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1 MARTEDÌ 30 GIUGNO in Italia EURO 1,50 ANNO N. 153 Milano, Via Solferino 28 - Tel Roma, Via Campania 59/C - Tel FONDATO NEL 1876 Manifesti e provocazioni Cattelan choc a Rimini Il ritorno del pensionato di Gianluigi Colin a pagina 41 Guglielmo Tell Stupro in scena Il regista Michieletto fischiato a Londra di Valerio Cappelli a pagina 47 Servizio Clienti - Tel mail: L incognita Grecia scuote l Europa Le Borse bruciano 287 miliardi, Milano perde il 5,17 per cento. Merkel: se salta la moneta unica salta l Unione Tsipras: vogliono cacciare il governo, non resto premier a tutti i costi. Il Tesoro: Italia esposta per 35,9 miliardi 50630> UNA QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA di Antonio Polito Dice Angela Merkel che se fallisce l euro, fallisce anche l Europa. È vero. Ma è vero anche il contrario. Se fallisce la Ue, se viene cioè meno il patto politico sottoscritto a Roma nel 1957 per «un unione sempre più stretta fra i popoli dell Europa», non solo non si salva l euro, ma va in pezzi l unico piano di cui disponga il Vecchio Continente per sopravvivere nel nuovo mondo. Eppure sta succedendo, proprio davanti ai nostri occhi. In una futura storia dei giorni che sconvolsero l Europa, non ci sarà solo l uscita (o la cacciata) della Grecia dall Eurogruppo. Appena due giorni prima i leader avevano formalmente discusso dell ipotesi che sia la Gran Bretagna, anche lì con un referendum, a lasciare la Ue; e il giorno prima ancora avevano concesso a Ungheria e Bulgaria, oltre che al Regno Unito, alla Danimarca e all Irlanda, di uscire dall Europa senza frontiere, chiudendole ai profughi che chiedono asilo. Una vecchia metafora dice che il progetto europeo è come una bicicletta: se smetti di pedalare, cadi. A tenerla in equilibrio finora è stata la prassi «funzionalista» di Monnet e Schuman, un pezzo di integrazione alla volta, che se ne porta appresso un altro, e così via fino agli Stati Uniti d Europa. Ma qui ormai nessuno pedala più, anzi: si va all indietro. Come potrebbe reggere quel progetto all uscita della Grecia? continua a pagina 31 GIANNELLI ALL INTERNO DECISIVE FRANCIA E ITALIA Salvare le banche per salvare la Ue di Wolfgang Münchau a pagina 31 IL FILOSOFO Perché quel voto è un errore di Bernard-Henri Lévy a pagina 2 LA STRATEGIA E Renzi via tweet scelse Bruxelles di Francesco Verderami a pagina 11 AFP / LOUISA GOULIAMAKI di Danilo Taino risi greca, tonfo delle Borse C europee. La cancelliera Merkel: se salta l euro, salta l Ue. Tsipras: non resto premier a tutti i costi. L Italia esposta per 35,9 miliardi. (Nella foto, la folla di ateniesi ieri sera in piazza Syntagma per dire «no» all austerità). da pagina 2 a pagina 11 IL REPORTAGE La vita in contanti in un economia (quasi) di guerra di Federico Fubini tene è cambiata in poche A ore più che in 5 anni di recessione. I residenti di una capitale piena di caffè, musei, metrò moderne e pulite, per la prima volta da decenni si sono rituffati nell accaparramento. a pagina 8 L intervista Il presidente ucraino: pronti al negoziato, non allentate le sanzioni Poroshenko: «Putin non rispetta i patti Chiediamo armi pesanti agli Usa» di Giuseppe Sarcina ino a che la Russia non si «F convincerà a ritirare le truppe di occupazione dal mio Paese le sanzioni economiche dell Europa devono continuare»: il presidente dell Ucraina Petro Poroshenko rivela al Corriere che Putin «sta continuando a mandare truppe, armi e finanziamenti per un miliardo di dollari ai terroristi nel Donbass». Poroshenko è pronto al dialogo, ma chiede armi pesanti agli Usa «per difendere il Paese dall aggressione russa: una minaccia per tutta l Europa». a pagina 19 Chi vuole mettere agli arresti una app Francia, due dirigenti di UberPop in stato di fermo. Bloccheranno così i taxi fai da te? di Stefano Montefiori e Massimo Sideri tre giorni dalla violenta A protesta