Il colloquio motivazionale
|
|
|
- Antonina Salvi
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Il colloquio motivazionale Appunti sintetici ricavati da William Miller e Stephen Rollnick, Il colloquio di motivazione. Tecniche di counseling per problemi di alcol e altre dipendenze, Erickson 1994, 362 pagine e da William Miller e Stephen Rollnick, Il colloquio motivazionale. Preparare le persone al cambiamento, Erickson 2004, 502 pagine Il colloquio motivazionale si fonda su quattro principi generali: 1. Esprimere empatia L accettazione facilita il cambiamento. Un competente ascolto riflessivo è un abilità fondamentale. L ambivalenza è una condizione normale. 2. Aumentare la frattura interiore Deve essere la persona e non l operatore a fornire le motivazioni per cambiare. Il cambiamento è motivato dalla percezione della frattura interiore tra il comportamento attuale e i valori o gli obiettivi importanti per la persona. 3. Aggirare e utilizzare la resistenza Evitare di discutere in favore del cambiamento. La resistenza non va contrastata direttamente. Nuovi punti di vista vengono presentati ma non imposti. La persona è la fonte primaria in cui trovare risposte e soluzioni. Resistenza è un segnale che indica la necessità di rispondere in modo differente. 4. Sostenere l autoefficacia La convinzione di poter cambiare è un potente elemento motivante. La persona, e non l operatore, è responsabile della scelta e della realizzazione del cambiamento. Le aspettative dell operatore sulle abilità che la persona ha di cambiare possono diventare una profezia che si autoavvera.
2 * I metodi iniziali sono cinque: 1. Fare domande aperte, cioè domande che non inducano a risposte brevi. 2. Praticare l ascolto riflessivo - L ascolto riflessivo è una delle abilità più importanti e difficili nel colloquio motivazionale. E opinione comune che ascoltare significhi solo restare in silenzio (almeno per un po ) a sentire ciò che una persona ha da dire. L elemento cruciale nell ascolto riflessivo, invece, consiste nel modo in cui l operatore reagisce a ciò che dice la persona. Thomas Gordon ha delineato 12 tipi di reazioni che non rappresentano una forma di ascolto: 1 dare ordini, direttive o comandi 2 avvertire, ammonire, minacciare 3 dare consigli, suggerimenti o soluzioni 4 persuadere con la logica, argomentare, dare lezioni 5 dire agli altri cosa devono fare, fare la morale 6 dissentire, giudicare, criticare, rimproverare 7 concordare, approvare, elogiare 8 far vergognare, ridicolizzare, etichettare 9 interpretare, analizzare 10 rassicurare, comprendere, consolare 11 interrogare, indagare 12 estraniarsi, distrarsi, fare dell umorismo o cambiare argomento. Gordon ha definito queste reazioni roadblocks, letteralmente blocchi stradali, nel senso di blocchi della comunicazione, ché tendono a mettersi in mezzo alla strada, distolgono la persona dal percorrere lo stesso sentiero. 3. Sostenere e confermare 4. Riassumere 5. Evocare affermazioni nella direzione del cambiamento
3 Gli stadi del cambiamento sono cinque: 1. Precontemplazione 2. Contemplazione 3. Preparazione/determinazione 4. Azione 5. Mantenimento * Le persone si muovono da una situazione di inconsapevolezza o di riluttanza nel fare qualcosa riguardo al problema, al considerare la possibilità di cambiamento, quindi a una situazione in cui diventano determinati e preparati a operare il cambiamento, e infine a passare all azione e sostenere o mantenere questo cambiamento nel tempo (pag.240). Il cambiamento del comportamento è una serie di graduali passaggi che comprendono molteplici compiti e richiede varie attività di coping piuttosto che una sola dimensione o un processo tutto o niente (pag.241). Il colloquio motivazionale è un eccellente stile di counseling da utilizzare con le persone che si trovano negli stadi