SCHEDA PROGETTO ESECUTIVO n 5
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- Vito Federici
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1 SCHEDA PROGETTO ESECUTIVO n 5 VIOLENZA ASSISTITA Percorsi di sostegno alla relazione madre-minore nelle situazioni di violenza domestica AREA D INTERVENTO Minori, famiglia, genitorialità LINEE STRATEGICHE NELLE QUALI IL PROGETTO SI ISCRIVE: Direttrici Denominazione Target di riferimento 1 promuovere il benessere delle persone e della collettività 2 sostenere l autonomia delle persone, delle famiglie, dei gruppi, delle zone 3 tutelare le persone con situazioni complesse La cittadinanza Utenti dei servizi non gravi, temporanei, con prestaz. singole o semplici Fasce deboli Soggetti a rischio di esclusione sociale Utenti gravi in strutture residenziali Utenti cronici/ con bisogni complessi Multiproblematici con presa in carico integrata X 1
2 DESCRIZIONE DEL PROGETTO Le operatrici del seguono circa 300 donne all anno. Considerato che il 70% di costoro ha figlie/figli, il numero di bambine/i e/o ragazzine/i esposti alla violenza è consistente (come minimo 210, seppure distribuiti in modo non uniforme e solo in parte visti dalle operatrici del tra i 20 e i 25, prevalentemente i figli delle donne ospiti delle case protette). Assistere a violenza domestica da parte dei minori è un fenomeno grave che viene oggi considerato una vera e propria forma di maltrattamento. Oltre a produrre serie conseguenze sul benessere dei bambini, la violenza domestica produce esiti negativi sulle funzioni genitoriali delle madri vittime e sulla relazione madre/bambino. Sulla base delle evidenze riportate dalle ricerche, dalla pratica clinica e dalla letteratura 1, relativamente 1. alla frequenza del fenomeno della violenza assistita; 2. ai suoi esiti sul benessere psico-fisico dei minori vittime (esiti del tutto equiparabili a quelli conseguenti a una violenza direttamente subita e che espongono notevolmente al rischio di riproduzione di violenza in età adulta studi USA hanno dimostrato che gli uomini che avevano assistito da bambini a violenze domestiche, riproducevano quei comportamenti violenti un numero di volte 3,5 volte maggiore degli uomini che da bambini non erano stati esposti a violenza domestica); 3. agli esiti del fenomeno della violenza domestica sulla relazione madre-bambino (svilimento delle capacità comunicative, di contenimento e di ruolo normativo, di espressione di affettività e di legame di attaccamento sicuro); e sulla base dell ormai riconosciuta necessità (sia a livello nazionale che a livello internazionale) di interventi specifici e specialistici sul tema, che possano sortire sia effetti riabilitativi, sia effetti preventivi a lungo termine 2, si propone un intervento sulle diadi madriminori vittime di violenza domestica. Tale progetto intende sostenere la diade nelle aree relazionali più frequentemente lese dal contesto violento: la comunicazione madre-bambino, il ruolo normativo e contenitivo, l espressione di vissuti affettivi spesso ambivalenti, il legame di attaccamento, nonché gli esiti post-traumatici di cui spesso entrambi sono portatori con conseguenti sofferenze individuali e relazionali - Il progetto intende avvalersi di specifici strumenti già utilizzati a livello clinico e di comprovata efficacia (modello ecologico; Centro TiAma di Milano; Strumenti proposti dalla School of Health and Social Studies ; University of Warwick; Cathy Humphreys ) e di un intervento di rete multidisciplinare che veda la sinergica compartecipazione di più servizi (ASS, Comune) e di più soggetti del privato sociale. Inoltre, verranno selezionati e adeguatamente formate/i operatori/operatrici volontarie/i e personale educativo che possano affiancare le madri in un percorso/progetto volto a favorire l autonomia personale, sostenendole nelle questioni più pratiche relative alla relazione con i figli. 1 Congresso Internazionale di Singapore sulla violenza in famiglia, 1998; Congresso Stop Domestic Violence di Ipswick, 1999; C.I.S.M.A.I., 1999; O.M.S., 2002; U.N.I.C.E.F., 2003; Studio O.N.U., U.N.I.C.E.F., O.M.S. 2006; ISTAT, indicazioni C.I.S.M.A.I; Centro TIAMA Milano; indicazioni O.M.S. ; School of Healt and social Studies. In ogni caso, numerosi studi evidenziano che vivere in contesti familiari violenti non solo espone i bambini a violenza assistita ma aumenta notevolmente il rischio di subire direttamente violenza. 2
