I Costi di Produzione
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- Rachele Lelli
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1 I Costi di Produzione Misurazione del costi: di quali costi tenere conto? I costi nel breve periodo I costi nel lungo periodo Curve di costo nel lungo e nel breve periodo a confronto Produzione di due prodotti: economie di scopo 1
2 Di quali costi tenere conto? Costo economico e costo contabile Costo contabile Costo economico Somma di spese effettive e deprezzamento di beni capitali. Costo dell utilizzo di risorse economiche nella produzione. Costo opportunità Costo associato alle opportunità che si perdono quando le risorse di un impresa non sono destinate al loro migliore impiego alternativo. Il concetto di costo opportunità è particolarmente utile in situazioni in cui le alternative a cui si rinuncia non riflettono esborsi monetari. 2
3 Costi sommersi Spesa effettuata e non recuperabile. Per esempio, consideriamo l acquisto di un apparecchiature specializzata per un impianto. Supponiamo che tale apparecchiatura sia utilizzabile soltanto per il suo scopo originale e non possa essere convertita a un uso alternativo. La spesa sostenuta per questa apparecchiatura è un costo sommerso. Quando il bene non ha un uso alternativo, il suo costo opportunità è zero e quindi si considera un costo sommerso. Un costo sommerso potenziale è un investimento. In questo caso l impresa deve decidere se l investimento nell apparecchiatura specializzata è conveniente. 3
4 Costi fissi e costi variabili Costo totale (CT o C) Costo economico totale della produzione, costituito da costi fissi e variabili. Costo fisso (CF) Costo che non varia al variare del livello di produzione e può essere eliminato soltanto cessando l attività. Costo variabile (CV) Costo che varia al variare del livello di produzione. Il costo fisso non varia con il livello di produzione, ma deve essere pagato anche se non viene prodotto nulla. L unico modo in cui un impresa può eliminare i costi fissi è quello di cessare l attività. 4
5 Cessazione dell attività Cessare l attività non significa necessariamente chiudere l impresa. Fisso o variabile? Come si fa a distinguere tra costi fissi e variabili? Su un orizzonte temporale molto breve, per esempio di pochi mesi, la maggior parte dei costi è fissa. Su un orizzonte temporale molto lungo, per esempio di dieci anni, quasi tutti i costi sono variabili. 5
6 Costi fissi e costi sommersi a confronto Quando i macchinari dell impianto sono troppo specializzati per poter essere utilizzati in un altro settore, la maggior parte, se non tutti i relativi costi, è sommersa, cioè non recuperabile. A che scopo si distingue tra costi fissi e sommersi? Perché i costi fissi influenzano le decisioni che riguardano il futuro dell impresa, mentre i costi sommersi no. Costi fissi elevati rispetto ai ricavi, e non riducibili, possono portare alla chiusura dell impresa: eliminare tali costi e azzerare i profitti, infatti, potrebbe essere preferibile a sostenere continue perdite. 6
7 Costi sommersi, fissi e variabili: computer, software e pizze È importante capire le caratteristiche dei costi di produzione ed essere in grado di identificare quali costi sono fissi, quali variabili e quali sommersi. Dei buoni esempi sono il settore dei personal computer (in cui la maggior parte dei costi è variabile), quello del software (in cui la maggior parte dei costi è sommersa) e quello delle pizzerie (in cui la maggior parte dei costi è fissa). 7
8 8
9 Costo marginale e costo medio Costo marginale (C ) Incremento di costo risultante dalla produzione di una unità di output in più. Poiché il costo fisso non cambia al variare del livello di produzione dell impresa, il costo marginale è uguale all incremento della parte variabile Costo medio totale (CMT) di produzione. Costo medio fisso (CMF) Costo totale dell impresa diviso per il livello Costo fisso diviso per il livello di produzione. Costo medio variabile (CMV) Costo variabile diviso per il livello di produzione. 9
10 Costo totale, costo fisso e costo variabile nel breve periodo 10
11 Le tre curve di costo medio nel breve periodo 11
12 I costi nel breve periodo La variazione di costo variabile è pari al costo unitario del lavoro aggiuntivo w moltiplicato per il lavoro aggiuntivo necessario per ottenere l aumento di produzione ΔL. Poiché ΔCV = wδl, segue che: Il lavoro aggiuntivo necessario per ottenere un unità aggiuntiva di produzione è ΔL/Δq = 1/P L. Di conseguenza: Rendimenti marginali decrescenti e costo marginale: Essi indicano che il prodotto marginale del lavoro diminuisce al crescere della quantità di lavoro impiegata. Di conseguenza, il costo marginale aumenta al crescere della produzione. 12
13 Il costo marginale nel breve periodo 13
14 La relazione fra costo medio e costo marginale nel breve periodo 14
15 Valutazione complessiva dei costi nel breve periodo 15
