INCHIOSTRI "PER ALIMENTI"?
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- Francesco Leonardi
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1 INCHIOSTRI "PER ALIMENTI"? 4 Congresso Scientifico Nazionale FOOD CONTACT EXPERT Desenzano del Garda, 24 Giugno 2015 Valter Rocchelli - IRCPack S.r.l.
2 Definizione tecnicamente corretta: INCHIOSTRI PER LA STAMPA DI IMBALLAGGI DESTINATI A CONTENERE ALIMENTI O INCHIOSTRI PER IMBALLAGGI ALIMENTARI
3 FAQ qual è la legislazione di riferimento per gli inchiostri? esistono metodi di validazione degli inchiostri? quali sono le problematiche relative all utilizzo di inchiostri off set? quali sono le problematiche relative all utilizzo di inchiostri UV? quali sono le problematiche relative all utilizzo di inchiostri base solvente?
4 INCHIOSTRI DA STAMPA Gli inchiostri da stampa non sono ANCORA regolamentati dalle normative vigenti (ad eccezione della SVIZZERA: ordinanza stato 01/04/2013 Allegato 6 inchiostri) (Germania draft) se non per il fatto che la stampa deve essere effettuata sul lato opposto a quello destinato al contatto con gli alimenti. Infatti l articolo 31 del DM 21/03/73 recita:... Ove la colorazione sia attuata a mezzo stampa, questa non può essere effettuata a contatto con l alimento. Non esistono quindi, al momento, inchiostri per alimenti o alimentari come spesso vengono, erroneamente, indicati. Gli inchiostri da stampa non vanno confusi, inoltre, con i COLORANTI considerati e regolamentati dal DM 21/3/73 agli articoli 12 (materie plastiche), 18 (gomma), 24 (cellulosa rigenerata) e 31 (carte e cartoni). In questi casi si parla di trattamenti in pasta con prodotti coloranti; situazione ben diversa dal procedimento di stampa. C è poi una Norma volontaria dei produttori di inchiostri: lista esclusione EUPIA.
5 INQUADRAMENTO LEGISLATIVO MATERIALI DESTINATI AL CONTATTO CON ALIMENTI La legislazione Italiana, fin dalle origini (Legge n 283 del 1962), ha tenuto in considerazione il rischio di contaminazione degli alimenti confezionati: I materiali... non devono cedere sapori od odori che modifichino sfavorevolmente le proprietà organolettiche e rendano nocive le sostanze alimentari. Il principio rimane inalterato nei successivi atti legislativi, come si può evincere dall art. 2 del DPR 777 del 27/8/82(recepimento della Direttiva CE 76/893).
6 INQUADRAMENTO LEGISLATIVO MATERIALI DESTINATI AL CONTATTO CON ALIMENTI Regolamento quadro Il Regolamento 1935/2004/CE all articolo 3 sancisce:...i materiali e gli oggetti, devono essere prodotti conformemente alle GMP affinché, in condizioni d impiego normali o prevedibili essi non trasferiscano ai prodotti alimentari componenti in quantità tali da: costituireun pericoloperla saluteumanao comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari o comportare un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche.
7 INQUADRAMENTO LEGISLATIVO MATERIALI DESTINATI AL CONTATTO CON ALIMENTI Regolamento GMP Il Regolamento 2023/2006/CE sulle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari relativamente alle Norme specifiche sulle buone pratiche di fabbricazione contiene un allegato riguardante i processi di stampa.
8 INQUADRAMENTO LEGISLATIVO Regolamento GMP: Allegato SET-OFF Processi che prevedono l applicazione di inchiostri da stampa sul lato di un materiale o di un oggetto non a contatto con il prodotto alimentare 1. Gli inchiostri da stampa applicati sul lato dei materiali o degli oggetti non a contatto con il prodotto alimentare devono essere formulati e/o applicati in modo che le sostanze presenti sulla superficie stampata non siano trasferite al lato a contatto con il prodotto alimentare: a) attraverso il substrato oppure b) a causa del set-off quando vengono impilati o sono sulle bobine, in concentrazioni che portino a livelli di sostanza nel prodotto alimentare non in linea con le prescrizioni di cui all articolo 3 del regolamento(ce) n. 1935/ I materiali e gli oggetti stampati in stato finito o semifinito vanno movimentati e immagazzinati in modo che le sostanze presenti sulla superficie stampata non siano trasferite al lato a contatto con il prodotto alimentare: a) attraverso il substrato oppure b) a causa del set-off quando vengono impilati o sono sulle bobine, in concentrazioni che portino a livelli di sostanza nel prodotto alimentare non in linea con le prescrizioni di cui all articolo 3 del regolamento(ce) n. 1935/ Le superfici stampate non devono trovarsi direttamente a contatto con il prodotto alimentare.
