esprino Il diario online del Lions Club Palermo dei Vespri Lions Club International Palermo dei Vespri - Distretto 108 Y/b - Circoscrizione I - Zona 1

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1 magazine NUMERO VENTISEI esprino Il diario online del Lions Club Palermo dei Vespri Lions Club International Palermo dei Vespri - Distretto 108 Y/b - Circoscrizione I - Zona 1

2 Vesprino Magazine Editoriale di Febbraio NIENTE CULTURA NIENTE SVI- LUPPO è la sfida del 2012? Così pare se leggiamo il Domenicale del Sole 24 ore del 19 febbraio. Sembrerebbe una rivoluzione copernicana nel modo di intendere la cultura, perché da giacimento di un passato glorioso da mantenere diventa, grazie all azione di governo, cioè di tutti i ministeri, nel medio e nel lungo termine, mezzo di occupazione e produzione. Si parla perciò di Costituente della cultura. L idea sembra interessante anche perché punta sull educazione come veicolo del Gabriella Maggio nuovo, infatti l iniziativa dovrebbe trovare collocazione in tutti i livelli educativi, dalle elementari all università, attraverso lo studio dell arte e della storia per rendere i giovani custodi del nostro patrimonio affinchè ne traggano impulso per la creatività del futuro. In particolare lo studio dell arte dovrebbe essere integrato anche con pratiche creative, che avrebbero la finalità di dare una marcia in più ai giovani, perché è dimostrato che gli studenti impegnati in attività creative e artistiche sono anche i più dotati in ambito scientifico. Questo progetto prevede anche la complementarità tra pubblico e privato sostenuto con provvedimenti legislativi che prevedono sgravi fiscali per cui anche un biglietto d ingresso al museo potrebbe essere detraibile. Non si tratterebbe, quindi, soltanto di una razionalizzazione delle risorse e delle competenze, ma di una vera assunzione di responsabilità condivise per lo sviluppo. Ma di fatto non resta che attendere. Ci si rende conto che si fa fatica a cogliere il senso di queste proposte, infatti se in un primo momento la mente si slancia libera e generosa verso un futuro meraviglioso, in un secondo momento subentra il disincanto di sempre. Ma non bisogna arrendersi. Editoriale Questa sera parliamo di Lions Suoni e... parole a Palazzo Asmundo E basta indignarsi? E ora che fare? Le ricette letterarie di Marinella SIGISMONDO D INDIA, vita e opere del musicista palermitano I diritti umani e un palermitano esemplare Viaggiatori stranieri in Sicilia Visita del Governatore del Distretto 108 YB Quei geniali architetti che resero uniche le nostre città Il giorno del ricordo delle foibe Duecento anni fa nasceva Charles Dickens Le dolci creazioni fantastiche Intervista a Leda Melluso SOMMARIO Gabriella Maggio Attilio Carioti Lavinia Scolari Carmelo Fucarino Marinella Gabriella Maggio Carmelo Fucarino Daniela Crispo Attilio Carioti Tommaso Aiello Gabriella Maggio Irina Tuzzolino Ornella Correnti Gabriella Maggio 14 febbraio 2012 Gabriella Maggio Visita > Leggi Commenta > Collabora > Scrivi VesprinoMagazine incontriamoci in rete lionspalermodeivespri.wordpress.com Hanno Partecipato a questo numero: Gigliola Siragusa, Carmelo Fucarino, attilio Carioti, Riccardo Carioti, Natale Caronia, Renata De Simone, Ornella Correnti, Irina Tuzzolino, Raffaello Piraino, Lavinia Scolari, Luciana Pace, Marinella Comitato di redazione: Gabriella Maggio (Direttore) Mimmo Caruso Renata De Simone Carmelo Fucarino Francesco Paolo Scalia I Lavori della Prima Circoscrizione Il testamento del vicerè Festa di Carnevale dei Lions Club di Palermo I vent anni Da Napoli a Palermo: donne, intrighi, politica alla fine del Settecento Maschere di Carnevale La gaia scienza Cosa è l autismo? Un testimonio del nostro tempo Quale futuro? Tutta Parigi impazza Stratigrafia del Comune di Prizzi Leo e Leoni in gita Città di mare Con l occhio dei bambini Il Castello di Maredolce Riccardo Carioti Renata De Simone Attilio Carioti Raffaello Piraino Attilio Carioti Gabriella Maggio Carmelo Fucarino Luciana Pace Carmelo Fucarino Natale Caronia Carmelo Fucarino Gabriella Maggio Attilio Carioti Gabriella Maggio Gabriella Maggio Gigliola Siragusa 2

3 Lions Club QUESTA SERA PARLIAMO DI LIONS di Attilio Carioti Il 24 gennaio 2012, nel salone del Circolo Ufficiali di Palermo, si è svolto un incontro di formazione lionistica, mirato alla riflessione su che cosa significa oggi essere Lions, promosso dal L.C. Palermo Host con la partecipazione dei Club Normanna, Vespri, Mediterranea, New Century Palermo, New Century Panormus, Federico II, Libertà, Porta Nuova, Leoni, Monte Pellegrino, Conca d Oro Era presente il secondo Vice Governatore Gianfranco Amenta. Relatore sul tema è stato il Past Direttore Internazionale Domenico Messina. Dopo il saluto dei Presidenti dei Club, che hanno riferito le loro valutazioni, nate dall esperienza nella conduzione dei club, sulla crisi dell associazionismo ed in particolare sul mantenimento dei soci, Gianfranco Amenta ha sottolineato che essere lions equivale a fare una scelta di vita a cui bisogna restare fedeli, operando concretamente nell attuazione del we serve nella realtà locale, soprattutto nelle zone più degradate. Domenico Messina ha posto l accento sulla necessità di selezionare con attenzione i soci sulla base di un effettiva motivazione a servire, e sul loro coinvolgimento nelle attività di club. Ai Presidenti, che rappresentano un importante spaccato della società lionistica di Palermo, consiglia per non disperdere le energie, di organizzare attività comuni ai vari club per ottimizzare le risorse ed implementare i risultati. Giuseppe Ingrassia, Direttore del Centro studi distrettuale, comunica di avere predisposto due questionari, che saranno inviati a tutti i Club del Distretto per rilevare dati utili ad evidenziare punti di forza e punti di criticità per potere adeguatamente affrontare il problema e proporre soluzioni. 3

