Microbiologia dei formaggi: Mozzarella di Bufala
|
|
|
- Angelica Pizzi
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II FACOLTÀ DI AGRARIA Prof.ssa Olimpia Pepe DIPARTIMENTO DI SCIENZA DEGLI ALIMENTI Sezione di Microbiologia agraria, alimentare ed ambientale e di igiene Microbiologia dei formaggi: Mozzarella di Bufala
2 Ai sensi del R.D. 15 ottobre 1925 n. 2033: "Il formaggio è il prodotto che si ottiene dalla coagulazione acida o presamica del latte intero o parzialmente scremato o dalla crema, anche facendo uso di fermenti o di sale da cucina".
3 Gli unici ingredienti ammessi per la produzione del formaggio sono il latte, il caglio e il sale. Con questi ingredienti vengono prodotti una grande varietà di formaggi con caratteristiche organolettiche, aspetto esteriore e consistenza della pasta diversi l'uno dall'altro. Denominazione d'origine Protetta (DOP) / Indicazione Geografica Protetta (IGP) Asiago Bitto Bra Caciocavallo Silano Canestrato Pugliese Caciotta d'urbino Castelmagno Fiore Sardo Fontina Formai de Mut Gorgonzola Grana Padano Montasio Monte Veronese Mozzarella di Bufala Campana Murazzano Parmigiano Reggiano Pecorino Romano Pecorino Sardo Pecorino Siciliano Pecorino Toscano Provolone Valpadana Quartirolo Lombardo Ragusano Raschera Robiola di Roccaverano Spressa delle Giudicarie Taleggio Toma Piemontese Valle d'aosta Fromadzo Valtellina Casera
4 Tecnologia di produzione della mozzarella di bufala
5 Il latte SPECIE Acqua Glucidi Lipidi Proteine Sali Residuo secco Donna 88,3 6,5 3,5 1,5 0,2 11,7 Vacca 87,5 4,8 3,5 3,4 0,8 12,5 Bufala 82,2 4,7 7,5 4,8 0,8 17,8 Capra 87,8 4,5 3,5 3,3 0,9 12,2 Pecora 81,0 4,5 7,4 6,0 1,1 19,0
6 FASI DI PRODUZIONE DEL FORMAGGIO RICEVIMENTO E STOCCAGGIO LATTE PULIZIA STANDARDIZZAZIONE FORMATURA AGGIUNTA STARTER AGGIUNTA SIEROINNESTO AGGIUNTA CAGLIO PASTORIZZAZIONE TRAVASO IN CALDAIA RISCALDAMENTO COAGULAZIONE FILATURA MATURAZIONE SALATURA STAGIONATURA ROTTURA CAGLIATA COTTURA SOSTA CAGLIATA SPURGO SIERO FASI OPZIONALI
7 Refrigerazione e stoccaggio
8 Filtrazione e Travaso in caldaia
9 Riscaldamento del latte a C Aggiunta del siero-innesto Aggiunta del caglio Aggiunta di starter selezionato COAGULAZIONE SIERO-INNESTO Siero risultante da lavorazioni precedenti e lasciato acidificare a temperatura ambiente. Viene aggiunto in quantità variabili (max 2,5-10%) fino a correggere l acidità del latte CAGLIO Soluzione enzimatica (95% chimosina e 5% pepsina) prodotta dall abomaso di ruminanti lattanti. La sua attività ottimale si ha a valori di ph intorno a 5 e a temperature tra 32 e 40 C Si usa in genere caglio liquido di vitello in quantità di ml/100 l di latte per avere coagulazione in min.
