ANALISI DELLA DOMANDA E PROCESSO PREVISIONALE
|
|
|
- Aloisio Piazza
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 CORSO DI Gestione dei Processi Logistico Produttivi ANALISI DELLA DOMANDA E PROCESSO PREVISIONALE Facoltà di Ingegneria A.A
2 IL PROCESSO PREVISIONALE mercato competition 1. tecniche e modelli utenti 3. management e organizzazione 2. sistemi e applicativi environment supply chain
3 INDICE q il processo di pianificazione q analisi delle serie storiche (trend e stagionalità) q modelli basati sullo smorzamento esponenziale q fasi del processo di implementazione q monitoraggio delle previsioni (indicatori dell errore) q applicazioni numeriche
4 IL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE INTEGRATA La gestione e il controllo delle scorte si basano su un corretto sistema di pianificazione della domanda di mercato e di gestione degli ordini Fornitore Stabilimento Deposito Rivenditore FORECAST MP WIP PF PF PF Piano di approvvigionamento Piano di produzione Piano di distribuzione
5 PERCHÉ PREVEDERE? Ordine vs. Previsione Programma di produzione magazzino MP trafilato tempra, raddrizzatura sabbiatura magazzino WIP sabbiato taglio foratura Ordini clienti (90%) Previsione della domanda zincatura rettifica levigatura magazzino guide & cursori Ordini clienti (10%) assemblagg io magazzino spedizioni V.A. Esempio: Rollon S.p.A.
6 PERCHÉ PREVEDERE? Ordine vs. Previsione All interno del sistema produttivo-distributivo vi è un punto di disaccoppiamento (cerniera) che separa la parte di sistema gestito su ordine dalla parte di sistema che deve essere gestito su previsione Cerniera Gestione su previsione Gestione su ordine Dove posizionare la cerniera? In quale fase del processo? (dimensione temporale) A quale livello di completamento del prodotto? (dimensione prodotto)
7 PERCHÉ PREVEDERE? Engineer to order Make to order Assembl y to order Make to stock Ship to stock Approvvigion. Produzione Assemblaggio Spedizione Previsioni su materie prime Fasi del ciclo produttivo - distributivo Previsioni su materie prime e componenti Non sono richieste previsioni Previsioni su materie prime, componenti e prodotti finiti Previsioni su materie prime, componenti e prodotti finiti (disaggregata) Alternativ e produttive - prodotto personalizzato su commessa - prodotto standard su ordine - prodotto personalizzato su moduli standard - produzione di serie - beni di largo consumo Lead Time accettato dai clienti / consentito dal mercato
8 QUANDO PREVEDERE? ORIZZONTE TEMPORALE DI PREVISIONE v LUNGO TERMINE ( > 2 3 ANNI) DECISIONI STRATEGICHE (pianificazione per divisioni, linee di prodotto, mercati) Previsioni su : vendite totali, capacità produttiva, modello di distribuzione,lancio di nuovi prodotti,... v MEDIO TERMINE (1 2 ANNI) DECISIONI TATTICHE (budget annuale; previsioni aggregate) vendite totali e per linee di prodotto, prezzi per linee di prodotto, condizioni generali economiche... v BREVE TERMINE ( < 12 MESI) DECISIONI OPERATIVE (previsioni disaggregate su base settimanale e mensile) vendite per codice prodotto, per area geografica, per cliente, prezzi e volumi...
9 COSA PREVEDERE? v PRODOTTO (SKU, item, famiglia, business unit,...) v MERCATO (punto vendita, regione,.. ) v PERIODO DI RIFERIMENTO (time bucket)
10 LEGGE DI PROPAGAZIONE DEGLI SCARTI L accuratezza delle previsioni : ALL AUMENTARE DEL LIVELLO DI AGGREGAZIONE DI PRODOTTO (es. la previsione fatta a livello di famiglia di prodotto risulta più accurata rispetto alla previsione ottenuta a partire dai singoli prodotti) ALL AUMENTARE DEL LIVELLO DI AGGREGAZIONE NEL TEMPO (es. la previsione fatta su base mensile risulta più accurata rispetto alla previsione ottenuta per le singole settimane) ALL AUMENTARE DEL LIVELLO DI AGGREGAZIONE NELLO SPAZIO (es. la previsione fatta sul totale vendite Italia risulta più accurata rispetto alla previsione ottenuta per le singole Regioni) ALL AUMENTARE DELL ORIZZONTE PREVISIONALE (tanto più è lontano il momento in cui si vuole prevedere quanti più sono gli eventi casuali di disturbo)
11 QUADRO DELLE METODOLOGIE PREVISIONALI METODI QUALITATIVI E A BASE SOGGETTIVA: - FORZA DI VENDITA - PANEL DI ESPERTI / METODO DELPHI - SCENARI FUTURI / ANALOGIE - INDAGINI DI MERCATO, TEST E SONDAGGI METODI CAUSALI BASATI SU CORRELAZIONE : - REGRESSIONE (lineare, quadratica,multipla,...) - ECONOMETRICI / INPUT-OUTPUT TECNICHE ESTRAPOLATIVE DELLE SERIE STORICHE : - MEDIE MOBILI (semplice, ponderata,..) - SMORZAMENTO ESPONENZIALE (Winters...) - DECOMPOSIZIONE / PROIEZIONE TREND
12 QUADRO DELLE METODOLOGIE PREVISIONALI tecniche estrapola.ve serie storiche item critici metodi qualita.vi forecast proposal piano previsionale metodi causali basa. su correlazioni
13 INDICE q il processo di pianificazione q analisi delle serie storiche (trend e stagionalità) q modelli basati sullo smorzamento esponenziale q fasi del processo di implementazione q monitoraggio delle previsioni (indicatori dell errore) q applicazioni numeriche
14 PREVISIONE DELLA DOMANDA COMMERCIALE Ø AMBITO : pianificazione integrata (gestione delle scorte, pianificazione della distribuzione, pianificazione della produzione, etc.) Ø LIVELLO DI DETTAGLIO : codice articolo, SKU, famiglia merceologica Ø ORIZZONTE PREVISIONALE : breve-brevissimo periodo ( 12 mesi) Ø DATI STORICI : - riferiti alle vendite settimanali/mensili/bimestrali - sono disponibili almeno 2 anni di storia (per stagionalità) - domanda di tipo continuativo e prevedibile (coefficiente di variazione : σ/dm) TECNICHE QUANTITATIVE BASATE SU SERIE STORICHE
15 SERIE STORICHE DEFINIZIONE Un serie storica è una sequenza di valori (D 1, D 2, D 3,, D t, ) assunti da una grandezza misurabile (numero di ordini, migliaia di lire, kg, litri, ) e osservati in corrispondenza di specifici intervalli temporali di norma equidistanti (giorni, settimane, mesi, trimestri, anni, ) D t t
16 SIMBOLOGIA ADOTTATA Ø DOMANDA EFFETTIVA relativa al periodo t : D t Ø PREVISIONE fatta alla fine del periodo t per il periodo t+m : P t+m Ø ORIZZONTE PREVISIONALE : m m periodi t-1 t t+1 t+2 t+m D t-1 D t P t+1 P t+2 P t+m Tempo
17 COMPONENTI DI UNA SERIE STORICA D t : valore della serie storica al tempo t T t : componente di tendenza al tempo t S t : componente di stagionalità al tempo t C t : componente di ciclicità al tempo t t ε t : fluttuazione casuale al tempo t