9 stampa T0 SET OFF stampa TX Lato EST Lato INT
10 DEVE ESISTERE UNA BARRIERA FUNZIONALE FRA L INCHIOSTRO E L ALIMENTO (considerando anche la eventuale controstampa )!
11 INQUADRAMENTO LEGISLATIVO Regolamento 10/2011/CE per le materie plastiche (30) I rivestimenti, gli inchiostri da stampa e gli adesivi non sono ancora oggetto di una legislazione UE specifica e non sono quindi soggetti all obbligo di essere accompagnati da una dichiarazione di conformità. Tuttavia, per quanto concerne i rivestimenti, gli inchiostri da stampa e gli adesivi da utilizzare in materiali e oggetti di materia plastica, è necessario fornire informazioni adeguate al fabbricante dell oggetto finale di materia plastica così da consentirgli di garantire la conformità per quanto attiene alle sostanze per le quali il presente regolamento fissa limiti di migrazione.
12 COSA DICE L ORDINANZA SVIZZERA? Dal 1 aprile 2010 Entra in vigore in Svizzera la modifica del 7 marzo 2008 dell Ordinanza del DFI sui materiali e gli oggetti del 23 novembre 2005 Essa prevede due liste positive: Lista A: sostanze convalutazione tossicologica e limiti di migrazione Lista B: sostanze senza valutazione tossicologica. Limite 10 ppb (in questo caso obbligo di legge) Le sostanze non listate non sono ammesse Ultimo aggiornamento: 01/04/2013
13 E QUELLA TEDESCA, IN DRAFT? Riguarda inchiostri e vernici utilizzati per MOCA (imballaggi e non) Liste positive: Sostanze presenti nell ordinanza tedesca MOCA Sostanze presenti Ordinanza svizzera Lista positiva di sostanze sviluppata fra BfR e corrispondente ente svizzero (FSVO) Sostanze valutate da SCF/EFSA Additivi alimentari Liste positive reg. 10/2011 QUANDO:? Sostanze non valutate: No CMR LMS = not detectable(< 0,01 mg/kg) Modalità di inclusione nuove sostanze nelle liste positive Dichiarazione di conformità (simile reg. 10/2011)
14 FAQ qual è la legislazione di riferimento per gli inchiostri? esistono metodi di validazione degli inchiostri? quali sono le problematiche relative all utilizzo di inchiostri off set? quali sono le problematiche relative all utilizzo di inchiostri UV?
15 CONFORMITÀ Per dichiarare la conformità al Reg (art. 3) ed al Reg è necessario dimostrare che l imballaggio non ceda nulla di pericoloso dal punto di vista tossicologico e sensoriale. Occorre quindi andare oltre i controlli analitici previsti dalle Normative per i singoli materiali (migrazioni globali e specifiche, requisiti di composizione e purezza, ecc.) per essere in grado di prevenire il rischio di contaminazione. In altre parole, per poter dimostrare la conformità di un imballaggio ai sopracitati regolamenti, occorre eseguire una VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI: Danno Sensoriale Danno tossicologico Del SET OFF (permocastampati) La Legge dice che si deve farema nondice in che modo VALUTAZIONE CASO PER CASO
16 Da cosa deriva il rischio? Pericolosità intrinseca di una sostanza (proprietà tossicologiche, hazard) RISCHIO Combinazione tra i due fattori! Esposizione alla sostanza (exposure, migrazione)
17 Protocollo di validazione di inchiostri destinati alla stampa di imballaggi per alimenti messo a punto dai nostri Laboratori Il protocollo di validazione si basa sulla valutazione del rischio di danno sensoriale e tossicologico di materiali stampati. Valutazione del rischio di danno sensoriale Sono applicati e confrontati, sia ai materiali neutri che a quelli stampati, metodi di analisi sensoriale (Test olfattivo e di trasmissione di gusto). Trasferimento di colore. Valutazione del rischio di danno tossicologico, condotta in due fasi: I FASE prevede analisi di screening mediante GC/MS II FASE ha l obiettivo di monitorare, sui materiali stampati, le migrazioni specifiche dei componenti che rappresentano il potenziale contaminante degli inchiostri processati.