10 La microflora del siero-innesto Contiene un grande numero di microrganismi, speciograficamente differenti, responsabili di una notevole varietà di trasformazioni biochimiche. I batteri lattici predominano ( milioni per ml) e sono rappresentati sia da specie mesofile come Lactococcus lactis sia da specie termofile come Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus. Sono inoltre presenti: enterococchi (1-10 milioni/ml) lieviti ( /ml) Coliformi ( /ml)
11 LA DESTABILIZZAZIONE (PRECIPITAZIONE) DELLE CASEINE AVVIENE: o modificando il ph (acidificazione) o aggiungendo enzimi proteolitici (caglio contenente chimosina) che agiscono sulla k-caseina provocando la flocculazione delle caseine. o innalzando la temperatura del latte Caseina sol. ph <, riscaldamento ph >, raffreddamento Caseina gel. L azione del caglio e dell acido lattico prodotto dai LAB provoca la formazione di una rete proteica che ingloba il siero e gli altri costituenti (grasso) Struttura della caseina del latte sotto forma di micelle
12 COAGULAZIONE ACIDA La coagulazione acida è ottenuta per fermentazione microbica o per aggiunta di acidi. L abbassamento del ph determina demineralizzazione (rilascio di P e Ca) e disgregazione delle micelle. Le micelle caseiniche a ph 4,6 presentano lo stesso numero di cariche negative e positive (ph isoelettrico). Il risultato è l instabilità delle micelle caseiniche e quindi la loro precipitazione in quanto si formano legami ionici fra le micelle positive e negative. Cagliata ü demineralizzata: allontanamento nel siero dei sali minerali. ü fragile e friabile: poco elastica e scarsa coesione tra micelle; ü permeabile: lascia facilmente passare il siero.
13 COAGULAZIONE PRESAMICA CAGLIO O PRESAME (liquido, polvere, pasta) ü Soluzione enzimatica (95% chimosina e 5% pepsina) prodotta dall abomaso di ruminanti lattanti. ü Presenta azione proteolitica generale e specifica sulla K-caseina ü La sua attività ottimale si ha a valori di ph intorno a 5 e a temperature tra 32 e 40 C
14 MECCANISMI DELLA COAGULAZIONE PRESAMICA ü la chimosina degrada specificamente la K-caseina in caseino-glicopeptide (CMP, che rimane nel siero) e para-k-caseina che rimane legata alla micella (scissione del legame peptidico tra metionina e fenilalanina che si trova nella K-caseina e che trattiene un frammento glucidico idrofilo). H 2 O β α K + chimosina para k + CMP ü aggregazione delle micelle modificate mediante legami minerali (Ca e P) con formazione paracaseinato di calcio che forma un reticolo tridimensionale nelle cui maglie sono intrappolati globuli di grasso e siero para k - PO 4 - Ca - PO 4 - para k Il distacco del caseino-glicopeptide (CMP) determina la perdita dello stato di idratazione delle micelle e la loro flocculazione
15 ORIGINE DEL CAGLIO Il caglio può avere origini animale o vegetale, mentre gli altri coagulanti non possono essere considerati "caglio" ma solo coagulanti: * ANIMALE: estratto dallo stomaco (abomaso) di vitelli o ovi-caprini lattanti, migliore dal punto di vista qualitativo (è l'unico permesso per la produzione di tutti i formaggi DOP come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Caciocavallo Silano, Pecorino Romano); * MICROBIOLOGICO: estratto da una muffa (Mucor miehei), è un coagulante economico e di qualità inferiore a causa della sua attività proteolitica meno specifica; * COAGULANTE RICOMBINANTE: ottenuto da OGM (Aspergillus niger var. awamori, Kluyveromyces lactis o Escherichia coli), buona qualità e costi contenuti, solo chimosina. * VEGETALE: ottenuto dai vegetali come il lattice dell albero di fico (pampanella del Salento) o un estratto vegetale ottenuto dai fiori della Cynara cardunculus o cardo selvatico (formaggi della linea Kinara o il Grana Verdiano ) Francesco Villani - Microbiologia degli alimenti fermentati
16 ORIGINE DEL CAGLIO Il caglio può avere origini animale o vegetale, mentre gli altri coagulanti non possono essere considerati "caglio" ma solo coagulanti: * ANIMALE: estratto dallo stomaco (abomaso) di vitelli o ovi-caprini lattanti, migliore dal punto di vista qualitativo (è l'unico permesso per la produzione di tutti i formaggi DOP come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Caciocavallo Silano, Pecorino Romano); * MICROBIOLOGICO: estratto da una muffa (Mucor miehei), è un coagulante economico e di qualità inferiore a causa della sua attività proteolitica meno specifica; * COAGULANTE RICOMBINANTE: ottenuto da OGM (Aspergillus niger var. awamori, Kluyveromyces lactis o Escherichia coli), buona qualità e costi contenuti, solo chimosina. * VEGETALE: ottenuto dai vegetali come il lattice dell albero di fico (pampanella del Salento) o un estratto vegetale ottenuto dai fiori della Cynara cardunculus o cardo selvatico (formaggi della linea Kinara o il Grana Verdiano )
