MICROBIOLOGIA AGROALIMENTARE
|
|
|
- Rocco Tommasi
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 MICROBIOLOGIA AGROALIMENTARE Prof.ssa Paola Sinibaldi Vallebona AA
2 MICETI Sono state identificate circa specie fungine anche se si ipotizza che ne possano esistere circa 1,5 milioni
3 LIEVITI Sono organismi unicellulari che: non resistono ai trattamenti termici di pastorizzazione prediligono il ph acido per la crescita si sviluppano negli alimenti contenenti elevate quantità di sale (alofili) si sviluppano in presenza di elevate quantità di zuccheri (osmofili)
4 LIEVITI NEGLI ALIMENTI Svolgono ruolo positivo: Nella fermentazione alcoolica del vino, della birra e del whisky Negli impasti da pane e dei prodotti da forno a lievitazione naturale
5 Sono scarsamente presenti Possiedono capacità: fermentativa LIEVITI NEI PRODOTTI LATTIERO-CASEARI di assimilazione del lattosio e del galattosio proteolitica e lipolitica di utilizzo di acido lattico e acido citrico di crescita a bassa temperatura di tolleranza ad elevate concentrazioni di sale
6 LIEVITI NELLA CARNE E DERIVATI Rappresentano una quota minoritaria della microflora di contaminazione Sono più resistenti dei batteri in condizioni di: ridotta A w basso ph A temperature sotto 0 C i lieviti sono favoriti in quanto viene inibita la crescita batterica A temperature sopra 0 C i lieviti rappresentano circa il 5% della popolazione microbica
7 LIEVITI NELLA FRUTTA E DERIVATI La superficie del frutto integro presenta una popolazione di lieviti variabile tra ufc/cm 2 Lieviti possono essere presenti anche all interno del frutto, soprattutto in prossimità del picciolo ed in corrispondenza di lesioni
8 LIEVITI NELLA FRUTTA E DERIVATI La sopravvivenza e la crescita dei lieviti sulla superficie del frutto è favorita da: Adesione allo stato ceroso della cuticola ad opera di enzimi extracellulari e produzione di pseudoife Disponibilità di nutrienti Disponibilità di acqua Tolleranza a stress di temperatura, luce ed irraggiamento Tolleranza ai fitofarmaci Competizione con altre specie microbiche
9 LIEVITI NEGLI ALIMENTI Svolgono un ruolo di danno: Producendo cattivi odori Resistendo ai conservanti Producendo fermentazione indesiderata
10 LIEVITI Non si conoscono lieviti patogeni per via alimentare Non si conoscono lieviti produttori di micotossine
11 MUFFE La maggior parte si sviluppa a temperature comprese tra C Muffe criofile (con optimum di temperatura al di sotto di 5 C) Muffe termofile (crescono molto bene anche a 50 C) Gli elementi vegetativi vengono distrutti dalla pastorizzazione Le strutture riproduttive presentano elevata termo-resistenza Tollerano un ampio range di ph (da 1 a 11) Il ph acido è quello ottimale
12 MUFFE Svolgono un ruolo positivo: Nel produrre antibiotici (penicillina), antimicotici (griseofulvina) immunosoppressori (ciclosporina) Nel produrre enzimi che coagulano il latte (genere Mucor) Nella maturazione di alcuni formaggi (taleggio, gorgonzola) e dei salami fermentati Nella fermentazione di alcuni vini
13 MUFFE Svolgono un ruolo di danno: quando parassitizzano i vegetali in coltura quando si sviluppano su alimenti
14 EFFETTI DANNOSI PRODOTTI Nei confronti di: DAI MICETI Piante Animali Uomo
15 RUOLO DEI MICETI NELL ECOSISTEMA Degradano materiali organici complessi a composti organici semplici e a molecole inorganiche (carbonio, azoto, fosforo)
16 FUNGHI SAPROFITI Funghi diversi sono addetti alla degradazione di polimeri diversi ed è per questo che i funghi saprofiti spesso crescono in comunità miste e complesse che riflettono le loro diverse attività enzimatiche
17 FUNGHI SAPROFITI Il principale ruolo svolto nella biosfera è rappresentato dalla degradazione della cellulosa che rappresenta il 50% del materiale strutturale dei vegetali ed è il polimero più abbondante presente sulla terra La demolizione delle cellulosa è realizzata dal fungo mediante i rilascio nel substrato di enzimi extracellulari ed è strettamente correlata alla crescita miceliale del fungo stesso.
18 METABOLISMO DEI MICETI I miceti sono: aerobi facoltativi o obbligati anaerobi facoltativi mai anaerobi obbligati
19 FUNGHI PARASSITI DELLE PIANTE Un parassita che causa malattia viene denominato patogeno I funghi sono i patogeni responsabili di più del 70% delle perdite in agricoltura
20 MUFFE Organismi pluricellulari responsabili del deterioramento degli alimenti, che in virtù della loro struttura ramificata, presentano una superficie molto vasta rispetto alla biomassa; in tal modo macromolecole, quali enzimi idrolitici e metaboliti secondari (micotossine) possono essere escrete nel substrato circostante. Vi appartengono numerosi generi responsabili della produzione di micotossine
21 VIE DI CONTAMINAZIONE FUNGINA IN UN LABORATORIO DI PRODUZIONE La principale via di contaminazione è rappresentata dall ambiente esterno in funziona di: Stagione Clima Zona geografica In campagna la contaminazione ambientale è prevalentemente dovuta a: Alternaria, Cladosporium, Fusarium Nelle zone urbane soprattutto da: Aspergillus e Penicillium
22 VIE DI CONTAMINAZIONE FUNGINA IN UN LABORATORIO DI PRODUZIONE Altre fonti di contaminazione sono rappresentate da: Materie prime Imballaggi (carta, cartone, materiale plastico) Soffitti, pareti, piastrelle, infrastrutture in legno o altri materiali porosi Macchinari ed impianti di canalizzazione di acqua, latte, yogurt, succhi di frutta etc, Sistemi di filtrazione dell aria Personale
23 MUFFE NELL AMBIENTE DI PRODUZIONE
24 CONTAMINAZIONE FUNGINA DELLE ACQUE POTABILI L analisi micologica delle acque non viene eseguita di routine È indispensabile invece che venga effettuata a livello industriale quando l acqua diventa un ingrediente delle produzioni alimentari e zootecniche o quando viene utilizzata per la pulizia di macchinari e di superfici di lavoro La principale via di contaminazione è rappresentata dai filtri per la depurazione o dai serbatoi dove l acqua può rimanere stagnante, generando un sedimento di materiale organico.
25 CONTAMINAZIONE FUNGINA DELLE ACQUE MINERALI Può derivare da: La fonte stessa Il sistema di canalizzazione non opportunamente sanificato Sistema di filtrazione intasato Imbottigliamento in ambiente non protetto La comparsa di mucillagini tende ad aumentare nelle acque imbottigliate in fase di stoccaggio
26 CONTAMINAZIONE FUNGINA DELLE ACQUE I generi più frequentemente responsabili di contaminazione sono: Mucor Cladosporium Acremonium
27 CONTAMINAZIONE FUNGINA DELLE SPEZIE Sono alimenti altamente contaminati ma vengono generalmente utilizzati in piccole quantità Il pepe nero è la spezia che presenta il più elevato grado di contaminazione fungina I generi Aspergillus e Penicillium sono i contaminanti più frequentemente ritrovati nelle spezie
28 SPEZIE
29 CONTAMINAZIONE FUNGINA DEI CEREALI: LE GRANAGLIE I cereali costituiscono un substrato di crescita adatto per la maggior parte delle specie fungine La carica microbica presente sulla superficie esterna dei grani è in funzione dell ambiente, dell andamento stagionale, e del tipo di cereale Le cosiddette muffe da campo sono veicolate da: Polvere Fertilizzanti Pioggia Deiezioni degli animali Acque di irrigazione
30 CONTAMINAZIONE FUNGINA DEI CEREALI: LE GRANAGLIE I generi più frequentemente responsabili della contaminazione da campo sono: Alternaria Fusarium Cladosporium MICETI CAPACI DI DEMOLIRE LA CELLULOSA
31 CONTAMINAZIONE FUNGINA DEI CEREALI: LE GRANAGLIE Nella fase di stoccaggio dei cereali, che avviene nei silos, regredisce la flora fungina da campo e viene sostituita principalmente dai generi: Aspergillus Penicillium MICETI CAPACI DI ACIDIFICARE IL SUBSTRATO
32 CONTAMINAZIONE FUNGINA DEI CEREALI: LE GRANAGLIE Una buona conservazione del prodotto stoccato prevede una condizione di equilibrio tra umidità del substrato e ventilazione I CEREALI SONO PRODOTTI FREQUENTEMENTE CONTAMINATI DA MICOTOSSINE
33 MUFFE SU PANNOCCHIE DI MAIS
34 MUFFE SU PANNOCCHIE DI MAIS
35 CONTAMINAZIONE FUNGINA DEI CEREALI: LE FARINE La farina risulta più contaminata del grano che è stato utilizzato per la sua preparazione La contaminazione della farina può risultare diversa rispetto a quella presente nella granaglia da cui è derivata La contaminazione della farina è in grande quota determinata dai macchinari utilizzati per la sua preparazione
36 CONTAMINAZIONE FUNGINA DEI CEREALI: LE FARINE La presenza di muffe in una farina determina: Accrescimento dei valori di acidità Diminuzione del tenore in Vitamina PP Diminuzione del tenore in Vitamina B1 Presenza di micotossine (aflatossine e ocratossine)
37 CONTAMINAZIONE FUNGINA DEI CEREALI: LA PASTA FRESCA Sia la pasta fresca, ma ancor più quella farcita, rappresentano substrati ideali per lo sviluppo di muffe e di lieviti La principale fonte di contaminazione è rappresentata dalla farina ma anche dall ambiente di lavorazione e di confezionamento, dove l ambiente è caldo-umido e quindi tutte le specie fungine possono crescere agevolmente.
38 CONTAMINAZIONE FUNGINA DEI CEREALI: LA PASTA FRESCA L ammuffimento viene generalmente evitato: Aggiungendo additivi antifungini (SORBATI) al ripieno delle paste Conservando il prodotto sotto-vuoto Ricorrendo ad una blanda pastorizzazione del prodotto confezionato, in forni a microonde Conservando il prodotto a bassa temperatura (4 C)
39 MUFFE NELLA PASTA FRESCA
40 CONTAMINAZIONE FUNGINA DEI CEREALI: I PRODOTTI DA FORNO Il confezionamento del pane in materiale plastico (PVC) termoretraibile perforato permette di confezionare il pane ancora caldo, riducendo al minimo la possibilità di contaminazione, in quanto permette la traspirazione dell umidità ma non impedisce la contaminazione fungina
41 CONFEZIONAMENTO DEL PANE E DEI PRODOTTI DA FORNO
42 PANE
43 PANE
44 PANE
45 PANE
46 PANE
47 CONTAMINAZIONE FUNGINA DEI CEREALI: I PRODOTTI DA FORNO La muffa di colore arancione che con maggiore frequenza contamina il pane è Monilia sitophila Monilia sitophila è un comune contaminante ambientale che trova nei prodotti da forno già cotti un terreno di crescita particolarmente favorevole Può essere causa di fenomeni allergici per gli operatori del settore NEL PANE IN CASSETTA E PERMESSO L UTILIZZO DI ETANOLO, PARI AL 2% DEL PESO SECCO, PER EVITARE L AMMUFFIMENTO
48 PANE IN CASSETTA
49 CONTAMINAZIONE FUNGINA DEI CEREALI: I PRODOTTI DOLCIARI La contaminazione di prodotti da forno confezionati (merendine, torte, brioche etc) avviene generalmente durante il raffreddamento e prima del confezionamento, per presenza di contaminanti nell ambiente. Talvolta però la contaminazione può derivare da contaminazione degli impasti crudi in cui la carica fungina non viene abbattuta per il mal funzionamento del forno (temperatura troppo bassa o calore disomogeneo) IN QUESTI PRODOTTI PUO ESSERE UTILIZZATO COME ADDITIVO ANTIFUNGINO, ACIDO SORBICO ED ACIDO PROPIONICO
50 MUFFE SU PRODOTTI DA FORNO
51 CONTAMINAZIONE FUNGINA DELLA CARNE Rappresenta un substrato favorevole allo sviluppo della flora fungina in virtù dell elevato grado di umidità La contaminazione fungina è influenzata: dalle condizioni igieniche di macellazione dalle condizioni ambientali di conservazione
52 CONTAMINAZIONE FUNGINA DELLA CARNE La contaminazione fungina al momento della macellazione è influenzata da: contatto con viscere e feci dell animale coltelli, attrezzi e banchi di lavorazione vestiario e mani degli operatori acque di lavaggio ambiente di macellazione e lavorazione
53 CONTAMINAZIONE FUNGINA DELLA CARNE La contaminazione fungina durante la conservazione è influenzata da: muri, soffitti e pavimenti delle celle frigorifere cartoni da imballaggio materiali con i quali viene a contatto la carne durante il trasporto e la commercializzazione
54 CONTAMINAZIONE FUNGINA DELLA CARNE Durante la refrigerazione (-10 C) la contaminazione fungina è dovuta a muffe dei generi: Rhizopus Mucor Aspergillus Penicillium Cladosporium Alternaria
55 CONTAMINAZIONE FUNGINA DEI PRODOTTI CARNEI SALATI E STAGIONATI Sia i prodotti di origine suina che bovina presentano comunemente muffe in superficie, che proteggono il prodotto dall irrancidimento e dalla fermentazione Muffe del genere Penicillium producono antibiotici che inibiscono lo sviluppo di Stafilococchi patogeni
56 CONTAMINAZIONE FUNGINA DEI PRODOTTI CARNEI SALATI E STAGIONATI Lo sviluppo di muffe nelle carni salate contribuisce allo sviluppo dell aroma e del fiore, costituito da sali, lieviti. colonie microbiche e fungine. Nei prodotti industriali il fiore viene eliminato tramite spazzolamento del prodotto e viene sostituito con polvere di riso o talco.
