Speciale Osservatorio Economia

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1 Lunedì 3 febbraio 2014 Speciale Osservatorio Economia All interno Lo Cicero: «Più produzione meno parole» di PAOLA CACACE A PAGI 2 Come salvarsi dalla crisi Crescono i poveri e gli stipendi diventano piccoli di VINCENZO PERROTTA Grandi progetti: ci sono 2 miliardi da spendere di LUCA DE MARTINO Assicurazioni, a Napoli si paga il 300% in più di RAFFAELE NESPOLI Consumi, la contrazione non si ferma di CLEMENTE ULTIMO A PAGI 4 A PAGI 7 A PAGI 14 A PAGI 13

2 2 Lunedì 3 Febbraio 2014 Corriere del Mezzogiorno Il futuro del territorio e la via di fuga dalla crisi di questi anni: ecco la ricetta dell economista napoletano «Sì produzione, salvarci dalla crisi ci vuole organizzazione e quello spirito di collaborazione «Per che spesso abbiamo solo a parole, e non un unico grande capo che gestisca tutto. Anche perché a quel punto ci vorrebbe Nembo Kid, e non credo che esista». Con una battuta Massimo Lo Cicero, economista napoletano che tra i tanti impegni insegna sia all'università Tor Vergata sia a La Sapienza, sintetizza quello che serve per uscire da un'impasse spesso facilmente imputato alla crisi economica. Professore come va l'economia della Campania? «Male. Il problema è lo squilibrio tra popolazione (troppa) e capacità di produzione (poca). Prima la nostra forza era la struttura industriale, in particolare quella del ramo meccanico. Oggi si salvano solo tessile e agro-alimentare». In effetti i numeri dell'export dell'agro-alimentare sono confortanti. «Sono in crescita. È anche vero però che è facile crescere quando si tratta di una realtà piccola. Il "tasso di crescita" spesso trae in inganno. Diciamo che se 10 anni fa esportavo 1 prodotto e ora ne esporto addirittura il 100 % in più, non parliamo di numeri da capogiro. In definitiva sto esportando solo 2 prodotti. Ad ogni modo è sempre una cosa positiva». Soprattutto visto che siamo reduci dal caso "Terra dei fuochi". «È la minaccia maggiore cui sia stata sottoposta l'intera economia campana. È chiaro che la gente eviti di acquistare determinati prodotti. Ma ciò comporta un danno ingente per le imprese». Soluzioni? «Sulla questione Terra dei fuochi? Dovrebbe trovarle la Regione. La tutela del territorio, assieme alla sanità e alla gestione trasporti, è uno dei pochi incarichi che ha. Almeno lo faccia come si deve». no parole» Lo Cicero: c è invidia e poca collaborazione Da 30 anni in Campania la politica fa danni Professore Massimo Lo Cicero è docente universitario ed economista Insegna alle Università Tor Vergata e La Sapienza di Roma In Campania è stato protagonista di numerose proposte progettuali di rilancio del territorio Non sembra un "federalista" convinto. «Per niente. L'Italia è un paese connesso, la cui economia si basa sulle filiere. A Napoli come a Torino ci sono le stesse aziende, Fiat e Finmeccanica per fare solo due nomi. L'unica realtà praticabile sarebbe un decentramento amministrativo, ma non ne siamo in grado». Province o Regioni? «Se devo scegliere meglio le Province. Hanno funzioni più chiare. Le Regioni invece dovrebbero essere dei micro-stati, ma non lo sono. Ciò non significa che tutti i nostri mali derivino dalla Regione. La verità è che la Campania è stata amministrata, politicamente parlando, in maniera mediocre da almeno 30 anni. Ecco che a un certo punto la misura si colma e, come nel caso del Comune di Napoli, arriva lo spettro del dissesto finanziario». Quindi hanno ragione i leghisti quando ci criticano? «Macché. La Campania, pur nella negatività è rimasta stabile, non è peggiorata, e non ha fatto da zavorra. La Lombardia invece è peggiorata. Non è il Sud ma la macchina industriale italiana, ormai arrugginita, che ha fatto entrare il paese in una sorta di spirale depressiva». Impossibile uscirne? «In realtà la Campania avrebbe un ottimo business da sfruttare per uscire da questa crisi. Se stessa. Pensiamo a quell'enorme fetta di popolazione di cui sopra. Ci sono 4 milioni di persone tra Napoli e Caserta. Organizzandosi si creerebbe una meravigliosa miniera di opportunità». Parla del turismo? «Anche. Diciamo che il turismo sfrutta lo stesso meccanismo dell'export. Porta da noi soldi stranieri, ottima cosa in un pe-

3 Corriere del Mezzogiorno Lunedì 3 Febbraio Occupazione Tra i principali problemi della Campania c è la mancanza di lavoro soprattutto per i giovani che nella maggior parte dei casi sono destinati ad emigrare: la percentuale più alta registrata tra i laureati riodo in cui tra tasse e affini è difficile respirare. Il problema ancora una volta è l'organizzazione. Siamo stracolmi d'idee, ma non siamo in grado di realizzarle. Infatti, proprio parlando di turismo a Napoli ci sono meravigliosi bed &breakfast e ristorantini. Ma nessuno di loro è in grado di trasformarsi, con il tempo, in una grande catena mettendo a regime la propria idea. Quello che devono fare i campani è imparare a organizzarsi e a collaborare. Siamo spesso vittime di un'invidia sociale che ci fa chiudere in noi stessi mentre l'economia è apertura». Sembra infantile? «Vero. Come Peter Pan, si sogna di volare, ma poi non si diventa mai davvero adulti. È anche il caso dei grandi progetti: Bagnoli, Napoli Est. Pensate che la mia tesi di laurea, ed eravamo nel 1973, citava i casi di Bagnoli e Napoli Est. Non è che fossi un veggente allora. Il punto è che sono progetti in divenire da più di 50 anni. Che sono il simbolo dell'inconcludenza e dell'incapacità tutta nostra di non saper organizzare le idee. Di trasformare l'impulso creativo in un prodotto. Credo sia arrivata l'ora di diventare grandi» Paola Cacace Sindacati Lavoro, Anna Rea: «Manca Napoli, città al collasso» Il problema principale della Campania resta Napoli. Che ha bisogno di una svolta decisiva, soprattutto per il lavoro, per trainare l intera regione. E proprio una seduta monotematica del consiglio comunale partenopeo sulla condizione occupazionale ha scatenato i sindacati. «Ma quale Napoli Valley, qui manca prima di tutto Napoli» sono state le parole, durissime, di Anna Rea, segretario generale della Uil Campania. «Viviamo oramai una città al collasso - ha detto - che non riesce a rivalorizzarsi, che non è in grado di attrarre investimenti e nemmeno di proteggere ciò che di buono già esiste. Apprendiamo solo dalle agenzie di stampa che l'amministrazione comunale ha cominciato una discussione, senza nemmeno un confronto con i rappresentanti dei lavoratori su di una tematica così impegnativa che, di fatto, ci appare più come un mero e vuoto esercizio di retorica che una presa di coscienza sul da farsi per questa città». La segretaria della Uil Campania chiede un chiarimento: «E necessario tracciare insieme un percorso di azioni e scelte concrete sulle politiche del lavoro e sullo sviluppo che riguardino tutto il mondo del lavoro ha detto Anna Rea - a partire da quegli attrattori necessari per gli investimenti, per un rilancio concreto dei nostri territori, fino a quelle azioni per riconquistare caratteristiche di normalita che sono sinonimo di vivibilità quotidiana». Lu.Ma.

