anoressia bulimia fase di ricerca SUPSI_DACD_comunicazione visiva_lavoro di diploma_anno 2005 di Viviana Lillia Gregory Catella

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1 di Viviana Lillia SUPSI_DACD_comunicazione visiva_lavoro di diploma_anno 2005 fase di ricerca Docenti relatori: Alberto Bianda Gregory Catella

2 indice pagina 3 [ introduzione ] pagina 5 [ i disturbi del comportamento alimentare ] pagina 17 [ rapporti tra i comportamenti alimentari ] pagina 18 [ come riconoscere i disturbi alimentari ] pagina 20 [ le cause dei disturbi alimentari ] pagina 24 [ l influenza del contesto socio-culturale ] pagina 27 [ disturbi alimentari maschili] pagina 30 [ il ruolo della famiglia ] pagina 33 [ le terapie ] pagina 35 [ come funzionano i centri specializzati ] pagina 40 [ dati, tabelle, statistiche ] pagina 43 [ lettere e storie vere ] pagina 47 [ ricerca centri di prevenzione e terapia ] pagina 49 [ realtà comunicative già esistenti ] pagina 100 [ siti pro anoressia ] pagina 103 [ domande sull argomento ] pagina 105 [ intervista allo psicologo ] pagina 114 [ ricerche durante la progettazione grafica ] pagina 124 [ campagna sociale sui disturbi alimentari ] pagina 128 [ bibliografia e sitografia ] 2

3 introduzione Tra le affezioni psichiatriche e psicologiche della nostra epoca, i Disturbi del Comportamento Alimentare hanno assunto negli ultimi anni un rilievo clinico e sociale di dimensioni preoccupanti. Secondo le più attuali osservazioni epidemiologiche, infatti, nel mondo occidentale i disordini del comportamento alimentare sarebbero in considerevole e costante aumento. In Italia circa l'1% della popolazione adolescenziale soffre di anoressia, tra l'1% e il 5% di bulimia e tra l'8% e il 15% presenta condizioni in cui si evidenziano disturbi alimentari importanti o comportamenti indicatori di rischio (Fabiola De Clerque "Paura di amare"). L'età di insorgenza del disturbo del comportamento alimentare è calcolata in genere tra i l4 e i 18 anni con una netta prevalenza femminile. In generale si parla di disturbo del comportamento alimentare quando siano presenti comportamenti scorretti verso il cibo, le cause sono multiple e in genere non vi è eziologia organica tranne in rari casi di alterato metabolismo. I fattori in gioco sono di tipo socio-culturale, individuale (carattere, maturità, autostima ecc.) e familiare (abitudini di vita, aspetti relazionali ecc.). Le prime descrizioni di pratiche sistematiche di digiuno risalgono probabilmente al MedioEvo, da parte di giovani donne, le così dette sante anoressiche votate all astinenza di cibo per lunghi periodi nell intento di raggiungere la perfezione morale e spirituale. Digiunare, insieme ad altre pratiche come dormire sulle pietre o autoflagellarsi significava raggiungere la perfezione davanti agli occhi di Dio. Solo attorno agli anni Sessanta però l attenzione per il peso e la magrezza assunse la proporzione di una vera e propria ossessione culturale di massa, condizionando molte giovani donne anche normopeso, e spingendole a tentare di diventare a tutti i costi più magre. In un contesto sociale dove la snellezza è diventata un valore universalmente riconosciuto, i disturbi alimentari sono molto diffusi, e questo lo si nota soprattutto nella società occidentale, nei Paesi come Stati Uniti, Giappone, Australia, Canada ed Europa Occidentale. I disturbi alimentari appaiono meno diffusi nei Paesi del terzo mondo, come Africa, America Latina e alcune regioni Asiatiche. Questa asimmetrica diffusione della patologia nell emisfero terrestre sembra essere dovuta principalmente alla diversità di alcune caratteristiche socio-culturali: le differenti disponibilità alimentari dal punto di vista quantitativo-qualitativo e la diversità di valori sociali, culturali, spirituali. Sarebbe pertanto improbabile riscontrare casi di anoressia nei paesi dove esiste il pericolo di fame diffusa o di carestia. Alcuni studi transculturali hanno rilevato che nelle società in cui risorse e ricchezze sono limitate, la grassezza, in particolare per le donne è notevolmente preferita. Il corpo grasso diviene oggetto di ammirazione perchè simbolo di ricchezza, di autorevolezza, di potere e di fecondità. Quando però una società diventa ricca, la distribuzione sociale si capovolge: la magrezza diventa simbolo di prestigio, mentre l obesità è declassata. Questo accade in un contesto socio-culturale come quello occidentale dove vige un sistema di valori competitivo, dove si registrano profondi cambiamenti nelle aspettative del ruolo femminile e in cui prevalgono modelli di bellezza fisica imposti dalla moda e dai mass media. La società odierna suggerisce che per essere felici, per sentirsi amati, accettati, per rinforzare l autostima e sentirsi onnipotenti bisogna essere magri. Il rifiuto del cibo diventa quindi un imperativo e al tempo stesso una droga la cui dipendenza sembra assicurare illusoriamente la propria realizzazione personale. Viceversa si è condannati all emarginazione. Anche se è difficile valutare l incidenza dei mass media, è indubbio che essi svolgano un ruolo chiave nella diffusione dei canoni di bellezza fisica incarnati nella donna alta, magra e sinuosa esaltando quindi una tipologia fisica femminile anoressica. 3

4 introduzione Anche nei messaggi pubblicitari relativi ai prodotti alimentari viene enfatizzato il concetto estetico di linea piuttosto che quello di salute e benessere. I fattori sociali e lo sfruttamento commerciale dei sentimenti diffusi di insicurezza riguardo alla propria immagine corporea, come detto all inizio, non sono comunque gli unici a concorrere alla nascita di queste patologie che sono anche frutto di fattori individuali e famigliari. 4

