3 Bacini di attrazione
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- Silvestro Ventura
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1 3 Bacini di attrazione Talvolta è utile studiare la dinamica delle successioni generate da espressioni del tipo z k+1 = g(z k ) al variare del valore iniziale z 0. Questo capita ad esempio quando la successione viene costruita per calcolare i punti fissi della funzione g(x) definita sul piano complesso. Un esempio classico è dato dal metodo di Newton applicato all equazione f(x) = 0 che fornisce l iterazione ottenuta con g(x) = x f(x)/f (x). Nel caso della funzione f(x) = x 3 1 si ottiene l iterazione z k+1 = z k z3 k 1 3zk 2. Le successioni generate in questo modo possono convergere a ciascuno dei tre zeri del polinomio x 3 1 o possono non convergere. È allora interessante individuare per quali valori di z 0 la successione converge a 1, per quali valori la successione converge a 1/2 + i 3/2 e per quali valori la successione converge a 1/2 i 3/2, dove i è l unità immaginaria. Si riportano qui sotto gli zeri del polinomio x 3 1. Proviamo a creare una immagine che rappresenti una porzione del piano complesso, ad esempio di centro 0 e semilato 1, in cui il generico pixel viene colorato di rosso se il corrispondente numero complesso assegnato a z 0 genera una successione che converge a 1, di verde se la successione converge a 1/2+i 3/2, di blu se converge a 1/2 i 3/2 e di nero se la successione non converge. Naturalmente dobbiamo dare un numero massimo di passi oltre il quale si assume che non ci sia convergenza se il valore corrente x k non si trova in un intorno sufficientemente piccolo di uno degli zeri. Procediamo nel modo seguente per creare una immagine di (2m+1) (2m+1) punti, dove m è un intero assegnato. Poniamo h = 1/m e consideriamo una griglia di (2m + 1) (2m + 1) punti w i,j nel quadrato [ 1, 1] [ 1, 1] del piano complesso definiti da w i,j = (j +ii)h, i = m, m, j = m, m. 26
2 Associamo ad ogni w i,j il pixel di posto (i, j) di una immagine (2m + 1) (2m + 1) dove w 0,0 è l elemento centrale. Posto z 0 = w i,j consideriamo la successione z k generata dal metodo di Newton e coloriamo rispettivamente di rosso verde e blu il pixel di posto (i, j) che corrisponde al punto w i,j se la successione z k converge a x 1 = 1, x 2 = 1/2 + i 3/2, x 3 = 1/2 i 3/2 che sono le tre radici del polinomio z 3 1. Per fare questo eseguiamo 20 passi del metodo di Newton e controlliamo se z k dista meno di 1/10000 rispettivamente da x 1, x 2, x 3. Un programma che realizza questo è riportato nel listato 8. Naturalmente il programma scritto in questo modo è particolarmente lento a causa dei vari cicli for annidati. Un modo per vettorizzare il programma di sopra è riportato nel listato 9 Per tracciare l immagine occorre poi dare il comando image(a) seguito, o preceduto dal comando colormap(eye(3)) che sceglie una mappa di colori formata dai soli tre colori rosso, verde e blu. Si osservi l uso dell operatore.