L infermiere...lucano

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "L infermiere...lucano"

Transcript

1 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 1 L infermiere...lucano ORGANO DI STAMPA DEL COLLEGIO DEGLI INFERMIERI PROFESSIONALI - ASSISTENTI SANITARI - VIGILATRICI D INFANZIA DELLA PROVINCIA DI POTENZA ANNO XVIII - n. 2/ 2010 Periodico quadrimestrale Spedizione in A.P. 70% - Filiale di Potenza

2 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 2 AMBITI DI ATTIVITA NELLA LIBERA PROFESSIONE INFERMIERISTICA Autore: Dott. Vito MILIONE (Dirigente Infermiere -Azienda Ospedaliera Regionale S. Carlo Potenza) INTRODUZIONE Non tutti i cittadini sono consapevoli che l infermiere può esercitare in autonomia ed aprire uno studio professionale. Secondo un certo sentire comune, l infermiere è ancora considerato un operatore alle dipendenze del medico in un contesto protetto, che effettua attività prevalentemente di natura manuale e tecnica. Si può quindi affermare che la libera professione non ha ancora raggiunto livelli congruenti con la professione infemieristica in termini di immagine, riconoscimento del ruolo, livelli di autonomia riconosciuti, capacità imprenditoriali. Grazie alla spinta culturale dei Collegi IPASVI, unita alla formazione universitaria e post-base, il professionista ha oggi la possibilità di orientare le proprie conoscenze verso un area specialistica ed sercitare, quindi, l attività con maggiore autonomia e gratificazione professionale, lasciandosi alle spalle quella storia di assoluta dipendenza dal medico. L evoluzione normativa, previdenziale e deontologica ha, quindi, permesso l investimento iniziale della risorsa infermieristica in molteplici contesti lavorativi extraospedalieri, potenziando soprattutto i servizi territoriali più vicini al cittadino. I costesti lavorativi ove l infermiere può espletare la libera professione sono: Attività sul territorio (collaborazione presso studi medici associati, assistenza domiciliare, medicina del lavoro, ambulatori infermieristici); Attività di consulenza (periti del tribunale, informatori scientifici); Attività di formazione; Attività presso le strutture sanitarie. ATTIVITA SUL TERRITORIO Quello delle attività sul territorio è indubbiamente il settore in maggiore espansione per l attività libero professionale dell infermiere per il quale, la maggior possibilità di lavoro è offerta dalla presenza di una forte domanda sul territorio dovuta principalmente a due fattori: il nuovo concetto di salute che si va affermando e lo stato sociale che non riesce a far fornte alla aumentata domanda di assistenza. Il concetto di salute è riferibile da sempre a malattia ed ospedale: oggi, però, il modello ospedale-centrico si sta gradualmente allontanando da quello che è il bisogno assistenziale attuale e più immediato. Le aspettive ed i bisogni sono cambiati rispetto agli anni passati: ciò ha trasformato il binomio salute-malattia in salute-benessere (crescita delle malattie cronico-degenerative, aumento dei fattori di rischio etc). Ecco che l infermiere libero professionista può, in questo senso, esercitare un ruolo strategico di prevenzione sul territorio, attraverso diversi ambiti. Un altro fattore importante è la crisi dello stato sociale, o del cosiddetto welfare state che si è sempre occupato di soddisfare i bisogni primari della società (pensioni, assistenza sociale e sanitaria). Negli ultimi anni l aumento dei bisogni, conseguente all incremento demografivo ed all invecchiamento della popolazione, ha portato ad una crisi dello stato sociale con ricadute negative in termini socio-assistenziali ch inevitabilmente vanno a colpire i cittadini, soprattutto quelli più bisognosi ed anziani. Possiamo affermare, quindi, che lo stato sociale oggi non è più in grado di far fronte a tutti i bisogni socio-assistenziali del territorio, anche a causa delle forti correnti immigratorio che stanno investendo l Europa e, in particolare, l Italia. Secondo la legge 328/2000 le nuove politiche sociali hanno, quindi, l obiettivo di affidare al territorio, inteso come comunità locale, un ruolo centrale e strategico nella gestione di servizi sociali, sanitari, ambientali ed occupazionali. Questo nuovo scenario è sintetizzato dal passaggio da welfare state a welfare di comunità: è il cittadino/comunità che è chiamato a responsabilizzarsi e ad adoperizzarsi per promuovere politiche sociali mirate ed appropriate ai bisogni della comunità stessa. a. Collaborazione presso studi medici associati o servizi presso il comune Può situarsi in un contesto di accreditamento al Servizio Sanitario Nazionale oppure in forma esclusivamente privata. Vi sono anche attività che si collocano all interno di convenzioni stipulate tra il professionista o lo studio associato ed il comune per l erogazione di servizi in sinergia con le figure professionali formali (assistenti sociali, operatori di supporto, medici di medicina generale) ed informali dell assistito (familiari, amici, badanti etc). La collaborazione con un gruppo di medici di medicina genenrale è in forte crescita: i medici, possono richiedere accreditamento ed un rimborso alle ASL per l inserimento di un professionista infermiere all interno dello Studio medico, potenziando, così, i servizi agli utenti mutuati e pruomovendo progetti di prevenzione che possano rientrare nella cosidetta medicina di iniziativa.

3 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 3 Quindi, il medico di famiglia e le figure professionali presenti sul territorio non rimangono in attesa del problema emergente dell assistito, ma si attivano per promuovere interventi finalizzati alla prevenzione del problema stesso, individuando i fattori di rischio e riducendoli : si passa, così, dalla medicina di attesa alla medicina di iniziativa o anticipatoria. b. Assistenza Domiciliare L infermiere libero professionista può prestare la propria attività privatamente ed individualmente presso il cittadino in un contesto multidisciplinare che va sotto il nome di assistenza domiciliare integrata (ADI). E un servizio offerto al cittadino da parte delle ASL che, con i loro Distretti sanitari territoriali, assicurano prestazioni di varia natura. Tali prestazioni sono erogate da più figure professionali che garantiscono un assistenza sanitaria medica, infermieristica e riabilitativa, mediante interventi socio-assistenziali e psicologici finalizzati al prendersi cura del paziente in tutta a sua globalità. Questo comporta dei vantaggi in termini di qualità di vita del cittadino che può, così, curarsi a casa. In molte Regioni questo tipo di servizio è esternalizzato, ovvero appaltato a cooperative o società. Le prestazioni erogabili a domicilio sono tutte quele eseguibili presso le strutture sanitarie e gli operatori sono di tutti i profili (asa, oss, terapisti della riabilitazione, infermiere, medico, etc.). I pazienti che possono usufruire di tale servizio sono colore che non riescono, per gravi problematiche fisiche invalidanti, a recarsi al distretto di competenza per ricevere le cure necessarie. Per l infermiere libero professionista l assistenza domiciliare funge da grande momento formativo nave scuola, in quanto obbliga l operatore ad una profonda presa di coscienza e di responsabilità, visto l enorme grado di autonomia in cui si trova ad operare. Non da ultimo, la formazione deve essere fondamentale e continua, data la moltitudine e la variabilità dei casi che si presentano. Alcuni liberi professionisti tendono ad associare la libera professione a domicilio con l idea di una attività organizzata su orari molto fessibili, con un impegno minimo ed un guadagno importante. In realtà, in questo tipo di assistenza, è fondamentale garantire all utente una presenza maggiore di quella assicurata negli ospedali, poiché si ha il dovere di essere più presenti e reperibili al fine di instaurare un rapporto non solo di lavoro ma di fiducia reciproca. Questo tipo di assistenza, se ben svolta, riesce a mettere al centro del nostro operato l assistito ed i suoi bisogni, oltre ad essere gratificanti per il libero professionista che può, in questo modo, trasmettere competenza, professionalità ed umanità. c. Medicina del Lavoro L infermiere libero professionista può collaborare presso strutture sanitarie che erogano servizi di prevenzione e tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro e di sorveglianza sanitaria ai fini della Legge 81/2008. Egli può prestare la propria opera direttamente al cliente in colaborazione con il medico competente o presso la struttura sanitaria esercente l attività di medicina del lavoro: può collaborare alla gestione di infemerie aziendali e centri prelievi oltre che partecipare a corsi inerenti la sicurezza sul lavoro in qualità di formatore presso le aziende. d. Ambulatorio Infermieristico L apertura di un ambuatorio è subordinata alla costituzione di uno studio professionale: è un attività interessante per chi intenda svolgere attività libero professionale individuale o in forma associata. Prima di progettare l apertura di tale ambulatorio occorre seguire tre passaggi fondamentali: Analizzare il contesto territoriale (la domanda di assistenza); Reperire la sede con i requisiti specifici; Identificare le risorse materiali. Nella prima fase occorre individuare le carenze assistenziali presenti sul territorio ed informare del progetto di apertura anche altre figure professionali (medici di medicina generale): la collaborazione con il medico curante è strategica per la buona riuscita del progetto ambulatorio infermieristico. La seconda fase prevede l individuazione di una struttura con le caratteristiche specifiche dettate dal D.P.R. 14 Gennaio 1997 e dalle normative regionali o provinciali: tali requisiti sono previsti per l autorizzazione da parte dell ASL di competenza e per un eventuale accreditamento istituzionale con il SSN nel caso si intenda attivare una convenzione. Nella terza fase, infine, occore iddentificare le risorse da impiegare nell ambulatorio (presidi, spazi, etc).

4 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 4 ATTIVITA DI CONSULENZA a. Periti del Tribunale Quella del perito è un attività sempre più richiesta sul territorio. Nelle cause giudiziare che coinvolgono gli infermieri, i giudici inquirenti e la difesa hanno la facoltà di nominare un soggetto appartenente alla stessa professione dell imputato e che abbia i requisiti e le competenze necessarie per giudicare se l operato del professionista imputato risponda ai requisiti della migliore condotta professionale. Tale soggetto chiamato perito può essere scelto dalla difesa liberamente, mentre, se viene nominato dal giudice, deve essere iscritto in un apposito Albo del Tribunale (Albo dei C.T.U.). Per svolgere tale attività è necessario che il libero professionista sia in possesso della partita IVA. L infermiere libero professionista può presentare domanda al Preesidente del Tribunale di competenza territoriale se è in possesso dei requisiti giuridici (assenza di condanne) e professionali (titoli accademici, pubblicazioni, etc.). Per svolgere tale attività sono richieste un elevata professionalità ed una consolidata cultura professionale che vengono garantiti dal presidente del Collegio IPASVI di appartenenza. Da pochi anni le Università hanno organizzato dei corsi di alta formazione, come il Master in Medicina legale e forense per la professione infermieristica. b. Informatori Scientifici Molte aziende dei settori dei presidi sanitari si rivolgono a professionisti infermieri per promuovere i propri prodotti. Le stesse provvedono direttamente alla formazione specifica del personale. ATTIVITA DI FORMAZIONE Le collaborazioni professionali possono essere svolte a Enti di formazione o Università nonché all Organizzazione per lo svolgimento di corsi accreditati al programma di Educazione Continua in Medicina (ECM). I destinantari possono essere personale di supporto, studenti universitari e personale infermieristico in servizio presso enti pubblici o privati. ATTIVITA PRESSO STRUTTURE SANITARIE La collaborazione libero professionale individuale presso una struttura sanitaria è caratterizzata dalla copertura di un servizio da parte del singolo professionista, che può consistere nell affidamento di una serie di turni infermieristici o nell assunzione libero profesionale di un incarico per un progetto specifico (ricerca etc.). Questo comporta la copertura più ampia di un servizio con più professionisti dedicati alla struttura committente. Un altro campo è quello relativo alla tutela dela salute dei detenuti presso gli istituti penitenziari: in questo caso sono richieste al professionista competenze relative alla salute pubblica, all infettivologia ed all assistenza a pazienti tossicodipendenti. Bibliografia: - La responsabilità dell'infermiere e le sue competenze. Una guida per l'agire responsabile S. Bugnoli - Maggioli Editore, aspetti giuridici della professione infermieristica LucaBbenci, McGgraw Hill. codice deontologico dell infermiere - edizione 2009; il profilo professionale dell infermiere -d.m. 14 sett. 1994, n. 739 disposizioni in materia di professioni sanitarie -legge 26 febbraio 1999, n. 42 Siti internet consultati

