Italia - ONU: 50 anni

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1 Italia - ONU: 50 anni Ministero degli Affari Esteri Dossier Farnesina

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3 Italia - ONU: 50 anni Direzione e redazione: Consigliere Grammenos Mastrojeni Servizio Stampa e Informazione Realizzazione, redazione e immagini Agenzia ANSA: Alessandra Spitz Arabella Marconi Progetto Grafico: VOICES S.r.l. Editor: Mauro Aprile Si ringraziano per la preziosa collaborazione: Ministro Plenipotenziario Alessandro Busacca Consigliere Gian Lorenzo Cornado Consigliere Giancarlo Curcio Consigliere Antonio Morabito Consigliere Leonardo Bencini Consigliere Lucio Demichele Segr. Legazione Gianpaolo Neri Un particolare ringraziamento: all Ufficio di collegamento dell ONU in Italia e al Liaison Officer, Dott. Daniela Salvati I dossier Farnesina sono realizzati periodicamente dal Servizio Stampa e Informazione del Ministero degli Affari Esteri e pubblicati anche on-line sui siti e EDIZIONI VOICeS Via F.lli Bronzetti, MILANO Tel Fax Supplemento del N.37 di èitalia gennaio-febbraio 2006

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5 SOMMARIO IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI INTRODUCE Gianfranco Fini, Ministro degli Affari Esteri PAG. 1 PERCHÈ L ONU: L ITALIA E LA SCELTA DEL MULTILATERALISMO Giuseppe Drago, Sottosegretario agli Affari Esteri con delega ai temi trattati in ambito ONU ed agenzie specializzate PAG. 5 LA STORIA, DALLA SOCIETÀ DELLE NAZIONI AD OGGI Statuto PAG. 8 Organizzazione PAG. 9 Sei volte Premio Nobel PAG. 11 I diritti umani PAG. 11 Il sistema delle Nazioni Unite: organi principali PAG. 12 LA FAMIGLIA DELL ONU E LA SFIDA DI UN MONDO MIGLIORE: PACE, SVILUPPO, LIBERTÀ E AMBIENTE Assemblea Generale PAG. 14 Consiglio di Sicurezza PAG. 14 Consiglio Economico e Sociale PAG. 15 Corte Internazionale di Giustizia PAG. 15 Segretariato PAG. 15 Consiglio di Amministrazione Fiduciaria PAG. 15 Chi è e cosa fa il Segretario Generale dell ONU PAG. 16 ITALIA - ONU: 50 ANNI

6 VERSO LE NUOVE NAZIONI UNITE: GLI OBIETTIVI DEL MILLENNIO Otto obiettivi concreti di sviluppo PAG ANNI DELL ITALIA NELL ONU PAG. 20 Il Sistema delle Nazioni Unite in Italia è vasto e articolato PAG. 22 FAO - PAM - IFAD PAG. 22 ACNUR PAG. 23 UNESCO - ICTP - ROSTE PAG. 23 UNICEF - IRC PAG. 24 ILO - ITICILO - UNSSC PAG. 24 UNICRI PAG. 25 UNHRD PAG. 25 OMS - ECEH PAG. 26 BANCA MONDIALE PAG. 26 UNIDO - ITPO - ICS PAG. 26 UNDP PAG. 26 UNOPS PAG. 27 UNDESA PAG. 27 L ITALIA, UN FINANZIATORE DI PRIMO PIANO PAG. 29 ITALIA, ONU E MANTENIMENTO DELLA PACE PAG. 31 Partecipazione italiana alle missioni di pace PAG. 33 Missioni in corso al 15 novembre 2005 PAG. 34 Glossario: Missioni di pace PAG. 36 ITALIA, ONU E COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO PAG. 37 VERSO LE NUOVE NAZIONI UNITE: L ITALIA E LA RIFORMA DELL ORGANIZZAZIONE PAG. 43 Nuova visione della sicurezza PAG. 45 Commissione per il Consolidamento della Pace PAG. 45 Consiglio dei Diritti Umani PAG. 46

