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1 DATI DI COPERTINA E PREMESSA DEL PROGETTO E14D00031 Attività professionali non regolamentate Profili professionali per l ICT Parte 1: Metodologia per la costruzione di profili professionali basati sul sistema e-cf Unregulated professional activities ICT professional profiles Part 1: Methodology for the construction of professional profiles based on the e-cf system ORGANO COMPETENTE UNINFO - Tecnologie Informatiche e loro applicazioni CO-AUTORE SOMMARIO La presente proposta nasce per normare la costruzione di profili professionali basati sul sistema e- CF e i profili stessi di generazione 2 e di generazione 3, al fine di facilitarne e uniformarne l applicazione in differenti contesti operativi che possono differenziarsi per tecnologia e problematiche applicative. La proposta di norma prende come riferimento principale quanto già definito nel CWA 16458, ampliandolo e contestualizzandolo alla realtà nazionale. UNI - Milano. Riproduzione vietata. codice progetto: E14D00031 Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo documento può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza il consenso scritto di UNI.

2 DATI DI COPERTINA E PREMESSA DEL PROGETTO E14D00031 Questo testo NON è una norma UNI, ma è un progetto di norma sottoposto alla fase di inchiesta pubblica, da utilizzare solo ed esclusivamente per fini informativi e per la formulazione di commenti. Il processo di elaborazione delle norme UNI prevede che i progetti vengano sottoposti all'inchiesta pubblica per raccogliere i commenti degli operatori: la norma UNI definitiva potrebbe quindi presentare differenze -anche sostanziali- rispetto al documento messo in inchiesta. Questo documento perde qualsiasi valore al termine dell'inchiesta pubblica, cioè il: UNI non è responsabile delle conseguenze che possono derivare dall'uso improprio del testo dei progetti in inchiesta pubblica. RELAZIONI NAZIONALI RELAZIONI INTERN.LI PREMESSA La presente norma è stata elaborata sotto la competenza dell'ente federato - Tecnologie Informatiche e loro La Commissione Centrale Tecnica dell'uni ha dato la sua approvazione il giorno UNI - Milano. Riproduzione vietata. codice progetto: E14D00031 Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo documento può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza il consenso scritto di UNI.

3 0 Introduzione 0.1 Contesto europeo I Profili professionali per l ICT e le e-competence sono concetti complementari costruiti per supportare lo sviluppo e la gestione di una comunità professionale ICT nell Unione Europea. Molti stakeholder hanno interesse ad avere una comune piattaforma per la selezione del personale, lo sviluppo, l addestramento e la formazione, la certificazione e la qualificazione dei professionisti ICT. Ognuno di essi ha una prospettiva diversa del processo di sviluppo continuo professionale. La figura 1 illustra le fasi chiave del ciclo di sviluppo professionale ICT. figura 1 Le fasi chiave del ciclo di sviluppo professionale ICT - Esami - Certificazioni - Qualifiche Attestato di successo Cosa si richiede per lavorare Competenza Profilo del lavoro Descrive la natura del lavoro Istruzione & Addestramento - Aula - Online - Self study - Training on the job I profili di lavoro, che a volte sono erroneamente definiti come descrizione di attività lavorativa, spesso costituiscono un punto di partenza per coloro che si occupano di collocamento del personale ICT e più in generale per la committenza dei professionisti ICT. Comunemente il profilo contiene molte componenti che descrivono gli elementi essenziali di un lavoro e il modo in cui questo debba essere eseguito. Questo documento sui Profili ICT stabilisce una struttura coerente e fornisce una serie di regole per la costruzione dei profili. L istruzione e l addestramento assumono molte forme, non ultima quella dell addestramento e 1

4 formazione durante il lavoro il c.d. training on the job. Gli obiettivi d i c o l o r o c h e investono e commissionano programmi di formazione ed addestramento sono di aumentare la capacità dei singoli individui e quindi dell organizzazione. Generalmente l azione di formazione è delegata ad istituzioni specialistiche pubbliche o private. La competenza (e-competence) rappresenta un modo per esprimere la capacità di un professionista ICT di ottenere risultati osservabili e perciò fornisce un modo di riconoscere le abilità e conoscenze che possono essere richieste per migliorare la prestazione del singolo e quindi dell organizzazione. La UNI 11506:2013 definisce un linguaggio comune sulle e- Competence. Un attestato di successo viene spesso fornito per riconoscere il risultato di un individuo a seguito di un periodo di istruzione. Molti riconoscimenti ideati dal settore pubblico e privato sono previsti per indicare un livello di risultato. Alcuni sono universalmente riconosciuti, altri sono specialistici e meno conosciuti. Spesso i datori di lavoro descrivono i requisiti dei propri collaboratori in termini di profili lavorativi e/o di e-competence. Le istituzioni che si occupano dell istruzione hanno generalmente più familiarità con i principi educativi, in particolare con il trasferimento della conoscenza e gli attestati di successo come certificazioni e qualificazioni. La creazione dei profili di attività lavorativa ed il concetto di e-competence sono modi di comunicare le caratteristiche delle abilità e delle conoscenze richieste dal mercato ad altri stakeholder come le agenzie di reclutamento e le istituzioni educative, che rappresentano la riuscita del trasferimento di conoscenza. Dalle analisi svolte nei paesi dell Unione Europea, ci sono due approcci metodologici prevalenti. Il primo approccio si basa sui profili di attività lavorativa (job profile) impiegati in alcuni Paesi UE per realizzare un circolo virtuoso di requisiti lavorativi attraverso l istruzione, lo sviluppo delle competenze e la qualificazione, come mostrato nella figura 1. I benefici di un approccio basato sui profili di attività lavorativa nascono dall elevato livello di comunicazione necessario tra i vari stakeholder per organizzare questo sofisticato processo di sviluppo e di conseguenza una elevata qualità del risultato. Lo svantaggio di tale approccio è la mancanza di flessibilità e il tempo necessario per modificare i profili in un ambiente tecnologico che cambia velocemente. Il secondo approccio si basa sulle e-competences come punto nodale dello sviluppo professionale ICT. Le unità di competenza possono raggrupparsi in gruppi (cluster) per permettere una chiara articolazione dei requisiti di addestramento e formazione e possono essere facilmente ristrutturate per adeguarsi ai 2