17 FASI DI PRODUZIONE DEL FORMAGGIO RICEVIMENTO E STOCCAGGIO LATTE PULIZIA STANDARDIZZAZIONE FORMATURA AGGIUNTA CAGLIO AGGIUNTA SIEROINNESTO AGGIUNTA STARTER PASTORIZZAZIONE TRAVASO IN CALDAIA RISCALDAMENTO COAGULAZIONE FILATURA MATURAZIONE SALATURA STAGIONATURA ROTTURA CAGLIATA COTTURA SOSTA CAGLIATA SPURGO SIERO FASI OPZIONALI Francesco Villani - Microbiologia degli alimenti fermentati
18 COLTURA STARTER QUALSIASI PREPARAZIONE MICROBICA ATTIVA AGGIUNTA INTENZIONALMENTE DURANTE LA FABBRICAZIONE DEL PRODOTTO ALLO SCOPO DI AVVIARE I CAMBIAMENTI DESIDERATI CONTENGONO MICRORGANISMI VIVI E VITALI CHE ATTRAVERSO IL LORO METABOLISMO MICROBICO RAGGIUNGONO SPECIFICI OBIETTIVI TECNOLOGICI
19 Colture starter: premessa Negli ultimi anni si è accresciuto l utilizzo di colture starter, le quali assicurano: la standardizzazione delle caratteristiche organolettiche; la riduzione del tempo di trasformazione; contribuiscono ad un miglioramento della sicurezza igienica; garantiscono costanti livelli di shelf-life dei prodotti.
20 Se i microrganismi migliori sono inferiori, rispetto ad altri contaminanti, possono essere aggiunti massivamente in modo da invertire il rapporto numerico iniziale. L impiego delle colture starter deriva dal principio di isolare ed identificare i microrganismi responsabili delle caratteristiche organolettiche desiderate ed aggiungerli alla materia prima allo scopo di rafforzarli o riprodurli
21 LA MICROFLORA NATURALE E STARTER DEI FORMAGGI ü STARTER NATURALI ü Latto-innesti ü Siero-innesti ü STARTER SELEZIONATI ü Liquidi ü In polvere ü Congelati
22 Colture starter definite ed indefinite Classificazione Colture starter con ceppi misti (indefinite): -Sono note anche come colture a composizione indefinita. -Sono costituite da substrati fermentati risultanti da lavorazioni precedenti (siero-innesto, latto-innesto, impasto acido). Colture starter a singolo ceppo (definite): -1 specie. Colture starter a ceppi multipli (definite): -più ceppi appartenenti ad 1 o + specie.
23 POSSIBILI COMPONENTI DI UNA COLTURA STARTER CASEARIA LAB PROPIONIBATTERI LIEVITI MUFFE
24 Colture starter per le preparazioni lattiero casearie Prodotto Starter Microrganismo Burro Mesofilo Lattococchi e Leuconostoc Cheddar cheese Mesofilo Lattococchi e Leuconostoc Quarg, formaggi freschi, Edam, Gouda Yoghurt Grana ed Emmental Mesofilo Lattococchi e Leuconostoc Termofilo Streptococcus termophilus e Lactobacillus delbrueckii ssp. bulgaricus Termofilo Streptococcus termophilus e Lactobacillus delbrueckii subsp. lactis Quarg
25 Caratteristiche delle Colture starter Sicurezza ü Gli organismi usati non devono essere dotati di nessuna attività patogena o tossica Efficacia tecnologica ü Gli organismi usati devono essere in grado di competere con la microflora autoctona e dominare il processo tecnologico ü Gli organismi devono essere in grado di svolgere attività metaboliche per le quali sono stati selezionati nelle condizioni di processo Aspetti economici ü La propagazione degli organismi starter deve essere economicamente conveniente ü La coltura starter deve poter essere conservata allo stato congelato o liofilizzato senza perdita delle peculiarità metaboliche ü Le proprietà metaboliche devono essere stabili per molti mesi nelle condizioni di stoccaggio ü La loro manipolazione e impiego deve essere semplice
26 Modalità di impiego degli starter selezionati INOCULO DIRETTO IN CALDAIA Preparazione commerciale CALDAIA FERMENTIERA PER PROPAGAZIONE PROGRESSIVA
27 Legislazione riguardante gli starter microbici Possono essere usati come starter microbici solo microrganismi naturali non quelli geneticamente modificati (OGM- regolamentati da apposito D. Lgs.3 Marzo 1993, n. 91) Articolo 2.1 Ai sensi del presente decreto si intende per: a) microrganismo: ogni entità microbiologica cellulare o non cellulare capace di replicarsi e di trasferire materiale genetico; b) microrganismo geneticamente modificato: un microrganismo il cui materiale genetico è stato modificato in un modo che non avviene in natura mediante incrocio e/o ricombinazione naturale.