18 Protocollo di validazione di inchiostri destinati alla stampa di imballaggi per alimenti messo a punto dai nostri Laboratori Campione materiale stampato RISCHIO ORGANOLETTICO RISCHIO TOSSICOLOGICO ANALISI SENSORIALI ANALISI STRUMENTALI
19 VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI DANNO TOSSICOLOGICO IFASE:analisidiscreening Principio dei metodi analitici Identificatione e valutazione semi-quantitativa* di: composti organici volatili presenti nel totale del campione composti organici non-volatili presenti nel campione totale compostiorganici non-volatili presenti nella superficie interna(latoin contatto con l alimento) : lavaggio con solvente della superficie interna/contattosingle-side con simulanti (materie plastiche) contatto con Tenax (carta) *Valutazione semi-quantitativa: ogni picco è quantificato applicando il fattore di risposta di uno standard interno aggiunto appositamente
20 VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI DANNO TOSSICOLOGICO: II FASE migrazioni specifiche Sviluppo di metodi per determinare la MS di composti«critici» (conlms ononlistati )rilevati conle analisi di screening composti presenti nell inchiostro come da informazioni del produttore (es. ink UV ove sono presenti fotoiniziatori ad alto peso molecolare non rilevabili mediante GC/MS; in questo caso è necessario mettere a punto metodi con altre tecniche ad esempio HPLC/MS/MS). In questa fase è indispensabile la collaborazione dei produttori di inchiostri per avere le informazioni sui prodotti da determinare se non addirittura i prodotti stessi.
21 Come si applica il protocollo di validazione alle diverse tipologie di inchiostri? Esperienze derivate da ricerche effettuate su diverse tipologie di inchiostri: Inchiostri off-set Inchiostri UV Inchiostri base solvente
22 FAQ qual è la legislazione di riferimento per gli inchiostri? esistono metodi di validazione degli inchiostri? quali sono le problematiche relative all utilizzo di inchiostri off set? quali sono le problematiche relative all utilizzo di inchiostri UV? Quali sono le problematiche relativo all utilizzo di inchiostri base solvente?
23 INCHIOSTRI OFF SET ANNI Inizio studi di validazione inks off-set(g.r.i.c.c.a). Oggetto: cartoncini stampati offset. Premessa: esigenza di conoscere l impatto sensoriale e tossicologico dei cartoncini stampati off set. Obiettivo: conoscere/misurare, nell ambito degli astucci in cartoncino, il potenziale inquinante di quanto prodotto, trasformato e utilizzato. Abbiamo quindi iniziato a elaborare un protocollo di validazione degli inchiostri.
24 INCHIOSTRI OFF SET ANNI Sviluppo metodi sensoriali e strumentali IFASE Indagine sui cartoncini neutri: pura cellulosa, pasta legno, carta da macero. Risultati: presenza di aldeidi alifatiche lineari in cartoni di pasta legno Concentrazioni di aldeidi(esanale) e punteggio Test di Robinson
25 Retta di correlazione conc. Aldeidi/test di Robinson
26 INCHIOSTRI OFF SET ANNI Sviluppo metodi sensoriali e strumentali II FASE Indagine sui cartoncini stampati offset Risultati: confermata la correlazione fra aldeidi(esanale) e test di Robinson (in questo caso le aldeidi derivano da ossidazione di olii vegetali impiegati nella formulazione di ink off set) Individuata anche una influenza sul test di Robinson dovuta al tipo di solvente idrocarburico utilizzato nella formulazione dell inchiostro offset
27 INCHIOSTRI OFF SET ANNI Risultati dei test sensoriali eseguiti su vari solventi SOLVENTE n Curva di distillazione TEST DI ROBINSON AF (senza aromatici) < AF (senza aromatici) (15% di aromatici) (15% di aromatici) AFN ciclici saturi < sintetico < 1
28 INCHIOSTRI OFF SET ANNI 2000 Negli anni la formulazione degli inchiostri offset ha subito modifiche passando dall impiego di solventi idrocarburici fino ad arrivare alla loro completa sostituzione con miscele di esteri quali ad esempio: 2-etilesil esteri: sono contemplati nelle liste positive per le materie plastiche (Reg. 10/2011/CE) senza restrizioni specifiche. (Ref. n ) - Acidi grassi (C8-C22) da grassi o oli animali e vegetali, esterificati con alcoli (C3-C22) primari, alifatici, monoidrici, saturi, ramificati. Glicerol tricaprilato ed esteri di acidi alifatici, C2 C24, lineari monocarbossilici con glicerolo: questi composti sono riportati nella lista positiva per materie plastiche destinate al contatto con alimenti (Reg. 10/2011 CE) (Ref. n ) senza restrizioni specifiche. Acido 1,2 cicloesan dicarbossilico, di iso nonil estere (DINCH) : composti sono inseriti nelle liste positive per le materie plastiche destinate al contatto con alimenti (reg. 10/2011 CE N. rif ), con un LMS di 60 mg/kg espresso come somma di sostanze (restrizione di gruppo n. 32).
