Prima Età del Ferro. Un caso esemplare : Lefkandi * Antonietta Marini

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1 2007] FARFALLE NELL EGEO 25 Circolazione e consumo dei beni orientali ed élite nell Egeo della Prima Età del Ferro. Un caso esemplare : Lefkandi * Antonietta Marini i khai patr da s n ka d ma, ka ei po toi f lon e st n ei per ka m la poll n e kast rw e st Eu bo h t n per thlot tw f s e mmenai oi min i donto finché alla patria tu arrivi, alla casa, ovunque ti è caro, anche se è molto più in là dell isola Eubea, che lontanissima dice chi l ha veduta Odissea VII, Abstract During the 10 th and 9 th centuries B.C., trade between the Aegean and the Eastern Mediterranean is growing rapidly; at the same time, in many Aegean communities, élites or proto-aristocracies emerge. At Lefkandi, the two historical phenomena are closely correlated. In this study, through a contextual analysis of funerary data, we try to reconstruct the social and cultural history of this Euboean community, which maintains direct and permanent relations with the Eastern Mediterranean in the Early Iron Age. The consumption of oriental items in the funerary ritual is a form of materialization of the ideology of the élite buried in the cemetery of Toumba. L Egeo nel Mediterraneo dei ritorni : l Età di Lefkandi L immagine dell Egeo nella Prima Età del Ferro è radicalmente mutata nel corso degli ultimi decenni tanto da non rispondere più alla definizione di Dark Age; le indagini sul territorio e gli scavi condotti in numerosi abitati, necropoli e luoghi di culto permettono non solo di delineare un quadro più completo dello sviluppo storico a livello locale e regionale, ma soprattutto hanno messo definitivamente in crisi l idea di generale recessione e chiusura ai contatti esterni che stava alla base dell originaria definizione di Età Oscura. A partire almeno dalla metà del X secolo a.c., infatti, le comunità greche entrarono in contatto con le regioni del bacino orientale del Mediterraneo, con una progressiva intensificazione dei flussi commerciali che porterà, nel corso dei due secoli seguenti, alla piena integrazione dell Egeo nelle rotte pan-mediterranee, necessaria premessa al fenomeno della colonizzazione. Prima che il Mare Nostrum diventasse il Mediterraneo delle colonie, i Greci di X e IX secolo a.c. fecero esperienza del Mediterraneo dei ritorni, come spazio di incontri e scambi, lungo direttrici commerciali frequentate da genti di varia * Vorrei ringraziare in primo luogo il Prof. Filippo M. Carinci per aver stimolato, indirizzato e incoraggiato i miei studi sull apporto dell archeologia allo studio delle origini dell aristocrazia greca. Il presente lavoro rappresenta un approfondimento di alcuni spunti di ricerca della mia Tesi di Dottorato ( Circolazione e consumo dei beni orientali nell Egeo della Prima Età del Ferro: le evidenze nel rituale funerario, Venezia 2004), ricerca condotta presso l Università Ca Foscari di Venezia e in convenzione con la Scuola Archeologica Italiana di Atene. Alla Scuola Archeologica Italiana di Atene e al suo Direttore, Prof. Emanuele Greco, vanno i miei più sentiti ringraziamenti. L elaborazione finale della ricerca e la stesura del testo sono state realizzate durante l anno trascorso come assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze dell Antichità e del Vicino Oriente-Università Ca Foscari di Venezia. All Istituzione e a tutti coloro che a vario titolo La rappresentano vorrei esprimere la mia più sentita riconoscenza.

