AUSL ROMAGNA Stefano Boni Direttore Distretto ambito Forlì
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1 La nuova organizzazione dell assistenza primaria: Dipartimenti, aggregazioni funzionali del MMG, Case della salute, Centri di Assistenza Primaria, UCCP. Confronto di modelli ed esperienze regionali in Italia AUSL ROMAGNA Stefano Boni Direttore Distretto ambito Forlì
2 Gestione delle liste d attesa le strategie
3 MAPS
4 Obiettivi garantire le prime visite entro 30 gg le prestazioni diagnostico strumentali entro 60 gg ad almeno il 90% delle prenotazioni
5 Indice di performance Percentuale del numero di prestazioni sul totale, garantite all atto della prenotazione, entro i tempi regionali
6 METODI
7 Delibera n del 27 luglio 2015 Riduzione delle liste di attesa per l accesso alle prestazioni sanitarie L Azienda USL L Azienda USL Realizza interventi per il contenimento dei tempi di attesa
8 Azioni Organizzative e Obiettivi alle Aziende Nomina del Responsabile Unitariodell accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali: forte coordinamento interaziendale se più Aziende insistano sugli stessi territori gestione della istituzione e modifica delle agende specialistiche e di Day service possibilità di sospendere la libera professione per le prestazioni che non rispettano le condizioni di equilibrio nel rapporto con l attività istituzionale Strumento informaticodi evidenza dell offerta e delle attese in tempo reale che tiene conto delle esperienze già in essere Incentivialle Direzioni Generali e ai Responsabili unitari su indice di performance >= 90% per le prestazioni di primo accesso e urgenze differibili
9 Facilitazione all accesso per il cittadino Facilitazione dell accesso del cittadino utilizzando tutti i canali prenotativi (sportello, telefono, CUP WEB, operatori sanitari, farmacie territoriali) e uniformi modalità per ciascun canale prenotativo in tutte le Aziende sanitarie Prenotazione telefonica Tramite numero verde aziendale Prenotazione di tutte le tipologie di prestazioni (primo accesso e urgenze se non in accesso diretto) Informazione chiara del set di prenotazioni possibili telefonicamente Comunicazione dei tempi di risposta previsti in caso di attesa telefonica garantendo lo standard dei 5 minuti Formazione per gli addetti al call-center NUMERO VERDE REGIONALE Collegamento con i Numeri Verdi aziendali CUPWEB Ampliamento dell offerta di prestazioni disponibili per avvicinarsi quanto più possibile alla disponibilità di sportello Obiettivi realizzati 1. Attivazione di un Numero Verde Aziendale 2. Programma formazione operatori call center 3. Prenotabilità CUPWEB almeno delle prestazioni oggetto di monitoraggio per i tempi di attesa
10 Miglioramento della capacità produttiva Utilizzo pieno delle potenzialità produttive,con pianificazione dell utilizzo delle strutture, revisione dei piani di attività delle equipe e utilizzo delle tecnologie, in modo da garantire, per le prestazioni che presentano tempi di attesa, l ottimizzazione dell utilizzo delle risorse disponibili nell arco dell intera giornata in ogni distretto. Per le prestazioni critichegaranzia dell apertura degli ambulatori istituzionali nelle intere giornate dal lunedì al venerdì e attivazione delle aperture anche al sabato e alla domenica Overbooking dinamico,con rendiconto annuale del numero di appuntamenti disdettati e numero di prestazioni in overbooking. Attivazione di prestazioni di libera professionea committenza aziendale a tariffa calmierata,dedicate ad utenti non esenti ed erogate in regime libero-professionale dai professionisti con il pagamento di una tariffa equivalente alla compartecipazione prevista Attivazione di agende di garanzia nelle strutture pubbliche
11 Accordi con Privato Accreditato Applicazione locale agli accordi regionali sottoscritti con il privato accreditato: riconversione di una quota pari all 8%del budget complessivo di struttura per i ricoveri ospedalieri in attività specialistica finalizzata al miglioramento dei tempi di attesa recupero della mobilità passiva per risonanza magneticadel rachide ed osteoarticolare Stipula di accordi inter-regionali sulla mobilità sanitaria
12 DGR 1056/ di istituire, dall adozione del presente atto, con la collaborazione delle Aree Vaste, un Osservatorio Regionale per i tempi di attesa con la composizione e il mandato come definiti nell Allegato 2 (parte integrante della presente deliberazione), con lo scopo di monitorare nelle diverse Aziende sanitarie le azioni inerenti il contenimento dei tempi di attesa, i volumi di attività erogati nei regimi istituzionali e in libera professione intramoenia; 3.
