Teoria dei mezzi continui

Размер: px
Начинать показ со страницы:

Download "Teoria dei mezzi continui"

Транскрипт

1 Teoria dei mezzi continui Il modello di un sistema continuo è un modello fenomenologico adatto a descrivere sistemi fisici macroscopici nei casi in cui le dimensione dei fenomeni osservati siano sufficientemente grandi da poter trascurare la struttura particellare della materia. Le configurazioni nello spazio di un corpo rigido sono descritte da un numeri finito di parametri (sei: tre coordinate spaziali e tre angolari). Le equazioni che ne descrivono il moto formano un sistema di equazioni differenziali ordinarie del tempo I continui deformabili invece si possono pensare come sistemi con infiniti gradi di libertà e le equazioni del moto assumono in generale la forma di equazioni differenziali alle derivate parziali (spazio e tempo). Quello che accomuna la descrizione dei sistemi continui è l assunzione che esista una funzione di densità ρ (x, t) tale che la massa di una porzione D del sistema sia esprimibile tramite la M ( D) = ρ( x, t) dv D (2.1) dove dv indica l elemento di volume nello spazio. Questa assunzione è evidentemente in contrasto con la struttura atomica della materia. Oggi la trattazione della materia come un sistema continuo è considerata come una assunzione puramente fenomenologica che permette di studiare l equilibrio e il moto di corpi macroscopici su scale molto maggiore di quelle atomiche.

2 Equazioni macroscopiche della dinamica dei fluidi A livello macroscopico è possibile studiare la dinamica dei sistemi continui utilizzando due diversi tipi di descrizione, il metodo euleriano e il metodo lagrangiano. Il metodo euleriano descrive l andamento temporale delle grandezze macroscopiche in un dato punto dello spazio, e utilizza derivate euleriane / t, indipendenti dalle derivate spaziali. Il metodo lagrangiano descrive invece l andamento temporale delle grandezze seguendo le traiettorie degli elementi fluidi, per cui le derivate lagrangiane d/dt tengono anche conto del moto del fluido. La 'velocita lagrangiana, adottata tipicamente nella descrizione del moto di un corpo ben individuato nello spazio (come una particella singola), è una grandezza vettoriale funzione del tempo v(t) che e attribuita ad un corpo, ovunque esso si trovi. Il vettore velocità è dunque solo funzione del tempo e la derivata (totale) rispetto al tempo della velocità lagrangiana a = dv/dt fornisce l'accelerazione a cui e sottoposto quel determinate elemento di fluido ad un istante dato.

3 In meccanica dei fluidi, non è sempre possibile individuare il moto di un elemento di fluido su una traiettoria perché si confonde con quella di altri elementi. E tuttavia possibile misurare in un certo punto dello spazio la velocità degli elementi di fluido che passano per quel punto. Il vettore velocità eurleriana è pertanto una funzione vettoriale v(x,t) dello spazio e del tempo che e rappresenta la velocità con cui gli elementi del fluido transitano all'istante t per il punto di coordinate x (x 1,x 2,x 3 ). :La derivata parziale rispetto al tempo di questa velocità indica come varia la velocità degli elementi di fluido che all istante t transitano per il punto P(x 1,x 2,x 3 ), individuato dal vettore x nel sistema di coordinate, rispetto alla velocità di altri elementi di fluido che in istanti vicini transitano per lo stesso punto x. Questa derivata parziale rispetto al tempo nulla ha a che vedere, in generale, con l accelerazione a cui sono sottoposti gli elementi di fluido che all'istante t si trovano nel punto x. x 3 x O x x 2 1 P(x 1,x 2,x 3 ) Se risulta, per esempio, che la v/ t è identicamente nulla, ciò significa che il moto non varia nel tempo (moto del fluido stazionario) in quel punto, ma non significa necessariamente che gli elementi del fluido in quel punto non sono sottoposti ad accelerazione

