L istituzionalizzazione delle attività di comunicazione e il ruolo delle Università

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1 L istituzionalizzazione delle attività di comunicazione e il ruolo delle Università Cari Convenuti, in primo luogo, desidero ringraziare i promotori e gli organizzatori per aver reso possibile la realizzazione di questo singolare convegno su comunicazione e rispetto, un binomio che, nell era dell informatizzazione e della comunicazione digitale, acquisisce sempre più forza e vigore e si impregna di nuovi significati. In secondo luogo, non posso esimermi dal compiacermi vivamente con gli stessi promotori dell evento per la molteplicità degli aspetti e la varietà delle dimensioni rispetto alle quali la tematica sarà declinata in questi tre giorni di studio grazie agli interventi di illustri relatori che, in vario modo, operano nei diversi ambiti sociali in cui la comunicazione si esplicita nelle forme più svariate e dove, alla luce delle nuove tecnologie digitali, determina cambiamenti radicali nei modelli di interazione sociale e negli stessi rapporti umani. Questi cambiamenti, scrive il Santo Padre Benedetto XVI nel Suo Messaggio per la XLIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, sono particolarmente evidenti tra i giovani che sono cresciuti in stretto contatto con queste nuove tecniche di comunicazione. In qualità di preside della Facoltà di Economia dell Università degli Studi di Napoli Parthenope, carica che ho ricoperto prima di assumere quella di rettore dello stesso Ateneo, ho potuto sperimentare in prima persona come, a partire dai primi anni Novanta, i nuovi profili di comunicazione abbiano rivoluzionato radicalmente le strategie di organizzazione e gestione delle istituzioni pubbliche ponendo al centro dei processi decisionali il cittadino (ovvero lo studente nel caso di un istituzione universitaria), concepito quale cliente-utente dell istituzione stessa e come detentore sovrano di potere sociale. Durante questi anni diverse Amministrazioni Pubbliche hanno iniziato ad attivare funzioni polifunzionali, uffici stampa e sportelli dediti alle relazioni con il pubblico, strutture informative interattive, oltre ad altre innovazioni, 1

2 sia di tipo strumentale che operativo, rese possibili anche grazie al contemporaneo sviluppo delle reti telematiche e delle nuove tecnologie. Anche l istituzione Università, al pari delle Pubbliche Amministrazioni, è stata coinvolta in questo profondo processo di trasformazione caratterizzato, tra l altro, dall istituzionalizzazione delle attività di comunicazione. Un processo che ha comportato sostanziali cambiamenti in termini di semplificazione, trasparenza e organizzazione interna degli atenei fino a coinvolgere gli strumenti di promozione dell immagine degli stessi verso l esterno. Proprio da questa esigenza di visibilità esterna deriva, a mio avviso, una delle prime importanti fasi della comunicazione che un istituzione universitaria è chiamata, oggi, a realizzare. Infatti, a partire dagli anni Novanta, in seguito ai maggiori margini di autonomia acquisiti in termini di organizzazione di governo e amministrativa e di responsabilità delle scelte relative alla didattica (come la possibilità di progettare, in regime di piena autonomia, i propri corsi di studio), l università di massa ha avviato un processo di differenziazione per cui gli stessi atenei hanno avvertito la necessità di segnalare ai potenziali utenti (studenti) la propria identità distintiva e consolidare la propria competitività sul mercato. E oggi più che mai, l Università deve preoccuparsi di essere visibile ed è, in qualche modo, obbligata a pianificare la comunicazione, a renderla strutturata e strategica. In altri termini, l Università deve agire come un impresa che per essere competitiva e prosperare deve non solo offrire prodotti di elevata qualità, ma anche saper comunicare la propria offerta e il proprio progetto vocazionale. Come dicevo poc anzi, la visibilità esterna costituisce, senza dubbio, un fattore di novità per l Università storicamente concepita quale istituzione auto-referenziale. In tale contesto, l orientamento in entrata, che comprende l insieme dei servizi precipuamente dedicati agli studenti delle ultime classi delle Superiori, costituisce un aspetto specifico della più vasta attività di promozione degli atenei. Esso si esplica, tra l altro, attraverso molteplici attività di consulenze, di informazione e di 2