5 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 5 MODELLO ORGANIZZATIVO DEL DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE (DSM) Autore: Dott. Vito MILIONE Definizione. Il Dipartimento di Salute Mentale delle A.S.L. è un dipartimento strutturale a direzione unica. E una macrostruttura complessa con autonomia gestionale e tecnico-organizzativa ed ha valenza di soggetto negoziale con la Direzione Aziendale. Gestisce le risorse del D.S.M. stabilite dalla regione nel 5% dei ricavi dell Azienda Finalità del DSM Esso costituisce il sistema integrato di relazione interdisciplinari, di strutture, di presidi, di operatori e di referenti territoriali e sociali che, nell ambito della ASL, programma, promuove, attua, coordina e verifica le attività di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale degli utenti e di formazione degli operatori, necessarie per assicurare un efficace e sostanziale tutela della salute mentale della popolazione, anche mediante l integrazione socio-sanitaria. Funzioni del D.S.M. Al fine di garantire la prevenzione, cura e riabilitazione a tutela della salute mentale nell ambito territoriali delle A.A.S.S.L.L., il D.S.M., di concerto con le Direzioni dei distretti e degli altri Dipartimenti territoriali ed ospedalieri, mediante le proprie articolazioni operative assicura: 1. l accoglimento e la valutazione della domanda dell utente e/o della famiglia; 2. la presa in carico degli utenti; 3. la continuità assistenziale in un unico programma coordinato tra le varie articolazione del D.S.M.; 4. gli interventi d urgenza e di emergenza24 ore su 24 in ogni giorno dell anno; 5. L effettuazione dei trattamenti sanitari obbligatori (TSO) e degli accertamenti sanitari obbligatori (ASO) definendone i criteri e le modalità per la realizzazione; 6. Gli interventi domiciliari negli ambienti di vita e di lavoro dei pazienti; 7. Gli interventi per il coinvolgimento e sostegno alle famiglie; 8. I piani terapeutico - riabilitativi per utenti gravi e la loro realizzazione; 9. Il coordinamento con le UOMI, la neuropsichiatria infantile, la geriatria, la riabilitazione ed i Servizi Territoriali.; 10. Il rapporto con i medici di base ed i servizi del distretto sanitario; 11. La collaborazione con le associazione di volontariato, di familiari ed utenti; 12. Il coordinamento con i servizi sociali delle altre istituzioni ed utilizzo delle risorse non sanitarie del territorio da parte degli utenti; 13. Le iniziative a favore dell inserimento lavorativo degli utenti e rapporti con il privato sociale ed imprenditoriale; 14. Il rapporto con le strutture accreditate con il S.S.N.; 15. Lo sviluppo e la promozione delle pari opportunità per operatori e per utenti, senza discriminazioni di genere, di provenienza, e di etnia; Organi del D.S.M. Sono organi del DSM. 1) il Direttore 2) il Comitato di Dipartimento 3) l Assemblea del Dipartimento 4) la Consulta di Dipartimento 5) il Direttore del D.S.M.

6 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 6 1. Il Direttore del D.S.M. è nominato dal Direttore Generale della ASL, con scelta motivata tra i dirigenti con incarico di direzione delle strutture complesse (UOSM) del Dipartimento sulla base di una rosa di candidati proposta dal comitato di dipartimento ai sensi della Legge 229/92, per un periodo non superiore a tre anni e lo stesso può essere rinnovato, di norma una sola volta. La responsabilità della UOSM di cui è titolare il Direttore del D.S.M., viene affidata con atto formale del Direttore Generale ad un dirigente medico del Dipartimento per tutta la durata dell incarico di direzione del D.S.M., su proposta del Direttore del D.S.M.. Il Direttore del D.S.M.: a) assicura il funzionamento del dipartimento, attuando i modelli organizzativi stabiliti dal Comitato di dipartimento; b) verifica la conformità dei componenti ed i risultati con gli indirizzi generali forniti dal Direttore Generale dell Azienda; c) negozia annualmente con il Direttore Generale il budget del DSM in funzione degli obbiettivi prefissati, previa valutazione dei risultati raggiunti; d) garantisce le attività di prevenzione, cura e riabilitazione, curando il collegamento tra le UU.OO.SS.MM. ; e) definisce la allocazione omogenea delle risorse attribuite al dipartimento in accordo con i direttori delle UU.OO.SS.MM. e sentito il parere del Comitato di dipartimento. Propone al direttore Generale gli incarichi di responsabilità per le strutture semplici; f) cura il collegamento e l integrazione tra le attività di salute mentale e le attività dell ASL, in particolare, quelle di carattere socio-sanitario; g) promuove ed incentiva attività di ricerca scientifica; h) assicura la continuità assistenziale e la presa in carico dei pazienti gravi; i) partecipa di diritto al Consiglio dei Sanitari della ASL; j) implementa progetti per il miglioramento e la valutazione della qualità; Il Direttore del D.S.M. per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali si avvale della collaborazione di un nucleo Amministrativo Centrale che coadiuva il Direttore del D.S.M. nelle seguenti attività: - gestione del personale, delle attrezzature e della loro manutenzione; - funzione economale; - gestione delle risorse economiche connesse a finanziamenti specifici e finalizzati, provenienti anche da altri enti, organizzazioni, ecc.; - tutte le altre funzioni amministrative del D.S.M., comprese la funzione di segreteria; - il nucleo amministrativo opera in collegamento con i referenti amministrativi delle U.U.O.O.S.S.M.M. 2) il Comitato di Dipartimento Il Comitato di Dipartimento è di nomina elettiva, ad esclusione dei membri di diritto. Sono membri di diritto i Direttori delle strutture complesse ed i responsabili di strutture semplici a valenza dipartimentale. La parte elettiva è composta da un rappresentante di ciascun profilo professionale operante nelle U.U.O.O.S.S.M.M.. I tempi e le modalità delle elezioni sono stabilite dal Direttore Generale previa concertazione con le OO.SS.. Il Comitato di Dipartimento resta in carica per tre anni. I componenti eletti possono essere rieletti consecutivamente una sola volta. Il Direttore del Dipartimento fissa l ordine del giorno delle sedute accogliendo a tal fine i suggerimenti dei Direttori delle strutture complesse. Per l iscrizione di altri argomenti è necessaria la richiesta di almeno un terzo dei componenti.

7 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 7 La verbalizzazione delle sedute è curata dal Segretario del Comitato nominato dal Direttore del Dipartimento cui spetta la sorveglianza sulla corretta trascrizione degli interventi. I verbali di ogni seduta sono trasmessi al Direttore Generale ed al Direttore Sanitario. La partecipazione alle riunioni è un obbligo per i suoi componenti. Il Comitato esprime parere sulle seguenti materie: - modelli d organizzazione del Dipartimento tesi al miglioramento dell efficienza e dell integrazione delle attività; - razionale utilizzazione del personale del Dipartimento, nell ottica della integrazione dipartimentale; - gestione degli spazi, delle strutture, dei presidi e delle risorse economiche assegnate al Dipartimento; - gestione del budget funzionale assegnato al Dipartimento; - obbiettivi da realizzare nel corso dell anno; - adozione di modelli per la verifica e la valutazione di qualità dell assistenza fornita; - piani di aggiornamento e riqualificazione del personale e miglioramento continuo di qualità; - schemi di deliberazioni da sottoporre al Direttore Generale; - programmi annuali e pluriannuali; - regolamento interno ; - bilanci annuali e pluriannuali; 3) L assemblea di Dipartimento L assemblea del Dipartimento è costituita dai delegati degli operatori di ciascuna UOSM nella percentuale di uno a dieci, assicurando in ogni caso almeno un rappresentante per ogni profilo professionale. Il Direttore convoca l Assemblea per la presentazione degli obbiettivi e del documento di budget, che vengono verbalizzate e trasmesse al Direttore Generale e Sanitario. 4) La Consulta di Dipartimento In sede di definizione del regolamento del D.S.M., le Direzioni Generali ed i Dipartimenti devono prevedere le forme più appropriate per garantire la partecipazione delle associazioni dei familiari alle attività del Dipartimento attraverso la costituzione di una Consulta per Salute Mentale a livello aziendale. La Consulta è costituita da: associazioni dei familiari; organismi dell Asl; organismi delle solidarietà sociale; servizi sociali degli Enti Locali e del Piano di Zona Articolazione del D.S.M. Il D.S.M. si articola in: a. strutture complesse: Unità Operative di Salute Mentali; b. strutture semplici; c. Articolazioni funzionali; a) Unità Operative di Salute Mentali (U.O.S.M) Le Unità Operative di Salute Mentale sono strutture complesse con competenza distrettuale e/o pluridistrettuale e provvedono alla realizzazione delle attività precedentemente riportate.