57 MUFFE NEGLI INSACCATI
58 MUFFE NEGLI INSACCATI STAGIONATI Lo sviluppo delle muffe avviene durante l essiccamento, quando la superficie risulta maggiormente umida Sui budelli naturali sono sempre presenti muffe del genere Penicillium Negli ambienti di stagionatura la contaminazione deriva da muffe del genere Aspergillus e Cladosporium Le specie di A. flavus e A. ochraceus sono produttrici di micotossine ed in particolare di ocratossina
59 MUFFE NEGLI INSACCATI STAGIONATI La fonte principale di contaminazione è però rappresentata dall ambiente, dalle stanze di stagionatura e dagli impianti di aereazione, i cui filtri abbiano accumulato una eccessiva quantità di muffe e non siano stati opportunamente sostituiti. Le muffe presenti nei salumi possono derivare anche dalle spezie che vengono aggiunte nell impasto
60 MUFFE NEI PROSCIUTTI STAGIONATI Il genere Aspergillus è quello maggiormente rappresentato La specie A. repens è produttrice di aroma Le specie A. flavus ed A. ochraceus sono tossigene ma il loro sviluppo viene ridotto dall affumicamento
61 CONTROLLO DELLE MUFFE NEL SALUMIFICIO Controllo della temperatura e dell umidità Atmosfera controllata (90% CO 2 e 10% aria) (90% N 2 e10% CO 2 ) Aggiunta di NaCl, nitrati e nitriti non inibisce lo sviluppo delle muffe Affumicamento Impiego di sostanze chimiche antifungine (nistatina, sorbato di potassio) è autorizzato ma scarsamente efficace. Utilizzo di starter fungini costituiti da sospensioni di spore di Penicillium nalgiovensis e Scapulariopsis flava
62 STARTER FUNGINI: Penicillium nalgiovensis
63 MUFFE NEI PRODOTTI LATTIERO-CASEARI La principale sorgente di muffe è rappresentata da: Ambiente di produzione Ambiente esterno ai laboratori di produzione La flora fungina viene distinta in: tipica-costantemente presente nell ambiente e quindi negli alimenti atipica-accidentalmente presente e causa di ammuffimenti indesiderati
64 MUFFE NEL BURRO I generi Alternaria, Cladosporium e Penicillium sono quelli maggiormente rappresentati e possono svilupparsi anche a temperatura di frigorifero
65 BURRO
66 MUFFE NEI FORMAGGI Nei formaggi a breve stagionatura (a pasta molle e a pasta filata) la presenza di muffe è sempre indesiderata Nei formaggi a più lunga stagionatura alcune muffe contribuiscono alla formazione di aromi tipici
67 MUFFE NEI FORMAGGI
68 MUFFE NEI FORMAGGI
69 MUFFE NELLO YOGURT Possibile la presenza di muffe derivate da: Impianti mal sanificati Ambienti di produzione e confezionamento inquinati Materiali di imballaggio Semilavorati aggiunti che veicolano l infezione fungina TUTTI I DERIVATI DEL LATTE POSSONO PRESENTARE CONTAMINAZIONE DA AFLATOSSINE
70 MUFFE NELLE UOVA Muffe possono essere presenti sul guscio generalmente formando colonie a punta di spillo I generi più comunemente presenti sono: Alternaria Aspergillus Penicillium Mucor Cladosporium RARA LA CONTAMINAZIONE DELLE UOVA DA AFLATOSSINE ANCHE SE POSSIBILE ATTRAVERSO IL MANGIME
71 UOVA
72 MUFFE NEI SUCCHI DI FRUTTA La contaminazione può derivare dal concentrato di partenza e più raramente dall acqua e dallo zucchero aggiunti I generi maggiormente presenti, in quanto resistenti ai trattamenti termici sono: Aspergillus Penicillium Rara la contaminazione dei succhi di arancia a causa dell elevata acidità POSSIBILE LA PRESENZA DI MICOTOSSINE
73 MUFFE NELLA FRUTTA
74 MUFFE NELLA FRUTTA
75 MUFFE NEI VEGETALI
76 MUFFE NEI VEGETALI
77 MUFFE NEI VEGETALI
78 MUFFE NELLE BEVANDE NERVINE: IL CAFFE Le bacche di caffè possono essere contaminate da muffe del genere Aspergillus ochraceus che produce la micotossina ocratossina in fase di stoccaggio LA TOSTATURA DENATURA LE OCRATOSSINE PER CUI LA BEVANDA NON PRESENTA FATTORI DI RISCHIO
79 MUFFE NELLE BEVANDE NERVINE: IL TE Le foglie del tè presentano elevata possibilità di contaminazione da parte di muffe LA BEVANDA NON PRESENTA GENERALMENTE FATTORI DI RISCHIO
80 MUFFE NELLE ARACHIDI E FRUTTA SECCA La frutta secca rappresenta un alimento ricco di muffe derivanti dalla contaminazione da campo o da stoccaggio Le arachidi sono tra gli alimenti più fortemente contaminati da aflatossine e le popolazioni africane che fanno abbondante uso di arachidi e di loro derivati (burro ed olio) il carcinoma primario del fegato è ampiamente diffuso La fase maggiore di contaminazione è rappresentata però dallo stoccaggio
81 MICOTOSSINE Sono prodotti del metabolismo secondario di funghi filamentosi (muffe) che possono svilupparsi su numerose derrate alimentari, in particolari condizioni ambientali, tossici per l uomo e per gli animali superiori.
82 MICOTOSSINE Sono considerati metaboliti secondari dei miceti, cioè secreti dopo il periodo di moltiplicazione e di crescita cellulare, in contrapposizione ai metaboliti primari, che si formano durante le fasi di sviluppo e sono componenti essenziali del micete
83 MICOTOSSINE Vengono generalmente elaborate dal micete verso la fine del ciclo vitale di sviluppo, quando si accumulano grosse quantità di metaboliti (aminoacidi, acetati, piruvati) che non vengono più richiesti per la crescita Non è ancora noto in quale precisa fase del ciclo vitale si manifesti la produzione di tossine Sono non necessarie alla crescita del fungo e si ignora quale sia il ruolo che possiedono nella crescita o nel metabolismo del microrganismo. Si ipotizza che le micotossine aumentino la competitività della muffa che le sintetizza
84 MICOTOSSINE Le specie fungine in grado di produrre micotossine sono oltre 150 e rientrano prevalentemente nei generi: Aspergillus Penicillium Fusarium Alternaria Cladosporium Rhizopus Le micotossine attualmente note sono più di 300
85 MICOTOSSINE Sono fattori tossici naturali, che contaminano le derrate a seguito di condizioni di conservazione non ottimali e/o di contaminazione ambientale, in quanto capaci di resistere ai vari processi di trasformazione e lavorazione fino ad arrivare al consumatore
86 MICOTOSSINE La formazione di micotossine è subordinata, oltre che alla presenza di un ceppo di muffe tossigene, anche al verificarsi di uno squilibrio nutrizionale in grado di portare a vie metaboliche secondarie
87 MICOTOSSINE Le micotossine sono ESOTOSSINE Possono diffondere nelle derrate alimentari Persistono dopo la morte/distruzione del fungo Non tutti i ceppi di una stessa specie tossinogena sono in grado di produrre tossina Una stessa tossina può essere prodotta da miceti diversi Uno stesso micete può produrre tossine differenti Sono secrete in quantità molto piccole ma la loro tossicità è molto elevata
88 MICOTOSSINE Le esotossine batteriche sono di natura prevalentemente proteica dotate di elevata antigenicità, cioè in grado di suscitare una adeguata risposta immunitaria umorale Le micotossine sono anch esse esotossine di natura non proteica a basso peso molecolare e prive di antigenicità notevolmente resistenti agli agenti chimici e fisici
89 RISCHIO CHIMICO: MICOTOSSINE Per il rischio chimico, così come per quello biologico, è corretto parlare di valori di accettabilità piuttosto che di rischio zero La sicurezza alimentare non dipende dalla totale assenza di contaminanti ma dalla loro concentrazione nelle derrate e quindi dalla dose di assunzione
90 MICOTOSSICOSI Sono le intossicazioni da micotossine che si sviluppano nell uomo o nell animale
91 MICOTOSSICOSI Possono comprendere affezioni acute e croniche possono colpire gli animali (assunzione di mangimi contaminati) possono colpire l uomo (consumo di alimenti contaminati) Sono patologie analoghe a quelle causare da altri veleni quali i pesticidi o i residui di metalli pesanti.
92 PATOGENESI DELLE MICOTOSSICOSI Le micotossine per ingestione causano manifestazioni cliniche acute e croniche Le manifestazioni di tossicità acuta sono prevalentemente a carico di : Fegato Rene Cute Sistema nervoso centrale Le manifestazioni di tossicità cronica sono anch esse a carico di fegato e del rene, con comparsa di possibili lesioni cancerose.
93 PATOGENESI DELLE MICOTOSSICOSI Nei paesi in via di sviluppo le intossicazioni acute rappresentano ancora un grave problema; nei paesi industrializzati il problema maggiore riguarda invece le intossicazioni croniche (esposizione prolungata a basse dosi)
94 TOSSICITA L effetto tossico derivante dall assunzione di un prodotto chimico può essere causato anche dalla formazione di suoi metaboliti I prodotti non lipofili vengono eliminati tali e quali o dopo trasformazione metabolica I prodotti lipofili possono invece accumularsi nell organismo, essere eliminati con la bile o metabolizzati a composti più polari solubili in acqua ed essere escreti con le urine
95 TOSSICITA ACUTA Tossicità acuta: l insieme di manifestazioni indesiderate che si verificano immediatamente o al massimo entro un paio di giorni dopo una singola somministrazione della sostanza in esame
96 TOSSICITA ACUTA Si valuta su animali da laboratorio aumentando progressivamente la dose fino a provocare la morte del 50% degli animali stessi Tale dose viene indicata coma DL 50 (dose letale per il 50% degli animali) e si esprime in mg/kg peso corporeo pro die. Sulla sua definizione influiscono molti fattori quali: la specie animale la via di somministrazione il sesso l età lo stato fisiologico dell animale
97 DOSE GIORNALIERA AMMISSIBILE Per dose giornaliera ammissibile (DGA) si intende quella dose di sostanza tossica, espressa in mg/kg di peso corporeo, che può essere ingerita tutti i giorni e per tutta la vita senza che si manifestino effetti di danno per la salute dell uomo. Per la sua definizione occorre che vengano stabiliti la dose senza effetto (no effect level = NOEL) e la dose che causa risposta anomala nell animale da esperimento.
98 TOSSICITA CRONICA Si valuta su animali da laboratorio mediante somministrazione orale giornaliera finalizzata a verificare gli effetti a lungo termine ed in particolare a rilevare l eventuale potere cancerogeno, mutageno e/o teratogeno della sostanza in esame.
99 MICOTOSSINE Lo sviluppo di muffe e la formazione di micotossine possono avvenire sia sulla pianta, in campo, sia in una qualsiasi fase successiva di conservazione e trasformazione. Alcuni vegetali sono più suscettibili di altri alla contaminazione fungina
100 MICOTOSSINE Gli alimenti maggiormente esposti alla contaminazione da micotossine sono i prodotti vegetali: Cereali (mais, frumento, riso, orzo, segale ecc.) Semi oleaginosi (arachidi, pistacchi, girasole ecc.) Frutta secca (fichi secchi) Legumi Spezie Caffè Cacao
101 MICOTOSSINE Attualmente sono note più di 300 micotossine
102 MICOTOSSINE Le micotossine maggiormente diffuse sono: Aflatossine Ocratossine Tricoteceni Zearalenoni Patulina Fumonisine Molte altre sono potenzialmente tossiche
103 Notifiche di non conformità riguardanti le micotossine anno 2005 RASFF (Rapid Alert System for Foods and Feeds)
104 MICOTOSSINE Gli animali da allevamento e/o i prodotti da questi derivati (latte e uova) possono andare incontro a contaminazione indiretta, derivante dalla contaminazione dei mangimi. I residui possono essere costituiti sia dalle micotossine inalterate, originariamente presenti nel mangime, sia da micotossine prodotte dal metabolismo animale
105 Da Internet google images
106 MICOTOSSINE I procedimenti tecnologici di lavorazione degli alimenti, quali pastorizzazione e sterilizzazione, così come le operazioni domestiche di cottura, non sono in grado di distruggere le micotossine presenti nelle derrate alimentari ma solo di ridurne la quantità.