2 26 ANTONIETTA MARINI [RdA nazionalità, lingua e cultura. È quella che abbiamo scelto di chiamare per l Egeo l Età di Lefkandi, per il ruolo che gli ardimentosi abitanti di questo piccolo centro costiero dell isola di Eubea ebbero nel tracciare nuove rotte verso Oriente. Quando entra nuovamente in contatto con le civiltà vicino-orientali l Egeo era oramai uscito dalla grande crisi con cui si era conclusa l Età del Bronzo e aveva acquisito una nuova e precisa fisionomia: la Grecia della Prima Età del Ferro si compone di una molteplicità di comunità locali, ciascuna con una propria identità politica, sociale e culturale. Dal punto di vista sociale e politico sono i secoli durante i quali si compie la complessa transizione dal palazzo alla polis, che passa attraverso la definizione, all interno di comunità pre-statali, di nuove forme di potere e di élite, o proto-aristocrazie, che emergono con chiarezza nella documentazione archeologica fra X e IX secolo a.c. 1. Un fenomeno questo che, seppur espressione di dinamiche storiche interne all Egeo, richiede, per una sua piena comprensione, una contestualizzazione in una prospettiva mediterranea 2. L uso e il consumo di beni orientali nel rituale funerario e, dall ottavo secolo, la loro deposizione in ambito religioso, rientrano nel processo di definizione delle élite greche della Prima Età del Ferro 3. Lo studio delle importazioni all interno della cultura materiale della società ricevente può essere condotto sotto due prospettive, spesso tenute distinte, e che vanno ad esplorare due dimensioni dello stesso oggetto, una più strettamente culturale e l altra ideologico-simbolica; nel primo caso viene approfondito il significato delle importazioni come potenziali veicoli nella trasmissione culturale, mentre nell altro l attenzione si concentra sul loro uso come diacritical insignia, ossia come oggetti il cui possesso conferisce prestigio 4. La marginalità dell Egeo nel Mediterraneo dei ritorni, e soprattutto l assenza di influssi da parte delle più raffinate culture vicino-orientali, hanno indotto a spostare l attenzione sull uso degli orientalia come beni di prestigio, considerando nullo lo scambio di informazioni 5, quasi che la Grecia dei Secoli Oscuri non fosse ancora pronta a recepire il messaggio, a livello iconografico e culturale, di cui quegli oggetti erano portatori. Lo scambio di informazioni fra due culture non necessariamente si traduce in influssi rilevabili nella cultura materiale sotto forma di imitazioni; esiste tutto un patrimonio di conoscenze, usi e pratiche che possono essere indirettamente veicolate da un oggetto importato e che rientrano a pieno titolo nell ambito degli scambi culturali. Sono queste due dimensioni dell oggetto importato, una più prettamente culturale e l altra ideologico-politica, che intendiamo esplorare parallelamente nello studio degli scambi fra Egeo e Oriente fra X e IX secolo a.c.: si tratta di due aspetti della stessa realtà, in quanto l interazione a livello culturale in questa fase storica interessa in primo luogo le élite, che utilizzano le importazioni come beni di prestigio per autodefinirsi all interno della comunità. L affacciarsi delle piccole comunità del Protogeometrico sui vasti orizzonti mediterranei non fu un fenomeno unitario né a livello geografico né dal punto di vista cronologico: vi furono comunità che mantennero un rapporto continuativo con l Oriente, come Lefkandi, Knossos e Atene, e abitati per i quali la sporadicità dei rinvenimenti lascia ipotizzare solo contatti occasionali, secondo il modello che traspare nell episodio omerico del ratto di Eu- 1 Atene rappresenta ancora, sotto questo aspetto, la realtà archeologica meglio indagata. Per l origine dell aristocrazia ateniese si rinvia ai due diversi modelli ricostruttivi elaborati da I. Morris e J. Whitley (Morris 1987; Whitley 1991a) sulla base della documentazione dell ambito funerario: mentre Whitley colloca l origine di una proto-aristocrazia ateniese alla metà del IX secolo, per Morris la società protogeometrica sarebbe già rigidamente stratificata. Il modello ateniese è stato in seguito esteso da Morris alla realtà politica e sociale di un intero settore dell Egeo, la cosiddetta Central Greece, che comprende anche l isola di Eubea: Morris 1998; Morris Sulla necessità di ripensare in termini nuovi la dialettica fra storia locale e dinamiche pan-mediterranee nella Prima Età del Ferro: Morris 1999a, pp ; Morris 1999b. 3 Per il consumo di orientalia e la definizione delle élite nella Grecia della Prima Età del Ferro vedi: Whitley 1991b, passim; Whitley 1994; Morris 1999a; Morris 1999b; Morris 2000, cap. 6; Duploy 2006, cap Per la funzione dei beni di prestigio come diacritical insignia : Dietler 1999b, p. 145, nota 10. Come emerge dall unica fonte a nostra disposizione, ossia il testo omerico, agli orientalia venivano assegnate entrambe le funzioni che lo studioso americano attribuisce ai beni di prestigio, ossia quella di circolare in una sfera economica separata ( exchange valuables ) e di avere una funzione simbolica ( diacritical insignia ). 5 Sullo studio dei contatti interculturali come scambio di beni e scambio di informazioni: Renfrew 1975.

