DALLA FORMAZIONE A DISTANZA ALL E-LEARNING
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- Sabina Manfredi
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1 CAPITOLO 2 DALLA FORMAZIONE A DISTANZA ALL E-LEARNING Il fenomeno dell e-learning rappresenta una ennesima tappa dell annoso tentativo di affrancare l apprendimento dalla contestualità spaziale e temporale. Si tratta di un problema affrontato sin dagli albori della cultura occidentale, dove troviamo precedenti illustri nelle lettere di Platone a Dionigi di Siracusa, di Plinio il Vecchio a Plinio il Giovane, di Seneca a Lucillo, poi, avvicinandosi ai tempi moderni, la corrispondenza di Cartesio e soprattutto quella di Leibniz (Erdas, 1971). Per quanto riguarda il vero e proprio apprendimento a distanza, alcuni autori concordano nell individuare 3 fasi, strettamente legate al progresso tecnologico e allo sviluppo delle tecnologie della comunicazione. 2.1 Prima fase: distance schooling La prima fase, definita distance schooling (Nacamulli, 2003) o insegnamento per corrispondenza (Banzato, 2002), ha origine nella prima metà dell Ottocento. Il suo sviluppo va di pari passo con quello della riproduzione a stampa e trova nuovo impulso dalla realizzazione di un sistema ferroviario che consente la distribuzione veloce di materiale didattico sul territorio. Per quanto riguarda i contenuti e le modalità, sostanzialmente riproduceva l insegnamento tradizionale. I corsi riguardavano soprattutto alfabetizzazione di base ed argomenti tecnici e si svolgevano attraverso la diffusione di materiale stampato dai docenti agli allievi e di lettere e compiti dagli allievi ai docenti. La progettazione era forzatamente a priori, senza tener conto delle esigenze particolari dei discenti. Tale sistema presentava una dinamica di insegnamento molto rigida e lenta e si trovava nell'incapacità di promuovere attività complementari, una maggiore interazione fra gli studenti e l'istituzione e di guidare meglio lo studio individuale. 16
2 2.2 Seconda fase: distance learning Nel secondo dopoguerra, con la diffusione di mezzi di comunicazione di massa come la radio e la televisione, prende avvio la seconda fase, definita distance learning (Nacamulli, 2003) o istruzione a distanza (Banzato, 2002). La formazione a distanza incorpora il meccanismo dell uno a molti, tipico e caratterizzante dei nuovi media, ma soprattutto inizia a preoccuparsi di definire modelli di progettazione didattica del tempo di studio e delle attività dei discenti. Si sviluppano così una serie di esperienze diversificate, alcune delle quali, implementando via via gli sviluppi della tecnologia e dell elaborazione teorica, sono tuttora validi, come la Open University in Gran Bretagna ed il consorzio Nettuno in Italia. Questa seconda fase è caratterizzata da:?? separazione allievo-docente: il rapporto viene dilazionato nel tempo e l apprendimento si svolge sostanzialmente in autoistruzione;?? impiego di mezzi tecnici e approccio tecnologico: fortemente technology driven, trainata cioè dagli sviluppi delle tecnologie;?? organizzazione di sostegno: i sistemi prevedevano soprattutto apprendimento individuale; lo studente si trovava da solo e non in gruppo, l'organizzazione istituzionale aveva quindi il compito di fornire ai suoi discenti aiuto, motivazione, facilitazioni e controllo dell'apprendimento;?? apprendimento individuale: si utilizza un approccio più centrato sull'allievo, più rispondente alla diversificazione dei bisogni educativi, sia in termini di contenuto che di sostegno didattico;?? comunicazione bidirezionale: si introduce un sistema di comunicazione tra docente e discente, al fine di raccogliere i feedback di quest ultimo;?? modalità di comunicazione di massa: i mass media rappresentavano un mezzo efficace per sostituire la presenza del docente e soprattutto per distribuire materiale didattico; molto vantaggioso sia per la produzione e la distribuzione dei materiali sia per la strutturazione delle atti- 17
3 vità didattiche per un numero notevole di allievi; lo stesso sistema era però limitante per l'organizzazione didattica in quanto la rendeva rigida e lenta, perdendo quindi in flessibilità e in adattabilità;?? procedure di ingegnerizzazione: anche nella formazione si introduce una logica industriale, legata alla necessità di una standardizzazione, derivante non solo da esigenze produttive ma anche di distribuzione e diffusione, ambedue questi elementi talvolta predominanti sulle esigenze dell apprendimento. Tra le esperienze di questa seconda fase possiamo collocare anche tutte le esperienze di CBT, Computer Based Training, esperienze nelle quali il computer è utilizzato come semplice mezzo di riproduzione di contenuti, con un certo livello di interazione uomo-macchina, ma senza alcuna interazione con l esterno. Solo successivamente verranno sviluppate le potenzialità del computer come supporto