DISLESSIA EVOLUTIVA: una realtà in bilico tra specificità e norma
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- Amerigo Gambino
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1 DISLESSIA EVOLUTIVA: una realtà in bilico tra specificità e norma Come si definisce come si caratterizza come si manifesta Pregassona , Log.Emanuela Di Campli Marzari
2 Leggere o capire...
3 Cos é la dislessia Definizione OMS: La dislessia è una disfunzione dell apprendimento del linguaggio scritto, in bambini con un curriculum scolastico normale, in assenza di patologie organiche e di deficit cognitivo; non è imputabile neppure ad un ambiente socio-culturale od affettivo sfavorevole E riconosciuta ufficialmente a livello medico-scientifico e deve essere differenziata dalle difficoltà generiche d apprendimento
4 Cos é la dislessia Catalogata fra i disturbi di linguaggio e comunicazione, è un disturbo di tipo neurobiologico, sovente ereditario, che interessa una percentuale della popolazione non trascurabile (dal 3% al 5% nelle stime italiane più prudenti) Non può essere risolta completamente, ma si attenua in maniera considerevole con l età (maturazione neurologica) e la terapia adeguata
5 Aspetti di neurobilogia
6 Aspetti di neurobilogia: aree cerebrali implicate Le indagini svolte con la risonanza magnetica funzionale (MRI) mettono in evidenza differenze di funzionamento in alcune aree cerebrali tra lettore dislessico e non dislessico, nell esecuzione di un compito di lettura In particolare nel dislessico sono meno attive le aree parieto-temporale (decodifica fonologica) ed occipito-termporale (riconoscimento automatico rapido della forma della parola) dell emisfero sinistro, mentre si osserva una maggiore attività nel giro frontale inferiore, specializzato per l articolazione (area di Broca). E inoltre attivo anche l emisfero destro Si tratterebbe di un attività alternativa, dovuta al tentativo di arrivare alla consapevolezza del suono pronunciandolo con gli organi articolatori, in una sorta di subvocalizzazione
7 Incidenza della familiarità La dislessia presenta caratteristiche di familiarità ed ereditarietà La storia familiare è uno dei più importanti fattori di rischio ed alcuni studi evidenziano che dal 20 al 65% dei bambini dislessici hanno un genitore dislessico. La nostra esperienza sul campo lo conferma e mostra che spesso sono presenti in famiglia altri fratelli o cugini dislessici I cromosomi implicati sarebbero il 6, il 15 e soprattutto il cromosoma 2, che trasmetterebbe il deficit nella consapevolezza fonologica ed i conseguenti problemi di lettura
8 Ipotesi patogenetiche Ipotesi fonologica: Esiste attualmente un consenso generale sul fatto che la difficoltà centrale della dislessia riflette un deficit del sistema del linguaggio, anche se sono implicati altri sistemi e processi, sia sequenziali sia mnestici (in particolare la memoria di lavoro). o). Soprattutto coinvolta è l abilità fonologica, cioé la capacità di percepire all interno di ogni parola i singoli suoni che la compongono, detti appunto fonemi Ipotesi visiva: presenza di una disfunzione magnocellulare nel trattare stimoli visivi in rapida successione. Il bambino dislessico sico fa un numero esagerato di puntamenti oculari (anche più di uno sulla stessa parola) ed esamina il testo in modo meno strategico. Si produce di conseguenza un effetto di affollamento visivo nell affrontare il testo, che si può ridurre ingrandendo la scrittura o presentando una parola alla volta (strategia compensativa facilitativa)
9 Processo di lettura sintassi vocabolario Testo decodifica riconoscim. SIGNIFICATO ragionam. formaz.conc. Modello di Sally Shaywitz (2003) 17