4 Le due velocità, 'lagrangiana' e ed 'euleriana', sono evidentemente numericamente uguali (nel senso che se un certo elemento di fluido ad un istante t si trova in un punto x con velocità (lagrangiana) v(t), questo stesso valore coincide con la velocità (euleriana) del fluido nel punto x all'istante t : v(x,t), ma le due rappresentazioni hanno una dipendenza funzionale diversa. Nelle equazioni del moto dei fluidi, si presenta la necessita di dover esprimere l accelerazione degli elementi del fluido, avendo a disposizione la velocità euleriana e non quella lagrangiana. Possiamo valutare questa accelerazione in base al limite per t -> 0 del rapporto incrementale delle velocità fra gli istanti t e t + dt degli elementi di fluido che all'istante t si trovano in r e all'istante t+ dt si sono spostati nel punto x+v dt: a 1 lim [ v( x + v t, t + t) v( x, t)] t 0 t = Eseguendo il differenziale totale si riconosce che questo limite dà la derivata totale della velocità euleriana rispetto al tempo (2.2 ) dv = [ + ( v )] v dt t con la ragione intuitiva di questo fatto è che per eseguire correttamente questa operazione di derivata occorre seguire l'elemento di fluido nel suo moto (2.3)

5 I concetti espressi a proposito della velocità lagrangiana ed euleriana, valgono per qualsiasi altra funzione scalare o vettoriale dello spazio e del tempo Q(x,t)., di cui vogliamo calcolare la variazione nel tempo in un punto fisso dello spazio oppure i un punto mobile col fluido. La derivata lagrangiana definita come: sviluppando Q(x + uδt, t+δt) in serie di Taylor al prim ordine: 2.4) definisce il legame tra i due tipi di derivata: 2.5) Consideriamo per esempio la densità di massa ρ(x,t). La derivata parziale rispetto al tempo ρ/ t esprime la variazione di densità di elementi di fluido che in istanti successivi transitano per il punto x. La derivata totale : ' dρ ρ = + u ρ dt t indica la variazione di densità di un ben individuato elemento di fluido, seguito nel suo moto. 2.6) 2.7)

6 Cinematica dei fluidi L adozione del punto di vista euleriano, richiede una ridefinizione dei parametri cinematici usati, che viene brevemente descritti in questo capitolo. Nella descrizione euleriana, viene definito nello spazio un campo di velocità ossia viene assegnato il valore del vettore velocità v di un elemento fluido in ogni punto dello spazio e in ogni istante di tempo, rispetto ad un sistema di riferimento (cartesiano ortogonale) fisso (fig. 5.1): v(x; t) = u(x; t)i + v(x; t)j + w(x; t)k (2.8) dove x = (x; y; z) rappresenta il vettore posizione. Il vettore velocità è definito in un riferimento cartesiano come Ognuna di queste componenti ha una sua variazione spaziale. Pertanto occorrono quindi 9 quantità per definire la variazione spaziale di v. L entità che ne risulta è un tensore di 9 componenti scalari : Possiamo descrivere la variazione spaziale di V anche da un altro punto di vista, osservando che V può variare secondo le 3 componenti cartesiane. Figura 5.1: Sistema di riferimento cartesiano per l analisi cinematica

7 che, utilizzando la notazione di Einstein e ridefinendo x = (x 1 ; x 2 ; x 3 ) e V = (u 1 ; u 2 ; u 3 ) si puo anche Si puo dimostrare che il tensore s ij, con cui rappresentiamo la variazione spaziale di V, puo essere sempre scomposto nella somma di un tensore simmetrico e ij e di un tensore antisimmetrico r ij : in cui abbiamo definito: (2.9) (2.10) (2.11)