iniziali (precontemplazione e contemplazione). I precontemplatori non vogliono delle lezioni o che vengano indicate azioni tecniche quando non sono pronti a cambiare. Allo stesso modo i contemplatori, che stanno considerando la possibilità di operare un cambiamento ma non sono abbastanza pronti a prendersi un impegno, sono resistenti agli approcci più tradizionali, che li incoraggiano (o cercano di forzarli) a operare cambiamenti per i quali non sono ancora pronti. Attraverso l uso delle strategie del colloquio motivazionale, gli operatori incoraggiano le persone a prendersi la responsabilità di ogni decisione. La ricerca ha trovato che il colloquio motivazionale è uno stile efficace anche con persone che si trovano negli ultimi stadi (preparazione/determinazione, azione, mantenimento), che Millner e Rollnick hanno chiamato Fase 2 del colloquio motivazionale. In questa fase, il compito dell operatore passa dal motivare al fornire consigli e a dirigere la persona, in modo che questa sviluppi un piano di cambiamento realizzabile, prevenga i blocchi al cambiamento e identifichi potenziali sistemi di sostegno. Nonostante la maggior parte delle strategie finalizzate al cambiamento, nella fase 2, siano più orientate all azione, le persone sono sempre più reattive, ma alla fine ottengono risultati
4 migliori quando un continuativo impegno motivazionale non viene trascurato ed esse vengono trattate con lo stile empatico e attento proprio del colloquio motivazionale. Per le persone che si trovano nello stadio dell azione e del mantenimento, l approccio del colloquio motivazionale può aiutare ad aumentare l autoefficacia e a rinforzare la loro realizzazione, entrambi elementi importanti per sostenere il cambiamento a lungo termine (pp ). Le persone possono arrivare all attenzione dei Servizi mentre si trovano in uno qualunque dei cinque stadi del cambiamento. A volte stanno cercando aiuto per negoziare un modo in cui passare con successo attraverso lo stadio del cambiamento dell azione. Altre volte sono riluttanti al cambiamento ma vengono inviati al trattamento dal sistema legale, o da membri della famiglia preoccupati, amici o datori di lavoro. Spesso le persone arrivano con problemi o condizioni in cui sono molti i comportamenti che devono cambiare. Consumatori di droga con disturbi psichiatrici, diabetici, donne incinte tossicodipendenti e fumatrici si trovano spesso in diversi stadi del cambiamento, a seconda di quale comportamento si prenda in considerazione. Per esempio, una persona che arriva per una visita clinica per l ipertensione può essere in uno stadio del cambiamento per quanto riguarda le strategie per la riduzione dello stress, in un altro stadio per quanto riguarda l adozione dell abitudine a fare un esercizio fisico regolare, e in un altro ancora per quanto riguarda seguire diligentemente le cure contro l ipertensione. In ognuna di queste situazione, la sfida per l operatore consiste nell individuare in quale stadio del ciclo di cambiamento si trovi la persona, e successivamente offrire l assistenza adeguata (pag.242). Facilitare il cambiamento nei precontemplatori. La precontemplazione è il primo stadio del cambiamento. Le persone in questo stadio o non sono consapevoli del comportamento problematico, oppure sono riluttanti o scoraggiate quando è il momento di cambiarlo. Si impegnano molto poco in attività che potrebbero modificare la loro visione del comportamento problematico, e possono essere alquanto difensive rispetto al comportamento problematico. I precontemplatori non sono convinti che gli aspetti negativi del comportamento attuale o problematico superino quelli positivi. La nostra sfida è imparare a capire perché le persone possano essere resistenti al cambiamento e utilizzare strategie che diluiscano questa resistenza in modo positivo.
