SPETTROSCOPIO A RETICOLO
|
|
|
- Romolo Stefano Gagliardi
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 SPETTROSCOPIO A RETICOLO Scopo dell esperienza: determinazione passo del reticolo separazione tra le due righe del doppietto della luce gialla del sodio determinazione della lunghezza d onda di un fascio di luce monocromatica Teoria del reticolo di diffrazione: Nel caso del reticolo si ha a che fare con il fenomeno della "diffrazione di Fraunhofer" cioè nel caso sperimentale in cui sia sorgente che schermo rivelatore sono posti a distanza infinita rispetto al reticolo. In tali condizioni l onda sferica generata dalla sorgente diviene un onda piana. Invece di una sorgente di luce molto distante possiamo più convenientemente usare una sorgente puntiforme nel punto focale di una lente convergente(collimatore)che trasformi in un onda piana l onda sferica generata dalla sorgente. Invece di osservare la figura di diffrazione su un piano a grande distanza dal reticolo possiamo concentrare la luce diffratta per mezzo di una seconda lente convergente ed osservare le frange nel piano focale di tale lente. Un reticolo non è altro che uno schermo opaco con un grande numero di fenditure parallele ed equidistanti di uguale larghezza. I massimi di intensità compaiono nei punti corrispondenti ai seguenti valori angolari: sena=kl/h, dove h rappresenta la distanza fra i centri di due fenditure adiacenti, L la lunghezza d onda del fascio considerato e k,numero intero sia positivo, negativo o nullo, rappresenta l "ordine del massimo". Infine, A indica l angolo con cui i raggi vengono emessi rispetto alla perpendicolare al piano della fenditura. Inoltre, nel caso del reticolo, tra questi massimi c è un grande numero di massimi di intensità molto minore detti massimi secondari; analogamente esistono un gran numero di minimi secondari. Si dimostra che tali minimi compaiono ai seguenti angoli di uscita: sena=ml/nh, dove m è un intero positivo e/o negativo mai zero nè multiplo di N (numero di fenditure del reticolo). Dunque, tra due massimi principali vicini, esistono N-1 minimi ugualmente spaziati da N-2 massimi secondari. Per ottenere l espressione dell intensità nel generico punto P dello schermo bisogna considerare gli effetti di interferenza tra tutte le perturbazioni che arrivano in P. Infatti ogni singola fenditura produce la sua figura di diffrazione e non viene influenzata dalla presenza di altra fenditure adiacenti. Allora, ponendo D=(3.14hsenA)/L (differenza di fase tra due onde di fenditure adiacenti con medesimo angolo di uscita) e B=(3.14a*senA)/L,dove a rappresenta la larghezza della singola fenditura, otteniamo l espressione dell intensità I nel generico punto P corrispondente all angolo di uscita A: I=(I 0 /N^2)(((senB)^2)/B^2)(((senND)^2)/(senD)^2) dove I 0 è l intensità del massimo di ordine zero, cioè nel punto corrispondente A=0. file:///c /Documenti/MyNewSite/spettros.htm (1 of 8) [17/09/ ]
2 Si noti che nell espressione compare sia un termine di diffrazione sia un termine di interferenza. Per valori elevati di N, i massimi principali sono molto stretti. I massimi secondari vicini ai massimi principali non possono essere visti a causa della separazione angolare molto piccola dei massimi principali, e gli altri massimi non possono essere rilevati a causa delle loro intensità molto basse. Se viene usata luce monocromatica, la figura di diffrazione prodotta dal reticolo consiste in un certo numero di strette linee luminose su un fondo scuro, dove