5 anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi alimentari non altrimenti specificati (EDNOS) i disturbi del comportamento alimentare Con il nome Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), o Disturbi Alimentari Psicogeni (DAP), si fa riferimento a un disturbo o disagio caratterizzato da un alterato rapporto con il cibo e con il proprio corpo. In questi disturbi l alimentazione può diventare disordinata e ossessiva, e quando questi problemi diventano così grandi da compromettere il modo di vivere ed i rapporti con l esterno, si tratta di un disturbo alimentare. Viene alterato il modo di alimentarsi e cambia il modo di valutare il proprio corpo e le sue forme, sentendosi brutti, grassi e non accettati dal mondo esterno. Questo crea gravi problemi di autostima e di sicurezza verso sè stessi. Nel momento in cui le caratteristiche di questo disturbo iniziano a diventare importanti e coincidono con i criteri diagnostici di uno stato patologico, allora si può parlare di vera malattia. Tra queste patologie sono comprese: l Anoressia Nervosa (AN), la Bulimia Nervosa (BN) e i Disturbi non Altrimenti Specificati (definiti in inglese EDNOS, Eating Disorders Not Otherwise Specified). La frequenza di queste malattie tra le giovani donne, è dello 0,5% per l anoressia, tral 1 e il 2% per la bulimia e circa del 3-4% per i disturbi EDNOS; quindi il 5-6% della popolazione femminile in età tra i 12 e i 25 anni, soffre di un alterato e patologico rapporto con l alimentazione e il proprio corpo. È bene ricordare, anche se in questa ricerca lo accennerò solamente, che tra i DAP esiste anche la condizione Sovrappeso, ossia l Obesità. Anoressia Nervosa Termine Anoressia, dal greco an, che significa senza e orexis, appetito. L Anoressia Nervosa è un disturbo del comportamento alimentare in cui l ammalato ha una continua ed ossessiva paura di ingrassare, ha una forte preoccupazione per il peso e la forma del proprio corpo ed è alla ricerca di magrezza. L'anoressia può dunque essere vista come una lotta quotidiana tra un bisogno fisiologico essenziale di nutrimento e un desiderio psicologico di magrezza estrema per affermare sé stesse. Di solito inizia con una dieta al fine di migliorare la propria immagine. Comporta il drastico rifiuto del cibo allo scopo di perseguire un ideale di magrezza irraggiungibile: la persona anoressica non si sente mai magra abbastanza. 5

6 anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi alimentari non altrimenti specificati (EDNOS) i disturbi del comportamento alimentare Il corpo, ridotto all'osso, si fa teatro di una sofferenza interiore che le parole non riescono a dire. Questa malattia cela un profondo disagio che si tenta di mettere a tacere attraverso il controllo ossessivo delle calorie e del peso; colpisce duramente il corpo, lo attacca nelle sue funzioni vitali e può condurre a gravissime conseguenze fisiche quali insufficienza renale, osteoporosi, alterazioni cardiovascolari, perdita dei denti e dei capelli. Caratteristica principale dell anoressia nervosa è il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale. Esiste un apparecchio, simile a quello per l elettrocardiogramma, che serve per calcolare l Indice di Massa Corporea, che è il rapporto tra il peso e l altezza. Il BMI, stabilisce il rapporto tra le masse di acqua, muscoli, ossa e grasso che costituiscono il nostro corpo. Questi rapporti hanno delle proporzioni minime e massime, che si basano su accurate analisi delle condizioni ottimali per il mantenimento della salute. Se l indice è troppo basso, cioè la persona è in una condizione di sottopeso più o meno accentuata, questo comporta delle conseguenze per la sua salute. Il peso corporeo viene registrato da una zona specifica del cervello: l ipotalamo. Questa piccolissima regione alla base del cranio, una tra le più antiche, è la regione dove è collocata una delle ghiandole più importanti del nostro organismo: l ipofisi. L ipofisi ha il compito di secernere gli ormoni deputati al controllo del metabolismo, collegati alla tiroide, e di innescare la secrezione degli ormoni sessuali, che nelle donne regolano il ciclo mestruale. Se vi è un calo ponderale molto veloce, l ipotalamo registra la diminuzione della massa corporea e rallenta la secrezione degli ormoni dell ipofisi, rallentando anche il metabolismo per risparmiare energia. All inizio il calo ponderale è molto veloce e facile da ottenere, poi, quando l ipofisi inizia a rallentare la propria attività, il calo diviene più circolo vizioso dell Anoressia Nervosa Quello che succede nell anoressia nervosa, è un vero e proprio circolo vizioso. La preoccupazione e l insoddisfazione per il peso, per il corpo e le sue forme, porta la ragazza ad una rigida dieta con il solo scopo di perdere peso e dimagrire. Durante la dieta, avviene infatti un calo del peso corporeo e di conseguenza c è un aumento degli stimoli biologici, che richiedono la quantità di cibo necessario al fabbisogno giornaliero. Nella ragazza nasce allora la paura di perdere il controllo, la paura di cedere di fronte allo stimolo della fame. Torna però in lei un aumento del controllo, perchè la paura di ingrassare e di non riuscire a diventare fisicamente accettabili è troppo forte. A questo punto, la sua dieta diventa più rigida, e la conseguenza sarà il calo di peso... ecco allora che incomincia il circolo vizioso, quello che porterà la ragazza a perdere così tanti chili da apportare all organismo un sacco di disturbi. 6

7 anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi alimentari non altrimenti specificati (EDNOS) i disturbi del comportamento alimentare lento e difficile (perché il metabolismo viene rallentato). Questo significa che il calo di peso viene raggiunto dalla persona con DCA, in un arco di tempo minimo e ha il tempo di essere registrato dall ipotalamo durante i mesi della fase di assestamento. Ecco come si spiega la mancata percezione di malessere e debolezza fisica della persona che soffre di anoressia: la soddisfazione derivata dalla sensazione ingannevole di avere un potere sul proprio corpo superiore rispetto agli altri, cancella il senso di perdita e debolezza, trasformandolo, per formazione reattiva, in eccitazione. Tale eccitazione è dovuta al rilascio di chetoni, da parte del fegato (in seguito al digiuno). Una delle caratteristiche principali dell Anoressia Nervosa come detto prima è proprio l intensa paura di ingrassare pur vivendo la condizione fisica di sottopeso. Il rapporto con la realtà è conservato per tutti gli aspetti, tranne che per la percezione dello schema corporeo. Il corpo ridotto ad ossa viene toccato continuamente, quasi che l unica certezza di esistere sia legata proprio alla percezione delle proprie ossa. Aspetto inquietante è la morbosa preoccupazione che sulle ossa del bacino, delle anche, delle gambe, non si sia depositato nemmeno un filo di carne in più. Inoltre, la persona non guarda sempre il proprio corpo in uno specchio, come si potrebbe immaginare, per controllare la propria magrezza. Utilizza invece spesso le mani. La palpazione delle zone sopra citate è sufficiente per dare al soggetto la certezza di essere a posto (e per scatenare il dramma e il digiuno nel caso opposto).questo fenomeno è chiamato dismorfismo corporeo: Il disturbo del dismorfismo corporeo riguarda la preoccupazione di avere un difetto fisico che in realtà è inesistente, o qualora fosse lievemente presente, viene comunque percepito in maniera esagerata e distorta.anche questo fenomeno recede lentamente durante la terapia, deve però essere considerato avente un ruolo centrale, senza modificarlo è impossibile ottenere un miglioramento. Altra caratteristica dell anoressia è la distorsione riguardo a come il soggetto vive il peso e la forma del corpo, che influiscono eccessivamente sull autostima, o rifiuto di riconoscere l attuale condizione di sottopeso. C'è poi la presenza del fenomeno del vomito provocato e l uso di lassativi, enteroclismi e diuretici, fenomeni presenti sia nell anoressia nervosa che nella bulimia. Il vomito autoindotto ha delle gravi conseguenze sulla cavità esofagea, oltre che sullo stomaco. Il passaggio di acidi presenti nello stomaco attraverso l esofago nella bocca, quindi contro i denti, provoca la corrosione dello smalto di questi ultimi, nonché a lungo andare la lacerazione delle pareti dell esofago a causa dei potenti acidi deputati alla digestione del cibo. Chi si provoca il vomito sa, inoltre, che tale azione ha una fase di apprendimento della tecnica e specializzazione, dunque può diventare quasi indolore, nel lungo periodo. Ed è proprio questo fenomeno della assuefazione ad avere le conseguenze più pericolose, perché, come l assuefazione a tutte le abitudini dannose per la salute, provoca un fisiologico oltre che psicologico senso di eccitazione e ritrovato benessere (dopo aver mangiato cose proibite ad esempio). Questo è il problema che sarà poi più difficile da risolvere: imparare, re-imparare a tenere il cibo, dunque a regolarne l assunzione. È importante sapere che non in tutti i casi di anoressia si arriva a provocarsi il vomito. L Anoressia Nervosa è infatti di due tipi: tipo restrittivo, il soggetto non presenta frequenti episodi di abbuffate compulsive o di comportamenti purgativi (per esempio vomito autoindotto o abuso improprio di lassativi o diuretici); tipo bulimico purgativo, il soggetto presenta frequenti episodi di abbuffate compulsive o comportamenti purgativi. Quindi, come detto prima, si arriva a due tipi di anoressia, l anoressia di tipo restrittivo, dove c è un forte controllo del cibo assunto e l iperattività, e l anoressia di tipo 7