* che, applicato a due matrici, calcola il prodotto componente a componente. Analogamente l operatore./ applicato a due matrici svolge la divisione componente a componente. Si osservi ancora che per estrarre l informazione sulla avvenuta convergenza alle soluzioni si usa una matrice a tre indici a(:,:,:) costituita da tre fette: la prima contiene la matrice x-x1, la seconda x-x2, la terza x-x3. Il comando [valori, posizioni]=min(abs(b)); dà nella variabile posizioni una matrice 1 n n tale che posizione(1,i,j) vale 1, 2 o 3 a seconda che il minimo su k di abs(b(k,i,j)) sia preso per k = 1, 2 o 3. Cioè vale 1, 2 o 3 a seconda che z(i, j) sia più vicino a x1, x2 o x3. Il comando reshape(posizioni, [n n]) riorganizza la matrice a tre indici posizioni come una matrice a due indici n n. La variabile valori contiene i valori corrispondenti del minimo. La function scritta in questa forma assegna il colore rosso, verde o blu al pixel (i, j) a seconda che dopo maxit iterazioni il valore di z k con k = maxit, sia più vicino rispettivamente a x 1, x 2 o x 3. Non viene richiesto che z k si trovi in un intorno abbastanza piccolo di una di queste tre radici. Per dare un colore diverso, ad esempio nero, al pixel (i, j) nel caso in cui z k non si trovi in un intorno piccolo di una delle tre radici, si può operare come segue. 27
3 Listing 8: Function che costruisce i bacini di attrazione per il metodo di Newton applicato al polinomio x 3 1. function a = newton(m) maxit = 20; % zeri del polinomio x1 = 1; x2 = -0.5+I*sqrt(3)/2; x3 = -0.5-I*sqrt(3)/2; a = 4*ones(2*m+1); h = 1/m; for i = -m : m for j = -m:m z = (j-i*i)*h; % itera for k = 1 : maxit z = g(z); endfor % colora if abs(z-x1)<1.0e-4 a(m+i+1,m+j+1) = 1; endif if abs(z-x2)<1.0e-4 a(m+i+1,m+j+1) = 2; endif if abs(z-x3)<1.0e-4 a(m+i+1,m+j+1) = 3; endif endfor endfor mappa = [1 0 0; 0 1 0; 0 0 1; 0 0 0]; colormap(mappa); image(a); endfunction function y = g(z) y = 0; if z!=0 y = z - (z^3-1)/(3*z^2); endif endfunction 28
4 Listing 9: Function che costruisce i bacini di attrazione per il metodo di Newton applicato al polinomio x 3 1. Il programma agisce in modo vettoriale function a = newton1(m) maxit = 20; % zeri del polinomio x1 = 1; x2 = -0.5+I*sqrt(3)/2; x3 = -0.5-I*sqrt(3)/2; range = -2:2/m:2; n = 2*m+1; z = ones(n,1)*range - I*range *ones(1,n); % itera simultaneamente su tutti i punti z = z + 1.e-30; % per evitare lo zero for k = 1 : maxit y = z.*z; z = z - (z.*y - 1)./(3*y); endfor b = zeros(3,n,n); b(1,:,:) = z-x1; % sottrae x1 a tutte le componenti di z b(2,:,:) = z-x2; % sottrae x2 a tutte le componenti di z b(3,:,:) = z-x3; % sottrae x3 a tutte le componenti di z [valori, posizioni] = min(abs(b)); a = reshape(posizioni, [n n]); % endfunction 29
5 v = reshape(valori, [n,n]); a = a.*(v < 1.e-7) + 1; colormap([0 0 0; 1 0 0; 0 1 0; 0 0 1]); image(a); In questo modo si moltiplica, elemento per elemento, i valori della matrice a per 1 se la distanza da uno degli zeri è minore di 10 7, si moltiplica per 0 altrimenti, infine si aggiunge 1 agli elementi di a. In questo modo il colore 1 corrisponde a non convergenza i colori 2,3 e 4 corrispondono a convergenza alle radici x 1, x 2, x 3. Adesso un po di esercizi: Esercizio C0. Si modifichi la function newton1 in modo da colorare i pixel in base al minimo numero di passi sufficienti affinché z k z k 1 < 1/10000, indipendentemente dal valore del limite. Cioè si assegni il colore k della mappa dei colori al generico pixel in posizione (i, j) se k è il più piccolo intero per cui z k z k 1 < 1/10000, dove z 0 è il numero complesso associato al pixel (i, j). Adattare questa function al metodo di Newton applicato al polinomio z 5 + (10z + 1) 2 sul quadrato del piano complesso di centro 0 e semilato 5. Si usi imagesc per tracciare l immagine. Aiuto: siano Z e W le matrici col valore corrente e il valore successivo al generico passo dell iterazione; si consideri la matrice