ciascuna linea corrisponde a un diverso ordine di interferenza. Usando luce non monocromatica, la posizione dei massimi di ordine zero è la stessa per tutte le lunghezze d onda(a=0);gli altri massimi, invece, compaiono a diverse posizioni dipendenti dalla lunghezza d onda. Quindi, per ogni ordine di interferenza, eccetto lo zero, troveremo tante linee quante sono le diverse lunghezze d onda della sorgente luminosa. Queste linee si possono considerare come immagini monocromatiche separate ed è la sottigliezza di tali linee che fa del reticolo un valido strumento per la spettroscopia. Procedura sperimentale: Messa a fuoco dello spettroscopio (senza reticolo) -si varia la posizione dell oculare fino a vedere distintamente il reticolo -si inquadra un oggetto lontano, si aggiusta il fuoco del cannocchiale, che ora è a fuoco all infinito -si inquadra la fenditura e si regola la posizione dell obbiettivo del collimatore fino a vederla a fuoco -si misura lo zero dello strumento inquadrando al centro del reticolo la fenditura Procedura per la rilevazione dei dati sperimentali Dopo la messa a fuoco dello spettroscopio si procede alla determinazione del passo del reticolo utilizzando per tale scopo una sorgente monocromatica a lunghezza d onda nota. Per un reticolo la posizione dei massimi è data : sena=kl/d, dove k (intero positivo e/o negativo) è l ordine di diffrazione e d è il passo del reticolo da determinare. Una volta trovato il passo del reticolo, si sostituisce la sorgente monocromatica con una policromatica (lampada ad elio) per la determinazione delle lunghezze d onda di alcuni colori nello spettro del visibile e successivamente, con una lampada al sodio per valutare la separazione tra le due righe del doppietto. Anche per questa fase dell esperienza si utilizza la formula citata precedentemente, determinando alcune posizioni angolari per differenti ordini di diffrazione, quindi occorre porre attenzione a individuare l ordine di una riga. Inoltre è più precisa la misura delle lunghezze d onda se la lettura viene effettuata a ordini elevati. Valutazione degli errori sperimentali: Per la stima degli errori si è usata la tecnica statistica della "media pesata" ritenendo tale metodo più idoneo per la stima dell errore. Infatti ad ogni dato si attribuiva il relativo errore usando l equazione per la propagazione degli errori. Si noti che la misura della lunghezza d onda è più precisa se viene effettuata a ordini di diffrazione elevati. Nella valutazione della lunghezza d onda della luce ROSSA è stato possibile osservare solo due ordini di diffrazione; questo è giustificabile dal fatto che, avendo la luce rossa una lunghezza d onda elevata rispetto file:///c /Documenti/MyNewSite/spettros.htm (2 of 8) [17/09/ ]
3 allo spettro visibile, i suoi massimi compaiono ad angoli fuori dalla portata dello strumento; inoltre ad ordini superiori al 3,la bassa intensità luminosa rende difficile l individuazione della riga e quindi un maggior errore sperimentale. Analogo discorso può essere fatto per le altre lunghezze d onda, anche per le quali l intensità luminosa diveniva troppo debole ad ordini di diffrazione elevati rendendo così difficile l individuazione della riga del massimo. Un altra fonte di errore va attribuita alla lettura della scala del nonio di cui era dotato lo strumento. Infatti la scarsa illuminazione della stanza e la fittezza delle tacche sulla scala del nonio, hanno contribuito a una non perfetta lettura dell angolo di diffrazione. Non dimentichiamo inoltre