29 FAQ qual è la legislazione di riferimento per gli inchiostri? esistono metodi di validazione degli inchiostri? quali sono le problematiche relative all utilizzo di inchiostri off set? quali sono le problematiche relative all utilizzo di inchiostri UV? Quali sono le problematiche relativo all utilizzo di inchiostri base solvente?
30 INCHIOSTRI UV ANNI 80 la stampa UV x MOCA non era, in Italia, ben vista soprattutto per l aspetto sensoriale(odore) ma anche per l aspetto tossicologico(migrazioni). ANNI 90 Evoluzione nella formulazione degli inks UV per l aspetto sensoriale. Incidente di percorso: inks UV (cationici) con un fotoiniziatore che, per decomposizione, formava benzene. Messa a punto di metodi di screening basati sull analisi GC/MS accoppiata a tecniche di spazio di testa molto sensibili per i composti volatili e semivolatili
31 INCHIOSTRI UV ANNI studio Rad Tech: Marzo Febbraio 2005: ha evidenziato il problema dei fotoiniziatori migrabilili : CHIÈRADTECHEUROPE Associazione Europea con una delegazione italiana. Missione: promuovere l uso della tecnologia UV/EB curing nell industria. Strategia: cooperare con gli utilizzatori esistenti e potenziali, promuovere presso le Istituzioni le Autorità ed i legislatori. Esempio di dati sperimentali: Film PP stampa esterna ANALISI DI SCREENING estrazione con solvente(n-esano). TR COMPOSTO ORIGINE MST stimata ppb 6.04 acido butanedioico, dimetil estere INK < acido pentanedioico, dimetil estere INK >50 < acido esanedioico, dimetil estere INK >50 < BHT INK < ,4 di butil fenolo FILM P 3 (etil-4-dimetilamino, benzoato) INK > metil margarato (S.I.) S.I P 4 (etilesil-4-dimetilamino, INK >10 < 50 benzoato) P 1 (2-isopropiltioxantone) ITX INK > fenil, benzofenone INK >10 < erucamide (film) FILM antiossidante (film) FILM antiossidante (film) FILM -
32 INCHIOSTRI UV ANNI studio Rad Tech: Marzo Febbraio 2005: ha evidenziato il problema dei fotoiniziatori migrabilili : Esempio di dati sperimentali: Film PP stampa esterna MIGRAZIONI SPECIFICHE simulante B(10gg a 40 C) COMPOSTO MS µg/dm 2 MS ppb acido butanedioico, dimetil N.D. N.D. estere acido pentanedioico, dimetil N.D. N.D. estere acido esanedioico, dimetil N.D. N.D. estere 2,6 bis (dimetil etil) fenolo - - (BHT) iso propil tioxantone 5 30 (ITX) etil 4-dimetilamino benzoato
33 INCHIOSTRI UV ANNI studio Rad Tech: Marzo Febbraio 2005: ha evidenziato il problema dei fotoiniziatori migrabilili : Esempio di dati sperimentali: Film PP stampa esterna MIGRAZIONI SPECIFICHE simulante isoottano(2gg a 20 C) COMPOSTO MS µg/dm 2 MS ppb acido butanedioico, dimetil 2 12 estere acido pentanedioico, dimetil estere acido esanedioico, dimetil estere ,6 bis (dimetil etil) fenolo (BHT) 2 12 iso propil tioxantone (ITX) etil 4-dimetilamino benzoato etilesil-4-dimetilamino benzoato 7 42 Il caso ITX è scoppiato luglio/agosto 2005!!