3 ] CIRCOLAZIONE E CONSUMO DEI BENI ORIENTALI ED ÉLITE NELL EGEO 27 meo nel libro XV dell Odissea 6. Diverso fu inoltre il ruolo svolto dai diversi settori dell Egeo e il modo con il quale essi furono integrati nei circuiti mediterranei: vi furono infatti aree che per la loro posizione geografica si trovarono naturalmente inserite lungo le grandi direttrici del commercio che da Oriente muovono verso il Mediterraneo centrale, come le isole del Dodecanneso (Rodi e Kos) e Creta, e regioni che diventarono terminali di circuiti interni, come è probabilmente il caso dell Attica, e infine comunità, come Lefkandi, che ebbero un ruolo attivo negli scambi con l Oriente superando con le proprie navi i confini del mare greco 7. Parlare genericamente di contatti fra l Egeo e l Oriente, e soprattutto dei possibili effetti a livello sociale e culturale, è dunque improprio, e la ricerca in questo settore deve necessariamente scendere a livello di singola comunità. I tempi e le modalità del processo storico, pur consentendo di individuare linee comuni, variano da comunità a comunità; mai come in questi secoli la storia dell Egeo è la sommatoria, più che la sintesi, di tante piccole storie locali. Il ruolo attivo nella gestione degli scambi, unito alla ricca documentazione proveniente dall ambito funerario, che consente di ricostruire la storia sociale e politica della piccola comunità nel succedersi delle generazioni, rendono Lefkandi un osservatorio privilegiato, e in questo unico senso esemplare, per approfondire le dinamiche legate alla circolazione, all uso e al consumo degli orientalia in un abitato della Prima Età del Ferro nella fase di definizione della sua élite. Il X e IX secolo a.c. costituiscono una fase formativa anche nella genesi dei poemi omerici e rappresentano, per così dire, la protostoria del mondo degli eroi 8. Nella complessa stratigrafia del testo cercheremo tracce del Mediterraneo dei ritorni, quando gli eroi viaggiavano fra genti che parlano altre lingue con l unico scopo di poter un giorno far ritorno nella loro terra carichi di ricchezze. Il nostro obiettivo non è quello di usare il testo omerico come integrazione dei dati archeologici, ma combinare una lettura esterna delle testimonianze materiali del commercio, come può essere quella operata dallo storico moderno, con il valore che a quegli scambi e agli stessi oggetti attribuirono coloro che li avevano acquisiti, posseduti, consumati: da questo punto di vista i poemi omerici sono una fonte fondamentale e imprescindibile, e quello che, per altri settori di indagine, può rappresentare il limite nell uso storico di Omero, ossia la componente ideologica nella rappresentazione della società degli eroi e dei suoi valori, diventa la ricchezza del testo, se letto in tutte le sue stratificazioni e sfumature. Il poeta infatti non è testimone del suo tempo solo quando descrive gli oggetti di manifattura orientale che trovano corrispondenze con il materiale rinvenuto nei nostri contesti funerari di X e IX secolo a.c., ma anche quando ci apre uno spiraglio nel ricco immaginario di quel mondo, permettendoci di vedere la realtà con gli occhi di un Greco della Prima Età del Ferro. Omero diventa, in questa prospettiva, il cantore di una storia, quella dell incontro fra i Greci e gli altri, che è fatta di luci e ombre, di ammirazione e rifiuto: ci 6 Odissea XIV, Una nave fenicia approda con il suo carico di chincagliere in un isola dell Egeo, il suo equipaggio vi trascorre un lungo periodo, addirittura un anno dice il poeta, scambiando il proprio carico con prodotti locali, per salpare infine di nuovo, questa volta verso Itaca. 