dei tassisti parigini contro gli autisti concorrenti, due alti dirigenti di Uber sono stati interrogati e trattenuti per almeno 24 ore nei locali della «divisione repressione delinquenza stradale»: è stata contestata loro l «organizzazione illegale» di UberPop, l applicazione per smartphone che mette in contatto cittadini e clienti dietro compenso. a pagina 20 e a pagina 30 MYKHAILO MARKIV IDEE& INCHIESTE NELLA SEDE MILANESE ISPETTORI IN CGIL SOSPETTI SUI CONTI di Alessandra Coppola e Maurizio Giannattasio li ispettori alla Cgil, sede di G Milano. Con il beneplacito della leader nazionale Camusso. All origine la «soffiata» su presunti ammanchi di cassa. a pagina 25 LA RIFORMA ELETTORALE ORA UN RICORSO INSIDIA L ITALICUM di Monica Guerzoni n quartetto di avvocati prova a rottamare l Italicum ri- U tenuto un sistema di voto «quasi peggio» del Porcellum, la legge ideata da Roberto Calderoli e dichiarata incostituzionale. a pagina 15 I GIOCHI DI ROMA DEL 2024 Qualche dubbio sull Olimpiade di Ernesto Galli della Loggia orse è vero, come dice Luca di Montezemolo, presidente del comitato promotore, che per Roma essere F scelta come sede dell Olimpiade del 2024 sarebbe «l occasione per ripartire», addirittura «una magnifica opportunità di purificazione». E forse è pure vero, come ha affermato il presidente del Coni Giovanni Malagò, che i Giochi a Roma, pur essendo concepiti in una prospettiva low cost, significheranno la bellezza di 170 mila posti di lavoro. Forse è tutto vero, per carità, e quindi, a proposito della candidatura olimpica di Roma, ogni entusiasmo, ogni speranza, ogni promessa, poggiano su solidissime fondamenta. continua a pagina 30

2 2 Martedì 30 Giugno 2015 Corriere della Sera Primo piano Il caos Grecia Verso il referendum La Grecia: non rimborseremo il prestito del Fondo monetario Declassate le obbligazioni di Atene. Il ministro del Tesoro, Padoan: Italia esposta per 35,9 miliardi Juncker: mi sento tradito. Ai greci dico: domenica votate sì per salvare l Unione Merkel: senza l euro nessun futuro in Europa Renzi: «Scegliamo tra la moneta unica e la dracma» DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES Il premier greco Alexis Tsipras ha chiesto una dilazione del negoziato con i creditori per far decidere al referendum popolare del 5 luglio sulle misure di austerità proposte in cambio dei prestiti di salvataggio. Ma la cancelliera tedesca Angela Merkel ha rifiutato, rinviando «a dopo» la consultazione e ammonendo che «se fallisce l euro, fallisce l Europa». I presidenti del Consiglio Ue e della Commissione europea, Donald Tusk e Jean-Claude Juncker, entrambi del partito Ppe di Merkel, si sono schierati per il mantenimento della scadenza di oggi a mezzanotte. Tutti gli altri gruppi politici dell Europarlamento dagli eurosocialisti fino al M5S hanno approvato la richiesta di un Eurosummit d urgenza dei 19 capi di Stato e di governo della zona euro per trovare un compromesso in grado di evitare l insolvenza della Grecia almeno fino all esito del referendum. Si è astenuto solo il gruppo del Ppe, guidato dal tedesco Manfred Weber. Anche Stati Uniti, Russia e Cina premono per un accordo. Il presidente Usa Barack Obama ha telefonato al collega francese François Hollande «per facilitare una ripresa delle trattative». Il premier cinese Li Keqiang, a Bruxelles per il vertice Ue-Cina, ha dichiarato che «è nell interesse della Cina che la Grecia resti nella zona euro e sollecitiamo i cre- Se vince il NO VERSO L USCITA DALL EURO Il premier greco Alexis Tsipras ha chiesto ai connazionali di votare «no». Della stessa idea è il premio Nobel statunitense Paul Krugman secondo cui il governo greco «deve essere pronto, se necessario, a lasciare l euro». Perché è questa l ipotesi più probabile in caso di esito referendario che dovesse bocciare le proposte dell ex troika ditori internazionali perché arrivino a un accordo con la parte greca». Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, ha confermato l appoggio a Tsipras e ha esortato l Ue a evitare «uno scenario dalle conseguenze nefaste». Juncker, che istituzionalmente non dovrebbe interferire nella politica interna dei Paesi Se vince il SÌ IPOTESI GOVERNO TECNICO Se i greci votano sì al referendum sarà un sì «all appartenenza all Euro e all Ue». Così il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che ha chiesto ai greci di votare sì: «Non bisogna suicidarsi perché si ha paura della morte». Il sì sarebbe una bocciatura netta per Tsipras, che potrebbe a quel punto lasciare spazio a un governo tecnico membri, ha attaccato il governo Tsipras invitando gli elettori ellenici a non seguire l indicazione del «no» e a votare «si» alle proposte dei rappresentanti dei creditori (Commissione, Bce e Fmi di Washington). Ha aggiunto che «votare no vorrebbe dire che la Grecia dice no all Europa». Nell Eurogruppo di sabato La cancelliera «Siamo pronti a trattare dopo l esito del referendum di domenica» scorso il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis aveva specificato che «il referendum non è sull euro o sull Ue» ma punta solo a «far decidere al popolo» sulle misure di austerità introdotte su richiesta dei creditori perché «negli ultimi cinque anni in Grecia non hanno funzionato». Juncker è stato contestato nella riunione dei leader dei gruppi nell Europarlamento. «Stai agendo con l obiettivo di far cadere il governo di Tsipras», ha accusato Marine Le Pen, leader dell estrema destra francese (e alleata della Lega), che ha attribuito «la colpa» del rischio di fallimento della Grecia alle «misure di austerità della troika» dei creditori. «Sei ridicola avrebbe risposto Juncker. Il nostro piano non contiene stupide misure di austerità, ma proposte per rilanciare la crescita della Grecia». Il premier Matteo Renzi ha definito il referendum un «derby tra l euro e la dracma». Il ministro dell Economia Pier Carlo Padoan ha precisato che l esposizione «diretta» dell Italia in Grecia è di «35,9 miliardi». Ivo Caizzi Il commento La roulette azzardata di Tsipras e quell errore demagogico del voto La cancelliera Angela Merkel ha convocato ieri partiti e leader tedeschi per riferire sugli sviluppi della situazione greca di Bernard-Henri Lévy el preciso istante in cui scrivo queste righe, lunedì 29 giugno, nessuno sa N ancora come finirà la crisi greca. Ma io non ho mai fatto mistero del sentimento di rabbia e frustrazione che mi ispira questa Europa di oggi, senz anima e senza nessun progetto degno di questo nome, traditrice non solo dei suoi valori, ma anche dei suoi padri fondatori. A più riprese ho denunciato la cecità (con qualche eccezione, Jacques Delors) della maggior parte dei suoi attori quando con una serie di manovre sospette, quindici anni fa, è stata accolta precipitosamente la Grecia nella zona euro, e non ho timore di esprimere ciò che provo, in questi giorni, davanti all atteggiamento di Tsipras. In effetti, che cosa gli hanno chiesto, tutto sommato, e in questo momento storico, i rappresentanti di quelle che lui chiama sprezzantemente «le istituzioni», in una retorica che non si scosta poi tanto da quella dell estrema destra greca? Gli è stato chiesto uno sforzo fiscale minimo, in un Paese in cui sarebbe ora di dire che un amministrazione solida, capace di riscuotere le tasse e ridistribuirle equamente, è un principio elementare. L innalzamento a 67 anni, tranne che per i mestieri usuranti, dell età media pensionabile come succederà, a più o meno breve termine, anche per i lavoratori dei Paesi Bassi, Danimarca, Gran Bretagna, Germania, in altre parole per un gran numero di Paesi nei quali si sollecita la solidarietà dei cittadini nei confronti della Grecia (per non parlare degli Stati Uniti, dove in questi giorni si sta pensando di portare l età della pensione dai 67 ai 70 anni!). Una riduzione ma non