4 Eventi Suoni e parole a Palazzo Asmundo Sabato 28 Gennaio 2012, nella splendida cornice di Palazzo Asmundo, ha avuto luogo un evento letterario organizzato da SiciliAntica, in particolare dall attivissima Maddalena Gargano, e presentato dal Gruppo Mediolanum. L incontro dal titolo Suoni... e parole. Gli scrittori si raccontano tra armonie e discordanze è stato coordinato da Alfonso Lo Cascio, presidente regionale di SiciliAntica, e si è articolato in diversi momenti, non solo letterari, ma anche musicali e artistici, che hanno coniugato la presentazione di due libri di genere opposto, eppure affini nelle tematiche affrontate: Momenti di Parole di Paolo Baù e Il Suono Sacro di Arjiam di Daniela Lojarro. In entrambi i generi vengono dipinti dei personaggi che si interrogano sul senso della loro vita e della vita in generale, in perenne anelito verso una risposta che dischiuda il mistero della sofferenza umana e apra la via verso la conoscenza della verità. In primo luogo è spettato alla scrittrice partenopea Rosa Gargiulo il compito impegnativo, ma di certo piacevole, di presentare il romanzo di Baù, Momenti di Parole, un opera intimistica e riflessiva, in grado di delineare, quasi in forma di moderno prosimetro, l immaginario incontro con la maschera di Dio o di un entità al quale lo scrittore rivolge le sue domande, le sue perplessità, i suoi ricordi, fino a scoprire che non vi è risposta che possa giungere dal silenzio del Signor D., troppo intento a osservare il suo bicchiere di latte, metafora del tempo che scorre inesorabile senza poter essere mai assaporato fino in fondo. Rosa Gargiulo ha condotto un duetto con Baù evidenziando i punti focali del racconto e lasciando emergere i turbamenti dell animo e le amarezze del reale, quel sentire fosco e cosciente del limite, che l autore ha raccontato con semplicità e chiarezza icastica. Dopo uno dei momenti musicali, affidati a Tango Disiu - musiche dei porti, è stata la volta di Daniela Lojarro, autrice de Il Suono Sacro di Arjiam, romanzo fantasy incentrato sulla musica e sul potere conoscitivo e spirituale del suono. A introdurre la figura versatile della scrittrice, Alessandro Iascy, creatore e amministratore del portale di Letteratura fantastica TrueFantasy, e la sottoscritta. Dopo aver presentato brevemente la carriera di Daniela, affermata cantante lirica, e dopo aver sottolineato l importanza della musica nella sua scrittura, le abbiamo rivolto alcune domande sulla trama del romanzo e sulle tematiche universali che in esso sono intessute, come preziosi fili di un arazzo: la perdita, il sacrificio, la ricerca del proprio ruolo nel mondo e della propria identità. La Lojarro descrive i di Lavinia Scolari suoi personaggi in un cammino iniziatico che sembra imperniarsi sulla necessità di trovare il giusto equilibrio fra bene e male, amore e dovere, dolore e speranza. Lungi da escludersi, gli opposti si completano e fondono in un ordine armonico che la Lojarro definisce felicemente con uno suo stile fluido e rotondo. Dopo un altro momento musicale, la serata si è chiusa con due talentuosi danzatori di Tango che hanno allietato i presenti prima di lasciare spazio all aperitivo di chiusura. Una serata suggestiva e ricca di piacevoli momenti, che hanno avuto profondo risalto grazie all impegno degli organizzatori e allo sfondo del meraviglioso Palazzo Asmundo, di fronte alla cattedrale palermitana, a ricordarci ancora una volta quanto Palermo sia vivace e pronta a raccogliere ogni fermento artistico, culturale e di scambio. 4

5 Società E basta indignarsi? E ora che fare? di Carmelo Fucarino Un uomo di 95 anni, classe 1917, anno del primo disastro europeo, con lunga esperienza diplomatica, ex combattente della Resistenza francese, ex deportato di Buchenwald, ha vissuto inconsapevole nel circolo mediatico una folgorante incursione. Il giorno del suo compleanno (20 ottobre 2010) esce un piccolo pamphlet di 20 pagine dal titolo esclamtivo, Indignez-vous!, sottotitolo (Pour une insurrection pacifique), Indigène éditions, in una collana dal nome profetico, "Ceux Qui Marchent Contre Le Vent", (Montpellier, traduzione italiana Indignatevi!, Add editore, Torino 2011). Ad oggi certamente più di un milione di copie. All appello risposero le carovane del Movimento 15-M e gli Indignados di Puerta del Sol a Madrid, di Valladolid e Barcellona. Anche la Big Apple rispose dalla celebre Wall Street e presto conobbero i manganelli dei policemen di Bloomberg e Obama. Settecento arresti sul ponte di Brooklyn dei giovani di Occupy Wall Street Questa la risposta in 32 pagine di un altro nobile antifascista del 1915 «Valuto molto più forte il rischio che i sentimenti dell indignazione e della speranza restino, come tali, inefficaci, in mancanza di una lettura del mondo e di una adeguata pratica politica che dia loro corpo. Che l indignazione possa supplire alla politica e, in primo luogo, alla creazione delle sue forme efficaci è illusorio». E poi «Ho imparato in questo secolo l indicibile dell umano, di ognuno di noi e della relazione con l altro che non possiamo mai afferrare fino in fondo. La mia paura è che mi venga tolto non tanto il pane e nemmeno la Costituzione, ma questa idea dell umano. Vi prego, non permettete che la domanda sull essere umano venga cancellata». E la contro risposta di Hessel con un altro pamphlet del 2011, Engagez-vous! (Impegnatevi!. 2011).Con i disastri e il baratro davanti al quale ci ha trascinato la finanza internazionale della quale siamo ostaggi indifesi e non riscattabili: «E inoltre c è un problema che riguarda indubbiamente il modo in cui siamo governati. Siamo governati da decenni dalla finanza, da gente che pensa solo ai profitti erodendo diritti e certezze sociali a milioni di persone. L insoddisfazione è enorme ma siamo ingannati dalla felicità relativa». 5