8 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 8 1) La U.O.S.M. attua gli indirizzi operativi adottati dal Dipartimento mantenendo mantenendo autonomia tecnica, operativa e gestionale e costituisce centro di costo. 2) la direzione della U.O.S.M., ai sensi dell art. 15 del D.P.R. 30/12/92 n 502, art. 16 del D:P.R. 7/12/93 n 517 e dell art. 12 del Decreto Legislativo 229/99 è conferita dal Direttore Generale ad un dirigente medico, secondo le modalità previste dalla normativa vigente. Il direttore della U.O.S.M. assicura l integrazione funzionale tra gli operatori, le strutture ed i servizi al fine di garantire la continuità terapeutica e l unità degli interventi integrati multidisciplinari, di prevenzione cura e riabilitazione, ed autonomia tecnico- gestionale. 3) La U.O.S.M. deve rispondere di tutte le risorse di personale e di strutture come previsto dalle normative nazionale e regionali, comprese quelle derivati dalla gestione di attività socio-assistenziali delegante allea ASL dagli enti locali (EE.LL.). 4) Le U.O.S.M. devono favorire attivamente la costituzione di associazioni di utenti, finalizzate all elevazione della loro contrattualità sociale complessivaed alla formalizzazione dei rapporti tra DSM ed associazioni. La dotazione organica deve essere quella prevista dalle L.R. di appartenenza, tenendo conto delle caratteristiche demografiche e geomorfologiche del territorio di competenza. 5) Articolazioni delle Unità Operative di Salute Mentale. Le principali Articolazioni sono: a) Centro di Salute Mentale (C.S. M.); b) Day Hospital (D.H.); c) Centro Diurno (C.D.); d) Strutture Residenziale (S.R.); e) Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura(S.P.D.C.) Le U.U.O.O.S.S.M.M. partecipano inoltre a tutte le attività distrettuali ed interdistrettuali che si configurano contigue con la tutela della salute mentale, attivando forme di integrazione con le altre UU.OO., ed in particolare con quelle di: assistenza sanitaria di base; assistenza agli anziani; materno- infantile; tossicodipendenza (SERT); prevenzione dei luoghi di lavoro; medicina legale ed invalidi civili; assistenza riabilitativa; relazione con il pubblico ed integrazione sociale; prevenzione collettiva ; a) Il centro di salute mentale (C.S.M.) Il Centro di Salute Mentale è la sede delle attività territoriali. Esso funziona in tette le sue articolazione per almeno 12 ore consecutive in tutti i giorni feriali. Per gli interventi urgenti o emergenza è attivo 24 ore al giorno per l intero anno solare. b) Il Day Ospital (D.H.) Il Day Ospital è una modalità assistenziale semi- residenziale dell UOSM in cui sono effettuati specifici programmi terapeutici e riabilitativi ed attività diagnostiche. Può essere collocato sia in Ospedale sede di S.P.D.C., in stretto collegamento con esso, sia nel territorio in collegamento con il CSM. In questo caso deve essere garantito anche il collegamento funzionale con una struttura ospedaliera per tutte le attività di supporto al ricovero. Un posto letto in D.H. è equivalente ad un posto letto in S.P.D.C., ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 20 ottobre 1992, articolo 2 comma 1e 2.

9 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 9 c) Il Centro Diurno L U.O.S.M. assicura funzioni volte alla riabilitazione psico- sociale di tutti gli utenti che ne abbisognino. A tal fine predispone distinti progetti secondo la tipologia dei bisogni dei singoli assistiti. Il Centro Diurno, ubicato in idonei locali, svolge le sue funzioni di norma, per almeno 8 ore, durante tutti i giorni feriali dell anno solare. Tali funzioni possono essere svolte anche in giornate festive per specifici programmi. d) Le Strutture Residenziali (S.R.) ogni U.O.S.M. dispone soluzioni abitative ( Comunità protette, Case famiglie, Gruppi appartamento), al fine di attuare l intervento terapeutico e riabilitativo di salute mentale nelle sue varie graduazioni ed articolazioni, da perio0dico e continuativo, con forme di protezione differenziate e flessibili 8 24 ore, 12 ore, per fasce orarie), in rapporto alle condizioni di salute degli utenti e secondo piani personalizzati d intervento. e) Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura ( S.P.D.C.) Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura è una struttura semplice, a valenza dipartimentale, provvede agli accertamenti e trattamenti sanitari volontari ed obbligatori in condizione di degenza ospedaliera nei confronti delle persone affette da malattia mentale. Il S.P.D.C. garantisce la copertura del turno di guardia medica 24 ore al giorno. Concorda con le U.O.S.M. del D.S.M. aziendale specifici protocolli di collaborazione, il programma terapeutico, nonché modalità e tempi delle dimissioni dei pazienti afferenti a ciascuna delle UU. OO.SS.MM.. L attività in ciascun S.P.D.C. è garantita da un equipe multidisciplinare. BIBLIOGRAFRIA - Cazzullo C. L., Psichiatria, Micarelli Editore, AA.VV., Lo psichiatra italiano, Hippocrates Editore, Pancheri P. Biondi M., Il delirio, Il Pensiero Scientifico Editore, AA.VV., L infermiere psichiatrico, Bollatti Boringhieri Editori, Donatiello G., L osservazione diretta e partecipe in contesto istituzionale, Borla Editore, Gazzetta Ufficiale 16 maggio 1978, n 133. Legge 13 maggio 1978, n Lieberman J.A., Perkins D., Berger A., Chakos M., Botera K., Gilmai J., Mi early stages of schizophrenia Biol Psychiatry 2001

10 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 10 Autore: Vito MILIONE DEPRESSIONE NELL ANZIANO Introduzione Il "vecchio", che in altre epoche era considerato il saggio a cui fare riferimento, in una società dominata dal mito della produttività, la vecchiaia rappresenta un vero e proprio fallimento. Per la società è solo un onere gravoso e la categoria" del nonno" è rimasta senza ruolo. Da questo quadro risulta che la senescenza simboleggia 1'età del disadattamento caratterizzato dalla diminuzione delle capacità fisiche e mentali. Per l occasione parlo della depressione, che spesso tale riscontro diagnostico non veniva effettuato in quanto si accettava come facente parte fisiologicamente dell' età senile la sintomatologia depressiva. Tale sottovalutazione incide gravemente sulla qualità della vita di una persona. Approfondiamo di seguito le caratteristiche della sintomatologia depressiva affinché gli infermieri che sono a contatto quotidianamente con i pazienti possano aiutarli nel riconoscimento e nel trattamento del loro malessere depressivo. La depressione Con l'avanzare degli anni diminuisce la capacità di adattarsi a nuove situazioni. Ogni novità, ogni variazione che le proprie abitudini sono costrette a subire, può rappresentare uno stress, una minaccia che incombe sul corpo e sulla mente. Si perde di vista ciò che di positivo esiste nella senilità e si assiste ad una Vera e propria fuga nella vecchiaia. E' una reazione che provoca la chiusura in se stessi, disimpegno e allontanamento sociale e favorisce l'instaurarsi di eventi depressivi. Quando si parla di depressione s'intende far riferimento a quel disturbo dell'affettività che provoca un abbassamento del tono dell'umore e si manifesta con autoaggressività. Si potrebbe definire come quel "sentimento di non provare sentimenti". Là sindrome è caratterizzata da sensazioni di tristezza, apatia, autorimproveri, manie di persecuzione, rallentamento delle attività, desideri di suicidio, indifferenza versò il mondo esterno e idee pessimistiche sulla propria condizione senza possibilità di soluzione. Sono presenti anche delle manifestazioni di somatizzazione. La depressione osservabile nell' anziano, non è legata all'incapacità di progettare ed organizzare la propria vita, ma si innesca per reazioni alle situazioni, purtroppo molteplici, che l'anziano ritiene minacciose e collegate ad eventi contingenti. Altro versante cui la depressione può evolvere è quello più francamente delirante, con idee di rovina e di distruzione della persona sia fisica che mentale, con idee di persecuzione rivolte maggiormente ai familiari, parenti o a chi si occupa di loro. Possiamo riassumere gli aspetti salienti che la determinano: mancanza di significato, cioè la sensazione di non poter comprendere cosa succede intorno a sé; isolamento, il disaccordo con i fini e i valori che guidano il sistema delle relazioni sociali; autoestraneamento, l'assenza di potere o comunque l'impressione di essere espropriati della capacità di controllo su quanto avviene nella vita quotidiana. Gli anziani avvertono di aver perso l'appartenenza alla società. Accumulano frustrazioni e senso di impotenza in seguito al declino delle loro risorse fisiche e comportamentali. Precipitano in uno stato di alienazione in cui interiorizzano questo malessere dove il più delle volte l'unica via d'uscita è rappresentata dal "rinunciare". Ecco che l'anziano cede alla depressione. Non sempre quando si parla di depressione s'intende far riferimento ad un' alterazione permanente e patologica. Il termine viene anche utilizzato per definire quegli abbassamenti temporanei del tono dell'umore che ogni individuo può percepire in concomitanza di eventi spiacevoli che comportano dolore, frustrazione, riduzione dell' autostima o in

11 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 11 presenza di patologie fisiche. I sintomi riferiti in queste circostanze sono analoghi a quelli evidenziati in presenza di malattie: ciò che varia è la sensibilità alla percezione degli stimoli, l'intensità, la frequenza delle reazioni. La depressione diventa patologica quando rappresenta la componente di malattie mentali o un modo sproporzionato (per frequenza e intensità) di reagire con tristezza e angoscia agli stimoli avversi. La depressione è uno dei disturbi psichici più frequenti nell' arco della vita e in modo prevalente nella popolazione oltre i 65 anni, con incremento esponenziale oltre gli 80 anni. In base agli studi svolti è emerso che la depressione è più frequente negli anziani ospedalizzati e istituzionalizzati o che vivono in comunità, mentre la percentuale è minore negli anziani che vivono al proprio domicilio. E' interessante sottolineare come nelle depressioni che insorgono dopo i 60 anni, sia più frequente la compresenza di disturbi neurologici o medici che in quelle che insorgono in giovane età; è stato anche riscontrato che nelle depressioni senili sono meno rilevanti i disturbi di personalità e la familiarità depressiva. In una successiva osservazione sullo stesso tipo di pazienti si sono notate alcune differenze sintomatologiche: nelle forme senili sono più frequenti l'insonnia d'addormentamento e una maggior gravità dei disturbi ossessivi e di auto svalutazione. In generale, le depressioni che insorgono tardivamente si associano ad una prognosi meno favorevole per la compresenza di altre situazioni sfavorevoli ed hanno la caratteristica di ripetersi e non di presentarsi come episodio isolato. Esiste un alto numero di depressioni, secondarie a stati patologici, che rendono talvolta difficoltosa la diagnosi differenziale con forme primarie. Inoltre, i sintomi minori come l'anedonia, diminuzione dell'iniziativa, possono essere erroneamente attribuiti al processo di invecchiamento. La depressione può sovente associarsi a problemi fisici o sociali e gli anziani che ne sono affetti presentano un alto tasso di mortalità. Nel Manuale DSM IV i disturbi depressivi vengono classificati nella sezione dei disturbi dell'umore. Le sindromi depressive includono anche quelle forme senili che si associano ad involuzione cerebrale definite" depressioni involutive". In queste sindromi può esserci un vero e proprio deficit mentale, anche irreversibile, su cui intervengono aspetti depressivi tipici della senilità già citata. La depressione può avere effetti deleteri sul corso di patologie mediche, tanto da indurre l' ospedalizzazione o allungamento dei tempi di degenza. Vediamo ora di analizzare più da vicino la depressione. E' noto, infatti, che le esperienze passate, le interazioni con l'ambiente esterno e i rapporti interpersonali possono produrre nell'individuo una serie di convinzioni più o meno realistiche, che predispongono alla depressione. La percezione di esperienze fallimentari induce nelle persone una sorta di insicurezza come la convinzione di non essere in grado di svolgere i propri doveri, di aver fallito, di essere inferiore agli altri. La persona elabora un immagine negativa di sé che altera il modo di avere relazioni con gli altri. La possibilità di diventare depressi, dipende anche dall'intervento di fattori personali, ma soprattutto dalla presenza di stimoli capaci di attivare questa struttura preformata. Alcuni periodi critici dell' esistenza, come la senescenza, rendono le persone più vulnerabili agli stimoli stressanti e le fanno precipitare in uno stato depressivo. Altri eventi concomitanti come il pensionamento, la perdita di persone care, costituiscono prove difficili da superare e sono vissute come insuccessi o affronti personali. L'anziano si sente svalorizzato, respinto, disprezzato, avverte il bisogno di un clima affettivo caloroso che viene a mancargli. il percepire come senso di fallimento un evento negativo della vita può non essere accettato. In questi casi la persona "si convince" che una serie di circostanze fuori dal suo controllo (destino, fortuna... ) abbia ostacolato la propria realizzazione: si rafforza la convinzione che la vita non offre più occasioni favorevoli predisponendo l'insorgenza di un umore depresso. Spesso, di fronte ad una situazione difficile l'anziano invece di tentare di risolverla reagisce con angoscia e prostrazione attuando un comportamento passivo. Questo comportamento può risultare ottimale per qualche tempo perché riduce l'ansia, ma a lungo andare determina una progressiva abulia cui segue un sempre più frequente l'utilizzo di atteggiamenti passivi. Lentamente l' atteggiamento apatico diventa una soluzione definitiva per risolvere i problemi: ciò porta ad un rifiuto del proprio ruolo. Un dato certo è che l'anziano depresso comunica sempre la propria impotenza nei confronti delle difficoltà quotidiane. I suoi atteggiamenti, le espressioni del volto, la gestualità, le parole esprimono il desiderio di delegare la soluzione dei problemi e il peso delle responsabilità. Chi è vicino a queste persone tende a rispondere con sollecitudine alle loro richieste, ma involontariamente ciò non fa che rinforzare nell' anziano l'efficacia della strategia attivata. li risultato è lo sviluppo di una raffinata tecnica che usa malesseri e lamentele come