107 SVILUPPO DELLE MUFFE NELLE DERRATE ALIMENTARI Oltre alla produzione di micotossine, lo sviluppo delle muffe nelle derrate alimentari provoca fenomeni di impaccamento nei sili e riduzione quantitativa e qualitativa del valore alimentare
108 SVILUPPO DELLE MUFFE NEL MAIS Una partita fortemente contaminata subisce diminuzione: del tenore di energia (5%) delle proteine (7%) dei grassi (63%) La quota lipidica è quella più sensibile all attacco da parte del fungo.
109 DETERMINAZIONE DELLA PRESENZA DI MICOTOSSINE L ergosterolo è un costituente della parete cellulare di alcuni parassiti vegetali, tra cui le muffe, mentre nelle piante superiori o non è presente o lo è in minima quantità. Mais di buona qualità deve contenere non più di 4mg/Kg di ergosterolo. Quantitativi maggiori sono indicative di contaminazione fungina LA DETERMINAZIONE QUANTITATIVA DELL ERGOSTEROLO VIENE UTILIZZATA COME PARAMETRO PER LA MISURAZIONE DELLA CONTAMINAZIONE FUNGINA
110 FATTORI CHE INFLUENZANO LO SVILUPPO DI MICOTOSSINE Umidità Ossigeno Temperatura Natura del substrato Danni meccanici o da insetti Siccità
111 RUOLO DELL UMIDITA NELLO SVILUPPO DELLE MICOTOSSINE Le muffe da campo richiedono un elevato livello di umidità del substrato (dal 28% al 33%) Anche le muffe da stoccaggio hanno bisogno di umidità (13-14% circa) per permettere la germinazione delle spore e lo sviluppo del micelio
112 RUOLO DELL OSSIGENO NELLO SVILUPPO DELLE MICOTOSSINE Le muffe sono microrganismi aerobi, anche se possono crescere con concentrazioni di O 2 molto basse (4%). L esposizione all aria è condizione favorevole non soltanto alla crescita del micete ma anche alla produzione di tossine
113 RUOLO DELLA TEMPERATURA NELLO SVILUPPO DELLE MICOTOSSINE Uno stesso micete può produrre tossine diverse a temperature differenti: Aspergillus ochraceus produce: Ocratossine a 25 C Acido penicillico a 20 C Alte temperature favoriscono lo sviluppo di Aspergillus Basse temperature favoriscono lo sviluppo di Fusarium
114 CONDIZIONI PER LA CRESCITA DELLE MUFFE E LA PRODUZIONE DI TOSSINE Temperatura ottimale ( C) Muffa Crescita Tossina Minima crescita Ottimale tossina A. flavus ,78 0,85 A. parasiticus ,78 0,87 A. ochraceus ,83-0,87 0,89 P. veridicatum ,87-0,90 0,95-0,99 P. cyclopium ,83-0,90 0,95-0,98 a w
115 FUNGHI TOSSIGENI E MICOTOSSINE FUNGHI TOSSIGENI Aspergillus MICOTOSSINE A. flavus Aflatossine B 1,B 2 Acido ciclopiazonico A. ochraceus Ocratossina A Citrinina Acido penicillico A. carbonarius Ocratossine A. parasiticus Aflatossine B 1, B 2, G 1,G 2
116 FUNGHI TOSSIGENI E MICOTOSSINE FUNGHI TOSSIGENI MICOTOSSINE Penicillium P. aurantiogriseum Acido penicillico. P. citreonigrum Citreoviridina. P. citrinum Citrinina. P. expansum Patulina. Acido penicillico. P. griseofulvum Acido ciclopiazonico. Patulina. Roquefortina.
117 FUNGHI TOSSIGENI E MICOTOSSINE FUNGHI TOSSIGENI Penicillium MICOTOSSINE P. islandicum Cicloclorotina. P. ochrosalmoneum Citreoviridina. P. verrucosum Ocratossina A Citrinina. P. vindication Acido penicillico.
118 FUNGHI TOSSIGENI E MICOTOSSINE FUNGHI TOSSIGENI Fusarium MICOTOSSINE F. graminearum Deossinivalenolo Zearalenone. Nivalenolo. F. culmorum Deossinivalenolo. Zearalenone. Fusarine. F. equiseti Zearalenone. F. poae Tossina T-2
119 FUNGHI TOSSIGENI E MICOTOSSINE FUNGHI TOSSIGENI Fusarium MICOTOSSINE F. proliferatum Fumonisine F. sporotrichioides Tossina T2 F. verticillioides Fumonisine Fusarine
120 FUNGHI TOSSIGENI E MICOTOSSINE FUNGHI TOSSIGENI Claviceps MICOTOSSINE C. purpurea Alcaloidi tossici (Ergotamine, Clavine) Alternaria A. alternata Acido tenuazonico Alternarioli Altri generi di funghi tossigeni: Chaetomium, Dendrodochium, Diplodia, Myrothecium, Phomopsis, Pithomyces, Rhizoctonia, Sclerotinia, Trichoderma, Trichothecium.
121 MICOTOSSINE Non tutti i ceppi di una stessa specie sono produttori di micotossine. Solo il 45% dei ceppi di Aspergillus flavus sono produttori di aflatossine di tipo B mentre il 92% dei ceppi di Aspergillus parasiticus sono produttori di aflatossine di tipo B e G
122 MICOTOSSINE Tra i ceppi di Aspergillus flavus sono produttori di micotossine: 98% dei ceppi isolati da arachidi 81% dei ceppi isolati da semi di cotone 20% dei ceppi isolati da riso
123 MICOTOSSICOSI Alcune micotossine sono dermonecrotiche e possono causare lesioni sia a livello cutaneo che mucosale, mediante contatto. Altre micotossine possono indurre gravi danni attraverso l inalazione La principale via di assunzione di micotossine è però rappresentata dall ingestione attraverso la via alimentare
124 MICOTOSSICOSI Sono malattie non trasmissibili causate da micotossine per : ingestione contatto diretto inalazione
125 MICOTOSSINE Particolarmente importanti sono i ceppi produttori di micotossine capaci di crescere in condizioni di ridotta umidità e di bassa temperatura (condizioni di conservazione delle derrate alimentari)
126 PATOGENESI DELLE MICOTOSSICOSI Il genere Aspergillus è quello che include il maggior numero di specie tossigene Sulla base delle stime fornite dalla FAO si calcola che nel mondo circa il 25% dei raccolti risulta contaminato in varia misura da differenti tipi di micotossine Anche tra i prodotti alimentari finiti (alimenti e mangimi) risultano contaminati da micotossine almeno il 25%
127 FORMAZIONE DELLE MICOTOSSINE Le muffe tossigene possono produrre micotossine in una qualunque delle fasi che caratterizzano la filiera produttiva di un alimento: nella pre-raccolta (condizioni climatiche avverse (siccità, grandine) e parassiti possono costituire una via di ingresso del fungo ecc.) nella raccolta nella post-raccolta delle derrate immagazzinate nel corso della trasformazione e preparazione degli alimenti
128 MICOTOSSICOSI Problema di carattere socio-economico Contaminazione non sempre evidente Avvio al consumo umano o deviate a quello animale Rischio per l economia degli allevamenti (perdita di animali per avvelenamento o scarsa resa dell allevamento stesso) Rischio per la salute pubblica per il trasferimento delle tossine nelle carni o nei prodotti animali in particolare nel latte
129 MICOTOSSINE In base alla loro struttura chimica possono causare diversa attività tossica: cancerogena mutagena teratogena citotossica dermotossica immunosoppressiva in dipendenza a: dose organo interessato sesso età specie
130 ATTIVITA IMMUNOSOPPRESSIVA DELLE MICOTOSSINE Alcune micotossine (aflatossine, ocratossine e tricoteceni) inducono immunosoppressione mediante: Riduzione anatomica del timo e della milza Deplezione delle cellule del midollo osseo Riduzione dell attività fagocitaria Riduzione della produzione di anticorpi
131 MICOTOSSINE Il mais risulta essere uno dei più comuni substrati sul quale è possibile trovare più micotossine contemporaneamente (aflatossine, ocratossine, tricoteceni, zearalenoni) Fumonisine sono le micotossine più frequenti ed abbondanti nel mais prodotto in Italia
132 MICOTOSSINE IN FUNZIONE DEL CLIMA La prevalenza di una micotossina piuttosto che di un altra dipende dall andamento stagionale, soprattutto all epoca del raccolto. Se il clima è temperato, umido e piovoso prevale contaminazione da zearalenone e tricoteceni Se il clima è più caldo e secco prevale contaminazione da fumonisine Se il clima è particolarmente caldo e secco la contaminazione da aflatossine può diventare rilevante
133 FUNGHI TOSSIGENI Convenzionalmente vengono distinti in: Funghi di campo (Calviceps, Fusarium, Alternaria, Cladosporium) Funghi da stoccaggio (Aspergillus, Penicillium, Mucor)
134 FATTORI CHE INFLUENZANO LE MICOTOSSICOSI I sintomi e la severità della patologia dipendono da: tipo di micotossina stato di salute dell individuo esposto stato di nutrizione (malnutrizione) età (neonati ed anziani) sesso (femminile) livello e durata dell esposizione via di esposizione abuso di alcool concomitanti malattie infettive alimentazione poco variata
135 NORMATIVA MICOTOSSINE I prodotti destinati all alimentazione umana sono normati dal Reg.CE 1881/2006 I prodotti destinati all alimentazione animale sono normati dal D.Lgs.149/2004.
136 LE MICOTOSSICOSI NELLA STORIA DELL UOMO L ergotismo è stato descritto già nel Vecchio Testamento Nell anno 943 a Limoges abitanti morirono di ergotismo (noto anche come fuoco di Sant Antonio) Nel 1095 Papa Urbano II istituì l Ordine di Sant Antonio, che per secoli ha svolto la missione di assistere i colpiti da ergotismo acuto, spesso condannati alla demenza Fenomeni attribuiti a stregoneria, avvenuti a Denvers ed in varie città del Massachusetts alla fine del 1690, erano determinati da assunzione di alcaloidi con il pane di segale, alimento base in quelle regioni
137 LE MICOTOSSICOSI NELLA STORIA DELL UOMO Lo studio scientifico delle intossicazioni da micotossine è iniziato nel 1850 quando è stata dimostrata l associazione tra ingestione di segale contaminata da sclerozi di Claviceps purpurea e insorgenza di ergotismo
138 LE MICOTOSSICOSI NELLA STORIA DELL UOMO Prima segnalazione certa di micotossicosi risale agli anni 30 con intossicazione di cavalli dovuta ad ingestione di fieno ammuffito La moderna micotossicologia iniziò nel 1960 quando in Inghilterra morirono oltre pulcini di tacchino per la cosiddetta Malattia X che fu successivamente attribuita ad una intossicazione da aflatossine dovuta a contaminazione da parte di A. flavus del mangime contenente arachidi, importate da Africa e Sudamerica.
139 LE MICOTOSSICOSI NELLA STORIA DELL UOMO Fin dal 1891 in Giappone si sapeva che il riso ingiallito era causa di gravi patologie per l uomo L estratto etanolico di questo riso era fatale per alcuni animali Nel 1910 in Giappone fu vietata la vendita di riso ingiallito Le tossine prodotte da muffe appartenenti al genere Penicillium sono state associate con beri-beri cardiaco, disordini nervosi e circolatori, degenerazione dei reni, cirrosi epatica ed ipotonia muscolare
140 AFLATOSSINE Il nome deriva da A (Aspergillus) + FLA ( flavus)+ TOSSINE Aspergillus flavus produce AFB 1 e AFB 2 A.parasiticus (AFB 1, B 2, G 1, G 2 ) A. nomius (AFB 1, B 2, G 1, G 2 ) Le aflatossine M 1, M 2 si ritrovano essenzialmente nel latte di animali che hanno introdotto tossina di tipo B.
