Criticità liguri. Gabriella Paoli
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- Sofia Simoni
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1 Criticità liguri Gabriella Paoli
2 Cosa serve per poter applicare in Liguria programmi di prevenzione secondaria per il tumore eredo familiare della mammella? Normativa a supporto Competenze Organizzazione Soldi
3 L Europa L Italia La Liguria Come si sono espresse
4 Relazione sul cancro al seno nell Unione Europea proposta di risoluzione 7 maggio 2003 gli Stati membri sono invitati a fare della lotta contro il cancro al seno una priorità della politica sanitaria sviluppare e attuare strategie efficaci per migliorare la prevenzione; lo screening; la diagnosi, la cura e la post-terapia del carcinoma della mammella, onde garantire la massima qualità al riguardo; tutte le donne affette da carcinoma della mammella abbiano il diritto ad essere curate da un'équipe interdisciplinare sviluppare una rete capillare di centri di senologia certificati e interdisciplinari
5 Relazione sul cancro al seno nell Unione Europea proposta di risoluzione 7 maggio 2003 I centri di senologia devono: -operare ogni anno almeno 150 pazienti cui viene diagnosticato per la prima volta un cancro al seno; - essere diretto da un medico specializzato in patologie mammarie particolarmente qualificato; l'équipe interdisciplinare: medici esperti in chirurgia mammaria (che operano unicamente patologie mammarie), radiologi, oncologi, patologi, personale infermieristico e tecnici di radiologia specializzati in malattie del seno; -devono essere svolte settimanalmente conferenze interdisciplinari sui casi riscontrati, nell'ambito delle quali viene discussa sia la fase pre-operatoria sia quella post-operatoria;
6 Relazione sul cancro al seno nell Unione Europea proposta di risoluzione 7 maggio 2003 sviluppare una rete capillare di centri di senologia certificati e interdisciplinari: -la qualità dei risultati è garantita dalla ricerca clinica; -i medici e il personale paramedico partecipano regolarmente ad azioni di perfezionamento; -con il superamento di prove organizzate a intervalli regolari i medici e il personale paramedico dimostrano di disporre di un livello sufficiente di conoscenze e competenze aggiornate; -le visite di controllo e la post-terapia avvengono in stretta cooperazione con il centro interdisciplinare di senologia in questione; -le pazienti fruiscono di una consulenza oncologico-psicologica, di sostegno psicoterapeutico e di prestazioni di fisioterapia
7 RISOLUZIONE PARLAMENTO EUROPEO 25 ottobre 2006 Il cancro al seno costituisce la patologia tumorale più frequente nelle donne e ogni anno donne dell Unione europea si ammalano di cancro al seno Sta continuamente aumentando il numero di giovani donne che si ammalano di cancro al seno, il 35% hanno meno di 55 anni, il 12% hanno meno di 45 anni Invita gli Stati membri a garantire entro il 2011, mandatorio entro il 2016, un assistenza capillare con unità mammarie interdisciplinari, visto che la cura in unità interdisciplinari migliora la sopravvivenza e la qualità della vita
8 L Europa L Italia La Liguria Come si sono espresse
9 Senato della repubblica Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n pubblicato il 30 marzo 2011 impegna il Governo: con riferimento alla diagnosi precoce: 1) a) a promuovere idonee campagne di informazione volte a diffondere l'importanza della diagnosi precoce attraverso la massiccia adesione ai programmi di screening; b) a migliorare la qualità dei programmi di screening già attivati; c) ad elevare progressivamente il range di età delle donne coinvolte nei programmi di screening, dagli attuali anni alla fascia di età compresa tra i 50 ed i 74 anni; d) a supportare la sperimentazione di nuove modalità di diagnosi precoce per le donne più giovani (per quanto riguarda la fascia di età anni, o almeno con riferimento alla fascia di età anni); e) ad introdurre progressivamente per le donne sotto i 40 anni specifici criteri di selezione predittiva basati sui fattori di rischio (gravidanze, allattamento, casi di tumore al seno in parenti di primo grado, obesità), oltre alla mammografia;
10 Senato della repubblica impegna il Governo: 2) con riferimento alle unità multidisciplinari di senologia: a) ad invitare le Regioni a ridurre l'utilizzo dei centri di senologia che non superano la soglia dei 150 casi trattati all'anno richiesti a livello europeo e a promuovere interventi di sostegno al fine di realizzare nel Paese un numero adeguato di unità di senologia con certificazione di qualità Eusoma, secondo un livello minimo di almeno una Breast Unit certificata ogni 1-2 milioni di abitanti; b) a verificare ed eventualmente a disporre una revisione dei relativi DRG, nell'ottica di un DRG di percorso; c) ad avviare ogni idonea iniziativa nell'ambito dell'unione europea volta a sostenere la realizzazione in tutti gli Stati membri di unità multidisciplinari per la cura del tumore alla mammella entro il 2016; d) a sostenere, in particolare, l'impiego del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) nei nuovi Stati membri per costruire le infrastrutture sanitarie necessarie per effettuare lo screening mammografico e creare le unità mammarie specializzate.