che lo strumento possiede un suo errore sistematico che prescinde dall errore umano dello sperimentatore. Per quanto riguarda la determinazione della separazione fra le righe del doppietto della luce del Sodio, agli errori sopra citati, ha contribuito in massima parte la piccola separazione angolare tra le due righe monocromatiche (solo 6 A). Infatti a causa della minima differenza fra i due fasci di luce monocromatica gialla, le righe dei massimi risultavano sovrapposte o comunque non nitidamente separate per consentire una lettura sufficientemente precisa. E per questi motivi che per questa parte dell esperienza si è effettuata una sola lettura all ordine più elevato consentito dallo spettroscopio. RISULTATI DELLE MISURE A.Passo del reticolo Le misure portano alla seguente tabella: K Angolo iniz. Angolo fin. Diff.angol. Diff.angol. Passo retic. Errore E E E E E E E E E E-09 file:///c /Documenti/MyNewSite/spettros.htm (3 of 8) [17/09/ ]
4 E E E E E E E E E E-09 Utilizzando la statistica della "media pesata" si è determinato un passo del reticolo pari a 9.997E-06 m con un relativo errore pesato pari a 1.0E-09 m. La sorgente utilizzata per questa parte dell esperienza era una "lampada al Sodio" di lunghezza d onda pari 5896 A. B.Lunghezza d onda di luce monocromatica Luce Blu K Ang.iniz. Ang.fin. Diff.ang. Diff.ang. Lungh.d onda Errore E E E E E E-10 file:///c /Documenti/MyNewSite/spettros.htm (4 of 8) [17/09/ ]
5 E E E E E E E E E E-10 Utilizzando la "media pesata" si ha che la lunghezza d onda della luce BLU è pari a E-07 m con un errore pesato di 1.85E-10 m. Luce Verde K Ang.iniz. Ang.fin. Diff.ang. Diff.ang. Lungh.d onda Errore E E E E E E E E E E E E E E-10 file:///c /Documenti/MyNewSite/spettros.htm (5 of 8) [17/09/ ]
6 E E-10 Utilizzando la "media pesata" si trova che la lunghezza d onda della luce VERDE è pari a E-07 m con un errore pesato di 1.85E-10 m. Luce Gialla K Ang.iniz. Ang.fin. Diff.ang. Diff.ang. Lung.d onda Errore E E E E E E E E E E E E E E E E E E E E E E-10 file:///c /Documenti/MyNewSite/spettros.htm (6 of 8) [17/09/ ]
7 E E-10 Utilizzando la "media pesata" si trova che la lunghezza d onda della luce GIALLA è pari a E-07 m con un relativo errore pesato di 1.03E-10 m. Luce Rossa K Ang.iniz. Ang.fin. Diff.ang. Diff.ang. Lungh.d onda Errore E E E E E E E E-10 Utilizzando la "media pesata" si trova che la lunghezza d onda della luce ROSSA è pari a E-07 m con un errore pesato di 4.56E-10 m. C.Separazione fra le righe del doppietto della luce gialla del Sodio K Ang.iniz. Ang.fin. Diff.ang. Diff.ang. Lungh.d onda Separ.doppietto E E E-07 file:///c /Documenti/MyNewSite/spettros.htm (7 of 8) [17/09/ ]
8 Si è effettuata una sola lettura dato che era molto difficile osservare le righe del doppietto a ordini di diffrazione minori. Il 12 ordine di diffrazione era il massimo ordine osservabile con lo spettroscopio in dotazione per l esperienza. Conclusione: Una grandezza che caratterizza ogni reticolo di diffrazione è ciò che viene definito potere risolutivo (Pr=??/?=kN dove N è il numero di fenditure) e determina la più piccola differenza di lunghezza d onda che un dato reticolo può risolvere al k-esimo ordine. Oltre che con spettroscopio a reticolo, è possibile ottenere uno spettro simile con uno spettroscopio a prisma ma, a differenza del prisma, il reticolo devia più fortemente la luce di grande lunghezza d onda di quanto fa con la luce di piccola lunghezza d onda. Inoltre, nel caso del reticolo la posizione angolare di una linea di un dato ordine è legata da una semplice equazione alla lunghezza d onda e alla distanza tra le fenditure. Perciò il reticolo dà la possibilità di una misura assoluta della lunghezza d onda. file:///c /Documenti/MyNewSite/spettros.htm (8 of 8) [17/09/ ]
