Il mercato IT nelle regioni italiane

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1 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni nelle regioni italiane a cura di Assinform Premessa e obiettivi del contributo Il presente contributo contiene la seconda edizione del Rapporto sull IT nelle Regioni Italiane, curato da Assinform - Associazione nazionale produttori contenuti, tecnologie e servizi per l'informazione e la comunicazione - e derivato dal Rapporto ASSINFORM sul mercato dell'informatica e delle Telecomunicazioni, pubblicato da ben 35 anni (www.assinform.it). Il Rapporto ASSINFORM contiene dati molto puntuali sul mercato ICT italiano, con analisi che riguardano sia l'andamento del settore nel suo complesso, sia gli impatti che questo comparto ha sui principali settori della domanda di nuove tecnologie. Il focus sugli andamenti dei mercati regionali si concentra sul comparto dell'informatica, quello più vicino alle realtà imprenditoriali presenti sul territorio, siano esse pubbliche o private. La prima edizione del Rapporto sull'it nelle Regioni Italiane (2003) ha consentito di avviare un'analisi mai condotta precedentemente a livello locale. Esso ha prodotto un interesse elevato e generalizzato, soprattutto presso coloro che operano sul territorio, siano essi interlocutori istituzionali (Regioni ed Enti locali) o di mercato (imprese, associazioni ecc.) avviando, tra l'altro, un ampio dibattito sulla tematica e stimolando alcune Amministrazioni Regionali a proporre proprie valutazioni/analisi locali, a partire dal Rapporto di Assinform. Il confronto sui dati pubblicati nel Rapporto del 2003 con i rappresentanti delle Regioni e dell Osservatorio CRC ha consentito, come si dirà più avanti, di rivedere e affinare la metodologia utilizzata per l edizione Obiettivo generale del contributo è determinare il valore della spesa in prodotti, programmi e servizi informatici nelle regioni italiane, anche alla luce delle iniziative governative e delle Amministrazioni Regionali. Più in specifico, gli obiettivo sono: 1. effettuare un analisi complessiva dei mercati locali e della domanda di IT, attraverso indicatori macroeconomici e indicatori di penetrazione; 2. quantificare la spesa IT regionale e per macro-aree geografiche, evidenziandone il trend dell ultimo triennio e, partendo da tali dati, illustrare i driver che guidano il dimensionamento della domanda a livello locale. Questo aspetto è cruciale, in quanto lo sviluppo del mercato IT risulta sempre più guidato dalle esigenze della domanda piuttosto che dalle politiche di marketing dell offerta. A questo proposito sono state introdotte due novità: una è la scomposizione della spesa IT regionale nelle componenti Business e Consumer; l altra ha visto l analisi del Trentino Alto Adige, non più nel suo complesso, ma suddiviso nelle due Province Autonome di Trento e Bolzano; 3. analizzare le differenti condizioni della domanda locale di IT e valutare l evoluzione nel tempo del digital divide presente tra le regioni italiane. 179