11 Come si sono espresse L Europa L Italia La Liguria
12 Dcr n.22 del 30/09/2009 Piano Socio Sanitario Regionale Rappresenta il documento strategico di sistema che individua gli obiettivi da raggiungere nel triennio di vigenza, i risultati attesi e le risorse necessarie al loro conseguimento Ha come obiettivo principale quello di proporre un'organizzazione a rete del sistema ligure, Sono stati costituiti gruppi di lavoro, che hanno elaborato documenti oggetto di pubblicazione da parte dell'agenzia sanitaria regionale.
13 Dcr n.22 del 30/09/2009 Piano Socio Sanitario Regionale Denominazione Rete oncologica ematologica e radioterapica Risultati attesi Costituzione del coordinamento operativo regionale Oncologico Obiettivi del triennio 2009/2011 Accesso ai nuovi farmaci e nuove tecnologie diagnostiche Patient Service nei più importanti ospedali della regione Piani Diagnostico Terapeutici Risorse Obiettivi di piano
14
15 Obiettivi strategici dell Oncologia e delle Reti Oncologiche : a) agire sul benessere di tutta la popolazione attraverso programmi di prevenzione primaria; b) anticipare la diagnosi di neoplasia (prevenzione secondaria, programmi di screening); c) garantire equità, omogeneità e qualità nelle cure oncologiche, rispettando criteri di appropriatezza clinica e organizzativa; d) supportare il paziente in tutte le fasi della sua malattia ( presa in carico ); e) consentire la disponibilità dell eccellenza attraverso la condivisione e la sostenibilità dell innovazione.
16 COMPETENZE: DGR n del oggetto: funzione di coordinamento per le attività relative a condizioni di rischio familiare e rischio genetico di cancro 1. di affidare all IST, attraverso la Struttura Semplice Centro Tumori Ereditari e la Struttura Semplice Prevenzione Secondaria e Screening, la funzione di coordinamento per le attività assistenziali in essere relative a condizioni di rischio familiare e rischio genetico di cancro nonché la definizione degli standard assistenziali (percorsi, tecniche, introduzione nuove tecnologie) e della strategia operativa a medio e lungo termine per tutto il territorio della Regione Liguria.
17 DGR n del Attività inerenti al governo clinico delle condizioni di rischio familiare e rischio genetico di cancro: - elaborazione di proposte attuative di sintesi relativamente ai percorsi diagnostico-terapeutici; - proposta dei piani di intervento e definizione delle modalità organizzative degli interventi avvalendosi delle Aziende tramite il coinvolgimento di figure professionali idonee e i medici di famiglia; - definizione dei modelli di comunicazione nei confronti del sistema sanitario e della popolazione; - collegamento con il registro tumori, con il registro di anatomia patologica, con il Dipartimento di Genetica e con i programmi di screening regionali;
18 DGR n del programmazione dei controlli di qualità e definizione delle modalità di attuazione e registrazione dei risultati; - definizione dei criteri per il monitoraggio dell attività e degli indicatori di processo e di qualità; - rilevazione degli indicatori; - proposta degli eventuali necessari correttivi; - preparazione dei report periodici; - monitoraggio dei costi; - formazione per il personale e per i medici di famiglia; - promozione della partecipazione delle Aziende a progetti di ricerca nel settore.