Esperimento di Ottica
Esperimento di Ottica studio dei fenomeni di interferenza e diffrazione Capitolo 24 del Giancoli (Fisica con Fisica Moderna) Onde cresta valle x = lunghezza d onda A = ampiezza Onde elettromagnetiche la
Ottica fisica - Diffrazione
Ottica fisica - Diffrazione 1. Diffrazione di Fraunhofer 2. Risoluzione di una lente 3. Reticoli di diffrazione IX - 0 Diffrazione Interferenza di un onda con se stessa, in presenza di aperture od ostacoli
MISURA DI LUNGHEZZE D ONDA CON UNO SPETTROSCOPIO A RETICOLO DI DIFFRAZIONE
MISURA DI LUNGHEZZE D ONDA CON UNO SPETTROSCOPIO A RETICOLO DI DIFFRAZIONE Il reticolo di diffrazione può essere utilizzato per determinare la lunghezza d onda di una radiazione monocromatica. Detto d
TECHNOTOUR LE TECNOLOGIE PER UNO SFRUTTAMENTO EFFICIENTE DELL ENERGIA SOLARE PROGETTO LAUREE SCIENTIFICHE
PROGETTO LAUREE SCIENTIFICHE TECHNOTOUR LE TECNOLOGIE PER UNO SFRUTTAMENTO EFFICIENTE DELL ENERGIA SOLARE TECHNOTOUR Prof. Carlo Meneghini Dr. Micol Casadei Dr. Francesca Paolucci LA PRIMA LEGGE DI OHM
Esercizi di Ottica. Università di Cagliari Laurea Triennale in Biologia Corso di Fisica
Università di Cagliari Laurea Triennale in Biologia Corso di Fisica Esercizi di Ottica 1. Un fascio di luce di lunghezza λ passa attraverso una fenditura rettangolare di larghezza a. La sua immagine viene
1. l induzione magnetica B in modulo, direzione e verso nel piano ortogonale al filo nel suo punto medio, a distanza r dal filo;
Prova scritta di Elettromagnetismo e Ottica (CCS Fisica), 21 gennaio 2013 Nel piano x = 0 giace una lastra conduttrice collegata a terra. Nei punti di coordinate (a, a, 0) e (a, a, 0) si trovano due cariche,
Fenomeni che evidenziano il comportamento ondulatorio della luce: interferenza e diffrazione
Fenomeni che evidenziano il comportamento ondulatorio della luce: interferenza e diffrazione L'identificazione della luce come fenomeno ondulatorio è dovuta principalmente a Fresnel e Huyghens ed è basata
Laboratorio di Ottica e Spettroscopia
Laboratorio di Ottica e Spettroscopia Quarta lezione Applicazione di tecniche di diffrazione (Laboratorio II) Antonio Maggio e Luigi Scelsi Istituto Nazionale di Astrofisica Osservatorio Astronomico di
Quando lungo il percorso della luce vi sono fenditure ed ostacoli con dimensioni dello stesso ordine di grandezza della lunghezza d'onda incidente
OTTICA FISICA Quando lungo il percorso della luce vi sono fenditure ed ostacoli con dimensioni dello stesso ordine di grandezza della lunghezza d'onda incidente gli effetti sperimentali non sono spiegabili
Spettrometro a reticolo e a prisma
Spettrometro a reticolo e a prisma Marilena Teri, Valerio Toso & Ettore Zaffaroni (gruppo Lu4) 1 Introduzione 1.1 Introduzione ai feomeni in esame Quando la luce viene fatta incidere normalmente alla superficie
Lo Spettro Elettromagnetico
Spettroscopia 1 Lo Spettro Elettromagnetico Lo spettro elettromagnetico è costituito da un insieme continuo di radiazioni (campi elettrici e magnetici che variano nel tempo, autogenerandosi) che va dai
4.4 Reticoli Capitolo 4 Ottica
4.4 Reticoli Esercizio 92 Un fascio piano di onde e.m. con frequenza ν = 10 11 Hz incide su uno schermo conduttore piano su cui sono praticate 5 fenditure parallele e lunghe, di larghezza a = 6 mm e passo
