conferme: tutte al ribasso

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1 23º anno - n maggio incisioni eseguite con una punta su una superficie dura, per lo più mettendo allo scoperto un sottostante strato di colore diverso... Direzione, Redazione, Amministrazione: Darfo Boario Terme, vicolo Oglio - Direttore responsabile: Tullio Clementi - Autorizz. Tribunale di Brescia n.3/92 del Spedizione in abbonamento postale, art. 2 comma 20/d legge 662/96 - Filiale Bs - Ciclostilato in proprio, Darfo Boario Terme. REDDITI CAMUNI conferme: tutte al ribasso di Bruno Bonafini Sono soprattutto conferme quelle che escono dal grafico elaborato da Graffiti sul reddito medio 2012 nei Comuni valligiani. Agli estremi della lista, tra quanti in testa tirano il gruppone e quanti in coda arrancano, ci sono infatti i nomi che il buon senso e qualche empirica valutazione portavano tutti a pensare. Non per questo tali conferme sono meno preziose, dato che risultano in tal modo quasi certificate. La più triste è quella riguardante i piccoli centri, prevalentemente quelli dell alta Valle e quelli in quota, che nei documenti programmatori degli Enti comprensoriali figurano da decenni come le realtà più deboli economicamente e quindi demograficamente. Con redditi che sono di un terzo inferiori a quelli dei più fortunati, ovvero il fondovalle della media e bassa valle, da Niardo e Breno (gli unici, questi due, con reddito superiore alla media provinciale, che è di euro) a Darfo e Pisogne, di poco più in basso. Il dato dei piccoli centri meno fortunati deve essere valutato anche in rapporto al valore dell ascisse, che esprime l indice Gini, che per loro è in genere alto, quindi tale da rivelare la compresenza nello stesso Comune di dati molto distanti, presumibilmente pochi di buon reddito e moltissimi di reddito ancor più povero di quello evidenziato mediamente. Ponte di Legno, pur di altra fascia, condivide tale situazione di notevole disparità sociale. Altra conferma è quella del prevalente ruolo del settore secondario dell economia valligiana, industria ed artigianato, nel fare reddito INCISIONI: SUPEREREMO RITARDI ED ERRORI? un benvenuto e una pesante eredità Forse non tutti sanno che da due mesi l archeologia lombarda ha un nuovo capo, che gli addetti chiamano il Soprintendente. La precedente amministratrice, infatti, la dr.ssa Raffaella Poggiani è andata in pensione. Il nuovo si chiama Filippo Maria Gambari, è un milanese che ha lavorato per anni nella Soprintendenza archeologica del Piemonte, per poi diventare Soprintendente in Liguria, Emilia Romagna e ora Lombardia. Per i camuni si tratta di una vecchia conoscenza: alcuni ricorderanno le sue frequentazioni capontine al Centro Camuno di Studi Preistorici quando ancora era studente, tra quegli studenti e studiosi che gli esperti chiamavano il gruppo di Milano. In questi anni si è occupato spesso di cose rupestri, sia per motivi d ufficio (le incisioni e pitture piemontesi) sia per interesse scientifico (l arte della Valcamonica e del Monte Bego). Si tratta, quindi, di una persona che conosce bene le problematiche storico-archeologiche dell arte rupestre della nostra valle, dopo alcuni soprintendenti che invece non si può proprio dire che brillassero nella conoscenza di questo fenomeno ampio ed articolato. Nel dargli il nostro più caldo benvenuto ci auguriamo che la sua presenza ora possa apportare quelle novità sostanziali di cui la valle ha bisogno. Ci riferiamo alla possibilità di migliorare la ri- LAVORO & DEMOCRAZIA DA CEVO AL LAGO D ISEO ombre (e squarci) di primavera di Tullio Clementi segue a pag. 7 VALSAVIORE... GENUFLESSA Uno dei pochi protagonisti valligiani sul quale non sono calate ombre sospette in questa sconvolta e sconvolgente primavera è il sindaco di Cevo: un uomo affranto che, appoggiato alla balconata sovrastante il dosso dell Androla, non riesce a staccare gli occhi da quella croce spezzata ti vien quasi da pensare che la veda sanguinante e pare voglia condensare in sé tutto il dolore del suo segue a pag. 8 «... nei Paesi di cultura protestante, tanto sarebbe bastato per costringere il primo cittadino di Torino a dare le dimissioni: lì sono ancora arretrati e un politico scoperto a mentire su qualcosa viene ritenuto capace di mentire anche su tutte le altre. Ma per fortuna in Italia la bugia è una forma di legittima difesa, un titolo di merito, e a colpi di menzogne ben assestate si può arrivare ovunque, un domani persino al Quirinale». Massimo Gramellini, La stampa cerca, la conservazione e l accessibilità turistica. Certo Gambari si è subito trovato di fronte ad una pesante eredità, quella lasciata dalla gestione precedente. Vorremmo ricordare alcune delle problematiche irrisolte, di cui Graffiti ha già parlato, che Gambari forse potrà riportare in un giusto quadro. IL MUSEO DELLA PREISTORIA, IN RITARDO DI QUASI 10 ANNI Nel Convegno sul 50 anniversario della costituzione del Parco Nazionale di Naquane del 2005 la dr.ssa Poggiani disse pubblicamente che avrebbero aperto il Museo Nazionale della Preistoria a Capo di Ponte entro l ottobre dell anno successivo. L on. Davide Caparini (Lega Nord), che ha sempre sostenuto la dr.ssa Poggiani, ricorda nel suo sito internet che «il Museo sarà ultimato entro il 2009». Siamo arrivati al maggio Forse non tutti sanno che la struttura in cui è appena stato aperto il Museo, la cosiddetta Villa Sacro Cuore (o Agostani), a suo tempo già seminario vescovile, è privata (appartiene alla parrocchia) e ogni anno, dal 1996, lo Stato paga regolarmente un affitto per gli spazi occupati pari a circa euro all anno. La convenzione venne stipulata per 20 anni. Che succederà fra due anni se la Parrocchia rivorrà indietro il suo edificio totalmente ristrutturato? segue a pag. 5 SPECIALE ELEZIONI Comunali, guida al voto Michele Cotti Cottini, pag. 2 Angolo: Lega fuori gioco Giuliano Ganassi, pag. 4 Liste uniche: che fare? Giancarlo Maculotti, pag. 4

2 2 maggio graffiti SPECIALE AVANTI GRAN PARTITO : GUIDA ALLE AMMINISTRATIVE maggio: a Pisogne la sfida più appassionante di Michele Cotti Cottini CORSA SOLITARIA Cinque anni fa era solamente Vione. Stavolta sono altri 4 i Comuni della valle dove si è presentata una sola lista: Braone, Cerveno, Cevo, Monno. Vanno dunque verso una sicura riconferma Gabriele Prandini (già Italia dei Valori) a Braone, Silvio Citroni (Pd) a Cevo, Roberto Trotti (Pdl)a Monno, Mauro Testini (Pd) a Vione. A Cerveno lascia la poltrona di primo cittadino dopo un solo mandato il nostro Giancarlo Maculotti; a succedergli sarà Marzia Romano, cervenese d adozione, attualmente consigliere comunale di maggioranza. GLI PIACE VINCERE FACILE... Ci sono poi le sfide il cui esito è già scritto. A cominciare da Prestine dove Franco Monchieri (Pd) conquisterà il terzo mandato da sindaco, con buona pace per la lista di disturbo di forestieri Indipendenza lombarda capeggiata da Raffaella Toninelli. In lista con Monchieri anche Matteo Lecchi, in passato animatore di Sel in Valcamonica. Indipendenza lombarda pure a Paisco Loveno, con Cesare Duranti. Nessun ostacolo quindi per Bernardo Mascherpa (Lista Civica per Paisco Loveno), sindaco uscente e presidente della Comunità Montana. Una curiosità: Katia Cima è candidata come consigliere comunale sia a Prestine che a Paisco: due biglietti della lotteria son meglio di uno, deve aver pensato. Per l indipendenza della Lombardia questo ed altro. Altra corsa in discesa a Capo di Ponte. Francesco Manella (indipendente renziano) si appresta ad essere riconfermato sindaco per la terza volta, con una compagine fortemente rinnovata: solo due infatti i consiglieri uscenti che si sono ricandidati, tra cui Giuseppe Composto, candidato sindaco in pectore prima del via libera parlamentare al terzo mandato sotto i abitanti. A sfidare Manella è Massimo Padovan, con una lista corta di 8 candidati, tra cui Davide Santoro (Pd), improvvisata all ultimo minuto. OCCHI PUNTATI SU PISOGNE È a Pisogne che si gioca la partita più intricata. Né il centrosinistra né il centrodestra si presentano compatti. La maggioranza uscente ha deciso di puntare su Pieramatteo Bertolini (Pd), già vicesindaco nella prima giunta Panigada e uno degli artefici del grande rilancio turistico e culturale del paese. La lista Insieme per Pisogne è fortemente rinnovata; al suo interno anche il portavoce del Circolo del Pd Lorenzo Canobbio. Il centrosinistra si è perso però per strada Patrizia Piccinelli, pure lei tesserata Pd, assessore al Commercio, Bilancio e Servizi Sociali: tenta un improbabile corsa solitaria a capo della lista Pisogne è anche tua. Sul fronte opposto è un altra donna, Patrizia Sbardolini (Ricomincia Pisogne), già candidata consigliere regionale per Maroni, a impensierire il centrodestra ufficiale di Diego Invernici (Fratelli d Italia), a capo di Passione Comune. La maggiore insidia per Bertolini parrebbe rappresentata dal trentenne Gabriele Ceresetti, consigliere di minoranza uscente e supportato da una lista Passione per Pisogne che pesca soprattutto nel mondo parrocchiale. Va ricordato che cinque anni fa Panigada vinse con uno scarto ridotto: 350 voti su circa votanti. SQUADRA CHE BEN GOVERNA NON SI CAMBIA? A Breno e Edolo il centrosinistra punta alla riconferma dei sindaci uscenti Sandro Farisoglio (Breno Civica) e Vittorio Marniga (Progetto Edolo 2014). In lista per Farisoglio ritroviamo, oltre alla vicesindaco Simona Ferrarini, molti degli assessori e consiglieri uscenti, compresi gli esponenti Pd Michele Canossi, Lino Giacomelli, Susanna Melotti. Sul fronte avverso (Brenesi per Breno) torna in pista l ex sindaco Edoardo Mensi a sostegno di Luca Salvetti, segretario locale della Lega Nord. Cinque anni fa Farisoglio vinse con il 52% contro Berdini (Pdl-Lega): c è da sperare che la buona amministrazione sia ripagata dai cittadini brenesi con un risultato ancora più netto a favore del sindaco uscente. Corre qualche rischio in più Marniga a Edolo, scontando la fuoriuscita di Luca Masneri (Udc) in lizza con Io amo Edolo (nel 2009 Masneri totalizzò la bellezza di 115 preferenze personali). Con Marniga sono confermati, tra gli altri, i democratici Christian Ramus e Ivan Moles. La Lista Civica Edolo e frazioni è guidata da Ruggero Marchioni. SAPORE DI PRIMA REPUBBLICA. A Gianico il tempo sembra non passare mai. Ennesima partita Democrazia Cristiana vs Sinistra. Il renziano Mario Pendoli (Pd) declina infatti a modo suo la linea della rottamazione, ripresentandosi per l ennesima volta come candidato sindaco. A suo sostegno una lista corta di soli 7 componenti, tra cui la vicesindaco uscente Giacomina Botticchio e il portavoce del Circolo Pd Francesco Mondini. Anche il nome della lista Gianico nel 2000 non è esattamente uno slancio nel futuro. L opposizione uscente spera nella rivincita puntando ad allargare il campo grazie alla candidatura a sindaco del socialista Emilio Antonioli, capogruppo dissidente della maggioranza. Nella lista Gianico Insieme c è anche il nostro Stefano Malosso (Pd). Lega (Breno): un programma da correggere SPERANDO NEL CAMBIAMENTO. Angolo Terme, Berzo Demo, Cimbergo, Cividate Camuno: quattro Comuni