141 AFLATOSSINE La crescita di A. flavus e A. parasiticus è favorita da temperature tropicali o sub-tropicali. Il range di crescita è tra 12 e 48 C con un optimum tra C. La sintesi di tossina avviene a temperature tra 20 e 30 C L umidità minima della cariosside che consente la crescita del fungo e la sintesi della tossina è del 13%
142 AFLATOSSINE Tra le aflatossine la B 1 è quella maggiormente tossica, seguita dalla G 1, dalla B 2 e dalla G 2 Le più importanti dal punto di vista della diffusione sono la B 1 e la M 1
143 AFLATOSSINE: CARATTERISTICHE CHIMICHE E FISICHE Composti policiclici insaturi formati da un nucleo cumarinico cui si attaccano, da un lato, un gruppo bifuranico e dall altro o un pentenone (tossine B) o un lattone a 6 membri (tossine G) Relativamente resistenti al calore e insolubili in acqua Punto di fusione a 250 C
144 Da Internet google images
145 AFLATOSSINE MECCANISMO DI AZIONE Inibizione della sintesi del DNA tramite blocco della trascrizione da parte della RNA-polimerasi-DNA-dipendente, effetto che influenza la sintesi proteica ed altera la moltiplicazione cellulare L organo bersaglio è il fegato
146 MECCANISMO DI AZIONE DELLE AFLATOSSINE L effetto tossico è riconducibile essenzialmente ad una modificazione della molecola ad opera degli enzimi epatici (citocromo P450) con conseguente produzione di metaboliti tossici, che possono essere escreti attraverso l urina e la bile In alcune circostanze un fenomeno di epossidazione può determinare la formazione di un metabolita intermedio estremamente reattivo (8,9 epossido) in grado di legarsi, soprattutto a livello del fegato, alle proteine cellulari, inattivandole, e al DNA nucleare e mitocondriale, inducendo mutazioni.
147 AFLATOSSINE Sono molecole fortemente fluorescenti e devono il loro nome al tipo di fluorescenza (B = blu, G = green) In particolare se esposte a luce UV emettono fluorescenza: B1 e B2 blu G1 verde G2 verde-blu M1 blu-viola M2 viola
148 AFLATOSSINE Contaminanti di: arachidi, mais, farina, riso, fagioli, semi di girasole, noci, mandorle, cocco, castagne, caffè, cacao, spezie, pepe, semi di anguria, frutta secca (fichi, pistacchi), radici (manioca) essiccati naturalmente Tra i semi contaminano maggiormente quelli con maggiore contenuto lipidico (semi oleaginosi) rispetto a quelli con più elevato contenuto di amido
149 AFLATOSSINE La contaminazione da AFM 1 del latte causa contaminazioni dei latticini ed in particolare dei formaggi: infatti la caseina contiene sulla sua superficie regioni idrofobiche che costituiscono siti di adsorbimento della tossina. Nel formaggio si ritrovano concentrazioni della tossina più elevate rispetto al latte di partenza. Nei formaggi molli la concentrazione di AFM 1 è 2,5-3,3 volte più elevata rispetto al latte utilizzato per la loro produzione Nei formaggi a pasta dura la concentrazione di AFM 1 è 3,9-5,8 volte più elevata rispetto al latte utilizzato per la loro produzione
150 AFLATOSSINE NEL MAIS Tra i substrati più comunemente contaminati c è il mais che può infettarsi con A. flavus già in campo, anche se la produzione di tossine avviene prevalentemente durante lo stoccaggio. Il mais può presentare aflatossine già al raccolto, se le sue spighe sono state infettate da A. flavus veicolato da insetti
151 PATOLOGIE DA AFLATOSSINE Effetto sinergico tra consumo di etanolo e dieta ipocalorica nell insorgenza dell epatocarcinoma: infatti una più elevata incidenza di tumore si riscontra in aree geografiche con diffusione di alcolismo e condizioni di denutrizione. Il rischio di sviluppare neoplasia epatica a seguito di ingestione di aflatossine è circa 30 volte maggiore negli individui che sono stati esposti a virus dell epatite B.
152 TOSSICITA ACUTA DA AFLATOSSINE NELL ANIMALE Il fegato si presenta ingrossato e con colorazione alterata per indotta fragilità capillare e necrosi degli epatociti il rene presenta alterazione tipica di glomerulonefrite Il polmone risulta congestionato Rapidamente (circa una settimana) l animale muore
153 TOSSICITA CRONICA DA AFLATOSSINE NELL ANIMALE Riduzione dell appetito Riduzione della crescita Nervosismo Depressione Vertigini Spasmi muscolari Ittero delle mucose Cirrosi epatica Epatomi Necrosi epatica Lesioni cancerose
154 PATOLOGIE DA AFLATOSSINE Possibile la trasmissione transplacentare delle aflatossine e la conseguente esposizione del feto Elevato rischio di micotossicosi per i lavoratori agricoli attraverso la via inalatoria
155 ATTIVITA CANCEROGENA DELLE AFLATOSSINE Considerate tra le più importanti sostanze cancerogene Aflatossina B 1 classificata come cancerogeno di gruppo 1 cioè sostanza sicuramente cancerogena oltre che per gli animali anche per l uomo (International Agency for Research on Cancer IARC 1993, WHO 2002).
156 SUSCETTIBILITA ALL AFLATOSSINA B1
157 SENSIBILITA ALLE AFLATOSSINE La diversa sensibilità delle specie animali all azione delle aflatossine è presumibilmente riconducibile a: capacità di produzione di epossidi all interno delle cellule bersaglio efficienza dei meccanismi di riparazione delle macromolecole danneggiate efficienza dei sistemi di detossificazione GSH-dipendenti
158 TOSSICITA DA AFLATOSSINE UOMO I maggiori rischi per la salute sono dovuti all assunzione cronica di aflatossine attraverso gli alimenti Esposizione alle aflatossine, associata ad infezione da virus dell epatite B, incrementa (fino a volte) l insorgenza di carcinoma epatocellulare umano, che annualmente causa circa morti in Cina e nell Africa Sub-Sahariana L assunzione di 2-6mg in un solo giorno può risultare letale per l uomo
159 TOSSICITA DA AFLATOSSINE BOVINI Forma più comune subacuta-cronica Riduzione della digestione della cellulosa e minore motilità ruminale Ipogalassia, ipofertilità Immunodepressione Minore efficacia degli interventi di vaccinazione Meno sensibili dei bovini Agnelli più sensibili OVINI
160 TOSSICITA ALLE AFLATOSSINE SUINI Forma più comune subacuta-cronica Manifestazioni simili ai bovini Aumentata incidenza di salmonellosi e dissenteria. Alte dosi (sperimentali) inducono danno epatico e renale AVICOLI Riduzione dell accrescimento Riduzione della ovodeposizione Ematomi sottocutanei Fragilità ossea Immunodepressione
161 LIMITI DI AFLATOSSINE TOLLERATI Aflatossina B1 Granoturco per consumo umano Alimenti per l infanzia 10 μg/kg 0,1 μg/kg Aflatossina M1 Mangime per animale da latte Latte Latte per l infanzia 5 μg/kg 0,05 μg/kg 0,025 μg/kg μg/kg = ppb = parti per miliardo
162 AFLATOSSINA M 1 Identificata nel latte di mucche alimentate con mangimi contaminati da AFB 1 E un prodotto di idrossilazione metabolica dell AFB 1 L esposizione umana a questa micotossina avviene con il consumo di latte e prodotti caseari E stata rinvenuta anche in campioni di latte umano
163 AFLATOSSINA M1 Quando l animale ingerisce aflatossina B1, a livello epatico si produce molto rapidamente la forma idrossilata, che viene escreta nel latte (picco massimo 24 ore) Una volta rimossa la fonte di contaminazione sono necessari 2-3 giorni perché la concentrazione nel latte scenda sotto i limiti di legge. Entra nella dieta umana attraverso la vasta gamma dei prodotti derivati del latte. E dotata di elevata persistenza e resistenza ai trattamenti termici
164 VALORI MASSIMI DI AFLATOSSINA M1 TOLLERATI NEL LATTE Unione Europea = 50ng/Kg di latte crudo 10 ng/kg di latte crudo destinato all infanzia Il Ministero della Salute Italiano ha fissato in 45ng/Kg la quantità massima di AFM 1 tollerabile nei formaggi a pasta dura e a lunga stagionatura Food and Drug Administration (FDA) = 500 ng/kg di latte crudo
165 AFLATOSSICOSI ACUTE in India intossicate 397 persone e decedute in Kenia in Kenia intossicate 180 persone e decedute 80
166
167 RAPPORTO TRA B 1 E M 1 Quando le vacche ingeriscono mangimi contaminati da aflatossina B 1, la trasformazione nella M 1 è in rapporto compreso tra 0,17 e 0,3% (fattore di conversione compreso tra 170 e 300). Si è pertanto arrivati sperimentalmente a determinare i rapporti che legano la quantità di aflatossine presenti nei mangimi e quella riscontrabile in alcuni alimenti di origine animale
168 FATTORI DI CONVERSIONE RELATIVI ALLA PRESENZA DI AFLATOSSINE IN MANGIMI E NEI PRODOTTI ALIMENTARI Prodotto Fattore di conversione Aflatossine Latte M 1 + M 2 Uova 2200 B 1, B 2, G 1, G 2 Fegato bovino B 1, B 2, G 1, G 2 Fegato suino 800 B 1, B 2, G 1, G 2 Fegato di pollo 1200 B 1, B 2, G 1, G 2
169 LIMITI A CONFRONTO PRODOTTO STATI UNITI (μg/kg) EUROPA (μg/kg) Latte (AFM1) 0,5 0,05 Mais per zootecnia da latte 20 5 Mais per animali giovani Mais per zootecnia da carne Mais per suini prima della macellazione Mais per bovini prima della macellazione
170 GENERE Aspergillus Gli Aspergilli sono funghi non dimorfi di cui si conosce solo la forma miceliale
171 GENERE Aspergillus Le specie del genere Aspergillus crescono su una grande varietà di substrati e in diverse condizioni ambientali Possono crescere a temperature comprese tra 5-45 C
172 CARATTERISTICHE MICROSCOPICHE DEL GENERE Aspergillus Ife sottili, settate, a parete poco spessa Conidioforo eretto, si origina da una cellula del piede e termina con un apice dilatato detto vescicola, ricoperta totalmente o parzialmente da metule, strutture sterili che supportano i fialidi I fialidi possono nascere direttamente sulla vescicola (uniseriati) o su metule (biseriati) Vescicole, metule, fialidi e conidi costituiscono la testa conidiale
173 CARATTERISTICHE MICROSCOPICHE DEL GENERE Aspergillus S.Andreoni et All. Atlante di Micologia Medica. Amcli Systems
174 CARATTERISTICHE MICROSCOPICHE DI Aspergillus Alcune specie possono produrre cellule di Hülle, a parete molto spessa e liscia, disposte singolarmente o in corte catene Alcune specie possono produrre sclerozi, ammassi globosi e compatti di ife In tutti gli aspergilli ascosporici si osserva la presenza di cleistoteci, la cui formazione deriva dalla fusione di un anteridio (organo a valenza sessuale maschile) e un ascogonio (organo a valenza sessuale femminile)
175 S.Andreoni et All. Atlante di Micologia Medica. Amcli Systems GENERE Aspergillus
176 ASPERGILLOSI Viene così definita sia la malattia tissutale invasiva che la malattia allergica Micosi opportunistica che può colpire sia l uomo che l animale Negli uccelli induce infezioni polmonari mortali Nelle pecore e nei bovini può causare aborto
177 ASPERGILLOSI Micosi causata da: A.fumigatus (90%) A.flavus, A.niger, A.nidulans (8%), A.terreus, A.ochraceus e A.clavatus (2%).