immediata nel bilancio delle spese militari, che non è forse assurdo, tenuto conto della situazione geostrategica del Paese, ma che resta pur sempre, su base percentuale, il più elevato dell Unione Europea. In cambio di che cosa Tsipras si è visto offrire una nuova quota di aiuti da parte di un Fondo monetario internazionale di cui dimentica volentieri che, ancor prima di essere una pompa di finanze nello stile di Alfred Jarry e a sua unica disposizione, trattasi di un fondo preposto ad aiutare anche il Bangladesh, l Ucraina e i Paesi africani travagliati dalla povertà, dalla guerra, e da un cambio penalizzante e a garantire inoltre una ristrutturazione della restituzione dei prestiti contratti da questi Paesi prima del 2011, anche se, come tutti sanno, questi debiti non saranno in realtà mai rimborsati. Forse la signora Lagarde, lo spauracchio di Tsipras assieme alla signora Merkel, si è dimostrata poco abile nella «comunicazione». Ma questo era lo stato reale dei negoziati quando Tsipras ha deciso unilateralmente, venerdì 26 giugno, di interrompere ogni trattativa. E tenuto conto del passivo accumulato e degli errori del passato, sul tavolo c era quanto di meglio il Fondo era in grado di offrire alla Grecia. Davanti al piano presentato dal Fmi, Tsipras ha scelto di rispondere rispolverando la retorica dell estrema destra sulla fantomatica «umiliazione della Grecia». Come non ricordare che anche il suo predecessore socialdemocratico Giorgio Papandreu, cinque anni fa, ha fatto la stessa scelta nel momento della crisi finanziaria? Esattamente. Ma se per Papandreu si trattava di far accettare ai suoi concittadini un piano di salvataggio che era stato studiato, discusso e confermato, oggi Tsipras punta a scaricare sull elettorato la corresponsabilità di un naufragio che solo lui ha deciso di rischiare. Ma è così che si governa un grande Paese? E la Grecia non si merita qualcosa di meglio di questo demagogo incendiario, capace di allearsi con i neonazisti di Alba Dorata per far passare in Parlamento il suo progetto di plebiscito? Proprio lui, che aveva rimbeccato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che lo ammoniva con le parole «the game is over» (il gioco è finito) nelle ultime fasi del negoziato, rinfacciandogli che «la povertà di un popolo non è un gioco!» Ebbene, oggi si ha proprio voglia di ricambiare il complimento e ricordare a Tsipras che non si gioca la povertà al poker o alla roulette greca, che non si spinge il proprio popolo nel baratro per uscire dal vicolo cieco dove lui stesso si è cacciato. Traduzione di Rita Baldassarre

3 Corriere della Sera Martedì 30 Giugno 2015 PRIMO PIANO 3 I punti chiave che hanno fatto saltare la trattativa IL DEBITO 1 Quando è saltato il tavolo della trattativa tra Atene e i suoi creditori, la Commissione europea ha messo online le richieste fatte al governo greco. Un documento di dieci pagine che ruota attorno a un punto: la riduzione del debito pubblico. Solo quello nei confronti dei creditori internazionali è di 242 miliardi. Atene deve far fronte alle scadenze, la prima già oggi. L Ue detiene il 44% del debito pubblico greco suddiviso tra i vari Stati membri: Germania (27%), Francia (20%), Italia (18%) e Spagna (11,9%) LE PENSIONI L IVA GLI AIUTI 2Il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ha sottolineato che nella proposta dei creditori non c è alcun taglio ai salari e alle pensioni. Nel documento dei creditori però si sottolinea l esigenza di procedere con una riforma del sistema pensionistico greco ormai «insostenibile». Bruxelles ha chiesto di disincentivare le pensioni anticipate a partire dal 2016 con l intento di eliminarle del tutto entro il Previsti dei limiti anche per le pensioni contributive 3Una delle questioni cruciali sul tavolo della trattativa è l Iva: i creditori vorrebbero che il gettito proveniente dall imposta arrivasse all 1% sul Pil, contro lo 