18 TIPOLOGIE DI SERIE STORICHE Senza stagionalità assenza di trend (stazionaria) trend lineare / crescente trend lineare / decrescente trend non lineare / crescente trend non lineare / decrescente trend non lineare - S curve
19 TIPOLOGIE DI SERIE STORICHE Con stagionalità assenza di trend (stazionaria) trend lineare / decrescente L L L L L L trend non lineare / crescente L : passo della stagionalità L L L L
20 ANALISI DELLE SERIE STORICHE D t = f ( T t, S t, C t, ε t ) PRIMA DI FORMULARE LE PREVISIONI DI VENDITA, È NECESSARIO ANALIZZARE L ANDAMENTO PASSATO DELLA SERIE STORICA PER INDIVIDUARE L ESISTENZA DI EVENTUALI COMPONENTI DI TREND E STAGIONALITÀ
21 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di stagionalità Ø CLIMATICHE CAUSE DI STAGIONALITA Ø USI & COSTUMI (ricorrenze, vacanze,...) Ø PROMOZIONI CICLICHE (scuola, bianco,...) Ø CONTABILI & FISCALI (fine mese, budget, ) FENOMENI EXTRA- STAGIONALI Ø GIORNI LAVORATIVI EFFETTIVI Ø CALENDARIO Ø FESTIVITÀ MOBILI (es. Pasqua)
22 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di stagionalità SI DEVE ANALIZZARE LA SEGUENTE SERIE STORICA SU BASE MENSILE : Domanda gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic
23 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di stagionalità DISPONENDO DI N DATI STORICI (ALMENO DUE ANNI), E POSSIBILE EFFETTUARE UN ANALISI DI AUTOCORRELAZIONE (ACF), CALCOLANDO IL COEFFICIENTE DI AUTOCORRELAZIONE r k PER DIVERSI VALORI DI k r k = n k t= 1 n k t= 1 (X (X t t X X (1) (1) ) 2 ) (X n k t= 1 t+ k (X t+ k X (2) X ) (2) ) 2 n k = Xt Xt+ k t 1 t 1 dove : X(1) = e X(2) = (k = 1, 2, 3,... ) n k n k n k =
24 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di stagionalità E DIMOSTRABILE CHE, PER ELEVATI VALORI DI N E VICEVERSA PER BASSI VALORI DI k, LA FORMULA PER IL CALCOLO DEL COEFFICIENTE DI AUTOCORRELAZIONE PUO ESSERE SEMPLIFICATA COME SEGUE: r k = N k 1 i= 0 ( D M) ( D M) t i ( N 1 D ) t i M i= 0 t i k 2 1 N N 1 dove : M = D t i (k = 1, 2, 3,... ) i= 0
25 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di stagionalità L ANALISI DI AUTOCORRELAZIONE CONSENTE DI CONFRONTARE A COPPIE I DATI DI DOMANDA SFASATI DI k MESI CON IL VALOR MEDIO DELLA SERIE Esempio : k= M=
26 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di stagionalità Esempio : k=6 400 M Esempio : k= M
27 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di stagionalità Serie storica (1, 2, 3,, N) es. k= Serie I (1, 2, 3,, N-k) Serie II (k+1, k+2,, N) In EXCEL adottare la funzione: =CORRELAZIONE (serie_ I; serie_ II)
28 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di stagionalità CALCOLANDO IL COEFFICIENTE DI AUTOCORRELAZIONE r k PER DIVERSI VALORI DI k NEL CASO CONSIDERATO RISULTA : k r k 0,102-0,262-0,075-0,216-0,081 0,587 0,128-0,153-0,063-0,266-0,206 0,986 Esempio : N=24, k=6 r 6 17 ( D 468 ) ( D 468 ) t i i= 0 = 23 ( D t i 468 ) i= 0 t i 6 2 In EXCEL adottare la funzione: =CORRELAZIONE (serie [1-18] ; serie [7-24])
29 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Il correlogramma è ottenuto riportando su un grafico i valori del coefficiente di autocorrelazione r k in funzione dello scarto temporale k. Se esiste un picco nella funzione di autocorrelazione ( r k > z N ) per valori di k >2, allora la serie storica è affetta da stagionalità. Il valore di k per cui r k è massimo identifica il passo della stagionalità L +1 r k Componente di stagionalità 0-1 k Nel caso considerato si ha una stagionalità di passo annuale (L=12)
30 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di stagionalità SI DEFINISCONO L FATTORI (MOLTIPLICATIVI) DI STAGIONALITÀ, UNO PER OGNI PERIODO DEL CICLO STAGIONALE. S 1 S 2 S 3... S L Il coefficiente di stagionalità di un generico periodo i è calcolato come rapporto tra il valore di domanda nel periodo i ed il valore medio della domanda S i = D i M
31 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di stagionalità Nel caso considerato si hanno 12 coefficienti di stagionalità per ciascun ciclo stagionale S gen, S feb, S mar,, S dic uno per ogni mese dell anno Domanda gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic Stagionalità gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic ,331 0,757 1,052 0,765 0,767 1,471 0,857 0,175 0,718 1,122 1,291 2, ,381 0,770 1,167 0,894 0,842 1,712 0,915 0,203 0,800 1,441 1,225 2,326 S i 0,356 0,763 1,109 0,829 0,805 1,592 0,886 0,189 0,759 1,282 1,258 2,172 Significa che nel mese di Novembre le vendite sono mediamente del 25,8% superiori rispetto al valor medio delle vendite nell anno
32 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di stagionalità RIPORTANDO I VALORI DEI COEFFICIENTI DI STAGIONALITA SI OTTIENE LA COSIDDETTA FIGURA DI STAGIONALITA 2,5 2 1,5 1 0,5 0 S i vendite superiori alla media S i > 1 vendite inferiori alla media 0 < S i < 1
33 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di trend SI DEVE ANALIZZARE LA SEGUENTE SERIE STORICA SU BASE MENSILE : Domanda
34 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di trend MEDIANTE L ANALISI DI REGRESSIONE E POSSIBILE IDENTIFICARE LA NATURA DELLA TENDENZA DI FONDO (TREND) E QUANTIFICARLA y=f(t) In questo caso, è necessario identificare la funzione teorica y=f(t) (retta, parabola, ) che meglio approssima la serie reale dei dati storici
35 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di trend ASSUMENDO UN TREND DI TIPO LINEARE E NECESSARIO DETERMINARE IL VALORE DEI COEFFICIENTI DELLA RETTA DI REGRESSIONE y=f(t) Retta di regressione y = a + b t Metodo dei minimi quadrati a b
36 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di trend NEL CASO CONSIDERATO RISULTA : mese domanda y= a+ bt Retta di regressione y = a + b t Metodo dei minimi quadrati a= 108 b= 4,7 TREND In EXCEL adottare la funzione: =INDICE (REGR.LIN (serie_1;serie_2); 1) =INDICE (REGR.LIN (serie_1;serie_2); 2)
37 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Componente di trend PER ELIMINARE EVENTUALI IRREGOLARITÀ PRESENTI NEI DATI DI DOMANDA, E POSSIBILE UTILIZZARE LA MEDIA MOBILE
38 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Media Mobile DATA UNA SERIE STORICA DI N TERMINI (D t, D t-1, D t-2, ), AL TERMINE DEL GENERICO PERIODO t E POSSIBILE CALCOLARE IL VALORE PUNTUALE DELLA MEDIA MOBILE DI ORDINE k : D D D D MM (k) t + t- 1 + t = t- k + 1 t k D t-k+1 D t-k+2 D t-1 D t k valori MM t (k)