34 INCHIOSTRI UV ANNI 2000 Conseguenze del caso ITX: Normativa: Reg. 2023/2006 primo documento legislativo che entra nel merito della formulazione degli inchiostri e del processo di stampa(set-off). Aumento dei controlli Diffidenza dell industria alimentare
35 INCHIOSTRI UV OGGI Evoluzione formulativadegli inchiostri UV: Messa a punto di inchiostri off-set e flexo bassa migrazione Utilizzo di fotoiniziatori e monomeri a basso potenziale di migrazione Metodi analitici Esigenza: determinare, a livello di ppb nei solventi simulanti, molecole piuttosto complesse con pesi molecolari non compatibili con la GC/MS. (ad es. HPLC/MS HPLC/MS/MS) L.O.Q richiesto: Almeno 10 ppb con un incertezza di misura coerente.
36 INCHIOSTRI UV OGGI Risultati dello studio RAD TECH 2010/2011 Sono stati messi a punto metodi analitici che hanno permesso di valutare le migrazioni specifiche di componenti degli inchiostri Il protocollo applicato a casi pratici in cui sono stati valutati inchiostri e processi di stampa UV ha evidenziato la presenza sul mercato di inchiostri UV senza punti critici significativi per il rischio di danno sensoriale e tossicologico. CONCLUSIONI: Gli inchiostri UV, come tutti gli altri inchiostri, grazie anche al lavoro del gruppo coordinato da RAD TECH ITALIA, possono essere valutati e validati per la stampa di imballaggi destinati al contatto con alimenti.
37 FAQ qual è la legislazione di riferimento per la valutazione del set-off? esistono metodi di validazione degli inchiostri? quali sono le problematiche relative all utilizzo di inchiostri off set? quali sono le problematiche relative all utilizzo di inchiostri UV? quali sono le problematiche relative all utilizzo diinchiostri base solvente?
38 INCHIOSTRI LIQUIDI BASE-SOLVENTE SOLVENTE: PUNTO CRITICO Stampa rotocalco livello nazionale quasi tutta monosolvente(etilacetato) Stampa flessografica solventi diversi: etanolo, acetato di etile, ritardanti ANNI 80 Misura dei solventi residui: sono stati messi a punto e «normati»: a livello UNI(progetto di norma). a livello EN: UNI EN Le Norme sopracitate, praticamente coincidenti, si basano su 2 metodi: 1 metodo di riferimentoed un metodo«rapido» (HS30 min a125 C)che èil più utilizzato. Studio per confronto fra il metodo UNI/EN e metodo "rapido" e metodi "interni" aziende utilizzatrici Ring Test organizzato recentemente da Sepack-lab e IRCPack secondo la Norma EN che ha coinvolto 15 Laboratori di Fornitori di un azienda alimentare: risultati soddisfacenti a sostegno ulteriore dell affidabilità del metodo.
39 INCHIOSTRI LIQUIDI BASE-SOLVENTE ANNI 90/2000 Aspetto sensoriale dei solventi: era diffusa l equazione«discutibile»: odore del film stampato = ritenzione solvente. Il Giflex ha commissionato al ns laboratorio uno studio per accertare l effettivo impatto sensoriale dell acetato di etile (monosolvente) e di altri solventi: I Fase: soglie di percezione sensoriale di acetato di etile: olfattiva soglia di percezione gustativa in acqua soglia di percezione gustativa nel cioccolato al latte II Fase: confronto fra soglie di percezione sensoriale di acetato di etile e di altri solventi III Fase: valutazione dei meccanismi e delle cinetiche di rilascio dei solventi da stampa e da accoppiamento in funzione della composizione dei materiali e del posizione della stampa (interna/esterna) e degli adesivi e verifica di eventuali correlazioni fra detti valori (ritenzione e rilascio) e test sensoriali olfattivi
40 INCHIOSTRI LIQUIDI BASE-SOLVENTE Soglie di percezione sensoriale di acetato di etile ed altri solventi SOGLIE SENSORIALI PERCEZIONE AL 50% OLFATTIVA µg GUSTO IN ACQUA ppm GUSTO IN CIOCCOLATO ppm ETILE ACETATO 1,6 4,3 41,0 ISO PROPILE ACETATO 1,7 2,5 71,3 N PROPILE ACETATO 1,1 2,1 17,1 ETANOLO 0,5 2,6 218 ISO PROPANOLO 43, N PROPANOLO 1,0 3,0 50,6 METIL ETIL CHETONE 0,6 1,5 8,6 METOSSI PROPANOLO 10,7 44,4 822 CICLOESANO 2,6 N.D. 7,1 MISCELA L 24,8 N.D. 87,4
41 INCHIOSTRI LIQUIDI BASE-SOLVENTE Valutazione dei meccanismi e delle cinetiche di rilascio dei solventi da stampa in funzione della composizione dei materiali e del posizione della stampa (interna/esterna) e degli adesivi e verifica di eventuali correlazioni fra detti valori (ritenzione e rilascio) e test sensoriali olfattivi.