attualmente nelle mani del centrodestra, dove si spera in un ribaltamento dei rapporti di forza. Ad Angolo Terme è sfida a due tra l uscente Riccardo Minini, orfano del simbolo del Carroccio (nella scelta del nome della lista è andato al sodo: Minini Riccardo Sindaco), e Alessandro Morandini. Tra i candidati di Cambiamo Insieme Angolo figurano alcuni esponenti del Pd (Francesca Albertinelli, Giovanni Salvetti), speranzosi di andare al governo del Comune grazie alla nuova supercivica, come testimonia il contributo che abbiamo ricevuto dal portavoce di Circolo Giuliano Ganassi (a pag. 4). A Berzo Demo tenta il tris Corrado Scolari (Progetto Comune), forte del voto bulgaro della scorsa tornata (75,3%). Ad opporsi è Giovan Battista (Giamba) Bernardi (Orizzonte Comune): in lista con lui i democratici Giovanni Pietro Bernardi, Antonio Molinari, Bortolo Regazzoli (storico funzionario comprensoriale del Pci). Il sindaco uscente di Cimbergo Mario Mazzia (Lista indipendenti Lega Nord) deve vedersela con Gianbettino Polonioli (Impegno per Cimbergo), ex segretario Cisl nonché animatore del Comitato Bersani durante le Primarie del In lista con Mazzia c è pure la consigliere regionale leghista Donatella Martinazzoli, mentre nel gruppo di Polonioli si contano ben 6 candidati con lo stesso cognome: sfida per le preferenze aperta dunque tra Gian Andrea, Giuseppe, Lucia, Luca, Gian Battista e Stefano... Polonioli. A cercare di ostacolare la riconferma di Cesare Damiola a Cividate Camuno (Cividate da vivere) ci prova Paolo Troletti, ultimo segretasegue nella pagina accanto Quanti secondi ha impiegato il candidato sindaco Luca Salvetti per scrivere il programma di Brenesi per Breno? L ha riletto almeno una volta? L ha condiviso con qualcuno della sua lista? E soprattutto: sapevate che quel terrone del correttore automatico di Word non funziona sul pc dei leghisti? Leggere per credere. Il programma è disponibile sul sito del Comune di Breno. Una paginetta striminzita, con 7 punti scritti a caratteri cubitali e un fiorire di errori di ortografia e battitura: «sostenere alcunie fondamentali azioni per la rinascita», «porte aperte in municippio», «sostegno alle fascie più deboli della nostra cittadinanza», «opportunoita di sostegno», «in partcolare per i giovani», «artigianali commeriali e agricole», «ridare la centralita a Breno», «progarmmazione con le associazioni», «vera ricchezza della nostra collettivita». D accordo che non tutte le liste possono vantare una prof.ssa Ferrarini al proprio interno. Ma non occorre essere insegnanti di lettere per azzeccare almeno una parola accentata su due... (m.c.c.)

3 graffiti - maggio dalla pagina precedente guida alle Amministrative 2014 rio di zona dei Ds, tornato al Pd con il nuovo corso renziano dopo qualche anno tra Tabacci e Monti. Troletti guida la Lista Civitas, che include i democratici Gian Pietro Cucchini, Sonia Gelfi, Maurizio Zorzini. Cinque anni fa fu proprio Zorzini a guidare la lista del centrosinistra, fermandosi al 40,2%. Il lavoro di Troletti potrebbe essere più agevole grazie alla rottura consumata dall assessore al bilancio uscente, Cirillo Ballardini (Cividate punto e capo!). D altra parte, in lista con Ballardini c è pure Pier Valentino Bonetti, già portavoce del Circolo di Cividate del Pd. A VOLTE RITORNANO. A Sellero ritroviamo i due sfidanti di cinque anni fa: il sindaco uscente Giampiero Bressanelli (socialista, Ancora insieme per Sellero e Novelle) contro Mirco Bressanelli, a capo della Lista Tempi nuovi (al suo interno anche il leghista Severino Damiolini). Nel 2009 lo scarto fu di 75 voti. AMBIENTE & DINTORNI (a cura di Guido Cenini) un agenda per i candidati sindaci Oltre 30 municipi camuni si accingono all appuntamento elettorale Il difficile momento deve imporre una riflessione capace di affiancare e rendere più efficiente il governo locale, evitando che continui ad essere il soggetto più debole della filiera istituzionale, primo bersaglio di tagli nei trasferimenti e limitazioni nella spesa. La considerazione del momento di difficoltà che stiamo attraversando ci esorta ad un incoraggiamento verso quei cittadini e cittadine che in condizioni così sfavorevoli raccolgono la sfida democratica e si candidano ad amministrare, accettando di divenire ad un tempo animatori e custodi istituzionali del patrimonio comunitario. Proponiamo 6 temi di impegno per l agenda del cambiamento, da sviluppare nei programmi elettorali e da attuare nell azione di governo: Efficienza negli usi del suolo e negli spazi del comune il suolo e lo spazio pubblico sono i maggiori patrimoni di una comunità. Nella pianificazione urbanistica è ora di dire basta a nuove dissipazioni di suolo. Ma urge anche sottoporre a severa revisione le previsioni inattuate della pianificazione urbanistica, spesso giustificate più da aspettative speculative e di rendite elettorali che da bisogni reali: il territorio è un bene comune non rinnovabile e non deve e non può più essere dissipato: il consumo di suolo zero, implica anche il coraggio di cancellare previsioni inattuate. Efficienza energetica, dai Piani Energetici ai bilanci comunali moltissimi comuni si sono dotati di piani per l efficienza energetica, per gli edifici e i servizi pubblici come per l edilizia e le attività private. Pochissimi sono invece quelli che hanno trasformato questi piani in voci di bilancio, al capitolo investimenti e a quello dei risparmi in bolletta: si pensi al settore dell illuminazione pubblica, rilevante voce di spesa, che oggi può beneficiare di notevoli margini di miglioramento d efficienza, coniugando nuove fonti luminose con adeguate progettazioni illuminotecniche. Mobilità intelligente e adatta al contesto l automobile privata è un costo eccessivo per le famiglie, ma anche per i comuni, chiamati a gestire e mantenere crescenti spazi pubblici, personale e servizi ad uso esclusivo della circolazione e sosta delle auto. Occorre perseguire politiche di moderazione del traffico e della sua velocità (zone 30 in tutte le aree residenziali) e di limitazione di spazi di sosta, per restituire la città alle persone. Custodire gli spazi rurali e gli ambienti naturali per troppi anni la campagna è diventata spazio altro dall azione di governo locale. Abbiamo assistito passivamente allo spopolamento e all abbandono del territorio rurale, alla banalizzazione del paesaggio agrario e pastorale, e solo oggi ci rendiamo conto di quale potenziale di benessere si sia perso. È qualcosa di più di una azione di animazione territoriale: promuovere la custodia del territorio significa anche tramandare un legame originale della comunità, e mettere in valore un patrimonio collettivo, che non mancherà di promuovere iniziative di impresa legate alla produttività materiale e immateriale di un territorio di qualità, prevenendo il dissesto idrogeologico attraverso l azione minuta di manutenzione del territorio. Meno rifiuti, più scambio la crisi ha messo in discussione un modello di economia legato al consumo dissipativo e alla conseguente produzione di rifiuti. La riduzione dei rifiuti, prima ancora della loro corretta separazione e riciclaggio, è l esito virtuoso di una diversa consapevolezza del valore dei materiali, che punti alla prevenzione degli sprechi evitabili e alla ristrutturazione di un mercato di prossimità e di reciprocità. Per ogni comunità la riduzione dei rifiuti da avviare a smaltimento deve costituire un programma costante di miglioramento e di contrasto allo spreco. Tutta l acqua in comune il tema dell acqua, oggetto di mobilitazioni ma anche di ansie sociali ansie che fanno fatturare milioni alle società private richiede un governo a livello di ambiti più estesi di quello comunale, ma questo nulla toglie alle responsabilità civica nei confronti dell acqua che non è solo quella pulita che esce dai rubinetti, ma anche quella che cade dal cielo. La corretta gestione delle acque di pioggia, la separazione e il riutilizzo delle acque bianche, il governo del reticolo minore e del ruscellamento per prevenire il dissesto idrogeologico, sono tutti grandi temi progettuali che hanno molto a che fare con la corretta manutenzione del territorio, insieme al corretto collettamento di tutti gli scarichi fognari che ancora oggi rappresentano un carico inquinante inaccettabile per i nostri corsi d acqua. Rischio déja vu pure a Lozio dove sono di nuovo l uno contro l altro il sindaco uscente Tone Giorgi e l ex sindaco Claudia Fiorani. Hanno però fatto entrambi un passo indietro: Giorgi sostiene Francesco Regazzoli (Manteniamo in moto Lozio), la Fiorani supporta Claudio Zanelli (Lista Civica per Lozio). Anche a Niardo e Vezza d Oglio tornano in pista vecchie conoscenze. Il sindaco uscente di Niardo Carlo Sacristani (Pd, Niardo con voi) dovrà vedersela con Tiziana Pelamatti (ex sindaco in quota Pdl, Per Niardo Brendibusio Crist Gera), mentre a Vezza l eredità dell uscente Bonavetti è raccolta dal rappresentante della Confartigianato bresciana Giovan Maria Giacomo Rizzi (Continuità nell innovazione), sfidato da Giuseppe Giacomo Citroni, ex sindaco e fratello dell attuale primo cittadino di Cevo (Cambiamenti per Vezza). LE ROCCAFORTI DEL CENTROSINISTRA A Cedegolo il sindaco uscente Andrea Bortolo Pedrali seppure al primo mandato ha deciso di non ripresentarsi, nemmeno tra i candidati alla carica di consigliere. La sua eredità è raccolta da Aurelia Milesi (Pd) con la Lista Uniti per la Valsaviore, che vede in lizza anche i democratici Dante Pedretti, Veronica Pedretti e l immancabile Pier Luigi Mottinelli, in trampolino di lancio per la nuova Provincia. Sul fronte opposto la Lista Idee in Comune propone per la poltrona di primo cittadino Vittorio Giovanni Moreschi. Il vicesindaco Paolo Erba, sostenitore di Civati alle ultime Primarie Pd, punta a raccogliere il testimone di Alex Domenighini a Malegno. In Comune Amico troviamo diversi assessori uscenti: Roberto Bellesi, Federico Lo Bracco, Mario Simonetti. La capogruppo di minoranza Patrizia Domenighini con Progetto Malegno sogna la rivincita. Dopo dieci anni con Alberto Tosa la maggioranza uscente di Saviore dell Adamello punta sul ricambio generazionale con la Lista Giovani Futuro e Territorio guidata da Matteo Tonsi. Sul fronte opposto Pierluigi Angelini (Insieme per cambiare). LE ALTRE SFIDE. A Temù non manca l appuntamento elettorale il campione di preferenze delle scorse Regionali Corrado Tomasi (Pd): lo ritroviamo nella lista Temù per l Alta Valle, a sostegno dell uscente Roberto Menici, che riparte dal 68% di cinque anni fa. A sfidarlo sono Fabio Fogliaresi (Alternativa per Temù) e Giuseppe Pasina in quota Pdl (Temù per sempre). A Corteno Golgi il coordinatore di zona Pd Pierangelo Milesi si candida a sostegno di Ilario Sabbadini (Viviamo Corteno), sfidante del sindaco uscente del Pdl Martino Luigi Martinotta (Lista Civica Alpes). A Sonico Gian Battista Pasquini ci riprova. Cinque anni fa si fermò al 27,7%, ma le liste in campo erano tre. Stavolta è solo la sua Obiettivo Comune a sfidare la maggioranza uscente di Lavoriamo Insieme che dopo l era del maroniano Fabio Fanetti punta su Paolo Fanetti.