2 Contributi esterni RAPPORTO NAZIONALE 2004 Questo aspetto risulta essenziale per valutare le potenzialità di successo dei piani di e-government all interno di ciascuna regione, tenendo conto che un buon livello di penetrazione e di utilizzo dell IT e una buona dotazione infrastrutturale sono presupposti necessari per il successo dei piani di incentivo all utilizzo di Internet e dell informatica, sia presso la PA che l utenza locale. Metodologia Assinform, in collaborazione con NetConsulting, anche in base ai feedback raccolti dalle Amministrazioni Regionali, ha strutturato una metodologia che, in assenza di analisi sistematiche relative alla domanda IT a livello regionale, prevede l elaborazione e l integrazione di numerosi dati provenienti da svariate fonti: 1. rilevazioni sul mercato IT effettuate in concomitanza con l elaborazione dei dati nazionali pubblicati annualmente nel Rapporto Assinform sull Informatica e le Telecomunicazioni, nonché altre informazioni presenti presso i database di Assinform e di NetConsulting; 2. ricerche effettuate a livello locale, provinciale o regionale; 3. fonti ufficiali disponibili attraverso i database di Unioncamere, ISTAT, ecc. E opportuno sottolineare che questa seconda edizione del Rapporto sull innovazione nelle regioni d Italia presenta sostanziali differenze a livello metodologico rispetto alla precedente edizione. Gli affinamenti apportati rendono poco significativo il confronto tra i dati del presente Rapporto e i dati del Rapporto 2003, dal momento che non è possibile separare gli effetti dovuti ad un effettivo cambiamento del mercato IT, da quelli derivanti dal cambiamento di metodologia. La principale variazione sulla metodologia riguarda l utilizzo delle Unità Locali come variabile che ha concorso insieme ad altre, ma in via prioritaria all allocazione della spesa IT presso le regioni. Nella prima edizione del Rapporto, invece delle Unità Locali erano state considerate le imprese e i centri di spesa; partendo da tale logica, la spesa IT delle imprese plurisede era stata interamente allocata presso la sede principale (ad es. Direzione Generale), anziché essere distribuita presso le singole unità dislocate sul territorio. Tale impostazione aveva inevitabilmente portato a sovrastimare la spesa IT di alcune regioni, come ad esempio il Lazio, che, sia per la presenza di primarie aziende delle telecomunicazioni e della finanza, oltre che per l accentramento della spesa IT presso la PA Centrale (in particolar modo, per quanto riguarda la difesa e l istruzione), aveva assorbito una quota significativa di giro d affari di competenza di altre regioni. Grazie al criterio della suddivisione per Unità Locali, invece, la spesa IT viene allocata nella regione in cui è effettivamente stata sostenuta, portando quindi ad una ripartizione più equilibrata in relazione alla presenza territoriale di imprese e istituzioni. Nella metodologia adottata nel presente Rapporto si è provveduto inoltre a ripartire la spesa IT complessiva in Business e Consumer. 180

3 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni La spesa IT delle aziende è stata determinata in funzione di una serie di indicatori macroeconomici quali: il valore aggiunto regionale (preferito al PIL, rispetto al quale è depurato dall IVA, e in quanto tale più rappresentativo nei confronti delle spese delle PA); il numero di Unità Locali nelle regioni, tenendo conto della struttura del tessuto economico locale in relazione alle dimensioni delle Unità Locali d Impresa, distinguendo tra: grandi (250 dipendenti e oltre), medie (tra 50 e 249) e piccole (sotto i 50 dipendenti); la consistenza delle Unità Locali di ciascun settore (industria, commercio, finanza, servizi, istituzioni) nell economia regionale. La distribuzione delle Unità Locali d Impresa in Italia, in relazione al settore di attività e alla classe dimensionale, è riportata in Tabella 1. Tabella 1 - Unità Locali delle Imprese in Italia (unità) Classi di addetti SETTORI INDUSTRIA COMMERCIO SERVIZI FINANZA ISTITUZIONI TOTALE < TOTALE Fonte: elaborazione Assinform/NetConsulting su dati Istat La spesa è stata quindi allocata tenendo conto sia della numerosità delle aziende, per ogni combinazione settore economico/classe dimensionale, sia della diversa propensione agli investimenti in IT delle aziende, in funzione del settore di appartenenza e della dimensione. La spesa consumer è stata ripartita tra le regioni italiane in base a indicatori come la popolazione residente, i consumi non alimentari pro-capite e il reddito disponibile pro-capite. 181

4 Contributi esterni RAPPORTO NAZIONALE 2004 La distribuzione della spesa IT per regione Nel 2003 la spesa italiana in Information Technology è stata pari a circa 19,4 miliardi di Euro, con una flessione di circa il 3,2% rispetto al 2002, confermando il trend negativo già registrato l anno precedente (Fig. 1). Figura 1- Il mercato dell IT in Italia ( dati in migliaia di euro e in %) % % Legenda % -3.2% Consumer Aziende % -3.0% Fonte: Assinform/NetConsulting Le aziende hanno speso milioni di Euro per hardware, software e servizi, mentre i restanti 795 milioni derivano dal segmento Consumer. La flessione del mercato IT in Italia è stata molto marcata ed è stata determinata da un concorso di fattori: l andamento dell economia e degli investimenti che hanno segnato un 4%; l atteggiamento prudente delle imprese verso nuovi investimenti in IT e nuovi progetti, e una propensione ad una razionalizzazione nell uso delle risorse esistenti; il downpricing competitivo sulle tariffe professionali nella vendita di servizi a cui sono stati costretti i fornitori, che ne ha penalizzato la crescita. La dinamica negativa della spesa IT è stata più accentuata al Nord, con un calo del 3,6%, rispetto al 2,5% del Centro e al 2,8% del Sud (Fig. 2). 182