8 anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi alimentari non altrimenti specificati (EDNOS) i disturbi del comportamento alimentare bulimico, dove oltre al controllo ossessivo della quantità di cibo, insorgono le abbuffate e quindi la perdita di controllo, con conseguente desiderio di eliminare il cibo assunto, tramite condotte eliminatorie o comportamenti purgativi. Questi due casi, esistono nell Anoressia Nervosa con la stessa percentuale, 50%. Esistono alcuni casi in cui si può parlare di Anoressia da Iperattività, soprattutto se si tratta di ragazze che praticano uno sport agonistico. Riescono a controllare il cibo assunto tenendo la mente occupata praticando in modo esagerato uno sport e cercando di trovare la perfezione dell attività fisica.da tenere in considerazione è anche il sottoporsi della persona affetta da DCA ad estenuanti sforzi fisici quotidiani, svolti con atteggiamento compulsivo, ossessivo e in stato di totale mancanza di piacere e di estrema debolezza fisica. Non è la volontà che tiene ancorati alla malattia, che rende schiavi di bilance e palestre, non è nemmeno il piacere, è la necessità, il dovere superiore, assoluto, che costringe queste adolescenti a seccarsi ad annientarsi schiacciate dal peso del giudizio che verrà dato loro. La scomparsa del ciclo mestruale è forse la caratteristica più clamorosa e grave, a lungo termine, di questa malattia. L amenorrea è indicata tra i criteri dell anoressia e manca nella bulimia nervosa. Perché nella bulimia il peso viene mantenuto in una soglia di normalità. Il motivo della scomparsa del ciclo mestruale è che quando l ipofisi rallenta la propria attività, anche la secrezione delle gonadi (ormoni sessuali responsabili della regolazione del ciclo) viene razionata. Questo porta a breve un fenomeno di scomparsa del ciclo, successivamente alla scomparsa duratura ( a volte tutta la durata del disturbo, quindi anni nella maggior parte dei casi), con conseguenze molto pericolose per la donna (quali atrofia delle ovaie e dell utero, tumori, osteoporosi precoce, invecchiamento repentino della pelle, perdita di capelli e denti). Bisogna precisare che il recupero, una volta ristabilito un peso accettabile e quindi un ciclo mestruale regolare, avviene in tempi molto veloci, soprattutto in giovane età. L Anoressia Nervosa nel nostro paese coinvolge prevalentemente il sesso femminile: solo 1 caso su 10 o meno riguarda i soggetti maschi. L età di chi ha questo disturbo è compresa fra i 12 e i 25 anni, con una frequenza maggiore fra i 13 e i 16 anni. Spesso l inizio della storia di chi si ammala di Anoressia, è una dieta fatta con la voglia di perdere qualche chilo per migliorare il proprio aspetto fisico, iniziando a ridurre la quantità di cibo, fino ad arrivare al momento in cui la sorveglianza sul cibo si fa ossessiva e si perde il controllo. i criteri per la diagnosi dell Anoressia Nervosa sono i seguenti (dal DSM IV: Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders): rifiuto di tenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per età, sesso, statura e struttura ossea; forte paura di acquistare peso anche se si è sottopeso; alterazione del modo di sentire il peso o la forma del corpo o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sull autostima o rifiuto di ammettere il sottopeso; rifiuto di coscenza di malattia nelle femmine, dopo che hanno avuto il menarca, amenorrea, cioè assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi. 8

9 anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi alimentari non altrimenti specificati (EDNOS) i disturbi del comportamento alimentare Si incomincia quindi a mangiare solo alcuni alimenti considerati magri, come frutta e verdura e si eliminano quelli ritenuti ipercalorici, che contengono grassi, proteine e carboidrati.vengono usate strategie per tentare di evitare il momento in cui ci si deve sedere a tavola, e prima dei pasti si aumenta l uso di bevande calde che diminuiscono lo stimolo della fame.a volte le ragazze si rendono conto di quello che sta succedendo loro, ma non hanno la forza per smettere, diventa un circolo vizioso in cui l unico pensiero è mangiare sempre meno per non ingrassare; c è sempre la paura costante che se si diminuisce il controllo il peso possa aumentare velocemente fino all obesità! Se si perde il controllo della quantità di cibo assunta, c è la possibilità di rimediare in altri modi, tramite il vomito o l abuso di lassativi e diuretici. Nella fase iniziale della malattia, le ragazze negano quasi sempre di avere un problema, si sentono forti per il fatto di riuscire a controllarsi, e dicono di stare bene, mascherano le loro difficoltà, con la paura che vengano costrette a mangiare di più durante i pasti. Uno degli elementi più gravi causati dall anoressia, sono le complicazioni che insorgono nell organismo a causa del digiuno. Problemi causati dall Anoressia Nervosa Molti segni e sintomi dell Anoressia nervosa sono connessi all ipoalimentazione. I sintomi fisici sono: eccessiva sensibilità al freddo sintomi gastrointestinali (stipsi, pienezza dopo aver mangiato, digestione lunga e difficile) capogiri sonno disturbato e risvegli precoci mattutini dolori addominali I segni fisici sono: Emaciazione, blocco della crescita e mancato sviluppo delle mammelle (se insorgenza prepuberale) pelle secca perdita dei capelli soffice e fine peluria (lanugo) sulla schiena, avambracci e lati della faccia nei pazienti con iperacrotenemia, colore arancione dei palmi, delle mani e dei piedi ingrossamento delle parotidi e delle ghiandole salivari (a causa del vomito indotto) erosione della superficie posteriore dei denti (perimolisi) in quelli che vomitano frequentemente mani e piedi freddi, ipotermia bradicardia; ipotensione ortostatica; aritmie cardiache (in quelli sottopeso e con disturbi elettrolitici) edema (che complica la valutazione del peso) debolezza dei muscoli prossimali (difficoltà di alzarsi da una posizione di accovacciamento) Problemi cardiovascolari: rallentamento del ritmo cardiaco abbassamento della pressione arteriosa Problemi gastro-intestinali: ritardo svuotamento gastrico diminuita motilità del colon (secondaria all abuso di lassativi) dilatazione gastrica acuta (rara, secondaria ad abbuffate) erosioni esofagee (da vomito autoindotto ripetuto) 9