12 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 12 strumento per ottenere vantaggi personali venendo così a creare un circolo vizioso che induce gli altri ad accettare "la delega" delle responsabilità. Assecondare il depresso nelle sue richieste aumenta le probabilità che quel comportamento si ripeta. Non è raro trovarsi di fronte ad anziani che assumono atteggiamenti depressivi solo nei confronti di alcune persone mostrandosi invece attivi con altri. li comportamento più adeguato nei confronti di questi anziani è quello della comprensione empatica: riuscire ad immedesimarsi nel loro vissuto, nelle loro emozioni senza far commenti e sminuire la drammaticità di ciò che provano. Solo in questo modo, attraverso il colloquio si riuscirà a mettere davanti all' anziano ciò che della sua esperienza ha ingigantito. L'infermiere può fungere da filtro fra ciò che è reale ed oggettivamente vissuto dal paziente e ciò che invece rappresenta il prodotto dell'immaginazione. Non sempre le cause e il decorso della malattia sono spiegabili su base biologica; è noto, infatti, che la genesi possa essere attribuita a stimoli psico-sociali di natura stressante. Eventi, situazioni spiacevoli possono provocare un disagio emozionale capace di predisporre ad una malattia somatica. Questo meccanismo si accentua nei depressi in quanto, per definizione, il depresso è sottoposto a stimoli percepiti come avversi, quindi stressanti. L'organismo reagisce allo stress secondo modalità biologiche e comportamentali: se viene ad interrompersi l'equilibrio fra i due sistemi si arriva all'insorgenza della malattia somatica o del disturbo comportamentale in base alla risposta data dall' organismo. La risposta in ambito biologico è determinata dalla stretta correlazione fra i sistemi neurovegetativo, neuroendocrino e immunitario. Le modalità di risposta alle reazioni emozionali si rifanno a schemi appresi nella prima infanzia; le frustrazioni e le gratificazioni che il bambino riceve e il tipo di risposta attivato determinano il rafforzamento o l' attenuarsi degli schemi comportamentali. La somatizzazione E' frequente la situazione in cui l'anziano depresso manifesta il proprio disagio attraverso sintomi somatici. I disturbi organici più frequenti sono: ulcera gastrica, colite, orticaria, asma, sintomi neurovegetativi, astenia, alterazione del sonno, inappetenza, confusione mentale. Possono, inoltre, manifestarsi inquietudine, tensione ed apprensione, vertigini, sudorazione, agitazione generalizzata espressione di una componente ansiosa che può sfociare in attacchi di panico. Ansia e depressione sono strettamente legate: spesso la depressione è una complicanza dell'ansia. I pazienti che presentano contemporaneamente ansia e depressione hanno una prognosi meno favorevole di quelli affetti da un solo disturbo. Una percentuale di loro non risponde al trattamento farmacologico e tende a cronicizzare con maggiore facilità. Molto spesso il trattamento adottato è rivolto esclusivamente alle manifestazioni fisiologiche mentre tende a trascurare l'aspetto psicologico del sintomo. L'uso di farmaci risulta la scelta più facile da parte del medico, dall'altra c'è la convinzione dell'anziano che il farmaco abbia un effetto "miracoloso". Chiaramente un trattamento farmacologico dovrebbe essere associato ad un trattamento di tipo psicoterapeutico Il comportamento passivo L'anziano di per sé è sostanzialmente passivo: reagisce in modo riflesso all' ambiente esterno attivando scarsi, se non nulli, tentativi di controllo sulla realtà perché consapevole e rassegnato al "ruolo" di emarginato. Questi atteggiamenti si accentuano e si aggravano in presenza di depressione. La perdita di motivazione, la paura di fallire e il pessimismo spingono l'anziano ad assumere un atteggiamento sempre più passivo e rinunciatario e a reagire con comportamenti irrazionali e insoliti come "lagnarsi" e chiedere costantemente aiuto. La manipolazione La caratteristica che colpisce alcuni soggetti depressi è la subdola capacità di manipolazione che sta alla base del loro modo di relazionare. E' la facoltà di indurre negli altri precisi comportamenti. E' importante riconoscere precocemente questa metodica per poterla prevenire e stabilire regole e limiti oltre i quali non sarà possibile andare.

13 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 13 Il comportamento ostile L'anziano può manifestare la depressione con comportamenti ostili nei confronti di qualcuno per poi trasformarli successivamente in sentimenti di tristezza o delusione. Il comportamento aggressivo segue o precede un vissuto di depressione e i responsabili dello stesso, spesso non sono in grado di rendersene conto. L'aggressività nei confronti del mondo esterno (situazione frustrante) è espressa in un modo del tutto particolare e celata sottoforma di risentimento verso tutto e tutti. Secondo una teoria del 1939 di Dollart, l'aggressività è una delle possibili risposte alla frustrazione. Spesso per 1'anziano l'essere aggressivo gli permette di interrompere o modificare il tipo di relazione che genera disagio. Il comportamento "privativo" Nei casi di depressione" senile" l'anziano si presenta: apatico, assente, regredito, con rallentamento dei movimenti. Lo sguardo di questi pazienti raramente viene a fissarsi su quello dell'interlocutore e quando succede è privo d'interesse, di contenuto emotivo, fissa ma non guarda, sembra ignorare chi ha di fronte. In questi casi si parla di comportamento privativo, di un atteggiamento che "priva di conseguenza il comportamento altrui" (Hoffmann 1976), priva 1'interlocutore della gestualità che esprime consenso, dissenso..., in cui c'è interesse per ciò che si dice. Siamo di fronte a persone che non hanno interesse né a parlare, né per 1'interlocutore. Il comportamento suicida Problema molto diffuso nella depressione dell' anziano è 1'elevata incidenza di suicidi. Nei soggetti depressi sono frequentemente presenti pensieri di morte e di annientamento personale. L'incidenza di suicidi negli ultra sessantenni è di 2-3 volte superiore rispetto agli adolescenti. Anche il ruolo del sesso merita un' osservazione più attenta: c'è un rapporto di 3:2 fra donna e uomo nei tentati suicidi, e di 3:2 fra uomo e donna di chi lo mette in pratica con successo. li suicidio, inoltre, è più frequente fra i celibi, i vedovi, i separati rispetto ai coniugati. L'anziano talvolta usa la minaccia di suicidio come strategia allo scopo di migliorare una situazione di disagio. li sentimento che domina l'anziano che arriva al suicidio è un' angoscia devastante e profonda di fronte al declino della propria vita. Attraverso il suicidio il depresso soddisfa in primo luogo, un sentimento autoaggressivo che apparentemente gli è sconosciuto perché negato o sublimato, in secondo luogo tende a soddisfare quei sentimenti eteroaggressivi mediante ricatti morali con i quali l'anziano rende responsabili gli altri della propria azione. L'ambiente di vita, le relazioni interpersonali, 1'accudimento "caldo", paziente, partecipe, rappresentano il primo intervento da mettere in pratica contro 1'abbandono, il disinteresse, il distacco. Sarà fondamentale attraverso l'ascolto "tamponare" questo forte disagio. In presenza di depressione non solo il comportamento ma anche le funzioni cognitive subiscono delle alterazioni: l'anziano depresso percepisce negativamente se stesso, le proprie esperienze e il proprio futuro. La denigrazione Una delle più evidenti alterazioni cognitive è la sensazione di essere continuamente denigrato e vittima di ogni situazione. Egli è certo di essere disprezzato da tutti: dietro a ciò si cela un forte senso di autosvalutazione del sé e delle proprie capacità. Il senso di inferiorità Il forte senso di inferiorità accusato dal depresso tende a rafforzarsi nell' anziano per la compresenza di tutte le circostanze tipiche dell' età come il declino della forza fisica e della capacità lavorativa, e il deterio-

14 L infermiere Lucano ANNO XVIII n. 2/2010 pag 14 ramento dello stato di salute. Queste persone necessitano e ricercano continuamente 1'approvazione degli altri. Il fallimento L'anziano depresso è apatico e passivo perché non risponde attivamente a nessuno stimolo esterno. In questo modo non attuando alcun comportamento attivo, difficilmente il soggetto riesce a raggiungere i suoi obiettivi. Arriva così a trovarsi in una situazione di fallimento, frutto della sua elaborazione mentale che consegue ad una condizione di apatia in cui il disagio non era stato risolto. La preoccupazione per il futuro L'anziano depresso è colui che più di ogni altro vive il presente nel ricordo del passato, sentendosi tuttavia in balia di un futuro che non riesce ad immaginare se non senza speranze. L'anziano vive e si muove nel passato, il progresso e il dinamismo sono temi che non lo riguardano perché li ritiene impossibili, lasciandosi così sopraffare dall'inerzia della passività, della malinconia, della regressione di cui 1'apatia e 1'abulia ne sono 1'espressione. La distorsione dell'immagine corporea Anche questo aspetto, nel depresso, viene alterato: 1'anziano è spesso convinto di essere irrimediabilmente brutto (specialmente le donne). L'anziano depresso è inconsapevole delle proprie risorse e adotta dei meccanismi che alterano la percezione di sé in rapporto con il mondo esterno. In queste persone è generalmente presente uno schema rigido d'interazione con 1'ambiente circostante: egli classifica tutto in "bello" o "brutto", "buono" o "cattivo" senza possibilità di variazione. L'obiettivo assistenziale è quello di rendere consapevole 1'anziano dei metodi di valutazione che utilizza in modo rigido e far sì che percepisca correttamente le proprie potenzialità e ricominci a valutare in modo più flessibile ogni cosa. Bibliografia e Webgrafia 1) "Piani di assistenza in psichiatria, Krupnick, Wade, McGraw Hill 1998; 2) "Psichiatria e igiene mentale Gaston, Gaston, Masson 1997; 3) "Clinica e nursing in psichiatria, Drigo, Borzaga, Mercurio esatta, Ambrosiana 1993; 4) "Psichiatria e igiene mentale, Betti Fiorino, McGraw Hi111997; 5) "Assistenza geriatrica oggi, Cavazzuti Cremonini, Ambrosiana 1998; 6) "Declino cognitivo nell'anziano, Ban, M.D., professori dell'università Psichiatrica di Nashville, Tennessee, U.S.A. Edizioni UTET ) 8) ~~~~~ Direzione - Redazione - Amministrazione: Via S.Remo, 88 # Potenza # Tel. E fax 0971/ Direttore Responsabile: D.A.I. VITO MILIONE Comitato di redazione: Milione Vito, Silvano Giuseppe, Pagliuca Giuseppina, Di Lascio Vincenzo, Salandra Giulia, Giuliano Giuseppina, Bruno Carmelina, Gilio Isabella, Galasso Pierangelo, Telesca Luigi, Prisco Pietro, Labriola Francesco, Brienza Rosa, Forte Raffaele, Fraudatario Mario, Summa Donato, Vigorito Immacolata, Martinelli Nicola, Corona Graziella Autorizzazione Tribunale di Potenza n.199 del