5 Gli stadi del cambiamento ci aiutano a pensare alla resistenza della persona come a uno stato che può essere influenzato. L esperienza di migliaia di precontemplatori ci ha fatto capire che vi sono molte ragioni per cui una persona si trovi nello stadio della precontemplazione. Questa resistenza dei precontemplatori al cambiamento può essere riassunta utilizzando la formula mnemonica delle quattro R: riluttanza, ribellione, rassegnazione e razionalizzazione. Ognuno di questi modi di pensare, sentirsi e ragionare aiuta a far rimanere i precontemplatori in uno stato di non disponibilità al cambiamento. Sebbene la maggior parte dei precontemplatori usi una combinazione di questi modelli, sarà utile descrivere ogni modello come una tipologia distinta. I precontemplatori riluttanti sono quelli che, per una mancanza di consapevolezza o forse per inerzia, non vogliono prendere in considerazione il cambiamento. Per queste persone, i particolari o gli effetti del loro comportamento problematico non sono ancora diventati pienamente consci. Piuttosto che essere attivamente resistenti, essi sono in realtà più passivamente riluttanti al cambiamento. Può essere che siano spaventati dal cambiamento o forse si sentono bene dove sono e non vogliono rischiare un potenziale disagio portato dal cambiamento. Per queste persone, l ascolto accurato e il fornire un feedback in modo sensibile ed empatico può essere molto utile. Motivare questo tipo di precontemplatori spesso richiede tempo. (pp ) I precontemplatori ribelli spesso hanno una notevole consapevolezza del comportamento problematico. Danno molto valore al prendere da soli le loro decisioni. A loro non piace sentirsi dire quello che devono fare! La ribellione può essere il risultato di un adolescenza protratta o il risultato di insicurezze e paure. Non importa quale ne sia la causa, il precontemplatore ribelle apparirà ostile e resistente al cambiamento. E facile riconoscere un precontemplatore ribelle: spesso discute con l operatore, evidenzia sia in modo verbale che in modo non verbale che non vuole essere lì e fornisce una serie di ragioni per le quali non cambierà. Il colloquio motivazionale fornisce un modo per consentire ai precontemplatori ribelli la libertà di esprimere i loro forti sentimenti circa il cambiamento, mentre allo stesso tempo indirizza la loro energia verso una direzione positiva. Offrire una serie di opzioni sembra essere la strategia migliore per lavorare con un precontemplatore ribelle. Incoraggiare le persone a pensare alle scelte disponibili, includere piccoli cambiamenti graduali invece che la totale e improvvisa astinenza,
6 per esempio, spesso apre alla possibilità del cambiamento. E importante ricordare che il precontemplatore ribelle investe molta energia nel comportamento problematico. La vera sfida consiste nell aiutare la persona a spostare parte di questa energia nel considerare il cambiamento invece che di impiegarla nella resistenza o nella ribellione. Una volta che il precontemplatore ribelle decide di cambiare, l energia spesso si sposta verso un energia positiva di determinazione al successo. (pag.245) La mancanza di energia e investimento, al contrario, è la caratteristica dei precontemplatori rassegnati. Queste persone hanno rinunciato alla possibilità di cambiare e sembrano sopraffatte dal problema. Si sentono disperatamente dipendenti e incapaci di esercitare un qualunque controllo. Si sentono come se fosse l abitudine a controllarli, non la loro capacità. Le strategie più produttive nei loro confronti sono quelle di trasmettere la speranza ed esplorare le barriere che si frappongono al cambiamento. E importante aiutare queste persone a considerare la ricaduta come un fatto normale e a non considerarla un fallimento. Molte persone passano attraverso gli stadi varie volte prima di riuscire a mantenere un cambiamento, e ogni tentativo di cambiamento costituisce un opportunità di apprendimento. E importante per tutti gli utenti comprendere che cambiare il comportamento è difficile, ma non impossibile. Spesso la chiave per lavorare con i precontemplatori rassegnati è costruire la fiducia un po per volta, assistendoli nel prendere la decisione di iniziare con un piccolo cambiamento e confermando ogni successo che ottengono, anche se piccolo. E importante ricordare che la ricerca mostra come la fiducia del clinico (dell educatore) nelle abilità dell utente sia un fattore fortemente predittivo