10 anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi alimentari non altrimenti specificati (EDNOS) i disturbi del comportamento alimentare stipsi Problemi ematologici: anemia normocitica normocromica moderata leucopenia (carenza di globuli bianchi) moderata e linfocitosi relativa piastrinopenia Complicanze a livello osseo: osteoporosi (dovuta alla scomparsa del ciclo mestruale, aumenta il rischio di fratture) blocco della crescita ossea con mancato sviluppo in altezza Problemi neurologici: pseudoatrofia cerebrale allargamento dei ventricoli cerebrali in alcuni casi, alterazioni dell elettroencefalogramma Problemi dermatologici: colorito giallastro delle estremità legato all aumentato deposito cutaneo di carotenoidi aumento peluria (lanugo) pelle secca e disidratata perdita dei capelli callosità o piccole lesioni sul dorso delle mani (a chi si procura il vomito) Altre anomalie: ipercolesterolemia aumento del carotene serico ipofosfatemia disidratazione disturbi elettrolitici, ipopotassiemia (spesso causa di decesso) amenorrea disturbi della sessualità disfunzioni tiroidee Bulimia Nervosa Termine Bulimia, dal greco bous, che significa bue e limos, fame. La Bulimia Nervosa è un disturbo alimentare caratterizzato da episodi di abbuffate seguiti di solito da comportamenti compensatori. Le abbuffate consistono tipicamente nel mangiare grandi quantità di cibo, spesso ad alto contenuto calorico. In genere questo viene fatto in segreto e può continuare per anni senza che gli altri se ne accorgano. Il comportamento compensatorio utilizzato più frequentemente è il vomito autoindotto, ma possono esservi anche abuso di lassativi e di diuretici, digiuno e attività fisica eccessiva. Lo scopo di questo comportamento è di "neutralizzare" l'abbuffata. È un tentativo di alleviare il senso di colpa provocato dall'abbuffata e di minimizzare ogni aumento di peso che si potrebbe verificare di conseguenza. Il comportamento compensatorio probabilmente è più distruttivo dell'abbuffata per due ragioni. In primo luogo, ha un maggior numero di pericoli fisici e medici. In secondo luogo, tale comportamento aiuta a legittimare l'abbuffata; cioè il comportamento compensatorio, neutralizzando l'abbuffata, aumenta la probabilità che questa in futuro si verifichi di nuovo. La gamma dei comportamenti può variare di molto da persona a persona. Mentre alcune delle pazienti si abbuffano e ricorrono a questi comportamenti di compenso parecchie volte al giorno, altre lo fanno solo saltuariamente. Varia anche ciò che si 10

11 anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi alimentari non altrimenti specificati (EDNOS) i disturbi del comportamento alimentare intende per abbuffata. Per una persona l'abbuffata potrebbe equivalere a cinquemila calorie di cibi dolci, mentre per l'altra potrebbe voler dire mangiare qualsiasi cibo che non sia a basso contenuto calorico. Allo stesso modo anche il comportamento compensatorio può presentarsi sotto parecchie forme. Sebbene la maggior parte delle persone bulimiche si autoinduca il vomito, alcune vomitano raramente o non vomitano mai. Altre possono combinare più metodi di compenso, il vomito e l'abuso di lassativi o il digiuno, l'attività fisica eccessiva e l'abuso di diuretici. L esordio della malattia, può essere all inizio simile all anoressia, caratterizzato da una forte voglia di perdere peso e da una insoddisfazione nel guardare il proprio corpo. Il decorso della malattia è invece diverso, la bulimica mantiene un peso abbastanza normale dovuto all alternarsi delle abbuffate con le condotte di compenso. Le somiglianze tra l'anoressia e la bulimia comprendono quindi la preoccupazione per la dieta, il cibo, il peso, la taglia, il disagio quando si è a tavola con altri e la ricerca dell'approvazione. Inoltre, molte bulimiche in precedenza sono state anoressiche, e molte di quelle che non lo sono state desiderano poterlo essere, cioè riuscire a non mangiare. Per quanto simili, l'anoressia e la bulimia sono anche parecchio diverse. Una delle differenze riguarda la negazione del problema; l'anoressica nega a sé e agli altri che esista un qualsiasi problema o comportamento alimentare anormale, mentre la bulimica di solito nega l'esistenza del problema con gli altri ma riconosce che la sua alimentazione è anormale. L'anoressica, inoltre, è sempre sottopeso, mentre la bulimica può essere sottopeso, normopeso o sovrappeso. Nonostante sia l'anoressica che la bulimica presentino una distorsione dell'immagine corporea (il corpo è erroneamente percepito più grosso di quanto in realtà non sia), la distorsione dell'anoressica è in genere più grave di quella della bulimica. Infine, l'obiettivo dell'anoressica è di perdere più peso, mentre l'obiettivo della bulimica è di raggiungere un peso o una forma ideali, spesso irrealistici. La differenza fondamentale tra chi si alimenta normalmente e le bulimiche riguarda l'intensità delle risposte emotive che la persona bulimica dà prima, durante e dopo l'ali- circolo vizioso della Bulimia Nervosa Quello che succede nella bulimia nervosa, come per l anoressia nervosa, è un vero e proprio circolo vizioso. La preoccupazione e l insodiffazione per il peso, per il corpo e le sue forme, porta la ragazza ad una rigida dieta con il solo scopo di perdere peso e dimagrire. Durante la dieta, avviene infatti un calo del peso corporeo e di conseguenza c è un aumento degli stimoli biologici, che richiedono la quantità di cibo necessario al fabbisogno giornaliero. Nella ragazza nasce allora la paura di perdere il controllo, la paura di cedere di fronte allo stimolo della fame. La perdita di controllo si manifesta con delle enormi abbuffate di cibo. Queste abbuffate, portano nella ragazza un senso profondo di colpa, per questo motivo, cercherà dei metodi di compenso, come il vomito, dei lassativi, un estenuante sforzo fisico... Ricomincia quindi la dieta estrema e una conseguente perdita di peso ed ecco allora che ricomincia il circolo vizioso, ci sarà un aumento degli stimoli biologici, una perdita del controllo, dei metodi di compenso, una dieta estrema, e così via. 11