13 Osservatorio regionale per i tempi di attesa Rappresentanza Aziende sanitarie Rappresentanza DG sanità, politiche sociali e per l integrazione 1 Direttore sanitario per ciascuna Area Vasta 1 Responsabile Unitario dell accesso per ciascuna ambito territoriale (AUSL, AOSP IRCCS) Responsabile Assistenza Territoriale Responsabile Assistenza Ospedaliera Collaboratori regionali dei servizi che hanno competenze in materia di accesso alle prestazioni sanitarie
14 DGR 1056/2015 Parallelamente verrà sviluppato dalla società in house CUP 2000 un applicativo, evoluzione del sistema di rilevazione delle performance aziendali MAPS, per la valutazione settimanale delle performance aziendali, per le prestazioni oggetto di monitoraggio. ---
15 Portale pubblico
16 Rilevazione settimanale
17 TdAER (sito RER) (Tempi di Attesa Emilia Romagna) Indice di performance: numero delle prestazioni effettuate nel periodo considerato con tempo di attesa inferiore agli standar regionali Risultatoatteso:maggioreougualeal90%per leclassibed Codice colore(prenotazione nello standar): Verde: sono uguali o maggiori al 90% Giallo: tra 60-89% Rosso: inferiori al 60%
18 TdAER (sito RER) (Tempi di Attesa Emilia Romagna) Indice di performance: numero delle prestazioni effettuate nel periodo considerato con tempo di attesa inferiore agli standar regionali Risultatoatteso:maggioreougualeal90%per leclassibed Codice colore(prenotazione nello standar): Verde: sono uguali o maggiori al 90% Giallo: tra 60-89% Rosso: inferiori al 60%
19 4 Classi di priorità U: urgenteentrole24ore B: urgenza differibile, entro 7 giorni D: programmabile o di primo accesso, entro 30 giorni la visita, entro 60 giorni la prestazione diagnostica P: prestazione programmata, controllo programmato, senza standar definito
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22 DGR 1056/2015 Semplificazione delle codifiche nelle agende di primo accesso. Da parte di ciascuna Azienda è necessario, soprattutto nelle realtà di grandi dimensioni, semplificare radicalmente il numero di agende di prenotazione che per la stessa specialità presentano frammentazioni legate a specifici ambiti/quesiti diagnostici. Al fine di utilizzare appieno la potenzialità produttiva, le agende di prestazioni di primo accesso devono essere strutturate per specialità e non per singolo ambito/quesito diagnostico.
23 DELIBERA 775 del 07/10/2015 Cabina di regia Componenti Direzione medica di presidio Distretto Dipartimento di cure primarie Direzione infermieristica e tecnica Sitema informatico Cataologo aziendale Direttore sanitario RUA (Responsabile Unitario Accesso)
24 DELIBERA 333del 26/07/2017 TAVOLO operativo della committenza specialistica ambulatoriale (CSA) 3 Direttori di Distretto (su 6) 3 professionisti con valenza tecnico operativa 1 referente di back Office CUP (centro unico prenotazione) Direttore UO acquisizione prestazioni sanitarie da erogatori esterni
25 A) strategie per l accesso alle prestazioni 1) Nomina Responsabile Unitario dell Accesso (RUA) interaziendale 2) -strumento informaticoaziendale di evidenza dell offertae delle attese in tempo reale -applicativo(cup2000)per la valutazione settimanale delle performance: attivo, in fase di perfezionamento 3 ) sistema incentivante
26 B) appropriatezza 4) condizioni appropriate di erogabilità: rendiconto analisi appropriatezza TC e RM muscoloscheletricheprevisto per marzo 2016 tramite analisi su un campione di almeno il 50% del prescritto nell ultimo quadrimestre )sviluppo delle professionalità con il coinvolgimento in meccanismi di afferenza simil-dipartimentale 6) Sviluppo e consolidamento dei percorsi dedicati ai pazienti affetti da patologia cronica Es. prenotazione dei controlli direttamente dalla struttura che ha in carico il pz.; peri casi più complessi presa in carico tramite day service