Infermieristica della salute mentale. Corso di Laurea in infermieristica A.A. 2014/2015 Dr. Gianfranco Preiti

Infermieristica della salute mentale. Corso di Laurea in infermieristica A.A. 2014/2015 Dr. Gianfranco Preiti Infermieristica della salute mentale Corso di Laurea in infermieristica A.A. 2014/2015 Dr. Gianfranco Preiti Le competenze dell infermiere in psichiatria e all interno dell equipe multi professionale La

Dettagli

ALZHEIMER: PERCHE UNA DIAGNOSI PRECOCE

ALZHEIMER: PERCHE UNA DIAGNOSI PRECOCE ALZHEIMER: PERCHE UNA DIAGNOSI PRECOCE Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un progressivo allungamento della durata media della vita, e quindi ad un invecchiamento della popolazione, che determina l

Dettagli

PROGETTO DI APPRENDIMENTO

PROGETTO DI APPRENDIMENTO PROGETTO DI APPRENDIMENTO IN AMBITO CLINICO PROBLEMA PRIORITARIO DI SALUTE SALUTE MENTALE Settembre 2006 Il percorso di apprendimento in ambito clinico relativo al problema prioritario di salute malattia

Dettagli

VOL. 6. Progetto S STEGNO. A chi rivolgersi. in caso di necessità

VOL. 6. Progetto S STEGNO. A chi rivolgersi. in caso di necessità Progetto S STEGNO VOL. 6 A chi rivolgersi in caso di necessità A chi rivolgersi in caso di necessità 118 ORE Il 118 è il numero telefonico attivo in Italia per la richiesta di soccorso sanitario. È un

Dettagli

ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI PSICHIATRICI TERRITORIALI

ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI PSICHIATRICI TERRITORIALI I Sessione: Il problema del lavoro rispetto alla psicopatologia e alla psicologia Malattie psichiatriche e lavoro Milano Ospedale San Raffaele 19 Novembre 2010 ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI PSICHIATRICI TERRITORIALI

Dettagli

ACCORDO DI COLLABORAZIONE. fra.. in materia di. Assistenza integrata alle persone Hiv positive

ACCORDO DI COLLABORAZIONE. fra.. in materia di. Assistenza integrata alle persone Hiv positive ACCORDO DI COLLABORAZIONE fra.. in materia di Assistenza integrata alle persone Hiv positive 1. PREMESSA L integrazione, la stretta collaborazione, la sinergie di risorse sono elementi essenziali per affrontare

Dettagli

Distretto di Carpi. Servizi socio-sanitari di sostegno al caregiver familiare 21 maggio 2011. Dr.ssa Rossana Cattabriga Dr. Giuseppe d'arienzo

Distretto di Carpi. Servizi socio-sanitari di sostegno al caregiver familiare 21 maggio 2011. Dr.ssa Rossana Cattabriga Dr. Giuseppe d'arienzo Distretto di Carpi Servizi socio-sanitari di sostegno al caregiver familiare 21 maggio 2011 Dr.ssa Rossana Cattabriga Dr. Giuseppe d'arienzo Settore Area Fragili U. O. Cure Primarie Area Disabili Area

Dettagli

Progetto di Assistenza Domiciliare

Progetto di Assistenza Domiciliare Progetto di Assistenza Domiciliare Per curare efficacemente un malato cronico, oggi non è più sufficiente limitarsi alla corretta interpretazione dei segni e dei sintomi clinici della malattia e/o alla

Dettagli

Valutazione della depressione/ansia

Valutazione della depressione/ansia Lezioni 7 & 8 Valutazione della depressione/ansia Per quanto riguarda la sfera psicoaffettiva dell'anziano, la patologia più frequente in questa categoria di persone risulta essere la depressione. Inoltre

Dettagli

Premessa. Il Presidente della Federazione Nazionale ALICE Dr. Giuseppe D Alessandro

Premessa. Il Presidente della Federazione Nazionale ALICE Dr. Giuseppe D Alessandro Premessa L Ictus Cerebrale, pur essendo in Italia la prima causa di invalidità, la seconda di demenza e la terza di morte, non ha ricevuto finora, a differenza di altre malattie altrettanto gravi per l

Dettagli

Progetti di marketing sociale 2011

Progetti di marketing sociale 2011 Progetti di marketing sociale 2011 Clown in corsia La medicina del buonumore Il sorriso e il buonumore portati da un clown possono incidere positivamente sui tempi di guarigione del paziente. Il progetto

Dettagli

La persona tra trauma e risorse Sportello di ascolto e sostegno psicologico

La persona tra trauma e risorse Sportello di ascolto e sostegno psicologico 1 La persona tra trauma e risorse Sportello di ascolto e sostegno psicologico Progetto per il sostegno e il rinserimento nella vita di relazione Equipe Multidisciplinare di I livello Sede di Roma Centro

Dettagli

Il Direttore Generale Carlo Lucchina

Il Direttore Generale Carlo Lucchina Ai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie Locali Ai Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere e p.c. Ai Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale LORO SEDI CIRCOLARE N 49.../SAN Oggetto: Indirizzi

Dettagli

COS E LA MALATTIA DI ALZHEIMER?

COS E LA MALATTIA DI ALZHEIMER? COS E LA MALATTIA DI ALZHEIMER? E la forma più frequente di demenza. La DEMENZA è la perdita delle funzioni intellettive (il RICORDARE, il PENSARE, il RAGIONARE) di gravità tale da rendere la persona malata

Dettagli

IL RUOLO DEL CAREGIVER. Manuela Rebellato Responsabile Counselling : OaD, UVA, Continuità Assistenziale CHI SONO?

IL RUOLO DEL CAREGIVER. Manuela Rebellato Responsabile Counselling : OaD, UVA, Continuità Assistenziale CHI SONO? IL RUOLO DEL CAREGIVER Manuela Rebellato Responsabile Counselling : OaD, UVA, Continuità Assistenziale CHI SONO? Per i pazienti un sostegno indispensabile Per i Medici un riferimento Per le Istituzioni

Dettagli

MODELLO DI CONVENZIONE

MODELLO DI CONVENZIONE MODELLO DI CONVENZIONE In applicazione del Piano Sanitario Regionale 2003/2006 Un alleanza per la salute (D.A. n. 97 del 30.06.2003) e dell atto di indirizzo concernente Sistema dei servizi per gli anziani

Dettagli

La specializzazione in Medicina di Comunità è stata collocata nella classe della Medicina Clinica Generale.

La specializzazione in Medicina di Comunità è stata collocata nella classe della Medicina Clinica Generale. La specializzazione in Medicina di Comunità è stata collocata nella classe della Medicina Clinica Generale. Decreto MIUR su Riassetto delle Scuole di specializzazione di area sanitaria G.U. n. 285 del

Dettagli

Procedura per gli ACCERTAMENTI E I TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI TAVOLA DI ESPLICITAZIONE DEGLI ACRONIMI RICORRENTI

Procedura per gli ACCERTAMENTI E I TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI TAVOLA DI ESPLICITAZIONE DEGLI ACRONIMI RICORRENTI AZIENDA SANITARIA LOCALE PROVINCIA DI MILANO 3 AL S 3 MONZA Organismo di coordinamento per la salute mentale Procedura per gli ACCERTAMENTI E I TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI TAVOLA DI ESPLICITAZIONE

Dettagli

Informazioni per utenti e familiari

Informazioni per utenti e familiari LA DEPRESSIONE MAGGIORE Informazioni per utenti e familiari In questa dispensa parleremo di depressione e dei problemi che può dare nella vita di una persona. Nella vita, è comune attraversare periodi

Dettagli

LA GESTIONE DEL DOLORE NELLA PERSONA AFFETTA DA DEMENZA: PRESENTAZIONE DI UN ESPERIENZA. Albese con Cassano, Dicembre 2011 Infermiera GIUSY MIRAGLIA

LA GESTIONE DEL DOLORE NELLA PERSONA AFFETTA DA DEMENZA: PRESENTAZIONE DI UN ESPERIENZA. Albese con Cassano, Dicembre 2011 Infermiera GIUSY MIRAGLIA LA GESTIONE DEL DOLORE NELLA PERSONA AFFETTA DA DEMENZA: PRESENTAZIONE DI UN ESPERIENZA Albese con Cassano, Dicembre 2011 Infermiera GIUSY MIRAGLIA OBIETTIVO: Presentare il percorso intrapreso per superare

Dettagli

PROFESSIONI NELL AMBITO DELLA PSICOLOGIA, PSICHIATRIA E ASSISTENZA SOCIALE

PROFESSIONI NELL AMBITO DELLA PSICOLOGIA, PSICHIATRIA E ASSISTENZA SOCIALE PROFESSIONI NELL AMBITO DELLA PSICOLOGIA, PSICHIATRIA E ASSISTENZA SOCIALE L incontro si è tenuto Martedì 22 Aprile alle ore 14:00 presso il Liceo Galvani I relatori erano i seguenti: Andrea Biancardi,

Dettagli

COMUNE DI CASALBUTTANO ED UNITI (Prov. di Cremona) REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD)

COMUNE DI CASALBUTTANO ED UNITI (Prov. di Cremona) REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD) COMUNE DI CASALBUTTANO ED UNITI (Prov. di Cremona) REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD) Art. 1 - DEFINIZIONE L assistenza domiciliare è costituita dal complesso di prestazioni di

Dettagli

LA RETE DELLE CURE PALLIATIVE NELL ASL 2 SAVONESE

LA RETE DELLE CURE PALLIATIVE NELL ASL 2 SAVONESE CENTRO DI TERAPIA DEL DOLORE E CURE PALLIATIVE Direttore: dott. Marco Bertolotto LA RETE DELLE CURE PALLIATIVE NELL ASL 2 SAVONESE Le Cure Palliative forniscono il sollievo dal dolore e da altri gravi

Dettagli

L alunno disattento e iperattivo a scuola Mario Di Pietro (ASL di Monselice PD)

L alunno disattento e iperattivo a scuola Mario Di Pietro (ASL di Monselice PD) L alunno disattento e iperattivo a scuola Mario Di Pietro (ASL di Monselice PD) In una classe di circa 20 alunni, si può ipotizzare che ci sia un bambino con DDAI ma aver più di due casi per classe è davvero

Dettagli

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI Che cos è la depressione? Tutti noi ci possiamo sentire tristi a volte, tuttavia la depressione è una cosa seria. La malattia della depressione a volte denominata Depressione

Dettagli

Dott.ssa M.Versino 1

Dott.ssa M.Versino 1 Dott.ssa M.Versino 1 Stress lo stress è inteso come risposta aspecifica dell organismo a tutto ciò che lo costringe ad uno sforzo di adattamento lo stress è la risposta a una o più stimolazioni fisiche

Dettagli

L ANSIA DA PRESTAZIONE SCOLASTICA

L ANSIA DA PRESTAZIONE SCOLASTICA L ANSIA DA PRESTAZIONE SCOLASTICA Come affrontarla a scuola e in famiglia. Centro AP - Psicologia e Psicosomatica Piazza Trasimeno, 2-00198 Roma - Tel: 06 841.41.42 - www.centroap.it 1 Perché tanta attenzione?