4 4 Lunedì 3 Febbraio 2014 Corriere del Mezzogiorno La recessione ha acuito queste emergenze sul territorio meridionale e in particolare in Campania con risultati da record Crisi: più emigrati e poveri Riprende la corsa verso Nord ed estero: cervelli, ma ora anche braccia Non sono più soltanto i cervelli a fuggire, adesso sono anche le braccia che tornano ad emigrare. Oramai è fuga dal Sud e dalla Campania, come conferma l'elaborazione dei dati dell'istat. Un dato preoccupante, causato soprattutto dalla recessione. I trasferimenti di residenza interni al territorio nazionale coinvolgono 1 milione 556 mila individui, con un incremento di 198 mila unita' (+15%) rispetto al I tassi migratori netti sono positivi in tutte le regioni del Nord e del Centro e negativi in tutte le regioni del Sud e delle Isole, a conferma che è ricominciata in maniera massiccia la risalita dal Mezzogiorno verso il Settentrione. Al Sud, fatta eccezione per l'abruzzo (+0,2), tutte le regioni registrano un saldo interregionale negativo, particolarmente rilevante in Campania Dove andare La Germania è la meta preferita da laureati e operai Poi ci sono nell ordine Svizzera, Francia e Regno Unito Crisi e disoccupazione attanagliano il Paese e in particolare il Mezzogiorno. Ma qualche spiraglio c è, soprattutto per chi vuole intraprendere una nuova attività. Perchè, in Italia, ci sono delle figure professionali che mancano. E sarebbero pagate a peso d oro se fosse specializzate. Un esempio è dettato dallo studio studio Fipe-Confcommercio che conferma come, nel 2013, almeno 600 posti di lavoro per gelatai sono rimasti vacanti. Tant è che il 12,5% delle assunzioni programmate dal settore non è andato a buon fine. Un dato in controtendenza sul fronte occupazionale soprattutto se si considerano le difficoltà di trovare un lavoro. Nel 2013 la carenza si è addirittura aggravata rispetto al 2012: la percentuale di assunzioni non andate a buon fine è passata dall'8,6% al 12,5% I dati sul fabbisogno specifico del settore sono stati elaborati dal Centro Studi Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi. L'offerta da parte delle aziende del comparto, viene evidenziato, è consistente perchè può contare su oltre 33mila unità tra (-4,7) e Calabria (-4,5). Su complessivi 381 mila trasferimenti interregionali, oltre la meta' interessa una regione di destinazione del Nord (192 mila unita' pari al 50,3% del totale), il 24,4% una regione di destinazione del Centro (93 mila) e il 25,3% una del Mezzogiorno (96 mila unita'). Il Mezzogiorno si conferma, dunque, la ripartizione meno attrattiva, con oltre 131 mila partenze verso il Centro-nord (34,5% del totale dei movimenti interregionali). Ma dove vanno gli italiani che, invece, preferiscono l'estero. I dati nazionali sono lo stesso specchio di quelli della Campania e del Sud. Le principali mete di destinazione per gli italiani sono la Germania, la Svizzera, il Regno Unito e la Francia che, nel loro insieme, accolgono quasi la meta' dei flussi in uscita. Le migrazioni da e per l'estero di cittadini italiani con piu' di 24 anni di eta' (pari a 21 mila iscrizioni e 53 mila cancellazioni) riguardano per oltre un quarto del totale individui in possesso di laurea. La meta preferita dei laureati e' la Germania. La situazione difficile del Paese è testimoniata anche dal calo degli immigrati in Italia: sono 351 mila, 35 mila in meno rispetto all'anno precedente (-9,1%). Il calo delle iscrizioni dall'estero e' dovuto in larga parte al numero di ingressi dei cittadini stranieri, che scende da 354 mila nel 2011 a 321 mila nel Nello stesso anno, si osserva anche una contrazione delle iscrizioni dall'estero dei cittadini italiani (da 31 mila a 29 mila unita'). Tra gli immigrati la comunita' piu' rappresentata e' quella rumena che conta quasi 82 mila ingressi, seguita da quelle cinese (20 mila), marocchina (circa 20 mila) e albanese (14 mila). Rispetto al 2011 calano le iscrizioni di cittadini moldavi (-41%), ucraini (-36%), peruviani (-35%) ed ecuadoriani (-27%). Crescono invece gli ingressi di cittadini africani (+1,2%), di alcune cittadinanze asiatiche e, soprattutto, di quelle comunita' soggette a conflitti bellici nei Paesi di origine (Nigeria, Pakistan, Mali e Costa d'avorio). Nel 2012 si contano 106 mila cancellazioni per l'estero, con un incremento di 24 mila unita' rispetto all'anno precedente. L'aumento delle emigrazioni e' dovuto principalmente ai cittadini italiani, per i quali le cancellazioni passano da 50 mila nel 2011 a 68 mila unita' nel 2012 (+36%). In aumento anche le cancellazioni di cittadini stranieri residenti, da 32 mila a 38 mila unita' (+18%). Il saldo migratorio netto con l'estero e' pari a 245 mila unita' nel 2012, in diminuzione rispetto all'anno precedente (-19,4%). Si tratta del valore piu' basso registrato dal Vincenzo Perrotta Gelatai, idraulici e carpentieri: chi cerca un posto di lavoro deve lanciarsi in questi settori gelaterie e pasticcerie, bar-pasticcerie, e altre attività commerciali e artigianali. In base ai dati, la regione che guida la classifica con il maggior numero di esercizi è la Lombardia con imprese, seguita dal Veneto (1.384) ed Emilia Romagna (1.293). La difficoltà maggiore nella ricerca di queste figure professionali è legata alla mancanza di formazione adeguata. Ma sono diversi i settori dove potrebbe esserci una chance di lavoro. Alcune tra le figure più richieste, rileva uno studio della Manpower, sono quelle specializzate in commercio internazionale e information technology. L'indagine, ha coinvolto circa aziende in 42 Paesi e ha rivelato che oltre il 35% (la percentuale più alta da quando è in atto la recessione) delle imprese a livello globale dichiarano difficoltà a reperire sul mercato figure professionali qualificate soprattutto in ambito commerciale e vendite, ma anche ingegneri e operai. Tutti, però, specializzati. Quindi la formazione professionale rappresenta uno dei principali problemi del Paese. Ma non c'è solo bisogno di una laurea o di una specializzazione tecnologica all'avanguardia per trovare un lavoro ben retribuito. Aziende e imprese artigiane impiegano, in media, 12 mesi per trovare un idraulico da assumere. Ancora più difficile trovare un carpentiere qualificato o un tornitore. Scarseggiano anche i pavimentatori e i copri tetti. Inoltre, soprattutto al Nord, c'è carenza di farmacisti, sviluppatori software, infermieri, progettisti meccanici e metalmeccanici. La classifica dei dipendenti difficile da rintracciare è stata stilata da una ricerca di Unioncamere e ministero del Lavoro attraverso il sistema informativo Excelsior, e dimostra che se scovare un lavoro oggi non è impresa facile, ci sono casi in cui i professionisti in grado di svolgerlo sono addirittura impossibili da individuare. Ma quale è l'ultima frontiera del lavoro. Secondo l'indagine di Kelly Services - leader mondiale nella consulenza per le risorse umane - i social network sono in rapida ascesa quale mezzo per trovare un impiego. Lo studio ha raccolto le risposte di più di persone di 31 Paesi, di cui circa Il 20% delle famiglie ha un reddito totale di euro al mese Meta' delle famiglie italiane vive con meno di euro al mese. E al Sud, soprattutto tra Campania, Calabria e Sicilia, esistono nuclei familiari che riescono a vivere anche con somme inferiori a questo tetto. Ma il dato più eclatante, secondo il supplemento al Bollettino statistico della Banca d'italia sui bilanci delle famiglie, è il consistente aumento della soglia di povertà nel Mezzogiorno. Il 20% delle famiglie ha un reddito netto annuale inferiore a euro (circa euro al mese) mentre la meta' ha un reddito inferiore ai euro (circa euro al mese). L'indagine e' stata effettuata nel primo semestre 2013 su un bacino di 8 mila famiglie, 22 mila persone.le famiglie con capofamiglia laureato, dirigente o imprenditore registrano livelli piu' elevati di ricchezza netta (con valori mediani compresi fra e euro), cosi' come quelle residenti nei comuni con piu' di abitanti (circa euro). Livelli piu' bassi si riscontrano per le famiglie con capofamiglia senza titolo di studio (circa euro), operaio (circa euro) e straniero (2.000 euro). Il centro e il nord sono le due aree geografiche con la ricchezza media piu' alta: rispettivamente e euro contro i circa euro registrate nel mezzogiorno e nelle isole. Bankitalia rileva inoltre che il reddito da lavoro dipendente percepito ammonta a euro nel 2012, in diminuzione dal 2010 (di circa il 2%). Quello da lavoro autonomo, che ammonta a euro, registra una diminuzione piu' marcata (- 9,9% rispetto al 2010). Il reddito da trasferimenti e' invece di euro, in aumento del 3,3%, mentre quello da capitale di euro (-8,2% rispetto al 2010). I dipendenti in media dichiarano di lavorare circa 36 ore settimanali, contro le circa 42 ore per Social media e tecnologia Più del 35% delle imprese a livello globale seleziona i propri dipendenti attraverso la rete: la media scende in Italia dove questo fenomeno è solo all inizio. Marketing, tecnologia e settore finanziario ai primi posti delle opportunità che si trovano scandagliando internet settimana degli indipendenti. Il reddito individuale medio da lavoro (autonomo e dipendente) e' inferiore per le donne ( euro contro i euro degli uomini) e nel Sud e isole ( euro rispetto ai del centro e ai del nord). Infine l'indagine segnala che i laureati percepiscono in media un reddito da lavoro quasi doppio rispetto a quello delle persone prive di titolo di studio ( contro i euro). Problematico il dato analitico sulla povertà registrato da Bankitalia: la soglia è pari al 14,1%, di poco inferiore rispetto al 2010 (14,4%) e 2 punti percentuali superiore al 2008, e risulta maggiore al Sud e nelle Isole oltre che tra gli stranieri (rispettivamente 24,7% e 31%). Dal 1991 comunque tale quota risulta aumentata di circa 5,7 punti percentuali; con punte Differenze Nel Meridione gli stipendi sono mediamente più bassi rispetto alle altre aree del Paese: i casi soprattutto tra le donne più rilevanti fra gli individui fra i 19 e i 34 anni e fra quelli fino a 18 anni (rispettivamente 11,2 e 9,7 punti percentuali), mentre tra i soggetti con oltre 64 anni si registra una diminuzione di 2,8 punti. I giudizi soggettivi espressi dagli intervistati segnalano il diffondersi di condizioni di difficolta' da parte delle famiglie negli ultimi anni. Il 35,8% delle famiglie ritiene infatti che le proprie entrate siano insufficienti ad arrivare alla fine del mese. Il dato, che mostra una netta crescita rispetto al 29,9% di due anni fa e al 24,3% del 2004), si accompagna in parallelo al calo di quelle famiglie che giudicano le proprie entrate sufficienti a coprire le spese (dal 37,1 del 2004 al 39 del 2010 e al 32,3 del 2012). V. P in Italia e mostra gli effetti dei diversi fattori sul mondo del lavoro attuale, tra cui le differenze geografiche e la responsabilizzazione dei dipendenti, con un particolare focus sui gruppi generazionali. Nel dettaglio, l'ultimo capitolo del Kelly Global Workforce Index 2013 analizza l'impatto dei social media sulla scelta del lavoro, sulla carriera e sul recruitment in generale. I lavoratori, oggi, sono più "social" e connessi e vogliono avere accesso a tecnologie e piattaforme che consentano loro di condividere l'aspetto lavorativo (e non solo) della propria vita con una platea sempre più ampia. I risultati dell'indagine mostrano una vera e propria rivoluzione: i social network sono uno strumento indispensabile per cercare lavoro e condividere opinioni ed esperienze lavorative con altri utenti, rappresentando anche un preziosissimo aiuto per i recruiter. Hanno reso, infatti, estremamente semplice lo scambio di informazioni sulle opportunità occupazionali. Senza contare che la possibilità di attingere ai social media espande enormemente il bacino dei possibili candidati. In Italia, più di un terzo degli intervistati (35%) ha dichiarato di aver ricevuto una proposta di lavoro attraverso i social media (il 7 % è stato poi assunto). Questi dati sono notevolmente inferiori rispetto a quelli registrati in altre regioni Emea, come Germania e Polonia (55%), Irlanda (52%) e Portogallo (44%). Tra i lavoratori che vengono contattati attraverso i social, la maggiore incidenza si registra tra coloro che hanno competenze in settori quali Marketing (67%), Ingegneria (59%), Information Technology (54%) Vendite(52%) e Finanza (50%). La situazione in Italia è molto simile, con i lavoratori del settore Marketing in testa (52%); seguono Vendite (49%), Tecnologia (45%), Finanza (41%) e Ingegneria (38%). La diffusione dei social media fa crescere anche la necessità, per i lavoratori, di essere sempre connessi grazie ad apparecchiature quali laptop, tablet e smartphone. Dall'indagine emerge che i dipendenti ritengono legittimo poter utilizzare tali dispositivi anche sul luogo di lavoro e, nel caso in cui il datore di lavoro metta loro a disposizione dispositivi aziendali, considerano generalmente normale utilizzarli anche per scopi non direttamente connessi all'attività lavorativa. Questa opportunità gioca un ruolo sempre più importante tra i criteri di valutazione presi in esame per scegliere un datore di lavoro piuttosto che un altro. Vi. Pe.