3 DESTINATARI a cui è diretto il progetto (precisare se sono su base annua o triennale): Descrizione/tipologia: Madri vittime di violenza domestica, che hanno intrapreso un percorso di uscita da situazioni di violenza Minori, fino ai 10 anni di età, figli delle donne utenti del progetto, vittime di violenza domestica e non già in percorso psicologico presso i servizi territoriali Numero PARTNERSHIP Azienda per i servizi Sanitari n. 1 triestina Sì Soggetti istituzionali (inclusi Comune e ASS) n 3 Soggetti non istituzionali n 3 Indicare tutti i soggetti che hanno partecipato alla progettazione esecutiva (in presenza di sigle indicare anche il nominativo per esteso) Organismo Istituz. Non istituz. X Referente Sara Bajec, Immacolata Esposito Sansone, Miriam Magnelli, Paolo Taverna A.S.S. (Azienda per I Servizi Sanitari) n. 1 Triestina X Nadia Milos Provincia di Trieste X Andrea Aiza G.O.A.P. (Gruppo Operatrici Antiviolenza e Progetti) X Maria Grazia Apollonio Associazione Interethnos X Siok Hoe Koh Mo.V.I. (Movimento Volontariato Italiano) X Andino Castellano 3
4 N OBIETTIVI AZIONI 1 2 Co-costruire con i soggetti partners un metodo condiviso di intervento sulle situazioni di violenza domestica, prevedendo un preliminare lavoro teso alla compartecipazione di modalità operative, metodologiche e di strumenti Sostenere la relazione madrebambino nelle situazioni di violenza domestica 1a Incontri preliminari del gruppo di progetto per condividere metodologie, obiettivi e popolazionetarget 1b Incontri periodici finalizzati alla lettura e al lavoro condiviso sulle singole situazioni e alla verifica dell intervento SOGGETTO ESECUTORE AZIONI 1a Gruppo di Progetto (; > f.d. ass. soc.; f.d. coord. serv. ed.; Mo.V.I.; Interethnos; ASS > personale SCTSBADF) TEMPISTICA anno b Gruppo di Progetto 1c Definizione e ripartizione dei compiti 1c Gruppo di Progetto X 1d Riunioni periodiche di verifica e di progettazione in itinere sui singoli casi 2a Individuazione delle diadi madre-bambino con progettazione personalizzata 2c Colloqui di sostegno alla diade madre-minore, anche con utilizzo di schede e strumenti di lavoro già sperimentati (Talking to my mum, Parliamo di te ) 2d Colloqui individuali con madri e interventi di gruppo basati sulla specificità delle conseguenze della violenza domestica sull area della genitorialità 1d ASS ASS X 3 Apportare benessere al minore, offrendogli uno spazio di cura degli esiti post-traumatici conseguenti alla violenza assistita; prevenire gli esiti a lungo termine delle situazioni di violenza assistita, con particolare riguardo per il fenomeno della riproduzione di comportamenti violenti 3a Interventi precoci su eventuali primi agiti di violenza da parte dei minori cresciuti in contesti maltrattanti 4
5 3b Colloqui individuali e interventi di gruppo con i minori vittime di violenza assistita, con l utilizzo di specifici strumenti (indicazioni Centro TIAMA ; video Verità Sgradevoli - Progetto Daphne n. 01/166; 4 Sostenere la madre nel percorso di uscita dalla situazione di violenza domestica anche promuovendone l autonomia personale e valorizzando il recupero delle funzioni genitoriali. 4a Selezione e formazione del personale volontario per la creazione di una rete di supporto al progetto di accompagnamento nel percorso di autonomia personale 4b Accompagnamento nel percorso di autonomia personale Mo.VI. Mo.V.I. Interethnos 5