7 Dimezzare la povertà e la fame nel mondo PAG. 46 Consiglio Economico e Sociale PAG. 46 Migliore funzionamento del Segretariato PAG. 46 Alto Commissario per i Diritti Umani PAG. 46 Fondo per la Democrazia PAG. 47 Forza di polizia permanente PAG. 47 UN OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI ITALIANI: LAVORARE ALL ONU Per i laureandi o neolaureati: i Tirocini PAG. 50 Per i laureati con breve esperienza professionale: il programma JPO PAG. 51 Il Programma LEAD dell UNDP PAG. 51 Per i giovani professionisti: Contratti temporanei PAG. 52 Operazioni di monitoraggio elettorale PAG. 52 I guardiani della pace PAG. 52 Volontari delle Nazioni Unite (UNV) PAG. 53 UN MONDO DI SIGLE PAG. 55 ITALIA - ONU: 50 ANNI

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9 IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI INTRODUCE On. Gianfranco Fini - Ministro degli Affari Esteri Introduzione Alla fine della seconda guerra mondiale, la comunità dei popoli si diede una nuova prospettiva di speranza creando l Organizzazione delle Nazioni Unite. Nel trattato di pace che pose fine al conflitto, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, le potenze alleate si impegnarono ad appoggiare la giusta aspirazione dell Italia di diventare membro delle Nazioni Unite. Purtroppo la guerra fredda rese per lungo tempo irrealizzabile tale obiettivo. L allora blocco socialista aveva chiaramente mostrato, infatti, di voler imporre una formula che salvaguardasse il rapporto di forze esistente all interno dell ONU mediante l accettazione simultanea di più stati appartenenti ai contrapposti schieramenti: si voleva che l ingresso di nuovi Paesi avvenisse in proporzioni eguali per ciascuno dei blocchi, fortunatamente archiviati dalla storia. A poco valse, per quasi un decennio, il fatto che l Italia avesse tutti i diritti di fare ingresso nella massima organizzazione mondiale poiché possedeva nella sua stessa nuova Costituzione repubblicana il requisito essenziale di essere amante della pace. L Italia presentò la domanda di ammissione alle Nazioni Unite il 7 maggio Ma, a causa dei ripetuti veti, la richiesta fu respinta più volte nonostante un parere favorevole della Corte Internazionale di Giustizia del 28 maggio Né servì il fatto che l Italia, oltre ad avere tutti i requisiti previsti, ospitava fin dal 1946 un importante agenzia specializzata dell ONU, la FAO, ed era stato nominata nel 1949 dall Assemblea Generale potenza amministratrice della Somalia. Ma, alla fine, la ragione prevalse e l Italia venne finalmente ammessa alle Nazioni Unite il 14 dicembre Da allora siamo fieri di aver ampiamente recuperato il tempo ingiustamente perduto. Sento di poter fare mie le parole che pronunciò Gaetano Martino il 13 novembre 1956 nel suo primo intervento all ONU: La nostra politica, sin dalla fine della guerra, è stata sempre orientata verso la ricerca ITALIA - ONU: 50 ANNI 1