5 bisogni indotti dal cambiamento. Quest approccio ha lo svantaggio di non essere un concetto generalmente compreso, almeno per ora, e d e s s o necessita, d i c o n s eguenza, di essere introdotto e compreso maggiormente quando viene applicato in un ambiente di lavoro. Per conseguire il massimo vantaggio e valore aggiunto di entrambi gli approcci, con i Profili Professionali ICT si è deciso di fondere assieme i profili di attività lavorativa (job profile) e le competenze (e-competence), con l intento di ottenere il meglio dei due mondi. La UNI è una prima significativa risposta alle esigenze di normazione e guida ai professionisti operanti nel settore ICT per la loro attività, per la formazione e lo sviluppo La UNI è strutturata in quattro dimensioni. Le e-competence nella dimensione 1 e 2 sono presentate dal punto di vista organizzativo e non dal punto di vista della persona. La dimensione 3, che definisce i livelli di e-competence in relazione all European Qualifications Framework (EQF), funge da collegamento tra le competenze organizzative e quelle individuali. La dimensione 4 contiene esempi di knowledge (conoscenza) e skill (capacità): tali esempi, descrivono il contesto aggiungendo valore al framework e comunque non devono ritenersi esaustivi. La UNI ha al suo interno un collegamento ad EQF; i livelli di competenza definiti in UNI sono relazionati ai livelli definiti in EQF. La relazione tra i livelli di apprendimento EQF e livelli di competenza UNI è stata sviluppata sistematicamente per consentire l interpretazione coerente dell EQF nell ambiente di lavoro ICT. I livelli di Capacità per ciascuna e-competence sono articolati in Livello di e-competence da e- 1 a e-5, e messi in relazione con i livelli EQF da 3 a 8. La UNI supporta la definizione di attività lavorative, corsi di formazione, qualifiche, percorsi di carriera, percorsi di apprendimento formali e non formali, certificazioni, ecc. nel settore dell ICT. In tal modo i fornitori ICT a livello locale, nazionale, europeo e globale, le aziende utenti così come gli enti di formazione e certificazione hanno la possibilità di accedere e utilizzare un riferimento comune e condiviso. 0.2 Contesto nazionale La presente norma ha lo scopo di supportare la definizione dei profili professionali e mira a diffondere l utilizzo della UNI e a costituire un punto di riferimento per la predisposizione di leggi, regolamenti ed altre norme tecniche sia in materia di attività professionali non regolamentate operanti nel settore ICT ai sensi della LEGGE 14 gennaio 2013, n. 4 Disposizioni in materia di professioni non organizzate, sia in materia di attività professionali regolamentate in ordini o collegi, di cui al Decreto del Presidente Della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137, disciplinate nel Decreto del Presidente Della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328 e successive modificazioni e integrazioni. 0.3 Contesto complessivo della famiglia di norme La presente norma multi-parte ha lo scopo di definire una metodologia atta alla costruzione di profili 3

