William ( big Bill ) Corsaro
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- Ugo Valle
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1 William ( big Bill ) Corsaro Dispensa Corsaro, W.A. Giochi di bambini. Riproduzione interpretativa e culture dei pari in: Belotti, V. La Mendola, S. Il futuro nel presente. Per una sociologia dei bambini e delle bambine. Guerini, Milano 2010 (pp ).
2 Teorie della socializzazione Il comportamen4smo (I. Pavlov, B. Skinner) Il simbolismo sociale (C. Cooley, G. Mead) La psicoanalisi (S. Freud) Il corso di vita (E. Erikson) Il costrugvismo (J. Piaget) Lo sviluppo sociale (L. Vygotskij) Lo sviluppo culturale (B. Rogoff) Le scienze cogni4ve (N. Chomsky) 2
3 Critica del concetto di socializzazione Assume erroneamente che: il bambino sia solo ricettivo (e non attivo) la socializzazione sia un processo individuale (e non sociale) sminuisce l importanza della cultura dei pari (peer culture) vede il bambino come funzionale al suo futuro (e non alla sua infanzia)
4 Invece i bambini: si appropriano della cultura sociale in modo da rispondere alle problematiche delle loro vite in modo innovativo e creativo. riproducono il mondo degli adulti attivamente e non lo interiorizzano E la riproduzione interpretativa sono parte allo stesso tempo di due culture: quella degli adulti e quella dei pari tutto ciò ha luogo attraverso le routine culturali che i bambini mettono in atto durante le interazioni tra pari
5 Routine Routine = azioni ripetute e rituali. Esempi: fare la spesa dal salumaio (mi piazzo davanti al bancone, saluto, chiedo, pesa, scontrino, borsellino) In spiaggia passo dal giornalaio, buco nella sabbia, ombrellone, spiego gli asciugamani, leggo, bagno, sole. Si differenziano dalle pratiche che comportano un elemento di scelta.
6 Il gioco di approccio e di fuga
7 Le fasi del gioco di approccio e fuga 1. identificazione. (Steve è identificato come un secchio che cammina. Non ha mai avuto il ruolo di cattivo, prima, gli viene attribuito dagli altri bambini). a. Richiesta di attenzione b. Attenzione condivisa c. etichettamento 2. avvicinamento. 3. fuga. (Steve partecipa attivamente, agita le braccia).
8 A che serve? La figura che spaventa è sia temuta sia attraente. Farla impersonare a un bambino, vuol dire non poterla temere fino in fondo: diventa reale, ma è solo un bambino! I bambini la creano e così possono controllarla.
9 A che serve? Il gioco consiste in un rafforzamento e un rilascio di tensione e agitazione. I bambini affrontano le paure reali incorporandole in routine di gioco che loro stessi creano che perciò possono controllare. I bambini non giocano solo con il controllo, ma anche con il potere, con gli status. Non si limitano a imitare gli adulti, ma nei loro giochi arricchiscono le relazioni che vedono, le elaborano ed impreziosiscono.
10 Concetti cerniera (tipici dei giochi dei bambini, ma molto noti ai sociologi, molto usati in sociologia) Routine Ruolo Cornice interpretativa
11 Il ruolo I ruoli sono insiemi di comportamenti regolati da norme, attraverso cui l'individuo interagisce con gli altri. Tipicamente i ruoli sono complementari: a quello del marito corrisponde quello della moglie, a quello dell'insegnante quello dello studente, a quello del medico quello del paziente e così via. Ciascun individuo svolge tuttavia una pluralità di ruoli (un uomo adulto ad esempio può essere simultaneamente marito, padre, impiegato, rappresentante sindacale e così via). L'insieme dei ruoli principali che un individuo ricopre è ciò che gli conferisce il suo status, cioè la posizione che egli occupa complessivamente all'interno della sua società.
12 Cornice interpretativa (o frame) Contesto entro il quale avviene un evento. Lo stesso evento, all interno di cornici interpretative diverse, lo leggo diversamente. Es. nel teatro c è un cartello che dice: vietato fumare. Ma sul palcoscenico un attore fuma. Eppure nessuno protesta. Perché? La cornice interpretativa non è quella del pubblico che sta in sala, ma quella della storia che viene recitata sul palco.