del risultato. Successo genera successo, e con ogni piccolo cambiamento il precontemplatore rassegnato costruisce l autoefficacia indispensabile per attuare cambiamenti più grandi. (pp ) Mentre il precontemplatore rassegnato sente che non c è nessuna risposta al suo problema, il precontemplatore razionalizzante spesso sembra avere tutte le risposte. Queste persone non considerano il cambiamento perché hanno già preso atto della probabilità del rischio personale, o credono che il loro comportamento sia un problema per altre persone, ma non per loro. E facile identificare l utente razionalizzante in una seduta: è quando l operatore inizia a sentire che il colloquio somiglia a un dibattito o a una seduta di botta e risposta. Sebbene possa sembrare simile alla ribellione, la resistenza del razionalizzatore risiede molto di più nei ragionamenti che nelle emozioni. Con questo tipo di utente ciò che sembra funzionare meglio sono l empatia e l ascolto riflessivo. Iniziare con
7 un esercizio della bilancia decisionale in cui viene chiesto all utente di dire tutte le cose buone di quel comportamento è una strategia ideale con i precontemplatori razionalizzanti. Queste persone comprendono subito che il counselor non discuterà con loro, e che riconoscerà che hanno alcune inattaccabili ragioni a favore del loro comportamento. Dopo aver parlato degli aspetti positivi del loro comportamento, questi utenti sono spesso più aperti a considerare che ci sono anche cose non tanto buone. (pp ) E particolarmente importante usare prudenti strategie di motivazione, invece di applicare programmi ad alta intensità o sforzi enormi che verranno sistematicamente ignorati da coloro che non sono interessati a modificare quel particolare comportamento problematico. E però altrettanto falso credere che i precontemplatori non cambieranno mai e che non ci sia niente da fare. Possono essere persuasi, incoraggiati, informati e avvisati. Non possiamo far cambiare i precontemplatori, ma possiamo essere d aiuto a motivarli a passare allo stadio della contemplazione. (pp )
Stili comunicativi e approccio motivazionale. Sandra Bosi Responsabile Servizi Formazione e Prevenzione LILT Reggio Emilia
Stili comunicativi e approccio motivazionale Sandra Bosi Responsabile Servizi Formazione e Prevenzione LILT Reggio Emilia Caratteristiche dell approccio motivazionale: Richiede la conoscenza di una strategia
APPROCCIO MOTIVAZIONALE E TERAPIA COGNITIVA NEI DISTURBI DA USO DI SOSTANZE. Mascetti Walter
APPROCCIO MOTIVAZIONALE E TERAPIA COGNITIVA NEI DISTURBI DA USO DI SOSTANZE Mascetti Walter Il cambiamento È volto al raggiungimento del migliore equilibrio personale e ambientale (con sé e con gli altri)
IL COUNSELLING PER LA PROMOZIONE DI STILI DI VITA SALUTARI MOTIVAZIONE E CAMBIAMENTO IL MODELLO TRANSTEORICO: STADI, STRATEGIE E INTERVENTO
ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA IL COUNSELLING PER LA PROMOZIONE DI STILI DI VITA SALUTARI Roma, 28-30 marzo 2011 MOTIVAZIONE E CAMBIAMENTO IL MODELLO TRANSTEORICO: STADI, STRATEGIE E INTERVENTO Prof. Marco
Accompagnare al cambiamento
Accompagnare al cambiamento percorso per Guadagnare salute Rendere facili le scelte salutari Reggio Emilia 24-25-26 settembre 2009 E.Centis*, P.Beltrami*, G.P.Guelfi** (*) Azienda USL Bologna (**) Università
Introduzione al Counseling breve
Introduzione al Counseling breve modulo 1 Sergio Giannini Counseling breve: cosa è? Per counseling breve s intende un intervento di counseling che tende al raggiungimento degli obiettivi nel minor tempo
ASPIC SCHEDA PER IL COUNSELOR
ASPIC SCHEDA PER IL COUNSELOR Il lavoro va effettuato su un comportamento/dipendenza (fumo, alimentazione, cioccolato, caffé ) su cui si vuole porre attenzione. Si tratta di un comportamento disfunzionale
PROGETTO FARO PERCORSI FORMATIVI PER I GENITORI
ISTITUTO COMPRENSIVO DI CURNO SCUOLA PRIMARIA DI MOZZO «Mosè del Brolo» PROGETTO FARO PERCORSI FORMATIVI PER I GENITORI Relatrice Insegnante Elisabetta Bonati PROGETTO FARO Presso Scuola Secondaria I grado
Scritto da Paolo Bellagente Martedì 08 Maggio :16 - Ultimo aggiornamento Martedì 03 Luglio :32
La nostra guida in questa breve scoperta del disturbo giovanile è Michela, maestra elementare specializzata nel Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). Il mondo del disagio giovanile è veramente molto
Valeria Destefani Psicologa Psicoterapeuta Fondazione Istituto Neurologico Nazionale C. Mondino IRCCS.