39 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Media mobile SI APPLICA UNA MEDIA MOBILE (k=4) ALLA SERIE STORICA CONSIDERATA per il mese t=4 : per il mese t=5 : D D D D MM (4) = D D D D MM (4) = MM 4 (4) MM 5 (4) per il mese t=6 : D D D D MM (4) = MM 6 (4)
40 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Media mobile PROSEGUENDO SINO ALL ULTIMO PERIODO A DISPOSIZIONE, SI OTTIENE UNA SERIE DI N-k+1 VALORI DI MEDIA MOBILE MM t (4) Nell esempio considerato : N=24, k=4 21 valori di media mobile di ordine 4
41 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Media mobile IN ALTERNATIVA, OPERANDO UNA MEDIA MOBILE DI ORDINE k=6, SI OTTENGONO 19 VALORI DI MEDIA MOBILE MM t (6) Le irregolarità presenti nella serie storica originale vengono ora maggiormente filtrate
42 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Media mobile NUMERICAMENTE SI OTTIENE : mese Domanda M.Mobile (4) , ,8 126,5 125, ,5 168,3 M.Mobile (6) ,2 132,3 126,5 126,7 137,8 142,7 154,7 mese Domanda M.Mobile (4) 173,5 164,8 169,3 157, ,8 179,3 190, ,3 211,8 227,3 M.Mobile (6) 159,8 163,3 171,7 163,8 165, ,5 181,2 188, ,8 N.B. All aumentare dell ordine k della media mobile, aumenta il filtraggio della serie ma si perde un numero maggiore di dati
43 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Media mobile MEDIA MOBILE CENTRATA Rappresenta la media aritmetica di k osservazioni tali che t sia il punto di mezzo dell insieme degli istanti corrispondenti alle osservazioni (nell ipotesi che k sia dispari). MMC t (k) = D t D + D ( k 1) 2 t 1 t t+ 1 t+ ( k 1) k + D D 2 mese Domanda MMC (5)
44 ANALISI DELLE SERIE STORICHE Media mobile MEDIA MOBILE CENTRATA Se k è pari, si ricorre ad una duplice procedura ricorsiva, centrando il primo insieme di medie mobili di ordine k sui punti intermedi degli intervalli temporali e successivamente calcolando una media mobile di ordine k=2 per riallineare temporalmente i valori mese Domanda MM (6) MMC (2)
45 ANALISI DELLE SERIE STORICHE SE LA SERIE STORICA E AFFETTA DA STAGIONALITA, E POSSIBILE EVIDENZIARNE IL TREND EFFETTUANDO UNA MEDIA MOBILE CENTRATA DI ORDINE k = L Media mobile Ø nella media mobile rimangono le componenti di trend e irregolare Ø si perdono la testa e la coda
46 MEDIA MOBILE Modello previsionale MEDIA MOBILE SEMPLICE La media mobile può essere anche utilizzata per formulare previsioni nel caso di domanda stazionaria e non stagionale P = t + 1 MM t ( k) k valori D... t-k+1 D t-1 D t Tempo MM t (k) P t+1
47 MEDIA MOBILE Modello previsionale ADOTTANDO IL MODELLO DI PREVISIONE A MEDIA MOBILE k=6 CON RIFERIMENTO ALLA SERIE STORICA IN ESAME, SI OTTIENE : mese Domanda M-Mobile (6) ,2 132,3 126,5 126,7 Previsione 128,2 132,3 126, ,2 188,7 204,0 208,0 214,8 5,5 181,2 188,7 204,0 208,0 214,8 Ø i valori della previsione coincidono con quelli della media mobile di ordine k, sfasati in avanti di un mese Ø previsioni solamente per il periodo successivo (m=1) Ø per k=1 la previsione coincide con l ultimo valore a disposizione
48 INDICE q il processo di pianificazione q analisi delle serie storiche (trend e stagionalità) q modelli basati sullo smorzamento esponenziale q fasi del processo di implementazione q monitoraggio delle previsioni (indicatori dell errore) q applicazioni numeriche
49 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Modello di Brown DATA LA SERIE STORICA DI VALORI DELLA DOMANDA D 1, D 2,, D t LA PREVISIONE PER IL PERIODO t+1 VALE : P t+1 = α. D t + (1-α). P t α : COEFFICIENTE DI SMORZAMENTO (0 α 1) LA PREVISIONE E OTTENUTA DALLA MEDIA PONDERATA TRA IL VALORE ATTUALE D t E LA PREVISIONE PRECEDENTE P t
50 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Procedimento iterativo al periodo t : P t+1 = α. D t + (1-α). P t al periodo t -1: P t = α. D t-1 + (1-α). P t -1 al periodo t -2: P t-1 = α. D t-2 + (1-α). P t -2 sostituendo si ottiene : P t+1 = α. D t + (1-α). [ α. D t -1 +(1-α). P t -1 ] P t+1 = α. D t + α. (1-α). D t -1 + (1-α)2. P t -1 P t+1 =α. D t +α. (1-α). D t -1 +α. (1-α) 2. D t -2 +α. (1-α) i. D t-i
51 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Osservazioni generali Ø Il modello di Brown (smorzamento semplice) risulta applicabile in assenza di trend e di stagionalità appartiene all intervallo { D t ; P t } Ø La previsione P t+1 richiede solo 2 dati f (D t, P t ) contiene tutti i dati storici (D t, D t-1,, D 1 ) ponderati con valori decrescenti secondo una funzione esponenziale negativa Ø Il valore di α condiziona la reattività del modello previsionale
52 300 SMORZAMENTO ESPONENZIALE DATI STORICI D t-1 Coefficiente di smorzamento Esempio: α=0,5 200 D t-2 D t t-2 t-1 t 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 PESI α. (1-α) 2 α. (1-α) α Ad ogni elemento della serie è attribuito un peso diverso in funzione dell anzianità
53 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Coefficiente di smorzamento LA SCELTA DEL VALORE DI α AVVIENE ALL INTERNO DEI LIMITI [0;1] 0 t-3 t-2 t-1 t 0,1 α = 0,1 0,2 0,3 α = 0,3 0,4 PESI 0,5 α = 0,5 - α elevato : modello reattivo (> peso ai dati recenti) - α basso : modello statico (> peso al passato)
54 SMORZAMENTO ESPONENZIALE 10 IMPULSE ,5 0,3 0, ,5 0,3 Coefficiente di smorzamento Risposta del modello di smorzamento esponenziale a segnali tipici in funzione del coefficiente di smorzamento STEP 8 7 0, RAMP ,5 0,3 0,1 Il ritardo nella risposta del modello semplice in presenza di una componente di trend : E = T / α
55 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Modello di Brown P t+1 = α. D t + (1-α). P t OSSERVAZIONI Ø se α = 1 : P t+1 =D t Ø se α = 0 : P t+1 =P t Ø al periodo t=1 : P 2 = α. D 1 + (1 - α ). P iniziale
56 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Modello di Brown Esempio : formulare le previsioni di vendita per la seguente serie storica Domanda gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic UTILIZZANDO IL MODELLO PREVISIONALE DI BROWN, NEI DUE CASI : α=0,3 E α=0,5 ADOTTARE COME VALORE INIZIALE DELLA PREVISIONE : P iniziale = 140
57 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Modello di Brown E NECESSARIO PROCEDERE NEL MODO SEGUENTE : 1996 gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic Domanda 157 Previsione ( α =0,3) (140) Previsione ( α =0,5) (140) 145,1 148,5 La previsione effettuata alla fine di gennaio per il mese di febbraio vale: P 2 = 0, (1-0,3). 140 P 2 = α. D 1 + (1 - α). P iniziale P2 = 0, (1-0,5). 140