27 C) Sistemi di prenotazione Obiettivo 7) - attivazione numero verde unico aziendale per le prenotazioni - Programma di formazione per operatori di call center - Prenotabilità tramite Cup web - semplificazione delle codifiche nelle agende di primo accesso (legate a specifici ambiti/quesiti diagnostici)
28 D) Sistemi per ridurre le mancate presentazioni Obiettivo 8) Fenomeno Obiettivo dell abbandono 8) ancora significativo e pertanto si chiede la messa in Fenomeno atto di ogni strumento dell abbandono utile per ancora minimizzare significativo questo e problema. pertanto si chiede la messa in atto di ogni strumento utile per minimizzare questo problema. - es. recall telefonico, sms -Comunicazione - es. recall telefonico, modalità sms di disdetta - Modalità - Comunicazione di disdetta modalità nel foglio di di disdetta prenotazione -Tracciabilità - Modalità di delle disdetta disdette nel nella foglio procedura di prenotazione informatica anche al fine della applicazione - Tracciabilità di eventuale delle disdette malus nella procedura informatica anche al fine della applicazione di eventuale malus NB: - campagna È allo studio di da comunicazione parte della regione regionale la applicabilità con possibilità di un malus di specificazioni qualora la prestazione locali non venga disdettata - campagna di comunicazione regionale con possibilità di specificazioni locali
29 E) Miglioramento della capacità produttiva 9) Semplificazione delle codifiche nelle agende di primo accesso (legate a specifici ambiti/quesiti diagnostici) 10) presa in carico della struttura delle prestazioni di II livello 11) Incremento delle prestazioni di primo accesso nei sistemi cup ( almeno l 80% delle prestazioni a Cup) 12) Utilizzo 5% fondi L. 8/11/2012 n 189 per prestazioni critiche privilegiando reclutamento professionisti nelle aree più critiche 13) Utilizzo pieno delle potenzialità produttive (pianificazione utilizzo delle strutture, revisione dei piani di attività delle equipe e utilizzo delle per prestazioni critiche ( sabati e domeniche). 14) Ovebooking dinamico 15) Prestazioni in libera professione acquistate dall azienda ( in corso specifiche applicative da parte della RER) 16) Agende di garanzia nelle struutture pubbliche
30 LR 2/2016 art. 23 Obbligo di disdetta delle prenotazioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali Tale articolo di legge è stato approvato per favorire una più efficiente gestione delle liste di attesa, in quanto la disdetta in tempo utile delle prenotazioni, delle quali non si intende o non si può usufruire, libera posti disponibili a beneficio di chi è in attesa. La normativa nazionale (D. Lgs. 124/98 all articolo 3, comma 15) prevedeva già il pagamento della prestazione non usufruita né disdetta in tempo utile esclusivamente a carico degli assistiti non esenti. Tuttavia la mancata presentazione degli utenti per prestazioni già prenotate, negli anni precedenti l approvazione di tale legge, costituiva un fenomeno rilevante con percentuali molto variabili a seconda della tipologia di prestazione e dell Azienda di erogazione ma che mediamente si aggirava a circa il 10% rispetto al totale delle prenotazioni. Si è cercato pertanto di arginare il fenomeno sanzionando la mancata disdetta anche nei confronti degli esenti. Tale emendamento non comporta oneri per la finanza regionale.
31 DGR 377/2016 e Circolari 2016 Indicazioni operative Le prestazioni oggetto di Delibera e di Legge, per le quali l assistito che ha prenotato e non possa o non intenda presentarsi nel giorno e nell ora fissati è tenuto ad effettuare la disdetta, sono relative all assistenza specialistica ambulatoriale. In particolare sono comprese le prestazioni specialistiche, urgenti differibili, di primo accesso e programmate (controlli, follow up, 2 livello), prenotate dal cittadino attraverso qualunque punto CUP o prenotate direttamente dal prescrittore/struttura. Non sono oggetto di sanzione le prestazioni urgenti 24h e tutte quelle prestazioni per le quali intercorrono al massimo due giorni lavorativi tra la data di prenotazione e l appuntamento.