Dettagli

Progetto: Interventi Psicosociali per le Demenze. Protocollo operativo:psicoterapia di gruppo per pazienti con Demenza e i loro familiari

Progetto: Interventi Psicosociali per le Demenze. Protocollo operativo:psicoterapia di gruppo per pazienti con Demenza e i loro familiari CENTRO MEDICO H. BERGER AVERSA Convenzionato con il S.S.N. Regione Campania - I.N.P.S. NEUROLOGIA-PSICHIATRIA-PSICOLOGIA-PSICOTERAPIE Sede Legale :Via Orabona n 33 Sede Operativa: Via Vito di Jasi n 16

Dettagli

COSA VUOLE DIRE DEMENZA DEGENERATIVA PRIMARIA?

COSA VUOLE DIRE DEMENZA DEGENERATIVA PRIMARIA? CHE COSA È LA MALATTIA DI ALZHEIMER? La malattia di Alzheimer è una forma di demenza degenerativa primaria legata alla progressiva perdita di cellule nervose della corteccia cerebrale, dette neuroni. Essa

Dettagli

L infermiere case manager in psichiatria

L infermiere case manager in psichiatria Studi & Esperienze 1 L introduzione di nuovi modelli organizzativi all interno dei servizi psichiatrici territoriali rappresenta un importante sfida per fornire risposte efficaci ai mutevoli bisogni di

Dettagli

Docente: Paolo Barelli. Disturbi d ansia

Docente: Paolo Barelli. Disturbi d ansia Docente: Paolo Barelli Disturbi d ansia Funzioni Della Vita Psichica (Rappresentazione Del Modo Di Essere Della Persona) Controllo e soddisfazione istinti Controllo attività motoria Intelligenza Ansia

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE COMUNE DI ZOGNO REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE 1 TITOLO I NORME GENERALI DEL SERVIZIO Art. 1 Campo di intervento Il Comune di Zogno, nell ambito del Servizio Assistenza, eroga le prestazioni

Dettagli

La Regione Piemonte per concretizzare il progetto obiettivo nazionale Tutela della salute degli anziani ha istituito l Unità di Valutazione

La Regione Piemonte per concretizzare il progetto obiettivo nazionale Tutela della salute degli anziani ha istituito l Unità di Valutazione Perchè L A.S.L. deve farsi carico dei costi sanitari derivanti dagli interventi assistenziali rivolti ad anziani non autosufficienti, pertanto si avvale della Commissione per avere una valutazione tecnica

Dettagli

Gli obiettivi di piano per le demenze. «Il sostegno psicologico ai caregivers e ai pazienti affetti da demenza»

Gli obiettivi di piano per le demenze. «Il sostegno psicologico ai caregivers e ai pazienti affetti da demenza» Gli obiettivi di piano per le demenze Centro Regionale di Neurogenetica «Il sostegno psicologico ai caregivers e ai pazienti affetti da demenza» Maria Mirabelli psicologa-psicoterapeuta Centro Regionale

Dettagli

DISCIPLINA DELL ORGANIZZAZIONE E DEGLI ASPETTI OPERATIVI DEL SERVIZIO DELLE PROFESSIONI SANITARIE

DISCIPLINA DELL ORGANIZZAZIONE E DEGLI ASPETTI OPERATIVI DEL SERVIZIO DELLE PROFESSIONI SANITARIE DISCIPLINA DELL ORGANIZZAZIONE E DEGLI ASPETTI OPERATIVI DEL SERVIZIO DELLE PROFESSIONI SANITARIE Indice 1. Denominazione pag 2 2. Natura istituzionale e finalità pag 2 3. Personale afferente al Servizio

Dettagli

L ASSISTENZA DOMICILIARE : PUBBLICO E PRIVATO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA

L ASSISTENZA DOMICILIARE : PUBBLICO E PRIVATO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA L ASSISTENZA DOMICILIARE : PUBBLICO E PRIVATO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA IL SERVIZIO ADI NEL TERRITORIO DELL ISOLA BERGAMASCA Coord. Sanitario Dott.ssa Porrati Luisa Infermiera CeAD

Dettagli

UNITA VALUTATIVA OPERATIVA ANZIANI SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI MONTEBELLUNA CASTELFRANCO VENETO

UNITA VALUTATIVA OPERATIVA ANZIANI SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI MONTEBELLUNA CASTELFRANCO VENETO CARTA DEI SERVIZI UNITA VALUTATIVA OPERATIVA ANZIANI SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI MONTEBELLUNA CASTELFRANCO VENETO Sportello al pubblico presso il Servizio di Assistenza Domiciliare Castelfranco

Dettagli

PROGETTO INTEGRATO DI CONSULENZA PSICOLOGICA, DISASSUEFAZIONE DAL FUMO E TRAINING AUTOGENO A SUPPORTO DI PAZIENTI CARDIOPATICI E DEI LORO FAMILIARI

PROGETTO INTEGRATO DI CONSULENZA PSICOLOGICA, DISASSUEFAZIONE DAL FUMO E TRAINING AUTOGENO A SUPPORTO DI PAZIENTI CARDIOPATICI E DEI LORO FAMILIARI PROGETTO INTEGRATO DI CONSULENZA PSICOLOGICA, DISASSUEFAZIONE DAL FUMO E TRAINING AUTOGENO A SUPPORTO DI PAZIENTI CARDIOPATICI E DEI LORO FAMILIARI 2004-2012 Il progetto presentato inizialmente presso

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 6 maggio 2015, n. 917

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 6 maggio 2015, n. 917 22945 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 6 maggio 2015, n. 917 Legge 15 marzo 2010 n. 38 Disposizioni per garantire l accesso alle cure palliative ad alle terapie del dolore. Approvazione Linee Guida

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA

CARTA DEI SERVIZI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA CARTA DEI SERVIZI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA Ultima revisione: Aprile 2014 PARTE GENERALE 1. PRESENTAZIONE DELLA FONDAZIONE SCARPARI FORATTINI ONLUS L ente trae origine dalle disposizioni testamentarie

Dettagli

L Assistente Sociale e la Rete Oncologica

L Assistente Sociale e la Rete Oncologica L Assistente Sociale e la Rete Oncologica Tavola Rotonda Paola Giribaldi Torino, 14 settembre 2013 La Rete degli Assistenti Sociali E stata istituita con Determinazione Regionale n. 265 dell' 8 settembre

Dettagli

IL SERVIZIO SOCIALE E GLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI

IL SERVIZIO SOCIALE E GLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI Consiglio Regionale Marche (Ente Pubblico non economico - Legge 23 marzo 1993 n 84 - D. M. 11 ottobre 1994 n 615) Commissione politiche sociali REPORT GRUPPO DI LAVORO IL

Dettagli

Torino 6 novembre 2013 RICONOSCERE E COMPRENDERE I RAGAZZI CON MUTISMO SELETTIVO

Torino 6 novembre 2013 RICONOSCERE E COMPRENDERE I RAGAZZI CON MUTISMO SELETTIVO Torino 6 novembre 2013 RICONOSCERE E COMPRENDERE I RAGAZZI CON MUTISMO SELETTIVO La caratteristica fondamentale del MS è la persistente incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche (per es. a

Dettagli

PROGETTO PER VOLONTARI FAMIGLIE e BADANTI PROMOSSO DA ASSOCIAZIONE DIRITTI ANZIANI TRENTO

PROGETTO PER VOLONTARI FAMIGLIE e BADANTI PROMOSSO DA ASSOCIAZIONE DIRITTI ANZIANI TRENTO A.D.A. - Associazione Diritti Anziani Ente Nazionale a carattere assistenziale D.M. n 59/C24029(A)142 del 10/01/2001 Via Matteotti n 20/1-38100 Trento C.F. 96051750220 Tel. 0461/376114 Fax 0461/376199

Dettagli

AZIENDA DI SERVIZI ALLA PERSONA Istituzioni Assistenziali Riunite di Pavia CARTA DEI SERVIZI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA

AZIENDA DI SERVIZI ALLA PERSONA Istituzioni Assistenziali Riunite di Pavia CARTA DEI SERVIZI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA AZIENDA DI SERVIZI ALLA PERSONA Istituzioni Assistenziali Riunite di Pavia CARTA DEI SERVIZI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA Principi Generali Finalità del servizio Il servizio di Assistenza Domiciliare

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI CENTRO POLARIS PROGETTO RSA APERTA- CENTRO SEMIRESIDENZIALE

CARTA DEI SERVIZI CENTRO POLARIS PROGETTO RSA APERTA- CENTRO SEMIRESIDENZIALE CARTA DEI SERVIZI CENTRO POLARIS PROGETTO RSA APERTA- CENTRO SEMIRESIDENZIALE Prodotto da Smart Decò Srl FONDAZIONE FERRARIO VANZAGO Via Garibaldi, 1 - Vanzago Tel. centralino 029393011 Centro Polaris

Dettagli

L evoluzione della copertura assicurativa in tema di assistenza socio/sanitaria

L evoluzione della copertura assicurativa in tema di assistenza socio/sanitaria L evoluzione della copertura assicurativa in tema di assistenza socio/sanitaria Dott.ssa Fiammetta Fabris Vice Direttore Generale Area Operativa UniSalute S.p.A Torino - 13 Dicembre 2013 1 UNISALUTE: SPECIALISTI

Dettagli

MiMS. Master in Management Sanitario. Il territorio

MiMS. Master in Management Sanitario. Il territorio 1 Il territorio 2 Il territorio: tendenze evolutive Aumentata l aspettativa di vita: U = 76 anni D = 82,4 anni Patologie croniche prevalgono su quelle acute Possibilità di eseguire piccoli interventi chirurgici

Dettagli

PROGETTI SPERIMENTALI delle sedi PADOVA e ROVIGO: GRUPPO DI SUPPORTO E AIUTO E CONSULENZA PSICOLOGICA (INDIVIDUALE O/E FAMILIARE)

PROGETTI SPERIMENTALI delle sedi PADOVA e ROVIGO: GRUPPO DI SUPPORTO E AIUTO E CONSULENZA PSICOLOGICA (INDIVIDUALE O/E FAMILIARE) Allegato n. 2 Circ. 61/2011 1. Titolo Intervento Schema Intervento Titolo IV PROGETTI SPERIMENTALI delle sedi PADOVA e ROVIGO: GRUPPO DI SUPPORTO E AIUTO E CONSULENZA PSICOLOGICA (INDIVIDUALE O/E FAMILIARE)