7 Non esiste ancora unanimità di consensi sul ruolo svolto dalla comunità euboica nei circuiti commerciali mediterranei di X e IX secolo a.c. Secondo i coniugi Sherratt, Lefkandi si sarebbe trovata inserita nell espansione commerciale fenicia di X secolo a.c. come terminale di un circuito interno all Egeo: Sherratt-Sherratt L ipotesi dei due studiosi è ripresa da J. K. Papadopoulos, che considera l abitato come una sorta di comunità aperta, nella quale vivevano, assieme alla popolazione locale, intraprendenti orientali di diversa origine (fenici, siriani e ciprioti): Papadopoulos 1997, in particolare pp , 206. Non è questa la sede per approfondire una questione così complessa, che verrà trattata solo marginalmente nel corso del presente lavoro; riteniamo tuttavia che il ruolo svolto dagli abitanti di Lefkandi non sia ininfluente nella valutazione dell impatto che i contatti con l Oriente ebbero all interno della comunità nella sfera socio-politica. La documentazione archeologica in ambito cipriota e levantino, in particolare il rinvenimento di ceramica medio protogeometrica euboica in Fenicia, confermano a nostro avviso l ipotesi di J. N. Coldstream dell esistenza di una rotta Lefkandi-Tiro, via Amathus: Coldstream 1989, fig. 1, a-c; cfr. Coldstream 1998; Coldstream Per la ceramica protogeometrica in Oriente: Lemos 2002, Appendix II; Luke 2003, pp , tab. 8. Per l attribuzione alla fase medio protogeometrica di un anfora dallo strato XI di Tiro: Lemos 2001, p Un frammento di lebete medio protogeometrico è stato recentemente rivenuto durante gli scavi di Tel Hadar: Coldstream 1998, pp ; Kopcke È probabile invece che nel Submiceneo e nelle fasi più antiche del Protogeometrico Eubea abbia mantenuto contatti diretti solo con Cipro: vedi infra. 8 Per l analisi della documentazione archeologica di X e IX secolo a.c. come protostoria della società omerica vedi: Patzek 1992, pp

4 28 ANTONIETTA MARINI [RdA narra di una società che cambia, come conseguenza anche dell apertura a mondi diversi, con i quali è costretta, ma anche desiderosa di scambiare beni, di dialogare e di confrontarsi. I due mondi, quello delle alate parole fissate per sempre nel testo di Omero, e quello dei keimelia, messi in luce dall archeologia, così distanti dal punto di vista metodologico, si rinviano costantemente l un l altro, ed è nell intreccio e nella complessità dei rimandi, e non nella loro indebita sovrapposizione, che emerge la trama storica della Prima Età del Ferro 9. L archeologia e lo studio dei contatti interculturali: gli orientalia come documenti di storia dell Alto Arcaismo greco Una delle prospettive più interessanti nell approccio archeologico allo studio del commercio, in particolare di quello interculturale, è stata offerta dal confronto a livello teorico con un settore degli studi sociali, la cosiddetta anthropology of consumption, che ha aperto nuove e promettenti prospettive di indagine nella ricostruzione della storia sociale e culturale delle comunità antiche 10. Gli studi di antropologia del consumo sottolineano il valore simbolico e sociale dei beni materiali, che sono i mezzi dei quali gli individui si servono per costruire la propria identità e comunicarla agli altri. Molteplici sono le identità della social persona che possono trovare espressione nel consumo di beni materiali, come l appartenenza a classi di età o gruppi di parentela, il genere, lo status sociale. Le pratiche del consumo non solo servono a definire l identità di una comunità nei confronti dell esterno 11, ma possono essere utilizzate da limitati settori della società, attraverso meccanismi di circolazione ristretta, come uno strumento di separazione dal resto della popolazione. I cosiddetti beni di lusso, categoria nella quale vengono automaticamente inserite le importazioni, non rappresentano in questa prospettiva una particolare classe di oggetti, quanto uno speciale registro di consumo 12 e rappresentano uno degli strumenti di riconoscimento sociale delle élite 13. La storia documentata dai nostri orientalia è, come vedremo, legata indissolubilmente a quella delle nascenti élite. I manufatti di provenienza orientale deposti nei corredi funerari greci dell Età del Ferro non possono essere considerati semplici casuali tracce lungo le rotte dalle navi che solcavano il Mediterraneo; il loro