0,93% chiesto da Atene. Bruxelles ha chiesto una riforma delle aliquote: 23% su ristoranti e catering e 13% per alimentari, energia, hotel e acqua. Ma la parte più importante riguarda le isole: il governo non vuole rinunciare al 30% di sconto Iva che viene praticato. Sconto che gli interlocutori europei hanno chiesto di eliminare 4Il premier greco ha chiesto ai creditori il prolungamento degli aiuti. Richiesta che è stata respinta e che ha sancito, insieme alla scelta di indire il referendum per domenica prossima, la definitiva rottura dei rapporti fra la Grecia e il resto dell Europa. Oggi Atene perderà i 7,2 miliardi ancora disponibili del piano e 1,9 miliardi di profitti SMP (i profitti della Bce sui bond ellenici) che saranno ridistribuiti agli Stati invece di finire nelle casse greche a cura di Corinna De Cesare Retroscena di Danilo Taino A.Merkel La volontà di compromesso sul lato greco non c era. E ora non c è fondamento giuridico per un finanziamento ponte Casa Bianca L Ue ha una maggiore capacità di gestire la situazione greca. L economia è più forte di quanto non fosse nel 2010 J.C.Juncker Il governo greco deve dire la verità, gli elettori devono poter vedere chiaramente qual è la posta in gioco Veronica De Romanis «Il falco? L Fmi Tra Angela e Schäuble gioco delle parti» Chi è Veronica De Romanis, 46, economista, ha scritto «Il metodo Merkel. Il pragmatismo alla guida dell Europa», è sposata con Lorenzo Bini Smaghi ROMA «Non c è stato un ostacolo Germania nei negoziati tra i Paesi dell eurozona e la Grecia». A dirlo e rimarcarlo è Veronica De Romanis, economista, attenta studiosa della politica di Berlino e della sua cancelliera Angela Merkel. «A lasciare il tavolo è stato il premier ellenico Alexis Tsipras, lo strappo lo ha fatto lui ed è lui ad avere ora in mano l iniziativa», dice. Le Istituzioni e gli altri Paesi europei non hanno niente da rimproverarsi se si è arrivati alla rottura? «Si sono mossi nel rispetto delle regole e delle procedure, mentre i greci hanno fatto di tutto per tirare alle lunghe. Hanno fatto proposte e poi si sono tirati indietro, rimangiandosi anche le riforme avviate dal governo precedente». Angela Merkel aveva preso la guida dei negoziati con Tsipras. Qualcuno considera il naufragio dei colloqui un suo fallimento. È d accordo? «No, Angela Merkel ha sempre messo in risalto il valore politico del progetto dell euro che non può essere indebolito dall uscita di un Paese. Si è spesa personalmente con chi in Germania non la pensa così, anche all interno del suo stesso partito contestando la cosiddetta teoria della catena. Quella che descrive l unione monetaria come una catena formata da tanti anelli destinata a rafforzarsi se viene tolto l anello più debole, cioè, in questo caso, la Grecia» Il ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, ha dato però l impressione di pensarla diversamente. Ha fatto il falco durante tutte le trattative... «È stato il gioco delle parti. Non è e non è mai stato nell interesse della Germania La vicenda La Germania è scossa ma è decisa ad andare avanti. La cancelliera Angela Merkel ha messo l accento sulle responsabilità di Atene nel precipitare della crisi degli ultimi mesi DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BERLINO Alla prova di una crisi esistenziale, l eurozona ha deciso di mettere la Grecia davanti alle sue responsabilità: senza più mediazioni, affinché accetti un compromesso e si allontani dall orlo del precipizio. Angela Merkel, all improvviso, è dura con Atene. Mario Draghi di fatto sostiene il sistema bancario ellenico e la stessa Grecia oltre che l eurozona per darle ancora un po di tempo. La Germania è emotivamente scossa ma anche decisa ad andare avanti. Una serie di leader inizia a chiamare le cose con il loro nome, dice che il referendum di domenica sarà euro sì/euro no, al di là di come lo ha formulato il governo di Alexis Tsipras. Succede