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA (ADI) AGLI ANZIANI

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA (ADI) AGLI ANZIANI COMUNE DI VILLABATE PROV. DI PALERMO ALLEGATO ALLA DELIBERA COMMISSARIALE N. DEL REGOLAMENTO DEL SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA (ADI) AGLI ANZIANI (Legge 9.5.1986 n.22; Decreto Presidenziale

Dettagli

MAPPATURA PRINCIPALI SERVIZI PER ANZIANI IN REGIONE LOMBARDIA

MAPPATURA PRINCIPALI SERVIZI PER ANZIANI IN REGIONE LOMBARDIA MAPPATURA PRINCIPALI SERVIZI PER ANZIANI IN REGIONE LOMBARDIA PREMESSA Il presente documento è stato redatto in modo da offrire una panoramica dei principali servizi socio-sanitari e socio-assistenziali

Dettagli

Le sfide di un utenza in continua evoluzione

Le sfide di un utenza in continua evoluzione SENIORnet Le sfide di un utenza in continua evoluzione Venezia Mestre 8/4/2014 Dott.sa Emma Nardin Coordinatore tecnico Servizio Adulti Anziani GLI SCENARI DEMOGRAFICI LE FAMIGLIE DEGLI ANZIANI LE DOMANDE

Dettagli

Appropriatezza clinica, strutturale e operativa nella prevenzione, diagnosi e terapia dei disturbi dell alimentazione n. 17/22, Luglio-Agosto 2013

Appropriatezza clinica, strutturale e operativa nella prevenzione, diagnosi e terapia dei disturbi dell alimentazione n. 17/22, Luglio-Agosto 2013 Percorsi di cura dei disturbi dell alimentazione nella Regione Veneto Paolo Santonastaso Centro Regionale per i Disturbi Alimentari Dipartimento di Neuroscienze Università di padova Appropriatezza clinica,

Dettagli

PROBLEMATICHE COMPORTAMENTAMENTALI NEL BAMBINO IN AFFIDO. M. Pincherle

PROBLEMATICHE COMPORTAMENTAMENTALI NEL BAMBINO IN AFFIDO. M. Pincherle PROBLEMATICHE COMPORTAMENTAMENTALI NEL BAMBINO IN AFFIDO M. Pincherle IMPORTANZA DELL AMBIENTE DI VITA E DELLE ESPERIENZE 1 Importanza di una buona relazione di attaccamento con la figura materna Concetto

Dettagli

Fondazione don Ambrogio Cacciamatta onlus Residenza Sanitaria Assistenziale Casa Albergo Centro Diurno Integrato Assistenza Domiciliare Integrata

Fondazione don Ambrogio Cacciamatta onlus Residenza Sanitaria Assistenziale Casa Albergo Centro Diurno Integrato Assistenza Domiciliare Integrata Fondazione don Ambrogio Cacciamatta onlus Residenza Sanitaria Assistenziale Casa Albergo Centro Diurno Integrato Assistenza Domiciliare Integrata SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE E CURE PALLIATIVE CARTA

Dettagli

Le attività di base essenziali per ogni tipologia di struttura e l apporto delle diverse professionalità nel lavoro di equipe

Le attività di base essenziali per ogni tipologia di struttura e l apporto delle diverse professionalità nel lavoro di equipe I CONFERENZA DELLA REGIONE LAZIO SULLA SALUTE MENTALE. 3 sessione IL GOVERNO CLINICO IN SALUTE MENTALE Le attività di base essenziali per ogni tipologia di struttura e l apporto delle diverse professionalità

Dettagli

SALUTE E ANZIANI IN ITALIA

SALUTE E ANZIANI IN ITALIA Definire la domanda di salute della popolazione anziani in Italia è un tema chiave da affrontare, specie in un paese come il nostro che invecchia sempre di più e che destina più della metà delle sue risorse

Dettagli

ELEMENTI DI PSICOLOGIA DELL EMERGENZA

ELEMENTI DI PSICOLOGIA DELL EMERGENZA ELEMENTI DI PSICOLOGIA DELL EMERGENZA I fattori di rischio e di protezione del volontario A cura degli Psicologi CPPAVPC Ed. 2013 1 DDL 4449 del 2 febbraio 2000 L istituzione del ruolo dello psicologo

Dettagli

1.C AREA INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA

1.C AREA INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA 1.C AREA INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA Nella tabella riepilogativa, per le singole tipologie erogative di carattere socio sanitario, sono evidenziate, accanto al richiamo alle prestazioni sanitarie, anche

Dettagli

Caregiver DayRegionale

Caregiver DayRegionale Caregiver DayRegionale Giornata del caregiver familiare - Carpi, 25 maggio 2013 - Mariella Martini Direttore Generale Azienda USL di Modena Previsioni popolazione anziana residente in provincia di Modena.

Dettagli

LE AREE SOCIO-SANITARIE DI COMPETENZA DELLA A.S.L. Ass. Sociale Dottoressa Anna Maria Paladino Ass. Sociale Dottoressa Dorotea Verducci

LE AREE SOCIO-SANITARIE DI COMPETENZA DELLA A.S.L. Ass. Sociale Dottoressa Anna Maria Paladino Ass. Sociale Dottoressa Dorotea Verducci LE AREE SOCIO-SANITARIE DI COMPETENZA DELLA A.S.L. Ass. Sociale Dottoressa Anna Maria Paladino Ass. Sociale Dottoressa Dorotea Verducci AREA MATERNO INFANTILE ED ETÀ EVOLUTIVA (1) Assistenza di tipo consultoriale

Dettagli

I familiari dei pazienti depressi: domande e risposte di Salvatore Di Salvo

I familiari dei pazienti depressi: domande e risposte di Salvatore Di Salvo Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it I familiari dei pazienti depressi: domande e risposte di Salvatore Di Salvo

Dettagli

Progetto di legge regionale della consigliera Paola Marani: Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare

Progetto di legge regionale della consigliera Paola Marani: Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare Gruppo Assembleare Regione Emilia-Romagna Progetto di legge regionale della consigliera Paola Marani: Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare 1 Relazione Il caregiver familiare

Dettagli

VALIDITA, IDONEITA E CAPACITA LAVORATIVA DEL MALATO PSICHIATRICO: IL PERCORSO DEL MEDICO DEL LAVORO

VALIDITA, IDONEITA E CAPACITA LAVORATIVA DEL MALATO PSICHIATRICO: IL PERCORSO DEL MEDICO DEL LAVORO VALIDITA, IDONEITA E CAPACITA LAVORATIVA DEL MALATO PSICHIATRICO: IL PERCORSO DEL MEDICO DEL LAVORO Dott. Rino Donghi Medicina Occupazionale H San Raffaele Resnati Dott. Terenzio Cassina Pasol titolo Il

Dettagli

Osservatorio Settoriale sulle RSA 7 Convegno Annuale

Osservatorio Settoriale sulle RSA 7 Convegno Annuale «Da RSA a centro di servizi: una sfida da vincere» OSSERVATORIO SETTORIALE SULLE RSA 7 CONVEGNO ANNUALE RSA aperte al territorio nella prospettiva di Regione Lombardia Direzione Generale Famiglia, Solidarietà

Dettagli

A. I. T. Sa. M. ONLUS ASSOCIAZIONE ITALIANA TUTELA SALUTE MENTALE

A. I. T. Sa. M. ONLUS ASSOCIAZIONE ITALIANA TUTELA SALUTE MENTALE A. I. T. Sa. M. ONLUS ASSOCIAZIONE ITALIANA TUTELA SALUTE MENTALE Osservazioni generali Osservazioni al PSSR Si evidenziano solo alcune tra le criticità più rilevanti, la dove riguardano anche la salute

Dettagli

Indirizzi sperimentali per l organizzazione ed il funzionamento dell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)

Indirizzi sperimentali per l organizzazione ed il funzionamento dell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) Allegato 1 Indirizzi sperimentali per l organizzazione ed il funzionamento dell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) Indice Premessa... 2 1. Ambito di applicazione... 2 1.1 Definizione... 2 1.2 I destinatari...

Dettagli

Il Morbo di Alzheimer

Il Morbo di Alzheimer Il Morbo di Alzheimer Il morbo di Alzheimer, detta anche demenza senile di tipo Alzheimer, demenza degenerativa primaria di tipo Alzheimer o semplicemente di Alzheimer, è la forma più comune di demenza

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

CARTA DEI SERVIZI SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE COMUNE DI CASALGRANDE PROVINCIA DI REGGIO EMILIA CARTA DEI SERVIZI SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 50 del 28/06/2012 Premessa La Carta dei Servizi

Dettagli

Conflitto e mediazione tra pari: una proposta per prevenire e gestire il bullismo Dott. Mirko Q. Antoncecchi

Conflitto e mediazione tra pari: una proposta per prevenire e gestire il bullismo Dott. Mirko Q. Antoncecchi Conflitto e mediazione tra pari: una proposta per prevenire e gestire il bullismo Dott. Mirko Q. Antoncecchi Introduzione al fenomeno. Il bullo è un individuo che usa la propria forza o il proprio potere

Dettagli

OPERATORE SOCIO SANITARIO DENOMINAZIONE ALTRE DENOMINAZIONI SETTORE DESCRIZIONE

OPERATORE SOCIO SANITARIO DENOMINAZIONE ALTRE DENOMINAZIONI SETTORE DESCRIZIONE OPERATORE SOCIO SANITARIO DENOMINAZIONE ALTRE DENOMINAZIONI SETTORE DESCRIZIONE BREVE DESCRIZIONE PREREQUISITI Operatore socio-sanitario Sanitario, sociale, socio-sanitario Finalità: L attività dell operatore

Dettagli

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INTERVENTI PER L AUTISMO E GLI ALTRI DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INTERVENTI PER L AUTISMO E GLI ALTRI DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO Allegato alla Delib.G.R. n. 44/ 10 del 31.10.2007 PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INTERVENTI PER L AUTISMO E GLI ALTRI DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO Premessa L autismo, assieme agli altri disturbi pervasivi

Dettagli

SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE E CURE PALLIATIVE CARTA DEI SERVIZI

SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE E CURE PALLIATIVE CARTA DEI SERVIZI SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE E CURE PALLIATIVE 1. La Fondazione nella rete dei servizi. CARTA DEI SERVIZI La Fondazione Don Ambrogio Cacciamatta onlus gestisce in Iseo l omonima RSA, a Monticelli

Dettagli

SEMINARIO CONOSCERE E AFFRONTARE IL PANICO E GLI STATI D ANSIA

SEMINARIO CONOSCERE E AFFRONTARE IL PANICO E GLI STATI D ANSIA SEMINARIO CONOSCERE E AFFRONTARE IL PANICO E GLI STATI D ANSIA Che cos è l ansia? L ansia è uno stato di attivazione fisiologica e cognitiva in previsione di un pericolo futuro. E un termine che deriva

Dettagli

COSA E LA PSICOTERAPIA? = un genere di INTERVENTO TERAPEUTICO su base PSICOLOGICA e RELAZIONALE il cui obiettivo consiste nell attenuare o eliminare:

COSA E LA PSICOTERAPIA? = un genere di INTERVENTO TERAPEUTICO su base PSICOLOGICA e RELAZIONALE il cui obiettivo consiste nell attenuare o eliminare: PSICOTERAPIE COSA E LA PSICOTERAPIA? = un genere di INTERVENTO TERAPEUTICO su base PSICOLOGICA e RELAZIONALE il cui obiettivo consiste nell attenuare o eliminare: - una SINDROME CLINICA di tipo PSICOPATOLOGICO