uso e consumo nel rituale funerario, prima di darci indicazioni sui circuiti di circolazione, rispecchia il modo nel quale quegli oggetti furono integrati all interno del patrimonio culturale locale o, per usare una definizione coniata da Whitley, nel sistema simbolico delle piccole comunità di X e IX secolo a.c. 14. Sono dati, per così dire, filtrati attraverso una logica che è culturalmente specifica, e la cui comprensione offre elementi preziosi per entrare nel cuore stesso del sistema sociale della società ricevente. È in questo senso che oggetti prodotti in Egitto, Siria o Fenicia costituiscono a pieno titolo documenti di storia dell Alto Arcaismo greco, testimoni dell incontro con culture altre, nonostante l assenza di influssi nel patrimonio iconografico geometrico di X e IX secolo a.c.; un assenza, que- 9 È questa la prospettiva delineata in ambito archeologico da I. Morris (Morris 1997, in particolare pp ; Morris 2001) e inserita all interno di una visione dell archeologia della Prima Età del Ferro come cultural history: Morris Mentre lo studioso inglese ritiene che una simile prospettiva sia applicabile esclusivamente alla realtà dell ottavo secolo, l approccio che intendiamo proporre in questa sede è la ricerca di possibili elementi di continuità con il X e IX secolo a.c., secondo una prospettiva di longue durée: Malkin 2004, pp Ricchissima è la bibliografia sull argomento; per limitarci alle opere oramai considerate classiche e che hanno maggiormente inciso nell elaborazione di un approccio archeologico ai consumption studies vedi: Douglas-Isherwood 1984; Appudurai 1986; Miller 1987; Miller In ambito egeo la prospettiva dell archeologia del consumo è stata applicata più alle esportazioni di ceramica micenea o protogeometrico-geometrica in Oriente (ad esempio Van Wijngaarden 2002; Crielaard 1999) che alle importazioni di orientalia (Burns 1999; Colburn 2008). Per un applicazione, purtroppo delineata soltanto a livello teorico, allo studio del commercio di età arcaica: Foxhall Si confrontino a questo proposito le riflessioni a carattere metodologico di Dietler 1999, p. 483 ss. Per il rapporto identità culturale-consumo: p. 485: culture is not a static rigid phenomenon. Culture must be understood not only as something inherited from the past, but as a continual creative project: it is a way of thinking, of perceiving, and of solving problems, including the problems of dealing with alien peoples and of incorporating alien goods and practices. 12 Appudurai 1986, p. 38 ss. 13 Sullo studio delle élite greche attraverso le forme di riconoscimento sociale vedi: Duploy 2006, in particolare pp Whitley 1991a, pp

5 ] CIRCOLAZIONE E CONSUMO DEI BENI ORIENTALI ED ÉLITE NELL EGEO 29 sta, che dovrà trovare in sede di interpretazione di storia della cultura una sua spiegazione. Lo studio degli orientalia e del loro specifico ambito di consumo, quello del rituale funerario, ha il duplice obiettivo di ricostruire le informazioni di cui gli oggetti erano portatori come veicoli culturali e di definire il valore ad essi assegnato nel sistema simbolico locale. Gli studi dell antropologa Mary Helms sul significato politico-ideologico dei contatti con culture distanti nello spazio hanno suscitato grande interesse in ambito archeologico, in particolare fra gli studiosi di protostoria 15. L oggetto prodotto in terre lontane acquisisce nel nuovo contesto un valore culturale aggiuntivo, in quanto simbolo di conoscenza e di controllo su mondi altri, posti oltre i confini, e come tale può essere soggetto a manipolazione a livello ideologico e politico 16. In assenza di fonti scritte, il rischio è tuttavia quello di fornire un interpretazione unica per un fenomeno come la costruzione simbolica dello spazio geografico, che è per sua natura culturalmente specifica e da cui deriva la valutazione di tutto ciò che si pone al di là rispetto ad un qui e ora 17. Gli studiosi di storia dell Alto Arcaismo si trovano in questo in una posizione