ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI PER I DIRIGENTI DELLE IMPRESE DELLA DISTRIBUZIONE INTERMEDIA DI BENI DI CONSUMO NON ALIMENTARI

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1 ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI PER I DIRIGENTI DELLE IMPRESE DELLA DISTRIBUZIONE INTERMEDIA DI BENI DI CONSUMO NON ALIMENTARI Nell attuale scenario di mercato, il terziario si manifesta come il settore trainante per l occupazione nazionale e in tale quadro, il miglioramento organizzativo del settore del commercio diviene elemento critico di successo dello sviluppo economico nazionale. In questo contesto è necessario considerare che nell ambito dell evoluzione dei sistemi distributivi, esistono dinamiche di sviluppo delle medie e piccole imprese che sarebbe importante seguire e sostenere attraverso interventi di tipo organizzativo, delineati in collaborazione con le Associazioni Imprenditoriali. Infatti, per fronteggiare la concorrenza (anche internazionale) le imprese hanno necessità di fare sistema e dunque appare evidente il ruolo fondamentale della Distribuzione Intermedia nel promuovere accordi che consentano di stabilire relazioni di assistenza alla propria rete. Di converso, l attività di intermediazione diviene competitiva rispetto all esercizio diretto della funzione di ingrosso da parte dell industria nella misura in cui collega l offerta ad una domanda estremamente frammentata, garantendo un servizio più efficace e vantaggioso sotto il profilo del costo. La dispersione della domanda in tante piccole microimprese ha senz altro favorito il radicamento della Distribuzione Intermedia e, nello stesso tempo, ha ostacolato l esercizio diretto della funzione di ingrosso da parte della Grande Industria, ma le condizioni di mercato stanno Pagina 1 di 5

2 rapidamente cambiando in direzione di assetti organizzativi più concentrati. Questo vale, soprattutto per la Distribuzione Intermedia di beni di consumo non alimentari, che gode di un considerevole incremento di operatori dovuto alla crescente penetrazione dell industria straniera sul mercato italiano e, quindi, alla diffusione di reti commerciali controllate da produttori stranieri. I distributori sono consapevoli che il cuore del loro vantaggio competitivo risiede nella capacità di integrare la vendita del prodotto con l assistenza alla clientela e sanno che tale obiettivo deve essere conseguito senza aumentare il costo dell intermediazione. Appare dunque chiaro che in tale fase evolutiva del mercato, le Associazioni Imprenditoriali possono svolgere una funzione essenziale nell organizzazione delle reti. Infatti, le Associazioni non esauriscono il loro ruolo nel rinnovo dei contratti collettivi e nella rappresentanza sindacale, ma divengono attori principali nella diffusione di soluzioni di sviluppo determinate dalla collaborazione e dall integrazione delle diverse politiche aziendali che agiscono nei vari settore di mercato. Il progetto dunque prende le mosse dalla consapevolezza che lo sviluppo delle aziende di Distribuzione Intermedia e la crescita del loro capitale umano rappresentino uno snodo fondamentale per il progresso del settore commerciale e si pone l obiettivo di verificare quali ipotesi di intervento formativo siano le più adeguate sia rispetto alle innovazioni di mercato che alle aspettative sociali e culturali dei gruppi dirigenti. Pagina 2 di 5

3 L analisi si concentrerà, in particolar modo, sulla Distribuzione Intermedia di beni di consumo non alimentari che, per i motivi sopra accennati, appare la più stimolata dall attuale fase evolutiva. FINALITA La rapida trasformazione dell ambiente e l obiettivo dell ampliamento della propria quota di mercato implicano una modifica di tipo organizzativo che deve essere accompagnata da uno sviluppo nelle competenze di ciascuna funzione. Poiché è compito del gruppo dirigente individuare le strategie e collaborare alla loro realizzazione, appare evidente che il primo passo verso tale sviluppo è la crescita delle competenze dei manager. Con questa ricerca si vogliono individuare i fabbisogni formativi dei dirigenti delle aziende di Distribuzione Intermedia di beni di consumo non alimentari a partire dalle innovazioni proposte dal mercato: l intento è quello di individuare le necessità ancora latenti nelle attese dei manager, ma che nel medio periodo diverranno fondamentali per lo sviluppo organizzativo dell azienda. Proprio per questo, si prevede una raccolta di informazioni mirata su alcune aziende rappresentative dei segmenti del mercato. Tali informazioni, elaborate anche attraverso il filtro delle Associazioni imprenditoriali, costituiranno l elemento di partenza per la progettazione dell offerta formativa. Inoltre accanto agli aspetti legati ai contenuti, verranno analizzati elementi legati alle aspettative anche di tipo socio-psicologico che i dirigenti hanno nei confronti della formazione. Questo passaggio Pagina 3 di 5

4 consentirà di individuare le modalità formativa più gradite a questo tipo di target. PERCORSO DI INDAGINE Per raggiungere le finalità sopra indicate si propone un percorso di indagine volto all analisi del fabbisogno formativo del settore e all identificazione delle aree di maggiore rilevanza strategica per lo sviluppo di ciascun segmento della distribuzione intermedia. Lo studio si articolerà secondo le seguenti fasi: a) Descrizione, attraverso analisi documentale e banche dati esistenti, dei segmenti rappresentativi del settore e, all interno di essi, delle aziende caratteristiche. Per ogni segmento verranno individuati alcuni esperti che, in qualità di testimoni privilegiati, verranno coinvolti nei colloqui successivi. Inoltre, per ogni azienda, in funzione delle dimensioni, verranno identificate una o più figure manageriali da intervistare. b) Messa a punto e discussione del protocollo per i colloqui. Questo verterà di massima su quattro principali aree: evoluzione del mercato e delle sue forme; esigenze di sviluppo e di aggiornamento delle aziende di distribuzione intermedia; riflessione sulle competenze dei manager in vari ambiti (visione strategica, gestione, marketing e servizio...); atteggiamento e attese verso gli strumenti formativi e la loro varietà. c) Contatto coi manager e con i testimoni individuati e conduzione dei colloqui mediante interviste semistrutturate faccia a faccia d) Analisi di contenuto delle risposte aperte ed elaborazione dei dati. Enucleazione delle principali alternative sul piano operativo e Pagina 4 di 5

5 strategico. Messa a punto di un report che si presti alla presentazione e alla discussione. e) Presentazione, discussione e approfondimento del report con un panel di esperti (circa 10 persone) scelto dalle associazioni di categoria. Tale episodio assumerà la forma di un seminario di circa una giornata. f) Elaborazione dei pareri degli esperti e messa a punto del report definitivo. DEFINIZIONE DELL ASSETTO ORGANIZZATIVO DEL TEAM DI RICERCA Verranno coinvolte strutture appartenenti all alta consulenza e al mondo universitario, con l obiettivo di creare con le strutture del sistema Confcommercio una partnership capace di generare ulteriori iniziative e di creare le condizioni di una permanenza istituzionale delle linee di ricerca sull argomento in oggetto. Questa scelta faciliterà anche un eventuale e successivo sviluppo di attività formative coerenti con i risultati dello studio. Pagina 5 di 5

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