3 documentazione sull offerta formativa al fine di indirizzare gli studenti verso una scelta di studio più consapevole, ovvero una scelta che, sulla base delle esperienze e del background formativo, delle inclinazioni e aspettative individuali, sia orientata da una migliore individuazione delle attitudini e degli interessi personali. In una seconda fase, una gestione ponderata delle aree di interesse dello studente universitario, che miri a potenziarne l apprendimento e a valorizzare le conoscenze e le competenze acquisite attraverso strumenti innovativi, costituisce, a mio avviso, un ulteriore fattore strategico, sotto il profilo comunicativo, per l istituzione Università. A questo punto, riprenderei un altro breve passaggio del già citato discorso del Santo Padre nella parte in cui si rivolge a coloro che egli stesso definisce generazione digitale. Riguardo ai nuovi strumenti di comunicazione, il Papa scrive: Tali tecnologie sono un vero dono per l umanità: dobbiamo perciò far sì che i vantaggi che esse offrono siano messi al servizio di tutti gli esseri umani e di tutte le comunità, soprattutto di chi è bisognoso e vulnerabile. In altri termini, il Papa sottolinea lo straordinario potenziale delle nuove tecnologie ed esorta un uso che miri a favorire la comprensione e la solidarietà umana. È alquanto evidente come le parole del Papa trovino immediata concretezza nel mondo accademico. Infatti, allo stato attuale, la stragrande maggioranza degli atenei italiani sta enormemente investendo sulle nuove tecnologie non solo a supporto e integrazione della didattica tradizionale, ma, talvolta, anche in alternativa alla stessa. L e-learning, ad esempio, è un nuovo strumento di didattica flessibile che offre la possibilità, sfruttando le potenzialità di internet, di imparare a distanza in quanto garantisce un elevato grado di indipendenza del percorso didattico da vincoli di presenza fisica o di orario specifico. Per questi motivi, l e-learning si presenta come un adeguato strumento di formazione (sincrono e/o asincrono) rivolto non solo a studenti tradizionali, ma anche ad utenti adulti, come lavoratori, o a tutti coloro che, per motivi di tempo, di distanza geografica, di opportunità o quant altro, vedrebbero ostruita la possibilità di seguire un regolare corso universitario. Inoltre, la 3

4 valorizzazione della multimedialità e dell interattività con i materiali e il monitoraggio continuo dei livelli di apprendimento con momenti di valutazione e auto-valutazione garantiscono percorsi di studio e di approfondimento personalizzati, una migliore comprensione dei contenuti e un ottimizzazione dell apprendimento. Infine, non va sottovalutato che anche le tecnologie di comunicazione e formazione in rete, di cui l e-learning costituisce solo un modello, favoriscono l interazione umana (ad esempio, con docenti/tutor e/o altri studenti) e, quindi, la creazione di contesti collettivi di apprendimento. Trattasi, quindi, di forme di comunicazione a distanza come "soluzioni di insegnamento centrate sullo studente", il quale può accedere ai contenuti dei corsi in qualsiasi momento e in ogni luogo, e che contribuiscono allo sviluppo di percorsi formativi moderni volti all innovazione, fattore determinante per rafforzare la competitività dell intero sistema universitario. In una terza fase, una proficua gestione del delicato processo di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, che miri a potenziare l interazione tra Università, laureati e sistema produttivo (ad esempio, attraverso tirocini con enti pubblici o aziende private o, ancora, studi professionali), rappresenta, a mio avviso, un altro elemento cardine della comunicazione nel e fuori dal sistema universitario. In tale contesto, ad esempio, le attività di placement, e, quindi, la gestione dei curriculum vitae in apposite banche dati a livello di ateneo, costituiscono un valido strumento di informazione, orientamento, supporto e, quindi, di comunicazione tra studenti, laureati, docenti e imprese sia per superare quello scollamento, quel divario, che spesso esiste tra le attese di coloro che entreranno nel mercato del lavoro e le esigenze del sistema produttivo sia per agevolare l inserimento lavorativo di laureandi e laureati. Ritengo che le attività di placement debbano essere continuamente valorizzate anche in un ottica manageriale in quanto costituiscono un prezioso strumento di comunicazione con le imprese del territorio. Queste ultime, infatti, se trovano laureati ben preparati, saranno sempre più propense ad instaurare rapporti di reciproca 4