4 4 maggio graffiti LEGA FUORI GIOCO; IL CENTROSINISTRA SOSTIENE IL CHIRURGO MORANDINI Angolo: supercivica in campo per battere Minini di Giuliano Ganassi (portavoce del Circolo Pd di Angolo Terme) L unica certezza alla vigilia delle elezioni amministrative ad Angolo Terme è che dopo quindici anni, interrotti da due periodi di reggenza del commissario prefettizio, la Lega Nord non sarà più alla giuda del comune. Alla corsa per la carica di primo cittadino infatti partecipano in questa tornata due liste civiche mentre il Carroccio ha deciso di non presentarsi e non appoggiare nessun raggruppamento. Si semplifica quindi la scelta per gli elettori di Angolo Terme che negli ultimi anni avevano sulla scheda elettorale tre possibili alternative. Alla semplificazione hanno concorso le due liste civiche di opposizione Cambiamo Insieme e Noi di Angolo che per l appuntamento di maggio hanno unito le forze per dare vita alla lista Cambiamo Insieme Angolo. Dall altra parte cerca la riconferma il sindaco Riccardo Minini, anche lui a capo della lista civica nuova di zecca Minini Riccardo sindaco. Espulso dalla Lega Nord nel febbraio 2012 l imprenditore cinquantacinquenne, ex assessore provinciale al turismo, aveva costituito una maggioranza con altri sei consiglieri, espulsi a loro volta dal partito, portando a termine il mandato elettorale. Di questa maggioranza nella lista civica sono rimasti due consiglieri mentre gli altri candidati sono alla loro prima esperienza elettorale. Neofita della vita politica nel centro termale camuno anche il candidato sindaco di Cambiamo Insieme Angolo Alessandro Morandini, 39 anni, neurochirurgo e vicario del Direttore di Unità Operativa di Neurochirurgia dell Ospedale di Cremona. Tra i dieci candidati della lista individuata con il termine supercivica sette erano già presenti nei due differenti schieramenti cinque anni fa mentre sono tre i debuttanti. Un comune pacificato dopo le profonde spaccature createsi in questi ultimi anni, è questo il primo obbiettivo della lista civica Cambiamo Insieme Angolo. È infatti ancora vivo l esito del confronto elettorale del 2009 quando Minini riuscì a spuntarla per un solo voto su Lucio Gagliardi, candidato di Cambiamo Insieme. Il ricorso dell opposizione al TAR e al Consiglio di Stato, con la sentenza favorevole all attuale primo cittadino, ha acuito divisioni alimentate negli anni precedenti dalla Lega Nord con scelte ed atteggiamenti poco concilianti con le opposizioni. Il primo compito della nuova amministrazione, secondo Morandini, deve essere quello di ricomporre l unità del paese e lo fa affidandosi «a persone, giovani e di esperienza, preparate per la gestione dei diversi settori dell amministrazione, ma soprattutto generose, in grado di superare ogni individualismo e di unire le forze per creare nel nostro paese un ambiente innovativo, sano, in grado di aiutare i più bisognosi, di investire sui giovani di sostenere donne, bambini e anziani». Già definito anche il programma da realizzare nei primi sei mesi del mandato amministrativo: dal miglioramento della pulizia e manutenzione stradale alla riqualificazione urbanistica dell ingresso del paese, dalla manutenzione delle aree verdi comunali affidandole a progetto alle associazioni del Comune alla videosorveglianza del capoluogo e delle frazioni. Per affrontare le emergenze lavoro e povertà la lista civica Cambiamo Insieme Angolo ha stabilito di rinunciare ai compensi di sindaco, assessori e consiglieri per alimentare il fondo Comune amico : saranno disponibili ogni anno circa euro che serviranno per le persone e le famiglie in difficoltà economica. Pochi e realizzabili i progetti inseriti nel programma elettorale; a fianco di queste opere, ritenute urgenti, ci sono poi una serie di interventi più complessi che saranno studiati nel corso del mandato elettorale. Di contro il programma di Minini rappresenta, come il precedente, una sorta di libro dei sogni con opere che per essere realizzate necessitano di circa 25 milioni di euro. Su tutte la funivia per collegare Angolo Terme alla località montana Colle Vareno (13 milioni di euro) e la variante alla strada di collegamento con la Valle di Scalve per bypassare il centro del capoluogo, altri svariati milioni di euro. Una curiosità nel programma del sindaco uscente è la creazione nelle ex scuole elementari di Mazzunno di una Casa del popolo, un titolo forte e dal richiamo di sinistra, davvero singolare per un sindaco che anche nell ultimo consiglio comunale non ha mancato l occasione per accusare i comunistoni del paese di essere retrogradi e, con il loro atteggiamento, di frenare lo sviluppo e il futuro di Angolo Terme. liste uniche: che fare? Sette comuni con una sola lista per le prossime amministrative. Per la precisione cinque: Braone, Cerveno, Cevo, Monno, Vione. In realtà anche Prestine e Paisco hanno un unica lista seria perché la seconda è arrivata dall esterno senza alcun legame con i due paesi. Il fenomeno non è quindi circoscritto ad un solo comune com era nelle passate elezioni (Vione). Troviamo inoltre liste solitarie anche altrove in provincia. A Bagolino e Preseglie in Val Sabbia e a Lodrino in Valtrompia a conferma di una tendenza. Che cosa può stare alle spalle di una così scarsa propensione a confrontarsi nella gara democratica per governare un Comune? Le ragioni sono senz altro molteplici e possono essere diverse tra paese e paese. Proviamo a trovarne alcune: Amministrare è diventato sempre più impegnativo e difficile e vi è poca disponibilità a dare il proprio tempo gratuitamente e spesso senza avere nessun riconoscimento nemmeno di tipo morale. Le finanze a disposizione dei Comuni sono sempre più esigue ed è quindi difficile realizzare progetti ambiziosi senza il becco di un quattrino. I giovani non sono attratti dall avventura amministrativa poiché l impegno civile non li coinvolge se non marginalmente. I più anziani, magari già liberi da impegni di lavoro, dicono: ma chi me lo fa fare? Posso godermi altrove o coltivando altri interessi il mio tempo libero. Le contrapposizioni di tipo politico sono venute meno negli anni (lo dimostra il proliferare di liste civiche) e quindi lo stimolo a schierarsi e a parteggiare è venuto sempre meno. La vita di paese è talmente asfittica che non appassiona più nessuno. Si preferisce una dimensione più vasta, di tipo almeno comprensoriale. Le competizioni comunali lasciano spesso strascichi polemici di non poco conto. Alcune famiglie rompono le relazioni per anni dopo le contrapposizioni elettorali. L idea assurda del terzo mandato per il sindaco scoraggia ulteriormente il ricambio: «tanto lo fa lui che è bravo e ha il consenso perché dovrei mettermi io che sono inesperto?». La generale disaffezione alla politica si riversa anche sui piccoli comuni poiché si fa di tutta l erba un fascio: tutti rubano, tutti sono approfittatori, tutti pensano solo ai loro interessi... Sono convinto che la fuga dall impegno abbia ragioni profonde che non muteranno facilmente nel tempo. Bisogna allora trovare soluzioni valide che cambino radicalmente l approccio alla vita amministrativa. Una soluzione per me è quella del ritorno per i piccoli Comuni sotto i tremila abitanti a forme elettorali proprie delle antiche Vicinie: un listone unico che raccolga larghe disponibilità e poi le preferenze che determinano la scelta dei migliori a giudizio della popolazione. Ha il difetto di portare a squadre disomogenee e magari con idee diverse, ma l esperienza ci dice che le posizioni contrapposte ci sono inevitabilmente anche all interno di liste apparentemente più omogenee. A lungo andare in una squadra emergono i caratteri spigolosi delle persone che incidono più dei programmi concordati sul tentativo di collaborare proficuamente. Le idee diverse poi a livello amministrativo non sono mai così distanti da provocare irrimediabili lacerazioni. Le liste civiche prevalenti, che mettono assieme (politicamente) cani e porci, stanno lì a dimostrarlo. Ritorno quindi all antico, visto che il partitismo di stampo napoleonico è morto. Oppure fusione dei Comuni. L una strada non esclude l altra. (Giancarlo Maculotti)

5 graffiti - maggio dalla prima pagina un benvenuto e una pesante eredità LE PUBBLICAZIONI FERME AL PALO A distanza di 20 anni dall inizio degli scavi i siti cerimoniali di Cemmo e Pat (Ossimo) non sono stati ancora pubblicati in modo esaustivo, cioè non esiste ancora una pubblicazione scientifica che renda nota la documentazione archeologica. Non si conoscono bene i materiali ritrovati (solo alcuni sono stati esposti nella mostra di Brescia nel 2009) né i massi-stele sono stati pubblicati con fotografie di dettaglio e rilievi. Quello dei rilievi sarà il vero problema, perché chi ha diretto quegli scavi (sempre l allora dirigente della Soprintendenza) non crede nel rilievo a contatto come documentazione archeologica e quindi fino ad oggi abbiamo visto dei frottage o sketch ma nulla che gli studiosi possano apprezzare veramente come disegno dal valore archeologico. Fino a quanto durerà questa lacuna? E dire che questi scavi sono stati pagati dallo Stato, cioè da tutti noi, non si tratta di concessioni a terzi che devono recuperare finanziamenti anche privati... METODI DI STUDIO: SE TORNASSIMO AI TRADIZIONALI? Con la questione del rilievo a contatto abbiamo toccato il problema della libertà della ricerca. Con le precedenti amministrazioni (Ardovino e Poggiani), il rilievo a contatto che venne adottato in Valcamonica come metodo importante per la documentazione non solo da Anati ma sin dai tempi di Laeng, Leonardi e Suss, conobbe uno stop almeno per quanto riguarda il piano di documentazione prodotta dallo Stato per se stesso (intendiamo nel Parco Nazionale di Naquane). Negli anni si erano rilevate una quindicina tra le più importanti rocce incise del Parco, ma poi Ardovino aveva bloccato tutto perché, a suo dire, il metodo era personale e non obiettivo. E aveva iniziato una campagna di costosissimi rilievi fotogrammetrici, utili forse dal solo punto di vista della conservazione ma del tutto inutili come documentazione archeologica: infatti non sono mai stati pubblicati. La dr.ssa Poggiani invece predilesse l altrettanto costoso rilievo laser, anche questo utile per esposizioni museali ma inutile per la documentazione archeologica, visto che le macchine non distinguono ciò che è inciso da ciò che è segno naturale. Insomma da questo punto di vista la documentazione è ferma ai primi anni 90, per lo meno a Naquane. Almeno gli altri gruppi di ricerca (Centro Camuno di Studi Preistorici e Cooperativa Le Orme dell Uomo-Università Cattolica del S. Cuore) hanno potuto continuare a studiare le rocce incise secondo i metodi tradizionali, più efficaci per la documentazione e molto meno costosi di laser scanner e fotogrammetrie. Anche se spesso hanno dovuto confrontarsi con impedimenti e rallentamenti di vario genere (operati dalla Soprintendenza), aggirati a volte grazie alle interpellanze al Comitato tecnico scientifico che faceva rientrare i dinieghi della Soprintendenza. In questi anni poi, sempre grazie ad Ardovino, si è passati alla