58 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Modello di Brown UNA VOLTA AVVIATO, IL MODELLO ELABORA LE PREVISIONI MESE PER MESE : 1996 gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic Domanda 157 Previsione ( α =0,3) (140) Previsione ( α =0,5) (140) ,1 148,5 153,2 160,3 La previsione effettuata alla fine di febbraio per il mese di marzo vale: P 3 = 0, (1-0,3). 145,1 P 3 = α. D 2 + (1 - α). P 2 P3 = 0, (1-0,5). 148,5
59 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Modello di Brown PROCEDENDO IN QUESTO MODO E POSSIBILE RICAVARE LE PREVISIONI PER TUTTI I 24 MESI DELLA SERIE STORICA 1996 gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic Domanda Previsione ( α =0,3) (140) Previsione ( α =0,5) (140) 145,1 153,2 158,8 147,2 151,3 138,3 118,1 124,7 115,8 120,0 136,8 148,5 160,3 166,1 143,1 152,0 130,0 100,5 120,3 107,6 118,8 147, gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic Domanda Previsione ( α =0,3) Previsione ( α =0,5) 144,1 142,6 143,6 157,5 150,8 160,1 167,9 170,6 139,8 148,3 133,2 115,7 154,2 146,6 146,3 168,2 151,6 166,8 176,4 176,7 122,3 145,2 121,6 98,3
60 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Modello di Brown PROCEDENDO IN QUESTO MODO E POSSIBILE RICAVARE LE PREVISIONI PER TUTTI I 2 ANNI A DISPOSIZIONE E PER IL GENNAIO α=0,3 α=0,
61 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Modello di Holt AL TERMINE DEL PERIODO t E POSSIBILE CALCOLARE LA PREVISIONE PER IL GENERICO PERIODO FUTURO t+m : P t+m = Μ t + m. T t m : ORIZZONTE DI PREVISIONE LA PREVISIONE E OTTENUTA A PARTIRE DAL VALORE DELLA MEDIA SMORZATA M t, CORRETTA MEDIANTE IL TREND SMORZATO T t E IL RELATIVO ORIZZONTE PREVISIONALE m
62 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Modello di Holt AL TERMINE DEL PERIODO t, DISPONENDO DEL NUOVO DATO DI DOMANDA, SI AGGIORNANO I VALORI DI MEDIA E TREND SMORZATO: Media: M t = α. D t + (1 - α). (M t-1 + T t - 1 ) Trend: T t = γ. (M t M t - 1 ) + (1 - γ). T t - 1 α, γ : COEFFICIENTI DI SMORZAMENTO (0 α, γ 1) LE RELAZIONI DI AGGIORNAMENTO DELLA MEDIA E DEL TREND SEGUONO IL PRINCIPIO DELLO SMORZAMENTO ESPONENZIALE
63 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Modello di Holt Ø Il modello di Holt si applica in presenza di trend e per domande non stagionali (o preventivamente destagionalizzate) Ø La previsione P t+m Richiede 3 dati f (D t, M t-1, T t-1 ) contiene tutti i dati storici (D t, D t-1,, D 1 ) ponderati con valori decrescenti Ø Il valore di α e γ condizionano la reattività del modello previsionale Ø All aumentare di m diminuisce l accuratezza delle previsioni
64 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Modello di Winters AL TERMINE DEL PERIODO t E POSSIBILE CALCOLARE LA PREVISIONE PER IL GENERICO PERIODO FUTURO t+m : P t+m = (Μ t + m. T t ). S t-l+m m : ORIZZONTE DI PREVISIONE LA PREVISIONE E OTTENUTA A PARTIRE DAL VALORE DELLA MEDIA SMORZATA M t, CORRETTA MEDIANTE IL TREND SMORZATO T t E IL RELATIVO ORIZZONTE PREVISIONALE m
65 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Modello di Winters AL TERMINE DEL PERIODO t, SI AGGIORNANO I VALORI DI MEDIA E TREND e STAGIONALITA : Media: M t = α. D t / S t-l + (1 - α). (M t-1 + T t - 1 ) Trend: T t = γ. (M t M t - 1 ) + (1 - γ). T t - 1 Stagionalità: : S t = β. D t / M t + (1 - β). S t L α, β, γ : COEFFICIENTI DI SMORZAMENTO (0 α,β, γ 1) LE RELAZIONI DI AGGIORNAMENTO DELLA MEDIA E DEL TREND SEGUONO IL PRINCIPIO DELLO SMORZAMENTO ESPONENZIALE
66 SMORZAMENTO ESPONENZIALE Modello di Winters Ø Il modello di Winters si applica in presenza di trend e stagionalità Ø La previsione P t+m Richiede 4 dati f (D t, M t-1, T t-1, S t+m-l ) contiene tutti i dati storici (D t, D t-1,, D 1 ) ponderati con valori decrescenti Ø Il valore di α, β, γ condizionano la reattività del modello Ø All aumentare di m diminuisce l accuratezza delle previsioni
67 INDICE q il processo di pianificazione q analisi delle serie storiche (trend e stagionalità) q modelli basati sullo smorzamento esponenziale q fasi del processo di implementazione q monitoraggio delle previsioni (indicatori dell errore) q applicazioni numeriche
68 SCHEMA GENERALE DI IMPLEMENTAZIONE FASE 0 Depurazione dei dati storici di vendita FASE 1 Inizializzazione delle tecniche previsionali FASE 2 Adattamento delle tecniche previsionali Scelta dei parametri di funzionamento Simulazione della previsione sui dati storici Analisi degli scostamenti rilevati Almeno 2 anni se la domanda è stagionale (ovvero 2 cicli di stagionalità) 1 anno (ovvero un ciclo di stagionalità) FASE 3 Previsione della domanda per il futuro 6 mesi - 1 anno
69 FASI TEMPORALI DI ANALISI DELLE SERIE STORICHE 2000 INIZIALIZZAZIONE SIMULAZIONE PREVISIONE
70 IMPLEMENTAZIONE Fase 0. Depurazione dati QUALSIASI MODELLO DI ESTRAPOLAZIONE DELLE SERIE STORICHE PROIETTA NEL FUTURO UNA PREVISIONE CHE E BASATA SULLE SOLE COMPONENTI PREVEDIBILI NECESSITÀ DI DEPURARE LA SERIE DEI DATI Informazioni e dati storici Sistema previsionale Previsioni Ø La qualità dei risultati previsionali dipende dalla qualità dei dati di input (GI-GO : Garbage In - Garbage Out) Ø Qualsiasi sia il modello statistico utilizzato, ad un dato errato o non coerente corrisponderà sempre una previsione poco accurata
71 IMPLEMENTAZIONE Fase 1. Inizializzazione E NECESSARIO DEFINIRE I VALORI INIZIALI DELLE RELAZIONI RICORSIVE DEI MODELLI DI SMORZAMENTO ESPONENZIALE : Brown : P t+1 = α D t + ( 1 - α ) P t ( ) ( Holt : + T ) t-1 M t α D = t α t ( ) ( Winters : + T ) t-1 M t = α D + S t-l 1 - α M M t-1 t-1
72 IMPLEMENTAZIONE Fase 1. Inizializzazione M 2010 M 2011
73 IMPLEMENTAZIONE Fase 1. Inizializzazione T (t=0) = (M M 2010 )/12 M (t=0) = M /2 T (t=0) S (t=0), gen = (S gen S gen2010 )/2
74 IMPLEMENTAZIONE Fase 2. Adattamento UNA VOLTA DEFINITI I VALORI INIZIALI DELLE PRINCIPALI VARIABILI DEL MODELLO, E POSSIBILE AVVIARE IL PROCEDIMENTO PREVISIONALE A PARTIRE DAL PRIMO PERIODO A DISPOSIZIONE (nell esempio : gennaio 2012) P t
75 IMPLEMENTAZIONE Fase 2. Adattamento DOPO AVER SIMULATO LE PREVISIONI PER TUTTO IL 2012 (12 VALORI DI PREVISIONE), SI POSSONO ANALIZZARE GLI SCOSTAMENTI TRA LA DOMANDA EFFETTIVAMENTE VERIFICATASI E LA RELATIVA PREVISIONE P P 2 P 3 P
76 INDICE q il processo di pianificazione q analisi delle serie storiche (trend e stagionalità) q modelli basati sullo smorzamento esponenziale q fasi del processo di implementazione q monitoraggio delle previsioni (indicatori dell errore) q applicazioni numeriche