6 professionali certificabili, basati su competenze riferibili a norme quadro di riferimento (a titolo di esempio la UNI vigente alla data di pubblicazione della norma), articolati in famiglie e differenti generazioni, al fine di facilitarne e uniformarne l applicazione in differenti contesti operativi che possono differenziarsi per tecnologia e problematiche applicative. La norma prende come riferimento principale quanto specificato nel CWA 16458, ampliandolo e contestualizzandolo alla realtà nazionale, andando inoltre a completare le aree non definite, in precedenza, dalla norma UNI 11506:2013 allo stesso modo in cui la CWA completa il CWA nell ottica di applicarlo su profili professionali concreti richiesti dal mercato. 1 Scopo La presente parte della norma definisce, partendo dai profili di generazione 1, la metodologia per la costruzione di profili professionali basati sul sistema e-cf e sui suoi profili stessi di generazione 2 e di generazione 3, al fine di facilitarne e uniformarne l applicazione in differenti contesti operativi che possono differenziarsi per tecnologia e problematiche applicative. L utilizzo di tale documento consente la predisposizione di profili di seconda e terza generazione - descritti in seguito e nelle norme collegate alla presente, al fine di garantire una precisa identificazione di competenze e abilità richieste per le singole figure professionali dell ICT operanti nei diversi settori nonché per la creazione di nuovi profili professionali secondo un modello (template) condiviso. 2 Riferimenti normativi La presente parte della norma rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del testo e sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nella presente norma come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale l ultima edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti). UNI 11506:2013 CWA 16234:2014 Part 1 CWA 16458:2012 Attività professionali non regolamentate Figure professionali operanti nel settore ICT Definizione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenze European e-competence Framework 3.0. A common European Framework for ICT Professionals in all industry sectors European ICT Professional Profiles 3 Termini e definizioni Ai fini del presente documento si applicano i termini e le definizioni seguenti. 3.1 abilità Capacità di applicare conoscenze per portare a termine compiti e risolvere problemi. [UNI 11506:2013, punto 3.1] 4

7 3.2 attività Insieme di compiti che si svolgono in un periodo di tempo definito, che producono risultati tangibili e misurabili e che sono sottoposti a gestione. 3.3 attitudine Capacità cognitiva e relazionale (es. capacità d analisi, capacità di sintesi, flessibilità, pragmatismo...). Se le abilità e la conoscenza sono le componenti costitutive delle competenze, le attitudini sono la colla che le tiene unite. 3.4 attività lavorativa Le attività lavorative forniscono un ponte tra le imprese e gli individui. Le attività lavorative riflettono le condizioni di impiego nel mercato del lavoro. Inoltre le attività lavorative possono indicare i requisiti, i risultati, i compiti, le competenze e le qualifiche richieste. Le attività lavorative portano con sé un numero significativo di prospettive e sono definite dalle organizzazioni. Le attività lavorative sono identificate o catalogate tramite una descrizione di una o più parole, per esempio, Programmatore, Service Manager o CIO. 3.5 autonomia Include il Rispondere alle istruzioni ed Effettuare scelte personali. 3.6 competenza Comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale, esercitabile con un determinato grado di autonomia e responsabilità. [UNI 11506:2013, punto 3.5] 3.7 complessità Se riferita a un contesto varia da situazioni di tipo Strutturato Predicibile a situazioni di tipo Non Predicibile Non Strutturato. 3.8 compito Attività elementare di lavoro distinta (generalmente parzialmente predefinita) identificata da un inizio, una e da risultati osservabili. 3.9 conoscenza Risultato dell assimilazione di informazioni attraverso l apprendimento [UNI 11506:2013, punto 3.6] 3.10 contributore E il ruolo assegnato a chi viene consultato e contribuisce alla produzione del risultato atteso prima e dopo che il lavoro è completato o terminato. Partecipa attivamente - tramite una collaborazione bi-direzionale - alla produzione del risultato atteso. Per ogni risultato atteso possono esserci più Contributori. In una matrice RACI risponde alla domanda: chi deve essere consultato e deve contribuire? 3.11 esecutore All'interno di una matrice RACI l esecutore è il ruolo che esegue quanto necessario per produrre un risultato atteso, svolgere un compito o raggiungere un obiettivo. Più persone possono ricoprire questo ruolo. In una matrice RACI risponde alla domanda: chi deve eseguire quanto necessario? 5

8 3.12 funzione Una funzione in un organizzazione è equivalente ad una posizione (vedi Posizione) 3.13 job Description Descrizione in termini di finalità, responsabilità e relazioni organizzative che competono ad ogni posizione organizzativa. Costituisce la base su cui costruire i sistemi di gestione delle risorse umane. A volte divengono parte integrante della Job Description anche le competenze tecniche e quelle trasversali, i prerequisiti e le competenze necessarie per ricoprire il ruolo/posizione organizzativa, e gli indicatori di performances (KPI) che misurano le attività assegnate al ruolo key Performance Indicator (KPI) 3.15 organizzazione 3.16 parte informata Sistema di misura interno all organizzazione che orienta gli individui al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Ognuno di essi deve essere almeno oggettivo, misurabile, allineato agli obiettivi e costantemente aggiornato. Qualifica i compiti che sono stati concordati tra l impiegato e il manager di linea/hr con l aspettativa che essi siano finalizzati in modo soddisfacente nella continuità di svolgimento e/o nel rispetto dei tempi. Insieme di persone e di mezzi, con definite responsabilità, autorità ed interrelazioni. Esempio: Società, raggruppamento di società, azienda, impresa, istituzione, organismo umanitario concessionario, associazione, o loro parti o combinazioni. [UNI EN ISO 9000:2005] E il ruolo assegnato a chi viene informato della produzione del risultato atteso o dello svolgimento dell attività, ed è caratterizzato dalla comunicazione monodirezionale dopo la consegna o l esecuzione dell attività. In una matrice RACI risponde alla domanda: chi riceve l'informazione circa il completamento dell attività? 3.17 posizione Una posizione è un insieme di doveri e responsabilità assegnati, in modo temporaneo o permanente, che richiede l impiego di una risorsa a tempo pieno o parziale. La posizione può essere occupata o vacante. Può essere riferita anche come funzione, attività lavorativa o profilo profilo I profili integrano job description con componenti collegate alle attività lavorative come la missione, i compiti principali, le responsabilità finali, i risultati attesi richiesti, i KPI etc. In questo contesto un profilo fornisce una descrizione dettagliata scritta e formalizzata di un attività lavorativa RACI Una Matrice RACI descrive la partecipazione di vari ruoli nel completamento dei risultati attesi nell ambito di un compito o di un attività. I ruoli in essa previsti sono: responsabile finale, contributore, esecutore e parte informata. 6