32 Piano Sociale e Sanitario
33 Il quadro normativo: Il nuovo PSSR I principi del nuovo PSSR : approvato dall'assemblea Legislativa regionale con delibera n. 120 del 12 luglio 2017 A. Domiciliarità e prossimità B. Prevenzione disuguaglianze e promozione salute Prossimità e territorialità Lotta a povertà/esclusione Il ruolo del Distretto sociosanitario C. Promozione autonomia E. Qualificazione servizi D. Partecipazione e responsabilizzazione
34 Gli interventi sono descritti da 39schedeche individuano le azioni da sviluppare A. Domiciliarità e prossimità B. Prevenzione disuguaglianze e promozione salute 9. Medicina di genere 10. Contrasto dell esclusione sociale (povertà estrema, ) 11. Equità: metodologie e strumenti 12. Inclusione persone straniere neo-arrivate 13. Fondi integrativi extra LEA 14. Pari opportunità e differenze di genere, generazione, cultura, (dis)abilità. 15. Potenziamento interventi nei primi 1000 giorni di vita 16. Sostegno alla genitorialità 17. Progetto Adolescenza 18. Salute sessuale e riproduttiva, prevenzione sterilità 19. Prevenzione e contrasto al gioco d azzardo patologico 20. Invecchiamento attivo in salute e tutela fragilità 21. Innovazione rete per anziani nell ambito del FRNA Lotta a povertà/esclusione Distretto sociosanitario Prossimità e territorialità C. Promozione autonomia 30. Aggiornamento di strumenti e procedure sociosanitarie 31. Riorganizzazione/miglioramento assistenza alla nascita 32.Equità d accesso a prestazioni sanitarie 33. Miglioramento accesso in emergenza- urgenza 34. Metodologie per innovare organizzazioni e pratiche professionali 35. ICT strumento per nuovo modello e- welfare 36.Consolidamento e sviluppo Servizi sociali territoriali 37. Qualificazione accoglienza/tutela 0-18 anni e neomaggiorenni con bisogni sociosanitari complessi 38.Nuovo calendario vaccinale e miglioramento coperture 39. Livelli essenziali delle prestazioni E. Qualificazione servizi D. Partecipazione e responsabilizzazione 26.Empowerment e partecipazione di comunità(prp) 27. Capirsi fa bene alla salute (Health literacy) 28. Valorizzazione conoscenze esperienziali e Aiuto tra pari 29.Partecipazione civica e collaborazione tra pubblico ed Enti del terzo settore 22. Misure a contrasto della povertà (SIA/REI, RES) 23.Avvicinamento al lavoro per le persone fragili e vulnerabili (Lr 14/2015) 24.La casa come fattore di inclusione e benessere sociale 25. Contrasto alla violenza di genere
35 LEGGE 883/1978 TITOLO 1 1. I PRINCIPI 2. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale. La tutela della salute fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana. Il servizio sanitario nazionale è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l'eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio
36 Quadro normativo: Piano Nazionale Cronicità (DGR 429/2017 recepimento PNC)
37 Il razionale della programmazione integrata Patrimonio genetico Cultura + condizione socio-economica comportamenti condizioni di vita stili di vita attitudini promozione Determinanti del benessere di salute (e contributo in % alla longevità) 20-30% 10-15% SALUTE 40-45% 20-25% Servizi sanitari: prevenzione diagnosi cura riabilitazione riparatore Ambiente (ecosistema) promozione Fonte: G. Domenighetti 2004: perché una azione intersettoriale per la salute?
38 CAMBIAMENTI DEL CONTESTO FAMIGLIE UNIPERSONALI CRESCITA 0 POPOLAZIONE ETEROGENEA FRAGILITÀ DELLE FAMIGLIE CON MINORI O ANZIANI POVERTÀ MATERIALE ED EDUCATIVA DELL INFANZIA
39 CAMBIAMENTI ABITUDINI DI VITA IPERTENSIONE FUMO DI TABACCO SEDENTARIETÀ CONSUMO DI ALCOL IPERCOLESTEROLEMIA OBESITÀ SCARSO CONSUMO DI FRUTTA E VERDURA
40 CAMBIAMENTI AMBIENTE ARIA ACQUA SUOLO CONDIZIONI DI LAVORO POLITICHE ABITATIVE POLITICHE ISTRUZIONE POLITICHE DELLA MOBILITÀ
41 WELFARE TERRITORIALE e COMUNITARIO COSTRUZIONE COLLETIVA INCLUSIVO EQUO BUONA SALUTE DEL SINGOLO E DELLA COMUNITÀ FAVORISCE LO SVILUPPO SOCIALE ED ECONOMICO CITTADINO ATTIVO NELLE SCELTE
42 Il Distretto: ambito di integrazione socio sanitaria Integrazione Istituzionale(capacità di tenere le relazioni istituzionali tra Provincia, Comuni, AUSL); Integrazione Comunitaria (l integrazione fra politiche sanitarie e sociali, di inserimento scolastico e lavorativo, urbanistiche e della casa, dei trasporti, ecc.) Integrazione Gestionale(unicità gestionale, in collaborazione con i dipartimenti territoriali, dei fattori organizzativi e delle risorse allocate); Integrazione Professionale(promozione dello sviluppo di comunità multiprofessionali orientate all integrazione anche con professionisti del sociale DISTRETTO come ambito in cui si esercita l integrazione istituzionale, organizzativa e gestionale (professionale)
43 Il DISTRETTO Sviluppo del Distretto (L.R. 29/2004).come ambito in cui si esercita l integrazione istituzionale.come l ambito per garantire una risposta integrata sotto il profilo delle risorse, degli strumenti e delle competenze professionali, in quanto prossimo alla comunità locale e nel quale il cittadino e la realtà locale stessa si riconosce e si vede rappresentata e garantita nelle proprie specifiche esigenze di salute..individuando nel Distretto sanitario l articolazione del governo aziendale in ambito territoriale.