178 Da Internet google images Aspergillus
179 Da Internet google images Aspergillus
180 GENERE Aspergillus
181 CARATTERISTICHE DELLE COLONIE DI Aspergillus Rapida crescita Tessitura polverosa, granulare o fioccosa Pigmentazione variabile dal bianco al giallo, al giallo-bruno a varie tonalità di verde, al rosso-bruno al bruno-nero
182 CARATTERISTICHE DI Aspergillus flavus Micete ubiquitario Si trova principalmente nel suolo e sulle parti aeree delle piante (foglie e fiori) Diffuso nelle zone temperate
183 CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE DI Aspergillus flavus Conidioforo incolore e rugoso Vescicole da globose a subglobose Fialidi che nascono direttamente dalla vescicola (monoseriati) o su metule (biseriati) Conidi da globosi a subglobosi, lisci o debolmente rugosi, di dimensioni variabili (4-6mm)
184 S.Andreoni et All. Atlante di Micologia Medica. Amcli Systems Aspergillus flavus
185 S.Andreoni et All. Atlante di Micologia Medica. Amcli Systems Aspergillus flavus
186 S.Andreoni et All. Atlante di Micologia Medica. Amcli Systems Aspergillus flavus
187 Aspergillus flavus L.Polonelli L.Ajello G.Morace Micologia Medica. Società Editrice Esculapio
188 COLONIE DI Aspergillus flavus A 25 C in terreno Czapek Dox Agar raggiungono 3-5 cm di diametro in 6-7gg Presentano margini netti, spesso con solchi radiali Colonie a crescita veloce, con tonalità di colore variabile: inizialmente gialle tendono con il tempo al giallo-verde
189 S.Andreoni et All. Atlante di Micologia Medica. Amcli Systems Aspergillus flavus
190 S.Andreoni et All. Atlante di Micologia Medica. Amcli Systems Aspergillus flavus
191 CARATTERISTICHE DI Aspergillus parasiticus Si trova principalmente nel suolo Diffuso nelle zone sub-tropicali
192 CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE DI Aspergillus parasiticus Conidioforo incolore e rugoso Vescicole da globose a subglobose Fialidi che nascono direttamente dalla vescicola (monoseriati) Conidi da globosi a subglobosi, molto rugosi, di dimensioni non variabili Colonie di colore verde-giallo
193 CARATTERISTICHE DI Aspergillus nomius Micete descritto recentemente presenta caratteristiche del tutto simili ad A. flavus Produce aflatossine B 1, B 2, G 1, G 2
194 CEPPI TOSSINOGENICI DI Aspergillus Si sviluppano su prodotti immagazzinati in condizioni di elevata temperatura ed umidità La contaminazione da aflatossine avviene prevalentemente nelle zone tropicali su alimenti derivati da semi oleosi come arachidi e semi di cotone Nel mais può avvenire infezione in campo e rimanere in seguito vitale durante la conservazione in magazzino
195 IDENTIFICAZIONE DEI CEPPI TOSSIGENI DI Aspergillus L identificazione si effettua: Utilizzando terreni selettivi quali Agar Aspergillus flavus/ parasiticus (AFPA) Utilizzando bleomicina per discriminare tra A. sojae ( aflatossine -) e A. parasiticus (aflatossine +)
196 IDENTIFICAZIONE DEI CEPPI TOSSIGENI DI Aspergillus Gli isolati, fatti crescere in piastre di Agar Czapeck o agar malto a 25 C, formano colonie in 7-10gg. L identificazione di specie viene fatta sulla base dell osservazione dei conidi disposti su fialidi uni o biseriati
197 OCRATOSSINE La più diffusa e tossica è ocratossina A (OTA), una isocumarina che si ritrova anche in alcuni prodotti zootecnici (sangue, reni, fegato, muscoli) L ocratossina A è liposolubile, non viene quindi escreta ma accumulata soprattutto nel tessuto adiposo (maiale) Conosciuta (OTC) anche ocratossina B (OTB) e ocratossina C
198 OCRATOSSINA A
199 OCRATOSSINE Prodotte prevalentemente da: Aspergillus ochraceus A. carbonarius A. niger Penicillium verrucosum
200 OCRATOSSINE Le condizioni di crescita ideali per i funghi produttori di ocratossina (Aspergillus e Penicillium) nei cereali sono rappresentati da: temperatura compresa tra 4 e 37 C (temperature più elevate favoriscono la crescita del genere Aspergillus, climi più freddi favoriscono invece il genere Penicillium) Alcune specie possono crescere anche qualche grado sotto lo 0 e con contenuto minimo di umidità del 15-16% Le condizioni ottimali per la produzione di ocratossine sono rappresentate da: temperatura compresa tra 4 e 31 C a w tra 0,83 e 0,90
201 MECCANISMO DI AZIONE inibizione della sintesi degli acidi nucleici con conseguente riduzione della sintesi proteica e dell attività metabolica alterazione dell omeostasi del calcio, mediante perossidazione dei lipidi di membrana del reticolo endoplasmatico liscio inibizione della respirazione mitocondriale
202 OCRATOSSINE Si ritrovano in : alimenti di origine vegetale: cereali ortaggi caffè (soprattutto nel caffè istantaneo) cacao birra legumi frutta secca uva e vino (individuata nel 1996 in Svizzera) alimenti di origine zootecnica: essenzialmente carni, ottenute da animali alimentati con mangimi contaminati
203 OCRATOSSINE Le carni di animali monogastrici (suine e pollame) alimentati con mangimi contaminati, possono essere fonte di esposizione per l uomo Negli animali poligastrici (bovini e ovini) l OTA viene inattivata dalla flora ruminale e viene scissa in ocratossina, non tossica, e fenilalanina
204 OCRATOSSINE Diffusa essenzialmente nelle aree tropicali e subtropicali ma anche nelle aree temperate L esposizione primaria avviene tramite il consumo di carne di maiale e mais
205 ATTIVITA CANCEROGENA DELLE OCRATOSSINE Ocratossina A è classificata come cancerogeno di gruppo 2B cioè sostanza sicuramente cancerogena per gli animali e possibilmente anche per l uomo (IARC 1993, WHO 2002)
206 OCRATOSSINE
207 OCRATOSSINE
208 DOSAGGI DI OCRATOSSINA A NEGLI ALIMENTI Dosaggi massimi ammissibili di ocratossina A: la CE con decreto n. 472/2002 ha fissato il limite di 3-5 g/kg nei cereali e 10 g/kg nei frutti essiccati della vite (uva passa, uva sultanina, uva di Corinto). Il limite massimo di ocratossina A tollerato nei cereali e nei prodotti derivati, secondo le disposizioni dell Istituto Superiore di Sanità, è di 3 g/kg.
209 APPORTO DI OCRATOSSINA A CON LA DIETA Da uno studio condotto in 8 Stati europei emerge che nell adulto l apporto di OTA ingerito con la dieta è: 0,7-4,6ng/kg di peso corporeo/giorno Sempre nell adulto l apporto di OTA calcolato mediante analisi del sangue è: 0,2-2,4ng/kg di peso corporeo/giorno QUESTI VALORI CORRISPONDONO A CONCENTRAZIONI DI OTA NEL PLASMA DI 0,18-1,8ng/ml
210 PATOLOGIE DA OCRATOSSINA L ocratossina assunta con la dieta viene assorbita passivamente nel tratto gastrointestinale ed attraverso la circolazione entero-epatica, può essere escreta e riassorbita a livello dei tubuli prossimali e distali del rene Una volta in circolo l ocratossina si lega alla frazione albuminica, permanendo a lungo nell organismo: il tempo di emivita nell uomo è di circa 840 ore concentrandosi particolarmente nel rene. L ocratossina può causare: perdita di peso tremori altri disturbi neurologici.
211 ATTIVITA DELLE OCRATOSSINE Nefrotossica Immunosoppressiva Cancerogena Mutagena Teratogena Epatotossica Teratogena ed immunosoppressiva nei polli e negli animali da laboratorio (topi, ratti, cavie) Cancerogena nei polli, animali da esperimento e suini
212 ATTIVITA NEFROTOSSICA DI OCRATOSSINA A La micotossina è in grado di provocare la degenerazione dei tubuli prossimali renali, con successiva fibrosi interstiziale e degenerazione glomerulare.
213 ATTIVITA IMMUNOSOPPRESSIVA DI OCRATOSSINE L ingestione di 0,1mg/kg di peso corporeo di OTA riduce: la produzione di IgG la produzione di IgM l attività del complemento l attività di fagocitosi la sintesi di IL-2
214 OCRATOSSINA A NEGLI ALLEVAMENTI ZOOTECNICI Responsabile di ricorrenti nefrotossicosi negli allevamenti zootecnici di animali monogastrici (suini, specie aviarie) caratterizzate da: Gastro-enteriti Immunodeficienza Aborto Ritardi nella crescita Epatiti Nefriti associate a carcinomi
215 OCRATOSSINA A NEI SUINI L ingestione di mangimi contenenti ocratossina A può determinare nefropatia porcina, malattia diffusa soprattutto nei Paesi del Nord Europa
216 OCRATOSSINA A NELL UOMO NEFROPATIA ENDEMICA DEI BALCANI E una nefrite cronica progressiva, che può evolvere in tumore renale, frequentemente osservata nelle popolazioni balcaniche e probabilmente correlata all introduzione di ocratossina A Possiede attività diabetogena, esercitando il proprio potenziale tossico con riduzione del livello di insulina
217 PRINCIPALI FONTI DI ASSUNZIONE DI OTA IN ITALIA Vino rosso (81% dell OTA ingerita) Spezie (7,6%) Caffé (6,31%) Olio di oliva (3,15%) Farina di frumento (1,02%) Birra (0,88%)
218 Micete ubiquitario GENERE Penicillium In natura responsabile della degradazione del materiale organico Nel settore economico ed industriale responsabile della produzione di: antimicrobici (penicillina) enzimi degradativi (cellulasi e glucanasi) enzimi pectinolitici lipasi proteasi
219 GENERE Penicillium Miceti saprofiti Ad ampia distribuzione geografica A crescita rapida Capaci di adattarsi alle più varie condizioni di vita
220 CARATTERISTICHE MICROSCOPICHE DEL GENERE Penicillium Micelio ialino Ife settate Conidiofori settati Fialidi inseriti direttamente o su metule Conidi lisci o rugosi, da globosi a cilindrici
221 GENERE Penicillium E.G.Rondanelli M.Fabbi P.Marone. Trattato sulle Infezioni e Tossinfezioni Alimentari. Selecta Medica.
222 GENERE Penicillium
223 TRICOTECENI Sono metaboliti triciclici sesquiterpenoidi prodotti da funghi di generi diversi (soprattutto Fusarium e Stachybotrys) Interagiscono con gli acidi nucleici e possono legarsi con la sub-unità ribosomiale 60S inibendo la sintesi proteica Esistono circa 150 tricoteceni naturali dei quali almeno 40 sono micotossine
224 TRICOTECENI Le più potenti micotossine sono: Gruppo A = TOSSINA T-2 (T2) Gruppo B = DEOSSINIVALENOLO (DON) (vomitossina) Entrambe comprese tra le sostanze non cancerogene del gruppo 3 (IARC 1993, WHO 2002)
225 TRICOTECENI DI GRUPPO A TOSSINA T-2 Prodotta principalmente dalle specie del genere Fusarium acuminatus e Fusarium spirotrichioides, dotate di una debole attività parassitaria, con scarso sviluppo in campo. E molto tossica per suini, polli e ruminanti in cui provoca: astenia, lesioni orali, rallentamento della crescita, rifiuto del cibo, leucopenia, depressione, diarrea, enteriti, ulcerazioni non specifiche del tratto gastrointestinale, riduzione dell immunità umorale e sindromi emorragiche
226 TRICOTECENI DI GRUPPO A TOSSITA T-2
227 TRICOTECENI DI GRUPPO B DON Sono i tricoteceni più frequenti nei cereali pre-raccolta, in particolare in frumento, orzo e mais. Con minor frequenza sono stati trovati in avena, riso, segale e sorgo La loro presenza è associata principalmente a Fusarium graminearum ed a Fusarium culmorum Le condizioni ideali di crescita per questi funghi sono rappresentate da temperature comprese tra 10 e 30 C ed umidità dell aria superiore al 20-22%.
228 TRICOTECENI DI GRUPPO B DON Determina danni economici soprattutto negli allevamenti suini. L introduzione di elevate quantità di micotossina attraverso la dieta, provoca rifiuto del cibo, vomito ed arresto della crescita, mentre ridotte quantità determinano immunosoppressione, con conseguente aumento dell incidenza di altre patologie
229 TRICOTECENI DI GRUPPO B DON
230 DEOSSINIVALENOLO (DON) O VOMITOSSINA Attività mutagena, teratogena, embriotossica, immunosoppressiva Causa: SINDROME EMETICA caratterizzata da: Vomito Rifiuto del cibo Astenia Riduzione del perso corporeo SINDROME EMORRAGICA caratterizzata da: Dermatiti Gastro-enteriti emorragiche Leucopenia Aborto Morte
231 LIMITI TOLLERATI
232 PATOLOGIA DA TRICOTECENI L ATA (Aleukia Tossica Alimentare) patologia molto grave riscontrata per la prima volta in Russia durante la seconda guerra mondiale La sintomatologia è caratterizzata da: ulcerazione della mucosa orale gastroenterite emorragia al naso, gola e gengive febbre deplezione midollare neutropenia sovrapposizione di infezioni batteriche
233 ATA La malattia è tutt ora diffusa in zone a clima freddo in seguito a consumo di grano contaminato da muffe dei generi: Mucor Alternaria Rhizopus Fusarium Recentemente (anni 90) sono state segnalate intossicazioni da DON in India, Cina e Giappone con irritazione della mucosa oro-faringea, leucopenia, diatesi emorragica e anemia.