9 3.20 responsabile finale 3.21 risultato atteso E il ruolo assegnato a chi ha la responsabilità finale del risultato o dell attività. Solo una persona può avere questo ruolo. In una matrice RACI risponde alla domanda: chi è responsabile del successo? Il risultato predefinito (anche noto come output) di un compito in un contesto lavorativo. I risultati attesi sono osservabili e possono essere sia tangibili che intangibili ruolo Generalmente espresso come ruolo del profilo: una combinazione specializzata di abilità o competenze con specifiche responsabilità per la realizzazione di uno specifico tipo di compiti e la produzione di risultati attesi predefiniti, principalmente usato in ingegneria, specialmente nei modelli di ingegneria del software sistema informativo (SI) 3.24 struttura organizzativa 3.25 tecnologie informatiche e della comunicazione (ICT) Il termine sistema informativo è generalmente applicato ai sistemi di elaborazione delle informazioni, mettendo insieme le tecniche elaborative con quelle di memorizzazione, accesso e trasmissione delle informazioni stesse. Una struttura che definisce le basi per determinare l'insieme di ruoli e livelli di responsabilità, funzioni e posizioni, autorità e deleghe e le relazioni tra i membri di un impresa (es. come le risorse sono organizzate per raggiungere gli obiettivi). Insieme delle tecnologie relative alle componenti hardware e software, infrastrutturali ed applicative dei sistemi informativi ed alle tecnologie di comunicazione multimediale. [UNI 11506:2013, punto 3.10] 4 Creazione dei Profili professionali per l ICT di Generazione I concetti base: e-competence e risultati attesi Le descrizioni dei Profili ICT sono basate su due concetti fondamentali: UNI 11506: per la definizione dei Profili ICT si può identificare un elenco di competenze, per fornire una differenziazione tra i Profili; risultati attesi (Deliverable): - un Profilo ICT si definisce per mezzo di una lista di risultati attesi, o in termini di responsabilità, diritti di proprietà (ownership) o in termini di contribuzione; - un risultato atteso è un risultato predefinito di un compito in un contesto lavorativo; - un risultato atteso ha un Responsabile ma può avere molti Contributori; 7

10 - un risultato atteso può o non può essere visto dall utente, può essere intermedio o finale, ma deve sempre essere fisicamente osservabile. Il concetto di risultato atteso aggiunge un secondo elemento innovativo alla descrizione dei Profili ICT. Al fine di assicurare la totale comprensione dell approccio utilizzato per i Profili ICT, i punti seguenti descrivono nel dettaglio come siano stati identificati e descritti i risultati attesi Metodologia per l identificazione e la descrizione dei risultati attesi I Profili possono contribuire in diversi modi alla produzione di un Risultato atteso, ossia il risultato di una attività assegnata. I risultati attesi sono un importante attributo nelle definizioni dei Profili in quanto utilizzandoli è possibile indirizzare correttamente la missione, i compiti e le competenze al fine di poter rappresentare dei risultati valutabili.. Nella definizione dei risultati attesi non bisogna tuttavia incorrere nell errore di confonderli con il concetto di qualità. La qualità e i fattori di qualità sono significativi solamente se possono essere misurati tramite KPI Il modello dei Profili ICT e le regole di descrizione Un risultato fondamentale di questo documento è l accordo sul modello (template) usato per mostrare la definizione e descrizione dei profili professionali per l ICT e come essi possano essere ulteriormente adattati ad uno specifico contesto dai singoli utenti. Questo modello è generale e in linea di principio può essere applicato in ogni settore. Per maggiore trasparenza questo modello può essere adottato per la descrizione dei profili lavorativi in altre attività di descrizione dei profili. Usando lo stesso modello di base infatti diventa più facile comparare e rilevare le differenze di profili differenti nello stesso o in diversi settori industriali. Tenendo presente i ruoli nel mondo del lavoro utilizzati nelle aziende ICT ed essendo convinti che le esperienze debbano essere prese in considerazione, le specifiche del modello (template) per ciascun profilo contengono le seguenti definizioni: un titolo per attribuire un nome al profilo professionale; una frase sintetica per indicare lo scopo principale del profilo professionale; una missione per descrivere il razionale del profilo professionale; un elenco di risultati attesi (al massimo 5 per focalizzarsi sui principali, con la notazione del livello di responsabilità responsabile, realizzatore o contributore) che devono essere prodotti dal profilo 1 Per indirizzare gli aspetti di qualità nella descrizione dei Profili ICT si è deciso di includere Aree di KPI nella definizione del Profilo; da queste possono derivare KPI s (Key Performance Indicator) specifici del contesto. 8