che il precipitare della crisi ha Bruxelles Il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha definito il referendum greco una scelta sull euro reso la realtà visibile: e non è quella delle settimane scorse, coperta da tatticismi negoziali e menzogne. Ora, in gioco è il futuro Draghi e la cancelliera di euro e Unione Europea. Frau Merkel continua a volere la Grecia nella moneta unica. Ieri, però, ha cambiato tono. Davanti ai dirigenti del suo partito, la Cdu, ha reso omaggio, tra applausi scroscianti, a Wolfgang Schäuble per come ha gestito la trattativa con Atene. A smentire Il doppio passo per evitare il caos che lei sia la colomba e il suo ministro delle Finanze il falco. Poi ha chiarito che «la volontà di Gli applausi della Cdu sulla conduzione del negoziato compromesso sul lato greco non c era». È stata netta come mai prima nell indicare in Atene la responsabilità del precipitare sciato per il fallimento di una della crisi: ha sostenuto che trattativa che ha dovuto condurre Il Cancelliere dello Scacchiere in prima linea; convinto però l Europa combatte per i suoi principi e se li rinnegasse anche che la linea dura vada tenuta. Londra: assegni garantiti solo momentaneamente «nel A Francoforte, ieri, la Banca medio e nel lungo termine ne centrale europea è stata sul mercato a 40mila pensionati britannici soffrirebbe i danni». per l intera giornata e gli In Germania, di fronte al operatori dicono che è intervenuta «Sperare per il meglio ma prepararsi al dramma della Grecia in ginocchio, in momenti critici per ral- peggio». È la linea del Cancelliere dello non si nota alcun senso di lentare le vendite. Domani, terrà Scacchiere George Osborne sulla crisi di Atene. soddisfazione. Ma i politici sono un altra riunione del Consiglio Osborne si è preoccupato di rassicurare i 40mila determinati a gestire la crisi e il dei governatori per decidere se pensionati britannici residenti in Grecia: «I mondo dell economia è pronto mantenere invariata la quantità depositi rimangono al sicuro nelle quattro a reagire, senza astio. Lo stesso di liquidità d emergenza (vitale) maggiori banche greche con filiali a Londra». Schäuble è palesemente ango- che ha dato alle banche elleniche, se aumentarla, se ridurla. Gran parte degli operatori si aspetta che mantenga le cose come stanno fino a dopo il referendum del 5 luglio. Draghi non può dare altro denaro a un Paese che non sembra in grado di restituirlo. Ma non può nemmeno togliere quello che ha già dato. Per due ragioni. La Bce è esposta verso la Grecia per oltre cento miliardi, se Atene uscisse dall euro ne perderebbe parecchi. Allo stesso tempo, non dando altro denaro alle banche elleniche e favorendo così la chiusura temporanea impedisce una corsa agli sportelli che provocherebbe in breve il tracollo del sistema e avvierebbe l uscita dalla moneta unica. Draghi e la Bce, insomma, stanno puntellando Atene: le danno qualche giorno per evitare la Grexit. Una serie di leader europei, inoltre, ieri ha deciso di dire stop agli infingimenti e di definire il referendum di domenica una scelta dei greci sull euro: se rimanerci o uscirne. Tra gli altri, lo hanno fatto François Hollande, Jean-Claude Juncker, il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel e la stessa signora Merkel. Incoraggiati dalla reazione non da panico dei mercati finanziari, i leader europei hanno messo da parte la prudenza: usano toni decisi per richiamare Tsipras dall orlo del precipizio e stanno facendo pressione sui partiti e sulle istituzioni della Grecia affinché si torni a parlare di un compromesso, prima o dopo il referendum, che eviti l uscita di Atene dall far uscire la Grecia dall euro» Non mi dirà però che non abbia spinto sul tasto del rigore anche con Atene? «Nei negoziati direi che l interlocutore più severo è stato il Fondo monetario. In ogni caso è chiaro che ci sono delle regole e che nel decidere bisogna dosare solidarietà e responsabilità; la Germania non si è mai tirata indietro nella ricerca del compromesso. Al pari degli altri Paesi, da quelli cosiddetti virtuosi, attenti alle regole, a quelli che sono usciti da programmi di aiuti con sacrifici e sono in vista delle elezioni politiche, come Spagna e Portogallo, a quelli più poveri come l Estonia e la Lituania che per entrare nell euro ha dovuto prima pagare la sua quota 60 milioni di prestiti alla Grecia» Stefania Tamburello