6 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE Risultati attesi e indicatori Obiettivo Risultati attesi Realizzazioni/Prodotti Indicatori di risultato 1 Acquisizione da parte dei soggetti partners di una metodologia condivisa e integrata, e pertanto maggiormente efficace, di intervento sui casi di violenza domestica e di violenza assistita. n 1 gruppo n componenti Documentazione conseguente agli accordi, o protocollo operativo, o report Verifica dell efficacia del progetto attraverso follow-up delle situazioni seguite e divulgazione dei risultati. Recupero e rinforzo delle funzioni genitoriali e della relazione madre/bambino Benessere dei minori vittime di violenza assistita e conseguente prevenzione del fenomeno di eventuali agiti violenti Riduzione dei costi sociali e istituzionali finalizzati al recupero di situazioni rispetto alle quali non si è potuto agire con modalità preventive Raggiungimento di una maggiore autonomia delle madri Costituzione di un gruppo di auto-aiuto 50% verifiche di follow-up delle situazioni seguite n 1 report finale n 40 diadi individuate n colloqui svolti n incontri di gruppo n accompagnamenti svolti documentazione degli interventi testistici n colloqui individuali n incontri di gruppo documentazione degli interventi testistici n 1 gruppi di auto-aiuto; n partecipanti Fra le madri partecipanti il 50% riconosce l utilità del progetto a loro favore e vi aderisce Fra le madri che riconoscono l utilità del progetto e vi adersicono, l 80% ha recuperato o cominciato a recuperare le funzioni genitoriali Le risultanze del follow-up (risultato atteso Obiettivo 1) indicano che per l'80% di diadi madre-bambino (del 50% di cui all indicatore dell Obiettivo 2) non è stata effettuata (perchè non ritenuta necessaria) una presa in carico da parte dei servizi territoriali per problematiche connesse al tema della genitorialità e/o per problematiche comportamentali potenzialmente reattive alla violenza assistita Frequenza regolare al gruppo di auto-aiuto n di percorsi di autonomia intrapresi (intendendo per autonomia: casa, lavoro, integrazione sociale) 6
7 Tempi di realizzazione: num. mesi 28 data inizio: settembre 2010 data conclusione: dicembre 2012 ENTE RESPONSABILE DEL PROGETTO: Denominazione: Natura giuridica: Ente Locale Indirizzo: via Mazzini, 25 Recapito telefonico, fax, PERSONA RESPONSABILE DEL PROGETTO: Nominativo Immacolata Esposito Sansone Paolo Taverna Ente di appartenenza: Titolo professionale: Funzionario direttivo (coordinatore servizi educativi territoriali e/o comunitari) Funzionario direttivo (coordinatore servizi educativi territoriali e/o comunitari) Recapito telefonico, fax, tel cell [email protected] tel cell [email protected] 7
8 RISORSE Indicare per ciascun partner le risorse annue impiegate per la realizzazione del progetto. Per le risorse umane indicare qualifica e ore previste, per le strumentali indicare sedi, attrezzature, mezzi di trasporto, ecc. Partner Risorse 2010 Risorse 2011 Risorse 2012 Comune di Trieste G.O.A.P. (Gruppo Operatrici Antiviolenza e Progetti) umane finanziarie strumentali umane finanziarie strumentali umane finanziarie strumentali 100 ore 8.900, ore 8.900, ,00 anno lavoro ( 8.220,00 anno lavoro ( 8.220, ore anno ( 8.220,00 di operatori clinica e materiali di operatori clinica e materiali lavoro di clinica e materiali comunali supervisioni; sedi comunali supervisioni; sedi operatori supervisioni; sedi (f.d. ass. soc.; 680,00 strumenti (f.d. ass. soc.; 680,00 per strumenti comunali 680,00 per strumenti (f.d. ass. soc.; f.d. f.d. coord. per rimborso f.d. coord. serv. rimborso coord. serv. ed.) rimborso serv. ed.) spese) ed.) spese) spese) 820,00 (clinica e supervisioni) Sedi Attrezzature Materiale testistico 820,00 (clinica e supervisioni) Sedi Attrezzature Materiale testistico 820,00 (clinica e supervisioni) Sedi Attrezzature Materiale testistico Associazione Interethnos 4h / mese 4h / mese 4h / mese Mo.V.I. (Movimento Volontariato Italiano) Azienda per i servizi Sanitari n. 1 triestina Operatori volontari (ca. 50h/anno) 2 ore/mese lavoro attività corrente (personale SSTSDF) Operatori volontari (ca. 100h/anno 2 ore/mese lavoro attività corrente (personale SSTSDF) Operatori volontari (ca. 50h/anno) 2 ore/mese lavoro attività corrente (personale SSTSDF) 8
9 Provincia di Trieste 12 h/anno 27 h/anno 9
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