77 IL MONITORAGGIO DELLE PREVISIONI IN QUALSIASI PROCESSO PREVISIONALE IL SISTEMA DI MONITORAGGIO NE RAPPRESENTA UNA DELLE COMPONENTI FONDAMENTALI - sono cambiati dei legami o dei rapporti tra le variabili interne al modello LE POSSIBILE CAUSE DI SCOSTAMENTO - sono emerse delle nuove variabili esplicative - si sono modificate alcune componenti del modello - sono sopraggiunti degli eventi particolari o anomali
78 IMPLEMENTAZIONE Fase 2. Simulazione 2000 L errore di previsione per il periodo t è definito come differenza tra il valore effettivo P 1 P 2 P 3 P 12 della domanda ed il valore previsto per quel periodo E t = D t - P t min α { MSE }
79 MONITORAGGIO DELLE PREVISIONI Indicatori dell errore LE CARATTERISTICHE DI UN BUON SISTEMA DI CONTROLLO DEGLI ERRORI PREVISIONALI DEVE BASARSI SUI SEGUENTI PRESUPPOSTI: semplicità sinteticità flessibilità INDICATORI STATISTICI DELL ERRORE - DISTORSIONE : - CONSISTENZA : ME MAD, MAPE, MSE, SDE
80 MONITORAGGIO DELLE PREVISIONI Indicatori dell errore ME (Mean Error) : ERRORE MEDIO ME = n E t= 1 n t Ø indica se l'errore è mediamente in eccesso o in difetto (BIAS) : modello A ME < 0 ME > 0 ð DM < PM ð DM > PM 0 modello B
81 MONITORAGGIO DELLE PREVISIONI Indicatori dell errore MAD (Mean Absolute Deviation) : SCARTO MEDIO MAD = ASSOLUTO n t= 1 E t n Ø misura la consistenza degli errori in valore assoluto Ø gli errori di segno opposto non si autocompensano Ø non consente di cogliere la correlazione degli errori
82 MONITORAGGIO DELLE PREVISIONI Indicatori dell errore MAPE (Mean Absolute % Error): ERRORE ASSOLUTO MEDIO % MAPE = n t= 1 D n E t t 100 Ø consente di confrontare serie di valori differenti su scala percentuale Ø a parità di errore in valore assoluto, il MAPE penalizza maggiormente gli errori commessi in periodi a bassa domanda Ø perde significato se la serie presenta valori di domanda nulli
83 MONITORAGGIO DELLE PREVISIONI Indicatori dell errore MSE (Mean Square Error) : ERRORE QUADRATICO MEDIO MSE = n ( E ) t t= 1 n 2 Ø penalizza maggiormente gli errori elevati in valore assoluto Ø fornisce indicazioni simili allo SDE Ø l unità di misura risultante è poco pratica (unità al quadrato)
84 MONITORAGGIO DELLE PREVISIONI Indicatori dell errore SDE (Standard Deviation of Errors) : DEVIAZIONE STD ERRORI SDE = n t= 1 ( E ) t n 1 2 Ø fa riferimento ad un campione di n osservazioni (il termine n-1 rappresenta il numero di gradi di libertà ovvero il numero di dati della serie storica che sono indipendenti tra loro) Ø è fondamentale per il dimensionamento delle scorte di sicurezza
85 IMPLEMENTAZIONE Fase 2. Adattamento STIMA DEI COEFFICIENTI OTTIMALI DI SMORZAMENTO La scelta dei coefficienti di smorzamento α avviene minimizzando la serie degli scarti quadratici degli errori rilevati negli ultimi n periodi min { MSE } min α n = t 1 ( D P ) t t n 2 Le previsioni dipendono dal coefficiente di smorzamento α
86 IMPLEMENTAZIONE Fase 2. Adattamento NEL CASO CONSIDERATO SI PUÒ PROCEDERE IN QUESTO MODO: A B C D E F G H I J K L M N O mese α = 0,3 D omanda Previsione Errore ME 5 Errore MSE In EXCEL : = C2 - C3 In EXCEL : = G4^2 In EXCEL : = MEDIA ( B5 : M5 )
87 IMPLEMENTAZIONE Fase 2. Adattamento In EXCEL lanciare l applicazione RISOLUTORE dal menù STRUMENTI A B C D E F G H I J K L M N O mese α = 0,3 D omanda Previsione Errore ME 5 Errore MSE
88 IMPLEMENTAZIONE Fase 3. Previsione INFINE, SULLA BASE DEI RISULTATI DELLA SIMULAZIONE CONDOTTA NELLA FASE PRECEDENTE, E POSSIBILE PROIETTARE NEL FUTURO LE 1400 PREVISIONI Alla fine del periodo di simulazione vengono generate le previsioni per i prossimi 6 mesi (con la configurazione ottimale del modello di previsione)
89 IMPLEMENTAZIONE Fase 3. Previsione AZIONI SPECIALI (politiche di marketing, offerte speciali, campagne di vendita, promozioni,...) A t+m EFFETTI DI CALENDARIO (festività mobili, giorni lavorativi, ) S t +m ALTRE INFORMAZIONI (commesse particolari, andamento del mercato, azioni della concorrenza, ) K t+m P t+m = P t+m. S t+m. A t +m +K t+m
ANALISI DELLA DOMANDA E PROCESSO PREVISIONALE
CORSO DI Gestione dei sistemi produttivi e logistici Facoltà di Ingegneria ANALISI DELLA DOMANDA E PROCESSO PREVISIONALE Prof. Fabrizio Dallari Università Carlo Cattaneo Istituto di Tecnologie e-mail:
Serie storiche Mario Guarracino Laboratorio di Sistemi Informativi Aziendali a.a. 2006/2007
Serie storiche Introduzione Per alcuni dataset, l attributo target è soggetto ad un evoluzione temporale e risulta associato ad istanti di tempo successivi. I modelli di analisi delle serie storiche si
POLITECNICO DI TORINO
POLITECNICO DI TORINO ESERCITAZIONI DI LOGISTICA Laurea in Ingegneria Logistica e della Produzione Corso di Logistica e di Distribuzione 1 Docente: Prof. Ing. Giulio Zotteri Tutore: Ing. Giuliano Scapaccino
STRATEGIE E MODELLI DI SALES FORECASTING & DEMAND PLANNING
Corso di Progettazione e Gestione della Supply Chain Facoltà di Ingegneria STRATEGIE E MODELLI DI SALES FORECASTING & DEMAND PLANNING Prof. Fabrizio Dallari Direttore C-log Università C. Cattaneo LIUC
Fasi di uno Studio di Fattibilità. Corso di Progettazione degli Impianti Prof. Sergio Cavalieri
Fasi di uno Studio di Fattibilità Corso di Progettazione degli Impianti Prof. Sergio Cavalieri 1 DEFINIZIONE L Analisi di Fattibilità è un insieme organico di studi tecnici ed economici effettuati allo
STRATEGIE E TECNICHE DI DEMAND PLANNING AND SALES FORECASTING
CORSO DI Gestione della Produzione Industriale 2 Facoltà di Ingegneria STRATEGIE E TECNICHE DI DEMAND PLANNING AND SALES FORECASTING Prof. Fabrizio Dallari Università Carlo Cattaneo Istituto di Tecnologie
Il Modello di Scomposizione
Approccio Classico: Metodi di Scomposizione Il Modello di Scomposizione Il modello matematico ipotizzato nel metodo classico di scomposizione è: y t =f(s t, T t, E t ) dove y t è il dato riferito al periodo
STRATEGIE E TECNICHE DI DEMAND PLANNING AND SALES FORECASTING
CORSO DI Gestione della Produzione Industriale 2 Facoltà di Ingegneria STRATEGIE E TECNICHE DI DEMAND PLANNING AND SALES FORECASTING Prof. Fabrizio Dallari Università Carlo Cattaneo Centro di Ricerca sulla
PREVISIONE DELLA DOMANDA
CAPITOLO III PREVISIONE DELLA DOMANDA 3.1 Generalità Preliminare ad ogni fase di programmazione della produzione è la valutazione della domanda dei prodotti e/o servizi oggetto dell attività dell azienda.