H=abs(W-Z) > 1.0e-4 che in posizione (i, j) contiene 1 se la componente di posto (i, j) di abs(w-z) è maggiore di 1.0e-4, contiene zero altrimenti; si accumuli in una variabile S la somma delle H. Esercizio C1. Procedere come nell esercizio C0, ma adattare la function al metodo di Newton applicato alla funzione z 3 + (10 + 1/z) 2, che ha gli stessi zeri del polinomio z 5 + (10z + 1) 2, sul quadrato del piano complesso di centro 0 e semilato 5. Si usi imagesc per tracciare l immagine. Le immagini che si ottengono nei due casi sono riportate in figura 12 dove si riporta anche la rappresentazione con una mappa di colori casuale. Uno zoom nel punto 0.15, con semilato l = 1, dei bacini di attrazione del metodo di Newton applicato alla funzione razionale f(z) dell esercizio C1 è riportato in figura 13. L immagine è ottenuta con la mappa dei colori default. Esercizio C2. Modificare la function newton1 in modo da creare una immagine con colori rosso, verde, blu e giallo di diversa intensità in base al numero di iterazioni impiegate, dove il colore è scelto a seconda del valore del limite della successione {z k } generata dalla funzione g(z). Applicare alla funzione g(z) ottenuta dal metodo di Newton per le funzioni z 4 1, z 3 z 1, z z 3. Tracciare le immagini relative al quadrato centrato in 0 e di semilato l = 2. Nella figura 14 sono riportati i due risultati ottenuti con le due funzioni razionali. Nella figura 15 sono riportati i casi di z 3 1, z 2 z 1, z z 2, 1 z 3 con mappa dei colori casuale. Aiuto: per valutare il numero di passi si costruisca la matrice S come nell esercizio C1, per valutare il colore si costruisca la matrice a come nella function 30
6 Figura 12: Rappresentazione dei bacini di attrazione per il metodo di Newton applicato al polinomio p(z) = z 5 + (10z + 1) 2 (prima immagine) e alla funzione razionalef(z) = p(z)/z 2 (seconda immagine), relativi al quadrato del piano complesso di centro 0 e semilato 5. Sono riportate le immagini ottenute con la mappa default (prime due immagini) e con una mappa casuale (seconde due immagini) usando il comando imagesc 31
7 Figura 13: Porzione relativa al quadrato di centro 0.15 e semilato l = 1 dei bacini di attrazione del metodo di Newton applicato alla funzione razionale f(z) = z 3 + (10 + 1/z) 2. L immagine è ottenuta con la mappa di colori default 32
8 Figura 14: Bacini di attrazione per il metodo di Newton applicato alle funzioni x 3 x 1, x x 3 newton1. Si determini la matrice C che dà il colore ponendo C = (a-1)*maxit + S. Si costruisca poi una mappa dei colori MP che nei primi maxit colori contiene i rossi da intensità 1 a intensità 0, nei secondi maxit colori contiene i verdi da intensità 1 a intensità 0, nei terzi maxit colori contiene i blu da intensità 1 a intensità 0, nei quarti maxit colori contiene i gialli da intensità 1 a intensità 0. Si tracci la figura con image(c); colormap(mp). Esercizio C3. Modificare la function newton1 in modo che prenda in input i coefficienti di un polinomio p(x) di grado d dati come vettore riga (p d, p d 1,..., p 0 ), un numero intero m > 0 e un numero reale l > 0, e costruisca i bacini di attrazione per p(x) relativi ad una porzione del piano complesso di centro 0 e semilato l, tracciando sullo schermo una immagine (2m+1) (2m+1) in cui il bacino di attrazione corrispondente alla i-esima radice di p(x) abbia il colore i-esimo nella mappa dei colori. Si costruisca l immagine per un polinomio p=rand(1,11) con