234 ALTRA PATOLOGIA DA TRICOTECENI Forti bevitori di birra avevano manifestato cardiomiopatie ad esito fatale, inizialmente attribuite all aggiunta di cobalto nella bevanda per la sua attività anti-schiuma (anche se presenti in quantità minime). La contaminazione dell orzo da birra da parte di specie del genere Fusarium è risultata invece essere causa della patologia
235 FUMONISINE Prodotte principalmente da F. verticilliodes (moniliforme), F. proliferatum, F. moniliforme. Temperatura ottimale di produzione: C Delle 4 fumonisine conosciute la più importante per diffusione e tossicità è la fumonisina B1 (FB1) Contaminanti quasi esclusive di mais e frumento
236 FUMONISINE
237 FUMONISINE Meccanismo di azione L FB1 inibisce l attività di due enzimi coinvolti nella biosintesi degli sfingolipidi: sfinganina N-aciltransferasi, che catalizza la trasformazione della sfinganina in diidroceramide, bloccando la sintesi delle sfingomieline e dei glicofosfolipidi sfingosina N-aciltransferasi, che catalizza la reazione di turnover della sfingosina in ceramide
238 FUMONISINE La sfinganina è anche utilizzabile come marker ematico dell esposizione alle fumonisine.
239 FUMONISINE Classificata come sostanza cancerogena del gruppo 2B (IARC 1993, WHO 202) possibilmente cancerogene per l uomo
240 GENERE Fusarium E.G.Rondanelli M.Fabbi P.Marone. Trattato sulle Infezioni e Tossinfezioni Alimentari. Selecta Medica.
241 PATOLOGIE DA FUMONISINE Cancerogene per il ratto dove induce tumore al fegato e al rene Non determinano fenomeni di tossicità acuta ma causano: leucoencefalomalacia equina (ELAM), caratterizzata da aree di necrosi molto estese con liquefazione della sostanza bianca del cervello edema polmonare suino (PPE) Nei polli causano incremento della mortalità, paralisi, dispnea, riduzione della crescita Ipotizzato ruolo nell insorgenza del carcinoma esofageo nell uomo
242 PATOLOGIE DA FUMONISINE Sembra esserci correlazione tra consumo di mais, in particolare sotto forma di polenta, ed incidenza di tumori della cavità orale, faringe ed esofago nel Friuli-Venezia Giulia
243 LIMITI DI LEGGE PER LE FUMONISINE FAO e OMS hanno fissato in 2µg/Kg di peso corporeo l assunzione giornaliera tollerabile UE (1 luglio 2007) prevede una concentrazione massima della FB 1 pari a 1000µg/Kg per la farina di mais 400µg/Kg per gli alimenti a base di mais destinati al consumo diretto (corn-flaks) 150µg/Kg per i baby-food 2000µg/Kg per la granella (secondo i dati dell Associazione Italiana Maiscoltori nel 2003 l 84% della produzione ha raggiunto valori superiori)
244
245
246 ZEARALENONI Prodotte da ceppi di Fusarium graminearum, F.culmorum, F.cerealis e F.equiseti. Contaminante molto diffuso in genere ed in particolare del mais, riso, avena, orzo e grano Condizione ottimale per la crescita delle muffe: Temperatura fino a 30 C umidità superore al 18-20% Condizione ottimale per l elaborazione della tossina: Temperatura C La tossina più importante per diffusione ed attività biologica è lo ZEN
247 ZEARALENONI
248 ZEARALENONI L azione dello zearalenone e dei suoi derivati attivi (alfa e beta zearalenolo, prodotti dal metabolismo epatico) è di tipo estrogenico, infatti provoca negli animali manifestazioni perfettamente sovrapponibili a quelle prodotte dagli estrogeni fisiologici. Lo zearalenone si lega al sito citosolico dell estradiolo e ne riproduce gli effetti
249 PATOLOGIE DA ZEARALENONI Non è dotato di tossicità acuta ma esplica attività ormono-simile Negli animali causa sindrome estrogenica Nel maschio: Ipertrofia delle mammelle e dei testicoli Nella femmina: Edema vulvare precoce Sviluppo sessuale precoce Ipertrofia mammaria Irregolarità dei ritmi dei calori Nell uomo correla con pubertà precoce e con cancro della cervice
250 PATOLOGIE DA ZEARALENONI Cancerogenicità: di tipo specie-specifica e secondaria all effetto ormonale Meccanismo di azione: si lega ai recettori proteici degli ormoni estrogenici
251 LIMITI DI TOLLERANZA I limiti massimi adottati dalla UE (regolamento 856/2005) sono: 200µg/kg per la granella e la farina di mais 100µg/kg per i cereali non lavorati 75µg/kg per le farine di cereali escluso il mais 50µg/kg per pane, biscotti e snack 20µg/kg per i baby-foods
252
253 PATULINA Micotossina prodotta da funghi del genere Aspergillus e Penicillium La fonte principale è rappresentata dalle mele e dai loro derivati Viene inattivata durante la fermentazione alcoolica (sidro) mentre è relativamente termostabile MOLTO DISCUSSA LA PRESENZA NEI SUCCHI DI FRUTTA
254
255 SCLEROZI Sono forme di resistenza capaci di assicurare la sopravvivenza del fungo per lunghi periodi anche in condizioni sfavorevoli Sono costituiti da aggregazione ed adesione di ife, associate a sostanze di riserva (glucidi, lipidi) che formano corpiccioli globosi molto addensati, il cui diametro massimo può raggiungere alcuni millimetri
256 SCLEROZI Sono costituiti da due zone concentriche: una corticale compatta formata da ife cementate e poco distinguibili una midollare più ampia, formata da ife larghe, a parete spessa, ricche di sostanza di riserva, frammiste ad altre, sottili e ricche di organuli citoplasmatici tutte immerse in una matrice mucillaginosa
257 SCLEROZI Le pareti, ispessite e ricche di melanina, ne limitano la disidratazione e la degradazione nel suolo da parte degli altri microrganismi Nel caso della Claviceps purpurea gli sclerozi inglobano tessuto dell ospite (segale o altre graminacee)
258 ALCALOIDI TOSSICI DI Claviceps Gli sclerozi di Claviceps purpurea (ascomicete) contengono alcaloidi tossici sia derivati dall acido lisergico (circa 30 composti) sia clavine (circa 15 composti) Tra i derivati dell acidi lisergico il più importante per diffusione e tossicità è l ERGOTAMINA
259 ALCALOIDI TOSSICI DI Claviceps Contaminanti di graminacee ed in particolare della segale in cui provoca la malattia detta della segale cornuta La presenza degli sclerozi nelle farine e nei mangimi porta alla comparsa dell ergotismo sia negli animali che nell uomo che può manifestarsi come sindrome gangrenosa o allucinogena o più frequentemente come sindrome complessa
260 PATOGENICITA DEGLI ALCALOIDI DI Claviceps L ergotismo si manifesta come sindrome gangrenosa o convulsiva in relazione al contenuto quali-quantitativo degli alcaloidi ingeriti L ingestione di farine contenenti 1-2% di sclerozi è sufficiente a provocare l insorgenza dell ergotismo
261 SINTOMATOLOGIA DA ALCALOIDI DI Claviceps Senso di freddo agli arti Intensa sensazione di bruciore Necrosi Gangrena Allucinazioni psicotiche Convulsioni Disturbi nervosi Disturbi circolatori Aborto Morte
262 DOSAGGI TOSSICI DI ALCALOIDI DI Claviceps 2gr/kg determinano comparsa dei primi sintomi 10-20gr/kg determinano manifestazioni epidemiche gr/kg determinano comparsa di sindrome gangrenosa e convulsiva (Valori riferiti a grammi di sclerozi/kg di alimenti)
263 PROPRIETA FARMACOLOGICHE DI ALCALOIDI DI Claviceps Il principio farmacologicamente attivo è rappresentato dalla DIETILAMMIDE DELL ACIDO LISERGICO (LSD) Determina un blocco alfa-adrenergico che inibisce alcune risposte all epinefrina e alla 5-idrossitriptamina Queste risposte inibite creano una marcata vasocostrizione periferica che, se non corretta, riduce l afflusso sanguigno causando necrosi e gangrena. Agiscono anche a livello del sistema nervoso centrale stimolando l ipotalamo ed altre regioni del simpatico del tronco-encefalico
264 PROPRIETA FARMACOLOGICHE DI ALCALOIDI DI Claviceps Altra proprietà farmacologica degli alcaloidi dell ergotamina è la capacità di stimolare in modo diretto la contrazione della muscolatura liscia Sono stata usati quali agenti ossitocina-simili per indurre il travaglio del parto con aumento dell intensità e della frequenza delle contrazioni uterine In dosi controllate può essere utilizzata per abbassare la pressione sanguigna e calmare le emicranie
265 MICOTOSSINE PRODOTTE DA ALTERNARIA Prodotte principalmente da Alternaria alternata Le principali tossine prodotte sono: Alternatiolo (AOH) Etere metilico dell alternariolo (AME) Alterotossine Acido tenuazonico (TeA)
266 MICOTOSSINE PRODOTTE DA ALTERNARIA Agente causale di una fitopatia molto frequente nelle colture in prossimità della raccolta La malattia interessa prevalentemente i frutti maturi soprattutto in condizione di elevata umidità ed in concomitanza di punture di insetti
267 MICOTOSSINE PRODOTTE DA ALTERNARIA La malattia è caratterizzata dalla comparsa sui frutti di aree marcescenti (marciume nero) in grado di produrre nei tessuti infetti metaboliti tossici che si possono ritrovare lungo la filiera (succhi, concentrati ecc.)
268 MICOTOSSINE PRODOTTE DA ALTERNARIA Contaminanti di: pomodori, peperoni, mele, pere, agrumi, olive, asparagi Le principali tossine prodotte sono: acido tenuazonico, dotato di elevata tossicità (convulsioni, emorragie gastro-intestinali) alterotossine dotate di attività mutagena
269
270 CONDIZIONI PREDISPONENTI ALLO SVILUPPO DEI MICETI Uno dei fattori più importanti è correlato allo stato biologico dell alimento: frutta e verdura fresca, e cereali prima della raccolta possiedono efficaci meccanismi di difesa contro l invasione microbica Dopo la raccolta i vegetali sono più facilmente aggredibili
271 FATTORI INTERFERENTI NELLO SVILUPPO DEI MICETI Attività dell acqua o water activity (a w ) ph Temperatura Tensione di ossigeno Consistenza del substrato Substrato nutritivo Conservanti Microflora
272 ATTIVITA DELL ACQUA O WATER ACTIVITY (a w ) Rappresenta la quota di acqua contenuta in un substrato effettivamente utilizzabile per la crescita del microrganismo E la misura della pressione di vapore d acqua prodotta dall umidità presente in un prodotto igroscopico Viene definita come a w =p/ps p = pressione di vapore del substrato ps = pressione di vapore dell acqua pura alla stessa temperatura del substrato Il valore di a w è compreso tra 0 e 1 Condizioni di forte disidratazione (a w 0,60) impediscono lo sviluppo dei microrganismi che tuttavia permangono in uno stato vitale
273 ATTIVITA DELL ACQUA O WATER ACTIVITY (a w ) La scala della a w per i microrganismi va da 1 a 0,60 A w : limiti di crescita dei microrganismi Maggior parte dei batteri 0,91-0,95 Maggior parte dei lieviti 0,87-0,94 Maggior parte delle muffe 0,80-0,93 Batteri alofili 0,60-0,80 Lieviti osmofili 0,60-0,65 Muffe 0,60-0,65
274 VALORI DI ph l batteri si riproducono a valori intorno alla neutralità I miceti si riproducono a valori di ph inferiori a 5, dove competono solo con i lattobacilli
275 TEMPERATURA Condiziona i processi di sporulazione e germinazione delle spore oltre allo sviluppo del micelio La temperatura di sviluppo di un micelio è generalmente compresa tra C con un valore ottimale di C
276 TEMPERATURA Alcuni miceti quali Penicillium e Fusarium possono riprodursi anche a temperature di refrigerazione (0-5 C), specialmente in condizioni di elevata umidità come avviene nei frigoriferi Aspergillus flavus e A. niger crescono invece a temperature medio-alte (8-45 C) e rappresentano la microflora dominante di ambienti quali i tunnel di essiccamento delle paste alimentari
277 TEMPERATURA Per la produzione di aflatossine nelle granaglie e insilati esiste una correlazione inversa tra i valori di temperatura ottimali e a w : l optimum di temperatura si aggira tra C ed un aumento della temperatura comporta un abbassamento dell optimum di a w per la produzione di tossine
278 TENSIONE DI OSSIGENO Le muffe hanno bisogno di ossigeno per riprodursi Sono invece sensibili ad elevati livelli di anidride carbonica La maggior parte delle specie appartenenti ai generi Aspergillus e Penicillium sono stimolate a riprodursi da aumentate concentrazioni di CO 2 (fino al 15%) mentre a concentrazioni maggiori sono fortemente inibite
279 CONSISTENZA La consistenza di un alimento esercita una notevole influenza sul tipo di deterioramento cui esso può andare incontro I lieviti causano prevalentemente problema nel deterioramento dei liquidi Le muffe sono favorite da un substrato solido su cui ancorarsi con accesso all ossigeno dell aria
280 SUBSTRATO NUTRITIVO Il metabolismo fungino è favorito dalla presenza dei carboidrati Il metabolismo batterico è favorito dalla presenza delle proteine
281 CONSERVANTI I conservanti maggiormente utilizzati nelle tecnologie alimentari sono gli acidi deboli quali: benzoico sorbico solforoso acetico propionico
282 MICROFLORA Soprattutto i cereali sono spesso colonizzati da funghi diversi quali Aspergillus, Penicilliun e Fusarium che possono interagire, quanto alla produzione di tossine Sperimentalmente l inoculo di A.flavus dopo l impianto di Fusarium viene completamente inibito La produzione di aflatossine può venire inibita ma anche stimolata dalla presenza di lattobacilli
283 PREVENZIONE DELLA CONTAMINAZIONE DI CEREALI La prevenzione della contaminazione da micotossine ha come obiettivo quello di impedire lo sviluppo fungino nelle varie fasi della filiera dei cereali (coltivazione, conservazione e lavorazione)
284 PREVENZIONE DELLA CONTAMINAZIONE DI CEREALI Coltivazione in campo: Ricerca di varietà di piante resistenti ai funghi tossigeni Pratiche agronomiche intese ad evitare condizioni di stress (rotazioni colturali) Scelta dell epoca ottimale di semina Densità di semina Corretto impiego di fertilizzanti
285 PREVENZIONE DELLA CONTAMINAZIONE DI CEREALI Stoccaggio e lavorazione: controllo della temperatura controllo dell umidità rapido essiccamento al momento della raccolta conservazione degli insilati in condizioni di anaerobiosi mantenimento dello stato igienico dei locali, superfici di lavoro, macchinari e mezzi di trasporto Impiego di disinfettanti antifungini e fungicidi per la decontaminazione delle superfici, muri, soffitti etc.