forzata adozione della schedatura IRWeb, una catalogazione mirata allo studio conservativo delle rocce, visibile on line solo da pochi addetti ai lavori, anche se a suo tempo venne pagata dagli enti comprensoriali che avrebbero dovuto poterne usufruire. Questa catalogazione ora è stata estesa a tutte le rocce conosciute in Valcamonica, ma in realtà i dati sono ancora coperti da segreto. Inoltre si tratta di un archivio mirato solo allo studio dei dati conservativi. Benissimo, ma perché non si promuove un catalogo scientifico delle incisioni che tenga conto delle osservazioni degli studiosi? La tanto sbandierata condivisione di questa schedatura IRWeb non esiste, è un invenzione creata ad arte per essere inserita nel Piano di Gestione Unesco dell arte rupestre della Valcamonica. Gli enti che studiano l arte rupestre sono stati obbligati ad utilizzarla, ma non hanno affatto contribuito alla sua realizzazione. Non è ora che si rimetta mano ad un piano scientifico che preveda lo studio delle altre 90 rocce di Naquane secondo i metodi tradizionali approvati dalla comunità scientifica che si occupa di arte rupestre e che il dr. Gambari conosce bene visto che quando era ispettore in Piemonte utilizzava gli stessi metodi? TURISTI IN CALO: OCCORRE INVER- TIRE LA TENDENZA Gran parte dei progetti e dei desiderata del Piano di Gestione dell arte rupestre della Valcamonica, terminato ormai dal 2005, sono rimasti lettera morta. Non abbiamo ancora un biglietto unico dei parchi camuni, né una seria progettazione dei piani di valorizzazione degli stessi parchi. I turisti sono in continuo calo. Come si evince dal grafico, il trend positivo fino al 1982 (anno della grande mostra I Camuni di Milano, che attirò al parco più di centomila presenze) è ritornato agli scarsi numeri degli anni 70, salvo una risalita dopo un altra mostra a Milano (Immagini di una aristocrazia dell età del Ferro). Lo Stato non fa nulla o quasi per promuovere i propri siti. La pubblicità è affidata alle imprese private che cercano di attirare turismo e didattica verso la valle. Tra l altro i visitatori paganti sono ben pochi rispetto al mordi e fuggi del turismo scolastico, fenomeno in calo pure quello e che non porta benefici economici a nessuno se non alle guide che lavorano stagionalmente in questo settore. Se anche aggiungessimo i visitatori degli altri siti rupestri arriveremmo comunque ad un cifra molto modesta (attorno ai visitatori per anno), non paragonabili agli altri siti rupestri Unesco in Europa. Persino le grotte ricostruite in Spagna e Francia hanno il quintuplo dei nostri visitatori. Bisogna a nostro avviso riprendere il collegamento tra ricerca di arte rupestre e pubblicizzazione dei risultati al grande pubblico (tramite le mostre, le uniche in grado di attirare l attenzione). Cosa aspettiamo? Il Museo è una grande occasione. Purché rimanga aperto e non subisca lo stesso trattamento dei Massi di Cemmo per i quali si è sempre sdegnosamente rifiutato l apporto del volontariato. Meglio chiusi che affidati al Comune! (G.M.) a ciascuno il suo! In un breve nota la Cisl di Brescia (richiamandosi ad un recente accordo di Cisl e Cgil con la Sprintendenza regionale) scrive che «a rendere possibile l inaugurazione sono i lavoratori pubblici del parco di Naquane, che hanno dato la disponibilità a sacrificare ore di lavoro straordinario non retribuite, turni di riposo e anche qualche giorno di ferie pur di permettere l apertura del museo», aggiungendo che «non è però possibile pensare di garantire l apertura delle due strutture solo grazie alla buona volontà dei lavoratori» e, quindi, l ampliamento dell offerta culturale in un territorio non deve limitarsi alla creazione di nuove prospettive per l economia, «ma deve portare la struttura pubblica a considerare nuove assunzioni». l andamento dei visitatori (fonte: Ministero Beni culturali) il confronto con l Europa (n. visitatori annui)

6 6 maggio graffiti UN VIAGGIO NELL ORRORE DELLA GUERRA. E IL PENSIERO CORRE ALL UCRAINA la Bosnia nel cuore. Diario di un legame di Margherita Moles e Alessio Domenighini Una vacanza in Iugoslavia, memorabile. In quegli anni molti si recavano in ferie oltre l Adriatico: cambio conveniente di lira in dinaro, spesa molto contenuta, spiagge libere e mare cristallino, in un frastaglio fantastico di terre ed acque. Ci avevano colpito su tutta la fascia costiera i segni di Venezia, mentre all interno avevamo esplorato le città di Sarajevo e Mostar. Erano per noi i primi contatti con il mondo turco: le moschee, i bazar, i vestiti, la cucina, il caffé. Scolpita nella mente è l immagine di un vecchio che si lava i piedi alla fontana delle abluzioni rituali prima di entrare in moschea Il Gruppo Donne dell Università Popolare si impegna in un progetto di accoglienza di donne e bambini provenienti dalla Bosnia in guerra, come altri volontari e associazioni a Brescia e a Torino. Una devastante CONSULENZA PROGETTAZIONE E VENDITA DI SISTEMI INFORMATICI ANALISI E SVILUPPO SOFTWARE PERSONALIZZATO ASSISTENZA TECNICA Via Quarteroni, DARFO BOARIO TERME Tel Fax Internet: in Redazione: Bruno Bonafini, Guido Cenini, Michele Cotti Cottini, Alessio Domenighini, Stefano Malosso, Valerio Moncini, Federica Nember. hanno collaborato: Paola Cominelli, Ando Domenighini, Giancarlo Maculotti, Margherita Moles. direttore responsabile: Tullio Clementi. e improvvisa guerra civile, nel cuore dell Europa, che manda in fumo la convivenza di diverse culture su cui si basava lo stato iugoslavo. Tre donne di Zavidovici con i loro figli piccoli sono ospitate in un appartamento a Sellero, mentre si attiva un coordinamento allargato per far fronte ai bisogni di queste nuove presenze: sopravvivenza economica, salute, istruzione, socialità. Il progetto è generoso, ma costellato da inevitabili complicazioni, dovute anche all inesperienza e a qualche imprevisto, tra cui l apparire e lo scomparire dei mariti delle donne che, per vie a noi sconosciute, riuscivano a muoversi sui sentieri minati della guerra. La guerra in Bosnia sconvolge le nostre vite, ma rimane sullo sfondo, feroce e indecifrabile All interno della annuale Fiera del libro di Pian Camuno, ospitiamo la scrittrice bosniaca Elvira Mujcic che ci presenta il suo libro Al di là del caos. Elvira viveva con la sua famiglia a Srebrenica, cresceva serena con l affetto dei nonni, giocava con i cugini, studiava in una scuola locale, frequentata da musulmani e serbi. Nel 1992, quando lei è solo una ragazzina, la guerra sconvolge la sua esistenza: la madre lascia la Bosnia, con i suoi tre figli, mentre il padre resta; sono ospiti per un anno di un campo croato, poi arrivano a Cevo. Ci restano. Il padre scompare nel genocidio di Srebrenica del Al di là del caos è la personale scrittura di una giovane donna, è una storia di vita spezzata e di una ripartenza difficile. Un mosaico di persone e di ricordi, un viaggio nell esistenza divisa tra il qui e il là, una ostinata determinazione a non rinchiudersi nel ruolo di vittima Alla fine di aprile partecipiamo ad un viaggio organizzato dall associazione Zavidovici di Brescia e dalle suore Dorotee della città. Ci accompagnano Elvira Mujcic e sua madre Nadja. È un itinerario in Croazia e Bosnia, sui luoghi della guerra. Ci prepariamo, leggendo dei libri: Maschere per un massacro di Paolo Rumiz e La guerra in casa di Luca Rastello. Vogliamo riprenderci quel pezzo di storia, frettolosamente dimenticato, anzi rimosso. Desideriamo saperne di più, svelare le numerose zone d ombra che lo attraversano. Fu davvero inevitabile? Le letture ci presentano un groviglio inestricabile di motivi che portano alla disintegrazione dello stato federale iugoslavo, facendo della Bosnia multietnica il capro espiatorio. Ci sono ragioni culturali, economiche e politiche, c è l affermarsi di una nuova classe dirigente e di partiti nazionalisti, ci sono scontri riconducibili a lotta di classe, scontri tra popolo della montagna e popolo della città, infiltrazioni pesanti della malavita, cecità nel leggere i segnali, opportunismi interessati degli Stati europei, manipolazione dell informazione Ci perdiamo in questo intrico di responsabilità, ma ancora non comprendiamo l abisso di disumanità che si consuma. Siamo sgomenti. Il viaggio ci costringe a misurarci con questo orrore. A misurarci con un lungo ed estenuante assedio a Sarajevo, che gli uomini dell Onu non chiamano assedio in nome di una falsa neutralità. Solo un tunnel sotto l aeroporto per fare entrare cibo, vestiti, medicinali e fare uscire informazioni. A misurarci con la povertà della parte turca di città come Mostar, dove non arrivano gli aiuti umanitari che si fermano nelle zone croate. A misurarci soprattutto con Srebrenica, una enclave protetta dall Onu nella Bosnia più interna, dove avviene il più spaventoso massacro in Europa dopo il Truppe speciali serbe ammassano 8 mila maschi musulmani, li uccidono barbaramente e li buttano in fosse comuni tra l 11 e il 15 luglio Nel silenzio dell informazione, nella più totale impunità, mentre l Europa è al mare. In Bosnia ancora oggi paesaggi devastati, ferite aperte, sguardi allucinati, gruppi umani sradicati o trapiantati, scuole separate, un economia collassata. E tanti cimiteri di lapidi bianche in un verde rigoglioso e vitale. Abbiamo visto un abisso contemporaneo, della nostra storia, dei nostri anni. Difficile da reggere. Ancora più difficile da spiegare. E in Ucraina che cosa sta succedendo ora? Che cosa non ci dice l informazione? Ritroviamo pericolose analogie, temiamo esiti drammatici. Facciamo nostro con forza lo slogan: Fuori la guerra dalla storia! non vittime di guerra «Ricordo, con tristezza, un discorso tenuto da un altra carica della nostra provincia in occasione della consegna di medaglie al valor militare e alla memoria ad alcuni deportati camuni nei campi di concentramento nazisti. L autorità in questione, che sapevo essere di una particolar credo politico, sicuramente lontano dal mio, ha definito i deportati nei campi di sterminio, i trucidati dalla ferocia nazista come delle vittime di guerra e che come tali vanno ricordate. No, i deportati nei campi di sterminio, i milioni di ebrei, omosessuali, religiosi che sono stati seviziati, annientati nell umanità, trucidati e uccisi, a volte sepolti vivi o bruciati nelle camere ardenti, non sono vittime di guerra : sono vittime dell odio, dell assurdità di ideologie becere e disumane, sono vittime di crudeltà e violenza che non possono essere ricondotte ad una semplice guerra...». stralcio dell intervento del sindaco di Braone, Gabriele Prandini, il 25 Aprile