11 professionale; un elenco di compiti tipici che debbono essere svolti dal profilo professionale; una lista delle e-competence (dalla UNI 11506) necessarie per svolgere la missione; un area di KPI per suggerire come avvalersi di specifici indicatori che possano consentire la misurazione della prestazione nella missione e dei suoi risultati Meno è meglio: l esigenza di focalizzare Per rispondere al bisogno di un linguaggio comune per i profili professionali per l ICT e di flessibilità nell applicarli, i Profili Professionali ICT sono stati sviluppati come schemi riducendo la descrizione di ciascuno di essi all essenza del ruolo. Seguendo il principio meno è meglio, si è risposto alle domande: Qual è il contenuto essenziale di questo Profilo? Che cosa lo rende differente dagli altri? Quali sono i più importanti e-competence, compiti o risultati attesi, che differenziano un profilo dall altro? Quale generica area di KPI può essere utile (dalla quale indicatori specifici e misurabili possano essere estratti dagli stakeholder per il prossimo livello di applicazione nella terza o personalizzata generazione)? Per esempio, anche se il Profilo CIO è responsabile del risultato atteso Service Level Management (Gestione del Livello di Servizio), la competenza A.2. Gestione dei livelli di servizio non è associata a questo profilo. Riducendo il profilo alla sua essenza, appare che altre e-competence sono più importanti per il CIO e l assegnazione della e-competence A.2 risulterebbe troppo di dettaglio. Questo aspetto della priorità spiega anche perché le e-competence D.4. Acquisti e A.8. Sviluppo Sostenibile non sono assegnate ad alcuno dei 23 Profili ICT. Entrambe le e-competence potrebbero essere incluse in diversi Profili ma non a questo generico livello dove il primo obiettivo delle specifiche dei Profili è di fornire le caratteristiche fondamentali e mostrare chiaramente le differenze tra di loro. Il concetto di Meno è meglio è anche valido quando ci si trova di fronte all assegnazione del livello delle e-competence. L obiettivo di questo documento è di raffigurare persone competenti in condizioni di prestazione lavorativa di successo. Per questa ragione le competenze selezionate debbono focalizzarsi su un massimo di due livelli. Togliere la limitazione del numero dei livelli non porterebbe alla definizione di specialisti junior e senior di un profilo, ma a dei ci si concentra unicamente sulle competenze selezionate ai livelli assegnati. Alcuni Profili possono aver bisogno di competenze molto simili per una prestazione sul lavoro di successo sebbene differiscano chiaramente uno dall altro in termini di definizione sintetica, missione e compiti. In questo senso i Profili devono essere compresi ed usati con le loro intere descrizioni. Il prospetto 1 illustra un modello (template) con tutti gli elementi e le regole applicate per descrivere 9

12 ciascun elemento di un profilo. riferimenti del profilo meno consistenti e meno utilizzabili. Tuttavia, le differenze individuate tra i Profili non possono essere completamente comprese se Prospetto 1 Modello e regole per la descrizione dei Profili ICT Titolo del Profilo Definizione sintetica Attribuisce un nome comunemente usato al Profilo. L esercizio di identificazione e di accordo allargato come descritto nel punto 5.1. Indica lo scopo principale del profilo. Lo scopo è presentare a tutti gli stakeholder ed utenti una breve, concisa descrizione del Profilo ICT specificato. Dovrebbe essere comprensibile dai professionisti ICT, dai manager e dal personale delle Risorse Umane ovvero più in generale, dalla committenza interna ed esterna. La struttura dovrebbe consistere di una breve frase (fino a circa 15 parole). Non dovrebbe ripetere l intero nome del Profilo ICT. Dovrebbe fornire una descrizione della principale attività del profilo professionale. Missione Descrive la ragione fondamentale del profilo. Lo scopo è di specificare il ruolo lavorativo definito nel Profilo ICT. Dovrebbe raffigurare il contesto lavorativo del profilo professionale all interno dell organizzazione. I seguenti verbi possono essere usati all interno della descrizione o almeno per strutturare il pensiero su come esprimere la missione: Garantisce, Assicura, Contribuisce. Risultato atteso Responsabile finale (R) Esecutore (E) Contributore (C) Garantisce Assicura Contribuisce Caratterizza il Profilo attraverso i risultati attesi chiave. Lo scopo è di illustrare il Profilo ICT e spiegarne la rilevanza anche dalla prospettiva di un punto di vista non ICT. Inoltre aggiunge la dimensione della responsabilità seguendo il modello RACI. Selezionare soltanto i risultati attesi più importanti, che aiutino ad illustrare il Profilo ICT, non più di 5 in totale (R, E C insieme). Fare riferimento al livello di responsabilità R garantisce, E assicura, C contribuisce che deve essere assunto dal profilo. 10