REGRESSIONE E CORRELAZIONE
REGRESSIONE E CORRELAZIONE Nella Statistica, per studio della connessione si intende la ricerca di eventuali relazioni, di dipendenza ed interdipendenza, intercorrenti tra due variabili statistiche 1.
Statistica. Alfonso Iodice D Enza
Statistica Alfonso Iodice D Enza [email protected] Università degli studi di Cassino () Statistica 1 / 33 Outline 1 2 3 4 5 6 () Statistica 2 / 33 Misura del legame Nel caso di variabili quantitative
Statistica di base per l analisi socio-economica
Laurea Magistrale in Management e comunicazione d impresa Statistica di base per l analisi socio-economica Giovanni Di Bartolomeo [email protected] Definizioni di base Una popolazione è l insieme
ANDAMENTO DEL PREZZO DEL GPL
ANDAMENTO DEL PREZZO DEL GPL IN PROVINCIA DI PERUGIA Ottobre 2015 ooo A cura dell Ufficio Prezzi Camera di Commercio di Perugia Indice Introduzione pag. 5 I prezzi del GPL nel I semestre 2015 - Sintesi
Istituzioni di Statistica e Statistica Economica
Istituzioni di Statistica e Statistica Economica Università degli Studi di Perugia Facoltà di Economia, Assisi, a.a. 2013/14 Esercitazione n. 1 A. I dati riportati nella seguente tabella si riferiscono
Programmazione con Foglio di Calcolo Cenni di Statistica Descrittiva
Fondamenti di Informatica Ester Zumpano Programmazione con Foglio di Calcolo Cenni di Statistica Descrittiva Lezione 5 Statistica descrittiva La statistica descrittiva mette a disposizione il calcolo di
STATISTICA: esercizi svolti sulla MEDIA ARITMETICA
STATISTICA: esercizi svolti sulla MEDIA ARITMETICA 1 1 MEDIA ARITMETICA 2 1 MEDIA ARITMETICA 1. La seguente tabella riporta il numero di persone divise per sesso che si sono presentate durante l anno 1997
Lezione 10: Interpolazione lineare Corso di Statistica Facoltà di Economia Università della Basilicata. Prof. Massimo Aria
Lezione 10: Interpolazione lineare Corso di Statistica Facoltà di Economia Università della Basilicata Prof. Massimo Aria [email protected] Il concetto di interpolazione In matematica, e in particolare in
Analisi delle prestazioni dei sistemi produttivi
Analisi delle prestazioni dei sistemi produttivi Per analisi delle prestazioni di un sistema produttivo si intende lo studio dei legami delle variabili di prestazione di un sistema produttivo avendo imposto
Statistica Esercitazione. alessandro polli facoltà di scienze politiche, sociologia, comunicazione
Statistica Esercitazione alessandro polli facoltà di scienze politiche, sociologia, comunicazione Obiettivo Esercizio 1. Questo e alcuni degli esercizi che proporremo nei prossimi giorni si basano sul
LEZIONI IN LABORATORIO Corso di MARKETING L. Baldi Università degli Studi di Milano. Strumenti statistici in Excell
LEZIONI IN LABORATORIO Corso di MARKETING L. Baldi Università degli Studi di Milano Strumenti statistici in Excell Pacchetto Analisi di dati Strumenti di analisi: Analisi varianza: ad un fattore Analisi
Statistica. Alfonso Iodice D Enza
Statistica Alfonso Iodice D Enza [email protected] Università degli studi di Cassino () Statistica 1 / 24 Outline 1 2 3 4 5 () Statistica 2 / 24 Dipendenza lineare Lo studio della relazione tra caratteri
Economia e Gestione delle Imprese Parte IV Il processo logistico
Economia e Gestione delle Imprese Parte IV Il processo logistico A.A. 2015-2016 Prof.ssa Laura Michelini Laurea Triennale in Economia aziendale e bancaria Una definizione La logistica è il sistema di connessione
Statistica Applicata all edilizia: il modello di regressione
Statistica Applicata all edilizia: il modello di regressione E-mail: [email protected] 27 aprile 2009 Indice Il modello di Regressione Lineare 1 Il modello di Regressione Lineare Analisi di regressione
ERP. Logistica. Produzione. Acquisti. Vendite. Amministrazione. Archivio 2
Filippo Geraci 1 ERP Logistica Produzione Vendite Acquisti Amministrazione Archivio 2 Trattamento dei processi di definizione del prodotto Pianificazione della produzione, sia da un punto vista strategico
La Previsione della Domanda
La Previsione della Domanda La previsione della domanda Se la domanda non variasse nel tempo sarebbe estremamente semplice prevedere il suo andamento. Ma la domanda varia nel tempo a causa di vari fattori,
Indicatori di Posizione e di Variabilità. Corso di Laurea Specialistica in SCIENZE DELLE PROFESSIONI SANITARIE DELLA RIABILITAZIONE Statistica Medica
Indicatori di Posizione e di Variabilità Corso di Laurea Specialistica in SCIENZE DELLE PROFESSIONI SANITARIE DELLA RIABILITAZIONE Statistica Medica Indici Sintetici Consentono il passaggio da una pluralità
CORSO DI STATISTICA (parte 1) - ESERCITAZIONE 4
CORSO DI STATISTICA (parte 1) - ESERCITAZIONE 4 Dott.ssa Antonella Costanzo [email protected] Esercizio 1. Differenze semplici medie, confronti in termini di mutua variabilità La distribuzione del prezzo
PREZZI DEI PRODOTTI AGRICOLI
4 marzo 2016 IV trimestre 2015 PREZZI DEI PRODOTTI AGRICOLI Dati definitivi Nel quarto trimestre 2015, l'indice dei prezzi dei prodotti acquistati dagli agricoltori diminuisce dello 0,1% rispetto al trimestre
PRODUZIONE INDUSTRIALE
10 giugno 2014 Aprile 2014 PRODUZIONE INDUSTRIALE In aprile 2014 l indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,7% rispetto a marzo. Nella media del trimestre febbraio-aprile
Crescere attraverso la rete di vendita e le attività commerciali Le attività commerciali
Crescere attraverso la rete di vendita e le attività commerciali Le attività commerciali Antonio Catalani Indice dai problemi alle soluzioni come individuare le opportunità di crescita nell ambito commerciale
Analisi ABC incrociata
1 Analisi ABC L analisi ABC incrociata è un metodo che permette di suddividere in classi una serie di oggetti. Permette perciò di raggruppare per classi secondo i valori di una variabile. Ad esempio classificazione
INDICATORI DI TENDENZA CENTRALE
INDICATORI DI TENDENZA CENTRALE INDICATORI DI TENDENZA CENTRALE Consentono di sintetizzare un insieme di misure tramite un unico valore rappresentativo è indice che riassume o descrive i dati e dipende
STATISTICA esercizi svolti su: INTERPOLAZIONE PONDERATA, REGRESSIONE E CORRELAZIONE
STATISTICA esercizi svolti su: INTERPOLAZIONE PONDERATA, REGRESSIONE E CORRELAZIONE 1 1 INTERPOLAZIONE PONDERATA, REGRESSIONE E CORRELAZIONE 2 1 INTERPOLAZIONE PONDERATA, REGRESSIONE E CORRELAZIONE 1.1
Matematica e Risk Management
Matematica e Risk Management MatFinTN2012 Claudio Kofler 24 Gennaio 2012, Facoltà di Scienze, Povo (TN) PensPlan Invest SGR S.p.A. 2012 Performance Attribution Performance Attribution La performance attribution
Indice. Previsioni. Serie con trend. Metodo di Holt. Previsioni: trend e stagionalità. serie con trend/tendenza serie con stagionalità
Indice Previsioni serie con trend/tendenza serie con stagionalità Previsioni: trend e stagionalità 7/11/23 16.51 1 2 Serie con trend Regressione lineare Metodo di (doppio smorzamento esponenziale) Metodo
Previsione della produzione. L esperienza del GSE.