5 Corriere del Mezzogiorno Lunedì 3 Febbraio

6 6 Lunedì 3 Febbraio 2014 Corriere del Mezzogiorno

7 Corriere del Mezzogiorno Lunedì 3 Febbraio A questo settore dovrebbe essere garantita una spesa di due miliardi e ottocentomila euro: il 60,97% della disponibilità Fsr Grandi progetti, ecco i fondi Nove già beneficiano di stanziamenti europei, altri dieci in fase di lancio Metropolitana Napoli Completamento della linea 1 Soldi, tanti soldi per cercare di introdurre nuova linfa finanziaria nel tessuto economico della Campania e, soprattutto, rilanciare il territorio con grandi opere infrastrutturali. Dalla riqualificazione del fiume Sarno allo sviluppo della banda larga, dalla metropolitana di Napoli alla valorizzazione del centro storico del capoluogo partenopeo: in totale sono nove i grandi progetti della Regione Campania che contano sui fondi europei, mentre dieci risultano ancora al palo, in attesa di approvazione. Nel complesso, ai grandi progetti dovrebbe andare il 60,97% del pacchetto del fondo di sviluppo regionale , con un totale di spesa di quasi due miliardi e ottocento milioni di euro. Agli altri progetti è destinata invece una fetta di quasi un miliardo e 786 milioni di euro. Una somma importante, questa, che in maniera considerevole garantirebbe anche un risvolto occupazionale oltre che un sostanziale sviluppo di alcune aree della Campania. Secondo gli ultimi dati disponibili, il progetto ap- minimizzazione degli impatti ambientali, il superamento delle emergenze. Completata la verifica, si procederà immediatamente al via libera alle opere. La suddivisione territoriale dei progetti presentati vede il 18% dei programmi su Napoli, il 25% su Salerno che è la provincia con la maggiore quantità di ipotesi proposte, Caserta al 20%, Benevento che si attesta al 23% e Avellino al 14%. Le priorità dell'intervento sono: massimizzazione del contributo al raggiungimento tra e abitanti del target degli indicatori di risultato; raggiungimento degli obiettivi di servizio; sostenibilità dei tempi di attuazione; minimizzazione dei potenziali impatti ambientali; superamento delle emergenze; progettazione esecutiva, progetti inclusi nella legge regionale 1/2009 e progetti presentati dai Comuni in forma associata. Ma ci sono altre, ingenti, risorse che potrebbero essere immesse sul mercato dagli enti locali. Ma che restano bloccate a causa del patto di stabilità interno. La quota ammonta a 482 milioni di euro (il 9,7% del totale disponibile a livello nazionale). Lo rileva Fiume Sarno Riqualificazione ambientale Centro storico Napoli Mostra d Oltremare Recupero e riqualificazione Polo fieristico Napoli Est Litorale salernitano Area urbana provato più importante per il periodo di programmazione appena concluso è quello del completamento della metropolitana di Napoli (oltre 671 milioni di euro per la linea 1, con la tratta Dante/Municipio Garibaldi/ Centro direzionale), seguito dalla riqualificazione urbana dell'area portuale di Napoli est (quasi 207 milioni) e dal completamento della linea 6 della metropolitana (oltre 173 milioni). Altri dieci grandi progetti sono stati dichiarati ricevibili e risultano in fase di approvazione. Fra questi il completamento di riqualificazione e recupero del fiume Sarno (200 milioni), la banda larga e lo sviluppo digitale in Campania (122 milioni) e il polo fieristico regionale Mostra d'oltremare (83 milioni). Sono duemila, invece, per una spesa di oltre 4 miliardi di euro, i progetti presentati alla Regione nell'ambito del bando per l' accelerazione della spesa dei fondi strutturali. I soggetti presentatori sono circa seicento: i Comuni della Campania, le Fondazioni partecipate dagli enti pubblici, gli enti morali vigilati dallo Stato. I progetti riguardano i seguenti ambiti di intervento: ambiente, lavori pubblici, protezione civile, sostegno al tessuto produttivo, sviluppo urbano, efficientamento energetico, trasporti sostenibili, porti regionali minori. Nello specifico, gli interventi previsti interessano la difesa del suolo per il 37%, la ricerca e lo sviluppo per il 37%, lo sviluppo urbano per il 9%, l'ambiente per il 9% e i trasporti e la viabilità per l'8%. Si tratta di interventi che devono essere realizzati entro il 2015, al fine di poter certificare la spesa nei termini previsti dai regolamenti comunitari. Un gruppo di lavoro dell'autorità di gestione del Fesr procederà alla verifica dell'ammissibilità sulla base dei criteri di selezione individuati dai regolamenti comunitari, come il raggiungimento degli obiettivi di servizio, la sostenibilità dei tempi di attuazione, la un'analisi del Centro Studi dell'ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) di Salerno che evidenzia che si tratta della somma più alta tra le regioni dell'obiettivo Convergenza. Subito dopo la Campania si collocano la Sicilia (302 milioni di euro, 6,1% del totale nazionale); la Puglia (261 milioni, 5,3%) e la Calabria (91 milioni, 1,8%). Complessivamente le risorse ferme nelle casse degli enti locali di tutte e quattro le regioni si attestano a 1 miliardo e 136 milioni di euro, pari al 22,9% del totale delle risorse a livello nazionale (4 miliardi e 950 milioni di euro). L'Assocostruttori di Salerno evidenzia la dimensione finanziaria del problema relativo ai ritardati pagamenti delle pubbliche amministrazioni il cui debito complessivo nei confronti delle imprese edili che operano nell'ambito dei lavori pubblici, su tutto il territorio nazionale, è di circa 19 miliardi di euro; di questi a novembre 2013 risultavano pagati 6,5 miliardi (34%). A questi bisogna aggiungere altri 1,5 miliardi di euro (8%) stanziati ma non ancora pagati, per un totale di debito residuo di 11 miliardi di euro (58%). Il patto di stabilità interno è considerato - secondo l'indagine effettuata dall'ance su tutto il territorio nazionale - la principale causa di ritardato pagamento dei crediti vantati dalle imprese nel settore dei lavori pubblici. L'allungamento dei tempi è determinato, inoltre, da una generale inefficienza della pubblica amministrazione e dalle difficili condizioni finanziarie degli enti prevalentemente in considerazione del mancato trasferimento dei fondi da parte di altre amministrazioni o della carenza di risorse di cassa. I freni della burocrazia, ancora una volta, rischiano di danneggiare un Mezzogiorno che già ha innumerevoli problemi da risolvere. Lucio De Martino Ripascimento costiero

8 8 Lunedì 3 Febbraio 2014 Corriere del Mezzogiorno Corriere del Mezzogiorno Lunedì 3 Febbraio Decremento anche per le residenze di pregio. In provincia il mercato regge soltanto a Capri Casa, il valore in calo Resta il problema della disponibilità economica per i consumatori che scende nel Mezzogiorno Aziende, sale la fiducia 5,4 96 La percentuale di riduzione del valore degli immobili di pregio nella zona di Chiaia: un dato significativo di come il mercato degli appartamenti abbia subito un brusco freno e un crollo dei valori dei beni in vendita Napoli, giù le quotazioni degli immobili in vendita La crisi del mercato immobiliare a Napoli colpisce tutte le aree anche quelle di pregio come Chiaia (meno 5,4 per cento) e Posillipo (meno 4,7%) per i valori delle vendite nel comparto residenziale secondo i dati diffusi dalla Borsa Immobiliare Napoli (Bin) della Camera di Commercio e relativi al Il calo più evidente si rileva nei quartieri periferici e degradati come Piscinola (meno 10,8) ma anche in altre zone come Stella (-8,1) e Pendino (-7,5 per cento). Più virtuosi Vomero +0,3%, Arenella -1,8%, Fuorigrotta -2,3%. La fascia di abitazioni più venduta è quella i cui valori non superano i euro. La tipologia preferita è quella dei tre vani, con doppi accessori e cucina abitabile. Aumentano i tempi di scambio (ovvero i tempi occorrenti alla vendita) tra i quattro e gli otto mesi. Per le locazioni vi sono valori in ribasso del 3% in media su tutte le municipalità, con decrementi significativi che seguono di pari passo quelle delle vendite, per i quartieri Stella -8,5%, Ponticelli -10%, Piscinola -13,8%. Anche qui si determina un maggior decremento dei valori degli immobili nei quartieri periferici della città di Napoli. Per le vendite di box auto si registrano valori in decremento del 3,9% in media su tutte le municipalità. Anche per quanto riguarda la provincia si assiste ad un calo generalizzato. Nell'area flegrea i valori degli immobili residenziali mostrano riduzioni fino al 6%, sia per quanto concerne le compravendite che le locazioni. Nell'isola d'ischia c'è una riduzione media del 5% che caratterizza tutti i comuni. A Capri il mercato immobiliare presenta valori invariati: l'offerta è in leggero aumento, la domanda in leggera flessione, perchè in attesa degli sviluppi del mercato. Anche il comune di Anacapri evidenzia valori di mercato pressochè fermi rispetto al precedente anno. Nell'area Giuglianese i valori degli immobili residenziali mostrano variazioni medie del -6%, rispetto all'anno precedente, in netto calo la richiesta di immobili commerciali che mostrano riduzioni fino al 20%. Infine per la Penisola Sorrentina si evidenziano lievi riduzioni dei valori di tutte le tipologie. La domanda è stabile, ma le aspettative dei proprietari sono ancora alte rispetto alle disponibilità dei potenziali acquirenti. Insomma, aspettando che la crisi passi e si registrino tempi migliori, anche il mattone - storicamente uno dei beni rifugio - fa registrare un momento di flessione. Luca Marino Istat, a gennaio sale il clima di speranza delle imprese Sale il clima di fiducia delle imprese e dei consumatori, ma crolla la disponibilità economica. E' il dato che emerge dalla rilevazione dell'istat su gennaio L'andamento dell'indice complessivo rispecchia un miglioramento significativo della fiducia delle imprese del settore dei servizi di mercato e di quelle del commercio al dettaglio,in diminuzione la fiducia delle imprese manifatturiere e delle imprese di costruzione. Il clima di fiducia aumenta nel Nord-ovest da 77,8 a 91,2, al Centro da 81,0 a 95,1 e nel Mezzogiorno da 81,6 a 96,7; diminuisce, invece, nel Nord-est da 74,9 a 69,9. Migliorano le attese di produzione ma si registra un peggioramento per i beni di consumo (da 98,8 a 97,2) e per i beni intermedi (da 101,0 a 98,4). L'indice del clima di fiducia delle imprese di costruzione scende da 82,2 di dicembre a 76,5. Ed è proprio questo il settore maggiormente in difficoltà nel Paese. Basti pensare che l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è diminuito, negli ultimi mesi, del 2,6%. Nella media del trimestre settembre-novembre l'indice ha registrato una flessione del 3,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Nella media dei primi undici mesi dell'anno scorso la produzione nelle costruzioni è scesa dell'11,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A novembre 2013 l'indice grezzo ha segnato un calo tendenziale del 14,0% rispetto allo stesso mese del Nel commercio al dettaglio, l'indice del clima di fiducia aumenta, passando da 90,7 di dicembre a 93,5. L'indice aumenta sia nella grande distribuzione (da 92,2 a 92,8), sia in quella tradizionale (da 90,7 a 94,8). Tra i consumatori, invece, con la crescita del clima di fiducia crolla, soprattutto nel Mezzogiorno del Paese, la componente economica disponibile per le spese. E questo è il principale danno arrecato al circuito economico e produttivo del Sud, Infatti, tra Campania e Mezzogiorno, il clima di fiducia aumenta da 95,4 a 96,4. La componente economica diminuisce da 90,9 a 88,2. Riguardo alla situazione economica del Paese si rileva un peggioramento lieve dei giudizi sulle condizioni attuali (il saldo passa da -129 a -130) e un deterioramento significativo delle aspettative (da -18 a -26). Restano stabili i pareri sull'andamento futuro della disoccupazione (67 il saldo). I giudizi e le attese sulla situazione economica della famiglia migliorano: i saldi si modificano rispettivamente da -66 a -58 e da -19 a -14. Il saldo dei giudizi sul bilancio familiare aumenta da -24 a -18. Le opinioni sull'opportunità attuale di risparmio sono stazionarie (132 il saldo), mentre diminuiscono i pareri favorevoli sulle possibilità future, da -58 a - 60 il relativo saldo. Le valutazioni sull'opportunità di acquisto di beni durevoli mostrano un miglioramento, con il saldo che passa a -78 da -91. Lu.Ma. L incide di fiducia delle imprese a gennaio 2014 secondo il rilevamento dell Istat: il dato è aumentato rispetto allo scorso anno mentre è in calo la dotazione economica delle aziende e dei consumatori Sicuro, Affidabile, Rapido Eco-sostenibile. Numero Verde terraccianogroup.it Interporto di Nola Lotto A Civ BA2