13 Esercitazione! In gruppo, leggete la descrizione del gioco Non c è zuppa inglese. Corsaro lo definisce come un gioco in cui si passa dal gioco semplice a un gioco sulla e con la cornice. In gruppo, 1. discutete perché Corsaro dà questa interpretazione. 2. provate a ricordare altri giochi tra bambini in cui i bambini passano a giocare con la cornice.
14 La cultura dei pari è una sottocultura, un insieme stabile di attività o routine, oggetti, valori e preoccupazioni che i bambini producono e condividono nell interazione con i pari (SoC p. 110) è simbolica: proviene dai mass media (cartoni animati e film), dalle favole, da figure di leggenda (la befana, la fatina del dentino, il gaingeen ), dai giocattoli deriva dal tentativo di 1. trovare un senso 2. resistere al mondo adulto (che viene sfidato). permette la conquista di controllo sulla propria vita e la condivisione di quel controllo con altri bambini
15 Gli insegnanti e la cultura dei pari I bambini condividono i con pari il gruppo: l appartenenza fornisce sicurezza oltre che occasione di condivisione e contributo personale E un bene che le culture dei pari siano rispettate a scuola La cultura scolastica e la cultura dei pari, nel migliore dei casi, si sostengono vicendevolmente. Se le due entrano in conflitto, i bambini vedono l educazione come un lavoro e le attribuiscono meno valore
16 Rispettare a scuola le culture dei pari: come? offrendo molte possibilità di gioco libero, non guidato e non controllato dagli adulti interventi degli adulti siano minimi: dispute e problemi si possano risolvere tra bambini se l intervento adulto è richiesto spiegare al bimbo come può trovare una soluzione rispettando il gruppo incoraggiare i bambini non solo a rispondere a quesiti, ma anche a dare opinioni e idee loro. se si eludono delle regole, non intervenire subito. Distinguere tra regole morali e regole convenzionali, organizzative (che possono essere percepite come arbitrarie: aggirarle dà ai bambini un senso di controllo sulle loro vite). William Corsaro (2010) Giochi di bambini in: Il futuro nel presente, p
17 I giochi di ruolo. La norma e la sua violazione Giocare alla maestra I due mariti (o gioco dei gattini) I bambini, tutti intorno ai 4 anni, esprimevano potere e controllo quando erano in ruoli di responsabilità, si comportavano male e disobbedivano in quelli subordinati, cooperavano nei ruoli dello stesso status. William Corsaro (2010) Giochi di bambini in: Il futuro nel presente, p.99.
18 Gli adulti per i bambini Sono portatori di autorità e potere La relazione adulto bambino comporta disturbo (confusione, ambiguità, paure e conflitti): i bambini sono subordinati ed esposti a molte più informazioni di quel che possono elaborare. I bambini cominciano a resistere agli adulti da quando hanno 1 anno di vita. I bambini cercano di guadagnare controllo sulla propria vita sfidando e prendendo in giro gli adulti.
19 un adulto incompetente In una scuola dell infanzia di Bologna ( ) Corsaro è americano, conosce l italiano piuttosto male Bill! Bill! Ha ragione! Bravo Bill. Per niente imbarazzato da tutta l attenzione, mi sentii bene come uno del gruppo! Non ero più un adulto che provava a capire la cultura infantile. Ero entrato. Ne ero parte. Facevo parte dell azione! C è questo americano, Bill, a scuola e noi gli parliamo, ma le maestre non ci riescono! (p ) William Corsaro (2003) We re Friends, right? Joseph Henry Press, Washington D.C., p
20 Il metodo l etnometodologia
21 Domande per assicurarsi d aver compreso bene 1. William Corsaro: il bambino per la prima volta è soggetto per la sociologia. 2. Esemplifica il metodo dell etnometodologia attraverso le esperienze di Corsaro. 3. Quali sono le prove empiriche che Corsaro produce per sostenere che esiste una cultura dei pari? 4. Descrivi le differenze teoriche tra gli autori classici che trattano di socializzazione: che ruolo ha la società, che ruolo ha il bambino? 5. L adulto gestisce il potere sui bambini: il nuovo sguardo di Corsaro.
William ( big Bill ) Corsaro
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