44 INTEGRAZIONE ISTITUZIONALE COMITATO DI DISTRETTO: L.R. 19/2004 e 29/2004, ha funzione di programmazione,regolazione, verifica, si avvale dell Ufficio di Piano (DGR.1005/2007) e si raccorda con la CTSS (Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria), risulta formato dal Direttore di Distretto, Giunta dell Unione, Presidente.
45 INTEGRAZIONE ISTITUZIONALE Ufficio di piano: governo organizzativo e gestionale del Distretto, formato da figure sia del Comune che della AUSL, numerose funzioni: Dati lettura del territorio Attività istruttoria e di monitoraggio per i regolamenti distrettuali
46 INTEGRAZIONE ISTITUZIONALE EELL e ALTRI SOGGETTI ISTITUZIONALI ESERCITANO: REGOLAZIONE PROGRAMMAZIONE GOVERNO VERIFICA E REALIZZAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIOSANITARI UNIONE DEI COMUNI PROGRAMMAZIONE WELFARE IN OTTICA di COMUNITÀ e DISTRETTUALE
47 Il DISTRETTO Sviluppo del Distretto.come ambito in cui si esercita l integrazione istituzionale.come l ambito per garantire una risposta integrata sotto il profilo delle risorse, degli strumenti e delle competenze professionali, in quanto prossimo alla comunità locale e nel quale il cittadino e la realtà locale stessa si riconosce e si vede rappresentata e garantita nelle proprie specifiche esigenze di salute..individuando nel Distretto sanitario l articolazione del governo aziendale in ambito territoriale.
48 RISPOSTA INTEGRATA Esprime il fabbisogno di assistenza territoriale: Residenziale Ambulatoriale Domiciliare Realizzazione della continuità territoriale ospedale e territorio DIAGNOSI e CURA PREVENZIONE RIABILITAZIONE
49 Il Direttore di Distretto Il Direttore di Distretto assicura l apporto del sistema sanitario al Comitato di Distretto ed all ambito territoriale il direttore del Distretto rappresenta la funzione regionale e aziendale nell ambito del Comitato di Distretto, costituisce la sede delle relazioni tra attività aziendali ed Enti locali, sul piano della programmazione, al fine di prefigurare le aree di bisogno e delineare i processi per la costruzione delle priorità di intervento. I Distretti sono chiamati a supportare insieme ai Servizi sociali dei Comuni le funzioni di programmazione e attuazione della pianificazione sanitaria e socio-sanitaria territorialeed a costituire gli Uffici di piano
50 Il Direttore di Distretto Il Direttore di Distretto assicura l apporto del sistema sanitario al Comitato di Distretto ed all ambito territoriale Sviluppo di strumenti nuovi di prossimità Case della Salute, NCP, UCCP, AFT Integrazione sociale e sanitaria Committenza aziendale interna ed esterna Assicura coerenza e integrazione dell attività dei Dipartimenti in ambito territoriale FRNA gestione in accordo con l Ufficio Di Piano Compatibilità e sostenibilità economica Terzo settore e rappresentanti della cittadinanza
51 Lo strumento della committenza L esercizio della committenza come parte dall'analisi del fabbisogno e la traduce nella valutazione della risposta date le risorse a disposizione Orienta il sistema dell offerta in relazione alle analisi dei bisogni Indispensabile nelle relazioni istituzionali con gli EELL nel raccogliere le istanze per il benessere dei cittadini Promuove l integrazione sanitaria e sociosanitaria Effettua il monitoraggio dei risultati dei servizi ai cittadini