RESILIENZA PER GENITORI RESILIENTI Valeria Destefani Psicologa Psicoterapeuta Fondazione Istituto Neurologico Nazionale C. Mondino IRCCS. 15/05/2014 Come sviluppare resilienza Locus of control interno
IL COLLOQUIO MOTIVAZIONALE CON IL PAZIENTE FUMATORE: IL COUNSELING BREVE
IL COLLOQUIO MOTIVAZIONALE CON IL PAZIENTE FUMATORE: IL COUNSELING BREVE TABAGISMO Malattia da dipendenza di sostanze da abuso (DSM IV- 1994) Il fumo di tabacco è il principale fattore di rischio evitabile
La comunicazione in ambito vaccinale
La comunicazione in ambito vaccinale Torino 6 maggio 2016 Passaggi fondamentali nella relazione vis a vis all interno del setting vaccinale L importanza delle competenze di base del counselling Barbara
MEDICI DI MEDICINA GENERALE E SERT: DUE ESPERIENZE A CONFRONTO
MEDICI DI MEDICINA GENERALE E SERT: DUE ESPERIENZE A CONFRONTO Regione Toscana Azienda USL 8 Arezzo Direttore Generale Dr. Enrico Desideri Direttore Amministrativo Dr. Moraldo Neri Ser.t. Arezzo Dott.
CALGARY-CAMBRIDGE GUIDE TO THE MEDICAL INTERVIEW
CALGARY-CAMBRIDGE GUIDE TO THE MEDICAL INTERVIEW Kurtz et al (1998) Teaching and Learning Communication Skills in Medicine. Radcliffe Medical Press (Oxford); Silverman et al (1998) Skills for Communicating
L obiettivo. Facilitare. Non è convincere. La comunicazione per una scelta consapevole
La vaccinazione tra diritto e dovere Quale comunicazione per facilitare la scelta L obiettivo Non è convincere Ma Istituto Superiore di Sanità 10 Gennaio 2011 La comunicazione per una scelta consapevole
MANTENERE IL TALENTO: LAVORARE CON I GIOVANI ATLETI ELITE (sintesi e traduzione a cura di G. Vercelli)
MANTENERE IL TALENTO: LAVORARE CON I GIOVANI ATLETI ELITE (sintesi e traduzione a cura di G. Vercelli) GLORIA BALAGUE UIC/USATF Aspire Academy, Doha, Qatar, Dec 2015 PUNTI CHIAVE Percorsi verso l élite
GENITORI ALLENATORI-EMOTIVI GENITORI ALLENATORI-EMOTIVI GENITORI ALLENATORI-EMOTIVI GENITORI ALLENATORI-EMOTIVI GENITORI ALLENATORI-EMOTIVI
??? Sono i genitori che rappresentano per i figli una guida nel mondo delle emozioni. Proprio come gli allenatori di atletica, essi insegnano delle strategie: nelnostrocasoper affrontare gli alti e bassi
Approcci motivazionali opportunistici
Approcci motivazionali opportunistici e Minimal Advice Biagio Tinghino Presidente Società Italiana Tabaccologia Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Milano Bicocca [email protected] 1 Possiamo inviare
COMUNICAZIONE. Nell ambito del sistema salute si tende. sempre di più a seguire modelli di. tipo olistico
COMUNICAZIONE Nell ambito del sistema salute si tende sempre di più a seguire modelli di tipo olistico COMUNICAZIONE Il cittadino dal semplice ruolo di paziente passa a quello di cittadino-utente Con la
La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima. Henri Bergson ESSERE PIU SICURI PER COMUNICARE MEGLIO
La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima. Henri Bergson ESSERE PIU SICURI PER COMUNICARE MEGLIO Percorso di studi: Sociologa Criminologa - Counselor della