10 IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI INTRODUCE della pace, della giustizia e del progresso sociale che figurano tra gli obiettivi dell ONU. Oggi, in quanto membri delle Nazioni Unite, siamo in una posizione più favorevole per perseguire questi obiettivi; allo stesso tempo, i nostri doveri sono aumentati. Il mondo sta attraversando un periodo difficile e pericoloso. La nostra fede ed il nostro coraggio debbono essere all altezza di queste difficoltà, ora che una pace durevole, un maggior benessere ed il progresso culturale sono alla portata dei nostri popoli. È mia viva speranza che, in questo grande Parlamento, le diversità di vedute, anziché creare fratture irreparabili, possa fornirci gli strumenti per risolvere, nel modo migliore, ogni problema. L intensa e costante partecipazione ai vari settori di attività delle Nazioni Unite è sempre stata una componente fondamentale della politica estera italiana. Due sono i punti di riferimento dell Italia alle Nazioni Unite, accanto all attenta difesa degli interessi nazionali: il consolidamento del ruolo dell Unione europea come soggetto di politica internazionale e la tenace promozione del superiore interesse dell intera comunità internazionale nelle questioni concernenti la pace e la sicurezza, lo sviluppo economico e la tutela dei diritti umani. Sotto il profilo finanziario l Italia è nella rosa dei maggiori contribuenti. Attraverso il sistema delle Nazioni Unite l Italia finanzia programmi di sviluppo umano sostenibile con prevalente componente sociale. Di grande rilievo è anche l apporto del nostro Paese alle operazioni di mantenimento della pace condotte a vario titolo sotto l egida delle Nazioni Unite.A questo riguardo è con particolare commozione che voglio ricordare il sacrificio in vite umane offerto dall Italia al mantenimento della pace e della sicurezza. Oltre cento nostri concittadini hanno perso la vita, in aree geografiche che vanno dall Africa al Medio Oriente, dai Balcani all Asia Centrale, nell ambito di operazioni intese a promuovere i principi di fratellanza riconosciuti nello Statuto dell ONU. L impegno italiano è anche proiettato verso il futuro: attualmente il nostro Paese si è impegnato a favore di una riforma complessiva delle Nazioni Unite, che riguardi tutti i settori delle attività dell organizzazione. Una particolare attenzione è stata da noi dedicata al Consiglio di Sicurezza. Già membro non permanente dello stesso Consiglio per cinque volte, l Italia propugna una riforma che ne rafforzi la rappresentatività geografica, il carattere di partecipazione democratica e la efficienza operativa. Stiamo conducendo anche un attiva campagna per migliorare l aiuto allo sviluppo e creare un vero partenariato con i Paesi meno avanzati. L Italia partecipa così da protagonista alla concezione delle riforme volte ad assicurare maggiore efficacia e coerenza alle attività operative delle Nazioni Unite nel settore umanitario e dello sviluppo, rafforzare i meccanismi di coordinamento ed incrementare la parte di risorse destinate ai programmi. A cinquant anni di distanza, resta intatto per l Italia il sogno di un pianeta ove le Nazioni siano veramente Unite. 2

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13 PERCHÉ L ONU: L ITALIA E LA SCELTA DEL MULTILATERALISMO On. Giuseppe Drago, Sottosegretario agli Affari Esteri con delega ai temi trattati in ambito ONU ed agenzie specializzate Consulenza ai governi L Italia commemora i propri cinquant anni di attiva partecipazione alle Nazioni Unite e non ha mai cessato di indicare nel multilateralismo uno dei cardini della propria politica estera. Il multilateralismo è assieme un metodo, una visione e un sistema di valori nella conduzione delle relazioni internazionali: la ricerca incessante di soluzioni condivise, maturate e discusse entro gli organismi che riuniscono i vari Stati, primo fra tutti l ONU. Di pace si parla costantemente, ma spesso se ne dimentica una dimensione meno evidente che ci fa riscoprire le ragioni per cui le Nazioni Unite rappresentano per l Italia e per il mondo un orizzonte promettente. Uno dei progressi più straordinari portati dal XX secolo è consistito in una riflessione più profonda sulla natura della pace. Siamo giunti a capire che è possibile riconoscere la pace laddove emerga un sistema i cui caratteri ed automatismi tendano a costruire, nutrire e consolidare la pace. Si è riconosciuto cioè che la pace si fonda su strutture che la creano e diffondono in maniera stabile. Si tratta di un salto di qualità notevole. La portata di questo progresso si coglie se si considera che durante millenni la risposta all interrogativo della pace è stata incentrata sull idea di equilibrio strategico. Nel corso della storia le diplomazie hanno sempre tentato di costruire periodi di pace fondati su solidi e oculati equilibri di potenza fra gli Stati. Del resto, conosciamo bene le implicazioni di questo tipo di soluzione, visto che l apogeo ed il tramonto di tale concezione sono stati vissuti dal XX secolo, nell epoca del cosiddetto equilibrio del terrore. È però una conquista della nostra epoca la coscienza che il metodo dell equilibrio di potenza costituisce una risposta al problema della non-belligeranza, mentre non esaurisce da solo il problema della ITALIA - ONU: 50 ANNI 5