28 FASI DI PRODUZIONE DEL FORMAGGIO RICEVIMENTO E STOCCAGGIO LATTE PULIZIA STANDARDIZZAZIONE FORMATURA AGGIUNTA STARTER AGGIUNTA SIEROINNESTO AGGIUNTA CAGLIO PASTORIZZAZIONE TRAVASO IN CALDAIA RISCALDAMENTO COAGULAZIONE FILATURA MATURAZIONE SALATURA STAGIONATURA ROTTURA CAGLIATA COTTURA SOSTA CAGLIATA SPURGO SIERO FASI OPZIONALI Francesco Villani - Microbiologia degli alimenti fermentati
29 PRODUZIONE DELLA MOZZARELLA DI BUFALA Coagulazione del latte e Rottura della cagliata Ottenuta la coagulazione (circa min), la cagliata sosta indisturbata per circa 40 minuti prima di subire una prima rottura a croce
30 Dopo circa 10 minuti (circa min dall aggiunta del caglio) la cagliata subisce una seconda energica rottura (lira), riducendola in pezzi della dimensione di una piccola noce
31 Sedimentazione della cagliata Separazione ed estrazione del siero Dopo circa 20 minuti dalla rottura (siamo a circa minuti dall aggiunta del caglio), la cagliata sedimenta separandosi dal siero, una parte del quale è allontanato (siero-innesto).
32 Maturazione della cagliata Dopo la rottura la cagliata viene lasciata maturare (acidificare) sotto il siero rimanente per un periodo di 3-5 ore fino a raggiungere le caratteristiche ottimali di filabilità La fase di maturazione dipende dalle seguenti condizioni: Caratteristiche chimiche e batteriologiche del latte Temperatura di maturazione Quantità e tipo di starter utilizzato
33 Maturazione della cagliata La principale modificazione subita dalla cagliata nel corso della maturazione è rappresentata dall acidificazione per l acido lattico che deriva dalla fermentazione del lattosio operata dai batteri lattici Modificazioni della cagliata durante la maturazione Acidificazione Produzione di acido lattico Nella prima ora: crescita dei batteri lattici mesofili A partire dalla seconda ora si osserva un marcato incremento dei batteri lattici termofili
34 Quando la cagliata giunge alle condizioni ottimali di filabilità viene estratta, tagliata e lasciata spurgare su un tavolo spersoio
35 Prove empiriche di filatura
36 Filatura Durante la filatura il coagulo diventa plastico e plasmabile
37 Filatura
38 Filatura
39 Filatura
40 Filatura
41 Filatura
42 Filatura
43 Filatura
44 Filatura
45 Formatura
46 Formatura
47 Formatura
48 Formatura
49 Formatura
50 Formatura
51 Formatura
52 Formatura
53 La salatura
54
Indice. Prefazione. Il casaro consapevole Tecnologia casearia: definizione Le denominazioni Formaggi DOP Formaggi IGP Formaggi STG Formaggi PAT
Indice Prefazione Il casaro consapevole Tecnologia casearia: definizione Le denominazioni Formaggi DOP Formaggi IGP Formaggi STG Formaggi PAT XI XIII XIV XV XVI XVI XVII XVIII 1. La tipologia e la classificazione
Batteri lattici nella produzione di formaggi. Dr.ssa Marialuisa Callegari Università Cattolica del Sacro Cuore
Batteri lattici nella produzione di formaggi FORMAGGIO... si può definire come il prodotto della maturazione della "cagliata" ottenuta con la coagulazione presamica o acida del latte intero o del latte
catalogoformaggi - A-C
catalogoformaggi - A-C Denominazione Regione di produzione Tipologia di latte Classificazione Anno assegnazione DOP Immagine Asiago Veneto Trentino Alto Adige pasta semidura Maturazione lenta Bitto Pasta
Le sieroproteine non coagulano né per effetto degli enzimi, né per acidificazione ma si denaturano facilmente per azione del calore.