13 Principali compiti Fornisce una lista dei tipici compiti svolti dal profilo. Un compito è un azione presa per raggiungere un risultato in un contesto largamente definito. I compiti possono essere associati a date, risorse, obiettivi, specifiche e/o risultati attesi. Questi elementi dipendono dal contesto dei compiti e possono essere omessi, l azione tuttavia deve essere sempre descritta. Un compito è definito da una breve descrizione usando un verbo e l oggetto o l obiettivo dell azione. Non metterne in lista più di 10. CRITERI DI SELEZIONE: Un compito contribuisce alla definizione del Profilo. Competenze e CF assegnate Fornisce una lista delle competenze necessarie (tratte dall e CF) per svolgere la missione. Deve includere da 1 a 5 competenze. L assegnazione del livello è importante. Può essere 1 (generalmente) o 2 (massimo) livelli. CRITERI DI SELEZIONE: Una competenza è conseguenza della precedente definizione del Profilo ed aiuta a differenziare i profili. Area di applicazione dei KPI Basata sui KPI l area di applicazione dei KPI è un indicatore più generico, congruente con il livello di granularità del profilo complessivo. Si applica per aggiungere profondità alla missione. Non prescrittivo. Misurazioni non specifiche. Usare esempi generali. Il principio è di prevedere delle Aree di applicazione KPI (che sono stabili, generali e durevoli nel tempo) fornendo agli utenti la possibilità di favorire lo sviluppo di specifici KPI per ruoli specifici (tali misurazioni dei KPI possono essere più orientate al breve termine). Devono essere correlate ai risultati attesi chiave per consentirne la misurazione. Focalizzate sui risultati attesi di lungo periodo (Profilo), non sul breve periodo (Job position). Devono essere descritte con una singola frase. L area di applicazione dei KPI dovrebbe sempre essere traducibile in esempi dettagliati di KPI misurabili. 11

14 5 Creazione dei Profili professionali per l ICT di Generazione Alcune osservazioni fondamentali Perché i profili professionali siano uno strumento efficace occorre che essi siano facilmente adattabili all ambiente di lavoro. Non sarebbero utili, al contrario, se il committente dovesse cambiare le proprie pratiche per soddisfare le descrizioni del Profilo. I 23 Profili Professionali ICT descritti nella UNI E14.D sono stati perciò creati in un modo generico e semplice, in modo di renderne possibile l utilizzo da parte di tutte le organizzazioni ICT, indipendentemente dalla loro dimensione, dalla loro struttura e dalle loro politiche di tipo make or buy. Per raggiungere questo obbiettivo i Profili Professionali ICT rendono disponibili degli schemi di profili ICT di alto livello; questi schemi sono facilmente scomponibili per essere applicati in contesti specifici, in particolare nelle descrizioni delle posizioni nelle attività lavorative. Questo significa che, per quanto ben formulato, nessuno dei Profili Professionali ICT soddisferà le necessità di ogni situazione. Nella pratica quotidiana, uno specifico Profilo ICT può essere suddiviso e svolto tra più persone. D altro canto il lavoro di una persona può combinare componenti di diversi Profili ICT. Per cogliere questa sfida è opportuno che gli utenti possano adattare i Profili alle specifiche necessità. I profili ICT, direttamente collegati alla UNI e a tipici risultati attesi, forniscono un input consistente e una base per creare ulteriori Profili e maggiormente dettagliati. Strutturati in sei famiglie, i Profili ICT definiti nelle Generazione 2 supportano la genesi di nuovi Profili di Generazione 3 con lo scopo di soddisfare i requisiti degli utenti. 12

15 FIGURA 2 L ALBERO GENEALOGICO ICT CREARE PROPRI PROFILI DI GENERAZIONE 3 ALBERO GENEALOGICO PROFILI ICT Generazione 1: SEI FAMIGLIE BUSINESS MANAGEMENT TECHNICAL MANAGEMENT DESIGN DEVELOPMENT SERVICE & OPERATION SUPPORT Generazione 2: 23 PROFILI Business Information Manager Quality Assurance Manager Business Analyst Developer Database Administrator Account Manager CIO ICT Security Manager Systems Analyst Digital Media Specialist Systems Administrator ICT Trainer ICT Operations Manager Project Manager Enterprise Architect Test Specialist Network Specialist ICT Security Specialist Service Manager Systems Architect Technical Specialist ICT Consultant Service Desk Agent CREA/RELAZIONA I PROFILI ICT SPECIFICI DEL TUO CONTESTO Generazione Creare un nuovo Profilo Come adattare il modello (template) Per assegnare o sviluppare un profilo in modo ottimale, occorre verificare innanzitutto che il profilo non sia già stato definito per esempio all interno dei 23 Profili Professionali ICT così come sono forniti nella Generazione 2. Durante questa attività, è utile: verificare la dimensione dell organizzazione; tenere conto delle politiche dell azienda, come il make or buy, la sicurezza, restrizioni su dogane/esportazioni, aspetti legali, HR ed aspetti etici. Completare il modello come illustrato più avanti per adattare i Profili Professionali ICT" esistenti alle specifiche necessità. Operando in questo modo si ottengono Profili ICT di Generazione 3, dove ciascun profilo di attività lavorativa corrisponde alle necessità di specifiche organizzazioni lavorative. Per posizionare il Profilo in una famiglia e per adattare in modo appropriato il modello sono importanti alcune azioni: a) selezionare il/i Profilo/i ICT più aderente (Uno/ Parte di uno/ Un insieme formato da più profili); 13