8 Parametri cinematici Traiettoria, linea di flusso, traccia La traiettoria di un elemento fluido in un intervallo di tempo, tra il tempo t 1 e il tempo t 2. è il luogo dei punti occupati dal suo baricentro nell intervallo di tempo t 1 < t < t 2 Una linea di flusso, o linea di corrente, al generico istante t, è ogni linea che in ogni punto è tangente al vettore velocità considerato a quell istante, V (x; t) La linea di flusso istantanea `e quindi una linea integrale del campo (2.12) In condizioni stazionarie, in cui il campo di velocità è indipendente dal tempo, traiettoria e linea di flusso coincidono. La traccia, all istante t 2, è il luogo delle particelle fluide che, nell intervallo di tempo t 1 < t < t 2, sono transitate dallo stesso punto x o (fig. 5.4). Nel caso stazionario, la traccia coincide anch essa con la traiettoria e la linea di flusso. Traiettoria Linea di flusso Traccia

9 Possibili moti di un fluido I possibili tipi di moto sono: traslazione, rotazione, dilatazione e deformazione angolare. Considerato un elemento di fluido di geometria cubica e volume Ω, la traslazione é un moto rigido in cui non varia né la forma né il volume dell elemento, associato a un campo di moto uniforme. E facile verificare che, se la velocità è spazialmente uniforme, tutti i vertici dell elemento quadrato in figura subiscono lo stesso spostamento nell intervallo di tempo dt La dilatazione `e una variazione di volume dell elemento senza deformazione (fig. 5.6). Questo tipo di moto corrisponde ad un campo di velocità tale che: (2.12) Infatti, indicando con dx e dy la lunghezza dei lati dell elemento abbiamo: (2.13) (2.14)

10 Considerando piccolo l elemento di fluido e trascurando gli infinitesimi di ordine superiore La variazione di volume nell intervallo di tempo dt vale quindi: (2.15) : (2.16) Se consideriamo tale variazione in termini relativi, riferita al volume iniziale Ω(t) = Ω (2.17) da cui e per un flusso tridimensionale (2.18) (2.19) Che permette di interpretare fisicamente la divergenza del vettore velocità come una variazione di volume per unità di volume e unità di tempo.

11 La rotazione rigida dell elemento fluido `e definita come la velocità angolare media di due superfici dell elemento perpendicolari tra loro. Nel nostro esempio, definendo con dθ 1 e dθ 2 le variazioni angolari dei lati dx e dy coincidenti con gli assi (fig. 5.7), otteniamo: y u dx = d dt y il cui valor medio risulta: ; (2.20) (2.21) dθ 2 d d dθ 1 dθ 1 v dy = d dt x x che corrisponde alla parte antisimmetrica del tensore sij per questo campo di moto bidimensionale ed esprime una rotazione rigida con velocità angolare Ωz attorno all asse perpendicolare al piano del moto. Se il campo di moto `e tale per cui l elemento fluido non ha rotazione, il moto si dice irrotazionale. Per un flusso fluido tridimensionale tale espressione si generalizza in: (2.22) che fornisce la definizione fisica del rotore di V

12 Deformazione angolare L altro tipo di moto possibile con il campo di velocità che abbiamo preso in considerazione é quello di deformazione angolare. definita come la media della differenza delle velocità angolari di due superfici dell elemento perpendicolari tra loro. Ricordando la (2.20), nel nostro esempio questa differenza risulta in: 2.23) Espressioni analoghe si ottengono se il moto di scorrimento avviene negli altri piani coordinati: esse costituiscono le componenti non diagonali del tensore simmetrico (2.9) che permette di descrivere in modo unitario, come vedremo nel seguito, sia la dilatazione che la deformazione.

13 Da un punto di vista più generale. consideriamo un generico punto Q di coordinate dx i nell intorno di primo ordine del punto P, in cui abbiamo collocato l origine del sistema di riferimento. La velocità in Q é data da: in cui V é la velocità in P e abbiamo utilizzato una notazione tensoriale nota come notazione einsteniana, che implica la sommatoria degli indici ripetuti, ovvero 2.24) La componente di V Q lungo il generico asse x i é quindi data da: Ricordando la (5.2.2) e la scomposizione s ij = e ij + r ij risulta in cui: -u i rappresenta la traslazione -r ij dx j = 1/2ω x PQ rappresenta la rotazione rigida - - e ij dx j rappresenta l insieme di deformazione e dilatazione Il tensore doppio e ij, definito dalla (5.2.3) prende il nome di tensore velocità di deformazione e in componenti cartesiane si scrive come: la cui traccia (sommatoria degli elementi diagonali) rappresenta r V. 2.25) 2.26) 2.27) 2.28)