286 METODI DI ANALISI Cromatografici (HPLC) Immunoenzimatici (Elisa) Molecolari (PCR)
287 RESISTENZA DELLE MICOTOSSINE ALLA DEGRADAZIONE Una volta prodotte le micotossine permangono nel substrato anche dopo la morte del fungo Data la stabilità chimica delle micotossine, sono insufficienti ai fini della detossificazione, i normali processi impiegati nelle industrie alimentari quali: Trattamenti fisici (calori, radiazioni) Trattamenti chimici (estrazione, raffinazione) Trattamenti biologici (fermentazioni)
288 RESISTENZA DELLE MICOTOSSINE ALLA DEGRADAZIONE Gli attuali procedimenti tecnologici di lavorazione degli alimenti, quali pastorizzazione e sterilizzazione, così come le operazioni domestiche di cottura, non sono in grado di distruggere le micotossine presenti nelle derrate alimentari, in quanto termostabili.
289 RESISTANZA TERMICA DELLE MICOTOSSINE Aflatossine in autoclave(121 C per 4ore) dim. 95% Ocratossina A C parz. decomposizione Fumonisine mais tostato ( C) dim % mais asciutto (190 C per 1 ora) dim. 60% mais umido (190 C per 1 ora) dim. 80% mais asciutto (220 C per 25 ) dim.100% Aflatossine B1 e B2 in sol. acquosa (150 C per 1 ora) ph4 dim % ph7 dim.18-39% ph10 dim %
290 RESISTENZA TERMICA DELLE MICOTOSSINE Zearalenone (200 C per 1 ora) dim.69% (120 C per 4 ore) no diminuzione farina contaminata +acqua (5/2) (100 C per 15 ) (100 C per 1 ora) dim.3,2% dim.13,8% Deossinivalenolo dopo cottura di pasta fresca (grano tenero) (nella pasta) dim % dopo cottura di spaghetti (grano duro) (nella pasta) dim %
Aflatossine: un problema antico. luciano.bertocchi
Aflatossine: un problema antico luciano.bertocchi Cosa sono le micotossine? Prodotti del metabolismo secondario di funghi filamentosi microscopici (muffe) che possono svilupparsi su una grande varietà
MICROBIOLOGIA AGROALIMENTARE
MICROBIOLOGIA AGROALIMENTARE Prof.ssa Paola Sinibaldi Vallebona AA 2015-16 MICETI Sono state identificate circa 100.000 specie fungine anche se si ipotizza che ne possano esistere circa 1,5 milioni LIEVITI
Scienza e Tecnologia per la sicurezza e la qualità alimentare
Scienza e Tecnologia per la sicurezza e la qualità alimentare Sai quali muffe ci sono nel tuo frigorifero? Impariamo a riconoscere le muffe pericolose Dott.ssa Paola Giorni, PhD Dipartimento di Scienze
Mais e aflatossine 2012: l emergenza continua. Prof. ROBERTO CAUSIN. DIP. TeSAF, Sez. Patologia Vegetale. UNIVERSITA DI PADOVA
Mais e aflatossine 2012: l emergenza continua Sabato 2 Marzo 2013 CEN.SER, sala Bisaglia, via Porta Adige, 45. Rovigo AFLATOSSINE: GENERALITA E LORO GENESI Prof. ROBERTO CAUSIN DIP. TeSAF, Sez. Patologia
IGIENE DEGLI ALIMENTI
1 IGIENE DEGLI ALIMENTI Per Igiene degli alimenti si intende quell insieme di precauzioni adottate durante la produzione, manipolazione e distribuzione degli alimenti, affinché il prodotto destinato al
Sicurezza alimentare
Sicurezza alimentare Sicurezza nella filiera alimentare Per garantire la sicurezza degli alimenti ai consumatori e salvaguardare il settore agroalimentare da crisi ricorrenti, l Unione Europea, e l Italia
Ricerca nei cereali di micotossine che presentano attività di interferenti endocrini
Ricerca nei cereali di micotossine che presentano attività di interferenti endocrini Cecilia Bergamini ARPA Sezione Provinciale di Bologna [email protected] Bologna 25 febbraio 2009 RAR Alimenti,
Vitamine liposolubili
Vitamine liposolubili Vitamine liposolubili A Q D F E K Vitamine liposolubili Queste vitamine sono accomunate dal fatto di essere solubili esclusivamente nei grassi e nei solventi dei grassi; il loro assorbimento,
Sicurezza alimentare C O N TA MINAZIONE C H I MICA
Sicurezza alimentare C O N TA MINAZIONE C H I MICA CONTAMINAZIONE CHIMICA Causata dalla presenza di contaminanti chimici di varia natura. 2 Contaminazione chimica Le principali contaminazioni chimiche
I principi nutritivi
I principi nutritivi Quali sono? Qual è la loro funzione? In quali cibi si trovano? Perché sono importanti? Quante Kilocalorie sviluppano? Kilocalorie Unità di misura dell energia accumulata negli alimenti
MICROBIOLOGIA D E G L I A L I M E N T I
MICROBIOLOGIA D E G L I A L I M E N T I Microbiologia degli Alimenti COSA STUDIA? La provenienza e il significato delle varie specie microbiche presenti nell alimento il loro comportamento durante i processi
La problematica delle micotossine nella filiera agro-alimentare: stato dell arte e prospettive. Aspetti tossicologici delle micotossine
La problematica delle micotossine nella filiera agro-alimentare: stato dell arte e prospettive 14 Novembre 2007 Istituto Superiore di Sanità Dott.ssa Francesca Maffei Dipartimento di Farmacologia Università
AZIENDA USL RIETI SERVIZIO VETERINARIO MONITORAGGIO DELLA CONTAMINAZIONE DA AFLATOSSINA M1 NEL LATTE BOVINO NELLA PROVINCIA DI RIETI
AZIENDA USL RIETI SERVIZIO VETERINARIO MONITORAGGIO DELLA CONTAMINAZIONE DA AFLATOSSINA M1 NEL LATTE BOVINO NELLA PROVINCIA DI RIETI Dr. RICCIARDI MARIO LE AFLATOSSINE SONO SOSTANZE TOSSICHE CHE POSSONO
I principi nutritivi. Enrico Degiuli Classe Seconda
I principi nutritivi Enrico Degiuli Classe Seconda A cosa servono gli alimenti? Tutti gli animali si nutrono di sostanze necessarie alla loro sopravvivenza. Il nostro corpo è una macchina estremamente
i principi nutritivi seconda parte Prof.ssa Mila del Corno
i principi nutritivi seconda parte Prof.ssa Mila del Corno L ACQUA E il componente più abbondante del corpo umano, di cui rappresenta circa il 60-65% del peso L acqua non fornisce energia (quindi non fa
DOMANDE E RISPOSTE SULLE ALTERAZIONI CROMATICHE DEGLI ALIMENTI DEPERIBILI E IL RUOLO DEL CONSUMATORE: DALLE MOZZARELLE BLU ALLA RICOTTA ROSSA
DOMANDE E RISPOSTE SULLE ALTERAZIONI CROMATICHE DEGLI ALIMENTI DEPERIBILI E IL RUOLO DEL CONSUMATORE: DALLE MOZZARELLE BLU ALLA RICOTTA ROSSA 1 Quali sono i microrganismi che possiamo trovare negli alimenti
Malattie causate da batteri patogeni
Malattie causate da batteri patogeni Salmonellosi Le salmonelle comprendono nel loro insieme più di 1800 specie diverse di bacilli. Ricordiamo le salmonelle patogene, responsabili della febbre tifoide
Siamo fatti così. Il nostro corpo è fatto di acqua, proteine, lipìdi, minerali, carboidrati e anche un po di vitamine.
Alimentazione L alimentazione è importante per la salute e ci fornisce l energia per affrontare la giornata. Per mezzo di essa possiamo correre, divertirci, giocare ecc... La scienza dell alimentazione
SISTEMI DI CONSERVAZIONE DEL CIBO. 2 lezione
SISTEMI DI CONSERVAZIONE DEL CIBO 2 lezione Perchè conservare il cibo? Per evitare che si guasti Per poterlo trasportare METODI DI CONSERVAZIONE METODI FISICI Per mezzo del freddo: Refrigerazione Congelamento
Il deterioramento aerobico degli insilati e le implicazioni per la qualità del latte e del formaggio. Fabio Abeni Domenico Carminati
Il deterioramento aerobico degli insilati e le implicazioni per la qualità del latte e del formaggio Fabio Abeni Domenico Carminati 1 La qualità e la sicurezza dei prodotti lattiero-caseari dipendono in
I Microrganismi. Generalità, classificazione, condizioni di crescita, riproduzione. SITO WEB:
I Microrganismi Generalità, classificazione, condizioni di crescita, riproduzione. SITO WEB: http://digilander.libero.it/glampis64 ENTRA COS E UN MICRORGANISMO? Per microrganismo si intende un organismo
CONTAMINAZIONI ALIMENTARI E SVILUPPO DEI MICRORGANISMI
CONTAMINAZIONI ALIMENTARI E SVILUPPO DEI MICRORGANISMI Sicurezza e igiene degli alimenti La sicurezza alimentare garantisce la salubrità di tutto il cibo che l uomo consuma nella ristorazione. Per Igiene
La nutrizione minerale. Ovvero gli ioni inorganici necessari alla pianta e modalità di assorbimento e assimilazione
La nutrizione minerale Ovvero gli ioni inorganici necessari alla pianta e modalità di assorbimento e assimilazione Assorbimento degli elementi minerali: riguarda il loro prelievo dal suolo da parte delle
Le analisi che si effettuano sul latte. Percorso didattico quarta/quinta ITIS Cartesio Indirizzo chimico-biotec. sanitario
Le analisi che si effettuano sul latte Percorso didattico quarta/quinta ITIS Cartesio Indirizzo chimico-biotec. sanitario Per il controllo della qualità del latte vengono rilevati determinati parametri:
Alpinis pin mo o e al a iment n a t z a io z n io e Una mela al giorno
Alpinismo e alimentazione Una mela al giorno Uno sport faticoso! CONDIZIONI LIMITE: Lavoro Difficoltà ambientali Elevato consumo energetico Necessità di massima resa Una grande caldaia ENERGIA: i protagonisti
Pagine sul libro. da pag. 124 a pag. 133
Vitamine e Minerali Pagine sul libro da pag. 124 a pag. 133 CHE COSA SONO LE VITAMINE NUTRIENTI ESSENZIALI NON CALORICI VITAMINE Vitamine significa ammine della vita. Sono composti organici. Sono necessarie
Aflatossine nella filiera la1e
Is5tuto di Scienze degli Alimen5 e della Nutrizione Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali Pietri Amedeo Aflatossine nella filiera la1e Convegno Biocontrollo di Aspergillus flavus e ges5one
L ALIMENTAZIONE IL NOSTRO CORPO È UNA MACCHINA CHE HA BISOGNO CONTINUAMENTE DI ENERGIA ANCHE QUANDO È A RIPOSO.