10 Fasi di apprendimento della lettura Modello U. Frith, 2002 Fase logografica: istantaneo riconoscimento di parole familiari, che non tiene conto dell ordine delle lettere e dei fattori fonologici Fase alfabetica: scoperta del meccanismo di conversione grafema-fonema, che consente di leggere parole nuove e nonparole Fase ortografica: strategia di analisi istantanea della parola nelle sue unità ortografiche, senza conversione fonologica Fase lessicale: automatizzazione del processo di lettura, con la costruzione di un magazzino lessicale, che consente il riconoscimento rapido delle parole conosciute
11 Aspetti importanti dell apprendimento della lettura Le quattro tappe di apprendimento vengono attivate in successione sia in lettura che in scrittura, ma non in modo contemporaneo La frequenza d uso della parola, la sua lunghezza ed il livello di rappresentatività sono fattori che influenzano la velocità di lettura del bambino L integrità dei diversi processi di decodifica coinvolti è indispensabile per la corretta esecuzione del compito I dati emersi dagli studi effettuati sui training intensivi mostrano che, se la struttura funzionale non si normalizza, si può potenziare il circuito neuronale del soggetto dislessico
12 Lettura nel soggetto dislessico L armonioso succedersi delle successive fasi risulta alterato sia per quanto riguarda la durata, sia per quanto riguarda la modalità. Normalmente verso gli otto anni si passa da un sistema di ricostruzione ad un sistema di riconoscimento e questo nel dislessico non avviene in modo spontaneo o corretto A seconda del prevalere della modalità di lettura diretta o indiretta, si riconoscono due tipi diversi di dislessia, che i vari autori classificano e denominano differentemente, ma sostanzialmente sovrapponibili
13 Classificazione della dislessia Dislessia profonda o fonologica Dislessia disfonetica s. Boder Dislessia linguistica s. Bakker Dislessia superficiale o lessicale Dislessia diseidetica di Boder Dislessia percettiva di Bakker Dislessia mista
14 Dislessia profonda o fonologica La via fonologica, rappresentata dall accesso indiretto alla parola permesso dall analisi dei singoli grafemi e dalla conversione G/F, non è utilizzata perché troppo compromessa o difficoltosa Viene utilizzata la via lessicale, rappresentata dall accesso diretto e globale alla parola, permesso dal riconoscimento veloce operato in zona occipitale La lettura è abbastanza veloce, ma con numerosi errori specifici: omissioni, aggiunte o sostituzioni, inversioni
15 Dislessia superficiale o lessicale La via lessicale, rappresentata dall accesso diretto alla parola, che viene riconosciuta globalmente, non è utilizzata perché troppo compromessa o difficoltosa Viene utilizzata la via fonologica, rappresentata dall accesso indiretto alla parola, permesso dall analisi dei singoli grafemi e dalla conversione G/F La lettura è estremamente lenta e caratterizzata da errori tempodisperdenti: correzione di parola mancante, correzione di lettere o sillabe omesse, lettura sillabica e sua correzione, balbettamenti, ripetizioni, errata enfasi nella frase e sua correzione
16 Valutazione La valutazione deve essere effettuata a vari livelli e deve comprendere l esame psico-dinamico e cognitivo, effettuato dal capo-equipe, da uno psicologo o da un neuropediatra e l esame completo del linguaggio (orale e scritto), effettuato dal logopedista. Il presupposto per poter porre una diagnosi di dislessia è di essere in presenza di un QI nella norma I tests più comunemente usati per l approfondimento delle capacità di letto-scrittura sono il Cornoldi (per il tempo di lettura, l accuratezza e la comprensione) ed il Sartori- Tressoldi, per l approfondimento di tutte le competenze
17 Terapia La terapia, svolta dal logopedista e spesso supportata dal docente di sostegno, è a carico dell Assicurazione Invalidità fino all età dell obbligo scolastico. Per quanto riguarda la SE, sono presenti all interno delle scuole i logopedisti del SSP, mentre per i ragazzi di SM intervengono attualmente i logopedisti privati, su segnalazione e richiesta del capo- servizio del circondario Il principio fondamentale su cui si basa l intervento del logopedista è la stimolazione mirata e strutturata delle funzioni carenti evidenziate dall esame di partenza e che impediscono il corretto funzionamento del processo di decodifica e di codifica dello scritto