5 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni Figura 2- Il mercato dell IT in Italia per macroarea geografica ( dati in migliaia di euro e in %) Legenda Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud Fonte: Assinform/NetConsulting Una migliore comprensione di questa dinamica del mercato è possibile grazie all analisi scomposta per settori di attività economica. La flessione degli investimenti in IT, infatti, non è stata omogenea tra aziende operanti in diversi settori di attività. Il settore che ha mostrato una flessione maggiore è stato l Industria, con una flessione del 6,3% rispetto al 2002, seguita dalla Finanza, la cui diminuzione degli investimenti è stata del 4,6%. Il Commercio e i Servizi hanno invece mostrato una dinamica positiva, 1,3% e 1,5% rispettivamente. Anche la spesa IT nelle Istituzioni ha segno positivo (0,1%), grazie a numerosi progetti di e-government messi in atto nelle regioni (fig 3 ). 183

6 Contributi esterni RAPPORTO NAZIONALE 2004 Figura 3 - Il mercato dell IT in Italia per settore economico ( dati in migliaia di euro e in %) Legenda Industria Commercio Servizi Finanza Istituzioni Consumer ,5% 905, ,5% ,5% ,1% ,7% ,6% ,5% ,5% ,8% +1,3% ,2% ,3% Fonte: Assinform/NetConsulting Dai dati relativi alle Unità Locali nelle regioni e osservandone la distribuzione tra settori economici e fasce di addetti, si rileva come al Centro e al Sud le imprese industriali e finanziarie siano presenti in una proporzione minore rispetto al Nord. Per quanto riguarda le aziende del commercio e le istituzioni, emergono valutazioni diametralmente opposte, con una maggior presenza al Sud. L evidenza della differenza strutturale esistente tra le regioni italiane è ben sintetizzata dal dato relativo alle imprese commerciali che al Sud rappresentano il 40% delle Unità Locali, mentre al Nord Ovest questa percentuale è pari al 30%. Sul fronte delle istituzioni, mentre al Nord esse rappresentano il 15,9% delle Unità Locali, al Sud questo valore raggiunge il 17,8%. Tenuto conto di tale composizione per settori economici, si rileva come al Sud siano maggiormente presenti aziende operanti nei settori che hanno evidenziato performance migliori in termini di spesa IT e questo fa sì che la spesa totale delle regioni del Sud abbia subito una flessione più limitata rispetto alle regioni del Nord Italia. Analizzando i mercati per macro-regioni, si osserva che nel Nord Ovest si concentra il 39% della spesa IT nazionale (fig 4), soprattutto grazie al peso rilevante di Piemonte e Lombardia; quest ultima, in particolare rappresenta il 69% della spesa IT del nord Ovest (fig. 5). 184

7 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni Figura 4 - Ripartizione del mercato IT per macroarea geografica, 2003 (valori in %) 20,95% 38,70% 24,08% 16,27% Fonte: Assinform/NetConsulting 185

8 Contributi esterni RAPPORTO NAZIONALE 2004 Figura 5 - Ripartizione del mercato IT a livello regionale, 2003 (Valori in %) Liguria; 5,4% Piemonte; 24,5% Trento; 3,6% Bolzano; 4,5% Emilia- Romagna; 42,4% Lombardia; 69,5% Valle D'Aosta; 0,5% Friuli-V.G.; 10,9% Veneto; 38,6% Lazio; 65,1% Toscana; 23,3% Sardegna; 6,5% Sicilia; 21,7% Abruzzo; 7,2% Molise; 1,6% Marche; 7,8% Umbria; 3,8% Calabria; 8,1% Basilicata; 3,1% Puglia; 19,9% Campania; 31,8% Fonte: Assinform/NetConsulting Dopo il Nord, la quota più consistente del mercato IT è detenuta dal Centro, con il 24% del totale nazionale, grazie soprattutto alla Toscana e al Lazio, che pesa sul Centro per il 65%. Poco distante da questo dato è il Nord Est, con una quota del 21% dovuta principalmente a Emilia-Romagna e Veneto. Il Sud e le Isole, invece, contribuiscono solamente per il 16% della spesa IT in Italia. 186