42 INCHIOSTRI LIQUIDI BASE-SOLVENTE CONCLUSIONI DELLO STUDIO I test olfattivi eseguiti su materiali neutri hanno evidenziato punteggi già significativi(c.a. 2). Ad incrementi importanti di acetato di etile NON corrispondono incrementi altrettanto significativi dei valori dei test sensoriali: ad una riduzione significativa di ritenzione di acetato di etile NON corrisponde una riduzione altrettanto significativa di odore.
43 INCHIOSTRI LIQUIDI BASE-SOLVENTE OGGI Valutazione del set-off STUDIO commissionato dal Giflex: Valutazione del set-off dei materiali flessibili L esigenza del Giflex era ed è: sviluppare un protocollo di valutazione del set-off di materiali flessibili basato su metodi analitici: Semplici Affidabili Riproducibili Analisi di sceening mediante GC/MS composti organici volatili presenti nel totale del campione composti organici non-volatili presenti nel campione totale compostiorganici non-volatili presenti nella superficie interna(latoin contattocon l alimento contatto single/side).
44 Valutazione del set-off dei materiali flessibili: studio per GIFLEX Materiali analizzati (c.a 75 campioni): Materiali Monofilm Materiali Duplex Materiali Triplex Stampa esterna o interna Inchiostri - vernici di sovrastampa Rotocalco- flessografia
45 VALUTAZIONE DEL SET-OFF DI MATERIALI FLESSIBILI: Considerazioni sui risultati dei composti organici volatili Nella maggior parte dei campioni analizzati non si rilevano situazioni critiche riconducibili a composti volatili. Oltre ai solventi di stampa e/o accoppiamento si sono riscontrati composti idrocarburici alifatici, saturi ed insaturi, provenienti probabilmente dalle strutture poliolefiniche(oligomeri). Presenti anche tracce di aldeidi alifatiche lineari.
46 VALUTAZIONE DEL SET-OFF DI MATERIALI FLESSIBILI: Considerazioni sui risultati dei composti organici non volatili Sono stati identificati, anche in quantità significative (da 0,1 a 2 mg/dm 2 ), alcuni plastificanti utilizzati negli inchiostri: acetil tributil citrato, 2-etilesil adipato, 2-etilesil difenil fosfato, di butil sebacato, triacetina. La maggior parte dei plastificanti individuati è contemplata nelle liste positive delle plastiche senza LMS. materie Alcuni (di 2-etilesil adipato e 2-etilesil difenil fosfato) hanno LMS sempre rispettati in base al calcolo dell MST Sono stati rilevati anche altri composti provenienti dai film: erucamide, oleamide, antiossidanti. Sono stati rilevati picchi dovuti a composti non identificati perché i loro spettri di massa non compaiono nelle librerie spettri consultate. La presenza di tali composti ha richiesto un ulteriore fase di studio in collaborazione con i produttori di materie prime (inchiostri, vernici, adesivi e film) per individuarne l origine ed identificarli: sono stati per la maggior parte identificati e non sono risultati attribuibili agli inchiostri ma ad altri componenti dell imballaggio.
47 CONCLUSIONI Il protocollo di validazione descritto e applicato a diverse situazioni di stampa è risultato idoneo alle esigenze del contatto alimentare.
48 GRAZIE PER L ATTENZIONE Valter [email protected] IRCPack S.r.l. Via Europa, 6/A Casanova Lonati(PV)
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