9 10 Lunedì 3 Febbraio 2014 Corriere del Mezzogiorno La partnership sottoscritta dai presidente Cassandra e Gasparato. Sostegno dell ente che riunisce le aree industriali italiane Asi, accordo Salerno-Verona Consorzio Zai trasferisce il sistema di buone pratiche adottato in Veneto La partnership Anche il sindaco di Verona Flavio Tosi ha plaudito all accordo tra i distretti industriali delle due città che si è concretizzato con la firma di un protocollo d intesa tra i due presidenti nel corso di una riunione tenutasi a Salerno. Adesso partirà anche la prima missione per stabilire le procedure da adottare e i primi sviluppi Esportare in Campania, e più in generale nel Mezzogiorno, l esperienza gestionale e le "buone pratiche" sviluppate dal Consorzio Zai di Verona nel campo della logistica. Questo, in estrema sintesi, il contenuto del gemellaggio stipulato tra il consorzio Asi di Salerno ed il consorzio Zai di Verona. Un intesa siglata dai presidenti dei due enti, Gianluigi Cassandra e Matteo Gasparato rispettivamente, nello scorso mese di dicembre. Intesa che in questi giorni si punta ad estendere anche al Politecnico di Milano, ente chiamato a fornire una piattaforma tecnologica destinata a supportare l azione di trasferimento dei tre modelli oggetto del protocollo stipulato tra Asi e Zai. In un prossimo futuro, poi, probabile il coinvolgimento di Ficei, l ente che riunisce tutti i consorzi di sviluppo industriale italiani, per la promozione e la comunicazione dei risultati raggiunti da Asi e Zai. Anche di qui, dunque, si evince il valore "sperimentale" dell intesa siglata dai consorzi di Salerno e Verona. Il gemellaggio nasce sotto l egida del ministero per lo Sviluppo Economico, che ha patrocinato l accordo garantendo la necessaria copertura economica per la concreta attuazione del protocollo d intesa. Un accordo destinato a rafforzare il ruolo del consorzio Asi di Salerno quale agenzia di sviluppo del territorio, in linea con il nuovo profilo dei consorzi di sviluppo industriale disegnato dalla legge recentemente approvata dal consiglio regionale della Campania. Al centro dell intesa, come detto, le buone pratiche sviluppate dal consorzio Zai in materia di sviluppo immobiliare logistico intermodale di una determinata area, in questo caso quelle di futura urbanizzazione da parte dell Asi. Oggetto di trasferimento sarà, in particolare, il know how sviluppato da Zai Verona in materia di progettazione di aree destinate alla logistica, infrastrutturazione e commercializzazione delle stesse. A portare il consorzio Asi di Salerno ad individuare un partner nell omologo ente veneto i risultati raggiunti in questi anni dall interporto Quadrante Europa, struttura gestita dal consorzio Zai. Nel corso dell ultimo ventennio le aree dell Interporto Quadrante Europa sono passate da un milione 2,5 milioni di metri quadrati. Su queste aree sono oggi localizzati cento operatori logistici con oltre 10mila addetti, tra diretti ed indiretti, che fanno dell Interporto Quadrante Europa di Verona il primo interporto europeo. Un modello di sviluppo industriale che, con le dovute proporzioni, il consorzio Asi punta a riprodurre sul territorio salernitano, consapevole del ruolo strategico che la logistica ed i servizi ad essa connessi hanno assunto nei processi di crescita e rafforzamento del sistema produttivo. Obiettivo primario è quello di dotare le aree industriali salernitane gestite dal consorzio Asi di tutte le infrastrutture necessarie alla crescita della logistica al servizio delle imprese, così da rendere le aree stesse maggiormente attrattive nei confronti delle imprese provenienti da altre province e regioni e, nel contempo, più competitive sui mercati nazionale ed internazionale le imprese già insediate. Realizzare un sistema, una rete di contatti e di servizi, che possa facilitare gli investimenti nell area salernitana in un momento che resta comunque complicato vista la crisi che sta attanagliando il Paese e soprattutto il Mezzogiorno. Un traguardo che si inserisce in maniera organica nel processo evolutivo del contesto produttivo salernitano e consiste nel trasferimento del modello di sviluppo immobiliare logistico della realtà veneta a quella salernitana, al fine di aumentarne il vantaggio competitivo di quest ultima nelle catene logistiche nazionali, nonché di incrementarne il valore aggiunto che è possibile trasferire al territorio circostante. In particolare, si potranno creare le condizioni di sviluppo immobiliare affinché nuove aziende possano insediarsi e localizzarsi nell area Asi, gestendo nuove attività, servizi innovativi e determinando occupazione e sviluppo economico. Peraltro l area industriale di Salerno è una delle più attrattive in Campania per la facilità di soluzioni nei collegamenti. Carlo Faggioni Ottenuto dalle 150mila tonnellate di carta straccia raccolte e spedite al macero Un packaging «eco-sostenibile» Imballaggi a chilometri zero: sarà 100% Campania Sviluppo Eccellenze Campane, successo di presenze: 60mila persone molto soddisfatti dei risultati ottenuti nelle prime due settimane di apertura. La risposta del- «Siamo la città è stata entusiasmante, proprio in linea con le nostre previsioni. Oltre 60mila persone sono entrate nella nostra struttura, hanno fatto visita ai nostri negozi, acquistato le eccellenze agroalimentari della nostra regione». Le parole di Paolo Scudieri, presidente del Gruppo Adler, disegnano alla perfezione il successo di un progetto che in poco più di due settimane ha già fatto segnare numeri da record. Parliamo naturalmente di Eccellenze Campane, duemila metri quadrati progettati e allestiti dall architetto Arturo Carleo con il preciso scopo di valorizzare le eccellenze agroalimentari regionali. Otto aree di produzione: panificio, birrificio, pastificio, caseificio, torrefazione, pasticceria, cioccolateria e gelateria per 520 posti a sedere e ben 103 nuovi posti di lavoro. Il che non è proprio un dato marginale vista la difficile congiuntura economica. Si punta dunque sull eccellenza e sul giusto rapporto qualità prezzo, non è un caso che in appena 15 giorni siano stati battuti 18mila scontrini, tra acquisti e pranzi nei vari ristoranti della struttura. Obiettivo? «Fare sempre più e meglio - sottolinea Scudieri - per offrire ai clienti un servizio di prim ordine, come previsto dalla filosofia alla base di Eccellenze Campane». Nei progetti del gruppo c è poi quello connotare la struttura come luogo di aggregazione. Anzi di consolidare questa vocazione, visto che già oggi è così. L idea è quella di fare dell Aula Magna il perno delle attività principali. «In questo modo - prosegue il presidente del Gruppo Scudieri - sarà possibile accelerare il processo di riqualificazione dell area complessa in cui abbiamo scelto di esser presenti proprio per contribuire a risollevare una zona di importanza strategica per la città. Già in quindici giorni, via Brin ha cambiato aspetto e chi la conosceva prima può constatarlo passando di qui in una giornata come tante. E più pulita, più sicura, ritornata parte della città». Tutto questo puntando, produzione, vendita e consumo di prodotti gastronomici di primissima scelta, a dimostrazione che la qualità paga. Insomma, un progetto di ampio respiro con il quale Eccellenze Campane si propone di diventare centro di attrazione in cui elementi quali qualità, tipicità, cultura e tradizione si coniugano con i concetti di sostenibilità, accessibilità, economicità. Raffaele Nespoli Patto 56cube e Campania innovazione Accordo di collaborazione tra Campania Innovazione, agenzia regionale per la promozione della ricerca e dell'innovazione, e "56CUBE", incubatore di startup innovative digitali. L'intesa «mira a rilevare le esigenze, i fabbisogni e le richieste delle imprese campane, dei giovani imprenditori, startupper, professionisti, talenti e creatori, in termini di politiche regionali, misure e iniziative per lo scouting di idee tecnologiche, e il sostegno finanziario e formativo per nuove attività imprenditoriali digitali. Con tale accordo, l'incubatore di Salerno aderisce alla costituenda Rete regionale degli incubatori, coordinata da Campania Innovazione, per mettere a sistema esperienze, know how e competenze specifiche di tutte quelle realtà, private e pubbliche, che si occupano di supporto alla creazione di impresa, provvedendo al sostegno e all'erogazione di servizi innovativi». Tutti lo chiamano packaging, ma altro non è che l imballaggio necessario a ogni tipo di prodotto per essere commercializzato e distribuito. Eppure nonostante l inglese il packaging 100% Campania promette di essere un imballaggio a chilometro zero, fatto interamente in regione, da aziende locali che utilizzano materiali locali. Non c è Terra dei fuochi che tenga, l economia del post millennio è sempre più ecologica. Così tra una corsa al riciclo e alla differenziata e la possibilità di fare business è nata una vera e propria rete d impresa. La prima dedicata al packaging sostenibile. Le aziende che hanno costituto questa rete (discendente di quello che un tempo si sarebbe chiamato consorzio) sono tutte campane operanti nella filiera del riciclo e della lavorazione delle materie derivate dalla raccolta differenziata locale. Queste aziende (Carteria Partenope, Cartesar, A.Sada &Figli, Sada Packaging, Sabox, Formaperta, Greener Italia) insieme rappresentano circa 250 milioni di fatturato con oltre 300 dipendenti. Un modello di business, vantaggioso soprattutto per le aziende che hanno costituito la rete d impresa il cui scopo è diffondere l idea che la sostenibilità ambientale è una delle maggiori leve competitive del mercato attuale. Così è nato il packaging 100% Campania: "Innovativo, sostenibile e certificato. Realizzato secondo un ciclo Confezioni Sono «green» e sostenibili gli imballaggi realizzati in Campania con la carta straccia raccolta e poi mandata al macero di produzione e distribuzione locale che parte dal macero". E non è poco. In Campania, infatti, ogni anno sono raccolte 150mila tonnellate di macero di carta. Carta straccia? No. Una materia "prima" con infinite possibilità di trasformazione e altrettanto infiniti introiti. Una delle possibilità è proprio il packaging sostenibile. Riciclato e riciclabile e completamente campano. Basti pensare che una delle campagne più diffuse degli ambientalisti Greenpeace è proprio quella contro i packaging "poco ecologici". Campagna che sta spingendo anche le più grandi multinazionali ad adeguarsi. Così la rete 100%Campania ha pensato di offrire ai propri clienti industriali la possibilità di precorrere i tempi, utilizzando il proprio stesso macero per produrre il loro packaging. Un ciclo chiuso che riduce al minimo gli scarti, le emissioni e lo sfruttamento delle risorse naturali. Per fare ciò, e per diffondere questo nuovo modo di pensare all imballaggio è già in via di organizzazione il primo salone del Packaging Sostenibile che si terrà alla Mostra D Oltremare dal 27 al 29 marzo 2013: una serie di workshop e di conferenze per far capire agli industriali campani quanto sia "conveniente" la sostenibilità e guardare con un occhio "green" al proprio business. P. C.