della comunicazione, CMC, Computer Mediated Communication, o supporto della collaborazione, CSCL, Computer Supported Collaborative Learning. Vogliamo con questo fortemente sostenere, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, che il computer rappresenta in ambito formativo sempre ed esclusivamente uno strumento, e quindi, in quanto tale, si presta a molteplici utilizzi. Il computer, prima dell era di Internet, era esclusivamente uno strumento di calcolo, isolato da altri computer e poco ancora compatibile con altri media. L evoluzione che l ha visto dapprima diventare strumento multimediale, incorporando funzionalità audio e video, poi strumento di comunicazione attraverso l interconnessione planetaria, ha segnato anche l evolversi dell apprendimento a distanza. Sfruttando le capacità del computer di fornire ai discenti percorsi multimediali e ipertestuali, quindi individualizzabili, si sono realizzati dei prodotti egregi, ma si è trascurato quello che nel capitolo 1 abbiamo visto è di vitale importanza per l apprendimento: la dimensione sociale. Il limite più forte di questi sistemi consisteva infatti nell'instaurare una debole interazione tra gli attori dei processo formativo in quanto, come abbiamo visto, la comunicazione tra docente e studente rimaneva marginale e episodica mentre fra gli studenti era quasi del tutto inesistente. 18
4 2.3 Terza fase: e-learning La terza fase, definita e-learning, distributed distance learning, a distanza faccia a faccia, apprendimento in rete, formazione on line, web based training (WBT), colma questa lacuna. Con i nuovi strumenti di comunicazione telematica sincroni e asincroni si introduce la dimensione interattiva, che consente di realizzare un intervento didattico ricco e intenso a più livelli tra allievi e docenti, recuperando la condivisione della relazione formativa. Paolo Ferri (in Nacamulli, 2003) fornisce la seguente definizione di e-learning: una forma di insegnamento mediata dalle tecnologie digitali della comunicazione che prevede la realizzazione di ambienti virtuali di natura multicodicale di apprendimento e interazione dove per multicodicale si intende la compresenza di molteplici codici comunicativi, quali la parola scritta, il linguaggio delle immagini fisse o in movimento, la voce, i suoni, le icone. Procediamo analizzando, con l aiuto di una tabella (Tab. 2.1), le potenzialità dello strumento Internet, applicato all apprendimento. Tab. 2.1: Potenzialità canali per la formazione a distanza Posta Radio Tv Cd-rom Internet Costi Medi Bassi Bassi Alti Medi Accesso diffuso Alto Alto Alto Medio Alto Interattività docente Bassa Nulla Bassa Medio Altissima discente Interattività studente- Nulla Nulla Nulla Nulla Altissima studente Interattività d aula Nulla Nulla Nulla Nulla Altissima Comunicazione visuale Nulla Nulla Altissima Alta Alta Coinvolgimento Emotivo Medio Medio Medio Medio Altissimo Assistenza prima delle Bassa Bassa Bassa Media Altissima lezioni Assistenza dopo le lezioni Bassa Bassa Bassa Media Altissima Accesso efficiente ai Medio Nulla Medio Alta Altissima materiali Aggiornamento dei materiali Basso Basso Basso Basso Altissimo Monitoraggio del corso Basso Basso Basso Basso Altissimo Verifica degli apprendimenti in itinere e finali Bassa Bassa Bassa Media Altissima (Banzato, 2002) 19
5 Rispetto a tutti gli altri canali utilizzati nelle diverse fasi della formazione a distanza, Internet registra potenzialmente livelli di eccellenza in tutte le dimensioni prese in considerazione, ma, mentre per gran parte degli aspetti anche altri canali assicuravano un seppur minimo livello, per quanto riguarda l interattività studente-studente e l interattività d aula registriamo l introduzione di dimensioni sinora assolutamente non presenti. Vorremmo però sottolineare come queste constatazioni siamo fatte sulla potenzialità dei media, sottolineando con ciò che lo strumento consente di attivare tali dimensioni, sta alla scelta di coloro che lo utilizzano sfruttare appieno tale potenzialità. Anche la Federazione Americana degli Insegnanti manifesta in uno studio (AFT, 2001) le sue preoccupazioni sulla necessità di fornire sistemi di e- learning di un certo livello, affrancandosi soprattutto dalle esigenze commerciali e di marketing, che, visti i volumi di business previsti dagli analisti nel settore per i prossimi anni, potrebbero imporsi sulle necessità didattiche. Nel rapporto si sottolinea l importanza di curare l interazione sociale tra i discenti. Quanto questo sia stato fatto o si può fare, con quali modalità, lo illustreremo nelle pagine che seguono, soffermandoci prima però a riflettere su alcune importanti questioni legati all apprendimento e alla gestione della conoscenza all interno delle comunità, nel tentativo di comprendere se e quanto questo possa accadere anche in comunità virtuali. 20
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