Progettazione della microstruttura - prima parte -
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- Federica Ceccarelli
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1 Progettazione della microstruttura - prima parte - Paolo Depaoli Supporti alle lezioni basate sul capitolo 4 del testo «La progettazione organizzativa» (a cura di Franco Isotta)
2 Impostazione della questione «progettazione della microstruttura» L analisi e la progettazione della microstruttura organizzativa riguardano l organizzazione del lavoro delle persone che operano in azienda. La progettazione della microstruttura organizzativa a) parte dall identificazione: dei sistemi primari del lavoro «l insieme delle attività interdipendenti che concorrono alla realizzazione di un output comune e identificabile (un bene, un servizio)» (p. 123) e dei compiti che li compongono, b) passa per la definizione e il coordinamento delle mansioni, c) giunge ad un organizzazione del lavoro che sia efficace, efficiente ed equa (motivante e attenta alle persone) Per progettazione della microstruttura si intende: sia la costruzione delle singole mansioni (job design), sia la scelta dei meccanismi da utilizzare per coordinare le mansioni interdipendenti che contribuiscono a un risultato comune identificabile
3 Concetti di base (1/3) DEF. - Mansione (job): insieme di compiti assegnati in modo stabile a una singola persona, nell ambito di un sistema primario del lavoro del quale tali compiti fanno parte. DEF. - Compito: insieme di operazioni unitarie, o attività umane elementari, che sono necessariamente collegate tra loro Individuazione dei compiti è una scelta dell unità di analisi dalla quale partire per organizzare il lavoro. Il collegamento tra le attività umane elementari può derivare anche dalla presenza di un significato minimo del lavoro per cui un insieme di attività è percepito come inseparabile. Es. Rispondere al telefono, attività tecnicamente divisibili, ma Individuati i compiti, il modo (numero e tipo) per come vengono assegnati alle mansioni determina il tipo e il grado di divisione del lavoro a livello micro.
4 Concetti di base (2/3) Divisione del lavoro a livello micro Tempo di ciclo
5 Concetti di base (3/3) Divisione del lavoro a livello micro «Dunque, l oggetto della progettazione microstrutturale è duplice: la singola mansione, da un lato, e l insieme delle mansioni interdipendenti che concorrono allo stesso output, dall altro.» (p. 124) Le modalità di esecuzione della mansione non dipendono solo da come il job è definito ma anche da come il lavoratore lo interpreta DEF. Ruolo: «modello stabile di comportamento, individualizzato e definito dalle aspettative dei membri di un gruppo, vale a dire l insieme dei comportamenti che ci si attende da colui che ricopre una determinata mansione.» (p. 124) Comportamenti del titolare <<>> aspettative altri attori Problemi: Ambiguità di ruolo, Distorsioni di ruolo Incongruenze di ruolo Su questo tornerò dopo Conflitti tra ruoli
6 Studio delle mansioni (1/4) Fasi di studio delle mansioni 1. Job analysis - compiti, metodi di lavoro, finalità, capacità e conoscenze necessarie 2. Job description - denominazione, scopo, dimensioni, contesto, collocazione 3. Job specification intensità di alcuni fattori comuni a più mansioni (es. know how, problem solving, discrezionalità) 4. Job evaluation - valore relativo
7 Studio delle mansioni (2/4): percorso per la descrizione di una mansione Intervista Analisi dati Descrizione Correzioni 1^ Approvazione 2^ Approvazione Versione def. Analista Titolare Superiore 7
8 Studio delle mansioni (3/4): esempio
9 Studio delle mansioni (4/4): esempio
10 Progettazione delle mansioni natura delle attività(1/7) Primo passo - interpretare i compiti alla luce delle variabili chiave della progettazione organizzativa: economie di specializzazione, incertezza, interdipendenza, insostituibilità, criticità delle risorse umane, potenziale di opportunismo, preferenze dei lavoratori Economie di specializzazione Lavoratori dedicati, forte divisione del lavoro sia verticale che orizzontale MA se basse barriere all entrata nei diversi compiti allora polivalenza Incertezza A livello di microstruttura consiste nelle eccezioni rispetto ad uno standard che hanno effetti non trascurabili sul risultato Varianza
11 Progettazione delle mansioni natura delle attività(2/7) Specializzazione (o meno)
12 Progettazione delle mansioni natura delle attività(3/7) Interdipendenza Sequenza rigida? regolazione attraverso programmi compiti tenuti separati compiti tenuti separati e affidati a operatori diversi Scambi reciproci di risorse o informazioni? se operatori separati meccanismi coordinamento più forti più costosi ridurre la ddl Aggregare compiti di interdipendenza complessa Insostituibilità e criticità delle risorse Specificità del contributo umano in termini di capacità e conoscenze: tende ad aggregare i compiti in mansioni ampie (programmazione, produzione e manutenzione fatte da una sola persona) Potenziale di opportunismo Separare le attività operative da quelle di decisione regolazione e controllo MA chi svolge i compiti di decisione e controllo deve conoscere le attività e poter osservare (supervisione diretta) le azioni effettuate. Se le azioni non sono note e osservabili, ma si hanno informazioni per assegnare obiettivi misurabili allora si possono avere mansioni ricche : oltre all operatività anche decisione e controllo delle azioni (responsabile di zona commerciale)
13 Progettazione delle mansioni natura delle attività(4/7) Preferenze degli attori Teoria dell agenzia (ricordate?!): l obiettivo del titolare della mansione (agente) tende a massimizzare il proprio risultato economico e a minimizzare i propri sforzi (visti come costo); l obiettivo dell organizzazione ( principale ) è massimizzare il risultato economico finale delle attività; gli attori sono opportunisti Se approccio motivazionalista e approccio socio-tecnico (ricordate?!), preferenze attori: non solo di tipo economico preferenze non date, ma vanno rilevate empiricamente Caratteristiche (dimensioni) delle mansioni che sono state individuate: es. varietà, identità, significato, autonomia, feedback
14 Progettazione delle mansioni natura delle attività(5/7) + motivazione Varietà Numero e diversità dei compiti (omogenei per discrezionalità del lavoratore) diversità di capacità utilizzate. In genere l aumento della varietà (allargamento della mansione o job enlargement) è ben visto dal lavoratore Identità «Esprime quanto completo e identificabile è il contributo che la mansione fornisce all output del sistema primario di lavoro del quale fa parte e, attraverso questo, al prodotto finale realizzato dall impresa.» (p. 133) Significato Se e in che misura il lavoro svolto da una persona ha impatto all interno (es. collega) o all esterno (es. un cliente) dell organizzazione.
15 Progettazione delle mansioni natura delle attività(6/7) Autonomia Definisce il grado di libertà, di indipendenza e di discrezionalità nel programmare il lavoro e nel determinare le procedure di utilizzo delle risorse <<< fattore percepito con favore diverso (+ responsabilità) Feedback Misura con la quale la mansione fornisce all operatore informazioni di ritorno chiare e dirette sull efficacia della propria prestazione lavorativa <<< fattore percepito favorevolmente Interazione con gli altri Indica quanto la mansione consente all operatore di attivare relazioni con altri individui (colleghi superiori, subordinati, clienti) tener conto della dimensione sociale del lavoratore nella PMo <<< fattore percepito con favore diverso
16 Progettazione delle mansioni natura delle attività(7/7) Consapevolezza
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