12 anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi alimentari non altrimenti specificati (EDNOS) i disturbi del comportamento alimentare mentazione. Cioè, chi mangia normalmente di regola non si sente oltremodo ansioso, spaventato, colpevole o privo di controllo nei confronti dell'alimentazione. Tra le differenze ci sono la frequenza e l'intensità degli errori alimentari. Più specificatamente, molti di quelli che mangiano in maniera normale di solito non si sovralimentano con sistematicità né ingeriscono grandi quantità di cibo, come è tipico delle abbuffate della persona bulimica. Infine, la maggior parte degli individui con alimentazione normale non ricorre regolarmente a comportamenti compensatori. Può controbilanciare la sovralimentazione limitando il cibo o aumentando l'esercizio fisico. Qualcuno può saltuariamente prendere un lassativo o un diuretico perché si sente costipato o gonfio per aver mangiato troppo. Pochi si inducono il vomito. I più riescono a vivere tranquillamente con i loro errori alimentari senza sentirsi costretti ad eliminarli. Come detto prima, la bulimia comincia quasi sempre con una dieta o almeno con il desiderio di perdere peso. Il soggetto di solito ha tentato di tutto per dimagrire e allora si sente senza speranza. Pensa che se solo riuscisse a diminuire di peso sarebbe più felice e in grado di realizzare molto di più nella propria vita. Qualche volta scopre per caso l'abbuffata e il comportamento compensatorio; cioè è possibile che vomiti spontaneamente dopo mangiato, oppure può averlo sentito da un'amica o può averlo imparato dalla televisione o dalla stampa. Ironia della sorte, molte bulimiche riferiscono di aver appreso delle tecniche compensatorie da programmi televisivi e articoli di riviste, designati per informare e avvertire il pubblico sui pericoli della bulimia. Indipendentemente dalla fonte dell'idea, la maggior parte delle bulimiche non intende ricorrere alle abbuffate e ai comportamenti compensatori con sistematicità; crede di poter controllare queste condotte. Purtroppo, gli individui disposti a provare le abbuffate e i metodi di compenso di solito sono quelli meno in grado di controllare questi comportamenti. Ad ogni episodio di abbuffata, con la pratica e il rinforzo queste condotte si consolidano. Cioè, ogni volta che la persona si abbuffa e si purga, tali condotte rimangono "impresse dentro" e diventano risposte più probabili a situazioni future. In aggiunta, abbuffate e comportamenti compensatori aiutano la persona a sentirsi meglio temporaneamente in quanto riducono l'ansia e la paura. Questo aspetto di riduzione della tensione tipico della bulimia tende anche a far aumentare la probabilità delle ricadute. i criteri per la diagnosi della Bulimia Nervosa sono i seguenti (dal DSM IV: Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders): episodi ricorrenti di abbuffate compulsive: mangiare, in un definito periodo di tempo (ad esempio per due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone man gerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili; sensazione di perdere il controllo durante l episodio (sentire di non riuscire a smet tere o a non controllare cosa e quanto); il disurbo non nasce solo nel caso di episodi di anoressia nervosa. ricorrenti comportamenti di compenso per prevenire l aumento di peso, come vom ito autoindotto, uso e abuso di lassativi, diuretici, digiuno o esercizio fisico eccessivo la valutazione di sé è influenzata dalle forme e dal peso del corpo sempre osservato; le abbuffate e l atto compensatorio avvengono con regolarità su di un lasso di tempo; diete restrittive periodicamente interrotte da abbuffate o alimentazione compulsiva; 12

13 anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi alimentari non altrimenti specificati (EDNOS) i disturbi del comportamento alimentare Infine, diventa più facile per l'individuo razionalizzare queste condotte, ossia diventa più facile giustificarle. Agli inizi la bulimia doveva essere un esperimento cui si ricorreva raramente come forma di aiuto per gestire il peso.tuttavia con la pratica, la riduzione della tensione e la razionalizzazione, questa diventa in breve una compulsione usata di frequente e che rimane fuori dal controllo dell'individuo. Molte bulimiche riferiscono che passano fino al 95 per cento delle ore in cui sono sveglie a pensare cosa mangiare, quando mangiare, dove mangiare, come abbuffarsi senza farsi scoprire, dove vomitare, come e se usare diuretici, lassativi o pillole dimagranti, quando fare attività fisica e quando digiunare o stare a dieta. Di solito questa preoccupazione per il cibo e i comportamenti legati all'alimentazione è una conseguenza della dieta. Con la dieta, la bulimica rende il cibo e il mangiare più importanti. Più specificatamente, più si priva del cibo, più forte diventa la spinta fisiologica e psicologica ad abbuffarsi. La bulimia è legata a fattori familiari, sociali e psicologici. Inoltre possono giocare un ruolo anche fattori di tipo biologico, quali la predisposizione alla depressione. I fattori familiari, sociali e biologici preparano il terreno per lo sviluppo della bulimia e una volta preparato, le caratteristiche psicologiche, o più specificatamente di personalità, dell'individuo sono il fattore determinante. Le bulimiche sono individui che tipicamente non sentono di avere il controllo dell'alimentazione, dei sentimenti o della vita. Sotto molti aspetti la bulimia contribuisce a questa sensazione, ma viene anche usata per gestire i sentimenti e ripristinare un senso di controllo. Per esempio: quando le bulimiche si sentono fuori controllo, sono propense ad abbuffarsi e purgarsi. Con l'abbuffata e il comportamento compensatorio, possono sentirsi temporaneamente il ripristino del senso di controllo. Cioè, spesso sono molto tese e in ansia prima di abbuffarsi e purgarsi; l'atto di abbuffarsi e purgarsi può allentare un pó di quella tensione, aiutandole a sentirsi più rilassate e in controllo. Paradossalmente, abbuffarsi e purgarsi può farle sentire maggiormente fuori controllo, tuttavia, sotto un altro punto di vista, la prevedibilità o certezza dell'abbuffata e del comportamenteo compensatorio può aiutarle a sentirsi in controllo, perché almeno sanno cosa aspettarsi. La bulimia nervosa è presente nell 1-3% della popolazione femminile in età a rischio. Come l anoressia nervosa, la bulimia è diffusa soprattutto nei paesi industrializzati e riguarda soprattutto il sesso femminile. È più frequente nei grandi centri urbani e colpisce come l anoressia ragazze tra i 12 e i 25 anni, con un picco verso i anni, età in cui c è il cambio tra le scuole superiori e l università o l uscita verso il mondo del lavoro. Bisogna precisare che non in tutti i casi di bulimia si arriva a provocarsi il vomito, la Bulimia Nervosa è infatti di due tipi: Tipo purgativo, c è l abitudine di provocarsi il vomito o di usare in modo inadeguato lassativi e/o diuretici; Tipo non purgativo, il soggetto usa altri modi di compenso, come il digiuno o l esercizio fisico eccessivo, ma non usa provocarsi il vomito né fa uso di lassativi o diuretici. Le circostanze in cui si origina l episodio dell abbuffata possono essere diverse: a volte viene scatenato dall assunzione anche minima di un cibo considerato proibito per l alto contenuto energetico o di grassi, altre volte l innesco può essere dovuto a uno stato emotivo (tensione, ansia, rabbia, depressione, noia). Ci sono volte in cui l abbuffata viene invece programmata, scegliendo con cura il momento adatto e predisponendo gli alimenti necessari: avviene come atto consolatorio o riempitivo di un tempo vuoto. La frequenza delle abbuffate necessaria per fare una diagnosi di bulimia nervosa è di due episodi alla settimana per almeno tre mesi consecutivi. In alcuni casi, la frequenza è più ridotta, ma in altri, diventa così caotica da non permettere un ritmo di vita accettabile. 13