52 IL MODELLO DI GOVERNANCE AZIENDALE PIANIFICAZIONE GOVERNO GESTIONE COMMITTENZA PRODUZIONE DIREZIONE STRATEGICA DIRETTORE DISTRETTO DIPARTIMENTI H/T o missione o linee strategiche generali o organizzazione, compiti e responsabilità o risorse o valutazione dei bisogni di salute o individuazione delle priorità o orientamento della produzione o valutazione dei risultati Strumenti organizzativi per garantire l assistenza sanitaria a tutta la popolazione del territorio di riferimento Si esplica in diverse attività: o assistenza primaria, o specialistica territoriale, o gestione NAS territoriale, o attività consultoriali o programmi di raccordo con l ospedale
53 QUADRO DEI SERVIZI TERRITORIALIZZAZIONE (prossimità, proattività, flessibilità, tempestività, integrazione professionale, servizi, istituzioni) Servizio Sociale Territoriale (DGR 1012/2014) sportello sociale al SST professionale) accesso e presa in carico permanenza al domicilio prima infanzia residenziale per le fragilità inclusione sociale e sostegno al reddito
54 QUADRO DEI SERVIZI Riordino della rete Ospedaliera (DM 70/2015) Casa della Salute (DGR 2128/2016) (multiprofessionale) (bisogni non sono riconducibili a un unico servizio) Riordino dei Tempi di attesa (monitor su 42 prestazioni) Consultori Famigliari (scuole)(giovani)
55 RISORSE FINANZIARIE SONO UN INSIEME DI RISORSE: Statali Regionali Comunitarie Comunali Compartecipazione
56 STATALI FNPS (fondo naz. politiche sociali) Legge 328/200-DM lavoro 04/05/2015 Fondo Lotta Povertà ed Esclusione Sociale Legge 208/2015 Fondo per le Politiche relative ai Diritti e alle Pari Opportunità Legge 248/2006 Fondo per le Misure Anti Tratta Legge 228/2003 FNNA (Fon. Naz Non Autosufficienza) Legge 296/2006 Fondo per le Persone con Disabilità Grave e Prive del Sostegno Famigliare (Dopo di Noi) Legge 112/2016
57 REGIONALI Fondo Sociale Regionale L.R. 2/2003 Fondo regionale a sostegno della legge «Misure di contrasto alla povertà e al sostegno del reddito» -Reddito di Slidarietà- L.R. 24/2016 FRNA (Fondo regionale non Autosufficienza)
58 COMUNALI GESTIONE DI PROPRI FONDI O FONDI DI PROVENIENZA EUROPEA O UNIONE O COMITATO DI DISTRETTO UNIONE EUROPEA GESTIONE DI PROPRI FONDI O FONDI DI PROVENIENZA EUROPEA O UNIONE O COMITATO DI DISTRETTO
59 RISPOSTE INTEGRATE E AREE TRASVERSALI DI INTERVENTO A. POLITICHE PER LA PROSSIMITÀ E LA DOMICILAIRITÀ B. POLITICHE PER LA RIDUZIONE DELLE DISUGUAGLIANZE E LA PROMOZIONE DELLA SALUTE C. POLITICHE PER PROMUOVERE L AUTONOMIA DELLE PERSONE D. POLITICHE PER LA PARETECIPAZIONE E LA PROMOZIONE DEI CITTADINI E. POLITICHE PER LA PROZIONE E L EFFICENTAMENTO DEI SERVIZI
60 CRITICITÀ INTER RELAZIONE PROFESSIONALE LAVORI IN CORSO CONTRATTISTICA MEDICINA CONVENZIONATA E DIPENDENTE PROFESSIONISTI IN CALO SISTEMI INFORMATICI PRIVACY SOSTENIBILITÀ DEI FINANZIAMENTI (farmaci, ecc.)
61 CRITICITÀ VACCINAZIONI HEALT LITTERACY DOCTOR GOOGLE APPROPRIATEZZA LUNGOASSISTENZA SOCIO-SANITARIA
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