L ALIMENTAZIONE IL NOSTRO CORPO È UNA MACCHINA CHE HA BISOGNO CONTINUAMENTE DI ENERGIA ANCHE QUANDO È A RIPOSO. L ENERGIA VIENE RICAVATA DAI PRINCIPI NUTRITIVI O NUTRIENTI ALIMENTARSI VUOL DIRE SODDISFARE
controllo per lieviti selvaggi nel prodotto grezzo da fermentare con lieviti selezionati. mezzo addizionato di lisina
CONTE e RICERCHE di LIEVITI controllo per contaminanti: totali recuperati in acqua peptonata e seminati su malto lieviti osmofili in diluente (es. glicerolo 18-30%) e mezzo (es. saccarosio 40%) a bassa
Metaboliti primari Metaboliti secondari Fermentazione Fermentatori Fermentatori anaerobici più semplici. Rimozione del calore sprigionato durante la fase 5-10 di litri fermentazione. 500.000 litri uso
TUTTO SULLE MICOTOSSINE - 11 novembre Torino Lingotto Fiere
TUTTO SULLE MICOTOSSINE - 11 novembre 2011 - Torino Lingotto Fiere ARPA Piemonte: attività di interesse sanitario supporto analitico e tecnico-scientifico alle ASL e agli altri organi di vigilanza, per
Le tecnologie alimentari rappresentano il complesso di operazioni e processi volti ad ottenere alimenti finiti o semilavorati dalle materie prime
Le tecnologie alimentari rappresentano il complesso di operazioni e processi volti ad ottenere alimenti finiti o semilavorati dalle materie prime alimentari prodotte dall'agricoltura, dall'allevamento
http://digilander.libero.it/glampis64 I composti organici di interesse biologico sono: Carboidrati Proteine Lipidi Acidi nucleici Le macromolecole sono composti di grandi dimensioni, unione di piccole
Questionario di verifica
Questionario di verifica 1. Per i batteri termofili il range ottimale di temperatura è: a. 15 20 C b. 25 40 C c. 45 60 C 2. La pastorizzazione è: a. un trattamento termico che elimina le forme patogene
I PRINCIPI NUTRITIVI. seconda parte. prof.ssa Mila del Corno
I PRINCIPI NUTRITIVI seconda parte prof.ssa Mila del Corno I CARBOIDRATI (glucidi, zuccheri) sono sostanze organiche formate da atomi di Carbonio, Idrogeno Ossigeno che vengono utilizzate dal nostro organismo
PROGRAMMA a.s CLASSE III B ENOGASTRONOMIA DISCIPLINA: SCIENZA e CULTURA DELL'ALIMENTAZIONE DOCENTE: Maria Cirelli
1 Istituto Professionale di Stato Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità Alberghiera Bernardo Buontalenti Sede e Segreteria: Via di San Bartolo a Cintoia 19/a 50142 Firenze Tel. 055 462781 Fax: 055
PROGRAMMA PER ESAMI INTEGRATIVI/IDONEITA
CLASSE: TERZA ENOGASTRONOMIA 1 MODULO: ALIMENTI ED ALIMENTAZIONE CONCETTO DI ALIMENTAZIONE; FUNZIONE NUTRIZIONALE DEI PRINCIPI NUTRITIVI; PRINCIPI DI ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA; CALCOLO CALORICO. 2 MODULO:
Conservazione degli Alimenti
Università degli Studi della Calabria Facoltà di Ingegneria Corso di Processi Agroalimentari 1 Insieme di tecniche utilizzate per ridurre l alterazione l naturale degli alimenti ed aumentarne la durata
FERTILITA BIOLOGICA DEL BONSAI, UNA IMPORTANTE RISORSA Professor Augusto Marchesini: libero docente di chimica Agraria presso l Università degli
FERTILITA BIOLOGICA DEL BONSAI, UNA IMPORTANTE RISORSA Professor Augusto Marchesini: libero docente di chimica Agraria presso l Università degli Studi di Milano Riassunto La presente comunicazione vuole
Ortaggi e frutta. Alimenti di origine vegetale
Ortaggi e frutta Alimenti di origine vegetale Pagine sul libro da pag. 88 a pag. 89 Ortaggi di gamma Scelta e conservazione dei prodotti ortofrutticoli Alla filiera dei prodotti ortofrutticoli appartengono
PATOLOGIA E PARASSITOLOGIA DEI PRODOTTI E DELLE DERRATE
Insegnamento: PATOLOGIA E PARASSITOLOGIA DEI PRODOTTI E DELLE DERRATE - (cod.66047; n. 6; n. 60 ore) A.A. 014-015 Corso di laurea: Tecnologie Alimentari (TA) Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria -
CONSERVAZIONE ALIMENTI
CONSERVAZIONE ALIMENTI Appunti di lezione Unità didattica: Alimentazione Prof.ssa Rossella D'Imporzano 1 ALTERAZIONE ALIMENTI Gli alimenti Con il passare del tempo Deperiscono e si ALTERANO COLORE imbrunimento
Modulo 1: Accoglienza e presentazione della disciplina
PRINCIPI DI ALIMENTAZIONE Classe: 1^ Competenze disciplinari Modulo 1: Accoglienza e presentazione della disciplina Unità di apprendimento - Principali tematiche inerenti la disciplina - Metodologie di
PRINCIPI ATTIVI XENOBIOTICI NEGLI ALIMENTI
Dr. Dr. H. C. Prof. Em. Giovanni Ballarini PRINCIPI ATTIVI XENOBIOTICI NEGLI ALIMENTI ALIMENTI 1 PRINCIPI ATTIVI NEGLI ALIMENTI Componenti nutrizionali Componenti non nutrizionali Antinutrizionali - Antialimenti
LA FILIERA DEL PANE: DAL GRANO AL PRODOTTO FINITO
LA FILIERA DEL PANE: DAL GRANO AL PRODOTTO FINITO ROCCA DI PAPA Febbraio 2013 Centro Studi per la Sicurezza Alimentare (CSA) - IZS Lazio e Toscana Dott. ssa Valeria Morena Ogni giorno mangiamo del pane
Aspetti generali: il latte
Il latte Aspetti generali: il latte Latte = prodotto ottenuto dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa delle mammelle di animali in buono stato di salute e di nutrizione Latte latte di mucca;
Agenti Mutageni e/o Cancerogeni: materiali didattici
Agenti Mutageni e/o Cancerogeni: materiali didattici Epidemiologia dei tumori Presentazione Dieta Fumo Danni al DNA Esercitazione Raggi UV Seguono alcune immagini selezionate a campione Bioattivazione
Aspetti generali: il latte
Aspetti generali: il latte Latte = prodotto ottenuto dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa delle mammelle di animali in buono stato di salute e di nutrizione Latte latte di mucca; altrimenti:
MICROBIOLOGIA AGROALIMENTARE
MICROBIOLOGIA AGROALIMENTARE Prof.ssa Paola Sinibaldi Vallebona AA 2013-14 MICETI Sono state identificate circa 100.000 specie fungine anche se si ipotizza che ne possano esistere circa 1,5 milioni LIEVITI
Origine e valutazione della qualità percepibile dei vini
Workshop su: Origine e valutazione della qualità percepibile dei vini in collaborazione con la Società Italiana di Scienze Sensoriali Firenze, 28 maggio 2007 Iolanda Rosi* Microrganismi e proprietà sensoriali:
Vitamine: aspetti generali
7.4 Le vitamine Vitamine: aspetti generali Le vitamine si caratterizzano perché: - sono composti organici di piccole dimensioni - sono presenti negli alimenti in piccole quantità come vitamine vere e proprie,
LOTTA BIOLOGICA ALLE MICOTOSSINE SU MAIS CON TRICHODERMA
Le attività di Veneto Agricoltura per l attuazione delle misure agro-ambientali PSR: Analizziamo i risultati 2012 LOTTA BIOLOGICA ALLE MICOTOSSINE SU MAIS CON TRICHODERMA PROF. Roberto Causin Carlo Cappellari
Sali minerali negli alimenti
1 SALI MINERALI Sali minerali elementi inorganici. Sono necessari in piccole quantità (mg o mcg). Non forniscono calorie. Costituiscono circa il 4% in peso del corpo umano. Svolgono sia un azione plastica
Deterioramento aerobico degli insilati: implicazioni per la nutrizione delle bovine e per la qualità del latte e del formaggio
Deterioramento aerobico degli insilati: implicazioni per la nutrizione delle bovine e per la qualità del latte e del formaggio Fabio Abeni e Domenico Carminati Consiglio per la ricerca in agricoltura e
LA DIETA MEDITERRANEA dalle origini ad oggi. Dr.ssa Ylenja Persi Dietista Servizio Medicina Sportiva e SIAN USL Modena
LA DIETA MEDITERRANEA dalle origini ad oggi Dr.ssa Ylenja Persi Dietista Servizio Medicina Sportiva e SIAN USL Modena WHO FAO Ginevra 2003 Ruolo centrale dell alimentazione e dell attività fisica nel mantenimento
I PROTIDI ASPETTI GENERALI
I PROTIDI ASPETTI GENERALI I PROTIDI O PROTEINE SONO SOSTANZE ORGANICHE AZOTATE, DI STRUTTURA MOLTO COMPLESSA, PRESENTI IN OGNI FORMA DI VITA. LE PROTEINE SONO COMPOSTI QUATERNARI, OSSIA SONO FORMATE DA
Conoscere gli alimenti
L educazione alimentare Conoscere gli alimenti Gli alimenti sono tutte le sostanze che l organismo può sfruttare per l accrescimento, il mantenimento e il funzionamento delle strutture corporee. Bisogna
I PRINCIPI NUTRITIVI. seconda parte. prof.ssa Mila del Corno
I PRINCIPI NUTRITIVI seconda parte prof.ssa Mila del Corno I CARBOIDRATI (glucidi, zuccheri) sono sostanze organiche formate da atomi di Carbonio, Idrogeno Ossigeno che vengono utilizzate dal nostro organismo
REGOLAMENTO (CE) N. 1881/2006 della Commissione del 19 dicembre 2006 che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari
REGOLAMENTO (CE) N. 1881/6 della Commissione del 19 dicembre 6 che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari Tenori massimi ammissibili per le Aflatossine 2.1 AFLATOSSINE
ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA
ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA NUCLEO TEMATICO Il cliente e le sue esigenze: dalle condizioni fisiologiche alle principali patologie La predisposizione di menù. Le allergie, le intolleranze alimentari e le
Micotossine. Introduzione
Micotossine Le micotossine sono molecole prodotte dal metabolismo secondario di funghi microscopici e filamentosi (muffe), che possono causare manifestazioni di tossicità acuta e cronica negli animali
IL RISCHIO AFLATOSSINE NEL LATTE
IL RISCHIO AFLATOSSINE NEL LATTE INTRODUZIONE Molte colture agronomiche sono suscettibili di attacchi parassitari da parte di funghi in grado di produrre metaboliti tossici detti micotossine. Tra le più
Articolo 32. «Lo Stato tutela la salute dei cittadini» Valerio GIACCONE Presentazione modulo di Tecnologia degli Alimenti
Costituzione Italia Articolo 32 «Lo Stato tutela la salute dei cittadini» Valerio GIACCONE Presentazione modulo di Tecnologia degli Alimenti Malattie Danni alla alimentari salute Dismetabolie ALIMENTO
Mezzi di controllo degli insetti. Mezzi chimici Mezzi fisici Mezzi biologici Mezzi biotecnici
Mezzi di controllo degli insetti Mezzi chimici Mezzi biologici Mezzi biotecnici Polveri inerti: si tratta di polveri a base di farina fossile di diatomee o di zeoliti. presentano una granulometria ed una
MODULO ARGOMENTO CONOSCENZE ABILITA' COMPETENZE
ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER I SERVIZI PER L'ENOGASTRONOMIA E L'OSPITALITA' ALBERGHIERA Aurelio Saffi Disciplina: SCIENZA E CULTURA DELL ALIMENTAZIONE CLASSI TERZE SETTORE SALA E VENDITA 1 12 Alimenti
Alimentazione. Prof. Giuseppe Sibilani
Alimentazione L alimentazione è importante per la salute e ci fornisce l energia per affrontare la giornata. Per mezzo di essa possiamo correre, divertirci, giocare ecc... La scienza dell alimentazione
L igiene degli alimenti ha due scopi:
IGIENE deglialimenti L igiene degli alimenti ha due scopi: Conservare le caratteristiche intrinseche di un alimento Assicurarne l innocuità Le alterazioni degli alimenti sono dovute allo sviluppo e alla
Biostimolanti - alga. phylgreen. biostimolante unico 100% naturale
Biostimolanti - alga phylgreen biostimolante unico 100% naturale PHYLGREEN un biostimolante unico, ricavato da un estratto puro al 100% di Ascophyllum nodosum A differenza degli altri biostimolanti nel
http://digilander.libero.it/glampis64 Idrogeno, ossigeno, carbonio e azoto costituiscono il 99% delle cellule. I composti del carbonio sono chiamati composti organici o molecole organiche. I composti organici
Concime per piante pluripremiato!
Concime per piante pluripremiato! Powder Feeding I fertilizzanti organici e minerali vengono usati in agricoltura da migliaia di anni. Tuttavia, le tecniche e le risorse agricole non sono cambiate di molto.