14 PERCHÉ L ONU: L ITALIA E LA SCELTA DEL MULTILATERALISMO pace: si tratta di un impostazione coerente con la nozione puramente negativa di pace, intesa come assenza di guerra. Il grande progresso compiuto nel XX secolo è consistito nel rendersi conto dell insufficienza del metodo dell equilibrio e soprattutto nel cogliere le ragioni di questa insufficienza: il fautore e protagonista della pace non è solo lo Stato, bensì un soggetto diverso, l uomo. Risulta allora naturale che meccanismi strutturali di costruzione della pace si incentrino sul suo primo protagonista e si traducano nella eliminazione delle cause che lo sospingono al conflitto. Si è scoperta la politica di pace consistente nel nutrire la libertà, la dignità e lo sviluppo dell uomo. Con riferimento all uomo è possibile avanzare di un passo nella definizione della pace: vi è pace laddove siano dominanti delle strutture di pace; vi sono strutture di pace laddove il sistema è imperniato sull uomo ed è proteso a valorizzarlo e proteggerlo. Aver organizzato la risposta al problema della pace solo sul piano delle relazioni fra gli Stati ha rappresentato un millenario errore di prospettiva. La pace è anzitutto una scelta ed un attributo dell uomo, di modo che risulta oggi possibile recuperarne le nozioni più antiche e complesse: shalom o eirene, termini che possiedono un campo semantico estesissimo, comprensivo del benessere intimo, della buona condizione economica, nonché dell elemento positivo della sussistenza di un alleanza. Un alleanza naturalmente globale fra tutti gli uomini della Terra accompagnata da un altra alleanza, quella fra l uomo e la Terra stessa. Ma questa è una caratteristica fondamentale dell ONU. Le Nazioni Unite, nel perseguire il proprio compito fondamentale di tutelare la pace, si occupano dell uomo, del suo sviluppo economico, delle sue condizioni sanitarie o dei diritti dell infanzia. Le Nazioni Unite hanno aperto, così, nuovi orizzonti. Malgrado ciò, ci si accorge che le Nazioni Unite dovranno riformarsi, ammodernarsi e aggiornare la propria struttura alle esigenze di un mondo che non è più quello del 1944, quando vennero fondate. Non è però saggio trarne un giudizio di sfiducia in questo strumento di pace. L ONU è la punta visibile di un iceberg sommerso, di quel complesso sistema in cui si sono istituzionalizzate forme avanzatissime di cooperazione internazionale che chiamiamo multilateralismo, di un metodo che non riesce ancora a risolvere o prevenire tutti i conflitti, ma ne disinnesca comunque moltissimi. 6