16 b) adattare (Titolo/ Descrizione Sintetica/ Missione); c) mantenere, aggiungere o rimuovere (Risultati attesi/compiti/competenze/allineare i Livelli di competenza); d) applicare l uso appropriato degli acronimi, SI e ICT (vedere 3.23 e 3.25); e) aggiungere gli elementi mancanti in accordo con le necessità, (per esempio Esperienze (Strumenti, Metodi)/ Attitudini (essenziali)/ Qualifiche/ Certificazioni/ Accreditamenti/ Linea di riporto). Il prospetto 2 fornisce il supporto pratico necessario e le istruzioni per l adattamento del profilo. Prospetto 2 Il modello per i profili per l adattamento alla Generazione 3 TITOLO DEL PROFILO Riutilizzare o definire Descrizione Sintetica Adattare Attribuisce un nome comunemente usato al Profilo. Prima di iniziare, verificare che ci sia una significativa distinzione tra il nuovo Profilo proposto e il Profilo di Generazione 2. Se I due titoli differiscono significativamente creare un nuovo titolo che non vada in conflitto o si sovrapponga completamente all esistente. In caso contrario usare il titolo esistente e modificare la parte restante del Profilo. Indica il principale scopo del Profilo. Lo scopo è presentare una breve, concisa definizione del nuovo profilo ICT. Deve essere comprensibile da parte di professionisti ICT, manager ICT, personale delle Risorse Umane Human Resource e della Formazione ed Enti Formativi. La struttura della Descrizione Sintetica consiste di un breve testo (fino ad un massimo approssimativo di 15 parole). Non dovrebbe essere ripetuto l intero nome del Profilo. Il testo deve fornire una descrizione delle attività più importanti dell attività lavorativa. Nota: Assicurarsi che la descrizione differenzi il Profilo dagli altri. MISSIONE Adattare Descrive il razionale del Profilo. Lo scopo è specificare il ruolo descritto nel Profilo ICT. Dovrebbe fornire il contesto delle prestazioni dell attività lavorativa nell ambito di una struttura organizzativa. I seguenti verbi possono essere usati all interno della descrizione o almeno per strutturare il pensieri o su come esprimere la missione: Garantisce, Assicura, Contribuisce 14

17 Risultati attesi Mantenere, aggiungere o rimuovere Illumina i Profili ICT e spiega la loro rilevanza includendo le prospettive da un punto di vista non ICT. Aggiunge anche la dimensione della responsabilità in accordo con il modello RACI. Selezionare solo i risultati attesi* più importanti, che aiutano ad illustrare il Profilo ICT, es. Non più di 6 in totale (R, E, C, non tutti i tre aspetti devono essere necessariamente coperti) Nota: Un controllo incrociato può essere utile per assicurarsi che i risultati attesi non si sovrappongano. Può essere anche utile identificare l esistenza di un Profilo già definito che può essere usato piuttosto che crearne uno nuovo. * vedere prospetto 2 lista dei risultati attesi Responsabile finale (R) Esecutore (E) Contributore (C) COMPITI PRINCIPALI Mantenere, aggiungere o rimuovere Una lista dei tipici compiti che possono essere svolti dal Profilo. Un compito è un azione svolta per raggiungere un risultato nell ambito di un contesto definito a grandi linee. I compiti possono essere associati a scadenze (deadline), risorse, obiettivi, specifiche e/o risultati attesi; tuttavia questo dipende dal contesto dei compiti e quindi essi possono essere omessi; e l azione deve sempre essere descritta. Un compito viene definito tramite una breve descrizione usando un verbo e un obiettivo dell azione. Elencare non più di 10 compiti. Ciascun compito dovrebbe contribuire alla definizione del Profilo. COMPETENZE e CF Mantenere, aggiungere o rimuovere Una lista delle Competenze necessarie (dall e CF) al per svolgimento della missione. L assegnazione del Livello è importante. Possono essere presenti (generalmente) 1 o (al massimo) 2 livelli Deve includere da 1 a 5 competenze. CRITERIO DI SELEZIONE: Una competenza è conseguente alla precedente definizione del Profilo ed aiuta a separare i Profili tra di loro. 15