Il formaggio Le sieroproteine non coagulano né per effetto degli enzimi, né per acidificazione ma si denaturano facilmente per azione del calore. Le principali sieroproteine sono la β-lattoglobulina e
Aspe p t e t t i t te t c e ni n ci r e r l e at a i t vi al a la
Aspetti tecnici relativi alla trasformazione e valorizzazione del latte di capra Arbus, 31 luglio 2010 Massimo Pes Il latte di capra per le sue caratteristiche fisico-chimiche e nutrizionali è particolarmente
AREA FOOD ACCADEMIA DEI MESTIERI. casaro PROFESSIONE SECONDA EDIZIONE PROGRAMMA DEL CORSO
R ACCADEMIA DEI MESTIERI PROGRAMMA DEL CORSO MOD. 1 4 h 1 gg FORMAMENTIS INTRODUZIONE AL CORSO 1^ GIORNATA - Accoglienza, presentazione del corso, consegna materiale didattico, registrazione dati per fornitura
Capitolo 1. Industria lattiero-casearia
PARTE 1 Capitolo 1 Industria lattiero-casearia 1.1 La caseificazione Secondo la legislazione italiana " il formaggio o cacio è il prodotto che si ricava dal latte intero o parzialmente scremato o scremato,
SETTEMBRE Lunedì 26 Settembre MODULO 1 docente insegnamento dalle alle ore. Mercoledì 28 Settembre MODULO 2 docente insegnamento dalle alle ore
SETTEMBRE 2016 Lunedì 26 Settembre MODULO 1 Accoglienza, presentazione corso; il mestiere di casaro, caratteristiche, modalità di lavoro, criticità e prospettive occupazionali Mercoledì 28 Settembre MODULO
Opportunità dell uso di colture starter in formaggi tradizionali
Opportunità dell uso di colture starter in formaggi tradizionali Simone Stella Dipartimento di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare Formaggi «tradizionali»
I PRODOTTI LATTIERO-CASEARI CLASSE IIIA ENO
ISTITUTO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE PRESTA-COLUMELLA - LECCE I PRODOTTI LATTIERO-CASEARI CLASSE IIIA ENO DISCIPLINA: SCIENZA E CULTURA DEGLI ALIMENTI DOCENTE: PROF. SSA MILILLO DISCIPLINA CONCORRENTE:
Tecnologia lattiero-casearia
Corso di Laurea Magistrale in Biosicurezza e qualità degli alimenti Tecnologie alimentari: Tecnologia lattiero-casearia Il processo di caseificazione: la coagulazione Dott.ssa Francesca Pedonese Dipartimento
Aspetti generali: il latte
Il latte Aspetti generali: il latte Latte = prodotto ottenuto dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa delle mammelle di animali in buono stato di salute e di nutrizione Latte latte di mucca;
Tutto sul formaggio. Processo di produzione del formaggio
Tutto sul formaggio Processo di produzione del formaggio Per formaggio si intende il prodotto ottenuto da latte intero, parzialmente scremato, scremato oppure dalla crema, crema di siero o di latticello,
Aspetti microbiologici e tecnologici dei formaggi D.O.P. a pasta cotta da latte bovino Prof. Luigi Grazia
Transizione & filiera del latte: sanità animale, uso del farmaco veterinario e tutela del formaggio 18 marzo 2016 Aspetti microbiologici e tecnologici dei formaggi D.O.P. a pasta cotta da latte bovino
Aspetti generali: il latte
Aspetti generali: il latte Latte = prodotto ottenuto dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa delle mammelle di animali in buono stato di salute e di nutrizione Latte latte di mucca; altrimenti:
Fabbricazione del formaggio
IL Formaggio Generalità e definizione Dal punto di vista legale il nome formaggio o cacio è riservato al prodotto ottenuto dal latte intero, parzialmente scremato o scremato, oppure dalla crema, in seguito
Come si fa il formaggio 2 Dal latte alla stagionatura
Come si fa il formaggio 2 Dal latte alla stagionatura Dal latino medievale (caseum) formaticum (cacio) messo in forma, il formaggio si ottiene dal latte intero, parzialmente o totalmente scremato dalla
Tipologie di formaggi
Tipologie di formaggi Si distinguono diversi tipi di formaggio, la distinzione si effettua in base alla consistenza, ai contenuti in grassi, alla lavorazione ed alla stagionatura per questo ogni formaggio
OPERATORE DELLE LAVORAZIONI LATTIERO-CASEARIE
OPERATORE DELLE LAVORAZIONI LATTIERO-CASEARIE DESCRIZIONE SINTETICA OPERATORE DELLE LAVORAZIONI LATTIERO-CASEARIE L operatore delle lavorazioni lattiero-casearie è in grado di realizzare prodotti caseari
Macchinari connessi: indicare i macchinari connessi alle emissioni.