15 Il nostro villaggio globale è solcato da una rete fittissima di accordi e accoglie più di 250 Organizzazioni internazionali, su cui ricade la gestione in comune di un infinità di servizi essenziali per gli Stati moderni. Si va dalla meteorologia alle telecomunicazioni, dai sincrotroni alla repressione del traffico d opere d arte, dalle campagne di vaccinazione ai Caschi blu. Per uno Stato porsi in situazione di belligeranza significa oggi incontrare ostacoli serissimi alla fruizione di questi servizi. Il timore di rimanerne di fatto esclusi o di venirne sospesi può costituire un monito efficace a chi coltivasse intenzioni aggressive. Ma non è questo il dato più interessante, quanto piuttosto il fatto che le Organizzazioni internazionali - famiglia che direttamente o indirettamente fa capo alle Nazioni Unite - costituiscono un foro di continuo incontro fra le nazioni, che ripropone sempre le modalità del dialogo pacifico per gestire in comune la ricerca di un benessere globale prima ancora che uno squilibrio divenga causa di un conflitto. Sono le Nazioni Unite ad animare un tessuto connettivo globale fondato sull attenzione all uomo. È per questa ragione che quasi tutte le Organizzazioni internazionali subordinano esplicitamente il proprio operato al perseguimento delle finalità proprie delle Nazioni Unite: la pace. Il senso dell onnipresenza di un richiamo ai principi ed agli obiettivi delle Nazioni Unite negli statuti degli organismi internazionali - anche in quelli degli enti più tecnici - risiede nell idea che l uomo è il primo protagonista della pace. L Unione Postale Universale si rifà alle finalità delle Nazioni Unite poiché la libera circolazione delle informazioni è uno di quegli strumenti di crescita dell individuo che prevengono i conflitti. L Organizzazione Mondiale della Sanità opera alla luce dei principi delle Nazioni Unite perché l aver debellato definitivamente il vaiolo ha rappresentato un contributo alla pace di valore inestimabile. Tutto sulla base di quel collegamento ideale e funzionale con le Nazioni Unite che gli statuti di molte Organizzazioni internazionali consacrano nel preambolo. Decisivo è il contributo alla pace dato anche dalle numerose istituzioni internazionali umanitarie e di sostegno allo sviluppo nate nel solco tracciato dalle Nazioni Unite. Non hanno saputo risolvere tutto. Però ci sono ed operano con regolarità, costruendo la pace col sopperire ai bisogni dell uomo: nella storia del genere umano, si tratta di una novità rilevante. Per questo l Italia, che pur è in prima linea nella ricerca di nuove formule per migliorare le Nazioni Unite, celebra i cinquant anni di attiva partecipazione. ITALIA - ONU: 50 ANNI 7

16 Kofi Annan Segretario Generale delle Nazioni Unite STATUTO Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all umanità, a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole [...] (dal preambolo dello Statuto delle Nazioni Unite) 8

17 LA STORIA, DALLA SOCIETÀ DELLE NAZIONI AD OGGI Organizzazione New York. Un immagine del quartier generale delle Nazioni Unite. L Organizzazione delle Nazioni Unite nasce formalmente il 24 ottobre 1945, dopo la ratifica del suo Statuto da parte dei cinque Paesi scelti fin dall inizio come membri permanenti del Consiglio di Sicurezza (Cina, Francia, Unione Sovietica, Regno Unito, Stati Uniti) e da parte della maggioranza degli altri quarantasei Paesi firmatari. Tuttavia, l idea di un organizzazione internazionale finalizzata alla promozione e al mantenimento della pace e della sicurezza tra i popoli affonda le sue radici in un precedente tentativo: la Società delle Nazioni. Frutto dell intreccio di progetti americani, britannici e francesi, la Società delle Nazioni fu fondata durante la conferenza di pace di Versailles (1919) che poneva ufficialmente fine alla prima guerra mondiale. Fra i suoi obiettivi: la riduzione degli armamenti, la risoluzione delle dispute tra le nazioni e il miglioramento delle condizioni di vita dei popoli. La sede fu fissata a Ginevra. I suoi Organi erano l Assemblea degli Stati membri, il Consiglio e il Segretariato Permanente. Il Consiglio era costituito da 4 membri permanenti (Gran Bretagna, Francia, Italia e Giappone) e 4 temporanei, eletti dall assemblea ogni 3 anni. Gli Stati Uniti, nonostante la Società fosse stata propugnata soprattutto dal Presidente americano Thomas W. Wilson, non aderirono alla Società delle Nazioni per il prevalere al proprio interno di una reazione isolazionista seguita alla guerra appena conclusa. Invece Germania e URSS riuscirono, in seguito, a ottenere un seggio permanente in Consiglio. Gli Stati aderenti si impegnavano a rispettare l integrità territoriale e l indipendenza politica degli altri membri e a non ricorrere alla guerra, prevedendosi sanzioni economiche contro i Paesi che avessero violato tali impegni. ITALIA - ONU: 50 ANNI 9