Autovalutazione della propria competenza comunicativa
Fase A Val Autovalutazione della propria competenza comunicativa Si può valutare la capacità di comunicare? La risposta non è semplice perché questa competenza non è definibile in modo univoco; essa dipende
PRINCIPI CHE REGOLANO LA COMUNICAZIONE
28 Reggimento Pavia PRINCIPI CHE REGOLANO LA COMUNICAZIONE Colonnello Diego Filippo FULCO PARLEREMO DI : Fonte: l Espresso Altan 2009 FINALITÀ CONOSCERE I PRINCIPI BASILARI DELLA COMUNICAZIONE COMPRENDERE
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO. Approccio Olistico
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 1. Approccio sistemico Approccio Olistico L'educatore aiuta gli studenti a sviluppare una comprensione del mondo in cui tutto è interconnesso, a cercare collegamenti tra sistemi
COMUNICAZIONE & INSEGNAMENTO
COMUNICAZIONE & INSEGNAMENTO INTRODUZIONE Gli insegnanti: GRANDI COMUNICATORI Insegnare bene significa comunicare efficacemente La comunicazione è efficace se raggiunge lo scopo Voi siete il centro della
INTELLIGENZA EMOTIVA
Fondazione Besso di Roma INTELLIGENZA EMOTIVA Definizione e competenze proprie dell Intelligenza Emotiva; Riconoscere e gestire la sfera emotiva nel rapporto con gli alunni: riconoscere e potenziare le
Come ascoltare i figli e come farsi ascoltare. Uno sguardo pedagogico centrato sull educazione
1 Come ascoltare i figli e come farsi ascoltare Uno sguardo pedagogico centrato sull educazione Come ascoltare 2 nei momenti normali e speciali a) Guardarlo negli occhi; b) Non fare qualcos altro; c) Ascoltare
CORSO ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO. LEZIONE 2 Ing. Martina Grasso 1
CORSO ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO LEZIONE 2 Ing. Martina Grasso 1 PARLARE: dire qualcosa a voce per mezzo di parole CORSO ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO 2 CORSO ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO 3 CORSO ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO
Noi non siamo un ricettacolo passivo di pulsioni nascoste ma costruiamo ATTIVAMENTE la nostra realtà
LE EMOZIONI Noi non siamo un ricettacolo passivo di pulsioni nascoste ma costruiamo ATTIVAMENTE la nostra realtà IL DIALOGO INTERIORE Cos è? È l elaborazione cognitiva ed emotiva di ciò che ci è pervenuto
La relazione infermiere-bambino come strumento di cura e di crescita personale
La relazione infermiere-bambino come strumento di cura e di crescita personale Scegliere una professione d aiuto La relazione d aiuto si svolge tra due soggetti: Il malato L infermiere Identità professionale
Teoria della motivazione
Teoria della motivazione Scaglia Maurizio Convegno Nazionale SIAN 22 settembre 2012 Vicenza Workshop LA VALUTAZIONE DELLA MOTIVAZIONE AL CAMBIAMENTO IN AMBITO NUTRIZIONALE. IONALE. COS È IL CAMBIAMENTO
Genitori in gioco! Workshop per sostenere e promuovere le risorse dei genitori.
