommette sulla normalizzazione dei prezzi alla pompa). In realtà, proprio gli aumenti di IVA ed accise sono i più pericolosi: da un lato incidono sulla domanda (comprimendola), dall altro su alcuni costi aziendali (aumentandoli) così che effetti recessivi ed effetti inflativi sono compresenti, in un unico, inevitabile, circolo vizioso. Dall Imu possibili contraccolpi negativi >

19 L ANALISI > ciare segnali di ottimismo, in particolare guardando al secondo semestre. Francesco Daveri ad esempio ( 2012: tre ragioni per essere meno pessimisti su la voce.info del ) sottolinea come il secondo semestre 2011 abbia già scontato, nella nostra economia, gli elementi negativi e di sfiducia mentre nel primo semestre 2012 si dovrebbero digerire quelli dovuti all accettazione, anche psicologica, della manovra; ci ricorda anche che le previsioni negative in campo economico sono sempre da tarare per eccesso di pessimismo (come dimostrerebbe l evolversi dell economia statunitense) e ci segnala che la debolezza dell euro sul dollaro continuerà a favorire la maggior parte delle nostre imprese esportatrici. I motivi per essere ottimisti Ai motivi intravisti da Daveri potremmo forse aggiungerne degli altri: 1) nel 2012 sono in rinnovo contratti collettivi che interessano oltre 7 milioni di lavoratori e l erogazione degli incrementi e delle una tantum rappresenteranno nel sistema liquidità preziosa per le maggiori imposte (e, si spera, anche per i consumi); 2) il trattenimento forzoso al lavoro di centinaia di migliaia di dipendenti, dovuto alla riforma pensionistica, potrebbe consentire, in alcuni casi, l anticipazione dell acquisto di beni durevoli (che fino ad ora erano stati rinviati al momento, ormai non più così vicino, del pensionamento); si attenuerebbe allora in parte l effetto recessivo rappresentato dai rinvii delle erogazioni dei trattamenti di fine rapporto; 3) gli auspicati accordi per la stabilizzazione dell euro, previsti entro marzo 2012, e i miglioramenti dell economia tedesca e americana dovrebbero contribuire ad aumentare il clima di fiducia. Un altra luce è rappresentata dai risultati, attesi e pregressi, dalla lotta all evasione. Bastino qui, in termini positivi, alcune brevi considerazioni: a) il gettito dalla lotta all evasione è da molti anni in crescita significativa e sono in costante aumento anche le somme effettivamente riscosse a tale titolo, b) le transazioni condotte dall Agenzia delle Entrate in questi ultimi due anni (in particolare con alcuni grandi contribuenti) evidenziano la definitiva acquisizione di importi molto rilevanti, c) sembra in corso un ripensamento strategico dell attività di accertamento, vedi il caso Cortina dal forte impatto mediatico (accentuazione delle funzioni di deterrenza, riduzione del numero assoluto dei controlli, aumento e integrazione delle banche dati, vantaggi normativi ai contribuenti che rispettano gli studi di settore). Non bisogna però dimenticare quanto di negativo si nasconda in alcune derive, come quella dell accertamento sintetico di massa (con spesometro e redditometro utilizzati massivamente, al di là di ogni logica istitutiva dello strumento) o del disinvolto utilizzo della contestazione dell abuso di diritto, nata per frenare l elusione e diventata, a sua volta, un vero e proprio abuso di diritto. L incognita del prodotto interno lordo La manovra sulle entrate era dunque improrogabile e rigorosamente vincolata agli obiettivi ma - a cose fatte dimostra di avere dentro una grande incognita: cioè che il prodotto interno lordo, dal 2013, riprenda a crescere e che gli inevitabili effetti recessivi trovino una compensazione nell avverarsi di quelli positivi, previsti o sperati, che abbiamo cercato di individuare. Insomma: una scommessa a orologeria. *Ufficio tributario * Banco di Sardegna incontri 19

20 ECONOMIA Pensioni, riforma definitiva Le nuove norme sulla previdenza, per la loro ampiezza, rappresentano un punto fermo verso un sistema stabile ) Le novità Si allungano i tempi di lavoro, abolite le finestre mobili. Buone notizie per i lavoratori in uscita nel 2011 di DANTE COLUMBRO* Forse, stavolta, ci siamo. Quella approvata prima di Natale, considerati i tempi, i modi e le forme, dovrebbe essere la riforma previdenziale definitiva che azzera, o quasi, le precedenti, modifica, aggiustandole, quelle relative alle manovre estive berlusconiane ma, soprattutto, per la sua ampiezza, si propone come base di partenza verso un futuro pensionistico totalmente differente dal passato, sfruttando l oggi in funzione del domani. Questa, purtroppo, rappresenta la maggiore negatività, perché il tutto avviene a scapito del presente, ossia con oneri a carico di pensionati e pensionandi di oggi i quali si ritrovano, inaspettatamente, allungati i tempi dell agognato riposo, anche di alcuni anni, con la conseguenza, che i progetti di vita, personali e familiari degli interessati cambiano di colpo, creando disagi facilmente immaginabili sotto tutti gli aspetti. Di seguito le novità più rilevanti. Con la scomparsa della pensione di anzianità, rimane un canale d accesso attraverso il trattamento di vecchiaia, per il quale viene fissata un età (66 anni) per il pensionamento, per tutti i lavoratori dipendenti, comprese le donne operanti nel settore pubblico e, dal 2018, anche quelle del privato, pervenendo, così, ad una piena equiparazione temporale fra i due sessi e tutti i settori, con la precisazione che, dal 2021, l età pensionistica non potrà essere comunque inferiore ai 67 anni. E non finisce qui: altro requisito indispensabile è la contribuzione minima di almeno 20 anni e, per chi ha iniziato a lavorare dall 1 gennaio 1996 in avanti, ottenere un ammontare della pensione non inferiore ad almeno 1,5 volte l assegno sociale. Scomparsa l anzianità, viene, però, prevista una cosiddetta pensione anticipata che si può raggiungere anche con una determinata anzianità contributiva prima dei 62 anni di età; questa, rappresenta l unica scappatoia o modalità per coloro che sono ancora lontani dal requisito anagrafico previsto; però (c è un però ) in questo caso, per chi ha una parte della pensione calcolata con il metodo retributivo, sono previste penalizzazioni per > 20 incontri

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