6 Cucina Le ricette letterarie di Marinella di Marinella MPANATIGGHIE Ingredienti: Per l impasto Gr.500 di farina 00, gr.125 di zucchero, gr.100 di strutto, 4 tuorli d uovo, 1 uovo intero, 1/2 bicchiere di marsala secco, gr. 5 di ammoniaca per dolci, un pizzico di sale. Per il ripieno Gr. 200 di filetto di manzo, gr.250 di zucchero, gr. 200 di mandorle, gr.100 di cioccolato fondente, cannella, chiodi di garofano in polvere, 4 albumi. Leonardo Sciascia non è stato soltanto un autore di romanzi, ma anche uno scrittore che raccontava per immagini attraverso le fotografie di Giuseppe Leone. In questa narrazione parallela ha descritto anche la cucina siciliana con particolare attenzione ai piatti più caratteristici come le mpanatigghie della contea di Modica., ravioli dolci. Ecco le sue parole evocatrici di sostanziosi sapori e storie lontane: Fatti di una pasta sottilissima e fragile contenente un sapiente impasto di carne e cioccolato principalmente un dolce nutrientissimo si potrebbe dire un dolce da viaggio. Da viaggio in Spagna, quando fu inventato Preparazione della farcia Rosolare in padella con olio di oliva la carne tritata, unendo lo zucchero i chiodi di garofano e gli albumi, le mandorle. Preparazione della pasta Mescolare insieme gli ingredienti, ricavare dei dischetti di pasta e porre al centro il ripieno. Sigillare il raviolo, forarlo prima di metterlo al forno a 6

7 Lions Club SIgISMONDO D INDIA, vita e opere del musicista palermitano di Gabriella Maggio Stemma della Famiglia India, blasonato da Palizzolo Gravina ILions Club Palermo Porta Nuova e Palermo New Century il 31 gennaio 2012 nella Sala Martorana di Palazzo Comitini hanno organizzato una conferenza sulla vita e le opere del musicista palermitano Sigismodo D India. Relatore il Prof. Jeorge Morales dell Università Sorbonne di Parigi. Ha introdotto i lavori il Presidente della Provincia Regionale di Palermo, ing. Giovanni Avanti, che ha sottolineato l importanza di promuovere lo studio e la divulgazione del patrimonio culturale siciliano. Erano presenti Alfredo Lo Faro, coordinatore distrettuale del Service Made in Sicily, le eccellenze siciliane e Gabriella Giacinti, presidente della Prima Circoscrizione. Poco si sa della biografia di questo musicista, afferma Morales, tuttavia se incerto è il luogo di nascita, Palermo o Napoli, per ammissione dello stesso D India, nella prefazione alle Musiche, la sua famiglia appartiene alla nobiltà palermitana. Tale affermazione, a parere di chi scrive, può trovare sostegno nel Villabianca e anche nel Palizzolo Gravina, che nel Dizionario Storico-Araldico della Sicilia descrive e rappresenta lo stemma della famiglia India. Una congruenza emerge anche dalla ricerca negli elenchi telefonici italiani e nel noto portale Gens Labo, nei quali si rileva che il cognome D India è presente quasi esclusivamente in qualche Comune del Palermitano. Incerta è anche la prima formazione musicale del D India, fatta eccezione per quello che lui stesso scrive nel 1609 nella prefazione alle Musiche :...insino dalla fanciullezza mi procurai di conversare con huomini intelligenti della Musica, et da suoi dotti discorsi imparare ciò, che desideravo sapere sì del comporre a più voci, come del cantar solo Nella prefazione a Le musiche da cantar solo... ( Milano 1606) Sigismondo d'india, prende le distanze da quegli autori che creavano composizioni monotone e afferma: ritrovai che si poteva comporre nella vera maniera con intervalli non ordinarij, passando con più novità possibili da una consonanza all'altra, secondo la varietà de i sensi delle parole, et che per questo mezo i canti havrebbono maggior affetto, et maggior forza nel mover gli affetti dell'animo di quello, c'havessero potuto operare, se fossero tutte state composte ad un modo con ordinarij movimenti...". Sigismondo d'india si è cimentato in tutte le forme musicali del suo tempo, tra Rinascimento e Barocco, quali monodie, madrigali e mottetti, reinterpretando le suggestioni delle varie produzioni musicali, per esempio quelle della Scuola veneziana e della Scuola romana, quelle legate al tentativo di recuperare la musica della classicità greca e allo sviluppo di una nuova forma musicale che sfocerà nel melodramma. Dalle opere ascoltate in registrazione è emerso il grande musicista, che con la sua arte legittima pienamente l interesse che ancora oggi si ha per le sue opere, mettendo in ombra le lacune delle fonti storiche. 7