Nuova: barrare se l emissione è nuova si/no. Macchinari connessi: indicare i macchinari connessi alle emissioni. Impianto di abbattimento: barrare si/no se è previsto un impianto di abbattimento ed in
MOZZARELLA S.T.G. Piano dei controlli per la verifica della conformita. Riceve e stocca separatamente. destinato alla lavorazione
MOZZARELLA S.T.G. Piano dei controlli per la verifica della conformita e del procedimento di fabbricazione Controlli interni N. descrizione Modalita di gestione e verifica da parte del fabbricante Frequenza
MATERIA: Chimica applicata e Processi di trasformazione Opzione Gestione delle risorse forestali e montane
Istituto di Istruzione Superiore Arturo Prever - sede agraria di Osasco Anno Scolastico 2018/19 PROGRAMMAZIONE ANNUALE MATERIA: Chimica applicata e Processi di trasformazione Opzione Gestione delle risorse
IL LATTE I PRODOTTI LATTIERO-CASEARI
IL LATTE I PRODOTTI LATTIERO-CASEARI Estratto da un intervento di Roberta Lodi E. Feller 2013 1 Regio Decreto 9 maggio 1929, n. 994 Definizione: Il latte è il liquido fisiologico di escrezione e secrezione
3 CONGRESSO NAZIONALE SULL'ALLEVAMENTO DEL BUFALO
3 CONGRESSO NAZIONALE SULL'ALLEVAMENTO DEL BUFALO 1st BUFFALO SYMPOSIUM OF EUROPE AND THE AMERICAS Allevamento del Bufalo in Italia e in Europa Dott. Raffaele Garofalo 14 OTTOBRE 2005, PAESTUM (SA) 1 PATRIMONIO
Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura
Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura PROSPETTIVE DI VALORIZZAZIONE DI SIERO E SCOTTA DA PRODUZIONI CASEARIE TIPICHE SU PICCOLA SCALA Giorgio GIRAFFA Centro di Ricerca per le Produzioni
Parte 4 Le tecnologie delle principali filiere agroalimentari Sintesi Capitolo 11 L industria lattiero-casearia
Parte 4 Le tecnologie delle principali filiere agroalimentari Sintesi Capitolo 11 L industria lattiero-casearia 1. Il settore lattiero-caseario in Italia Quale destinazione ha il latte crudo in Italia?
Le analisi che si effettuano sul latte. Percorso didattico quarta/quinta ITIS Cartesio Indirizzo chimico-biotec. sanitario
Le analisi che si effettuano sul latte Percorso didattico quarta/quinta ITIS Cartesio Indirizzo chimico-biotec. sanitario Per il controllo della qualità del latte vengono rilevati determinati parametri:
Appunti del modulo di tecnologia lattiero-casearia
Appunti del modulo di tecnologia lattiero-casearia Parte 4 - Tecnologia speciale ZEPPA G. Università degli Studi di Torino CLASSIFICAZIONE DEI FORMAGGI Classe Sigla Caratteristiche Famiglia A1 Latticini
FORMAGGIO DEFINIZIONE MERCEOLOGICA
FORMAGGIO DEFINIZIONE MERCEOLOGICA Per formaggio si intende il prodotto ottenuto da latte intero, parzialmente scremato, scremato, oppure dalla crema, in seguito a coagulazione acida o presamica, anche
latte pastorizzato cagliata
DERIVATI DEL LATTE IL LATTE i principali prodotti ottenibili dalla lavorazione del latte latte crudo separazione grasso latte scremato semi-scremato intero cagliatura la dizione intero non significa che
Appunti del modulo di tecnologia lattiero-casearia
Appunti del modulo di tecnologia lattiero-casearia Parte 5 -I difetti ZEPPA G. Università degli Studi di Torino Difetti di acidificazione I difetti dei formaggi La fermentazione lattica è il risultato