9 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni Figura 6 - Classifica delle regioni italiane per quote di mercato, 2003 (valori in %) Fonte: Assinform/NetConsulting L analisi regionale della spesa IT evidenzia che la Lombardia detiene la quota più rilevante, pari a quasi il 27% del totale (Fig 6 e Tab. 2), seguita dal Lazio (15,7%) e dal Piemonte (9,5%). Le regioni con una quota percentuale della spesa IT minore sono la Basilicata, il Molise e infine la Valle D Aosta. La Lombardia si conferma quindi come la regione che investe maggiormente in IT. Questo risultato è frutto di un insieme di motivazioni, tra cui l elevato numero di aziende, la grande popolosità della Lombardia, ma anche una elevata propensione agli investimenti nelle tecnologie dell informazione. 187

10 Contributi esterni RAPPORTO NAZIONALE 2004 Tabella 2 - Dinamica della spesa IT per regione e macroregione, (migliaia di Euro e %) Regioni / Spesa IT in migliaia di Euro Quote di Spesa IT Variazione % Province autonome / / 2002 Piemonte ,66% 9,53% 9,50% -3,4% -3,5% Valle D'Aosta ,19% 0,19% 0,19% -1,1% -2,7% Lombardia ,05% 27,07% 26,90% -2,1% -3,8% Liguria ,13% 2,09% 2,11% -3,8% -2,5% Nord Ovest ,02% 38,89% 38,70% -2,5% -3,6% Provincia di Trento ,75% 0,75% 0,75% -1,9% -3,1% Provincia di Bolzano ,94% 0,95% 0,94% -1,2% -3,3% Veneto ,10% 8,12% 8,08% -2,0% -3,6% Friuli Venezia Giulia ,25% 2,25% 2,28% -2,1% -1,8% Emilia Romagna ,01% 8,95% 8,89% -2,8% -3,8% Nord Est ,04% 21,01% 20,95% -2,3% -3,5% Toscana ,54% 5,57% 5,61% -1,8% -2,5% Umbria ,92% 0,92% 0,92% -2,3% -2,8% Marche ,91% 1,88% 1,87% -3,4% -3,8% Lazio ,28% 15,54% 15,69% -0,5% -2,3% Centro ,65% 23,91% 24,08% -1,1% -2,5% Abruzzo ,24% 1,20% 1,17% -5,3% -5,2% Molise ,27% 0,26% 0,26% -3,6% -3,2% Campania ,05% 5,12% 5,18% -0,7% -2,2% Puglia ,22% 3,22% 3,24% -2,1% -2,4% Basilicata ,52% 0,51% 0,51% -4,0% -3,0% Calabria ,33% 1,31% 1,32% -3,6% -2,1% Sicilia ,55% 3,49% 3,53% -3,6% -2,2% Sardegna ,12% 1,08% 1,05% -5,4% -6,2% Sud e Isole ,28% 16,20% 16,27% -2,7% -2,8% ITALIA % 100% 100% -2,2% -3,2% Fonte: Assinform /NetConsulting Un analisi di ulteriore dettaglio dei dati relativi alla Lombardia evidenzia una spesa IT molto elevata per i settori finanza e industria, che in Lombardia contano un numero molto significativo di Unità Locali. Un altra notazione è relativa al fatto che, oltre ad essere più numerose, le aziende industriali lombarde hanno una spesa IT unitaria superiore a quelle localizzate nelle altre regioni. Discorso analogo può essere fatto anche per le aziende lombarde della finanza, che spendono mediamente di più rispetto alle aziende di altre regioni, ad eccezione di quelle del Lazio che, grazie soprattutto alla presenza di numerose realtà di grandi dimensioni in termini di addetti, hanno una spesa media superiore. Dal punto di vista della dinamica della spesa IT, è da evidenziare che mentre tra il 2001 e il 2002 la flessione era stata (seppur lievemente) inferiore alla media nazionale, 188

