Il welfare aziendale in Italia

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1 Il welfare aziendale in Italia Alcuni spunti dal primo rapporto sul Secondo welfare in Italia In quale quadro si inseriscono le misure regionali lombarde in ordine allo sviluppo del welfare aziendale e interaziendale e della conciliazione famiglia lavoro in Lombardia? Alcuni dati relativi al quadro nazionale dal primo Rapporto sul Secondo welfare in Italia a cura di Cecilia Guidetti - lunedì, febbraio 17, Il primo rapporto sul Secondo welfare in Italia offre, a partire dal lavoro realizzato da Percorsi di secondo welfare, una rassegna delle esperienze di secondo welfare presenti in Italia, realizzando una panoramica rispetto ai principali protagonisti e alle dinamiche di sviluppo in corso in questo settore. Tra i tanti spunti presenti nel rapporto concentriamo qui l attenzione sulla specifica area del welfare aziendale e contrattuale, rispetto a cui la panoramica nazionale offre alcuni spunti per leggere quanto realizzato in questi anni da Regione Lombardia attraverso le misure di sviluppo del welfare aziendale e interaziendale, già ampiamente analizzate su questo sito. Gli attori del welfare aziendale Il welfare aziendale, inteso come l insieme di benefits e servizi offerti dall azienda ai propri dipendenti al fine di migliorarne la vita privata e lavorativa è descritto qui come il risultato dell interazione di diversi attori: imprenditori, parti sociali e istituzioni, caratteristica che colloca a pieno titolo il welfare aziendale nel campo del secondo welfare. Imprese Stato Gli attori del welfare aziendale Erogano servizi e benefits ai propri dipendenti Influenza l iniziativa privata attraverso politiche fiscali Stanzia risorse economiche e organizzative per lo sviluppo di progetti page 1 / 6

2 Parti sociali Società di consulenza e providers di servizi specifici Partecipano alla definizione delle pratiche nella contrattazione collettiva e aziendale, conferendo legittimità al sistema Diffondono le pratiche e sensibilizzano i datori di lavoro Aggregano l offerta sul territorio Il welfare aziendale in concreto Per sistematizzare con chiarezza i servizi che si possono ragionevolmente collocare all interno del welfare aziendale, l autrice del rapporto propone due prime e sostanziali distinzioni: - Il welfare aziendale non comprende i fringe benefits, ossia tutti gli strumenti che vengono assegnati ai singoli per lo svolgimento del proprio lavoro, come ad esempio computer, telefono, auto aziendale, etc.. - È importante distinguere quanto costituisce il pacchetto retributivo del singolo da benefits e servizi offerti alla totalità dei dipendenti o a intere categorie, ricordando che gli sgravi fiscali previsti riguardano solo questi ultimi. Considerando dunque, come proposto dall autrice del rapporto, il welfare aziendale come l insieme di servizi e benefits che riguardano tutti i dipendenti, o almeno intere categorie di questi, si possono identificare quattro aree principali all interno delle quali è possibile collocare le varie e diverse iniziative che le aziende e le imprese realizzano: - Area della conciliazione famiglia-lavoro: flessibilità dei tempi e sostegno alla gestiuone familiare (ad es: flessibilità oraria, permessi retribuiti, congedi parentali, rimborso alla gestione dei figli, etc) - Area della salute: contributi previdenziali e assistenza sanitaria (assicurazioni o casse sanitarie, check up e programmi di prevenzione) - Area del sostegno al reddito (ad es. rimborsi spese e buoni acquisto, convenzioni con negozi per la fornitura alimentare, etc) - Area della formazione e dell istruzione in un ottica di life long learning (corsi di aggiornamento, lingua o informatica o rimborso dei costi sostenuti dai dipendenti) page 2 / 6