8 Storia I diritti umani e un palermitano esemplare di Carmelo Fucarino Palermo - Castello a mare - Porta Aragonese Giovedì 19 agosto 1593 alle 15 circa un fortissimo boato fece tremare la zona della Cala e tutto il Cassaro basso. Si disse che al Castello a mare di Palermo «incappò foco a due dammusi di polveri ed essendo vicine le carcere, tutte le scacciò». Ivi perì anche Argisto Giuffredi ( ), poeta e socio fondatore dell Accademia degli Accesi, nome Contemplativo, e socio di quella dei Risoluti. Oltre a una raccolta di poesie in stile petrarchesco, scrisse anche gli Avvertimenti cristiani, sulla falsariga del celebre Galateo ( ) di monsignor della Casa e del Cortegiano ( ) di Baldassar Castiglione, il diario della vita palermitana della fine del Cinquecento, una società spompata e rassegnata e vuota di ideali. A parte alcuni consigli di timorosa prudenza, egli fu, come osservò Sciascia (non pertanto scrisse la perla di Porte aperte, 1987) «la prima voce che si sia levata nel mondo contro la tortura e la pena di morte», quando impartì al figlio Giovanni anche questo precetto, straordinario per tempi in cui la tortura era strumento di istruttoria, dalla semplice corda alle invenzioni più sofisticate e strazianti: «Ma voglio ben dirti, Giovanni, e così lo dico agli altri, che non condanniate mai nessuno ad essere frustato [ ] e se non è per cosa più che grande, anzi, potendo, per qualsivoglia cosa non date mai morte a nessuno; [ ] questa vita che è di Dio io la vorrei lasciar tor da lui». E lui stesso che aveva assistito ai tratti di corda e aveva poi sperimentato sulla sua schiena sette tratti di corda, come abituale procedura istruttoria, preparatoria dell interrogatorio, in quell orrendo carcere della Santa Inquisizione, ricordava di «venir quasi così mal volentieri a dar altrui la corda, come a dargli morte; perciò che oltre al pericolo in che si pone uno, confessando, di morire, si pone anche a pericolo di rompersi il collo, rompendosegli, come l ho veduto io talvolta». Così intorno al Poi nel 1764 il milanese Cesare Beccaria così lamentava in Dei delitti e delle pene: «Una crudeltà consacrata dall uso nella maggior parte delle nazioni è la tortura del reo mentre si forma il processo, o per constringerlo a confessare un delitto, o per le contradizioni nelle quali incorre, o per la scoperta dei complici, o per non so quale metafisica ed incomprensibile purgazione d infamia, o finalmente per altri delitti di cui potrebbe esser reo, ma dei quali non è accusato» (cap. XVI). «Non è utile la pena di morte per l esempio di atrocità che dà agli uomini. Se le passioni o la necessità della guerra hanno insegnato a spargere il sangue umano, le leggi moderatrici della condotta degli uomini non dovrebbono aumentare il fiero esempio, tanto piú funesto quanto la morte legale è data con istudio e con formalità. Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio» (cap, XXVIII). Pochi mesi fa dal Rapporto annuale 2011 di Amnesty International - La situazione dei diritti umani nel mondo. Italia Scheda paese -Tortura e altri maltrattamenti «A marzo e maggio, la corte d appello di Genova ha emesso verdetti di seconda istanza nei processi sulle torture e altri maltrattamenti perpetrati da agenti delle forze di polizia e di sicurezza contro i manifestanti in occasione del G8 nel A fine anno rimaneva aperta l opportunità di presentare ricorsi presso la Corte di Cassazione. A marzo la corte ha riconosciuto che la maggior parte dei reati occorsi nel centro di detenzione temporanea di Bolzaneto, tra cui lesioni personali gravi, ispezioni e perquisizioni arbitrarie, erano ormai prescritti, ma ha comunque ordinato a tutti i 42 imputati di pagare un risarcimento civile alle vittime. Ha inoltre imposto pene detentive fino a tre anni e due mesi nei confronti di otto imputati. A maggio, la stessa corte ha ritenuto colpevoli etc. Molte delle accuse sono cadute a causa della prescrizione. Tuttavia, se l Italia avesse introdotto il reato di tortura nel codice penale, la prescrizione non si sarebbe potuta applicare» (scheda completa nel sito). Convenzione di New York contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti Normativa adottata dall'assemblea Generale delle Nazioni Unite. il 10 dicembre Entrata in vigore il 27 giugno Stati che hanno depositato la dichiarazione di cui all'art. 22 al gennaio 2004: 54.Autorizzazione alla ratifica ed ordine di esecuzione in Italia: l. n. 489 del 3 novembre «Articolo Ai fini della presente Convenzione, il termine "tortura" indica qualsiasi atto mediante il quale sono intenzionalmente inflitti ad una persona dolore o sofferenze forti, fisiche o mentali, al fine segnatamente di ottenere da essa o da una terza persona informazioni o confessioni, di punirla per un atto che essa o una terza persona ha commesso o è sospettata aver commesso, di intimorirla o di far pressione su di lei o di intimorire o di far pressione su una terza persona, o per qualsiasi altro motivo fondato su qualsiasi forma di discriminazione, qualora tale dolore o sofferenze siano inflitte da un agente della funzione pubblica o da ogni altra persona che agisca a titolo ufficiale, o su sua istigazione, o con il suo consenso espresso o tacito. Tale termine non si estende al dolore o alle sofferenze risultanti unicamente da sanzioni legittime, inerenti a tali sanzioni o da esse cagionate». C era un palermitano, 427 anni fa, che sapeva cosa fossero la tortura e la pena di morte, perché vi era vissuto dentro, l aveva subita, si suppone dalla Santa Inquisizione anche in nome di Dio. Certo non in nome di Cristo. Quanti delitti si compiono ancora in nome della religione e della libertà individuale e della sicurezza nazionale. 8

9 Storia Viaggiatori stranieri in Sicilia Dominique Vivant Denon di Daniela Crispo Dominique Vivant Denon è nato in Francia nel 1747, abile incisore e piacevole scrittore, come diplomatico viaggia per l Europa e soggiorna sette anni a Napoli. Nel 1778 viaggia nell Italia meridionale ed in Sicilia ed consegna le sue impressioni al Voyage pittoresque ou description des Royaumes de Naples et de Sicilie, stampato fra il 1781 ed il 1786 ed illustrato da 417 acqueforti. L opera costituisce la più bella rappresentazione della Sicilia di fine Settecento. Denon è giunto in Sicilia il 2 giugno insieme agli architetti Jean Louis Desprez e Jean Augustin Renard ed il pittore Claude Louis Châtelet. Tutti hanno un grande gusto per le antichità e per i paesaggi sconosciuti in cui ricercano l atmosfera preromantica della natura aspra e selvaggia. La prima parte del viaggio si svolge tra Messina e Taormina e culmina l 11 giugno nell ascensione sull Etna, vissuta dai viaggiatori nell esaltazione della grandiosità dei luoghi e dell avventura straordinaria che hanno intrapreso. L interesse antiquario dei viaggiatori, ragione prima del loro viaggio, viene soddisfatto a Catania dal museo Biscari. Denon ed i suoi amici giungono a Palermo il 2 luglio in tempo per assistere al Festino di Santa Rosalia. Denon lo ritrae in molte tavole. Ma il suo interesse è rivolto soprattutto agli abitanti della città ed in particolare alle donne che definisce intelligenti, maliziose ed affabili. Ben accolto dall aristocrazia, rimane, però, deluso, dalla città. La Cappella Palatina gli sembra gelida, la Cattedrale ed i sarcofagi dei re gli sembrano di mauvais goût. Considera il barocco delle chiese cittadine uno stile decadente di cui condanna le ridondanze decorative, sebbene avverta a tratti la suggestione dell imponenza delle strutture e la possanza delle masse. In questi sentimenti contrastanti trascorre un mese nella città. Affascinato dall archeologia con severo gusto di intenditore, ma anche con l interesse per il pittoresco, riesce ad interpretare il grande messaggio della Sicilia antica davanti alla maestosità delle rovine di Selinunte e del tempio di Giove a Girgenti nei quali coglie il segno della titanica competizione tra uomini e dei. Al resto non fa attenzione, contrariato dal pessimo stato delle strade.e dalla sporcizia di molti luoghi come la mitica Fonte Aretusa. Da queste costatazioni prende spunto per indicare i mali del latifondo, dell aristocrazia neghittosa e parassitaria, dei causidici avidi e rapaci su cui si stende il velo dell apatia diffusa. 9