11 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni nel 2003 la Lombardia ha mostrato una diminuzione del 3,8%, elevata se confrontata con il dato nazionale (-3,2%). Come detto sopra, questo dato è dovuto in larga misura alla composizione settoriale del tessuto imprenditoriale lombardo, composto in larga parte da aziende industriali e finanziarie, ovvero proprio dalle aziende che hanno evidenziato nell ultimo anno una contrazione più marcata degli investimenti in IT (Tab 3). Tabella 3 - Classifica delle regioni italiane rispetto alla variazione (valori %) Regioni / Province autonome Variazione % 2003/ 2002 Friuli Venezia Giulia -1,8% Calabria -2,1% Campania -2,2% Sicilia -2,2% Lazio -2,3% Puglia -2,4% Liguria -2,5% Toscana -2,5% Valle D'Aosta -2,7% Umbria -2,8% Basilicata -3,0% Provincia di Trento -3,1% Molise -3,2% ITALIA -3,2% Provincia di Bolzano -3,3% Piemonte -3,5% Veneto -3,6% Marche -3,8% Lombardia -3,8% Emilia Romagna -3,8% Abruzzo -5,2% Sardegna -6,2% Fonte: Assinform/NetConsulting Il Lazio, con una spesa di milioni di Euro, si posiziona al secondo posto in Italia per dimensione del mercato IT. Un ruolo fondamentale nel buon posizionamento del Lazio nella classifica della spesa IT è legato alla forte presenza delle Istituzioni in questa regione. Per quanto riguarda la dinamica è da evidenziare che sia nel 2002 che nel 2003 il Lazio ha riportato una flessione inferiore al dato nazionale, aumentando quindi la propria quota di spesa IT. Si osserva che nel Lazio il numero di Unità Locali di grandi dimensioni nei settori industria e commercio è largamente inferiore ai corrispettivi dati della Lombardia. Questo in parte spiega la differenza in termini di spesa IT tra il Lazio e la Lombardia, anche se è da evidenziare che il Lazio registra una spesa IT maggiore per quanto riguarda le Istituzioni. 189

12 Contributi esterni RAPPORTO NAZIONALE 2004 Nella classifica delle regioni per quote di mercato IT, il Lazio è seguito dal Piemonte, con un volume del mercato pari a milioni di Euro, equivalente al 9,5% della spesa IT nazionale. La spesa IT piemontese è prevalentemente dovuta al grande numero di UL operanti nell industria, mentre negli altri settori la spesa è più o meno in linea con altre grandi Regioni. Il Piemonte tuttavia ha evidenziato sia nel 2002 che nel 2003 una dinamica peggiore rispetto alla media nazionale. Alle spalle del Piemonte si trovano Veneto ed Emilia-Romagna con rispettivamente l 8,9% e l 8,1% del mercato nazionale. Affrontando un analisi della quota della spesa IT di competenza del comparto Consumer, la Lombardia si rivela a maggior ragione il punto di riferimento per l IT nel nostro Paese. Con una spesa pari ad oltre 168 milioni di Euro, la Lombardia evidenzia un mercato IT Consumer circa due volte più grande rispetto al Lazio (85 milioni di Euro, fig. 7). Figura 7 - Spesa IT per Aziende e Consumer nelle regioni Italiane (Valori in migliaia di Euro) Consumer Lombardia Lazio Piemonte Emilia-R. Veneto Toscana Campania Sicilia Puglia Friuli-V.G. Liguria Marche Calabria Abruzzo Sardegna Bolzano Umbria Trento Basilicata Molise Valle D'Aosta Aziende Fonte: Assinform /NetConsulting Un buon livello degli investimenti Consumer è stato ottenuto dall Emilia-Romagna, con un valore leggermente inferiore al Lazio, ottenuto in parte grazie a politiche di incentivazione degli investimenti IT. Il Piemonte, invece, occupa in questa classifica solamente la quinta posizione, dietro al Veneto. Le ultime regioni in termini di spesa IT sono Basilicata, Valle d Aosta e Molise. 190

13 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni Il digital divide tra le Regioni Dai dati analizzati fino a questo punto emerge una sostanziale diversità tra le regioni italiane in termini di investimenti in Information Technology. Certamente le differenze nel valore monetario del mercato IT delle regioni sono determinate da variabili strutturali quali il numero di aziende e la popolazione residente, tuttavia il digital divide non si esaurisce con questa osservazione e l analisi di alcuni indicatori lo dimostra. A questo proposito un indicatore significativo è rappresentato dalla spesa IT per occupato. Il dato più evidente riguardo alla spesa IT per occupato è il primo posto occupato dal Lazio, con un valore pari a (Fig. 8). Figura 8 - Spesa IT per occupato, 2003 (valori in ) Lazio Lombardia Piemonte Emilia-Romagna ITALIA Friuli-Venezia Giulia Provincia di Bolzano Veneto Toscana Provincia di Trento Valle D'Aosta Liguria Campania Marche Basilicata Umbria Puglia Sicilia Abruzzo Molise Calabria Sardegna % % % 880,1 0% 880-3% % % -20% % -36% -41% -41% -45% -47% -48% -49% -51% -59% -20% -25% -28% +62% Scostamento del valore Italia Fonte: Elaborazione Assinform/NetConsulting su dati Istat (Forze di Lavoro: media 2003) Sebbene la Lombardia abbia una spesa IT totale maggiore rispetto a quella del Lazio, quest ultimo presenta una popolazione residente, un numero di aziende e quindi un numero di occupati nettamente inferiore rispetto alla Lombardia e questo fa sì che riguardo a questo indicatore il Lazio presenti una migliore posizione. 191