7 graffiti - maggio CON NIARDO È L UNICO COMUNE IN VALLE SOPRA LA MEDIA NAZIONALE Breno vince la classifica della ricchezza di Michele Cotti Cottini zione dei redditi 2012 da lavoro dipendente e autonomo, disponibile all indirizzo La fonte è affidabile (Ministero dell Economia e delle Finanze), la piena veridicità dei numeri un po meno dato che si tratta di redditi dichiarati e il peso dell evasione fiscale in Italia è tristemente noto. Nell elaborazione, per il calcolo del reddito medio pro-capite, l ammontare del reddito complessivo di ogni Comune è stato diviso per il totale dei dichiaranti del Comune in questione (non per il numero degli abitanti). Il grafico, oltre a visualizzare il livello reddituale in tutti i Comuni camuni (asse delle ordinate), mostra l indice di Gini (asse delle ascisse) calcolato per ciascun Comune. Si tratta in sostanza di una misurazione del livello di disuguaglianza all interno di uno stesso Comune: è un numero compreso tra 0 e 1 che più è grande e più manifesta una concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi. In altre parole, se l indice di Gini è 0 allora la ricchezza è distribuita in modo uguale a tutte le persone, se è uguale a 1 allora è il caso limite in cui una persona ha tutto e gli altri non hanno niente. A livello nazionale, a spiccare per un alto livello di disuguaglianza, è il Comune di Portofino, con l indice di Gini pari a 0,79. In Valle Camonica i Comuni si attestano per un indice compreso tra 0,25 (Paspardo) e 0,53 (Monno). fonte: ilpost.it reddito pro-capite dalla prima pagina conferme: tutte al ribasso indice di Gini È Breno il Comune della Valle Camonica con il reddito medio annuo pro-capite più elevato: euro. Seguono Niardo ( euro), Darfo Boario Terme ( euro), Pisogne ( euro), Cividate Camuno ( euro). Si contano dunque sulle dita di una mano i Comuni con un livello di reddito superiore o sostanzialmente in linea con la media nazionale ( euro), mentre significativo resta il gap con la città (Brescia è a quota euro). Fanalino di coda Prestine ( euro), che chiude la classifica camuna dietro a Monno ( euro), Corteno Golgi ( euro), Incudine ( euro). I dati sono estratti da un interessante rielaboradiffuso: Niardo, Cividate, Malegno, pur non grandi centri, devono a questo le loro posizioni alte. Breno anche con l apporto del terziario, del commercio e dei servizi. Idem, in misura leggermente minore, per Darfo, Pisogne e limitrofi. In uno sguardo più largo, oltre il grafico camuno, la disomogeneità interna alla nostra Valle scompare, o diventa molto relativa, se guardiamo all intera provincia bresciana. La Valle, con 35 dei suoi 41 comuni, si colloca nella fascia di reddito 14-18mila euro. E vi figura come la vasta area più povera, tolto quattro piccoli comuni dell Alto Garda, montani, messi perfino peggio dei nostri più poveri centri. Ed anche questo posizionamento della Valle è purtroppo dolorosa conferma. Infine, un dato che unifica tutti, comuni poveri e ricchi di bassa e di alta fascia: il 2012 ha visto per tutti una limatura non da poco del reddito medio. La provincia si ritrova, nel perdurare di una crisi mai così dura, ad aver perso in media euro di reddito per contribuente rispetto all anno precedente. Un dato medio alquanto pesante che, se pur (inverosimilmente) fosse davvero tale per tutti nei fatti come nel dato statistico, avrebbe comunque un impatto ben più forte sulle realtà e le famiglie più deboli. A ricordarci, se ce ne fosse bisogno, della durezza dei tempi. E dell urgenza di mettere in opera ogni riparo possibile.

8 8 maggio graffiti dalla prima pagina ombre (e squarci) di primavera popolo, le cui aspettative, unitamente a quelle di ben tre sindaci (lui compreso), sono state improvvisamente infrante da uno schianto. Già, perché quel simbolo moderno-cristiano avrebbe dovuto rappresentare la redenzione economica e sociale, più ancora che spirituale dell intera Valsaviore (come se le fortune di Bienno fossero dovute al Cristo Re!). Da qui, probabilmente, gli eccessi successivi: la bandiera a mezz asta, la caduta (in tutti i sensi) del Primo Maggio senza alcun indugio dai versanti sindacali, che avrebbe dovuto ritornare a Cevo dopo decenni di sofferto oblio e, infine, le divagazioni esoteriche sulla misteriosa sciagura. Dal Palazzo («... ricerchiamo con la forza della ragione una risposta, ma non esiste», Giornale di Brescia, 26 aprile) alla vox populi, che vorrebbe decriptare un improbabile messaggio trasmesso all ombra di ben quattro papi (metà in... carica e metà in via si santificazione), due dei quali connessi in qualche modo alla vittima che, travolta dalla Croce di Wojtyla, abitava in via Giovanni XXIII (a Lovere). Per non dire della M, emergente in filigrana tra le vele dei millenni: emme come Marco! E perché mettere limiti alla... provvidenza? Perché non aggiungere giacché le M erano due, come i millenni, che anche il presidente dell associazione della croce si chiama Marco, come la vittima? Prima di... scendere dalla Croce, ancora una breve, ultma nota: ripudiando il velleitarismo del vescovo ausiliare di Brescia Vigilio Olmi («Mi auguro che ci sia la volontà di ricostruirla»), dopo una lunga quarantena il sindaco di Cevo rompe il silenzio stampa per dire, fra l altro, che «non dovevamo puntare così tanto su una struttura che sapevamo non essere eterna, su qualcosa che il tempo avrebbe consumato». Chapeau, direbbero in Francia. 25 APRILE IN ALTA VALLE Un breve volo pindarico per spostarci da Cevo al fondovalle, cominciando da Malonno, dove il 25 Aprile le associazioni partigiane dell alta Valle celebrano l anniversario della Liberazione in tono minore, in una piazza che meritava comunque maggiore partecipazione, nonostante l improvvida... stecca di Bella ciao, che la Banda di Sonico non conosceva, diranno (ma dai! Ma se la cantano persino i bambini all asilo?). Stecca che verrà riproposta anche a Losine, nella stessa giornata! E allora c è solo da dire che siamo ormai oltre la coincidenza, perché il terzo indizio (quello che serve per passare appunto dalla coincidenza alla prova) si era già manifestato in quel di Pordenone, dove il prefetto «con il benestare del sindaco Pd aveva vietato di cantare Bella ciao durante le celebrazioni ufficiali perché può produrre fenomeni eclatanti, turbare la campagna elettorale e ulteriori turpitudini...» (Il Manifesto, 25 aprile). Divieto assurdo che, continua Giorgio Salvetti sul Manifesto, «è rientrato solo dopo le proteste dell Anpi e per intercessione del senatore Pd Lodovico Sonego presso il viceministro degli Interni...».... E A COSTA VOLPINO Non sappiamo invece se Bella Ciao sia entrata o meno nel repertorio di giornata a Costa Volpino, ma lì le associazioni partigiane (e non solo) avrebbero dovuto essere chiamate in causa per una cosa ancor più preoccupante salvo che non si tratti del rovescio della stessa medaglia : che senso ha, infatti, dedicare il 25 aprile alla Liberazione e, congiuntamente, ai Martiri delle Foibe (per i quali è stato istituito dalla Repubblica italiana l apposito Giorno del ricordo ), se non quello di mettere tutto in un calderone affinché il grigio possa diventare finalmente il colore dominante? A margine, poi, si potrebbero citare due particolari non meno significativi: la commemorazione ufficiale da parte di Elisabetta Ruffini (che avrà mantenuto sicuramente il buon livello mostrato qualche giorno prima al convegno di Lovere su Giovanni Brasi): «figlia di Giovanni Ruffini, indimenticato politico democristiano», scriverà l Eco di Bergamo con un ineguagliabile tocco di... raffinatezza politica, ancorché umana, e l inaugurazione del bel monumento nella piazza di Corti, il cui autore rimarrà nell ombra perfetta, come si conviene ad ogni artista senza alcun padrinato politico. Ma qui rischiamo di scivolare nelle sfumature di... colore (e ridagli col grigio!). PRIMO MAGGIO A CASTRO E ISEO Bella ciao riemergerà il Primo maggio a Castro, durante il pranzo organizzato dal sindacato camuno-sebino, assieme a Bandiera rossa, Madonnina dai riccioli d oro e qualche Vaffanculo urlato dal numeroso gruppo di giovani che stava festeggiando un compleanno amico. E di questo il sindacato farà bene a tenerne conto, perché non ci sono altre scorciatoie, per tenere insieme vecchi trinariciuiti e giovani rompiballe, se non quella di portare in piazza (o anche soltanto al ristorante) le nostalgie del passato che non ritorna e le prospettive di un futuro avvolto dalle nebbie, con la speranza di un reciproco e salutare contagio. Con altre parole sicuramente con parole più adeguate lo diranno anche il segretario della Cgil di Valcamonica-Sebino Daniele Gazzoli ed il sindaco di Castro (già apprezzato sindacalista della Cisl), Mario Gualeni, concludendo la manifestazione sotto la pioggia sul lungolago. Parole comunque apprezzabili, anche laddove paiono confliggere, perché la Festa del Lavoro di Gualeni (e della Cisl, sostanzialmente), probabilmente non si discosta granché dalla Festa del lavoratori di Gazzoli (e della Cgil) nell essere ben altra cosa dalla stessa barca sulla quale vorrebbe farci salire la signora Guidi (ministro dello Sviluppo «... liberiamoci dalla paura delle menzogne e anche dalla paura delle verità». Guido Crainz, Il dolore e l esilio economico), dove buontemponi, sguatteri e rematori dovrebbero esprimere l idea moderna di coesione sociale. Una coesione sociale che, paradossalmente (sempre che sia un paradosso), mantiene forse qualche residua traccia, ancora, proprio a Iseo, dove il ceto medio la borghesia, avremmo detto un tempo pare non abbia mai avuto alcun bisogno di turarsi il naso per convivere con la Ca del Diaol (il Circolo dei lavoratori) e col suo retaggio vetero-operaista. Come hanno testimoniato anche il sindaco di Iseo Riccardo Venchiarutti, il sindacalista della Cgil, Gabriele Calzaferri (breve sintesi nella pagina accanto) e la storica Banda municipale che, rispettando la solida consuetudine, ha accompagnato anche quest anno il corteo con il suo apprezzato repertorio, compreso L inno dei lavoratori. CONSIDERAZIONI A MARGINE Al dunque, conosco il sindaco di Cevo quanto basta per potermi affrancare dal duplice ed opposto rischio delle adulazioni e, per altro verso, dei giudizi trancianti a prescindere; non conosco il sindaco di Malonno, se non come neo-sodale di tal Pierferdinando Casini (il ché non basta per giustificare un giudizio negativo); non conosco i sindaci di Losine e di Costa Volpino (quest ultimo soltanto per il molto esibito merito anagrafico, che da solo, però, non porta da alcuna parte); conosco ed apprezzo la franchezza e l onestà intellettuale dei sindaci di Castro e di Iseo, per cui, non ho alcuna valida ragione per temere che tutti questi sindaci (e molti altri, suppongo) non sappiano fare adeguatamente il loro mestiere. Per altro verso, sono convinto che anche il sindacato sappia fare adeguatamente il suo, di mestiere. Tuttavia, non riesco ad affrancarmi dal timore che il fair play (il politically correct, per dirla con un termine specificamente politico), alla lunga possa diventare uno scivolo progressivo verso una china al fondo della quale ci possono stare soltanto il podestà e le corporazioni di mestiere, inevitabilmente subordinate al potere istituzionale. L unica alternativa è il conflitto sociale? Bene! Non potrà che essere un toccasana anche per la democrazia, oltre che per i diritti universali. Ps: Bella ciao, infine, l abbiamo sentita domenica 4 maggio al concerto amatoriale (fra i chitarristi il dinamico don Fabio Corazzina), durante la festa multietnica di strada promossa con il sempre apprezzabile contribuito dell oratorio di Santa Maria in Silvis, a Brescia.