10 Corriere del Mezzogiorno Lunedì 3 Febbraio All IGEA SANT ANTIMO la nuovissima PET-TC: la prima installata in italia Il Centro medico Igea Sant Antimo, in 18 anni di vita, ha investito molto in innovazione tecnologica, diventando tra i primi in Italia quanto a modernità di macchinari e dotazioni diagnostiche. A questo si aggiungono diverse peculiarità: un equipe di ottimo profilo medico-scientifico, cura ed accoglienza del paziente, formazione continua del personale ed un ambiente sereno e tranquillo in cui l utente si sente proiettato in una realtà efficiente dove al centro ruotano i suoi bisogni. L ultima rivoluzione riguarda la Medicina Nucleare. È stato attivato un Reparto di ultima generazione per un perfetto controllo della radioattività che mette il paziente nella massima sicurezza ed a proprio agio in un ambiente estremamente confortevole. È stata installata, per la prima volta in Italia presso il Centro Igea Sant Antimo, una Pet-Tc d avanguardia a bassissima dose di radiazioni e di elevata accuratezza diagnostica. Si tratta di un sistema in grado di produrre immagini ad alta definizione per esami total-body, le cui caratteristiche e campi di applicazione saranno illustrati dalla dottoressa Sannino, Direttore responsabile della Medicina Nucleare. PET-TC D AVANGUARDIA: le caratteristiche «La Pet-Tc - spiega la dottoressa Sannino - è una metodica diagnostica non invasiva di medicina nucleare molto utile in diversi ambiti medici, quali l oncologia, la neurologia, la cardiologia. Caratteristica fondamentale della Pet è quella di fornire immagini dettagliate e precise del metabolismo degli organi e dei tessuti del corpo umano, seguendo il comportamento di alcune molecole. Il suo funzionamento è legato all introduzione di un radiofarmaco (simile allo zucchero, leggermente radioattivo, ma non dannoso per la salute) per via endovenosa. Un sistema, dunque, che associa i vantaggi della Pet, ai vantaggi di una Tac a 64 strati con la tecnologia Tof per produrre immagini ad altissima definizione per esami total-body in meno di 15 minuti. Quando è necessario sottoporsi a Pet-Tc? L esecuzione di un esame Pet-Tc è indicata in diversi campi d applicazione, in particolare è utile per: eseguire una diagnosi precoce dei tumori; valutare la diffusione di un tumore; valutare l efficacia di una terapia oncologica; monitorare l eventuale ricomparsa di un tumore dopo la cura; valutare i benefici di un eventuale operazione chirurgica per pazienti affetti da malattia coronarica o disfunzioni ventricolari; eseguire la diagnosi delle demenze e dell Alzheimer; Come prepararsi all esame? Coloro che devono sottoporsi alla Pet-Tac devono osservare alcune indicazioni, in particolare è necessario presentarsi a digiuno da almeno 6 ore. Qual è la procedura d esecuzione della Pet-Tc? Il paziente viene fatto accomodare in sala somministrazione Pet, previo controllo del peso e della glicemia. Una volta eseguita l iniezione, il paziente dovrà attendere circa 45 minuti affinché il farmaco si distribuisca nei tessuti. Dopo aver urinato, posizionato il paziente sul lettino, inizia l esame che richiede meno di 15 minuti. Dopo la verifica della corretta esecuzione dell esame, il paziente potrà tornare a casa. A che dose di radiazioni si sottopone il paziente? Con la Pet-Tc installata presso il Centro Igea S. Antimo si ottiene una riduzione drastica della quota di irradiazione assorbita dal paziente (quasi del 50%) rispetto alle apparecchiature di vecchia generazione, grazie all estrema velocità di realizzazione degli esami (alcuni secondi), che permette di studiare anche pazienti critici non collaboranti. Controindicazioni Non è possibile sottoporsi a Pet-Tc in caso di gravidanza ed allattamento. Il centro Igea di Sant Antimo dispone di una struttura di Medicina Nucleare in grado di erogare esami scintigrafici e PET-TC, in un reparto di ultima generazione, in cui si fondono ambienti confortevoli e la massima sicurezza per il paziente, grazie al perfetto controllo della radioattività. Il centro dispone di due tomografi SPET di ultima generazione che consentono l effettuazione di tutti gli esami scintigrafici, sia con tecnica planare che tomografica, con elevata risoluzione ed in breve tempo, così da garantire elevata qualità ma in modo confortevole per il paziente. Tutti gli ambienti sono inoltre singolarmente climatizzati, e garantiscono pienamente il rispetto della privacy con numerosi spogliatoi e servizi igienici, differenziati per tipologia di prestazioni. Il reparto è stato progettato per rispondere a tutte le rigorose normative europee ed italiane per la preparazione dei medicinali, con numerosi controlli di qualità giornalieri che permettono il controllo di ogni singolo passaggio del processo diagnostico. Inoltre è previsto un preciso sistema di monitoraggio ambientale delle radiazioni, per assicurare al paziente ed al personale la massima sicurezza. I medesimi presupposti tecnici sono alla base anche della nuovissima PET-TC, che integra il meglio della tecnologia PET in termini di risoluzione (circa 2 millimetri) ad una TC a 64 strati, per migliorare la velocità di scansione e ridurre la dose di esposizione. Presso il centro Igea infatti si possono effettuare numerosi tipi di PET-TC anche con l impiego di mezzo di contrasto, per fornire al paziente il meglio delle prestazioni diagnostiche, in una sola volta ed in un solo esame. COS È U SCINTIGRAFIA? La scintigrafia è un esame diagnostico in cui si impiega un radiofarmaco per ottenere delle immagini di un organo o di un distretto corporeo. Il radiofarmaco è una molecola radioattiva somministrata per via endovenosa al paziente, e che progressivamente si concentra nei tessuti e nelle cellule in base al loro funzionamento. In questo modo le cellule ed i tessuti malati possono essere riconosciuti indipendentemente da quanto sia estesa la patologia. Chiaramente non tutte le malattie possono essere diagnosticate con la scintigrafia, ed in molti casi la diagnosi finale necessita comunque dell integrazione di altre metodiche diagnostiche come la Radiografia, la TC o la RM. Attualmente presso la nostra struttura è possibile effettuare quasi tutti i tipi di scintigrafia ed in particolare quelle per lo studio dello scheletro (scintigrafia ossea total body, trifasica e SPET), del cuore (scintigrafia miocardica di perfusione con calcolo della FE, angiocardioscintigrafia), dei reni (scintigrafia renale dinamica con e senza diuretico, scintigrafia renale statica, etc), del cervello (SPET cerebrale di perfusione), della tiroide e delle paratiroidi, la scintigrafia con indicatori positivi, la scintigrafia delle ghiandole salivari e la ricerca di diverticolo di Meckel. COME SI SVOLGE L ESAME? Il paziente presso la nostra struttura, dopo aver effettuato l accettazione è condotto presso I U.O. Di Medicina Nucleare, dove si effettua una visita medica preliminare, durante la quale si accerta l appropriatezza delle prescrizione. Il medico nucleare verifica preliminarmente che non sussistano controindicazioni all effettuazione dell esame (gravidanza ed allattamento), e spiega al paziente le modalità di svolgimento dell esame, nonchè la sua durata. Il medico informa infine il paziente delle norme cui attenersi durante il giorno dell esame, al fine di minimizzare l esposizione involontaria alla popolazione. A tal fine è opportuno ricordare che per le 24 ore successive all effettuazione dell esame, è consigliabile evitare il contatto con donne in gravidanza o con bambini piccoli, così come in ambienti affollati è opportuno mantenere una distanza superiore a 2 metri. A seguito di questa visita medica, si procede alla somministrazione endovenosa del radiofarmaco, che non comporta reazioni awerse ed allergie. Dopo la somministrazione in funzione del tipo di scintigrafia, il paziente attende in sala di attesa calda prima di essere sottoposto all esame scintigrafico vero e proprio. In questo locale, diversificato da quelli per i pazienti sottoposti a PET, è presente un wc, i cui reflui sono controllati e monitorati prima di essere dismessi in rete fognaria. Nelle due sale diagnostiche dell Igea, i pazienti possono depositare eventuali oggetti metallici in un apposito locale spogliatoio, anche se nelle maggioranza dei casi è possibile effettuare l esame con i propri indumenti. É sempre garantito durante l esame un buon comfort anche per i pazienti claustrofobici, per la notevole apertura che le nostre macchine consentono. Gli esami scintigrafici possono durare da un minimo di 30 minuti come nel caso della scintigrafia tiroidea semplice, sino ad un massimo di 3 ore come nel caso della scintigrafia miocardica di perfusione dopo sforzo e dopo stimolo. Di seguito sono riportati i tempi medi per l esecuzione tecnica dei principali esami scintigrafici: Scintigrafia Ttroidea: 30 minuti Scintigrafia Ossea: 2 ore Scintigrafia Renale sequenziale: 60 minuti SPET Cerebrale di perfusione: 60 minuti SPET miocardica di perfusione a riposo e dopo sforzo (gated-spet): 3 ore Scintigrafia delle Parati roidi: minuti Scintigrafia delle ghiandole salivari : 30 minuti Presso il centro Igea inoltre i referti delle scintigrafie sono consegnati entro 2 ore dal termine degli esami, corredati di iconografia su lastre o pellicole, e su CD dove richiesto. COS È LAPET-TC? La PET-TC è una metodica diagnostica non invasiva di medicina nucleare, molto utile in diverse condizioni patologiche come l oncologia, la neurologia e la cardiologia. Con la PET-TC è possibile ottenere immagini ad elevatissima risoluzione spaziale che rappresentano la distribuzione del metabolismo glucidico nei tessuti. Questa metodica è particolarmente utile in oncologia perchè le cellule tumorali consumano più glucosio delle cellule normali, e pertanto la PET può identificare numerose neoplasie con grande precisione. Allo stesso modo anche a livello dell encefalo, l organo nobile che impiega solo glucosio per la sua energia, il glucosio marcato impiegato per la PET consente di fare diagnosi di molti tipi dì demenza come ad esempio l Alzheimer. COME SI SVOLGE L ESAME Per effettuare la PET-TC non è richiesta una preparazione specifica, ma è sufficiente il digiuno da almeno 6 ore. Pertanto anche piccole quantità di alimenti devono essere evitate prima dell esecuzione (caramelle, chewing-gum, caffè, succhi etc). Nei casi in cui è prevista l effettuazione di una PET-TC con contemporanea somministrazione di mezzo di contrasto radiologico iodato, è necessario effettuare gli accertamenti diagnostici preliminari uguali a quelli normalmente previsti per la TC. Egualmente è necessaria, solo in caso di PET-TC con mdc, la preparazione desensibilizzante per i pazienti allergici. Come per gli esami scintigrafici, il primo step è la visita medico-nucleare per determinare l indicazione e la correttezza della prescrizione. Il medico si accerterà inoltre che non sussistano controindicazioni (gravidanza ed allattamento). È inoltre effettuata il dosaggio della glicemia, i cui valori devono risultare inferiori a 200 mg/dl. Per i pazienti diabetici e che effettuano insulina, è preferibile concordare con il personale medico la tempistica di esecuzione prima della prenotazione dell esame. Il paziente è inoltre preliminarmente informato sugli eventuali rischi connessi alla procedura. Successivamente si procede alla somministrazione dello zucchero radiomarcato (FDG), almeno minuti prima dell esecuzione dell esame PET. In questa attesa il paziente è invitato a bere, e quindi è opportuno fornirsi di una bottiglia di acqua da 1 litro. Tale fase si svolge in una delle due sale d attesa calda PET specificatamente attrezzate. l esame PET-TC è condotto presso la nostra struttura dal vertice sino alla radice degli arti inferiori, ed dove opportuno sino alla pianta dei piedi. L esame è inoltre integrato dallo studio ad alta qualità dell encefalo. Nel caso in cui sia richiesto l impiego del m.d.c. lodato, esso è effettuato al termine della scansione PET, senza riposizionare il paziente, al fine di garantire una perfetta registrazione delle immagini. Qualora necessario (noduli polmonari dei campi inferiori, o per la pianificazione della radioterapia) è possibile effettuare lo studio sincronizzato con la respirazione (metodica di gating respiratorio). Completato l esame il paziente rimane all interno del reparto in attesa della verifica qualitativa dell esame. Al termine il paziente esce seguendo un percorso diverso da quello di ingresso. Gli esami PET-TC sono refertati da un radiologo ed un medico nucleare, entro ore dall effettuazione dell esame. Il referto è corredato di iconografia su lastra esucd. La dose somministrata al paziente durante l esame con la nostra PET è normalmente ridotta (max 7 mci) anche se obesi, garantendo quindi una minore esposizione al paziente ed ai familiari. Nelle 24 ore successive è comunque opportuno evitare il contatto con donne in gravidanza e bambini, come per la scintigrafia.