Frodi e alterazioni dei prodotti lattiero-caseari
IV Meeting nazionale sulla sicurezza alimentare Roma, 23-24 maggio 2008 Frodi e alterazioni dei prodotti lattiero-caseari Luisa Pellegrino Ordinario di Chimica e Tecnologia del Latte DISTAM Sez. Industrie
Tecnologia lattiero-casearia
Corso di Laurea Magistrale in Biosicurezza e qualità degli alimenti Tecnologie alimentari: Tecnologia lattiero-casearia Il processo di caseificazione: l azione tecnologica degli starter lattici Dott.ssa
Scheda Analitica del prodotto
Scheda Analitica del prodotto Per visualizzare un titolo di un documento in "Normativa" o in "Bibliografia". passare, senza cliccare, il mouse su un numero: verra' visualizzato il titolo del documento
Prodotti e processi di conservazione e trasformazione del latte
Prodotti e processi di conservazione e trasformazione del latte MATERIE PRIME PROCESSI DI CONSERVAZIONE PROCESSI DI TRASFORMAZIONE CONSERVAZIO NE DI BREVE TERMINE CONSERVAZIONE DI LUNGO TERMINE TRASFORMAZIONE
Biotecnologie innovative
Biotecnologie innovative BIOTECNOLOGIE NON OGM BIOTECNOLOGIE OGM I microrganismi utilizzati hanno il proprio patrimonio genetico, vengono usati nelle fermentazioni Nei microrganismi utilizzati vengono
Elena Cosciani-Cunico, Elena Dalzini, Paolo Daminelli, Nadia Losio. Comportamento di Listeria ed E.coli VTEC in prodotti a latte crudo
Elena Cosciani-Cunico, Elena Dalzini, Paolo Daminelli, Nadia Losio Comportamento di Listeria ed E.coli VTEC in prodotti a latte crudo GIORNATA STUDIO SULLE PROBLEMATICHE ATTUALI DEL SETTORE LATTIERO-CASEARIO,
MOZZARELLA SANTA MARIA CARTA DI IDENTITÀ
MOZZARELLA SANTA MARIA CARTA DI IDENTITÀ 1 LA MOZZARELLA CONTENUTO: 1. PREMESSA STORICA 2. MATERIE PRIME 3. PROCEDIMENTI DI LAVORAZIONE 4. MOZZARELLA SANTA MARIA 2 1. PREMESSA STORICA Il formaggio ha sempre
Profilo microbico e caratteristiche reologiche
Milano Caratterizzazione e utilizzazione delle risorse pastorali alpine e tracciabilità delle produzioni casearie derivate Profilo microbico e caratteristiche reologiche Milena Brasca, Tiziana Silvetti
~ RELAZIONE ~ @ C A D E M A R T O R I @
~ RELAZIONE ~ @ C A D E M A R T O R I @ INTRODUZIONE La Cademartori svolge un'attività casearia dal 1882 e vanta una tradizione qualitativa dei prodotti (mascarpone, taleggio, panna, burro, quartirolo
LABORATORIO DEL CONSORZIO RICERCA FILIERA LATTIERO-CASEARIA. N Matrice Prova Metodo
E-MQ 1-1 ELENCO METODI DI PROVA LABORATORIO Pagina 1 di 9 Campionamento Latte e lattiero caseari Latte e lattiero caseari Alimenti zootecnici Alimenti zootecnici Preparazione campione per l'analisi microbiologica
Innovazione tecnologica e identità degli alimenti tradizionali: preservazione della tipicità e valutazione degli aspetti igienici
Orto Botanico Sala Domenico Lanza PALERMO 19 Settembre 2014 Agricoltura, cibo e salute Innovazione tecnologica e identità degli alimenti tradizionali: preservazione della tipicità e valutazione degli aspetti
Caseificazione in allevamento di montagna. Batteri lattici per produzioni casearie di eccellenza.