9 graffiti - maggio È vero, il sindacato è stretto in una tenaglia. Da un lato si riducono i suoi spazi di attore politico generale, non solo per la fine della concertazione ma soprattutto per la contrazione del lavoro dipendente. Dall altro lato si riducono pure i margini della contrattazione, a causa di questa drammatica crisi. Una cosa però va detta con nettezza: senza il sindacato, o con un sindacato in ritirata, la società sarà più debole. Saranno più deboli i diritti dei lavoratori e la possibilità stessa di rinnovare il welfare preservando il modello sociale europeo. Sarà più debole anche la sinistra: come può vincere in un sistema che delegittima i corpi intermedi, lasciando soltanto i leader e le loro tecniche di comunicazione davanti a cittadini sempre più soli e spaventati?. Claudio Sardo, L Unità sulla stessa strada La marcia antirazzista Sulla stessa strada è giunta alla sua quinta edizione. Dopo aver percorso il tragitto Darfo-Pisogne-Lovere-Rogno-Darfo, raggiunge quest anno il comune di Esine, partendo da Darfo, piazza Lorenzini. Il giorno fissato è domenica 18 maggio. L iniziativa è promossa dal Consiglio Territoriale Migranti e da numerose associazioni di diversa ispirazione. Nata per promuovere una pratica di conoscenza e collaborazione fra i nativi e gli immigrati, per far conoscere le problematiche di coloro che vengono da un altrove e per l affermazione dei loro diritti, per denunciare e contrastare le discriminazioni, si è data quest anno il sottotitolo di nessuna barriera, nessuna frontiera. Ha inteso, così, focalizzare l attenzione su due fattori emersi con rilievo negli ultimi mesi. Innanzitutto il pericolo di chiudersi entro barriere (fisiche, culturali, claniche, familiari...) nella speranza di salvarsi da una realtà resa sempre più incerta dalla crisi e da quella che abbiamo imparato a chiamare modernità liquida. Il secondo è la constatazione (evidente a tutti, dalla tragedia di Lampedusa in poi) dell inutilità delle politiche attuate in questi anni sia dall Italia sia dall Europa di chiusura delle frontiere a chi sta fuori. La fortezza-europa non ha impedito l ingresso di uomini donne e bambini. Ha solo messo a rischio la loro dignità e le loro vite. da un comunicato stampa della Cgil di Valcamonica-Sebino L Europa dovrebbe rimettere i valori al loro posto, essere all altezza della tradizione dell accoglienza che l ha contraddistinta nella sua storia. Il Mediterraneo è diventato un cimitero sott acqua, è questa la nostra unica vera emergenza, non gli immigrati che arrivano fin qui. Chi fugge dai Paesi martoriati dai regimi e dalle guerre non ha scelto di essere un rifugiato.... (Laura Boldrini) Primo maggio a Iseo. Festa di ché? «Ma c è ben poco da festeggiare, con un milione di famiglie senza redditi da lavoro e, più in generale, circa il 30 per cento della popolazione a rischio povertà». È l incipit dell intervento di Gabriele Calzaferri nella giornata del Primo Maggio a Iseo. Intervento che continua sulla falsariga dei dati per aggiungere che, solo nell area bresciana, la disoccupazione colpisce 45mila persone, di cui oltre 10mila in età compresa tra i 15 ed i 24 anni. E non ci sono ragioni di ottimismo neppure sul versante delle dinamiche salariali per chi il lavoro (o la pensione) ce l ha, con un quarto della popolazione costretta a vivere con meno di 10mila euro annui (poche centinaia di euro al mese), dovendo rinunciare, oltretutto, al bonus di 80 euro deciso dal governo Renzi. Che fare, dunque? Ecco alcuni punti messi in fila dal sindacalista: Uscire dalla politica di austerità; Aumentare in modo più equo i salari e le pensioni; Adottare una programmazione economica che possa incoraggiare investimenti e scelte di politica industriale tali da poter ridurre la precarietà del lavoro. In sostanza, per dirla con quella che è ormai da tempo la parola d ordine sindacale: rimettere al centro il lavoro! In tal senso, quindi, al fine di recuperare le risorse necessarie, è necessario tracciare un percorso che passi attraverso un adeguata tassazione dei patrimoni immobiliari, una efficace lotta all evasione fiscale, alla corruzione ed agli sprechi della politica e, per altro verso, una riqualificazione del settore pubblico, anche con significativi tagli della spesa improduttiva. Tornando poi al tema del rimettere al centro il lavoro, continua Calzaferri, si tratta di un processo che si può realizzare solo con una partecipazione democratica diffusa, che parta dal basso, con la contro ogni tentazione dell uomo solo al comando. In questo senso, anche per contrastare il dilagante populismo (che si nutre soprattutto di antipolitica) e riaffermare appieno i valori della nostra Carta costituzionale, sarà quindi necessario prestare molta più attenzione al ruolo dell Europa. Un Europa che possa diventare garanzia di sviluppo equo e solidale. Ma questo è un ruolo politico, conclude Calzaferri, e non può essere appaltato ai tecnici, e tantomeno agli specialisti della finanza. (t.c.) FUOCO FATUO (a cura di Stefano Malosso) leggere lo spazio GRAFFITI via Silone, 8 (c/o Tullio Clementi) DARFO BOARIO TERME Al di là delle bellezze dell arte antica, delle quali questa vallata è abbondante, è bene ricordarsi di tanto in tanto che esiste anche il mondo dell arte contemporanea, e che il nostro territorio è stato, in questi anni, un incubatore per tanti giovani artisti votati alla sperimentazione. Va in questa direzione la mostra Percezioni Spaziali, che sarà inaugurata il 16 maggio (con introduzione dei docenti d arte Giorgio Azzoni e Massimo Facchini) nella bellissima cornice della Chiesetta Ex Convento di via Quarteroni a Darfo Boario Terme, che vede esposte le opere dei giovani artisti Francesco De Prezzo e Tiziana Salvini. Al centro della loro ricerca artistica c è lo spazio, affrontato attraverso la videoarte, le installazioni interattive, la fotografia e la pittura secondo le loro sensibilità personali. Si tratta di un arte mai fine a se stessa, quella di De Prezzo e della Salvini, ma che piuttosto intende provocare lo spettatore aprendo spazi di riflessione su alcune questioni contemporanee: la privazione della libertà omosessuale in Russia, l instabilità culturale italiana e gli stereotipi sessuali della società sono tematiche che interrogano costantemente il visitatore della mostra dagli occhi delle opere esposte. Recita la premesse alla mostra, scritta dagli artisti stessi: «Questa mostra va vissuta. Spesso vi si chiederà di interagire con delle installazioni e troverete infatti istruzioni per utilizzare alcuni elementi, se lo vorrete fare. Per chi è sempre stato abituato a guardare l arte del bello, chiediamo lo sforzo di andare oltre l occhio e, attraverso la collaborazione empirica ovvero l esperienza diretta dei sensi, arrivare a mettere in gioco il vostro pensiero, sperando che riusciremo a stuzzicarlo con questo mezzo di espressione che è l arte contemporanea». Obbiettivi ambiziosi, sì, quelli dei due ragazzi, nel solco di quegli artisti del Novecento che hanno inteso l arte non solo come fatto estetico o decorativo, ma come strumento di creazione di pensiero, di scatola magica, di rivelazione: artisti-veggenti, in grado di scardinare il reale attraverso la propria opera, in grado di farsi intermediari fra l individuo spezzato e il mondo, vere e proprie guide del presente. C è tempo dunque fino al 25 maggio per scoprire l opera di questi giovani sperimentatori. E, magari, riscoprire l arte contemporanea

10 10 maggio graffiti LA STORIA (INEDITA) DEGLI INCONTRI TRAMONTANI - 4ª PUNTATA la religiosità in montagna e l apatia camuna di Giancarlo Maculotti L anno successivo (2002) scavalchiamo il Tonale e scendiamo in Val di Sole per parlare di religiosità e di sacro 1. È l unico Convegno che si fonda su una ricerca estesa ad alcune valli. Un intenso lavoro di preparazione del questionario, di somministrazione delle domande e di catalogazione delle risposte che mi sobbarco personalmente e che porto a termine dedicandoci un intera estate. La Valli coinvolte sono: Val Pellice (103 questionari compilati), Val Brembana (751), Val Seriana (412), Val di Sole (233), Vallecamonica (591). Vengono distribuiti 2500 questionari composti di 19 domande a giovani tra i 13 e i 29 anni e ne ritornano compilati Nonostante il campione non sia stato scelto in modo scientifico i risultati sono perfettamente in linea con inchieste analoghe promosse da istituti di ricerca a livello europeo. I risultati? Val di Sole religiosissima, Val Pellice agnostica, Val Camonica apatica. Così, con qualche inevitabile forzatura, potremmo sintetizzare la ricerca sulla religiosità fra i giovani di alcune valli alpine. E ancora: ragazze ribelli e maschi integrati, libera sessualità senza condizionamenti papali, inferno relegato nell immaginario medievale, insegnamento scolastico della religione bocciato. Si scopre che quasi il 93% dei giovani delle valli riceve un educazione religiosa. Una tenuta quindi della tradizione e, apparentemente, nessuna netta inversione di tendenza. Altro discorso invece se ci si sofferma sulla qualità di questa educazione: se taluni la traggono dall esempio e dal confronto in famiglia, circa la metà la ricevono attraverso raccomandazioni poco coerenti con la pratica o attraverso intimidazioni. Sembra infatti che sia diffuso il costume di dare ordini del tipo: È ora di andare a messa. E tu perché non ci vieni? Fai sempre le stesse stupide osservazioni. Allora non ci vado neanch io. No, tu ci vai perché alla tua età È anche per questo forse che appena compiuti i 18 anni i giovani montanari, che pure sono del 10% più praticanti di quelli della città, abbandonano in gran numero la pratica religiosa. In sostanza frequenta abbastanza regolarmente la chiesa la metà dei giovani intervistati (fra questi l 8% più di una volta alla settimana) e diserta totalmente o frequentemente l altra metà. Un dato confortante? Dipende dai punti di vista. o o o o o o o o Dalla ricerca sulla religiosità all analisi dei giochi della tradizione alpina. Nel 2003 si va in Val Seriana (Bergamo) e a Clusone il Circolo Baradello (con il presidente Camillo Pezzoli e con Antonio Gonella) organizza il tredicesimo convegno. Il circolo, caso più unico che raro, aveva già elaborato la sua proposta almeno un anno prima e Antonio la presentò con un esauriente power point già a Malè, durante gli Itm precedenti. Il Convegno si caratterizzò per la proposta di sperimentare nelle piazze del paese i giochi tradizionali (il Pirlì e la gara dei cerchi) con una partecipazione popolare più ampia che in altre occasioni. Le guide alla Danza Macabra, alla torre dell orologio con Mino Scandella e a palazzi e chiese della cittadina e di Rovetta raccolsero molte più persone di quelle che seguirono le relazioni. 