14 anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi alimentari non altrimenti specificati (EDNOS) i disturbi del comportamento alimentare Uno dei fattori legati alla bulimia in vari modi è la depressione. Qualche volta è il risultato di una predisposizione ereditaria ad essere depressi; cioè altri componenti della famiglia possono essere depressi e aver trasmesso la loro predisposizione ad esserlo. Questo tipo di depressione che viene dall'interno dell'individuo e di solito è dovuta ad uno squilibrio chimico, viene chiamata "endogena". Molto spesso invece la bulimica è depressa anche per motivi psicologici. Questa depressione, che si collega con quanto si verifica al di fuori dell'individuo, viene a volte chiamata esogena o reattiva. Infine, la bulimia genera ulteriore depressione. Il rapporto tra depressione e bulimia in genere peggiora con il peggiorare della depressione, e viceversa. Molte pazienti credono di essere depresse per la loro alimentazione e il loro aspetto, e ritengono la depressione, secondaria all'alimentazione e al peso, o determinata da questi. Certamente, una volta che il ciclo di depressione e bulimia è entrato in funzione, è difficile determinare quale disturbo sia arrivato prima. È convinzione, tuttavia, che spesso la depressione preceda la bulimia. Questa convinzione si basa su parecchi fattori. Primo, quando la bulimica comincia a controllare i sintomi alimentari, la depressione tende a peggiorare. Infatti, quello che succede è che lei adesso è più consapevole della depressione; in sostanza la bulimia la distraeva dalla depressione. Secondo, quando la depressione è tenuta sotto controllo con mezzi psicologici adeguati o con farmaci, la paziente di solito riesce meglio a diminuire i sintomi alimentari. Infine, molte bulimiche riferiscono che i sintomi bulimici sono peggiori quando sono depresse. È ovvio che per molti individui la bulimia è legata alla depressione e cercare di curare i sintomi bulimici senza curare la depressione sarebbe affrontare soltanto la parte comportamentale del problema. Se l'individuo deve guarire, è necessario affrontare la depressione, ossia la parte emotiva del problema. La stessa depressione che alimenta il disturbo alimentare può portare all'abuso di alcol e droga. La difficoltà nel controllo degli impulsi, che contribuisce a sviluppare e a mantenere la bulimia, rende ugualmente facile fare esperienza e abusare di alcol e droghe. Se la bulimica abusa di alcol e droghe, questo problema deve essere trattato "prima" di quello alimentare. In qualche modo, alcoolismo e tossicodipendenza hanno qualcosa in comune con la bulimia, in quanto si introduce nel corpo una sostanza nel tentativo di gestire in maniera indiretta i problemi della vita. La bulimia che può aggravarsi con il peggiorare della depressione ed è anche causa di depressione, inoltre proprio come droga e alcol, crea problemi fisici e psicologici e con il tempo diventa un problema sempre più grave e difficile da risolvere senza l aiuto di professionisti. La bulimia differisce dall'alcolismo e dalla tossicodipendenza perchè non è una dipendenza. Gli alcolisti e alcuni tossicodipendenti non superano il loro disturbo anche se si ristabiliscono e non fanno uso di alcol o altre droghe. Non è la stessa cosa per la bulimia. Studi recenti sul trattamento e le stesse esperienze cliniche indicano che i soggetti bulimici guariscono. La bulimia si differenzia anche per il fatto che l'alcolista può vivere senza alcol e il tossicodipendente senza droghe, mentre la persona bulimica non può vivere senza cibo. Problemi causati dalla Bulimia Nervosa Oltre ai sintomi legati al digiuno, che sono uguali a quelli dell anoressia nervosa detti prima, chi sofffre di bulimia va anche incontro a una serie di problemi di tipo organico legati all abbuffata e all utilizzo dei metodi purgativi. Complicanze di tipo odontoiatrico e oro-faringeo: erosione dello smalto nella parte interna dei denti aumento di carie infiammazioni alle gengive rigonfiamento delle ghiandole salivari, in particolare le parotidi 14

15 anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi alimentari non altrimenti specificati (EDNOS) i disturbi del comportamento alimentare possibili piccole ferite con possibili infezioni nel continuo ripetersi di microlesioni causate dal tentativo di stimolare il vomito Problemi del tratto gastro-esofageo: infiammazioni all esofago e allo stomaco, esofagite e gastrite difficoltà digestive, bruciori e dolori lacerazione della parete dello stomaco rottura dell esofago a causa di una lenta e costante erosione causata dai succhi gastrici Problemi idro-elettrici: squilibri idro-elettrici carenza di potassio (ipopotassiemia), che causa squilibri del battito cardiaco Disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati (EDNOS) Questi disturbi comprendono situazioni simili all anoressia o bulimia, alle quali però manca uno dei criteri richiesti per la diagnosi e perciò definite anche sindromi parziali o disturbi sotto soglia, dall altro una serie di disturbi ancora non completamente definiti e delineati. C è per esempio un tipo di anoressia sotto soglia che non presenta in apparenza un problema di immagine corporea, ma è caratterizzato da una difficoltà a mangiare dovuta alla digestione. Chi ne soffre dice che vorrebbe mangiare e aumentare di peso, ma non riesce perchè quando iniziano a mangiare, hanno dolori nel tratto gastro-intestinale e una sgradevole sensazione di pancia gonfia. In questi disturbi non altrimenti specificati, fa parte anche la sindrome mastica e sputa,dove il cibo viene masticato ma non deglutito. È difficile sapere la percentuale di chi ha questo tipo di problema, perchè la ragazza che sente un forte senso di colpa e vergogna, difficilmente ammette di avere questa patologia. Altro comportamento è quello della dieta cronica (dieting), dove nella ragazza c è una forte attenzione alla dieta, da un controllo ossessivo del peso e da momenti di panico e angoscia ogni volta che il peso aumenta.tutti i soggetti che hanno questo tipo di disturbo, svolgono apparentemente una vita normale, che tuttavia risulta incentrata sull interesse della dieta, è per loro difficile per esempio uscire a cena con amici e avere una vita sociale nella norma. Esiste poi, tra i disturbi alimentari non altrimenti specificati, il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorders o BED), è caratterizzato da abbuffate non accom i criteri diagnostici per i disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati (DSM IV), sono i seguenti: per il sesso femminile, tutti i criteri dell anoressia nervosa in presenza di un ciclo mestruale regolare; tutti i criteri dell anoressia nervosa risultano soddisfatti e, malgrado la significativa perdita di peso, il peso attuale risulta nei limiti della norma; tutti i criteri della bulimia nervosa risultano soddisfatti, tranne il fatto che le abbuffate e le condotte di compensazione hanno una frequenza inferiore a 2 episodi per settimana per tre mesi; un soggetto di peso normale che si dedica regolarmente a inappropriate condotte compensatorie dopo aver ingerito piccole quantità di cibo il soggetto, mastica e sputa ripetutamente sena deglutire il cibo; disturbo da alimentazione incontrollata: ricorrenti episodi di abbuffate in assenza delle regolari condotte compensatorie inappropriate come per la bulimia nervosa. 15