Caseificazione in allevamento di montagna. Batteri lattici per produzioni casearie di eccellenza. Cremona, 26 ottobre 2013 Milena Brasca CNR- Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari Milano Premessa
Caratteristiche chimico-fisiche del latte ovino
I TRODUZIO E 6 Il latte è il primo alimento della vita di ogni mammifero e, oltre a soddisfare tutte le esigenze nutrizionali del neonato per l apporto di proteine, lipidi, zuccheri, minerali e vitamine,
Produzione di yogurt cremoso. Confezionamento. Yogurt compatto Yogurt da bere. Conservabilità. Effetti benefici Definizione
Yogurt Definizione Tipi di yogurt Materie prime Altri ingredienti Produzione di yogurt cremoso Fermentazione Confezionamento Yogurt compatto Yogurt da bere Conservabilità Effetti benefici Definizione Lo
Introduzione 1.1 IL FORMAGGIO
1.1 IL FORMAGGIO Per la legge italiana il nome formaggio o cacio è riservato al prodotto che si ricava dal latte intero o parzialmente o totalmente scremato, oppure dalla crema, in seguito a coagulazione
La tecnologia di produzione delle principali varietà di formaggi
La tecnologia di produzione delle principali varietà di formaggi Crescenza Gorgonzola Grana Padano e Parmigiano Reggiano Italico Mozzarella Quark e Cream cheese Pecorino Romano Caciotta Formaggi fusi Crescenza
INDAGINE PRESSO LE AZIENDE PRODUTTRICI DI PECORINO ROMANO SCHEDA RACCOLTA DATI
INDAGINE PRESSO LE AZIENDE PRODUTTRICI DI PECORINO ROMANO SCHEDA RACCOLTA DATI Data Caseificio Località DESCRIZIONE U.M./N DATI NOTE Capacità produttiva Quantità massima giornaliera di latte destinato
Il siero innesto nella produzione del Parmigiano- Reggiano Prof. Luigi GRAZIA
Il siero innesto nella produzione del Parmigiano- Reggiano Prof. Luigi GRAZIA Prof. Luigi GRAZIA Dipartimento di Protezione e Valorizzazione Agroalimentare, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna,
Coagulazione ed impostazione tecnologica della cagliata dei Formaggi Duri Italiani
Coagulazione ed impostazione tecnologica della cagliata dei Formaggi Duri Italiani 28 Settembre, 2017 Dario Casali Senior Application Specialist Cheese Team Health & Nutrition Division Dupont / Danisco
Studio e valorizzazione dei prodotti tipici
Studio e valorizzazione Esperienze nella provincia di Trento Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie SCT5 Struttura Territoriale di Trento Tarvisio (UD), 4-9 febbraio 2008 La Veterinaria Pubblica
SCOPO DELLA TESI Avendo svolto un esperienza di tirocinio in laboratorio di analisi della qualità del latte nei mesi autunnali appena passati, presso
SCOPO DELLA TESI Avendo svolto un esperienza di tirocinio in laboratorio di analisi della qualità del latte nei mesi autunnali appena passati, presso il quale mi sono occupato personalmente, dopo opportuno
ACCADEMIA INTERNAZIONALE DELL ARTE CASEARIA
Obbiettivo del corso: CORSO BASE L Accademia Internazionale dell Arte Casearia intende promuovere il recupero degli aspetti legati all Arte Casearia attraverso un percorso formativo teorico pratico, con
Composizione della sostanza azotata del latte vaccino (% rel)
Composizione della sostanza azotata del latte vaccino (% rel) s1 29-35 Caseine s2 8-10 35-40 78 10-15 Materia Azotata Proteica ( ) lattoglobulina 4-8 8-9 94-95 Materia Azotata Totale (N*6,38) Proteine
Latte e prodotti lattiero caseari
Latte e prodotti lattiero caseari Il latte rappresenta il primo fondamentale alimento per l uomo e, per le sue caratteristiche nutrizionali, comprese quelle dei suoi derivati, si conferma uno dei prodotti
GORGONZOLA DOLCE cubetti
GORGONZOLA DOLCE cubetti Proprietà organolettiche: Aspetto: crosta rugosa di colore rosa più o meno intenso, non edibile; la pasta è di colore bianco paglierino con venature azzurro-verdastre (erborinature).
Produzioni biotecnologiche agroalimentari: Formaggio
Produzioni biotecnologiche agroalimentari: Formaggio Dr. Monica Agnolucci Dip. di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali Università di Pisa Via del Borghetto 80-56124 Pisa (ITALY) -------------------------------------------------------------------------
SCHEDA TECNICA IC 1. Latte per lattanti da 0 a 6 mesi
IC 1 Rif. : FS AQC 153A Page : 1/3 DENOMINAZIONE Latte per lattanti da 0 a 6 mesi INGREDIENTI Siero di latte demineralizzato, latte parzialmente scremato, oli vegetali (di palma, soia, cocco, girasole),