18 Obiettivi dell intervento L obiettivo principale dell intervento logopedico, quando viene effettuato in una fase precoce, è di fornire al bambino gli strumenti specifici e individualizzati per poter affrontare serenamente l apprendimento della letto-scrittura, evitando che le difficoltà rappresentino un ostacolo al piacere e alla voglia di apprendere Nel secondo ciclo della SE, l obiettivo é da una parte recuperare l autostima e dall altra ricostruire un corretto percorso di accesso alla tecnica di lettura, che risulta disturbata dai meccanismi distorti messi in atto spontaneamente dal bambino Nei casi di riconoscimento avvenuto all età di SM, a volte l obiettivo da perseguire consiste nel mettere in atto sia strumenti dispensativi che compensativi, in modo da permettere al ragazzo di sperimentare in tempi relativamente brevi un miglioramento delle condizioni di lavoro ed un riconoscimento della sua difficoltà
19 Caratteristiche del disturbo E importante rendersi conto che, nel corso degli anni, alcune caratteristiche si attenuano, altre restano immutate ed altre ancora si evidenziano maggiormente Ciò che si attenua, soprattutto se vi è stato un aiuto adeguato, è la resistenza al compito di lettura ed in molti casi il numero di errori Ciò che spesso si evidenzia maggiormente è la difficoltà a livello di memoria lessicale, che disturba l acquisizione della nomenclatura specifica delle diverse discipline Quel che permane immutato come disturbo di lettura è una bassa velocità: le parole possono venir lette in modo più accurato, ma ancora faticoso e non fluente, in breve non automatico. Non viene fatto in modo efficace il passaggio dalla lettura diretta a quella indiretta
20 Tempi di lettura Associazione italiana dislessia: tempi di lettura espressi in numero di sillabe al secondo 45
21 Dalla lettura indiretta alla lettura diretta A partire dalla terza elementare normalmente si dovrebbe osservare il passaggio dalla lettura alfabetica indiretta, fondata su una lenta decifrazione su base fonologica, alla lettura diretta, che si basa invece sul riconoscimento globale rapido della parola Si tratta della fase ortografica, nella quale le strategie precedenti devono essere integrate con la correttezza del riconoscimento visivo, con la correttezza grammaticale, sintattica e semantica Nell allievo di SM spesso il disfunzionamento dislessico èancora eclatante: da una parte egli persevera nell uso della strategia fonologica e dall altra mette in atto tentativi maldestri di utilizzare l accesso diretto e rapido, che tuttavia falliscono, in presenza di parole ad alta complessità lessicale
22 Conseguenze e ripercussioni Il risultato è che la lettura non è corretta ed è alterata nel ritmo, con accelerazioni in presenza di alcune parole per le quali funziona la lettura diretta ed improvvisi arresti davanti ad altre, per le quali lo sforzo di ricostruzione fonologica è inevitabile La decifrazione occupa tutte le risorse mentali, a causa del mancato raggiungimento dell automatismo e quindi subentrano difficoltà di comprensione del testo ed affaticamento Le difficoltà di lettura spesso divengono così pesanti che possono ripercuotersi su tutti gli apprendimenti e causare un disagio diffuso sia nei confronti della scuola, sia nell ambito familiare
23 Passaggio alla scuola media In alcuni casi il ragazzo dislessico arriva alla SM dopo una terapia durata gran parte della scuola elementare e che, per alcuni, non si può ancora considerare esaurita. Ha dietro di sè quindi un percorso importante, che deve essere conosciuto dai docenti che lo accoglieranno La prassi prevede che, chi ha operato con il bambino, nel passaggio istituzionale fra i due tipi di scuole, informi il docente di sostegno della SM, che a sua volta trasmette le informazioni al consiglio di classe e alla direzione Il docente di classe, in collaborazione col docente di sostegno, s'incaricherà del coordinamento degli interventi, informando i vari interessati e valutando le situazioni che si verranno a creare