11 12 Lunedì 3 Febbraio 2014 Corriere del Mezzogiorno Appuntamenti Fiere mondiali: è boom del «Made in Campania» Da Vienna a Berlino, da San Fracisco a Dubai. Nelle principali fiere agroalimentari sparse per il mondo c è un solo comune denominatore: il grande successo dei prodotti italiani. E all interno di questa filiera, il vero boom è rappresentato proprio dalla proposta che arriva dalla Campania. Dagli aperitivi a base di arance rosse di Sorrento, agli antipasti, dalla mozzarella alla treccia di bufala, provolone del monaco, bruschette ai pomodorini del Vesuvio, primi piatti con la pasta di Gragnano, per finire con i dolci tipici. Senza dimenticare la grande gamma di vini regionali. Sono questi i prodotti che hanno riscontrato, fino allo scorso anno, i principali favori della clientela internazionale e soprattutto dei buyers che, sempre più numerosi, si avvicinano agli stand della Campania. Adesso c è il grande mercato asiatico da affrontare. Quello europeo e nordamericano è già stato conquistato - anche se bisogna mantenere alta la guardia soprattutto dai prodotti falsificati - ma cè un altra consistente parte del mondo che sta avanzando e scoprendo il gusto e la qualità del «made in Campania». E sono queste le fiere, tra quelle negli Emirati agli appuntamenti a Hong Kong, sulle quali si sta riversando l attenzione particolare degli esperti del settore. Che contano di favorire le esportazioni anche grazie a questi nuovi contatti internazionali. Prevista un ulteriore aumento delle vendite, seppur più contenuto del 2013, anche per il nuovo anno Alimentare in crescita Quindicimila contratti, scambi per 530 milioni: il comparto va Bilancio positivo I numeri delle operazioni commerciali con l estero dei prodotti campani stanno registrando da anni una costante crescita economica Non c è vignetta del New York Times né blogger esperta di food&beverage che tenga. Nonostante l attacco trasversale all olio extra-vergine di Oliva nostrano (definito poco extra e poco vergine in una serie di fumetti pubblicati sul quotidiano americano) il settore agro- alimentare traina l Italia e la Campania facendo da salvagente alla nostra economia. Secondo la Borsa merci telematica italiana, infatti, nel 2013 sono stati circa 15 mila i contratti stipulati nel settore, con 1,8 milioni di tonnellate di prodotti scambiati, 530 milioni di euro al centro di transazioni a vario titolo facendo registrare rispetto al 2012 un incremento del 10 per cento per i contratti. È il segno di una ripresa anche dal punto di vista dei consumi delle famiglie. Ripresa attesa dagli esperti del settore proprio per il 2014 poiché come fa sapere anche Coldiretti Campania nonostante la «povertà» dei carrelli degli italiani è proprio il food, l unico settore con una tendenza positiva rispetto ai "meno" costanti in gran parte degli altri settori. Secondo le previsioni di Confcommercio per il 2014, infatti, ci sarà una ripresa anche negli acquisti al dettaglio di prodotti alimentari. Sebbene con qualche variazione di "genere". «Si stima - sottolinea la Coldiretti - un aumento degli acquisti per frutta (+0,9 per cento) e pane e cereali (+0,6 per cento) mentre calano quelli di carne (-0,4 per cento) e di bevande alcoliche (-1,3 per cento). La crisi ha dunque modificato il carrello cambiando il modo di fare la spesa». Addio, inoltre, al negozietto di fiducia e via alla scelta oculata in base all offerta. Sono circa la metà degli acquirenti, infatti, a saltellare da un supermercato e l altro alla ricerca del prezzo meno caro, aiutati da internet e volantini. Ma se i piccoli rivenditori subiscono, effettivamente l onda d urto della crisi questo non è vero per le aziende che, nel caso della Campania la fanno in barba persino allo scandalo "Terra dei fuochi". Se la mozzarella ormai da diversi anni mostra qualche perdita, molti imputano la diffidenza dei consumatori più all allarme diossina che altro. Molto bene invece il distretto della pasta di Gragnano che nel 2013 ha incrementato il fatturato del 12 per cento, arrivando a 510 milioni. Buone notizie anche per i lavoratori visto che nel distretto lavorano circa 500 addetti diretti e sono 1500 i dipendenti dell indotto. Ha aiutato nel caso della pasta di Gragnano il marchio Igp, conquistato a ottobre I marchi di qualità, infatti, vendono benissimo all estero. Ben 80% del fatturato della zona è imputabile proprio all export. Cosa non da poco. Infatti, se l Italia ha esportato più di 2 miliardi di chilogrammi di pasta nell ultimo anno, secondo il Sole24ore, il 14% dell export di settore è dovuto proprio all amore degli stranieri per il prodotto di Gragnano ("Cittadina - scrive il giornale economico - con appena 36mila abitanti"). Un dato da non sottovalutare per il food&beverage è la forte componente giovanile e "rosa" tra i piccoli imprenditori del settore. Secondo il primo report di "AgrOsserva", l'osservatorio Ismea-Unioncamere sulla congiuntura del settore agroalimentare, in Campania il tasso d incidenza delle imprese under 35 è pari al 10,6% (882 su 8.334), 2,6 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale che si ferma all 8%. La percentuale sale al 26,2% per le imprese femminili (2.186), 3 punti in più rispetto alla media nazionale (23,8%). Un settore che vede comunque la Campania primeggiare. La regione, infatti, si conferma al primo posto per numero d imprese con aziende, precedendo la Sicilia (8.103) e la Lombardia (6.785). Lo stock complessivo d imprese alimentari incide sul totale di quelle iscritte in Campania per l'1,5% (media nazionale 1,1%). Pa. Ca.