1 Atti: La montagna, l uomo, il sacro - La religiosità nelle valli alpine dalla tradizione alla globalizzazione, in Costruire Memoria, Centro Studi per la Val di Sole, RITRATTO (a cura di Paola Cominelli) Armando Piccinelli Igino, detto Armando, Piccinelli, da molti conosciuto come sorga soprannome della sua famiglia, avrebbe potuto essere un uomo come tanti altri, ma il destino ha voluto che fosse l uomo della televisione camuna. Non solo un volto noto al grande pubblico dello sport, per le sue telecronache e per i suoi sevizi sul ciclismo, ma anche colui che ha creato la tv del territorio, colui che ha portato la gente camuna in televisione, che ha dato ai camuni la loro televisione. Prima Telecamuna, poi Teleboario, quindi Piuvallitv, la storia delle televisione in Valle Camonica è indissolubilmente legata al nome di Armando Piccinelli. Chissà se quand era ragazzino e sfrecciava in bicicletta per distribuire il pane o quando faceva il garzone dal meccanico si immaginava un futuro nell etere. Beh da giovane fu attore nella compagnia dell oratorio perché anche Armando Piccinelli è stato un ragazzo di don Bassi all oratorio di Darfo e ha sempre avuto doti da mattatore; le sue barzellette e le sue battute salaci sono famose. Questo per dire che, probabilmente, la sua strada era tracciata. Sta di fatto che fu proprio lui, insieme a pochi altri pionieri a dar vita alla prima tv della Valle Camonica. E fu sempre lui, 30 anni dopo, a contribuire a far nascere la prima tv digitale del territorio. Quanti ragazzi e ragazze sono passati in questi e quegli studi, qualcuno ha fatto carriera, qualcuno ha cambiato strada, altri proseguono sulla strada di Armando, sul territorio. Io sono una di quelle, spero di non averlo deluso.. Il nostro lavoro, a volte è un lavoro che non ti lascia il tempo di pensare, una telefonata e si parte, non c è tempo, bisogna chiudere l edizione, servizi e pezzi devono essere pronti, il pubblico e i lettori vogliono sapere, vedere, sentire. Poi, quando tutto è finito, la sera, si ritorna a casa, stanchi, e finalmente nel silenzio si può riflettere; è in quei momenti, che Armando ci mancherà di più. Mentre lavoriamo riusciamo a non pensare che non c è più... che ha intrapreso una strada diversa. Ci ha lasciato una borsa piene di risate e di consigli... A volte con lui si discuteva anche, ma era uomo con cui si poteva parlare, non si tirava indietro su niente, quante iniziative anche innovative partite dalle nostre piccole tv lo hanno visto protagonista spesso silenzioso; adesso Armando è nel silenzio, ma credo che questa Valle gli debba qualcosa, perché lui, come tanti altri, ha contribuito a scriverne un pezzo di storia, ma per certi versi ha fatto anche di più perché questa storia ce l ha raccontata e documentata giorno per giorno. COOPERATIVA SOCIALE Pro-Ser Valcamonica Onlus Piazza don Bosco, 1 - DARFO BOARIO TERME pulizie uffici, scale condominiali, negozi, bar, ristoranti, civili abitazioni. Preventivi gratuiti! LAVA&STIRA-LAVASECCO a Gianico, Centro Mercato Valgrande a Pisogne, Centro Commerciale Italmark a Darfo, Centro Commerciale Adamello Maninpasta Produzione e vendita di pasta fresca, a Darfo (piazza Matteotti, 15) ADERENTE AL CONSORZIO SOLCO CAMUNIA

11 graffiti - maggio sconcertante! Lo scempio estetico che abbiamo sotto gli occhi in questi giorni nei paesi della Valle, in seguito all introduzione del porta a porta, potrebbe essere stato preventivato perfino dai gestori del servizio, come pedaggio alla fase di avviamento. Quindi non ci resta che attendere pazientemente gli sviluppi? Ciò che sconcerta, invece, è un altra novità, ovvero: il servizio smaltimento rifiuti di Valcamonica Servizi restituisce al... mittente sacchetti e contenitori biodegradabili perché la struttura valligiana non ne contempla il riciclaggio. Altre priorità, evidentemente. (t.c.) recensione di Alessio Domenighini Titolo: Una stella incoronata di buio. Storia di una strage impunita Autore: Benedetta Tobagi Editore: Einaudi In questo libro straordinario si parla della strage di Piazza Loggia. Una storia impegnativa per chi l ha scritta, ma anche per chi la legge. Se poi il lettore, come il sottoscritto, è stato testimone diretto ero infatti in piazza Loggia il giorno dote scuola: Maroni peggio di Formigoni Fa discutere, anzi fa diffusamente indignare, la cosiddetta Dote scuola che la Regione Lombardia ha approntato in queste settimane per gli interventi del diritto allo studio del prossimo anno (domande da presentarsi fino al 22 maggio corrente). Perché i tagli ci sono stati, nei fondi statali assegnati, e sono innegabilmente consistenti (da 20 milioni a 5!! Ai quali la Regione ha aggiunto altri 5 milioni di fondi propri). Ma che a pagarne pena siano soprattutto alunni e studenti della scuole statali, questo è inaccettabile. Non lo è per allievi e genitori delle scuole pubbliche. E non lo dovrebbe essere per gli stessi privati che rivendicano il diritto di una scelta scolastica propria ( libera, usano dire), diversa, legittima certo, che tuttavia dovrebbero sentire l orgoglio di non farla pesare, poco o molto che sia, su quanti, la stragrande maggioranza, scelgono la scuola pubblica, per convinzione civica o per motivi economici. E così nessun buono scuola è previsto per gli iscritti alla scuola pubblica di ogni ordine e grado, che invece sarà riservato ad alunni e studenti di scuole private di famiglie con reddito ISE fino a 38mila euro. Quanto al sostegno alle spese scolastiche (libri, attrezzature ), lo potranno chiedere, tra gli iscritti alla pubblica, solo quanti vivono in famiglie con redditi ISE inferiori a 15mila euro e solo di scuola media inferiore e del biennio superiore. Parametri estremamente restrittivi! Rimarrà, insomma, la tradizionale vergognosa sproporzione tra i fondi destinati ai due settori di scuola, quella consolidatasi nella lunga e ingloriosa stagione clerico-affaristica del centrodestra a guida Formigoni. Sproporzione da 10 a 1 in certi anni, a vantaggio di chi frequenta la scuola privata. Ma stavolta ancor più grave a fronte dei tagli intervenuti e soprattutto a fronte dei disagi economici portati dalla crisi in tante famiglie. Difficile pensare che le difficoltà maggiori stiano nelle famiglie che possono permettersi costose rette di scuole private rinunciando alla gratuità del pubblico! Unica nota positiva, in tale sconfortante scenario, è la dura reazione di molti genitori della scuola pubblica bresciana, costituitisi in rete e in gruppo di protesta e pressione. Che nel difendere sé stessi da un provvedimento ingiusto, un sopruso amministrativo, vanno ben oltre la denuncia di una cattiva scelta politica e difendono per tutti un valore costituzionale. (Bruno Bonafini) basta motoslitte! Nel territorio montano della Bassa Valle Camonica, dalla conca di Bassinale passando nel cuore della riserva integrale di Val Grigna fino al Maniva, si registra un continuo aumento ed invasione di motoslitte che, senza rispetto del territorio e di quanti qui si recano lettera in Redazione per fare un escursione, scorazzano in lungo e in largo a velocità sostenuta, provocando un rumore infernale, puzza di benzina e la possibilità non remota di causare slavine. Questo purtroppo avviene senza che nessuno possa contrastare questi signori - generalmente gente piena di soldi e con poco rispetto degli altri e dell ambiente che non si fanno problemi a pagare le contravvenzioni date da chi dovrebbe far rispettare i regolamenti (con scarsi e difficili controlli), anzi, se la ridono e ripartono. Tutto ciò mentre le Istituzioni sovracomunali, i Comuni, il CAI, l Ersaf sono impegnati a favorire lo sviluppo turistico/naturalistico della Bassa Valle Camonica valorizzando le preziose risorse ambientali che ancora posseggono le nostre montagne, in special modo il fantastico gioiello verde dell Area Vasta Val Grigna. Ci chiediamo se vale la pena precludere le nostre montagne agli amanti dell escursionismo, delle gite domenicali, a chi vuole togliersi dal frastuono e dallo smog della città (e anche della nostra ormai inquinata valle) per potersi godere una giornata di quiete e relax sui monti, per dar via libera a motoslitte rumorose ed inquinanti, a gente che non ha rispetto né per l ambiente né per la fauna che lì dovrebbe vivere e prosperare (Parte dell Area è considerata riserva integrale!). Si chiede, quindi, di rivedere la scelta infelice di autorizzare l uso delle motoslitte per divertimento e svago in stagioni quali l inverno e la primavera, così importanti per la sopravvivenza e riproduzione della fauna locale, di favorire la frequentazione della montagna e la valorizzazione della stessa incentivando l uso di mezzi ecologici (sci, ciaspole). della strage questo libro assume addirittura una forte dimensione emotiva. Chissà cosa ha rappresentato questo lavoro per la sua autrice! Molti gli spunti di riflessione che il libro suggerisce, a partire dal contesto nel quale la strage si realizza. Anzitutto il