5 collaborazione e interazione con le rispettive università, considerate serbatoi da cui attingere nel momento del bisogno. Questa sorta di fidelizzazione reciproca tra università e impresa potrebbe innescare un valido processo di comunicazione bilaterale e di interscambio in quanto se, da un lato, l università fornisce alle imprese capitale umano, competente e qualificato, dall altro, potrà ricevere dalle stesse gli stimoli necessari per adeguare la propria offerta formativa (ad esempio, attraverso l attivazione di master frizionali) alle crescenti e dinamiche esigenze del mercato del lavoro. Infatti, master e stages presso aziende, enti pubblici e studi professionali, che superino gli schemi e i meccanismi tipici di un sistema di insegnamento/apprendimento formale, costituiscono, senz altro, i luoghi privilegiati in cui trasmettere ai giovani la passione per il lavoro e sperimentare approcci sempre più innovativi, strumenti dinamici e interattivi, in grado di incuriosire, stimolare e fornire loro le competenze necessarie per comprendere realmente, in piena maturità e consapevolezza, ciò che si è e ciò che si vuol diventare. Ampliando l orizzonte di riferimento dal singolo ateneo all intero sistema universitario, merita particolare attenzione, quale valido strumento di interazione tra il mondo della formazione e il mondo del lavoro, il Consorzio interuniversitario AlmaLaurea, cui l Università Parthenope ha aderito di recente. Nato nel 1994 su iniziativa dell'osservatorio Statistico dell'università di Bologna, AlmaLaurea è un servizio innovativo che rende disponibili on-line i curriculum vitae dei laureati estratti da una più ampia banca dati, frutto della combinazione di informazioni di origine diversa e acquisite in tempi diversi. Gestita da un Consorzio di Atenei Italiani con il sostegno del Ministero dell'istruzione, Università e Ricerca, AlmaLaurea nasce con l'intento di mettere in relazione imprese e laureati, rivelandosi, pertanto, un valido strumento di comunicazione tra Università, laureati e imprese. Poiché obiettivo ultimo di AlmaLaurea consiste nel ridurre i tempi di incontro fra domanda e offerta di lavoro qualificato e consentire un miglioramento della collocazione dei giovani nel mercato del lavoro, i laureati possono trarre vantaggio 5

6 sia dalla possibilità di aggiornare di continuo on-line la propria carriera professionale sia dalla probabilità di essere destinatari di una potenziale scelta da parte di aziende, in quanto le stesse possono accedere e consultare una parte della banca dati AlmaLaurea ed essere così agevolate nella ricerca del personale. Inoltre, AlmaLaurea si rivela un utile strumento anche per le Università e le aziende in quanto analizza le performance dei laureati ed effettua valutazioni di efficacia, interna ed esterna, dell'offerta formativa degli atenei in relazione alle esigenze e ai profili professionali richiesti dalle imprese pubbliche e private, italiane ed estere. In altri termini, AlmaLaurea tenta di agevolare e democratizzare l'accesso dei giovani al mercato del lavoro, italiano e internazionale, ed essere punto di riferimento, dall'interno della realtà universitaria, per tutti coloro che affrontano, a vario livello, le tematiche degli studi universitari, dell'occupazione e della condizione giovanile. In questi ultimi anni, AlmaLaurea è cresciuto esponenzialmente, raggiungendo quasi l 80% dei laureati italiani, e contribuisce ad assicurare agli organi di governo degli atenei aderenti, ai nuclei di valutazione, alle commissioni di didattica e orientamento, basi documentarie attendibili e tempestive, volte a favorire i processi decisionali e la programmazione delle attività, in primis quelle di formazione e servizi agli studenti. A termine di questo intervento, mi preme, ancora una volta, sottolineare come, nel mondo emergente della comunicazione digitale, l Università può e deve occupare un ruolo fondamentale in quanto è in grado di assicurare, per la molteplicità degli attori coinvolti, la governance di un sistema di collaborazione e integrazione, in termini produttivi e cognitivi, tra mondo della formazione e mondo della produzione, che miri ad agevolare quel processo di conversione e trasformazione della conoscenza personale, generata a livello accademico e/o a livello di singola impresa, in conoscenza organizzata e strutturata a livello di intero sistema produttivo, nazionale o locale, o, più semplicemente, a livello della rete di imprese coinvolte, in una prospettiva di promozione di una cultura del rispetto e del dialogo. 6

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