12 Corriere del Mezzogiorno Lunedì 3 Febbraio Per cercare di entrare nel mondo del lavoro con più facilità e preparazione chiesta dal mercato Formazione la svolta Un network no-profit gestito direttamente da studenti Si va dal corso per fare pet-therapy a quello per diventare geologi. Poi iniziano gli stage. La formazione ormai è una realtà consolidata e secondo la ricerca condotta da «McKinsey &Company» potrebbe essere la ricetta contro la disoccupazione giovanile. Non c è crisi che tenga. Per la società, leader della "consulenza strategica", il mercato del lavoro non è il responsabile della disoccupazione giovanile (quella che va tra i 15 e i 29 anni), bensì in Italia, e in particolare al Sud il problema sarebbe strutturale e radicato da più di 20 anni: la difficile transizione dei giovani dalla scuola al mondo del lavoro per una carenza di competenze "pratiche". Quindi con una serie d interventi mirati a una formazione ad hoc, la questione potrebbe trovare una soluzione. O quasi. Gli ultimi numeri della disoccupazione sono, infatti, da record, negativo s intende. Nel 2013 è stata raggiunta la soglia del 12,2%, percentuale che andrà addirittura a peggiorare. Secondo le stime Istat la disoccupazione crescerà almeno fino al 2015 arrivando al 13%. Più del doppio del tasso di disoccupazione dei paesi europei. Eppure questi numeri sono minimi se paragonati a quelli relativi ai giovani in cerca di lavoro. Sempre a quanto riferiscono i dati Istat, il tasso di disoccupazione schizza al 41%. A questo numero va aggiunto anche quello dei giovani inoccupati. Così in totale il tasso d inattività degli under 30 supera il 73%. Cifre paradossali che potrebbero, secondo gli esperti essere imputabili a una scarsa formazione. Ai giovani quindi mettersi in pari? In realtà spesso è volentieri sono gli stessi giovani, che volendo diventare più competitivi, e appetibili, nel mercato del lavoro cercano opportunità di formazione, stage compresi. È il caso dei progetti Aiesec, un network no-profit, gestito da studenti universitari Post-laurea I corsi di formazione professionale sono richiesti soprattutto da studenti che hanno concluso gli studi che trova opportunità di crescita e formazione per gli iscritti. Fondata nel 1948 l organizzazione si estende per 124 paesi, e 2400 università (tra cui quelle campane) mettendo in contatto i talenti dei giovani che si apprestano a entrare nel mondo del lavoro attraverso un programma internazionale di scambi e opportunità di stage all estero in ogni tipo di settore. «Noi - spiega Chiara Esposito di Aiesec - siamo alla ricerca di quel qualcosa che riuscirà a darci una migliore visibilità. Tramite stage e tirocini internazionali miglioriamo prima di tutto le nostre capacità linguistiche inoltre mettiamo nel nostro cv una discreta esperienza pre-lavorativa diventando veramente competitivi nel mercato del lavoro». Un mercato sempre più europeo anche per gli studenti campani tanto che il 29 gennaio scorso si sono riuniti alla Parthenope per mettere a confronto esperienze e idee. Partecipare non è difficile e, una volta tanto nemmeno particolarmente caro: 200 euro da pagare solo dopo essere entrati nel progetto di scambio internazionale. «Facciamo - spiega Esposito - prima un colloquio conoscitivo, e un piccolo test d Inglese. Il livello non deve essere altissimo, basta arrivare a quello che nell ambito scolastico è definito A2. A quel punto se secondo noi lo studente è in grado di affrontare un esperienza di stage all estero lo inseriamo nel progetto. Un progetto che tiene conto delle singole attitudini perché è lo stesso ragazzo a scegliere tra decine di migliaia di opportunità. Spese di vitto e alloggio? No. La nostra è sul serio un organizzazione no-profit. Probabilmente perché è gestita da altri studenti che non vogliono guadagnare nulla se non la possibilità di avere un migliore inserimento nel mercato del lavoro». Paola Cacace Fanno registrare un calo sostanziale tutti gli altri settori merceologici: in particolare il crollo per gli elettrodomestici e l elettronica Vendite, si salva soltanto l information technology Commercializzazione In grave crisi la vendita nei settori da tempo centrali come gli elettrodomestici e l elettronica Si salva soltanto il comparto dell Ict che continua a far segnare un momento di espansione seppur contenuto Ulteriore calo dei consumi nel 2013 in Campania. E questo uno dei segnali più preoccupanti per il sistema socio-economico regionale registrato nel corso degli ultimi dodici mesi. La riduzione dei consumi, pari in Campania per il 2013 allo 0,8%, è inferiore a quello registrato nelle altre regioni del Mezzogiorno, ma il dato non deve trarre in inganno: semplicemente il calo è stato tanto grande nel corso dell ultimo triennio da non poter subire ulteriori contrazioni. Già nel 2012, infatti, la riduzione dei consumi si era attestata ad un -2,8% rispetto all anno precedente, anch esso caratterizzato dal segno meno, così che il reddito medio disponibile in Campania si è attestato nel 2013 a quota euro pro capite. Per avere idea delle dimensioni del fenomeno è utile un confronto con le altre principali regioni meridionali: sempre considerando il rapporto tra il 2012 ed il 2013 il reddito disponibile si è contratto in Puglia del 2,2%, attestandosi a quota euro pro capite, in Calabria dell 1,4%, con euro pro capite, ed in Sicilia dello 0,9%, con euro pro capite. Questa linea di tendenza si è concretizzata nel corso del 2013 in un calo delle spese durevoli nell ordine del 5,6%; per elettrodomestici grandi e piccoli del 2,2%; per l elettronica di consumo del 19,7%; per i mobili del 6,4%. Unica eccezione a questo quadro caratterizzato dal segno meno il settore della information technology, che fa registrare una crescita del 7,3%. Un dato che,a giudizio degli analisti, altro non è se non un "recupero" di un gap accumulato dalle famiglie campane nel corso del biennio precedente. Le ripercussioni del calo dei consumi in Campania sono ben evidenziate dal rapporto della Banca d Italia, pubblicato a fine 2013, dedicato all andamento delle economie regionali. Nelle pagine dedicate all analisi dello stato di salute dell economia campana gli esperti della Banca d Italia rilevano che se "nei primi nove mesi del 2013 si è attenuato il calo dell attività economica in Campania", il saldo tra imprese che segnalano un aumento di fatturato e quelle che denunciano un calo resta negativo. In particolare si evidenzia come "andamenti migliori della media si sono manifestati per le imprese industriali di maggiori dimensioni, per quelle esportatrici e per i comparti dei servizi meno dipendenti dalla domanda delle famiglie", segno di come la minore capacità di spesa dei nuclei familiari trascini verso il basso tutti i principali indicatori economici regionali. Un calo della domanda che si è automaticamente tradotto in una riduzione degli investimenti. «Per molte imprese -si legge ancora nello studio di Bankitalia- la ripresa della domanda è stata, tuttavia, inferiore alle attese; ciò ha contribuito a frenare la spesa per investimenti rispetto a quanto programmato a inizio anno. Le decisioni di investimento sono ostacolate anche dalla persistenza di vincoli finanziari, in parte attenuati dall erogazione delle prime quote di rimborso dei crediti arretrati verso la Pubblica Amministrazione». La stasi sul fronte degli investimenti si è tradotta, e non poteva essere altrimenti, in un aumento della disoccupazione: «Nel primo semestre del prosegue il rapporto di Bankitalia- il numero di occupati è rimasto sostanzialmente stabile. La crescita rilevata nei settori dell industria e dei servizi è stata compensata dal forte calo del comparto edilizio. La ricerca attiva di lavoro continua a estendersi a fasce sempre più ampie di popolazione: le persone in cerca di occupazione hanno superato le 400mila unità, circa il doppio del livello precedente l avvio della crisi». Clemente Ultimo Il rapporto italiano Immigrati in agricoltura, Salerno è nona I prodotti dell'agricoltura italiana passano nelle mani dei lavoratori stranieri che rappresentano circa il 25 per cento del numero complessivo di giornate di occupazione del settore. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della presentazione del XXIII Rapporto Immigrazione Sono 320mila gli immigrati, provenienti da ben 168 diverse nazioni, impegnati regolarmente nelle campagne italiane. Gli stessi distretti produttivi di eccellenza del Made in Italy possono sopravvivere solo grazie al lavoro degli immigrati, dalle stalle del nord dove si munge il latte per il Parmigiano Reggiano alla raccolta delle mele della Val di Non, dal pomodoro del meridione alle grandi uve del Piemonte. A livello provinciale, le prime 15 aree per numero di lavoratori stranieri assorbono il 50,6 per cento della totalita' degli stranieri operanti in agricoltura (Foggia 6,4%, Bolzano 5,7%, Verona 5,3%, Trento 4,2%, Latina 4,0%, Ragusa 4,0%, Cuneo 3,3%, Cosenza 2,8%, Salerno 2,7%, Ravenna 2,6%, Reggio Calabria 2,2%, Forli'-Cesena 2%, Matera 1,9%, Brescia 1,8%, Ferrara 1,8%). I primi 12 paesi di provenienza rappresentano l'87,2 per cento del totale dei lavoratori stranieri (Romania , India , Marocco , Albania , Polonia , Bulgaria , Tunisia , Slovacchia 9.893, Macedonia 9.235, Senegal 5.738, Moldavia 5.478, Ucraina 4.722). Supplemento della testata Distribuito con il Corriere della Sera non vendibile separatamente Marco Demarco direttore responsabile Maddalena Tulanti vicedirettore Carmine Festa redattore capo centrale Editoriale del Mezzogiorno s.r.l Vincenzo Divella presidente Giorgio Fiore vicepresidente Domenico Errico amministratore delegato Redazione, produzione, amministrazione e sede legale: Vico II S. Nicola alla Dogana, Napoli - Tel: Fax: Reg. Trib. Napoli n del 17/6/1997 Copyright Editoriale del Mezzogiorno s.r.l. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo quotidiano può essere riprodotta con mezzi grafici, meccanici, elettronici o digitali. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge. Stampa: Sedit Servizi Editoriali srl Via delle Orchidee, Z. I. Modugno - Bari - Tel Sped. in A.P. - 45% - Art.2 comma 20/B Legge 662/96 - Filiale di Napoli Diffusione: m-dis Distribuzione Media Spa - Via Cazzaniga, Milano - Tel Pubblicità: Rcs MediaGroup S.p.A. Divisione Pubblicità, Vico II San Nicola alla Dogana, Napoli Tel Fax Tariffe pubblicitarie (più IVA) - a modulo: Finanziaria 142; Politica colore; Legale sentenze 142; Ricerche di personale 100; Commerciale 104; Occasionale 129; Posizione prestabilita più 20%; Ultima pagina più 25% Proprietà del Marchio: RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Quotidiani Distribuito con il Direttore responsabile: Ferruccio de Bortoli