INTERFERENZA - DIFFRAZIONE
INTERFERENZA - F. Due onde luminose in aria, di lunghezza d onda = 600 nm, sono inizialmente in fase. Si muovono poi attraverso degli strati di plastica trasparente di lunghezza L = 4 m, ma indice di rifrazione
Capitolo 15. L interferenza e la natura ondulatoria della luce. Copyright 2009 Zanichelli editore
Capitolo 15 L interferenza e la natura ondulatoria della luce 15.2 Il principio di sovrapposizione e l interferenza della luce Quando due onde luminose passano per uno stesso punto, i loro effetti si sommano
Richiami di ottica fisica: interferenza tra 2 sorgenti coerenti Quando 2 onde coerenti (la loro differenza di fase Δφ = φ 1
Richiami di ottica fisica: interferenza tra sorgenti coerenti Quando onde coerenti (la loro differenza di fase Δφ = φ 1 φ è costante nel tempo) si sovrappongono in una regione di spazio l intensità totale
La diffrazione. Prof. F. Soramel Fisica Generale II - A.A. 2004/05 1
La diffrazione Il fenomeno della diffrazione si incontra ogni volta che la luce incontra un ostacolo o un apertura di dimensioni paragonabili alla sua lunghezza d onda. L effetto della diffrazione è quello
La luce. Quale modello: raggi, onde, corpuscoli (fotoni)
La luce Quale modello: raggi, onde, corpuscoli (fotoni) Le onde luminose onde elettromagnetiche con frequenza compresa tra 4. 10 14 e 8. 10 la lunghezza d onda e compresa fra 400nm e 750nm 10 14 Hz 14
Un percorso di ottica parte III. Ottica ondulatoria
Un percorso di ottica parte III Ottica ondulatoria Isabella Soletta Liceo Fermi Alghero Documento riadattato da MyZanichelli.it Questo simbolo significa che l esperimento si può realizzare con materiali
ESPERIMENTO DI YOUNG DOPPIA FENDITURA
ESPERIMENTO DI YOUNG DOPPIA FENDITURA Larghezza fenditure a > d (L = distanza fenditure - schermo; d = distanza tra le fenditure) Evidenza della natura ondulatoria della luce Luce monocromatica
Corso di Onde e Oscillazioni (Calo Pagani) Esercizi e temi d esame sull ottica ondulatoria
4 giugno 2013 Corso di Onde e Oscillazioni (Calo Pagani) Esercizi e temi d esame sull ottica ondulatoria 1. Un reticolo di diffrazione quadrato, con lato L = 2 cm e 1000 fenditure, è illuminato da una
Fisica II - CdL Chimica. Interferenza Coerenza Diffrazione Polarizzazione
Interferenza Coerenza Diffrazione Polarizzazione Fenomeni interferenziali Interferenza: combinazione di onde identiche provenienti da diverse sorgenti che si sovrappongono in un punto dello spazio costruttiva
Misure di fenomeni di aberrazione di una lente
Padova, gennaio 00 Misure di fenomeni di aberrazione di una lente Indicare il numero identificativo e le caratteristiche geometriche della lente utilizzata: Lente num. =... Spessore =... Spigolo =... Indice
Lucegrafo. IV a Esperienza del Laboratorio di Fisica Generale II. Teoria. Principio di Huygens
IV a Esperienza del Laboratorio di Fisica Generale II Lucegrafo Teoria Principio di Huygens La propagazione della luce è descritta con un semplificato modello ondulatorio, una costruzione geometrica per
FAM. 2. Calcola l intensità media Ī nel caso di un onda piana (longitudinale) e nel caso di un onda sferica ad una distanza di 100m dalla sorgente.
FAM Serie 5: Fenomeni ondulatori V C. Ferrari Esercizio Intensità Considera un onda armonica in aria in condizioni normali ( C, atm). Sapendo che la sua frequenza è di 8Hz e la sua ampiezza di spostamento
Costituisce l ingresso per la luce e la sua collimazione. E stata impiegata una fenditura con apertura regolabile mediante vite micrometrica.