10 Lions Club Visita del governatore del Distretto 108 Yb di Attilio Carioti Il 3 febbraio 2012 all Hotel S.Paolo il Lions Club Palermo dei Vespri ha ricevuto, insieme ai Club Palermo Leoni e Palermo Federico II, la tradizionale visita del Governatore del Distretto 108 YB, Nuccio Di Pietro. Nell indirizzo di saluto il Governatore ha esortato tutti i Lions a perseverare nello spirito di servizio e nella coesione all interno dei club; ha espresso, inoltre, a tutti i Presidenti il proprio compiacimento per le numerose ed utili attività sin qui condotte nel territorio. Visita > Leggi Commenta > Collabora > Scrivi VesprinoMagazine incontriamoci in rete lionspalermodeivespri.wordpress.com 10

11 QUEI geniali ARCHITETTI CHE RESERO UNICHE LE NOSTRE CITTà 3ª parte di Tommaso Aiello Architettura Loggiato dell atrio dell Università di Catania. Foto Aiello Consentitemi di riportare la premessa di Giovanni Di Blasi,nel secolo XIX,al suo L architettura in Sicilia,in quanto dà luce a questo mio tentativo di evidenziare l attività di alcuni architetti siciliani che lavorarono all abbellimento delle nostre città. Mentre occupavami delle note al Lessico topografico di Vito D Amico,mi fu d uopo di considerar la Sicilia,questa più volte madre di civiltà,in tutti i suoi vanti,in tutte le sue glorie. E forte io stupiva nel vederne oscura la fama nelle arti del bello sin dopo le classiche epoche di Grecia e di Roma;mentre essa,dominando qui i musulmani,vide progredire maravigliosamente ogni maniera d arte;indi sotto i normanni precedette l Italia nello sviluppo dell arte ortodossa;e nel sestodecimo secolo spinse la sua scuola di pittura e di scultura al rango quasi di quelle di Toscana e di Venezia.Parte per nimicizia di fortuna,parte per trascuranza di noi stessi,o per traviamento dalle sane idee,pochissimo han detto di tanta virtù i nostri,gli stranieri han taciuto.ma percorrendo per poco le diverse parti dell isola,tanti e tali artistici tesori si rinvengono dell età moderne,che lasciarle ancora in obblio reputerei delitto.in tal congiuntura ho fermato proposito di raddensar la materia che le arti siciliane riguarda,e condurne la storia dall eta dei normanni sino ai giorni presenti.giudichino i miei leggitori questo primo periodo che io loro ne offro;ma diamo bando alle idee preconcepite.bastami allora che al mio ardire giovanile siano indulgenti,poiché deriva dall amore che io sento per le arti di questa cara Sicilia. E allora continuiamo il nostro lavoro con una maggiore speranza che queste note possano far ritornare alla mente di chi ci legge una non disprezzabile,se non talvolta artisticamente grande,attività di alcuni nostri architetti. Parleremo in questo capitolo di Giovanni Battista Vaccarini che sebbene fosse nato a Palermo nel 1702 dall intagliatore in legno Gerlando Vaccarini e da Francesca Mangialardo,si può considerare catanese d adozione(ricevette infatti la cittadinanza onoraria nel 1735)perché contribuì alla ricostruzione della città dopo il terremoto dell 11 gennaio 1693 che aveva devastato la maggior parte delle città orientali dell isola.morì a Palermo l 11 marzo 1768 e venne sepolto nella chiesa dei Crociferi in Via Maqueda. Allievo di Luigi Vanvitelli lo troviamo a Roma, su richiamo del cardinale Ottoboni,dove potè studiare le opere del Bernini e del Borromini e frequentare l accademia di San Luca.L esperienza romana lo manterrà comunque, vicino all architettura berniniana. Il barocco del Vaccarini si può considerare rielaborazione delle forme e del ritmo classici,insieme all uso dei materiali e degli stilemi del repertorio tradizionale catanese.assai fecondo,le sue opere rappresentano molta parte del paesaggio urbano. Il Palazzo Universitario del 1730 è la prima opera dell architetto nella città che si va ricostruendo. L edificio riprende,secondo il Boscarino, il tipo a blocco con cortile quadrato.il Vaccarini conferisce all edificio una tra le sue più riuscite disposizioni architettoniche,erigendo il cortile quadrangolare su un doppio ordine di loggiati che si sviluppano attorno all elegante pavimentazione decorata da un ornato geometrico in pietra calcarea e lavica. Davanti al Palazzo Universitario sorge il Palazzo di Città,del quale nel 1735, in sostituzione dell antica Loggia,Vaccarini modifica i prospetti,continuando l ordine delle paraste a bugne diamantate,con piatte lesene, e innalzando una regale tribuna sul portone principale che è posto tra quattro colonne di granito disposte a coppia. Tra le lesene che abbracciano i due piani superiori e l architrave,corre un mensolone a campanelle.un classico timpano, tra le cui modanature primeggia un elegante gocciolatoio, corona l edificio.la parte superiore è ritmata dalle finestre, anch esse semplici. Palazzo comunale o senatorio 11