24 Tipo d intervento La presenza del docente di sostegno può essere preziosa nel realizzare compiti molteplici: leggere i testi più impegnativi; aiutare nell organizzarsi in classe; aiutare a trovare strategie di studio; nell insegnamento dell uso del computer; nel preparare con l insegnante materiale personalizzato; nel sostegno affettivo del ragazzo L intervento specifico sulla dislessia sarà eseguito dal logopedista il quale, come già detto, collabora con tutte le parti interessate per la riuscita della terapia. Saranno quindi necessari contatti regolari fra docenti, famiglia, allievo, eventuali altri terapisti (eventualmente, direttore)
25 Quando procedere alla segnalazione In altri casi, meno fortunati, può accadere che il ragazzo dislessico non sia mai stato valutato e riconosciuto come tale e che giunga quindi in prima media con un pesante fardello d insuccessi, di frustrazione e di ansia, che lo bloccherà e lo limiterà fin dall inizio nelle sue possibilità di affrontare le pressioni e le maggiori aspettative della nuova scuola Nel caso non ci sia ancora una diagnosi di dislessia, ma un docente intuisca un forte disagio ed una netta discrepanza fra quello che sono le capacità generali del ragazzo e la sua abilità specifica in letto-scrittura, è necessario che lo segnali tempestivamente per un indagine approfondita alle figure di riferimento presenti nella struttura ed ai genitori. I responsabili dei servizi di sostegno si occuperanno della valutazione cognitiva e, se necessario, richiederanno la valutazione logopedica
26 Quali strategie d aiuto All interno della SM l aiuto più efficace é quello che ha per obiettivo di semplificare le modalità e le strategie, sia quelle di studio messe in atto dal ragazzo, sia quelle di verifica messe in atto dai docenti, preservando però i contenuti il più possibile E necessario ad esempio lasciare libertà sui modi di apprendere e soprattutto adattare le verifiche di apprendimento ai ritmi ed ai tempi di produzione del ragazzo dislessico. Sovente accade infatti che durante i tests, sotto la pressione del tempo, egli non riesca a leggere correttamente le consegne e a dimostrare le sue effettive competenze
27 Ruolo dei docenti di SM I docenti, in questo contesto, hanno un importanza fondamentale perché determinano, con la loro sensibilità a cogliere non solo le difficoltà, ma anche le risorse, la possibilità del ragazzo dislessico d inserirsi a scuola con profitto, trovando il proprio ruolo tra i compagni e continuando ad apprendere I docenti, se sono disposti a riconoscere ed accettare la specificità del ragazzo dislessico, fanno sì che la sua motivazione non si perda e che continui a combattere, nonostante risultati spesso mediocri e di sicuro sproporzionati all impegno, ai tempi di lavoro ed all investimento di energia
28 In altri paesi... Oggi questo disturbo, secondo i calcoli più recenti, interessa 3 milioni di italiani, di cui circa 480 mila studenti Da due legislature in Italia è in discussione una legge adeguata Esistono normative importanti a tal riguardo, D.P.R. 275/99; Legge 53/03; Nota MIUR 4099/A/4 del ; Nota MIUR 26/A 4 del ; Nota MIUR 1787 del ; Nota MIUR 4798/A4a del ; O.M. n 22 del , ma in mancanza di una legge che le faccia rispettare, vengono costantemente disattese
29 E da noi? La Conferenza degli Uffici della Formazione Professionale Svizzera (CSFP) ha pubblicato nel 2007 il Promemoria 204, intitolato Promemoria delle istruzioni sulla dislessia e discalculia nella formazione professionale di base Il documento prevede che: per gli allievi che documentano gli antecedenti delle difficoltà di apprendimento si può richiedere un agevolazione agli esami di fine tirocinio
30 Grazie per l attenzione
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