13 14 Lunedì 3 Febbraio 2014 Corriere del Mezzogiorno Il nuovo decreto rischia di non risolvere nulla. Italiano: «Subito un tavolo tecnico» Polizza auto fino al 300% La differenza dello stesso tipo di assicurato solo che uno è di Napoli, l altro di Bolzano Un uomo cinquantacinquenne alla guida di un auto di piccola cilindrata e in classe b\m a Napoli paga euro all anno con aumento del 6% rispetto al 2013 A Bolzano paga 350 euro Un ragazzo diciannovenne appena patentato alla guida di un autovettura di piccola o media cilindrata può anche arrivare a pagare una quota assicurativa annua di quasi euro Truffe, maggiorazioni dei premi, scatole nere e disdette unilaterali. Un tema, quello dell Rc auto, che non può più essere affrontato con i soliti luoghi comuni, affibbiando a Napoli e alla Campania il ruolo di panacea di tutti i mali. Così come non si può giocare la partita guardando solo alle frodi, che in ogni caso rappresentano una quota veramente trascurabile nel grande affare dell Rc auto. Eppure il momento è delicato, con il provvedimento Destinazione Italia c è infatti l opportunità di cambiare realmente le cose. Anche se all opportunità, come sempre, si contrappone il rischio di fare un clamoroso buco nell acqua. All importanza dei contenuti ha fatto riferimento di recente Giampaolo Crenca, presidente del consiglio nazionale degli attuari (coloro che di fatto mettono a punto le tariffe delle compagnie di assicurazione), intervistato dalla giornalista Anna Messia per Milano Finanza. Crenca ha evidenziato come le norme contenute nel decreto abbiano «essenzialmente l obiettivo di ridurre i risarcimenti non dovuti, ovvero le frodi, che rappresentano una quota marginale». Aggiungendo poi che «non si è fatto praticamente nulla per il resto dei risarcimenti». A quanto pare, dunque, ancora una volta si rischia di girare attorno al problema senza mai risolverlo. Il che per i napoletani e per quanti vivono al Sud sta diventando un problema insormontabile. Secondo un indagine sui prezzi Rca dell aprile 2013 realizzata dall Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) «continua a crescere il divario tra le tariffe praticate nelle regioni settentrionali e in quelle centro- meridionali. In queste ultime, sui prezzi medi di listino, che già risultano in assoluto i più alti, gravano anche gli incrementi più consistenti. Ad esempio - si legge nel dossier Ivass - un uomo 55enne alla guida di un autovettura di piccola cilindrata a Napoli, pur se in classe B/M di massimo sconto, paga una tariffa media di euro, in aumento del 6% rispetto al 2012, a fronte di tariffe inferiori ai 350 euro che il medesimo assicurato pagherebbe a Bolzano o Aosta». Insomma, un premio più alto anche del 300 per cento, per il solo fatto di essere residente a Napoli. E se malauguratamente l auto da assicurare è quella di un diciannovenne che non può usufruire della legge Bersani, anche con antifurto satellitare, il costo della polizza arriva in alcuni casi a toccare quota euro. Un vero sproposito. Costi giustificati dalle truffe? A quanto pare no. Per capirlo basta leggere con attenzione i dati riportati nell audizione informale del consigliere Ivass, Riccardo Cesari, alla VI Commissione (Finanze) della Camera dei Deputati. Stando al documento, datato 5 dicembre 2013, la riduzione del costo dei sinistri conseguente all attività antifrode svolta autonomamente dalle imprese è nell ordine dei 166 milioni di euro. Una somma irrisoria, considerato che l onere dei sinistri nel 2012 è stato di circa 13,1 miliardi di euro e il totale dei premi di competenza ha raggiunto i 17,7 miliardi. Si parla dunque di un incidenza rispettivamente dell 1,3 e dello 0,9 per cento. Dati restati sostanzialmente invariati anche nel 2013 e insignificanti rispetto alle somme richieste agli automobilisti. «Quella dell'rca - spiega Mario Italiano, tra i massimi esperti in campo assicurativo e presidente dell associazione Prima-Risorse italiane - è una questione molto delicata e non la si può affrontare con i soliti luoghi comuni. La strada da percorrere è quella di premiare realmente gli automobilisti virtuosi, così come prevede la legge. È importante riuscire ad equilibrare al Sud il rapporto tra le compagnie e gli assicurati, così come è giusto che le assicurazioni siano garantite rispetto alle frodi. Ma in ogni caso non è possibile che il costo di eventuali truffe gravi sulle spalle di automobilisti che per anni non hanno causato alcun sinistro». Italiano prosegue poi chiamando ad un confronto i principali attori istituzionali del territorio e non solo. «Sarebbe auspicabile - dice - che la Regione Campania aprisse le porte ad un confronto reale e fattivo. Serve un tavolo tecnico al quale prendano parte anche associazioni di categoria, Ania, Ivass e Ministero dello Sviluppo Economico, e comunque con tutti i soggetti coinvolti. Solo così si potrà arrivare ad una soluzione concreta nell'interesse di tutti». Una proposta accolta con grande interesse dal Presidente del Consiglio Regionale, Paolo Romano, e dal consigliere regionale e Presidente del Tavolo del Partenariato, Luciano Schifone. «Considerata l importanza dell argomento in discussione la notevole incidenza che la Rc auto ha sui bilanci delle famiglie campane e l assurdità delle spe-

14 Corriere del Mezzogiorno Lunedì 3 Febbraio Fondi per rafforzare la competitività dei sistemi produttivi e puntare sullo sviluppo tecnologico Credito alle imprese, soluzione Aumenti Sono oramai costanti e in crescita in Campania rispetto al resto del Paese Una situazione davvero paradossale requazione fra quanto si paga nella nostra regione rispetto al resto d Italia e d Europa, - dichiarano in una nota congiunta - la proposta avanzata dall avvocato Mario Italiano non può che essere accolta dal Consiglio Regionale della Campania». Insomma, una strada nuova per portare avanti questa battaglia di giustizia a tutela dei diritti dei cittadini campani. «Convocheremo nel più breve tempo possibile il Tavolo Tecnico - proseguono Romano e Schifone - e insieme faremo sentire la nostra voce tanto al Governo nazionale quanto alle Compagnie di Assicurazione. Perché se è giusto perseguire e sanzionare chi denuncia falsi sinistri, non è assolutamente accettabile che si penalizzi, discriminandoli, gli automobilisti virtuosi. Su questo argomento non molleremo: gli automobilisti onesti della Campania meritano rispetto». Raimondo Nesti è l accesso a finanza agevolata Limatola: «Per le ditte individuali c è la possibilità di un contributo fino a 26mila euro che sale 129mila per le società di persone» Uno dei temi centrali per la vita delle Pmi, che poi sono anche linfa vitale di questo Paese, è quello dell accesso al credito. Un percorso che ormai è diventato quasi impossibile, visto che gli istituti bancari guardano con grande diffidenza al mercato e tendono a tenere ben stretta la cinghia. Esistono però, e non tutti ne sono a conoscenza, diverse soluzioni di finanziamento ideate ad hoc per le micro, piccole e medie imprese, anche in fase di start-up, del Mezzogiorno. Ne abbiamo parlato con Pasquale Limatola, vicepresidente della Commissione finanza agevolata Odcec Napoli e presidente della Consulta dei praticanti e dei giovani dottori commercialisti di Napoli. «Le linee di finanza agevolata attive in questa prima parte del dice - sono molte e interessanti. Si guardi ad esempio al decreto legislativo 185/2000, in tema di finanziamenti agevolati e a fondo perduto per ditte individuali e microimprese. Sono stati riaperti i termini di accesso agli incentivi in materia di auto impiego (titolo II), per l accesso ai finanziamenti strutturati in parte a mutuo agevolato, in parte a fondo perduto. Le agevolazioni sono destinate alla nascita di nuove imprese. In particolare, parliamo di ditte individuali (lavoro autonomo), con un contributo concedibile fino a quasi 26 mila euro, o in forma di società di persone (Snc o Sas), con un contributo fino a 129 mila euro circa». Altra questione interessante è poi quella che riguarda i finanziamenti per ampliamento, diversificazione e conversione delle Pmi. «Con il decreto del 29 luglio continua Limatola - il Ministero dello Sviluppo Economico ha individuato finanziamenti Risalita Il credito alle imprese necessario per superare la crisi I programmi Sono in gran parte collegati alla previsione di investimenti innovativi e sviluppo aziendale verso nuove forme di mercato agevolati destinati a rafforzare la competitività dei sistemi produttivi e lo sviluppo tecnologico nelle aree delle regioni dell Obiettivo Convergenza, per l ampliamento o la diversificazione e conversione dei processi produttivi delle Pmi. Per realizzare quest obiettivo è stato attivato un fondo da 150 milioni di euro. Quello che è importante sapere è che l ammissibilità dei programmi è legata alla previsione di investimenti innovativi, vale a dire l acquisizione di prodotti, hardware o software verrebbe da dire, tecnologicamente avanzate in grado di aumentare il livello di efficienza o di flessibilità nello svolgimento dell attività economica in programma». Esistono anche dei tetti di investimento? «I programmi devono prevedere spese non inferiori a 200 mila e non superiori a euro 3 milioni. Si tratta comunque di uno strumento molto valido, visto che il contributo copre il 75 per cento del totale dell investimento. Attenzione però ai termini, perché le domande di accesso ai finanziamenti agevolati devono essere presentate a partire dal 27 febbraio prossimo. E necessario dunque farsi trovare pronti». Proseguendo poi in questa breve disamina che riguarda alcuni dei più interessanti strumenti di finanziamento agevolato a fondo perduto occorre parlare di investimenti in sicurezza sul lavoro, visto che l'inail finanzia in conto capitale le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. «Destinatari degli incentivi - spiega Limatola - sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura. In questo caso i fondi a disposizione sono circa 307 milioni di euro. E previsto un contributo, pari al 65 per cento dell investimento, per un massimo di 130 mila euro. Dal 21 gennaio all 8 aprile si può inserire online il proprio progetto». Non meno interessante è quanto previsto per i progetti promozionali. Il contributo a fondo perduto può raggiungere in questo caso i 200 mila euro e possono accedere ai finanziamenti i Consorzi di piccole e medie imprese industriali, artigianali, turistiche, dei servizi, agroalimentari e agricole, purché le candidature sano presentate entro il 15 marzo. Raffaele Nespoli

15 16 Lunedì 3 Febbraio 2014 Corriere del Mezzogiorno

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