16 anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi alimentari non altrimenti specificati (EDNOS) i disturbi del comportamento alimentare pagnate però da atti compensatori per il cibo in eccesso. I soggetti colpiti, assumono in un tempo limitato, esagerate quantità di cibo, con la possibilità di perdere il controllo dell atto del mangiare. Situazioni di questo tipo, si ripetono anche quando non si ha fame e più volte alla settimana. Il problema principale è dato dalla difficoltà a a controllare l impulso ad alimentarsi. Questo disturbo è correlato all obesità anche se tale caratteristica non è necessaria per la diagnosi di BED. Il BED esiste nel 30% dei casi di soggetti obesi che richiedono una cura. In questi soggetti, è frequente la presenza di un quadro psicologico problematico caratterizzato dalla depressione, dall insoddisfazione del proprio corpo e da un comportamento alimentare disturbato. I problemi causati dal disturbo da alimentazione incontrollata, sono i seguenti: il diabete; l ipercolesterolomia, che aumenta il rischio di problemi cardiovascolari; l ipertensione arteriosa, che aumenta i rischi di infarto al miocardio, ictus e malattie renali; la malattia coronarica (infarto); le alterazioni della funzione respiratoria, sprattutto per gli uomini e se il grasso si presenta soprattutto a livello addominale; aumento del rischio di mortalità per tumori; e per finire, la qualità della vita è fortemente compromessa. 16

17 rapporti tra i comportamenti alimentari A volte i disturbi del comportamento alimentare, vengono presi come malattie diverse e quasi in contrapposizione tra loro. In realtà, i diversi quadri clinici di queste malattie, hanno una linea di continuità con punti di sovrapposizione e senza momenti di vera separazione. Nell anoressia nervosa, c è il rifiuto del cibo e il calo di peso, ma c è anche la presenza di abbuffate che sono però più tipiche della bulimia. La bulimia poi, varia dal sottopeso come per l anoressia, al sovrappeso a volte avvicinandosi all obesità. Per questi motivi, non è mai facile distinguere precisamente per esempio l anoressia con presenza di comportamenti purgativi con la bulimia con peso ridotto. Anche tra la bulimia non purgativa e il BED senza obesità, non è facile fare la differenza. Con i criteri e le distinzioni oggi utilizzati sono molto ampie le aree di sovrapposizione tra una patologia e l altra. Nonostante si continui a parlare di anoressia e bulimia in termini di due distinte patologie del comportamento alimentare, e questo soprattutto per esigenze di tipo classificatorio, oggi sempre più psicologi concordano nel considerare più attuale l'ipotesi del continuum, preferendo parlare di Sindrome Anoressico-Bulimica (o Posizione Anoressico- Bulimica), inquadrando così i disturbi alimentari in una categoria nosografica globale, cui è sottesa una comune posizione psicodinamica, sebbene con forme di espressione individuale molto diverse. Sulla base dei dati osservati, risulta infatti come molte pazienti presentino una commistione delle due forme, all'origine delle quali si rileva la stesso identico terrore di ingrassare. continuità dei quadri clinici dei disturbi del comportamento alimentare 17

18 come riconoscere i disturbi alimentari Gran parte delle ragazze e delle donne oggi si sottopone spessissimo a dure diete, evitando i cibi grassi e passando ore in palestra con ritmi esagerati solo per il desiderio di restare in forma. Questo è uno dei motivi principali per cui è così difficile riconoscere i problemi alimentari, soprattutto nelle prime fasi del disturbo. Difficoltà di rapportarsi con il cibo e con il proprio corpo sono un evento ricorrente nell evoluzione delle adolescenti, ma fortunatamente, non tutte dopo questa fase svilupperanno un disturbo alimentare. Uno dei primi problemi nel riconoscere un disturbo alimentare è quello di stabilire il confine tra una condizione normale e una patologia. Sicuramente c è il bisogno che la famiglia e soprattutto chi si trova in quello stato, siano preparati ed informati sull esistenza di questo genere di problemi. Nella maggior parte dei casi, bisogna fare attenzione a questi due fatti: la ragazza da un lato non vuole ammettere e riconoscere di avere un problema, cerca sempre di far credere che tutto sia normale, dall altro lato la famiglia fatica a riconoscere e a vedere i segni del disagio e ad accettare l idea che la loro figlia perfetta abbia un problema, che li fa vergognare e sentire in colpa, e che non sarebbero in grado di affrontare. I disturbi alimentari producono delle alterazioni del comportamento, dello stato psicologico, del modo di pensare e della salute dell individuo. Se si è in grado di cogliere questi segnali, spesso si prende la malattia nel suo stato iniziale e si riesce con una percentuale maggiore ad uscirne. Bisogna innanzitutto fare attenzione alle alterazioni del comportamento alimentare, segnali di rapporto con il cibo, che si possono notare durante i pasti, la loro preparazione o subito dopo averli mangiati: riduzione della frequenza dei pasti e della quantità, uso di rigide regole nell alimentazione e suddivisione dei tipi di alimenti in base alle calorie, cibi buoni o cibi ritenuti dannosi; conteggio ossessivo delle calorie che si sta assumendo; abitudini alimentari strane, come sminuzzare eccessivamente il cibo, mangiare lentamente, fare un uso esagerato di gomme da masticare, uso eccessivo di bevande light o calde; senso di benessere e aumento dell autostima se si riesce a seguire la dieta, o sensi di colpa se si è mangiato troppo o in modo ritenuto scorretto; l uso monotono degli stessi alimenti; irrequietezza e disagio nel caso di cambiamenti imprevisti dei pasti; interesse forte per ogni tipo di informazione su salute, diete e argomenti di cucina; cucinare per gli altri pietanze elaborate che però lascia mangiare agli altri e controllo ossessivo di quello che la madre prepara; riempie i piatti agli altri più del suo o controlla che comunque mangino più di lei, oppure mangia da sola; nel caso della bulimia, alterna periodi di dieta con periodi in cui mangia troppo; sempre nel caso della bulimia, si alza da tavola appena finito di mangiare e passa del tempo in bagno; sempre nella bulimia, mangia tanto ma non aumenta di peso; oppure mangia di nascosto o nasconde il cibo che mangia in posti inusuali. Bisogna poi fare attenzione e cogliere i segnali del problema alimentare, scrutando le alterazioni del comportamento in generale della ragazza: l argomento centrale di ogni discussione, sono la dieta, il peso, i cibi e la cucina; il controllo del peso è ossessivo, ci si guarda allo specchio e si sale più volte sulla bilancia, o al contrario si evita di controllarsi per paura; abuso di farmaci che crede possano essere d aiuto per il controllo del peso; fissazioni sul controllo dell intestino e in alcuni casi abuso di lassativi; 18