12 Architettura QUEI geniali ARCHITETTI CHE RESERO UNICHE LE NOSTRE CITTà L idea dell ordine architettonico,che nelle successive opere non trova più ostacoli,è qui costretto a integrarsi a preesistenze di gusto decorativo enfaticamente barocco.nella corte interna è possibile ammirare le due carrozze del XVIII secolo con le quali il giorno della processione(di Sant Agata)le autorità cittadine raggiungono la chiesa di S.Biagio,in Piazza Stesicoro,per offrire i ceri alla Santa. A 31 anni(a 29 secondo G.Policastro)gli fu assegnato il prospetto della cattedrale di Catania.Il Vaccarini vi inserì le colonne marmoree dell Odeon greco e del Circo romano.il problema della facciata del Duomo non è però di semplice soluzione perché fin da quando viene posta la prima pietra,il modello del Vaccarini venne conte- Catania, il Duomo stato,tanto che l architetto decide di recarsi a Roma per far giudicare il prospetto dagli accademici di S.Luca,dai quali ottiene l approvazione,sostenuto anche dall amichevole consenso del Vanvitelli. I lavori interrotti per un lungo periodo,vengono ripresi e terminati,secondo il Boscarino(1986), nel Per altri invece all originario modello sarebbero state apportate delle modifiche, in seguito accettate,e nel gennaio del 1761 l opera sarebbe risultata quasi compiuta. Comunque la parte che meglio mostra lo stile di Vaccarini, che contribuì all esuberante tardo barocco siciliano, resta la facciata,movimentata,come abbiamo detto, da colonne e specchiature alternate di marmo bianco e pietra lavica. L aspetto massiccio sottolinea come il Duomo,iniziato dal conte Ruggero il Normanno e ripreso nel 1169, fosse concepito come chiesa fortificata. Il lato nord presenta un bel portale cinquecentesco, con una trabeazione ornata da putti;ma è la facciata, come dicevamo,che è un capolavoro ed è una delle cose migliori del Vaccarini. L interno custodisce notevoli opere d arte e accoglie celebri sepolture.spiccano l ottocentesca tomba di Vincenzo Bellini e due sarcofagi,uno grandioso di età romana e l altro gotico. Nell abside destra si apre la cappella di Sant Agata, nonché la splendida porta a rilievi che immette al tesoro della Santa che conserva pregevoli opere di oreficeria. La chiesa di Sant Agata è sicuramente l espressione più grande delle opere sacre realizzate dal Vaccarini; è evidente la prodigiosa compenetrazione tra struttura e decorazione,tra retta e curva,tra meccanica e poesia. Il Vaccarini svolse con originalità alcuni spunti borrominiani da Sant Agnese in Agone,evidenti nella pianta centrale sormontata da un alta cupola e nella delicata fronte mossa da leggere increspature concave e convesse e caratterizzata da paraste con originalissimi capitelli. Proprio la finezza dei dettagli (cornici, balaustre, finestre) fu una caratteristica sempre presente nella sua opera, anch essa derivata dall educazione romana dell architetto. La chiesa della Badia di Sant Agata,definita gioiello prezioso della città, ha pianta a croce inscritta in un ovale. Catania, particolare della chiesa della Badia di Sant Agata. Foto Aiello Sulla facciata,il portale a colonne binate,arretrato rispetto ai due corpi convessi che lo fiancheggiano, è costituito da elementi decorativi catanesi:le palme, la corona e i gigli dei capitelli sono proprio i simboli di Sant Agata, protettrice della città. Una cuspide corona il portale e segna il limite della parte inferiore in ombra e di quella superiore illuminata. Sopra il massiccio attico concavo troneggia la cupola. Un merletto di minuti intagli arabeschi corre tra capitello e capitello.staue di santi e fruttiere posate su pilastri e gli intagli su cui la luce gioca i contrasti, arricchiscono il prospetto dominato dalla massa centrale concava. Il cuore di Catania, Piazza del Duomo, che è un concentrato di capolavori di età barocca,accoglie la FONTANA DELL ELEFANTE, ideata dal nostro Vaccarini e realizzata riutilizzando antichi elementi decorativi quali l elefante in pietra lavica di epoca romana e l obelisco egizio. Questo piccolo elefante riassume 2000 anni di storia. Nel- 12