Lo spettro solare prodotto da un prisma ci appare formato da una banda continua di colori dal rosso fino al blu-violetto. In realtà impiegando uno strumento (spettroscopio) di maggiore risoluzione si nota
CLT di TECNICHE DI LABORATORIO BIOMEDICO. C.I. di Fisiologia Umana Modulo di Fisica Strumentale
CLT di TECNICHE DI LABORATORIO BIOMEDICO C.I. di Fisiologia Umana Modulo di Fisica Strumentale P. Calvini Potere risolutivo di uno strumento ottico Con potere risolutivo di uno strumento ottico s intende
d >> λ rettilinea raggio luminoso riflessione rifrazione
Ottica geometrica Proprietà più macroscopiche della luce d >> λ Propagazione rettilinea della luce (no diffrazione) Fondamentale concetto di raggio luminoso il cui percorso è determinato dalle leggi della
ESERCITAZIONI FISICA PER FARMACIA A.A. 2012/2013 ELETTROMAGNETISMO - OTTICA
ESERCITAZIONI FISICA PER FARMACIA A.A. 2012/2013 ELETTROMAGNETISMO - OTTICA Esercizio 1 Due cariche q 1 e q 2 sono sull asse x, una nell origine e l altra nel punto x = 1 m. Si trovi il campo elettrico
Guida alle esperienze di laboratorio
LABORATORIO III Corso di Laurea in Fisica (Orientamento Generale) Guida alle esperienze di laboratorio Anno accademico 2008 09 (October 2, 2011) La descrizione di ogni esperienza è pensata come una scheda
Ottica fisica - Interferenza
Ottica fisica - Interferenza 1. Principi di sovrapposizione e di Huygens 2. Interferenza 3. Riflessione e trasmissione della luce VIII - 0 Principio di sovrapposizione In un sistema meccanico in cui si
La diffrazione della luce CNR-INOA
La diffrazione della luce La luce: onde o particelle? C.Huygens (169-1695) Costruisce il più potente telescopio dell epoca Scopre l anello di Saturno Sostiene la natura ondulatoria della luce Basi sperimentali:
sia fa(a la luce, e la luce fu. Genesi, 1,3
sia fa(a la luce, e la luce fu. Genesi, 1,3 PLS Astronomia Secondo anno I. Cose è uno SPETTRO e come si costruisce II. Gli spettri delle stelle: che informazioni fisiche ci forniscono? (osservazione di
misura di lunghezza d onda mediante spettrogoniometro a reticolo
mura di lunghezza d onda mediante spettrogoniometro a reticolo [email protected] 1 strumenti necessari Lampada a scarica e relativo alimentatore; goniometro ottico dotato di fenditura, due stemi
ESPERIMENTO 6: OTTICA GEOMETRICA E DIFFRAZIONE
ESPERIMENTO 6: OTTICA GEOMETRICA E DIFFRAZIONE Scopo dell esperimento: studiare l ottica geometrica e i fenomeni di diffrazione MATERIALE A DISPOSIZIONE: 1 banco ottico 1 blocco di plexiglass 2 lenti con
DETERMINAZIONE DELL INDICE DI RIFRAZIONE DI UN PRISMA DI VETRO CON UNO SPETTROSCOPIO E MISURA DI LUNGHEZZE D ONDA
DETERMINAZIONE DELL INDICE DI RIFRAZIONE DI UN PRISMA DI VETRO CON UNO SPETTROSCOPIO E MISURA DI LUNGHEZZE D ONDA Per un prisma di vetro posto nella condizione di deviazione minima sussiste la seguente
CARATTERISTICHE DELLE STELLE
CARATTERISTICHE DELLE STELLE Lezioni d'autore di Claudio Censori VIDEO Introduzione I parametri stellari più importanti sono: la le la la luminosità, dimensioni, temperatura e massa. Una stella è inoltre
Misura di lunghezze d'onda mediante reticolo di diffrazione
U n i v e r s i t à d e g l i S t u d i d i U d i n e - Facoltà di Ingegneria Laboratorio di Fisica Generale 2 1 Misura di lunghezze d'onda: Misura di lunghezze d'onda mediante reticolo di diffrazione
Fisica Generale B. 3. Esercizi di Ottica. Esercizio 1. Esercizio 1 (III) Esercizio 1 (II) ! 1. = v = c 2.