14

Cinematica. Velocità. Riferimento Euleriano e Lagrangiano. Accelerazione. Elementi caratteristici del moto. Tipi di movimento

Cinematica. Velocità. Riferimento Euleriano e Lagrangiano. Accelerazione. Elementi caratteristici del moto. Tipi di movimento Cinematica Velocità Riferimento Euleriano e Lagrangiano Accelerazione Elementi caratteristici del moto Tipi di movimento Testo di riferimento Citrini-Noseda par. 3.1 par. 3.2 par 3.3 fino a linee di fumo

Подробнее

Derivata materiale (Lagrangiana) e locale (Euleriana)

Derivata materiale (Lagrangiana) e locale (Euleriana) ispense di Meccanica dei Fluidi 0 0 det 0 = [ (0 ) + ( ( ) ) + (0 0 ) ] = 0. Pertanto, v e µ sono indipendenti tra loro e costituiscono una nuova base. Con essi è possibile descrivere altre grandezze,

Подробнее

S.Barbarino - Appunti di Fisica - Scienze e Tecnologie Agrarie. Cap. 2. Cinematica del punto

S.Barbarino - Appunti di Fisica - Scienze e Tecnologie Agrarie. Cap. 2. Cinematica del punto SBarbarino - Appunti di Fisica - Scienze e Tecnologie Agrarie Cap 2 Cinematica del punto 21 - Posizione, velocitá e accelerazione di una particella La posizione di una particella puó essere definita, ad

Подробнее

Sistemi Rigidi. --> la posizione del CM rimane invariata rispetto a quella dei punti materiali

Sistemi Rigidi. --> la posizione del CM rimane invariata rispetto a quella dei punti materiali Sistemi Rigidi Sistema rigido --> corpo indeformabile (distanze costanti tra le coppie dei punti materiali costituenti) qualsiasi siano le forze esterne agenti su di esso --> in realtà tutti corpi sottoposti

Подробнее

Dinamica del corpo rigido

Dinamica del corpo rigido Dinamica del corpo rigido Antonio Pierro Definizione di corpo rigido Moto di un corpo rigido Densità Momento angolare Momento d'inerzia Per consigli, suggerimenti, eventuali errori o altro potete scrivere

Подробнее

CINEMATICA DEL PUNTO MATERIALE: MOTI RETTILINEI E INTRODUZIONE AL MOTO IN PIÙ DIMENSIONI PROF. FRANCESCO DE PALMA

CINEMATICA DEL PUNTO MATERIALE: MOTI RETTILINEI E INTRODUZIONE AL MOTO IN PIÙ DIMENSIONI PROF. FRANCESCO DE PALMA CINEMATICA DEL PUNTO MATERIALE: MOTI RETTILINEI E INTRODUZIONE AL MOTO IN PIÙ DIMENSIONI PROF. FRANCESCO DE PALMA Sommario INTRODUZIONE ALLA CINEMATICA... 3 MOTO RETTILINEO UNIFORMEMENTE ACCELERATO...