13 Architettura QUEI geniali ARCHITETTI CHE RESERO UNICHE LE NOSTRE CITTà l antichità la statua apparteneva a un tempio, poi nei primi secoli cristiani,l elefantino venne messo in disparte e solo nel 700 il Vaccarini progettò una fontana inserendovi al centro l elefante sorreggente un obelisco egizio di granito.questa fontana rapprenta tre civiltà: la punica, l egizia, la cristiana. L elefante è il simbolo della sconfitta dei cartaginesi venuti a conquistare la città a cavallo degli enormi pachidermi, l obelisco, probabilmente portato a Catania dall Egitto al tempo delle Crociate, apparteneva al Circo Massimo romano e rappresenta appunto la civiltà egizia; la croce, le palme ed il globo che coronano il monumento rappresentano la civiltà cristiana. Il liotro deriva il nome forse da quello del mago Eliodoro-Liotru,che avrebbe usato il pachiderma come cavalcatura. Il Vaccarini, su modello dell Elefante di Minerva a Roma del Bernini,sistemò il liotro e l obelisco,sormontandoli con stilemi agatini e componendovi la fontana. La frenetica attività di instancabile restauratore della città devastata lo vede impegnato nella costruzione della Biblioteca e del Monastero dei Benedettini. Subito dopo,quasi sicuramente,iniziano i lavori di ristrutturazione del Palazzo del Marchese di S. Giuliano che furono completati nel Catania, l elefante di Piazza Duomo. FotoAiello L edificio che presenta il prospetto semplice e ben distribuito porta il nome del Vaccarini e la datazione(1745) sul concio della chiave del portone d ingresso sulla piazza,come scrive G.Policastro nel Catania, Palazzo S. Giuliano. Foto Aiello Subito dopo elabora i disegni per la chiesa di S.Giuliano in Via dei Crociferi,nel cuore della Catania barocca. La chiesa presenta una bella facciata convessa percorsa da un loggiato a cui si può accedere. La facciata dai chiaroscuri marcati, è sormontata da un tiburio ottagonale coronato da una merlatura. Esso cela una volta e non una cupola come di solito per tale tipologia. L illusione era, infatti, uno dei temi tipici barocchi, tesi a Catania, Chiesa di San Giuliano. creare spazi scenografici e a stupire per attrarre lo spettatore. Un movimento convesso al centro coinvolge il prospetto, su cui si aprono i fittizi accessi alle navate laterali. Le fruttiere in cima ai pilastri sono una decorazione tipica del maestro. Due statue di figure femminili sono posate sul frontone spezzato. All interno,ove domina una solare luce dorata, l uso della bicromia nell altare,creata dal gioco di agate e lapislazzuli,mostra la raffinatezza del gusto dell architetto. Sempre all interno si trova un prezioso crocifisso del XIV secolo posto all altezza dell altare maggiore. Contiene inoltre una tela di Oliviero Sozzi,la Madonna delle Grazie. La chiesa di San Giuliano viene considerata da molti un vero capolavoro dell architettura barocca religiosa. Tra le altre sue opere ricordiamo la costruzione di Palazzo Gioeni, la casa dello stesso Vaccarini,il Collegio Cutelli e nel 1760 il Palazzo Cutelli, opera della sua maturità. La corte interna circolare è la manifestazione delle influenze stilistiche del suo maestro, l architetto napoletano Luigi Vanvitelli. (Segue la quarta parte:la piazza della città di Siracusa). 13

14 Storia IL giorno DEL RICORDO DELLE FOIBE di Gabriella Maggio Dal 2004 il 10 febbraio ricordiamo le vittime delle orrende stragi delle foibe come ha detto il Presidente Giorgio Napolitano, esprimendo il sentimento di vicinanza alle persone ed alle associazioni che coltivano la memoria di quella tragedia e dell esodo di intere popolazioni. E in Europa che dobbiamo trovare nuovi stimoli, ha continuato il Presidente, considerando che le minoranze che vivono nei vari Paesi sono una ricchezza da tutelare, un opportunità da comprendere. Traendo lezione dalla storia, si deve guardare al futuro, impegnarsi a progettare società più giuste e più solidali per le generazioni più giovani, che non hanno vissuto queste tristi esperienze, a queste noi dobbiamo offrire un clima di riconciliazione e di riconoscimento. Visita > Leggi Commenta > Collabora > Scrivi VesprinoMagazine incontriamoci in rete lionspalermodeivespri.wordpress.com 14

15 Storia Duecento anni fa nasceva Charles Dickens di Irina Tuzzolino Charles Dickens, nasce cento anni fa, il 12 febbraio 1812 a Portsmouth, comincia la sua attività intellettuale come cronista parlamentare, dopo essere stato in prigione per debiti ed avere lavorato in fabbrica come operaio. Questa esperienza lo segna profondamente e lo spinge a dedicarsi al romano sociale nel quale esplora i quartieri degradati e le zone malsane, dove abitano operai e persone prive di mezzi economici. I suoi protagonisti vivono, tra rancore e ribellione, in maniera schiacciante il valore del denaro, le disuguaglianze sociali, la difficoltà di farsi avanti nella società per trovare un posto onorevole e dignitoso. Ma la vita frenetica della società metropolitana attanagliata nel vortice della corsa al denaro è descritta in maniera sinistra. Nei primi romanzi, però, la vita dei quartieri operai non è in conflitto con i valori borghesi dell età vittoriana cioè la fede nella possibilità di una redenzione individuale, la solidità dei valori familiari, la politica come forza che contrasta l ascesa vorticosa del capitalismo. Ben presto il momento umanitario e filantropico si esaurisce e Dickens assume un atteggiamento sempre più critico nei confronti della borghesia e del suo sistema dei valori. In Tempi difficili lo scrittore mette in luce i rapporti tra operai e padroni e le condizioni disumane dei sobborghi industriali. In Grandi speranze il desiderio di denaro corrompe anche l onesto protagonista Pip, che alla fine riconosce l importanza e la dignità di un lavoro umile. Dickens non manca però di humour nel realismo delle descrizioni e nelle ricostruzioni storiche, spesso intrecciato a colpi di scena, perché pubblica i suoi romanzi a puntate sui quotidiani e quindi deve tenere alta l attenzione dei lettori. 15

16 Cucina Le dolci fantastiche creazioni di Ornella Correnti Visita > Leggi Commenta > Collabora > Scrivi VesprinoMagazine incontriamoci in rete lionspalermodeivespri.wordpress.com 16