Fisica Generale B 3. Esercizi di Ottica http://campus.cib.unibo.it/490/ May 7, 0 Esercizio La fiamma di un fornello, continuamente e regolarmente rifornita di sale da cucina, costituisce una sorgente estesa
Interferenza da doppia fenditura
Corso di Fisica per Scienze Biologiche A.A. 2016-17 Esperienza di laboratorio: OTTICA - ESPERIMENTO DI YOUNG Interferenza da doppia fenditura Nomi degli studenti:......... Data:... Introduzione L'obiettivo
Telescopi ed aberrazioni ottiche
Centro Osservazione e Divulgazione Astronomica Siracusa Emanuele Schembri Telescopi ed aberrazioni ottiche Siracusa,, 30 aprile 2010 Definizione Le aberrazioni ottiche sono difetti apparenti del comportamento
tradizione e rivoluzione nell insegnamento delle scienze Istruzioni dettagliate per gli esperimenti mostrati nel video Colori e Spettri
tradizione e rivoluzione nell insegnamento delle scienze Istruzioni dettagliate per gli esperimenti mostrati nel video Colori e Spettri prodotto da Reinventore con il contributo del MIUR per la diffusione
Intensità figura di diffrazione da una fenditura
Intensità figura di diffrazione da una fenditura φ=0 Si suppone di avere la fenditura divisa in un gran numero di piccole strisce di larghezza y. Ogni striscia si comporta Come una sorgente di radiazione
Ottica (2/2) Interferenza e diffrazione Lezione 18, 4/12/2018, JW
Ottica (2/2) Interferenza e diffrazione Lezione 18, 4/12/2018, JW 21.1-21.5 1 1. Sovrapposizione e interferenza Quando due onde occupano la stessa regione di spazio, le loro ampiezze si sommano in ogni
Onde elettromagnetiche
Onde elettromagnetiche SQ Campo determinato da cariche in moto Campo elettrico E dato da una carica puntiforme collocata in E {x 0, y 0, z 0 } E(x, y, z) = q r 4πɛ 0 r 2 con r = {x x 0, y y 0, z z 0 }
ESERCIZI DI OTTICA GEOMETRICA
ESERCIZI DI OTTICA GEOMETRICA Prima di ogni argomento sono raccolte alcune formule utili, e non banali, per lo svolgimento degli esercizi. Si presuppongono lo studio e la comprensione teorica delle stesse.
Lezione 22 - Ottica geometrica
Lezione 22 - Ottica geometrica E possibile, in certe condizioni particolari, prescindere dal carattere ondulatorio della radiazione luminosa e descrivere la propagazione della luce usando linee rette e
Spettroscopia. Reticolo di diffrazione Spettrometro a reticolo Spettroscopia Raman
Spettroscopia Reticolo di diffrazione Spettrometro a reticolo Spettroscopia Raman Di nuovo l'esperimento di Young delle due fenditure Onda piana incidente Se la larghezza d delle fenditure tende a zero:
L USO DEL MICROSCOPIO OTTICO
L USO DEL MICROSCOPIO OTTICO Visualizzazione dei microrganismi La visualizzazione dei microrganismi richiede l uso del microscopio ottico o del microscopio elettronico. Il microscopio ottico composto in
Spettrometria. Relazione sperimentale
1 Relazione sperimentale Scopo dell esperienza è la misura della lunghezza d onda delle righe dello spettro della luce al mercurio e la misura dell indice di rifrazione del vetro in funzione della lunghezza
INTERFEROMETRO DI MICHELSON
INTERFEROMETRO DI MICHELSON Scopo dell esperienza: determinare mediante un interferometro le seguenti quantità: lunghezza d onda di un fascio di luce monocromatica lunghezza dei pacchetti d onda di una
MICHELSON. Interferometro. A.Guarrera, Liceo Galilei CT
L INTERFEROMETRO DI MICHELSON 1 A.Guarrera, Liceo Galilei CT L interferometria è un metodo di misura molto preciso e molto sensibile che permette di determinare, ad esempio, variazioni di lunghezza, densità
SPECCHI. Dalla posizione dell'immagine non emergono raggi luminosi; essa si trova sull'immaginario prolungamento dei raggi di luce riflessa.
SPECCHI SPECCHI PIANI Per specchio si intende un dispositivo la cui superficie è in grado di riflettere immagini di oggetti posti davanti a essa. Uno specchio è piano se la superficie riflettente è piana.
Università degli Studi di Milano. Dipartimento di Fisica Corso di laurea triennale in FISICA. Anno accademico 2013/14. Figure utili da libri di testo
Università degli Studi di Milano Dipartimento di Fisica Corso di laurea triennale in FISICA Anno accademico 2013/14 Figure utili da libri di testo Onde & Oscillazioni Corso A Studenti con il cognome che
Ottica fisica. Marcello Borromeo corso di Fisica per Farmacia - Anno Accademico
Ottica fisica La natura ondulatoria della luce è stata evidenziata da Young ai primi dell 800 usando l interferenza e confutando l idea corpuscolare di Newton Le onde elettromagnetiche sono state previste
Riassunto lezione 14
Riassunto lezione 14 Onde meccaniche perturbazioni che si propagano in un mezzo Trasversali Longitudinali Interferenza (principio di sovrapposizione) Onde elettromagnetiche (si propagano anche nel vuoto)
3. (Da Veterinaria 2006) Perché esiste il fenomeno della dispersione della luce bianca quando questa attraversa un prisma di vetro?