privilegiata, in quanto i poemi omerici, in particolare modo l Odissea, offrono una possibilità unica per entrare nell immaginario etnografico di quei secoli 18. Odisseo, l eroe dei ritorni per eccellenza, traccia con i suoi viaggi e le sue avventure i confini del Mediterraneo greco di VIII secolo a.c., forse più vasti di quelli di X e IX a.c., ma, almeno per quanto riguarda l Oriente, in buona parte coincidenti. E il suo ostinato voler tornare a casa, vivere nell attesa del giorno in cui, carico di ricchezze, avrebbe rivisto il profilo della sua amata Itaca stagliarsi all orizzonte, ha in sé ancora molto dello spirito delle generazioni precedenti, che non pensavano ancora al Mediterraneo come ad uno spazio familiare. Se l Odissea rappresenta l esito finale di un processo di costruzione di un immaginario mediterraneo, è nel corso di incontri, scambi, viaggi che esso prese lentamente forma negli occhi e poi nella mente di uomini di X e IX secolo a.c., di personaggi anonimi come quelli sepolti nelle necropoli di Lefkandi. Nell immaginario omerico gli altri si collocano fra due poli opposti i Ciclopi e i Feaci, un tempo confinanti, ma al tempo di Odisseo posti agli antipodi 19 ; i Ciclopi rappresentano la natura selvaggia e la negazione dei valori della civiltà greca, i Feaci invece incarnano l ideale di perfezione di un mondo civilizzato posto in una dimensione quasi sovrannaturale, vicina a quella degli dei, che non disdegnano infatti di sedere a banchetto con loro (Odissea, VII, ). In questa cosmogonia l incontro con il mondo orientale si rifletterebbe, secondo la suggestiva ipotesi di C. Dougherthy, da una parte nell immagine negativa dei mercanti fenici come portatori di valori incompatibili con l idea le eroico e dall altra nel mondo utopico dei Feaci, la cui civiltà rappresenta la perfetta fusione del mondo greco e degli aspetti più alti della cultura levantina 20. Un ambiguità, questa, che riflette a nostro avviso tutta la complessità di un confronto con l altro che non è astrattamente culturale, ma che coinvolge più direttamente la sfera economica e materiale. 15 Helms 1988; Helms 1993; per l applicazione in ambito protostorico della prospettiva delineata dalla Helms: Kristiansenlarsson 2005; Colburn Per la definizione di valore di scambio e le sue componenti: Sherratt 1994, pp ; la quarta dimensione, dopo la convertibilità, la preziosità, il valore aggiunto, è rappresenta dal valore culturale, ossia the degree to which, within the system as a whole, an object or class of object acquires a universally recognised social or ideological significance. In generale sul valore delle importazioni nel nuovo contesto culturale si rinvia ai contributi di G.-J. Van Wijngaarden, F. A. De Mita, S. Voutsaki e T. Whitelaw in Archaeological Dialogue, 6 (1999), pp Cfr. Helms 1988, p. 10: the significance of interchanges of peoples and material goods across geographical distances can be better understood if we know something of the qualities attributed to space and distance in particular situations. 18 Dougherty 2001, p. 11; per la definizione dell Odissea come testo etnografico cfr. pp Odissea, VI, 4-10 ricorda come ai tempi di Nausithoos Ciclopi e Feaci vivevano vicini, poi l arroganza dei Ciclopi costrinse i Feaci ad abbandonare la terra di Upereia (miticamente posta oltre ) per stabilirsi a Scheria. 20 Per la costruzione del mondo dei Feaci nell immaginario omerico vedi Dougherty 2001, pp , cap. 5. Nella descrizione del palazzo di Alcinoo potrebbero essere presenti elementi derivati dalla conoscenza dei palazzi neo-assiri: Cook Nel libro VIII dell Odissea (vv ) Alcinoo ricorda ad Odisseo in che cosa i Feaci si distinguono da tutti gli altri popoli: corriamo veloci e siamo a navigare eccellenti. E sempre il festino c è caro, la cetra, la danza, vesti mutate, e bagni caldi e l amore [ ] che lo straniero narri agli amici, tornato a casa, quanto eccelliamo su tutti nell arte navale e alla corsa e nella danza e nel canto.