17 Intervista Intervista con la scrittrice Leda Melluso di Gabriella Maggio Leda Melluso torna a parlare di Palermo nel suo secondo romanzo storico, pubblicato alla fine del 2011 con Piemme, L amante inglese ; ancora una volta ci guida con mano abile e ferma nella lettura di una vicenda ricca di temi narrativi. Tra i tanti l interessante quadro storico della Sicilia ancien régime, colta nel paesaggio cittadino ed in quello campagnolo, con la proposta di questioni che si possono leggere anche come antefatto del Risorgimento. Ho rivolto alcune domande alla scrittrice: ll romanzo ha un titolo intrigante. Chi è l amante inglese? È lady Emma. Figlia di un fabbro e cresciuta in una baracca della campagna inglese, attraverso una scalata senza precedenti, diventa moglie dell ambasciatore lord William Hamilton, amante del famoso ammiraglio Orazio Nelson, amica di Maria Carolina, regina di Napoli. Quella di Emma è la storia delle donne di ogni tempo e ogni luogo che sfruttano la bellezza per soggiogare uomini di potere. Donne che poi nella maggior parte dei casi finiscono male. Perché il Settecento? La storia che racconto è poco conosciuta ma molto significativa. Una riflessione sulle speranze che i siciliani spesso nutrono nei confronti del potere. Si è scritto molto sulla Rivoluzione napoletana del 1799, finita tragicamente nel sangue, ma non su quello che accadde in Sicilia in quegli anni. Quando re Ferdinando e Maria Carolina di Borbone, in fuga da Napoli, sbarcano a Palermo, i siciliani li accolgono con calore ma ben presto rimangono delusi. Ferdinando pensa solo alla caccia e alle donne, Maria Carolina ai suoi numerosi amanti. Entrambi, incuranti del benessere dei sudditi, sperperano il denaro pubblico, impongono nuove tasse, reprimono nel sangue i tentativi di rivolta. Anche l ammiraglio Nelson, che ha il compito di proteggere i reali, cade in un degrado impensabile. Follemente innamorato di Emma, per assecondarla trascorre le notti al tavolo da gioco facendo abuso di alcol. Un quadro desolante ma molto attuale: sesso e potere, una miscela esplosiva! l isola sembra destinata all immobilismo. Vi è il cadetto squattrinato che sposa le idee rivoluzionarie, la giovane destinata alla clausura che si ribella, la femminista ante litteram, pronta a morire per i suoi ideali. Vari filoni narrativi che si intrecciano in una vicenda piena di colpi di scena. Quali sono i luoghi che fanno da sfondo alla vicenda? Palermo, nei suoi aspetti più affascinanti: i quartieri popolari del Capo e della Kalsa, con voci e profumi inconfondibili, Villa Giulia sulla scia della descrizione di Goethe, la Palazzina Cinese, acquisita proprio in quella occasione dal re che ne fa la sua riserva di caccia, Villa Palagonia, dove, sotto lo sguardo dei mostri, scoppia la passione fra Emma e Orazio. Una Palermo incantevole! Il prossimo romanzo sarà sempre ambientato a Palermo? Sì, sempre romanzo storico, ambientato in Sicilia alla fine del Cinquecento durante la dominazione spagnola. Anche qui le vicende della protagonista, offrono lo spunto per una riflessione sul potere. Solo rileggendo la storia della nostra isola si possono comprendere le cause dello sfruttamento e del degrado in cui essa è caduta nei secoli. Personaggi tutti negativi? Una Sicilia senza possibilità di riscatto? No. Nel romanzo si rappresenta l aristocrazia passiva, improduttiva e ossequiosa nei confronti del potere ma anche il popolo affamato che si ribella alle ingiustizie sotto la guida della borghesia illuminata. In Sicilia, soffia il vento della rivoluzione, sta per irrompere il nuovo, anche se in apparenza 17

18 Società 14 febbraio 2012 di Gabriella Maggio DaFesta commerciale? Senza dubbio. Ma c è sempre il bello nel brutto. Ed il bello è che qualcuno, spinto dal martellamento pubblicitario, potrebbe anche cogliere l occasione per fermarsi un momento e riflettere sui propri sentimenti, per investire un po di sé stesso nella considerazione o nel ricordo di un amore. Propongo ai lettori una poesia inedita di Dante Maffia : Pensarti Pensarti è come entrare in un giardino incantato dove la luce fa impazzire i colori. Sento che il tempo passa e tu non mi hai dato ancora che attese e furori. Non fare che tutto si dissolva in una tempesta di spine, in una bolla di sapone, fa che i nostri corpi diventino una festa, fa che i tuoi baci siano lieti come un aquilone. 18

19 Lions Club I lavori della prima circoscrizione di Riccardo Carioti Domenica 12 febbraio nella sala riunioni dell Hotel S. Paolo di Palermo si sono svolti, alla presenza del Vice Governatore Gianfranco Amenta, i lavori della Prima Circoscrizione, coordinati dalla Presidente Gabriella Giacinti, sullo svolgimento e sulla realizzazione dei service distrettuali, nazionali ed internazionali a cui partecipano i club. Erano presenti oltre ai Presidenti dei club i Presidenti di zona Toti Cottone, Emilio Spataro, Pietro Sorce, M.C. Innati Bonomo. Dopo una sintesi delle attività svolte dai singoli club, si è affrontato il tema della crisi dell associazionismo. Infatti gli ultimi dati rilevati mostrano una marcata flessione nel numero dei soci nel distretto. Tale decremento è ascrivibile in primo luogo all attuale crisi economica, in secondo luogo ad una debole motivazione ed anche al fraintendimento dell etica lionistica e del ruolo dell associazione nella società. Le soluzioni sono state individuate nei percorsi di formazione dei nuovi soci ed in occasioni di aggiornamento per tutti gli altri, secondo il Responsabile del GMT, Giovanni Germanà, del Responsabile del GLT, Salvatore Plescia e dal Direttore del Centro studi Giuseppe Ingrassia. A questi interventi è seguito un dibattito con i presenti, da cui è emerso l auspicio di ricercare nuovi criteri di misura della vitalità del lionismo ed in particolare prescindere dalla considerazione del mero numero degli iscritti, ricercando nuovi indicatori legati piuttosto alla qualità del lavoro svolto. 19

20 Storia Il testamento del Viceré di Renata De Simone Ettore Pignatelli Inotai, considerati personaggi di rilievo nella società odierna, possono vantare in Sicilia una lunga tradizione che si vuol fare risalire ai tabelliones di epoca romana. Dagli antichi tabelliones, infatti, derivano direttamente i notarii medievali: sono questi funzionari dotati di publica fides delegati alla stesura e convalida di ogni atto pubblico. Essi, per il delicato ruolo che svolgevano, furono oggetto di particolare attenzione da parte dei legislatori siciliani sin dall epoca normanna, ma solo a partire dalle Costituzioni fridericiane del 1231 l ufficio del notariato e le competenze di questi funzionari vennero minuziosamente regolamentate. Il campo d azione del notarius variava in base alla licenza conseguita, che avveniva regia, imperiali o ecclesiastica autoctoritate; in questo modo si stabiliva una gradualità nella competenza territoriale, la cosiddetta piazza di rogazione, che individuava il territorio entro il quale operare, limitato ad una sola città, o esteso a tutto il regno e oltre. Norme precise regolavano la sua formazione professionale, la prassi da seguire nei vari tipi di atti ro- 20

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