Подробнее

cinematica moto circolare uniforme Appunti di fisica Prof. Calogero Contrino

cinematica moto circolare uniforme Appunti di fisica Prof. Calogero Contrino 2006 cinematica moto circolare uniforme Appunti di fisica rof. Calogero Contrino Moti periodici: definizione Il moto di un punto materiale è detto periodico se soddisfa le seguenti condizioni: La traiettoria

Подробнее

CINEMATICA. Prof Giovanni Ianne

CINEMATICA. Prof Giovanni Ianne CINEMATICA Il moto e la velocità L accelerazione Moto rettilineo uniforme Moto rettilineo uniformemente accelerato Moti periodici e composti il moto e la velocità Un corpo è in moto quando la sua posizione

Подробнее

Angolo polare, versori radiale e trasverso

Angolo polare, versori radiale e trasverso Angolo polare, versori radiale e trasverso Desideriamo descrivere il moto di un corpo puntiforme che ruota su una circonferenza attorno ad un asse fisso. Nella figura l asse di rotazione coincide con l

Подробнее

Il TEOREMA DI TRASPORTO DI REYNOLDS

Il TEOREMA DI TRASPORTO DI REYNOLDS CAPITOLO 4. Il TEOREMA DI TRASPORTO DI REYNOLDS 4.1 Il Teorema di Trasporto di Reynolds Le leggi di conservazione della Massa, della Quantità di Moto (Momentum) e dell Energia costituiscono le relazioni

Подробнее

Università del Sannio

Università del Sannio Università del Sannio Corso di Fisica 1 Lezione 4 Prof.ssa Stefania Petracca 1 Vettore posizione Per poter generalizzare i concetti introdotti nella lezione precedente al caso bidimensionale, e successivamente

Подробнее

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA REGISTRO. DELLE LEZIONI ESERCITAZIONI SEMINARI Anno accademico 2016/17

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA REGISTRO. DELLE LEZIONI ESERCITAZIONI SEMINARI Anno accademico 2016/17 REGISTRO DELLE LEZIONI ESERCITAZIONI SEMINARI Anno accademico 2016/17 Cognome e Nome: BISI FULVIO Qualifica: PROFESSORE ASSOCIATO MAT/07 DIPARTIMENTO DI MATEMATICA Insegnamento (6 CFU su un totale di 6+3

Подробнее

Meccanica. 3. Elementi di Analisi Vettoriale. Domenico Galli. Dipartimento di Fisica e Astronomia.

Meccanica. 3. Elementi di Analisi Vettoriale.  Domenico Galli. Dipartimento di Fisica e Astronomia. Meccanica 3. Elementi di Analisi Vettoriale http://campus.cib.unibo.it/246981/ Domenico Galli Dipartimento di Fisica e Astronomia 5 maggio 2017 Traccia 1. Vettori Variabili 2. Derivate e Integrali 3. Derivate

Подробнее

Cinematica ed equilibrio del corpo rigido

Cinematica ed equilibrio del corpo rigido omportamento meccanico dei materiali inematica piana omportamento meccanico dei materiali inematica ed equilibrio del corpo rigido inematica piana Equilibrio esterno aratteristiche di sollecitazione 2

Подробнее

Meccanica. 5. Moti Relativi. Domenico Galli. Dipartimento di Fisica e Astronomia

Meccanica. 5. Moti Relativi.  Domenico Galli. Dipartimento di Fisica e Astronomia Meccanica 5. Moti Relativi http://campus.cib.unibo.it/2423/ Domenico Galli Dipartimento di Fisica e Astronomia 22 febbraio 2017 Traccia 1. Cambiamento del Sistema di Riferimento 2. Trasformazione del Vettore

Подробнее

INTRODUZIONE ALLA CINEMATICA DEL PUNTO MATERIALE PROF. FRANCESCO DE PALMA

INTRODUZIONE ALLA CINEMATICA DEL PUNTO MATERIALE PROF. FRANCESCO DE PALMA INTRODUZIONE ALLA CINEMATICA DEL PUNTO MATERIALE PROF. FRANCESCO DE PALMA Sommario MOTO E TRAIETTORIA... 3 PUNTO MATERIALE... 3 TRAIETTORIA... 3 VELOCITÀ... 4 VELOCITÀ MEDIA... 4 VELOCITÀ ISTANTANEA...