m = 200. Le immagini di 4 casi con m = 500 sono riportati in figura 16. Aiuto: si calcolino le radici di p(x) col comando r=root(p); si usi il comando polyval(p,z) per calcolare il valore del polinomio p(x) nel punto (o matrice) z. Infine si proceda come nella function newton L insieme di Mandelbrot e gli insiemi di Julia L insieme dei numeri complessi c per cui la successione generata da z k+1 = z 2 k + c z 0 = 0 rimane limitata è chiamato insieme di Mandelbrot. Per avere un idea di come questo insieme è fatto possiamo costruire una immagine corrispondente ai punti del piano complesso che stanno nel quadrato di centro 0 e semilato 2, in cui il pixel in posizione (i, j) è colorato di nero se il corrispondente numero complesso 33
9 Figura 15: Bacini di attrazione per le funzioni x3 1, x2 x 1, x x 2, 1 x 3, nell ordine antiorario partendo dalla figura in alto a sinistra. 34
10 Figura 16: Bacini di attrazione per quattro polinomi di grado 11 con coefficienti casuali tra 0 e 1 relativi al quadrato [ 1, 1] [ 1, 1]. 35
11 Figura 17: Bacini di attrazione per il polinomio p(x) = x 8 +(ax+1) 3, con a = 3 relativi al quadrato [ l, l] [ l, l] per valori l = 4, 16, 64,
12 c sta nell insieme di Mandelbrot, e viene invece colorato con il q-esimo colore della tavola dei colori se z q è il primo valore della successione il cui modulo è maggiore di 2. Esercizio D0. Si scriva una function in Octave che, dati p C, l > 0, m N, disegna la porzione della figura di Mandelbrot in un quadrato di centro p e semilato l, come immagine di (2m+1) (2m+1) pixel, nel seguente modo: si usa la mappa dei colori default, si svolgono q = 63 iterazioni e per ogni coppia (i, j) si calcola il numero di passi k che occorrono affinché z k abbia modulo maggiore di 2; si colora il pixel di posto (i, j), corrispondente al valore di c col k-esimo colore della tavola dei colori; se dopo q iterazioni il modulo di x q è minore di 2 si colora il pixel (i, j) col colore q-esimo della tavola dei colori. Dare una versione vettorizzata della function. Applicare la function con i valori p = 1.5, l = 2, e con p = ϕ 2 + i(ϕ 1) dove ϕ = (1 + 5)/2 è la sezione aurea, l = 0.5, 0.1, Qui sotto si riportano le immagini ottenute. Definiamo insieme di Julia relativo a una funzione f(x) l insieme dei punti z 0 del piano complesso per cui la successione {z k } definita da x k+1 = f(z k ), k = 0, 1, 2,..., ha modulo limitato superiormente da una costante. Si veda http: //en.wikipedia.org/wiki/julia_set per maggiori informazioni a riguardo. È interessante esaminare come sono fatti gli insiemi di Julia per la funzione f(z) = z 2 + c per diversi valori di c. Esercizio D1. Per poter evidenziare un insieme di Julia, si scriva una function in Octave che, dati c, p C, l > 0, m N, costruisce un immagine 37
13 (2m + 1) (2m + 1) relativa alla porzione del piano complesso di centro p e semilato l procedendo in modo analogo all esercizio D0. La differenza è che il valore di c è fissato e dato in input alla function, mentre varia in funzione della coppia di indici (i, j) il valore iniziale di z 0 e la colorazione del pixel in posizione (i, j) avviene in relazione al primo valore k per cui z k > 2. Si applichi la function con i valori c = ϕ 2 + i(ϕ 1) dove ϕ = (1 + 5)/2 è la sezione aurea, con centro 0 e semilato l = 2, 1. Per la colorazione, si usi la mappa dei colori default. Qui sotto si riportano le figure ottenute. 38
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