19 ORGANIZZAZIONE: Piano Regionale prevenzione Programma mammografico Titolo del progetto: Aumentare l estensione dello screening del cancro della mammella Il Programma prevede la riorganizzazione dell attività di screening mammografico per: incremento dell estensione degli inviti; del tasso di copertura da screening. Gli obiettivi sono differenziati per ASL. Vengono rivisitate le modalità operative con modifica dei protocolli
20 Piano Regionale prevenzione Programma mammografico INDICATORI FONTE DI VERIFICA Estensione screening GISMa VALORE DELL INDICA TORE AL 31 DICEMBRE 2010 VALORE DELL INDICATORE AL 31 DICEMBRE 2011 VALORE DELL INDICATORE AL 31 DICEMBRE 2012 Atteso Osservato Atteso Osservato Asl 1 30% 35% 40% Asl 2 40% 45% 50% Asl 3 13% 30% 40% Asl 4 80% 85% 90% Asl 5 80% 85% 90% Effettuazione di conferenza di consenso Documento di consenso Non applicabile Consenso raggiunto
21 Screening mammografico data di riferimento 8/ 2011 anno di riferimento 2010 ASL1 ASL2 ASL3 ASL4 ASL5 Standar d Pop Bersaglio/ anno Data inizio lug-02 dic-03 giu-00 lug-02 mar-03 Estensione % 24.3% 25.4% 62.3% 107.0% 81.6% % n.d 18.0% 91.4% 82.0% % 53% 26% 77% 86%
22 Screening mammografico data di riferimento 8/ 2011 anno di riferimento 2010 ASL1 ASL2 ASL3 ASL4 ASL5 Standard Inviti Mx eseguite Adesione grezza 43.5% 45.2% 77.1% 51.5% 67.4% 61% Adesione corretta 64.7% 47.7% 88.4% 68.2% 74.6% Primo invito Adesione grezza 26.2% 63.7% 35.6% 41.1% 40.1% II livello 10.5% 7.0% 13.0% 6.1% 28.8% 5-7% Detection rate 6.7/1000 n.d. 1.5/ / /1000 n.c. Successivi inviti Adesione grezza 61.6% 40.5% 83.8% 53.5% 72.5% II livello 3.4% 6.8% 5.5% 1.8% 8.3% 3-5% Detection rate 3.0/1000 n.d. 3.3/ / /1000 n.c.
23 PROBLEMATI CHE Risorse Screening mammografico data di riferimento 8/ 2011 anno di riferimento 2010 ASL1 ASL2 ASL3 ASL4 ASL5 Stand ard Organizzazione? Inadeguate Insufficiente Buona Riorganiz in corso - Mx Inadeguate Inadeguate Inadeguate Inadeguate Inadeguate - Report Completi Incompleti Completi Completi Completi -
24 La situazione ligure LEA Punteggi di valutazione Livello di assiste nza Definizione Pe so Valore norma le 9 Scost ament o minim o 6 Scost ament o rileva nte ma in miglio ramen to 3 Scost ament o non accett abile 0 Dato mancante o paleseme nte errato Preven zione Proporzione di persone che ha effettuato test di screening di primo livello, in un programma organizzato, per cervice uterina, mammella, colon retto 0,6 score = Preven zione Proporzione di persone che ha effettuato test di screening di primo livello, in un programma organizzato, per cervice uterina, mammella, colon retto 0,6 score = 2 *
25 SOLDI
26 conclusioni Ci sono molte norme, decreti e deliberazioni sia europei sia nazionali e locali. Le necessità e gli obiettivi di attività sono scritti Le azioni concrete sono limitate. La sensibilità sull argomento non è ancora sufficiente Le risorse sono rovinosamente sempre meno
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