QUESITI 1 FENOMENI ONDULATORI 1. (Da Medicina 2008) Perché un raggio di luce proveniente dal Sole e fatto passare attraverso un prisma ne emerge mostrando tutti i colori dell'arcobaleno? a) Perché riceve
LA LUCE. Perché vediamo gli oggetti Che cos è la luce La propagazione della luce La riflessione La rifrazione
LA LUCE Perché vediamo gli oggetti Che cos è la luce La propagazione della luce La riflessione La rifrazione Perché vediamo gli oggetti? Perché vediamo gli oggetti? Noi vediamo gli oggetti perché da essi
I esonero di Ottica Geometria a.a compito A
I esonero di Ottica Geometria a.a. 2016-17 compito A Un onda elettromagnetica piana con frequenza 5x10 12 Hz entra con incidenza normale in un mezzo spesso 10 Km. Sapendo che la luce impiega un tempo t=50
Interferenza e diffrazione
Ruggero Caravita, Giacomo Guarnieri, Roberta Lanfranco Gruppo Me7 1 Relazione sperimentale Lo scopo dell esperienza è quello di indagare i fenomeni di interferenza e diffrazione di un raggio di luce monocromatico
Ottica LEYBOLD. LEYBOLD Schede di fisica. Misura delle righe dello spettro dei gas inerti e dei vapori metallici con lo spettrometro a prisma
Ottica Spettrometro Spettrometro a prisma LEYBOLD Schede di fisica Misura delle righe dello spettro dei gas inerti e dei vapori metallici con lo spettrometro a prisma Obiettivi dell esperimento Regolazione
Diffrazione della luce
1 Introduzione 1 Diffrazione della luce Attenzione! Nel corso della presente esperienza è previsto l utilizzo di laser di classe II: laser che emettono radiazione visibile nell intervallo di lunghezze
LA RIFRAZIONE E LA RIFLESSIONE DELLA LUCE. IV^C 2016/2017 Lepore Gianluca Ianniciello Antonio
LA RIFRAZIONE E LA RIFLESSIONE DELLA LUCE IV^C 2016/2017 Lepore Gianluca Ianniciello Antonio INTRODUZIONE La riflessione e la rifrazione della luce si possono spiegare utilmente supponendo che la luce
ONDE ELETTROMAGNETICE NATURA DELLA LUCE LEZIONE 29
ONDE ELETTROMAGNETICE NATURA DELLA LUCE LEZIONE 29 NATURA DELLA LUCE SULLA NATURA DELLA LUCE ESISTE UNA DOPPIA TEORIA: ONDULATORIA CORPUSCOLARE Teoria corpuscolare (Newton 1643-1727) La luce è costituita
Lezioni LINCEI per la Scuola La Spettroscopia
Lezioni LINCEI per la Scuola La Spettroscopia Roberto Casalbuoni Dipartimento di Fisica e Astronomia, Sezione INFN Istituto G. Galilei per la Fisica Teorica (GGI), Terza Cultura Firenze - [email protected]
LENTI SOTTILI. Le lenti sottili sono gli strumenti ottici più importanti tra quelli più semplici.
LENTI SOTTILI Chiamiamo lente un qualsiasi corpo trasparente limitato da due superfici curve o da una superficie piana ed una curva, in grado di trasmettere un fascio di luce focalizzandolo in modo da
Interferenza della luce
1 Introduzione 1 Interferenza della luce Attenzione! Nel corso della presente esperienza è previsto l utilizzo di laser di classe II: laser che emettono radiazione visibile nell intervallo di lunghezze
Università degli Studi di Milano. Dipartimento di Fisica Corso di laurea triennale in FISICA. Anno accademico 2013/14. Figure utili da libri di testo
Università degli Studi di Milano Dipartimento di Fisica Corso di laurea triennale in FISICA Anno accademico 2013/14 Figure utili da libri di testo Onde & Oscillazioni Corso A Studenti con il cognome che