18 LA STORIA, DALLA SOCIETÀ DELLE NAZIONI AD OGGI E se la Società delle Nazioni ebbe successo nel gestire i conflitti minori durante tutti gli anni 20 - Svezia e Finlandia per le isole Aaland (1921), Polonia e Lituania per Vilnius e Memel (1923), Iraq e Turchia per Mossul (1925), Colombia e Perú per Leticia (1934), Paraguay e Bolivia per il Chaco (1935) - fallì, invece, nella soluzione delle vertenze che riguardavano le grandi potenze come il conflitto cino-giapponese per la Manciuria ( ) o la guerra italoetiopica ( ). Soprattutto, la Società delle Nazioni non riuscì a prevenire il secondo conflitto mondiale. Nel dicembre 1939 la Società espulse l URSS per l aggressione alla Finlandia, ma cessò subito dopo di funzionare: fu formalmente sciolta il 18 aprile del 1946 e sostituita dall ONU. La creazione di una nuova organizzazione a tutela della sicurezza collettiva al posto della Società delle Nazioni era gia stata prevista nella Carta atlantica, sottoscritta da Churchill e Roosevelt nell agosto del 1941 e nella Dichiarazione delle Nazioni Unite del gennaio Un progetto concreto, elaborato e discusso dai due leader con Stalin nei vertici di guerra a Mosca, Dumbarton Oaks e Yalta, fu infine approvato alla conferenza di San Francisco il 25 giugno 1945 dai delegati di 51 Stati. Progressivamente tutti gli Stati del mondo entrarono a far parte dell organizzazione. Nel dicembre 1945 il Senato e la Camera dei Rappresentanti americani, con voto unanime, richiesero che la sede delle Nazioni Unite fosse negli Stati Uniti. La richiesta fu accettata e la prima e principale sede fu costruita a New York, sulle rive dell East River, su di un terreno acquistato anche tramite una donazione di 8,5 milioni di dollari di John D. Rockefeller, Jr. Dal 1945 a oggi, le Nazioni Unite hanno svolto un ruolo fondamentale, anche se l attività dell ONU risultò sin dall inizio della guerra fredda condizionata dalla rivalità fra i due blocchi. La fine della contrapposizione bipolare, nel 1989, ha posto le basi per un rilancio dell ONU e ha aperto nuovi orizzonti che tocca alla nuova generazione di concretizzare. 10

19 Sei volte Premio Nobel I diritti umani L Organizzazione delle Nazioni Unite ha ottenuto per sei volte il premio Nobel per la pace: nel 1954 e nel 1981 con l UNHCR (l Alto Commissariato per i rifugiati); nel 1965 con l UNICEF (il Fondo delle Nazioni Unite per l infanzia); nel 1969 con l ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro); nel 1988 con le truppe di pace; infine, nel 2001, l intera organizzazione è stata premiata insieme al suo Segretario generale Kofi Annan. La motivazione: il loro lavoro per un mondo meglio organizzato e più pacifico ( for their work for a better organized and more peaceful world ). La Dichiarazione Universale dei Diritti dell Uomo, Il Patto internazionale sui diritti civili e politici e il Patto internazionale dei diritti economici, sociali, e culturali, sono solo alcuni dei grandi documenti formulati dalle Nazioni Unite, ma sono tra i più importanti. La loro forza morale e politica ha influenzato molti strumenti giuridici internazionali successivi e le costituzioni nazionali di molti paesi. Insieme consacrano un consenso mondiale sull inviolabilità di alcuni diritti fondamentali e che sono alla base dell azione dell ONU. I giuristi vorrebbero identificare nelle prescrizioni basilari di questi atti il nocciolo di un diritto naturale che nessuna legislazione può ignorare. Dopo gli orrori della seconda guerra mondiale, i Paesi che facevano parte dell Organizzazione delle Nazioni Unite vollero fare il possibile per garantire la pace e i diritti dei popoli. Questo spirito permeava lo Statuto dell ONU, il cui preambolo indicava come obiettivo quello di salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all umanità, e riaffermava la fede nei diritti fondamentali della persona umana, nell uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole. La stessa convinzione è alla base anche della Dichiarazione Universale dei Diritti dell Uomo, approvata il 10 dicembre 1948 dall Assemblea Generale dell ONU: con i suoi 30 articoli sancisce l inviolabilità dei diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona e proclama il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza degli individui e a un trattamento di uguaglianza dinanzi alla legge. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell Uomo non è uno strumento vincolante sul piano giuridico. Tuttavia godette subito di grande autorità morale, ispirando trattati internazionali, costituzioni e leggi interne dei singoli Stati, che sono invece vincolanti, e contribuendo in maniera decisiva all evoluzione del diritto internazionale contemporaneo. Al fine di tradurre i principi della Dichiarazione Universale in vere e proprie norme, il 16 dicembre 1966 vennero adottate dall ONU due convenzioni: il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e il Patto internazionale sui diritti civili e politici, che entrarono in vigore nel Nei due Patti compare anche il diritto all autodeterminazione (art.1) che non è citato nella Dichiarazione Universale: Tutti i popoli hanno diritto all autodeterminazione. In virtù di tale diritto essi liberamente stabiliranno il loro assetto politico e liberamente raggiungeranno il loro sviluppo economico sociale e culturale. ITALIA - ONU: 50 ANNI 11