3 Un welfare per quali aziende? Il principale rischio enucleato da rapporto rispetto allo sviluppo del welfare aziendale in Italia riguarda la possibilità che esso si sviluppi soprattutto a beneficio dei dipendenti di grandi e medie imprese, escludendo di fatto le realtà imprenditoriali minori, i cui lavoratori tuttavia costituiscono l 80% degli occupati. Quali sono dunque gli strumenti attraverso cui anche le PMI possono avvicinarsi a questo settore e sviluppare misure di welfare aziendale? La strada che concretante si sta scegliendo in alcuni territori (in particolare la Lombardia, si veda più sotto) è quella della condivisione progettuale e di risorse tra gli attori locali pubblici e privati per sostenere e sviluppare misure di welfare aziendale e interaziendale, che abbiano però anche respiro territoriale. I principali strumenti di natura organizzativa, aziendale e contrattuale che si incontrano nel panorama italiano sono: - I contratti di rete: costituzione di reti di imprese (oggi più di mille sul territorio italiano) per aumentare la capacità competitiva e le potenzialità di business attraverso lo scambio di prestazioni di tipo industriale, commerciale, tecnico o tecnologico. Le esperienze di utilizzo di tali contratti anche per l implementazione di misure di welfare sono ancora poche e molto recenti ma indicano una direzione di sviluppo possibile. - I patti per lo sviluppo: costituzione di sistemi territoriali condivisi a partire dall impegno delle associazioni datoriali locali che si muovono coinvolgendo iscritti e rappresentanze sindacali.. - La contrattazione di secondo livello: inclusione di misure di welfare negli accordi di contrattazione decentrata - I bandi o progetti di sostegno alle imprese da parte delle amministrazioni locali: rientrano qui tutte le iniziative locali regionali di sostegno alle imprese per la definizione di sistemi di welfare attraverso la pubblicazione di bandi, l apertura di sportelli per fornire consulenza e supporto organizzativo, la costituzione di reti territoriali. Qualche dato sulla diffusione nazionale page 3 / 6

4 Recenti ricerche mostrano che la quasi totalità delle grandi imprese italiane è interessata da qualche forma di welfare. In particolare il rapporto riporta i dati di un indagine svolta su più di 300 imprese italiane : Per quanto riguarda la tipologia degli interventi attivati, questi i dati proposti dalla ricerca: page 4 / 6

5 Le questioni aperte indicate dal Rapporto Il rapporto indica, in conclusione, alcune questioni aperte che riguardano lo stato attuale della diffusione e dell utilizzo del welfare aziendale: - Gli effetti perversi rispetto al complessivo sistema di welfare, dettati dall offerta di tutele sulla base dello status professionale e dalla conseguente frammentazione tra un welfare pubblico residuale dedicato solo agli outsiders del mercato del lavoro, e un welfare privato dedicato ai lavoratori; - Il trattamento fiscale dedicato ad agevolare iniziative di welfare aziendale potrebbe svilupparsi ulteriormente per divenire ancora di più a favore delle imprese, ma si pone il quesito relativo ai mancati introiti di cui l intero sistema di fiscalità soffrirebbe, a fronte di vantaggi esclusivi per alcuni e specifici beneficiari; - La questione femminile, in relazione, in particolare al tema della conciliazione tra famiglia e lavoro che evidenzia uno stato di arretratezza rispetto a quanto già sviluppato da altri paesi europei. - La cura degli anziani non autosufficienti, ancora scarsamente coperta da soluzioni di carattere assicurativo o considerata ancora marginale rispetto ad iniziative di servizi e permessi. - Disomogeneità territoriale: il divario tra Nord e Sud costituisce, insieme all accentuata frammentazione territoriale tra aree più economicamente sviluppate di altre, uno dei grossi nodi ancora aperti rispetto a questo tema. page 5 / 6

6 Powered by TCPDF (www.tcpdf.org) Il welfare aziendale in Italia Dove si colloca la Lombardia? Le misure lombarde di sviluppo del welfare aziendale e interaziendale, già ampiamente trattate su questo sito e ad oggi ancora in corso, sono richiamate all interno del rapporto come interessante sperimentazione, per i seguenti motivi: - il richiamo a misure diverse integrate tra loro: il bando regionale di finanziamento di progetti di welfare aziendale prevede la contrattazione di secondo livello, avviata o conclusa, come requisito di accesso al finanziamento. - L inserimento delle aziende all interno di un sistema di governance condiviso ma supervisionato dalle istituzioni locali, in un interessante mix innovativo di iniziative top-down e bottom up. - Uno sguardo particolarmente attento alle PMI (che costituiscono la larga maggioranza delle imprese lombarde), tradizionalmente escluse da questo tipo di misure, attraverso il sostegno alla costituzione di reti di imprese e alla definizione di accordi che consentano anche a queste imprese di accedere ai finanziamenti previsti. PDF generated by Kalin's PDF Creation Station page 6 / 6

MT CONSULTING SAS di Dott.ssa Miriam Tirinzoni Via Forestale n. 32-23017 Morbegno (SO) Tel 0342-615355 0342-671779 Fax 0342-673522

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