Подробнее

2 MECCANICA: IL MOTO

2 MECCANICA: IL MOTO MECCANICA: IL MOTO INTRODUZIONE La meccanica studia il moto dei corpi: essa spiega quale relazione esiste tra le cause che generano il moto e le caratteristiche del moto, esprimendo tale relazione attraverso

Подробнее

Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 2011/ Docente: Prof. Carlo Isetti

Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 2011/ Docente: Prof. Carlo Isetti CENNI DI CINEMATICA.1 GENERALITÀ La cinematica studia il moto dei corpi in relazione allo spazio ed al tempo indipendentemente dalle cause che lo producono. Un corpo si muove quando la sua posizione relativa

Подробнее

Dinamica Rotazionale

Dinamica Rotazionale Dinamica Rotazionale Richiamo: cinematica rotazionale, velocità e accelerazione angolare Energia cinetica rotazionale: momento d inerzia Equazione del moto rotatorio: momento delle forze Leggi di conservazione

Подробнее

Calcolo vettoriale. Versore: vettore u adimensionale di modulo unitario (rapporto tra un vettore e il suo modulo)

Calcolo vettoriale. Versore: vettore u adimensionale di modulo unitario (rapporto tra un vettore e il suo modulo) Grandezze scalari: caratterizzate da un valore numerico in una unità di misura scelta (ex: massa, temperatura, ecc) Grandezze vettoriali: oltre al valore numerico necessitano della definizione di una direzione

Подробнее

CAMPI VETTORIALI (Note)

CAMPI VETTORIALI (Note) CAMPI VETTORIALI (Note) Sia v(x,y,z) il vettore che definisce la grandezza fisica del campo: il problema che ci si pone è di caratterizzare il campo vettoriale sia in termini locali, cioè validi punto

Подробнее

MP. Moti rigidi piani

MP. Moti rigidi piani MP. Moti rigidi piani Quanto abbiamo visto a proposito dei moti rigidi e di moti relativi ci consente di trattare un esempio notevole di moto rigido come il moto rigido piano. Un moto rigido si dice piano

Подробнее

Modellistica dei Manipolatori Industriali 01BTT Esame del 18/02/2002 Soluzione

Modellistica dei Manipolatori Industriali 01BTT Esame del 18/02/2002 Soluzione Modellistica dei Manipolatori Industriali BTT Esame del 8/2/22 Soluzione Sistemi di riferimento e cinematica di posizione In Figura a) il manipolatore è stato ridisegnato per mettere in evidenza variabili

Подробнее

parametri della cinematica

parametri della cinematica Cinematica del punto Consideriamo il moto di una particella: per particella si intende sia un corpo puntiforme (ad es. un elettrone), sia un qualunque corpo esteso che si muove come una particella, ovvero

Подробнее

La descrizione del moto

La descrizione del moto Professoressa Corona Paola Classe 1 B anno scolastico 2016-2017 La descrizione del moto Il moto di un punto materiale La traiettoria Sistemi di riferimento Distanza percorsa Lo spostamento La legge oraria

Подробнее

Appunti di Cinematica

Appunti di Cinematica Appunti di Cinematica Thomas Bellotti 28 novembre 2010 Indice 1 Punto materiale, traiettoria e legge oraria 1 1.1 Il punto materiale.......................... 1 1.2 La traiettoria.............................

Подробнее

Sistemi di coordinate

Sistemi di coordinate Sistemi di coordinate Servono a descrivere la posizione di una punto nello spazio. Un sistema di coordinate consiste in Un punto fisso di riferimento chiamato origine Degli assi specifici con scale ed

Подробнее

Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica Anno Accademico 2017/2018 Meccanica Razionale - Prova teorica del 5/4/2018.

Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica Anno Accademico 2017/2018 Meccanica Razionale - Prova teorica del 5/4/2018. Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica Anno Accademico 2017/2018 Meccanica Razionale - Prova teorica del 5/4/2018 Prova teorica - A Nome... N. Matricola... Ancona, 5 aprile 2018 1. Gradi di libertà di

Подробнее

Cinematica in due o più dimensioni

Cinematica in due o più dimensioni Cinematica in due o più dimensioni Le grandezze cinematiche fondamentali: posizione, velocità, accelerazione, sono dei vettori nello spazio a due o tre dimensioni, dotati di modulo, direzione, verso. In

Подробнее

CORPO RIGIDO MOMENTO DI UNA FORZA EQUILIBRIO DI UN CORPO RIGIDO CENTRO DI MASSA BARICENTRO

CORPO RIGIDO MOMENTO DI UNA FORZA EQUILIBRIO DI UN CORPO RIGIDO CENTRO DI MASSA BARICENTRO LEZIONE statica-1 CORPO RIGIDO MOMENTO DI UNA FORZA EQUILIBRIO DI UN CORPO RIGIDO CENTRO DI MASSA BARICENTRO GRANDEZZE SCALARI E VETTORIALI: RICHIAMI DUE SONO LE TIPOLOGIE DI GRANDEZZE ESISTENTI IN FISICA

Подробнее

Vd Vd Vd Re = Per definire il REGIME di moto si individua il: Numero indice di Reynolds (adimensionale)

Vd Vd Vd Re = Per definire il REGIME di moto si individua il: Numero indice di Reynolds (adimensionale) CINEMATICA Esperienza di Osborne Reynolds (1842-1912) Per basse velocità: moto per filetti viscoso laminare Al crescere velocità: moto di transizione V d V d Per elevate velocità: moto turbolento V d CINEMATICA

Подробнее

RISOLUZIONE DI PROBLEMI DI FISICA

RISOLUZIONE DI PROBLEMI DI FISICA RISOUZIONE DI PROBEMI DI FISICA Problema 1 Una massa puntiforme m = 2 kg è soggetta ad una forza centrale con associata energia potenziale radiale U( r) 6 A =, dove A = 2 J m 6. Il momento angolare della

Подробнее

MOMENTI DI INERZIA PER CORPI CONTINUI

MOMENTI DI INERZIA PER CORPI CONTINUI MOMENTI D INERZIA E PENDOLO COMPOSTO PROF. FRANCESCO DE PALMA Indice 1 INTRODUZIONE -------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 MOMENTI

Подробнее

Numero progressivo: 6 Turno: 1 Fila: 1 Posto: 1 Matricola: Cognome e nome: (dati nascosti per tutela privacy)

Numero progressivo: 6 Turno: 1 Fila: 1 Posto: 1 Matricola: Cognome e nome: (dati nascosti per tutela privacy) Numero progressivo: 6 Turno: 1 Fila: 1 Posto: 1 Matricola: 0000695216 Cognome e nome: (dati nascosti per tutela privacy) 1. Di quanto ruota in un giorno sidereo il piano di oscillazione del pendolo di

Подробнее

Corso di Laurea in Ingegneria Civile Questionario di Fisica Generale A

Corso di Laurea in Ingegneria Civile Questionario di Fisica Generale A Corso di Laurea in Ingegneria Civile Questionario di Fisica Generale A I vettori 1) Cosa si intende per grandezza scalare e per grandezza vettoriale? 2) Somma graficamente due vettori A, B. 3) Come è definito

Подробнее

COSA E LA MECCANICA? Studio del MOTO DEI CORPI e delle CAUSE che lo DETERMINANO. Fisica con Elementi di Matematica 1

COSA E LA MECCANICA? Studio del MOTO DEI CORPI e delle CAUSE che lo DETERMINANO. Fisica con Elementi di Matematica 1 COSA E LA MECCANICA? Studio del MOTO DEI CORPI e delle CAUSE che lo DETERMINANO. Fisica con Elementi di Matematica 1 COSA E LA MECCANICA? Viene tradizionalmente suddivisa in: CINEMATICA DINAMICA STATICA

Подробнее

Programmazione modulare

Programmazione modulare Programmazione modulare 2016-2017 Indirizzo: BIENNIO Disciplina: FISICA Classe: I a D - I a E - I a F Ore settimanali previste: 3 (2 ore di teoria 1 ora di Laboratorio) Titolo Modulo Contenuti Conoscenze