4 4 Martedì 30 Giugno 2015 Corriere della Sera

5 Corriere della Sera Martedì 30 Giugno Primo piano Il caos Grecia Milano giù, le Borse bruciano 287 miliardi Piazza Affari cede il 5,17%, il differenziale con i titoli di Stato tedeschi risale a quota 159 punti base Il cambio euro-dollaro sale a quota 1,19. Patuelli (Abi): esposizione banche italiane «molto bassa» Le crisi 1997 La Russia cade in depressione. La situazione richiese l intervento del Fmi che approvò un pacchetto di 22,6 miliardi di dollari 2001 Il «corralito» argentino. È il termine con il quale si descrive la restrizione del denaro in contanti o da conti correnti durante la crisi economica 2013 A marzo del 2013 in cambio degli aiuti promessi dall eurozona il governo cipriota opera un prelievo forzoso sui conti correnti ROMA L apertura di Berlino, che ha espresso disponibilità a riavviare i colloqui con Atene, dopo il referendum, non è riuscita ieri a rianimare i mercati, travolti dal naufragio dei negoziati sulla crisi greca. Le Borse europee ieri hanno fatto il tonfo, con Piazza Affari che ha segnato il risultato peggiore perdendo il 5,17% a punti, mentre il rosso di Parigi si è fermato al 3,74%, quello di Francoforte al 3,56%. Cedimento limitato, pari all 1,97%, per Londra e flessione consistente, del 4,5%, per Madrid, mentre i ribassi hanno coinvolto anche le piazze asiatiche e Wall Street. Complessivamente le Borse europee ieri hanno bruciato 287 miliardi (80 Il lunedì nero dei mercati LE BORSE EUROPEE MILANO Parigi Francoforte Madrid Londra -5-5,17% -3,74% -3,56% -4,56% Se Atene fa crac I Paesi periferici e la moneta unica alla prova della Grexit S -1,97% LO SPREAD gennaio e la Grecia «cadrà» di fronte al suo rosso di bilancio e alla speculazione, quest ultima tornerà all attacco mietendo nuove vittime nell eurozona? Gli occhi dei mercati sono rivolti verso i cosiddetti Paesi periferici dell euro, che in passato hanno già «ballato» sulle onde dei mercati. Oggi, però, almeno per ora il termometro degli spread non indica particolari tensioni. Non poco dipenderà dalla capacità della Banca centrale europea di fare «scudo comune». febbraio miliardi solo Milano). Colpa dei ribassi registrati soprattutto dai titoli delle banche, le più esposte alla crisi greca. Anche se per l Italia, ieri il presidente dell Abi, Antonio Patuelli è tornato a rassicurare sull esposizione «molto bassa», circa 1 miliardo, del nostro sistema del credito. Tensioni forti anche sul secondario dei titoli di Stato con i rendimenti in altalena, in un clima di alta volatilità. In particolare il differenziale tra i Btp decennali e i Bund tedeschi di uguale durata, schizzato in alto in apertura di contrattazioni e poi rapidamente disceso, ha chiuso di nuovo in rialzo a 159 punti base con i tassi dei Btp in salita a 2,38% IERI 159 punti base marzo aprile maggio giugno Fonte: Ministero delle Finanze greco, Bloomberg *Comprende oltre ai prestiti bilaterali, le quote di partecipazione nei fondi salva Stati Esm e Efsf, nella Bce e nel Fmi Euro e austerity o incognita dracma? Le scelte di Atene S Turismo e conti in rosso Che cosa cambia nel versante Sud dell euro ono principalmente tre gli scenari che si aprono sul fronte greco. Primo: oggi si trova in extremis l accordo tra Atene e i creditori, nelle ultime ore disponibili prima della scadenza della rata da 1,6 miliardi che la Grecia deve al Fondo monetario. Secondo: oggi niente accordo e niente