20 IL SISTEMA DELLE NAZIONI UNITE: ORGANI PRINCIPALI Corte Internazionale di Giustizia Consiglio di Sicurezza Assemblea Generale ORGANI SUSSIDIARI - Comitati Sanzioni - Comitato di Stato Maggiore - Comitati permanenti ed altri organi ad hoc - Tribunale Penale Internazionale per la ex Jugoslavia - Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda - Commissione delle Nazioni Unite per il controllo, la verifica e l ispezione (Irak) - Commissione delle Nazioni Unite per l indennizzo - Operazioni e Missioni per il mantenimento della pace PROGRAMMI E FONDI UNCTAD Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo ITC Centro Internazionale per il Commercio UNDCP Programma delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga UNEP Programma delle Nazioni Unite per l Ambiente ONU-HABITAT Centro delle Nazioni Unite per gli Insediamenti Umani ISTITUTI DI RICERCA E DI FORMAZIONE INSTRAW Istituto UNICRI Centro Internazionale Internazionale di Ricerca e delle Nazioni Unite per la Formazione per il progresso Ricerca in materia di delle Donne Criminalità e Giustizia UNRISD Istituto di Ricerca UNITAR Istituto delle Nazioni delle Nazioni Unite per lo Unite per l addestramento e la Sviluppo Sociale Ricerca ALTRI ORGANISMI OHCHR Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani UNU Università delle Nazioni Unite UNDP Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo UNIFEM Fondo di Sviluppo delle Nazioni Unite per la Donna UNV Volontari delle Nazioni Unite UNCDF Fondo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo del Capitale UNFPA Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione UNAIDS Programma congiunto delle Nazioni Unite per l Aids UNSSC Staff College del sistema delle Nazioni unite ORGANI SUSSIDIARI - Comitati principali - Altri comitati di sessione - Comitati permanenti ed altri organi ad hoc - Altri organi sussidiari ACNUR (UNHCR) Alto Commissariato delle Nazioni per i Rifugiati UNICEF Fondo delle Nazioni Unite per l infanzia PAM (WFP) Programma Alimentare Mondiale UNRWA Agenzia delle Nazioni Unite per l Assistenza e la Ricostruzione a favore dei Rifugiati di Palestina nel Vicino Oriente UNIDIR Istituto delle Nazioni per la Ricerca sul Disarmo UNOPS Ufficio di servizi ai progetti delle Nazioni Unite