DOTT.SSA FRANCESCA PONTOGLIO Genitori in gioco! Workshop per sostenere e promuovere le risorse dei genitori. Preparato per: Associazione Alchemilla Preparato da: dott.ssa Francesca Pontoglio 16 luglio
UNA DEFINIZIONE DI DEBRIEFING
UNA DEFINIZIONE DI DEBRIEFING E un processo in cui le persone che hanno avuto una esperienza sono condotte ad una discussione intenzionale di questa esperienza. Si basa su due presupposti: L esperienza
Le strategie dell intervento di counselling in ambito vaccinale (informative, problem solving, decision making)
Il Counselling per un informazione personalizzata e una scelta consapevole in ambito vaccinale III livello 13 14 novembre 2012 Torino Le strategie dell intervento di counselling in ambito vaccinale (informative,
Ascoltare significa sospendere il proprio giudizio ASCOLTO ATTIVO
Ascoltare significa sospendere il proprio giudizio : ASCOLTO ATTIVO ASCOLTO ATTIVO: DUE COMPETENZE RIFORMULAZIONE DEI MESSAGGI Garantisce la ricezione corretta e promuove senso di accettazione, di interesse
GESTIRE L INCERTEZZA COSTRUIRE IL FUTURO
GESTIRE L INCERTEZZA COSTRUIRE IL FUTURO Workbook www.lucamarcolin.it 1 INFORMAZIONI E GLOBALIZZAZIONE 1. Quali sono le cause dell Incertezza che vivo? Ambientali, Sociali, Economiche, Politiche, Familiari,
L ascolto empatico. abilità che possono essere apprese e sviluppate solo con impegno e molta pratica
L ascolto empatico Introduzione Diversamente da quanto possiamo pensare, ascoltare non è semplice. Saper ascoltare efficacemente comporta un processo mentale più sofisticato del solo sentire poiché è un
Leggere dentro noi stessi. Riconoscere le nostre emozioni e quelle degi altri. Governare le tensioni, gestire lo stress.
Leggere dentro noi stessi Riconoscere le nostre emozioni e quelle degi altri Governare le tensioni, gestire lo stress. Analizzare e valutare le situazioni Prendere decisioni Risolvere problemi Affrontare
Materiale di formazione ad uso esclusivo della farmacia, non destinato al consumatore. Riproduzione vietata INTELLIGENZA EMOTIVA AL LAVORO
INTELLIGENZA EMOTIVA AL LAVORO INTELLIGENZA MULTIPLE Le intelligenze descritte da Gardner sono: 1. Intelligenza Linguistico - Verbale 2. Intelligenza Logico Matematica 3. Intelligenza Visivo - Spaziale
IL COLLOQUIO MOTIVAZIONALE Corso Base
IL COLLOQUIO MOTIVAZIONALE Corso Base Date: 27 gennaio 2017 dalle 09:00 alle 18:00 28 gennaio 2017 dalle 09:00 alle 18:00 29 gennaio 2017 dalle 09:00 alle 13:00 Sede AIASF: - Via Giacomo Puccini, 9 - ROMA
QUALE RUOLO DEI GENITORI PER L'ORIENTAMENTO SCOLASTICO DEI FIGLI. dott. Stefano Panella
QUALE RUOLO DEI GENITORI PER L'ORIENTAMENTO SCOLASTICO DEI FIGLI dott. Stefano Panella ORIENTAMENTO SCOLASTICO-PROFESSIONALE Orientamento è soprattutto far acquisire una competenza che permetterà di analizzare,
Leadership & Management nella PA
Leadership & Management nella PA Sede Fondazione Alma Mater Aula M 2 Piano - Palazzina B Via Belmeloro, 14 12 Aprile Ore 9.30 / 16.30 LA LEADERSHIP EFFICACE - Stili relazionali e metodologie di approccio
CHE COS E L AUTOSTIMA E COME INFLUISCE NELLA NOSTRA VITA
L autostima è un concetto soggettivo che riguarda la valut azione che ogni individuo da di se stesso in base al grado di fiducia che ha nel proprio valore, nelle proprie capacità e nella propria importanza.