Previsione della produzione. L esperienza del GSE. Gennaro Niglio, Direttore Previsione e Gestione Energia Milano, 8 maggio 2014-1 - CONTENUTI Contenuti La previsione del GSE. L attività di ottimizzazione
Metodologia Sperimentale Agronomica / Metodi Statistici per la Ricerca Ambientale
DIPARTIMENTO DI SCIENZE AGRARIE E AMBIENTALI PRODUZIONE, TERRITORIO, AGROENERGIA Marco Acutis [email protected] www.acutis.it CdS Scienze della Produzione e Protezione delle Piante (g59) CdS Biotecnologie
INDICATORI DI TENDENZA CENTRALE
INDICATORI DI TENDENZA CENTRALE INDICATORI DI TENDENZA CENTRALE Consentono di sintetizzare un insieme di misure tramite un unico valore rappresentativo indice che riassume o descrive i dati e dipende dalla
STATISTICA AZIENDALE Modulo Controllo di Qualità
STATISTICA AZIENDALE Modulo Controllo di Qualità A.A. 009/10 - Sottoperiodo PROA DEL 14 MAGGIO 010 Cognome:.. Nome: Matricola:.. AERTENZE: Negli esercizi in cui sono richiesti calcoli riportare tutte la
Lezione 15 Analisi dei costi VECCHIO LIBRO: Saltare par Solo da leggere 6.3
Lezione 15 Analisi dei costi VECCHIO LIBRO: Saltare par. 6.1.5 - Solo da leggere 6.3 Le imprese Le funzioni dell impresa: organizzare la produzione in serie reperire le risorse gestire il processo produttivo
Indice della lezione. Incertezza e rischio: sinonimi? Le Ipotesi della Capital Market Theory UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI PRM FCOLT DI ECONOMI Indice della lezione Corso di Pianificazione Finanziaria Introduzione al rischio Rischio e rendimento per titoli singoli La Teoria di Portafoglio di Markowitz
3.1 Classificazione dei fenomeni statistici Questionari e scale di modalità Classificazione delle scale di modalità 17
C L Autore Ringraziamenti dell Editore Elenco dei simboli e delle abbreviazioni in ordine di apparizione XI XI XIII 1 Introduzione 1 FAQ e qualcos altro, da leggere prima 1.1 Questo è un libro di Statistica
L elasticità e le sue applicazioni in economia Introduzione
L elasticità e le sue applicazioni in economia Introduzione Fino ad ora l analisi su domanda, offerta ed equilibrio di mercato è stata di tipo qualitativo. Se vogliamo avere una misura quantitativa degli
INDICATORI DI TENDENZA CENTRALE
Psicometria (8 CFU) Corso di laurea triennale INDICATORI DI TENDENZA CENTRALE Torna alla pri ma pagina INDICATORI DI TENDENZA CENTRALE Consentono di sintetizzare un insieme di misure tramite un unico valore
PRODUZIONE INDUSTRIALE
6 agosto 2014 giugno 2014 PRODUZIONE INDUSTRIALE A giugno 2014 l indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,9% rispetto a maggio. Nella media del trimestre aprile-giugno
LA DISTRIBUZIONE NORMALE o DI GAUSS
p. 1/2 LA DISTRIBUZIONE NORMALE o DI GAUSS Osservando gli istogrammi delle misure e degli scarti, nel caso di osservazioni ripetute in identiche condizioni Gli istogrammi sono campanulari e simmetrici,
1/4 Capitolo 4 Statistica - Metodologie per le scienze economiche e sociali 2/ed Copyright 2008 The McGraw-Hill Companies srl
1/4 Capitolo 4 La variabilità di una distribuzione Intervalli di variabilità Box-plot Indici basati sullo scostamento dalla media Confronti di variabilità Standardizzazione Statistica - Metodologie per
Esercizi su distribuzioni doppie, dipendenza, correlazione e regressione (Statistica I, IV Canale)
Esercizi su distribuzioni doppie, dipendenza, correlazione e regressione (Statistica I, IV Canale) Esercizio 1: Un indagine su 10.000 famiglie ha dato luogo, fra le altre, alle osservazioni riportate nella
PIANO DI LAVORO ANNUALE DEL DIPARTIMENTO DI MATERIA NUCLEI FONDAMENTALI DI CONOSCENZE
Pag. 1 di 7 ANNO SCOLASTICO 2014/2015 DIPARTIMENTO DI MATEMATICA INDIRIZZO AFM, RIM, SIA CLASSE BIENNIO TRIENNIO DOCENTI: Alemagna, Bartalotta, Bergamaschi, Mangione NUCLEI FONDAMENTALI DI CONOSCENZE I
ESERCITAZIONI DI LOGISTICA
POLITECNICO DI TORINO ESERCITAZIONI DI LOGISTICA D.U. in Ingegneria e della Produzione Corso di Tutore: Ing. Luca Peiretti A.A. 1999-000 Politecnico di Torino Pagina 1 di 5 1. ESERCITAZIONI IN AULA PARTE
Elementi di Statistica
Università degli Studi di Palermo Dipartimento di Ingegneria Informatica Informatica ed Elementi di Statistica 3 c.f.u. Anno Accademico 2010/2011 Docente: ing. Salvatore Sorce Elementi di Statistica Statistica
REPERTORIO DELLE QUALIFICAZIONI PROFESSIONALI DELLA REGIONE CAMPANIA
REPERTORIO DELLE QUALIFICAZIONI PROFESSIONALI DELLA REGIONE CAMPANIA SETTORE ECONOMICO PROFESSIONALE 1 Area Comune Processo Gestione del processo produttivo, qualità, funzioni tecniche e logistica interna
PRODUZIONE INDUSTRIALE
10 febbraio 2015 dicembre 2014 PRODUZIONE INDUSTRIALE A dicembre 2014 l indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,4% rispetto a novembre. Dopo la stazionarietà registrata
Statistica multivariata Donata Rodi 17/10/2016
Statistica multivariata Donata Rodi 17/10/2016 Quale analisi? Variabile Dipendente Categoriale Continua Variabile Indipendente Categoriale Chi Quadro ANOVA Continua Regressione Logistica Regressione Lineare
Distribuzioni e inferenza statistica
Distribuzioni e inferenza statistica Distribuzioni di probabilità L analisi statistica spesso studia i fenomeni collettivi confrontandoli con modelli teorici di riferimento. Tra di essi, vedremo: la distribuzione
2. Variabilità mediante il confronto di valori caratteristici della
2. Variabilità mediante il confronto di valori caratteristici della distribuzione Un approccio alternativo, e spesso utile, alla misura della variabilità è quello basato sul confronto di valori caratteristici
Lezioni di Statistica del 15 e 18 aprile Docente: Massimo Cristallo
UIVERSITA DEGLI STUDI DI BASILICATA FACOLTA DI ECOOMIA Corso di laurea in Economia Aziendale anno accademico 2012/2013 Lezioni di Statistica del 15 e 18 aprile 2013 Docente: Massimo Cristallo LA RELAZIOE
Statistica descrittiva II
Probabilità e Statistica Esercitazioni a.a. 009/010 C.d.L.: Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni, Ingegneria Informatica Statistica descrittiva II Ines Campa Probabilità e Statistica - Esercitazioni
La gestione degli acquisti parte 1. A cura di Massimo Reboldi
+ La gestione degli acquisti parte 1 A cura di Massimo Reboldi + Ufficio acquisti 2 È in diretto contatto con il magazzino; Ha il compito di garantire l approvvigionamento; Ricerca le soluzioni più convenienti
CORSO DI STATISTICA (parte 1) - ESERCITAZIONE 5