susseguirsi di una serie di attentati di matrice fascista, da cui emergeranno anche altre stragi, come quella di Milano o quella dell Italicus. Anche il contesto internazionale ha un suo rilievo non casuale con i due golpe di riferimento: quello cileno e quello greco. Emergono così molti indizi che rimandano ad un azione diretta addirittura della CIA: i servizi segreti americani. Tra i vari oppositori a questa strategia neofascista dal libro emergono in primo piano alcune figure. Anzitutto quella di Manlio Milani e poi quella della moglie Livia, una delle vittime della strage. Si stagliano in tutta la loro bellezza le due figure di Manlio e Livia: giovani, curiosi, assetati di giustizia. La storia di due vite, la storia di un pezzo di città di quegli anni: dal mondo cattolico al partito comunista, la fabbrica, le 150 ore, il sindacato, la scuola, l AIED. Accanto si distinguono anche altre figure, a partire da Giulietta Banzi Bazoli, anch essa vittima della strage e più in generale i militanti della CGIL Scuola di quegli anni. La strage diventa un buco nero nella storia personale di Manlio che dall avvenimento tragico trae la forza per non arrendersi, per andare avanti, per essere un supporto insostituibile nella costruzione della memoria e nella lotta per la ricerca della verità fattuale e processuale insieme. Il libro indaga quindi i vari aspetti della strage e soprattutto le molteplici complicità tese a depistare le indagini, proteggere i colpevoli, impedire che la verità emerga. Complessivamente un accozzaglia di rimandi, indizi, quasi certezze, senza riuscire però a costruire un complesso di prove che portino ad una verità processuale che disveli gli esecutori e i mandanti di questa strage, così come delle altre che in quegli anni hanno percorso lo stivale. Certamente un libro bellissimo, una lettura faticosa e indispensabile. Un racconto oggettivo e soggettivo insieme: si pensi al rapporto dell autrice con lo zio Manlio. Davvero un modo diverso e coinvolgente di fare storia, testimonianza, militanza della memoria. Tutto questo, ovviamente, è anche il frutto di un lunghissimo e impegnativo lavoro, della consultazione di una marea di documenti, dell ascolto di moltissimi testimoni, della voglia, insomma, di non arrendersi nella speranza che alla fine tutto questo riesca a scalfire il muro di gomma che finora uno stato democratico è riuscito a innalzare e custodire. Bisogna dare un idea di Stato in risposta a un altra. Non si migliora un Paese distruggendo. La democrazia non è un bene per sempre, bisogna esercitarla attraverso la partecipazione. E partecipare non è solo votare, ma anche far sentire la propria voce, manifestare, scrivere. (Laura Boldrini)

12 12 maggio graffiti ROSSO DI SERA (a cura di Giancarlo Maculotti) Europee: oltre gli slogan vuoti Matteo mi vuol far ritornare indietro di vent anni. Ai tempi nei quali giravo l Europa con una decina di scatoline piene di monetine: il marco tedesco, i franchi francese, svizzero, belga, lussemburghese, la peseta, il fiorino, la dracma. Ogni cambio una perdita secca e soldi spicci che più nessuna banca rivoleva. Parlo di Salvini evidentemente. Non del Matteo premier che raccoglie le mie simpatie e le mie ultime speranze di riformare decentemente questo paese. Capisco la diffusa delusione per l Europa e mi deprimono anche i manifesti del Pd dove si usa lo slogan cretino e privo di ogni serio contenuto l Europa sei tu. Bella insignificante trovata come quella di Bienno è Bienno. Si vede che vanno di moda la superficialità e gli slogan vuoti. Anche questo è un sintomo della crisi morale e politica: stiamo sul generico, non si sa mai. Checché dicano le volgari magliette del barbaro Salvini è del tutto evidente che di più Europa c è bisogno come dell aria e dell acqua. Innanzitutto per ragioni legate alla pace, che non è fattore secondario. Vorrei infatti vedere sui manifesti Pd sparsi in tutta la Vallecamonica due parole: esercito europeo. Diminuiremmo le spese per la difesa e ci garantiremmo la pace, almeno al nostro interno, per altri settant anni. Vorrei vedere inoltre altre due parole: occupazione giovanile. Mi piacerebbe leggere: ministro degli esteri europeo, chiusura di ambasciate e consolati in Europa per rafforzare semmai quelli nei paesi emergenti. Superamento dei dispendiosi corsi di italiano e apertura di altre scuole di eccellenza europee dove trovano spazio le principale lingue della confederazione. Vorrei inoltre vedere qualche rinnovamento anche nelle liste. Ho grande simpatia per la Toia, ma è a Strasburgo da una vita. Sarà pure competente (l ho verificato di persona) ma dopo due mandati anche in Europa sarebbe opportuna una rotazione. Anche per l euro non mi manca qualche perplessità. Non ho mai capito ad esempio (ma i limiti sono tutti miei) perché il cambio iniziale non è stato fissato a mille lire. Ci sarebbe stata perfetta corrispondenza con il marco e con la lira. Avremmo evitato il raddoppio dei prezzi di ogni prodotto. Metà Europa (Germania e Italia) avrebbero calmierato i prezzi in modo naturale su tutto il continente, poiché gli aumenti (oltre alla disonestà degli speculatori) sono molto legati alla psicologia umana. Non sarebbero stati forse felici gli inglesi che comunque sono recalcitranti lo stesso e che andrebbero lasciati andare per i fatti loro, visto che stanno con un piede dentro e uno fuori da sempre. Insomma di una svolta c è bisogno ma per riuscire a realizzarla è meglio innanzitutto andare a votare. Poi è salutare per tutti sconfiggere la barba di Salvini e dei suoi fratelli d Italia. Farlo dimagrire di un po di voti (dopo le ruberie e i disastri bossiani e la follia del No Euro) e di qualche chilo farebbe bene all Italia, all Europa. E anche a Matteo. ZUCCHERO, PEPE E SALE (a cura del cuoco) ZUCCHERO Mascherpa, goditi gli ultimi attimi di potere, non si sa mai: vabbè potresti sempre andare all assessorato all agricoltura. PEPE Manella per il terzo mandato è come il pepe verde sul filetto: ci sta sempre. SALE Pendoli, 30 di DC più 10 di PD. 40 anni della solita minestra. appello ai ritardatari Stiamo registrando un sensibile rallentamento nella raccolta degli abbonamenti. Ritardo dovuto forse anche al disimpegno di redattori e collaboraqtori del giornale (diversamente impegnati), nel contattare questi ritardatari, la maggior parte dei quali, anche in passato, ha mostrato di preferire il contatto diretto al versamento negli Uffici postali. Vedremo quindi di poter riattivare questo importante contatto diretto, ma intanto, alleghiamo ancora una volta il bollettino, accompagnato da un caloroso sollecito. Ps. Abbiamo anche il fondato sospetto che qualche problema ci possa essere anche in merito all efficienza degli Uffici postali (i ritardi sono più all ordine del... mese che del giorno), per cui, se qualcuno riceve il bollettino pur avendo già versato l abbonamento non ha che da contattare un qualche componente della Redazione, così da permetterci di mantenere aggiornato in tempo reale l elenco. Le vignette di Altan, Staino, Ellekappa, Cinzia Poli, Vauro, sono tratte dai quotidiani: l Unità, il Corriere della Sera, il Manifesto, Repubblica e dal periodico Caterpillar AM. ABBONAMENTO 2014 ordinario: 15,00 - sostenitore: 25,00. Gli abbonati sostenitori riceveranno in omaggio un libro sulla Valcamonica. Versare sul c.c.p (intestato all Associazione culturale Graffiti), tramite l allegato bollettino. Tanti piccoli sforzi personali possono trasformarsi in una grande risorsa per le prospettive di Graffiti! Ricordiamo inoltre che il bollettino per l abbonamento al giornale può essere utilizzato anche per l iscrizione all omonima Associazione culturale (30 euro), che darà diritto non solo a ricevere il giornale stesso ma anche a farne giungere una copia per l intero 2014 ad un altra persona (che dovrà essere indicata, con l indirizzo). VALCAMONICA ON-LINE (a cura di Ando Domenighini) la sfida web delle Acli Pitoti.it è un portale di informazione partecipata pensato su misura per la Valle Camonica. Nasce dal desiderio delle Acli Bresciane di usare il web per riflettere e far riflettere sulla Valle. La scommessa è quella di costruire una redazione diffusa (sempre aperta a nuove adesioni), fatta da tutti i camuni che lo desiderano, che alimenta contenuti e riflessioni a beneficio di una comunità in cui gli iscritti hanno tutti gli strumenti per interagire, commentare, rilanciare. Ce n era proprio bisogno? Di portali web che parlano della Valle Camonica ce ne sono tanti, verrebbe da dire. In effetti Pitoti.it non è un semplice un portale territoriale: non fa cronaca, come i media tradizionali, non è un blog, e non è neanche un social network, che è un mezzo di comunicazione partecipato ma spesso povero di contenuti. Pitoti.it ragiona su ciò che succede in Valle col dinamismo del web, ci aggiunge il contagio virale e la forza di fare rete, tipico dell ingrediente social network e la continua tensione a riflettere sulla nostra realtà, come nei migliori blog. Si pone l obiettivo di parlare di temi elevati (piacevole le interviste doppie sul tema della legge sui mezzi motorizzati in montagna, interessanti gli approfondimenti sulle stazioni sciistiche e sul futuro del treno in valle), ma vorrebbe essere il luogo in cui si senta libero di scrivere chiunque abbia qualcosa che può suscitare interesse per i camuni (d interesse le rubriche sui giovani artisti camuni, con le loro opere, la pagina degli eventi, quella degli sport o delle attività per bambini in valle). In sintesi: vuole creare dibattito, ma vorrebbe diventare una bussola per orientare la navigazione camuna, anche collaborando e coordinando quanto è già presente in rete. Vuoi sapere che aria tira in Valle Camonica? Vai su Pitoti.it. Un appello ai lettori e redattori di Graffiti: iscrivetevi e scrivete su

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