DISTURBI SPECIFICI DELL ADOLESCENZA! IL PESO DELLE DIFFICOLTA IN ETA EVOLUTIVA 2014/2015
DISTURBI SPECIFICI DELL ADOLESCENZA! IL PESO DELLE DIFFICOLTA IN ETA EVOLUTIVA 2014/2015 DSA E BES SONO DIFFICOLTÀ INDIVIDUALI CHE SI MANIFESTANO NELL AMBIENTE SCUOLA DIMENSIONE PERSONALE + SOCIALE IN
La comunicazione tra donne e uomini nell'ambiente di lavoro: i segreti per riuscire a capirsi
O P E N S O U R C E M A N A G E M E N T La comunicazione tra donne e uomini nell'ambiente di lavoro: i segreti per riuscire a capirsi w w w. o p e n s o u r c e m a n a g e m e n t. i t COSA DICE LA SCIENZA
Insegnare e apprendere attraverso modalità collaborative: come gestirle in classe per sviluppare e potenziare le competenze di ciascuno
Mazara, 28 novembre 2017 Insegnare e apprendere attraverso modalità collaborative: come gestirle in classe per sviluppare e potenziare le competenze di ciascuno Angela Pesci Dipartimento di Matematica
I DSA e lo studio sostenere i b/r nei compiti a casa
I DSA e lo studio sostenere i b/r nei compiti a casa Elena Bortolotti Un primo bisogno un clima positivo! Andrich Miato e Miato (2007) oggi i giovani hanno bisogno di vivere in un clima positivo e coerente
MODULO 2 VOLONTA DI ESPLORARE -BREVE RIASSUNTO-
MODULO 2 VOLONTA DI ESPLORARE -BREVE RIASSUNTO- I. CHE COS E LA VOLONTA DI ESPLORARE? La volontà di esplorare non è semplicemente quella di esplorare le opportunità di mercato. Ci sono due modi per comprendere
Leggete tutte e cinque le domande di un gruppo e quindi rispondete a ciascuna delle domande.
ISTRUZIONI Il seguente questionario pone delle domande riguardo ai vostri sentimenti rispetto alla vostra vita e voi stessi da quando avete sviluppato il disturbo. Alcune domande riguardano momenti in
Donne e networking. Il networking è donna
Donne e networking Il networking è donna Il networking cos è? Networking Una rete sociale consiste di un qualsiasi gruppo di individui connessi tra loro da diversi legami sociali. Per gli esseri umani
ESSERE VOLONTARIO. COSA VUOL DIRE?
ESSERE VOLONTARIO. COSA VUOL DIRE? CAPACITA? NE ABBIAMO? ALTRIMENTI LE COSTRUIAMO Torino, 4 Maggio 2017 Prima giornata di formazione dei volontari mentori Progetto Early Warning Europe SOFT SKILL Autonomia
Chiarezza obiettivo Riflessione Controllo di sé Autovalutazione
Progetto x competenza EMOZIONANDO Competenza imparare ad imparare: è l abilità di perseverare nell apprendimento, di organizzare il proprio apprendimento anche mediante una gestione efficace del tempo
PERCORSO FORMATIVO. Cantù 28/04/2011
PERCORSO FORMATIVO Cantù 28/04/2011 Cosa si intende per Life Skills? l termine di life skills ("LS") viene generalmente riferito ad una gamma di abilità cognitive, emotive e relazionali di base, che consentono
Prof G. Trovato. Facoltà di Scienza della Formazione Corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche AA
Prof G. Trovato Facoltà di Scienza della Formazione Corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche AA 2011-2012 1 I comportamenti di salute 2 PREVENZIONE DELLA MALATTIA PROMOZIONE DELLA SALUTE 3 Prevenzione
Il counseling breve in azione. Appunti
Il counseling breve in azione Appunti . Le otto caratteristiche del Counseling breve 1. E basato sulla relazione 2. Tempi brevi 3. E centrato sulla soluzione 4. Azione 5. Interazionbe sociale 6. Orientato
Come migliorare la comunicazione. Il counselling
Come migliorare la comunicazione Il counselling Il counselling come colore di fondo: Un atteggiamento mentale che fa da base allo stile comunicativo quotidiano Il counselling come strumento di precisione