rimborso. Quindi, il default. Atene continua con la stretta su bancomat e capitali, ma resta nella zona-euro. È, per sommi capi, la strada già seguita da Cipro. Il tutto in attesa del referendum di domenica, magari con una (improbabile) micro-estensione-ponte del sostegno dei creditori: se vinceranno i sì a una posizione «europea», l accordo diventerà più semplice. Se invece la spunteranno i no, e l intesa non viene più raggiunta, ecco il terzo scenario: nessun accordo, default secco, fine del supporto europeo e avvio dell uscita dall euro. Il ministro dell Economia Pier Carlo Padoan 35, L onda d urto sulla debole ripresa dell Europa on mancano poi le ripercussioni di un N eventuale default su conti pubblici, crescita e lavoro oltre la Grecia e la sua tragica situazione. Qualche esempio? Se l instabilità cresce, salgono i tassi sui Btp e gli interessi che paga lo Stato. Poi ci sarebbe la perdita, totale o parziale, ma definitiva, sui miliardi di credito italiano verso Atene. E ancora: l incertezza frenerebbe la debole ripresa dell economia tricolore. La domanda è: quanto ci vorrà all Europa per «digerire» default e Grexit? I CREDITORI 55 miliardi Investitori privati 200 miliardi Governi eurozona I 5 PAESI PIÙ ESPOSTI* Dati in miliardi di euro 60 e quelli dei Bund in calo a 0,79%. Indenni gli spread irlandesi, si sono allargati tutti gli altri differenziali con i titoli greci graziati dalla sospensione delle contrattazioni. Se il premier Matteo Renzi ha affidato ad un tweet il suo pensiero sul referendum greco, il ministro dell Economia, Pier Carlo Padoan ha fatto altrettanto per precisare nuovamente che l esposizione diretta dell Italia nei confronti della Grecia, «tra prestiti bilaterali e garanzie è pari a 35,9 miliardi». Infine l euro che, in controtendenza, ieri si è rafforzato a 1,119 sul dollaro. Stefania Tamburello 32 miliardi miliardi Bce 9 miliardi Banca centrale greca 32 miliardi Fmi 27 12? Germania Francia ITALIA Spagna Paesi Bassi I tre scenari Fronte mediterraneo La crescita Il turismo I mercati Egeo, mare e cultura ancora più convenienti Una sfida all Italia n caso di ritorno alla dracma, c è il turismo tra i I settori che più potrebbero cambiare. Dentro e fuori la Grecia. Il Paese ellenico come meta di vacanze diventerà meno caro, forse molto meno caro, senza perdere nulla in bellezza. Se Atene saprà superare gli scossoni pratici per turisti (come bancomat, pagamenti e trasporti pubblici), la Grecia potrebbe guadagnare molto in competitività nei confronti di altre mete che offrono mare, caldo e cultura. Come l Italia. È l esposizione dell Italia, in miliardi di euro, secondo quanto ha riferito ieri il ministro dell Economia, Pier Carlo Padoan. L importo è rappresentato da prestiti bilaterali e garanzie Il costo della crisi greca per i mercati, in miliardi di euro. Dai massimi di aprile le Borse hanno perso 900 miliardi a cui se ne aggiungono oltre 400 di valore perso dai titoli di Stato d Arco Btp, azioni e liquidità Le scelte del risparmio e il ruolo della Bce e la crisi sfocia in una Grexit, gli operatori di S mercato consigliano ai risparmiatori di puntare su investimenti come la liquidità, le azioni di aziende Usa del consumo o della salute e i Btp brevi (che scadono al massimo tra mesi). Questi ultimi non rendono quasi nulla, ma generalmente offrono maggiore protezione dal rischio di ritrovarsi con quotazioni molto più basse del prezzo a cui si erano comprate. Certo, il rischio è comunque sempre presente. Dai mercati sono intanto sempre di più gli sguardi puntati sulla Banca centrale europea. Con il probabile default di domani, la Bce continuerà con il programma di supporto alle banche greche o ritirerà il suo sostegno? Il secondo scenario potrebbe essere pesantissimo per gli istituti ellenici e aprire le porte all addio greco all euro. a cura di Giovanni Stringa

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