Dettagli

C.I.S.A.P. Consorzio Intercomunale Servizi alla Persona Comuni di Collegno e Grugliasco

C.I.S.A.P. Consorzio Intercomunale Servizi alla Persona Comuni di Collegno e Grugliasco C.I.S.A.P. Consorzio Intercomunale Servizi alla Persona Comuni di Collegno e Grugliasco PROGETTO MINORI E LORO FAMIGLIE E PROGETTO ADULTI IN DIFFICOLTA LINEE GUIDA SULLA SPERIMENTAZIONE DI INTERVENTI DI

Dettagli

L assistenza Infermieristica Ospedaliera, Domiciliare E In RSA

L assistenza Infermieristica Ospedaliera, Domiciliare E In RSA IL PAZIENTE CON DEMENZA: STARTEGIE INTEGRATE DI CURA E ASSISTENZA L assistenza Infermieristica Ospedaliera, Domiciliare E In RSA Dott.ssa Enedina Gravina DEMENZA La demenza è un condizione di disfunzione

Dettagli

Mantova. Professione per la vita: L INFERMIERE

Mantova. Professione per la vita: L INFERMIERE Mantova Professione per la vita: L INFERMIERE Scegliere un lavoro che ti permette di essere protagonista nella vita vera, di essere un punto di riferimento per gli altri e di esercitare importanti responsabilità,

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE UNIONE DEI COMUNI DELL ALTO APPENNINO REGGIANO

CARTA DEI SERVIZI SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE UNIONE DEI COMUNI DELL ALTO APPENNINO REGGIANO CARTA DEI SERVIZI SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE UNIONE DEI COMUNI DELL ALTO APPENNINO REGGIANO 1)Finalità del servizio Il Servizio di Assistenza Domiciliare ha lo scopo di favorire il mantenimento al

Dettagli

Percorso Preventivo-Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale Riabilitativo (PDTAR) per la popolazione e i pazienti con demenza Sintesi

Percorso Preventivo-Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale Riabilitativo (PDTAR) per la popolazione e i pazienti con demenza Sintesi e le Aziende Ospedaliere, IRCCS, ASP(Aziende di Servizi alla Persona), Università elencate nel Documento Integrale Percorso Preventivo-Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale Riabilitativo (PDTAR) per la

Dettagli

1. Quali sono le procedure per aprire una struttura che presta servizi socioassistenziali? 3. Quali sono le strutture socioassistenziali per minori?

1. Quali sono le procedure per aprire una struttura che presta servizi socioassistenziali? 3. Quali sono le strutture socioassistenziali per minori? 1. Quali sono le procedure per aprire una struttura che presta servizi socioassistenziali? Le procedure per aprire una struttura socioassistenziale sono definite dalla normativa regionale. Il rappresentante

Dettagli

IL MEDICO DI BASE: UN PREZIOSO PUNTO DI RIFERIMENTO

IL MEDICO DI BASE: UN PREZIOSO PUNTO DI RIFERIMENTO IL MEDICO DI BASE: UN PREZIOSO PUNTO DI RIFERIMENTO MEDICO DI FAMIGLIA Molte persone si rivolgono al medico di base (o medico di famiglia ) come ad un medico che compila e fornisce ricette per farmaci

Dettagli

Recessione economica e Disturbi Depressivi

Recessione economica e Disturbi Depressivi Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it Recessione economica e Disturbi Depressivi L Associazione per la Ricerca sulla

Dettagli

Coordinatore Infermieristico Reparto Hospice Residenziale/Domiciliare Dott. Fabio Durazzo

Coordinatore Infermieristico Reparto Hospice Residenziale/Domiciliare Dott. Fabio Durazzo Coordinatore Infermieristico Reparto Hospice Residenziale/Domiciliare Dott. Fabio Durazzo L'uso del giudizio clinico nell'erogazione della cura, per consentire alle persone di migliorare, mantenere o recuperare

Dettagli

SERVIZIO PSICHIATRICO DI DIAGNOSI E CURA DI GROSSETO: IL LUOGO COME METAFORA DELLE RELAZIONI

SERVIZIO PSICHIATRICO DI DIAGNOSI E CURA DI GROSSETO: IL LUOGO COME METAFORA DELLE RELAZIONI TITOLO SERVIZIO PSICHIATRICO DI DIAGNOSI E CURA DI GROSSETO: IL LUOGO COME METAFORA DELLE RELAZIONI AUTORI Giuseppe Cardamone (1), Edvige Facchi (2), Rita Pescosolido (3) (1) Direttore DSM ASL 9 di Grosseto

Dettagli

PRIMA SESSIONE QUALI MODELLI NELLA SFIDA ALLA COMPLESSITA DELLA FRAGILITA

PRIMA SESSIONE QUALI MODELLI NELLA SFIDA ALLA COMPLESSITA DELLA FRAGILITA PRIMA SESSIONE QUALI MODELLI NELLA SFIDA ALLA COMPLESSITA DELLA FRAGILITA Antonio Brambilla Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali Regione Emilia Romagna Il tema della fragilità è un tema estremamente

Dettagli

IL SUPPORTO DOMICILIARE AL PAZIENTE: IL RUOLO DELL INFERMIERE

IL SUPPORTO DOMICILIARE AL PAZIENTE: IL RUOLO DELL INFERMIERE VI Incontro Formativo LA VISIONE OLISTICA DELLA CURA: IL MALATO LA LESIONE CUTANEA CRONICA IL SUPPORTO DOMICILIARE AL PAZIENTE: IL RUOLO DELL INFERMIERE Coordinatore Infermieristico Cure Domiciliari ASL

Dettagli

U.V.D. (Unità Valutativa Distrettuale) Valuta, Organizza e Coordina interventi Stabilisce case manager Verifica interventi

U.V.D. (Unità Valutativa Distrettuale) Valuta, Organizza e Coordina interventi Stabilisce case manager Verifica interventi Medici di Medicina Generale e Pediatri C.A.D. U.V.D. (Unità Valutativa Distrettuale) Valuta, Organizza e Coordina interventi Stabilisce case manager Verifica interventi Medici Specialisti Servizio Farmaceutico

Dettagli

Il Centro CASA: un servizio socio-sanitario per le persone affette da HIV/AIDS

Il Centro CASA: un servizio socio-sanitario per le persone affette da HIV/AIDS Il Centro CASA: un servizio socio-sanitario per le persone affette da HIV/AIDS Maria Bona Venturi CENTRO C.A.S.A. AIDS Dipartimento delle Cure Primarie Azienda USL di Bologna 1 Il Centro C.A.S.A. (Centro

Dettagli

gabriele.giacomelli@asf.toscana.it simone.bacherini@asf.toscana.it IL CONFINE tra di!coltà e malattia Programma

gabriele.giacomelli@asf.toscana.it simone.bacherini@asf.toscana.it IL CONFINE tra di!coltà e malattia Programma gabriele.giacomelli@asf.toscana.it simone.bacherini@asf.toscana.it IL CONFINE tra di!coltà e malattia Programma Obiettivi e punti di vista e presentazioni Ansia Pensiero irrazionale e psicosi Impulsività

Dettagli

Ospedale di Comunità

Ospedale di Comunità Casa della Salute di San Secondo Parmense Ospedale di Comunità Liguria DALL OSPEDALE AL TERRITORIO Genova 18 marzo 2014 Remo Piroli Il contesto normativo Delibera 14/03/2013 N.159 Oggetto : CASA DELLA

Dettagli

I costi sociali ed economici della malattia di Alzheimer: cosa è cambiato?

I costi sociali ed economici della malattia di Alzheimer: cosa è cambiato? I costi sociali ed economici della malattia di Alzheimer: cosa è cambiato? Firenze 29 novembre 2007 Ketty Vaccaro Perché tornare a parlare di Alzheimer A sette anni dalla realizzazione dell indagine Censis

Dettagli

De g e n z a. Dott. Claudio Tedeschi - Direttore. Coordinatore Infermieristico Daniela Sassi 0522 296169-296166

De g e n z a. Dott. Claudio Tedeschi - Direttore. Coordinatore Infermieristico Daniela Sassi 0522 296169-296166 Medicina Fisica e Riabilitativa De g e n z a Dott. Claudio Tedeschi - Direttore Coordinatore Infermieristico Daniela Sassi 0522 296169-296166 Segreteria Maria Rosaria Amelio - Maria Flavia Malavenda Federica

Dettagli

Il ruolo della professione infermieristica nell evoluzione evoluzione della domanda di salute. Maria Grazia Proietti

Il ruolo della professione infermieristica nell evoluzione evoluzione della domanda di salute. Maria Grazia Proietti Il ruolo della professione infermieristica nell evoluzione evoluzione della domanda di salute Maria Grazia Proietti il campo di competenza dell infermiere è rappresentato dal complesso delle attività rivolte

Dettagli

PROPOSTA DI DISEGNO DI LEGGE INFERMIERI DI FAMIGLIA CONVENZIONATI

PROPOSTA DI DISEGNO DI LEGGE INFERMIERI DI FAMIGLIA CONVENZIONATI PROPOSTA DI DISEGNO DI LEGGE INFERMIERI DI FAMIGLIA CONVENZIONATI 1 / 8 RELAZIONE Egregi colleghi, la legislazione vigente riconosce già all infermiere un ruolo fondamentale in assistenza domiciliare,

Dettagli

RESPONSABILI: Direttore CSM Dr. Mario Nicotera Dr.ssa Caterina Iocca,psicologo dirigente, specialista in CBT.

RESPONSABILI: Direttore CSM Dr. Mario Nicotera Dr.ssa Caterina Iocca,psicologo dirigente, specialista in CBT. UNITA DI PSICOLOGIA CLINICA-RIABILITATIVA CENTRO DIURNO PROGETTO SPERIMENTALE DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE Disturbo dell alimentazione: Conoscere per curare e per vivere RESPONSABILI: Direttore

Dettagli

ISTITUTO ASSISTENZA ANZIANI ULSS 20

ISTITUTO ASSISTENZA ANZIANI ULSS 20 PROGETTO POSTI SOLLIEVO ISTITUTO ASSISTENZA ANZIANI ULSS 20 Responsabile del progetto: dott.ssa Pia Poppini -ULSS 20 Responsabile gestione operativa Istituto Assistenza Anziani: Dott.Roberto De Mori Referente

Dettagli

Emanuele Bartolozzi Una guida per affrontare il disturbo

Emanuele Bartolozzi Una guida per affrontare il disturbo Emanuele Bartolozzi Una guida per affrontare il disturbo L attacco di panico sembra essere per il malato una duplice condanna: da un lato i sintomi che imperversano, dall altro quasi la ferma certezza

Dettagli

COMUNE DI TORRE S. SUSANNA. (Provincia di Brindisi) ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI

COMUNE DI TORRE S. SUSANNA. (Provincia di Brindisi) ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI ALLEGATO UNICO ALLA DELIBERAZIONE DI G. C. N. 194 DEL 21.11.2002 COMUNE DI TORRE S. SUSANNA (Provincia di Brindisi) ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

Dettagli