14 Contributi esterni RAPPORTO NAZIONALE 2004 La Lombardia fa segnare una spesa IT per occupato pari a 1.284, di circa il 13% inferiore rispetto al Lazio. La spesa media nazionale è di 880 euro per occupato ed è significativo che le uniche altre regioni che riportano un valore superiore rispetto a tale media nazionale siano il Piemonte e l Emilia-Romagna, con rispettivamente e 933 euro per addetto. Al lato opposto, tra le regioni con un rapporto spesa IT/occupato minore, si trovano il Molise, la Calabria e infine la Sardegna, con un spesa pari a 372 per ogni occupato. Dal confronto con questi dati si può capire quanto sia importante e ampio il digital divide tra le regioni italiane, soprattutto alla luce del fatto che le cinque regioni con una spesa IT per occupato inferiore sono localizzate tutte al Sud. Un analisi di questo tipo si rivela molto importante per identificare le aree del Paese che maggiormente necessitano di un sostegno di tipo infrastrutturale per lo sviluppo della competitività e della crescita delle imprese. Risultati molto simili si ottengono dall analisi dell indicatore della spesa IT sul Valore Aggiunto regionale. Anche in questo caso il Lazio ottiene la migliore performance a livello nazionale, con una spesa IT pari al 2,52% del valore aggiunto regionale, seguito dalla Lombardia con il 2,15% (Fig. 9). Figura 9 - Spesa IT sul Valore Aggiunto regionale, 2003 (valori in %) Lazio Lombardia Piemonte Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia Veneto Toscana Bolzano Campania Valle D'Aosta Marche Trento Liguria Puglia Basilicata Umbria Abruzzo Sicilia Calabria Molise Sardegna 2,15% 1,85% 1,67% 1,61% 1,47% 1,36% 1,34% 1,29% 1,25% 1,21% 1,20% 1,17% 1,16% 1,15% 1,06% 1,04% 1,03% 1,01% 0,97% 0,80% 2,52% Fonte: elaborazione Assinform/NetConsulting su dati Istat (Conti economici regionali, dati analitici anni ) 192

15 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni Insieme a queste due regioni, solamente il Piemonte (1,85%) e l Emilia-Romagna (1,67%) si posizionano sopra la media nazionale (1,65%). Anche riguardo a questo indicatore le regioni del Sud si dimostrano maggiormente arretrate rispetto a quelle del Nord Italia. Un eccezione è però rappresentata dalla Campania (1,29%), con un valore poco inferiore a Bolzano e alla Toscana. La Campania è dunque la regione del Sud con un livello degli investimenti IT maggiore, che con una spesa pari al 5% del dato nazionale si colloca alla settima posizione tra le regioni con maggiori investimenti in Information Technology. Tra le regioni con una spesa IT sul Valore Aggiunto inferiore si trovano la Sicilia, la Calabria, il Molise e la Sardegna. 193

16 Contributi esterni Abruzzo < TOTALE < TOTALE

17 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni Basilicata < TOTALE < TOTALE

18 Contributi esterni Calabria < TOTALE < TOTALE

19 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni Campania < TOTALE < TOTALE

20 Contributi esterni Emilia-Romagna < TOTALE < TOTALE

21 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni Friuli-Venezia Giulia < TOTALE < TOTALE

22 Contributi esterni Lazio < TOTALE < TOTALE

23 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni Liguria < TOTALE < TOTALE

24 Contributi esterni Lombardia < TOTALE < TOTALE

25 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni Marche < TOTALE < TOTALE

26 Contributi esterni Molise < TOTALE < TOTALE

27 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni Piemonte < TOTALE < TOTALE

28 Contributi esterni Puglia < TOTALE < TOTALE

29 RAPPORTO NAZIONALE 2004 Contributi esterni Sardegna < TOTALE < TOTALE

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