Подробнее

Corso di Fisica generale

Corso di Fisica generale Corso di Fisica generale Liceo Scientifico Righi, Cesena Anno Scolastico 2014/15 3B Appunti sulla Cinematica di un Punto Materiale Riccardo Fabbri 1 (Dispense ed esercizi su www.riccardofabbri.eu) Il Moto

Подробнее

Cinematica. A.Solano - Fisica - CTF

Cinematica. A.Solano - Fisica - CTF Cinematica Posizione, spostamento, traiettoria Velocità media e istantanea Accelerazione media e istantanea Moto rettilineo uniforme Moto rettilineo uniformemente accelerato Oggetti in caduta libera Moto

Подробнее

I MOTI NEL PIANO. Vettore posizione e vettore spostamento

I MOTI NEL PIANO. Vettore posizione e vettore spostamento I MOTI NEL IANO Vettore posizione e vettore spostamento Si parla di moto in un piano quando lo spostamento non avviene lungo una retta, ma in un piano, e può essere descritto usando un sistema di riferimento

Подробнее

Antonella Abbà APPUNTI DI MECCANICA RAZIONALE

Antonella Abbà APPUNTI DI MECCANICA RAZIONALE Antonella Abbà APPUNTI DI MECCANICA RAZIONALE 1 Chapter 1 Cinematica 1.1 Invarianza rispetto alle rotazioni Siano dati due sistemi di riferimento cartesiani ortogonali X 1,X 2,X 3 e x 1,x 2,x 3 con la

Подробнее

Meccanica. 5. Cinematica del Corpo Rigido. Domenico Galli. Dipartimento di Fisica e Astronomia

Meccanica. 5. Cinematica del Corpo Rigido.  Domenico Galli. Dipartimento di Fisica e Astronomia Meccanica 5. Cinematica del Corpo Rigido http://campus.cib.unibo.it/252232/ Domenico Galli Dipartimento di Fisica e Astronomia 22 febbraio 2017 Traccia 1. 2. 2 Si chiama numero dei gradi di libertà (GdL)

Подробнее

2. SIGNIFICATO FISICO DELLA DERIVATA

2. SIGNIFICATO FISICO DELLA DERIVATA . SIGNIFICATO FISICO DELLA DERIVATA Esempi 1. Un auto viaggia lungo un percorso rettilineo, con velocità costante uguale a 70 km/h. Scrivere la legge oraria s= s(t) e rappresentarla graficamente. 1. Scriviamo

Подробнее

FISICA APPLICATA 2 FENOMENI ONDULATORI - 1

FISICA APPLICATA 2 FENOMENI ONDULATORI - 1 FISICA APPLICATA 2 FENOMENI ONDULATORI - 1 DOWNLOAD Il pdf di questa lezione (onde1.pdf) è scaricabile dal sito http://www.ge.infn.it/ calvini/tsrm/ 08/10/2012 FENOMENI ONDULATORI Una classe di fenomeni

Подробнее

ESERCIZI 53. i=1. i=1

ESERCIZI 53. i=1. i=1 ESERCIZI 53 Esercizio 47 Si dimostri la 57.10). [Suggerimento. Derivando la seconda delle 57.4) e utilizzando l identità di Jacobi per il prodotto vettoriale cfr. l esercizio 46), si ottiene d N m i ξ

Подробнее

Meccanica del punto materiale

Meccanica del punto materiale Meccanica del punto materiale Princìpi della dinamica. Forze. Momento angolare. Antonio Pierro @antonio_pierro_ (https://twitter.com/antonio_pierro_) Per consigli, suggerimenti, eventuali errori o altro

Подробнее

Potenziale elettrostatico

Potenziale elettrostatico Doppio strato piano Potenziale elettrostatico Consideriamo il lavoro compiuto dalla forza elettrica quando una particella di prova di carica q viene spostata in un campo elettrico E. Possiamo definire

Подробнее