16 I costi nel lungo periodo Isocosto: Retta che mostra tutte le possibili combinazioni di lavoro e capitale che si possono acquistare per un costo totale dato. Per studiare tale retta, ricordiamo che il costo totale C di un determinato livello di produzione è dato dalla somma del costo del lavoro dell impresa wl e del costo del capitale rk: Se riscriviamo l equazione del costo totale come equazione di una retta, otteniamo: 16
17 Isocosto 17
18 VARIAZIONE DI UNO DEI PREZZI ED EFFETTI SULL ISOCOSTO 18
19 Ricordiamo che nella nostra analisi della tecnologia di produzione, abbiamo mostrato che il saggio marginale di sostituzione tecnica (SMST) tra lavoro e capitale è l opposto dell inclinazione dell isoquanto ed è uguale al rapporto dei prodotti marginali di lavoro e capitale: Segue che, quando un impresa minimizza il costo sostenuto per ottenere un particolare livello di produzione, vale la seguente condizione: che possiamo riscrivere come segue: 19
20 PRODURRE UNA DETERMINATA QUANTITÀ AL COSTO MINIMO 20
21 VARIAZIONE SIMULTANEA DEI PREZZI ED EFFETTI SULL ISOCOSTO 21
22 L effetto delle tasse sugli effluenti scelta dei fattori produttivi per la La tassa sugli effluenti è un imposta che le acciaierie devono pagare per ogni unità di effluente scaricata nel fiume. 22
23 Ridurre il consumo di energia AUMENTARE L EFFICIENZA ENERGETICA SOSTITUENDO LAVORO CON CAPITALE Si può ottenere una maggiore efficienza energetica? Si Muovendosi lungo l isoquanto q 1 dal punto A al punto B, il capitale aumenta da K 1 a K 2 e l energia che diminuisce da E 2 a E 1 in risposta a uno spostamento della curva di isocosto da C 0 a C 1. 23
24 Miglioramento tecnologico 24
25 Ridurre il consumo di energia AUMENTARE L EFFICIENZA ENERGETICA GRAZIE AL CAMBIAMENTO TECNOLOGICO Il cambiamento tecnologico implica che è possibile produrre lo stesso output con minori quantità di input. A causa del cambiamento tecnologico l isoquanto si sposta verso sinistra, perciò lo stesso output q 1 può essere prodotto con meno energia e capitale, in questo caso al punto D, con energia E 1 e capitale K 1. 25
26 IL SENTIERO DI ESPANSIONE DI UN IMPRESA NEL LUNGO PERIODO 26
27 Sentiero di espansione di breve e di lungo periodo: un confronto 27
28 Costi di breve e di lungo periodo 28
29 COSTO MEDIO E MARGINALE DI BREVE E DI LUNGO PERIODO Quando un impresa opera a un livello di produzione in cui il costo medio di lungo periodo CM LP è decrescente, il costo marginale di lungo periodo C LP è inferiore al CM LP. Viceversa, quando il CM LP è crescente, C LP è maggiore del CM LP. Le due curve si intersecano in A, dove la curva CM LP raggiunge il minimo. 29
30 Costo medio di breve e di lungo periodo: un primo confronto 30
31 Costo medio di breve e di lungo periodo: Inviluppo 31
32 Costi marginali e costi medi di breve e lungo periodo 32
33 Economie e diseconomie di scala All aumentare della produzione, il costo medio di produzione dell impresa probabilmente diminuirà, almeno fino a un certo punto. Questo può accadere per i motivi seguenti: 1. Se l impresa opera su larga scala, i lavoratori possono specializzarsi nelle attività in cui risultano più produttivi. 2. La scala può fornire flessibilità. Variando la combinazione dei fattori produttivi utilizzati per ottenere il livello di produzione dell impresa, i manager possono gestire in modo più efficace il processo di produzione. 3. L impresa potrebbe essere in grado di acquisire alcuni fattori di produzione a un costo inferiore perché li ordina in grandi quantità e quindi può spuntare prezzi migliori. 33
34 A un certo punto, tuttavia, è molto probabile che il costo medio di produzione aumenti con la produzione. Ciò accade per tre motivi: 1. Almeno nel breve periodo, le dimensioni degli impianti e i macchinari possono in qualche modo ostacolare il lavoro dei dipendenti. 2. La gestione di un impresa più grande può diventare più complessa e inefficiente al crescere del numero dei compiti da svolgere. 3. I vantaggi offerti dagli acquisti in grandi quantità potrebbero scomparire una volta raggiunti determinati limiti. A un certo punto la disponibilità dei fattori produttivi potrebbe risultare limitata, causando un aumento dei costi. 34
35 Valutazione dei costi ed economie (diseconomie di scala) La curva di costo medio di lungo periodo CM LP è l inviluppo delle curve di costo medio di breve periodo CM BP1, CM BP2 e CM BP3. Con economie e diseconomie di scala, i punti di minimo delle curve di costo medio di breve periodo non giacciono sulla curva di costo medio di lungo periodo. 35
36 Economie di scala Situazione in cui è possibile raddoppiare la produzione senza raddoppiare i costi. Diseconomie di scala Situazione in cui per raddoppiare la produzione è necessario aumentare i costi di più del doppio. Rendimenti di scala crescenti: La produzione aumenta di più del doppio quando si raddoppiano tutti i fattori produttivi. Economie di scala: Si può ottenere il raddoppiamento della produzione senza raddoppiare il costo. Le economie di scala sono spesso misurate in termini di elasticità costoproduzione, E C 36
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