6 30 ANTONIETTA MARINI [RdA Il fascino ambiguo dell altro: circolazione e consumo degli orientalia nel mondo degli eroi omerici Fra gli uomini, forse, qualcuno potrà competere, o no, con me in ricchezze: dopo tanto soffrire e tanto vagare le portai sulle navi e all ottavo anno feci ritorno, dopo aver errato fino a Cipro, in Fenicia, fra gli Egizi Odissea, IV, Nella ricostruzione della storia sociale della Prima Età del Ferro il confronto fra i modelli interpretativi elaborati dall archeologia e dalla filologia omerica, reso possibile grazie al comune apporto dell antropologia, ha rappresentato negli ultimi anni un promettente campo di indagine, riaprendo il confronto dialettico fra le due discipline. Per quanto riguarda gli aspetti più propriamente economici, invece, la cosiddetta economia omerica 21 rappresenta l unico modello di cui disponiamo per ricostruire i sistemi produttivi e le forme di scambio nelle comunità della Prima Età del Ferro e al quale l analisi della documentazione archeologica non sembra essere in grado, allo stato attuale, di fornire alternative 22. Anche in questo settore il confronto dialettico fra la realtà archeologica e il testo omerico deve rappresentare un obiettivo comune ad archeologi e filologi, pur nella consapevolezza dei limiti, rappresentati dalla difficoltà di contestualizzare la società degli eroi all interno di una società in transizione come quella della Prima Età del Ferro e dagli elementi di deformazione ideologica contenuti nella rappresentazione poetica 23. Per quanto riguarda il sistema di scambi, l economia omerica risponde al modello di economia multicentrica elaborato dalla antropologia 24 : è possibile infatti distinguere una sfera di scambio legata al mondo della sussistenza, alla quale possono partecipare tutti i membri della comunità a vario livello, e un secondo circuito di natura simbolicosociale, all interno del quale vengono scambiati i tesori, o keimelia, rappresentati dai metalli, sia sotto forma di materia prima che come prodotti finiti, i tessuti, le armi 25. Si tratta di beni dall alto valore economico, ben evidenziato quando il poeta ci fornisce le equivalenze in rapporto allo standard di valore che è rappresenta nel mondo omerico dal bue 26. I tesori hanno inoltre un elevato valore culturale, che può derivare da fattori intrinseci, quali la rarità del materiale, il pregio della lavorazione o le qualità estetiche; in alcuni casi è la biografia dell oggetto, ossia la sua storia precedente, a conferirgli un valore aggiuntivo 27. I keimelia possono inoltre essere legati ad uno stile di vita a carattere élitario, come i manufatti metallici (coppe, crateri e tripodi) connessi con la sfera della commensalità, o le armi. Il possesso di questi beni non rappresenta solo una forma di accumulo di ricchezza, ma conferisce in primo luogo riconoscimento e status sociale. I keimelia possono essere acquisiti dalla élite in modi diversi: attraverso la produzione all interno 21 Sulla economia omerica fondamentale resta lo studio di W. Donlan: Donlan 1981; cfr. Donlan 1997; Van Wees 1992, pp Sui meccanismi di scambio e sull economia del dono: Mele 1979; Redfield 1986; Stanley 1986; Donlan 1989; Scheid- Tissinier 1994, cap. 3; Tandy 1997, passim; Van Wees 2002; Seaford 2004, cap Un modello puramente archeologico è quello proposto per Creta da S. Wallace: Wallace 2002; Wallace 2003; per l applicazione panellenica, non ancora suffragata, a nostro avviso, da un adeguata documentazione archeologica: Wallace Per gli elementi di deformazione ideologica contenuti nell immagine dei mercanti fenici, contrapposta all ideale eroico: Winter 1995; Patzek 1996; Dougherty 2001, in particolare pp ; cap. 5 e 6 passim. 24 Donlan 1981, pp L economia omerica è meno statica e volta alla pura autosufficienza di quanto non risulti nella ricostruzione di M. Finley e di coloro che alla sua opera si sono successivamente ispirati. Esiste infatti la possibilità di una conversione di beni dalla sfera della sussistenza a quella dei keimelia, anche se nel mondo degli eroi è volutamente messa in secondo piano: vedi a questo proposito Van Wees 1992, pp Si pensi ad esempio all episodio della vendita di vino da parte del re di Lemnos, Euneo, ai soldati achei, che lo acquistano dando in cambio bronzo, ferro, pelli, bestiame e schiavi (Iliade, VII, ). In questo contesto va interpretata anche l affermazione di Odisseo che, sotto le mentite spoglie di un mendicante, riferisce a Penelope di aver avuto notizie del marito alla reggia di Fidone, re dei Tesproti, e di aver visto nel thalamos le sue ricchezze: e mi mostrò le ricchezze che Odisseo aveva ammassate, bronzo, oro e ferro lavorato con molta fatica. Manterrebbero un uomo fino alla decima generazione (Odissea, XIV, ). È probabile che in caso di necessità i keimelia potessero essere convertiti in beni di sussistenza: in questo modo il basileus poteva garantire anche alla sua comunità sopravvivenza nei periodi di crisi (Redfield 1986, pp ). 26 Cfr. ad esempio Iliade, XXIII, vv : un tripode vale 12 buoi, mentre una schiava Per il valore aggiuntivo conferito ad un oggetto dalla sua biografia: Kopytoff Per il mondo omerico vedi da ultimo Crielaard 2003.

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