CORSO DI STATISTICA (parte 1) - ESERCITAZIONE 5 Dott.ssa Antonella Costanzo [email protected] Esercizio 1. Misura dell associazione tra due caratteri Uno store manager è interessato a studiare la relazione
CORSO DI STATISTICA (parte 1) - ESERCITAZIONE 3
CORSO DI STATISTICA (parte 1) - ESERCITAZIONE 3 Dott.ssa Antonella Costanzo [email protected] Esercizio 1. Sintesi a cinque e misure di variabilità rispetto ad un centro Una catena di fast-food ha selezionato
Prof. Anna Paola Ercolani (Università di Roma) Lez Indicatori di dispersione
Consentono di descrivere la variabilità all interno della distribuzione di requenza tramite un unico valore che ne sintetizza le caratteristiche CAMPO DI VARIAZIONE DIFFERENZA INTERQUARTILE SCOSTAMENTO
Statistica. Matematica con Elementi di Statistica a.a. 2015/16
Statistica La statistica è la scienza che organizza e analizza dati numerici per fini descrittivi o per permettere di prendere delle decisioni e fare previsioni. Statistica descrittiva: dalla mole di dati
Indici di variabilità ed eterogeneità
Indici di variabilità ed eterogeneità Corso di STATISTICA Prof. Roberta Siciliano Ordinario di Statistica, Università di apoli Federico II Professore supplente, Università della Basilicata a.a. 011/01
Esercizi di statistica descrittiva. Giulia Simi (Università di Siena) Istituzione di matematica e fondamenti di Biostatistica Siena / 30
Esercizi di statistica descrittiva Giulia Simi (Università di Siena) Istituzione di matematica e fondamenti di Biostatistica Siena 2015-2016 1 / 30 Esercizio 1 Nel rilevare l altezza di un gruppo di reclute,
Distribuzione Normale
Distribuzione Normale istogramma delle frequenze di un insieme di misure di una grandezza che può variare con continuità popolazione molto numerosa, costituita da una quantità praticamente illimitata di
VALUTAZIONE DELLE POLITICHE PUBBLICHE
VALUTAZIONE DELLE POLITICHE PUBBLICHE (a cura di Efisio Espa, [email protected]) (Luiss, 18/26 Marzo 2009) La valutazione ex-ante Raccolta e trattamento di informazioni ai fini di definire preventivamente
ORTOFRUTTA. 1. Mele... 2 2. Fragole... 3 3. Pomodori a grappolo... 4 4. Radicchio... 5 5. Asparagi... 6 6. Zucchine... 7
ORTOFRUTTA 1. Mele... 2 2. Fragole... 3 3. Pomodori a grappolo... 4 4. Radicchio... 5 5. Asparagi... 6 6. Zucchine... 7 1. Mele Cartogramma 1: VARIAZIONE DEI PREZZI MEDI RISPETTO ALLA SCORSA CAMPAGNA Variazione
Università della Calabria
Università della Calabria FACOLTA DI INGEGNERIA Corso di Laurea in Ingegneria Civile CORSO DI IDROLOGIA N.O. Prof. Pasquale Versace SCHEDA DIDATTICA N 3 CURVE DI PROBABILITÀ PLUVIOMETRICA A.A. 00- CURVE
Tema d esame del 15/02/12
Tema d esame del 15/0/1 Volendo aprire un nuovo locale, una catena di ristoranti chiede ad un consulente di valutare la posizione geografica ideale all interno di un centro abitato. A questo scopo, avvalendosi
I 5 principi dell estimo
La stima del valore di mercato Prof. Arch. ALESSIO D AURIA, PhD DIPARTIMENTO DI CONSERVAZIONE DEI BENI ARCHITETTONICI E AMBIENTALI [email protected] I 5 principi dell estimo 1. Il valore dipende dallo
GESTIONE DEI MATERIALI CONTROLLO DELLA PRODUZIONE
GESTIONE DEI MATERIALI CONTROLLO DELLA PRODUZIONE Corso di TECNOLOGIA, INNOVAZIONE, QUALITÀ Prof. Alessandro Ruggieri Prof. Enrico Mosconi A.A. 2012-2013 Oggetto della lezione Gestione dei materiali Controllo
le scale di misura scala nominale scala ordinale DIAGNOSTICA PSICOLOGICA lezione si basano su tre elementi:
DIAGNOSTICA PSICOLOGICA lezione! Paola Magnano [email protected] si basano su tre elementi: le scale di misura sistema empirico: un insieme di entità non numeriche (es. insieme di persone; insieme
Esercizi Svolti. 2. Costruire la distribuzione delle frequenze cumulate del tempo di attesa
Esercizi Svolti Esercizio 1 Per una certa linea urbana di autobus sono state effettuate una serie di rilevazioni sui tempi di attesa ad una determinata fermata; la corrispondente distribuzione di frequenza
Statistica descrittiva: misure di associazione
Statistica descrittiva: misure di associazione L analisi di regressione permette di esplorare le relazioni tra due insiemi di valori (p.e. i valori di due attributi di un campione) alla ricerca di associazioni.
Esercizio 1. Stima intervallare: IC per la media incognita (varianza ignota)
STATISTICA (2) ESERCITAZIONE 5 26.02.2014 Dott.ssa Antonella Costanzo Esercizio 1. Stima intervallare: IC per la media incognita (varianza ignota) Il responsabile del controllo qualità di un azienda che
Alcune domande. Da che dipende la disoccupazione? Da che dipende l inflazione?
Alcune domande 4 Da che dipende la disoccupazione? Da che dipende l inflazione? Ci sono anche tante altre domande. Per esempio: Che cosa è il PIL? E perché è importante? Perché in certi periodi l attività
Frumento tenero. Panificabile francese
Aprile 2014 In sintesi Per tutto il 2013 e i primi mesi del corrente anno, il mercato del frumento e del mais è stato contraddistinto dalla strutturale volatilità che caratterizza le commodities, pur manifestando
Esercizio 1 Nella seguente tabella sono riportate le lunghezze in millimetri di 40 foglie di platano:
4. STATISTICA DESCRITTIVA ESERCIZI Esercizio 1 Nella seguente tabella sono riportate le lunghezze in millimetri di 40 foglie di platano: 138 164 150 132 144 125 149 157 146 158 140 147 136 148 152 144
Capitolo 8. Intervalli di confidenza. Statistica. Levine, Krehbiel, Berenson. Casa editrice: Pearson. Insegnamento: Statistica
Levine, Krehbiel, Berenson Statistica Casa editrice: Pearson Capitolo 8 Intervalli di confidenza Insegnamento: Statistica Corso di Laurea Triennale in Economia Dipartimento di Economia e Management, Università
PRODUZIONE INDUSTRIALE
10 marzo 2014 Gennaio 2014 PRODUZIONE INDUSTRIALE A gennaio 2014 l indice destagionalizzato della produzione industriale aumenta, rispetto a dicembre 2013, dell 1,0%. Nella media del trimestre novembregennaio
Statistica Un Esempio
Statistica Un Esempio Un indagine sul peso, su un campione di n = 100 studenti, ha prodotto il seguente risultato. I pesi p sono espressi in Kg e sono stati raggruppati in cinque classi di peso. classe
Ogni misura è composta di almeno tre dati: un numero, un'unità di misura, un'incertezza.
Ogni misura è composta di almeno tre dati: un numero, un'unità di misura, un'incertezza. Misure ripetute forniscono dati numerici distribuiti attorno ad un valore centrale indicabile con un indice (indice