21 Consiglio Economico e Sociale Consiglio di Amministrazione Fiduciaria Segretariato COMMISSIONI TECNICHE - Commissione per lo sviluppo sociale - Commissione dei diritti dell uomo - Commissione per i narcotici - Commissione per la prevenzione del crimine e la giustizia penale - Commissione per la scienza e la tecnologia per lo sviluppo - Commissione per la condizione delle donne - Commissione per la popolazione e lo sviluppo - Commissione per la statistica - Commissione per lo Sviluppo sostenibile COMMISSIONI REGIONALI - Commissione economica per l Africa - Commissione economica per l Europa - Commissione economica per l America Latina ed i Caraibi - Commissione economica e sociale per l Asia ed il Pacifico - Commissione economica e sociale per l Asia occidentale ALTRI ORGANI - Forum permanente sulle Nazioni autoctone - Forum delle Nazioni Unite sulle Foreste - Organi permanenti e di sessione - Comitati di esperti, ad hoc ed organi collegati ORGANIZZAZIONI CORRELATE AIEA Agenzia Internazionale per l Energia Atomica OMC (WTO) Organizzazione Mondiale per il Commercio CTBTO Organizzazione per l applicazione del trattato per il bando completo della sperimentazione nucleare OPAC Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche AGENZIE SPECIALIZZATE OIL Organizzazione Internazionale del Lavoro FAO Oganizzazione delle Nazioni Unite per l Alimentazione e l Agricoltura UNESCO Organizzazione delle Nazioni Unite per l Educazione la Scienza e la Cultura OMS (WHO) Organizzazione Mondiale della Sanità GRUPPO BANCA MONDIALE BIRS Banca Mondiale per la Ricostruzione e lo Sviluppo IDA Associazione Internazionale per lo sviluppo IFC Società Finanziaria Internazionale MIGA Agenzia Multilaterale di Garanzia degli Investimenti ICSID Centro Internazionale per la Composizione delle Controversie relative agli Investimenti FMI Fondo Monetario Internazionale ICAO Organizzazione per l Aviazione Civile Internazionale IMO Organizzazione Marittima Internazionale UIT Unione Internazionale delle Telecomunicazioni UPU Unione Postale Universale OMM Organizzazione Meteorologica Mondiale OMPI Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale FISA (IFAD) Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo UNIDO Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale WTO Organizzazione mondiale del turismo DIPARTIMENTI E UFFICI - Gabinetto del Segretario Generale - Ufficio Servizi Controllo Interno - Ufficio Affari Giuridici - Dipartimento Affari Politici - Dipartimento Disarmo - Dipartimento Operazioni di Pace - Ufficio Coordinamento Affari Umanitari - Dipartimento Affari Economici e Sociali - Dipartimento Assemblea Generale e Organizzazione Conferenze - Dipartimento Informazione - Dipartimento Gestione - Ufficio Alto Rappresentante per i PVS - Ufficio Coordinatore ONU per la Sicurezza - Ufficio ONU per la lotta alla criminalità organizzata e per la prevenzione del crimine ONUG Ufficio ONU a Ginevra ONUG Ufficio ONU a Vienna ONUG Ufficio ONU a Nairobi

22 LA FAMIGLIA DELL ONU E LA SFIDA DI UN MONDO MIGLIORE: PACE, SVILUPPO LIBERTÀ E AMBIENTE L Organizzazione delle Nazioni Unite riveste una posizione fondamentale nello sforzo globale teso al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Per perseguire queste finalità si vale di una struttura articolata e complessa. Gli organi principali dell ONU sono: l Assemblea Generale, il Consiglio di Sicurezza, il Consiglio Economico e Sociale, la Corte Internazionale di Giustizia, il Segretariato, il Consiglio di Amministrazione Fiduciaria Assemblea Generale Consiglio di Sicurezza L Assemblea Generale è il più rappresentativo dei sei organi istituzionali di cui si compone l Organizzazione. È formato dai delegati di tutti gli Stati aderenti alle Nazioni Unite, che dispongono tutti di un pari diritto di voto. L Assemblea Generale può discutere ogni questione che, ai sensi dello statuto, rientra nell ambito di competenza dell ONU e fare raccomandazioni agli Stati membri ed al Consiglio di Sicurezza. In materia di bilancio dell Organizzazione, l Assemblea Generale adotta decisioni vincolanti. Il Consiglio di Sicurezza è composto da quindici membri di cui cinque - Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia - siedono a titolo permanente e godono del cosiddetto diritto di veto, mentre gli altri dieci sono eletti per un biennio dall Assemblea. Pur avendo una competenza limitata soltanto alle questioni attinenti il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, è l organo che dispone dei maggiori poteri decisionali vincolanti. 14

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