19 come riconoscere i disturbi alimentari finte lamentele su dolori della digestione o nausea per cercare di non mangiare; tendenza a evitare le situazioni normali di convivenza con famiglia e amici; soprattutto trova scuse per l ora di pranzo, dice di avere già mangiato, o di dover uscire; si isola dalla famiglia e dalla società, non esce, non va ad eventi mondani a cui ha sempre partecipato (feste...); intensa attività fisica, tollera i tempi vuoti; nervosismo se qualcosa varia nei pasti o nell attività fisica; ha freddo e si veste in modo pesante anche se effettivamente non fa freddo; aumenta l ansia per le prestazioni scolastiche e cerca la perfezione; cambio di umore e di carattere, irritabilità, depressione, ansia, difficoltà di comunicare con gli altri. Ci sono poi dei segnali di emergenza a cui bisogna fare attenzione e che richiedono di un intervento tempestivo: insonnia notturna; instabilità dell umore, pianto frequente, grande rabbia e comunicazione problematica con la famiglia; comportamenti autolesivi, pensieri suicidari; autolesionismo, graffi, ustioni, ferite; dolori al torace o aritmie cardiache, dolori addominali; svenimenti, perdita di coscienza; difficoltà respiratorie; stanchezza; gonfiori alle gambe e sensazioni di formicolio; vomito continuato durante il giorno o presenza di vomito con sangue. Comunque, non è sempre facile riscontrare la presenza di un disturbo alimentare, soprattutto per il fatto che molte ragazze oggi pur non avendo nessun problema, vogliono fare diete e si preoccupano per il loro peso. Bisogna quindi fare attenzione anche ai più piccoli sintomi che potrebbero far parte di un disturbo alimentare. 19

20 perché il cibo? le cause dei disturbi alimentari La comunità scientifica, oggi, è concorde ad affermare che non esiste una causa unica ai disturbi alimentari, ma una concomitanza di fattori che possono variamente e diversamente interagire tra loro nel favorire la comparsa della patologia. Le cause sono di natura biologica, psicologica e sociale. Possiamo iniziare col parlare di caratteristiche individuali del soggetto, per esempio il fatto che tali problematiche investano soprattutto l età adolescenziale può essere meglio compreso se si focalizza l attenzione sui cambiamenti e le trasformazioni repentine, corporee e psichiche, che intervengono in questo periodo di rapida crescita dell individuo: il corpo che cresce e si modifica giorno dopo giorno, lo sviluppo sessuale, la riproposizione del rapporto con i propri genitori in maniera diversa, la ricerca di maggiore autonomia, l assunzione di nuove responsabilità, sono tutti fattori che concorrono a determinare la nascita di un nuovo soggetto adolescenziale che prende il posto del bambino di ieri. Tutto ciò non accade però senza difficoltà, conflitti, adattamenti, spesso delusioni, con sè stessi e verso gli altri, che possono ostacolare in vario modo il processo di crescita verso l età adulta producendo rallentamenti e a volte veri e propri blocchi che assumono la forma del sintomo psichico e/o fisico. La persona con disturbi alimentari manifesta un intrinseco rifiuto ad assumere il proprio ruolo sessuale, e quindi a crescere. Secondo una delle tante teorie esistenti sulle cause dei disturbi alimentari, l'origine della malattia ha due matrici: è una malattia che si manifesta dall'infanzia e prosegue nell'adolescenza; è una malattia che si manifesta durante l'adolescenza avanzata e durante la prima giovinezza. Nel primo caso abbiamo una forma di fissazione della malattia, malattia che c'è sempre stata e che continua ad evolversi nell'infanzia e successivamente nell'adolescenza. Nel secondo caso abbiamo un fenomeno di regressione, cioè essa si manifesta verso i anni in poi; la regressione è intesa nel senso che il soggetto tende a tornare ad uno stato infantile dal punto di vista del corpo e, in parte, della psiche. Anoressia e bulimia, sono malattie che interessano massimamente il corpo, ma le sue radici sono prettamente psicologiche. Alcune ipotesi sulle cause della malattia, condividono la certezza che questa abbia un'origine remota nello sviluppo del soggetto, e che cioè la malattia nasca sin dalla più tenera età. Le teorie condivise dalle maggiori scuole di psicologia possono essere così sintetizzate: I bambini si sentono rifiutati dai genitori e soprattutto dalla madre. Nasce in loro allora un senso di insicurezza, che porta ad un sentimento di insoddisfazione, di ansietà e di angoscia. La bambina non si sente accettata dal clan femminile e dalla madre, e, crescendo, rifiuterà di entrarci, di essere donna. Alcuni autori affermano che le madri di fanciulle anoressiche sono esse stesse disturbate emotivamente. Esse appaiono ambivalenti in quanto hanno una rigida struttura morale, premono sull'aspetto formale della nutrizione, ma non ne gioiscono. Lo stato ambivalente della madre determina, nella bambina, la privazione dell'accettazione gioiosa della propria persona: contemporaneamente vengono eliminati i suoi stati di soddisfazione, e viene minato il suo senso di sicurezza e di benessere. Se la bambina non sperimenta le proprie capacità, se le azioni della bambina vengono disconfermate, criticate e represse, ella non raggiunge né sicurezza, né potere. In tal caso può sorgere un disordine nell'integrazione delle funzioni corporee e dell'immagine corporea di sé. Il disturbo dell'immagine corporea porta ad un senso paralizzante di impotenza al quale si collega il terrore di perdere il controllo dei propri istinti orali e di essere 20

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