18 ABILITÀ/ CONOSCENZE Non è parte della generazione 2 Key Performance Indicators (KPI) Derivare dall area di applicazione dei KPI Una lista delle conoscenze e abilità necessarie. Alcuni esempi sono fornite dalla dimensione 4 della UNI e CWA :2015 Collega con i risultati attesi chiave al fine di misurarli. In tutti i 23 Profili ICT le aree di applicazione dei KPI sono definite, riflettendo un punto di vista a lungo termine su una buona prestazione nel ruolo. Le aree di applicazione dei KPI danno un ispirazione per lo sviluppo di KPI specifici per specifica descrizioni dell attività lavorativa. La misura dei KPI può essere quindi orientata più a breve termine. Per facilitare la definizione dei KPI, vedere prospetto 2; per ciascuna area di applicazione dei KPI sono forniti degli esempi specifici di KPI come possibili esempi opzionali e non esaustivi. Per definire KPI significativi seguire le seguenti regole: Usare esempi di KPI che siano strettamente correlati al dominio del Profilo. Usare esempi di KPI che siano strettamente correlati alle aree di applicazione dei KPI. Usare esempi di KPI che ispirino un semplice modo di misurazione (cattivi esempi: facilità di navigazione, soddisfazione dell utente) QUALIFICAZIONI/ CERTIFICAZIONI Non è parte della generazione 2 ATTITUDINI (non ICT) Fino a 5. Non è parte della generazione 2 RELAZIONI/ LINEA DI RIPORTO Riporta a Interagisce con Non è parte della generazione 2 Gli elementi in rosso non sono parte dei profili ICT di Generazione 2. Sono esempi per mostrare come i Profili Professionali ICT generici possono essere elaborati nella Generazione 3, con elementi e descrizioni più specifiche del contesto, al fine di soddisfare le necessità di una specifica situazione. 16

19 5.2.1 Identificare i Key Performance Indicators (KPI s) Considerato che i Key Performance Indicators variano in modo significativo in base al contesto di lavoro e ai processi aziendali (business process) di una organizzazione ICT, nelle descrizioni dei profili ICT sia di generazione 2 che di generazione 3 non è possibile fornire dei KPI di riferimento applicabili. Per supportare la definizione di KPI è stata identificata per ogni Profilo delle due generazioni una generica area di applicazione degli indicatori. Da queste aree di applicazione dei KPI, possono essere derivati dei KPI validi e applicabili ad uno specifico contesto aziendale. Il prospetto 3 fornisce degli esempi di KPI. Gli esempi non devono essere intesi come prescrittivi ed esaustivi. Prospetto 3 I 23 profili ICT con le aree di applicazione dei KPI e i possibili esempi di KPI nei profili di Generazione 3 Profili ICT Aree di applicazione dei KPI Esempi specifici di KPI per ispirare la Generazione 3 Account Manager Business Analyst Raggiungimento delle quote di vendita Adeguatezza delle necessità di business in risposta al business plan Volumi, ricavi, profitti Pertinenza dei requisiti in termini di capacità ICT (tecnologie, budget, tempi ) Business Information Manager Chief Information Officer (CIO) Database Administrator Developer Soddisfazione dei requisiti di Business dell utente Valore aggiunto complessivo, Efficienza ed efficacia dei sistemi informativi Database in esercizio Componenti ICT completamente funzionanti Requisiti soddisfatti e installati in termini di: Numero, Tempi, Qualità Rispetto del budget ICT, ROI sugli investimenti ICT In coerenza con lo SLA (Service Level Agreement): disponibilità, confidenzialità, prestazione Percentuale di Componenti Rilasciati difettosi ai Test di Accettazione, Componenti rilasciati nei tempi prestabiliti 17

20 Digital Media Specialist Enterprise Architect ICT Consultant ICT Operations Manager ICT Security Manager Componenti web completamente funzionanti Qualità e consistenza della enterprise architecture in allineamento con gli obiettivi di business Impatto delle proposte nell implementazione di nuove tecnologie Ottimizzazione delle risorse complessive Efficacia delle Policy di Sicurezza Percentuale di Componenti rilasciati difettosi ai Test di Accettazione, Componenti rilasciati nei tempi prestabiliti Pertinenza della enterprise architecture tra as is e to be Numero di progetti che implementano nuove tecnologie Customer satisfaction, in coerenza con lo SLA: indicatori di prestazione delle operazioni Rapporto Costi/Rischi, Impatto finale degli incidenti relativi alla sicurezza Profili ICT Aree di applicazione dei KPI Esempi specifici di KPI per ispirare la Generazione 3 ICT Security Specialist Misure di Sicurezza adottate Numero di Incidenti gravi relativi alla Sicurezza, Numero di Misure preventive implementate ICT Trainer Impatto della formazione Soddisfazione dei discenti, raggiungimento degli obiettivi Network Specialist Project Manager Livello della qualità dei Servizi di rete Raggiungimento degli obiettivi di progetto In coerenza con lo SLA: disponibilità, prestazione, scalabilità Rispetto di specifiche, costi, tempi di consegna, soddisfazione dei clienti, leadership e qualità del management Quality Assurance Manager Service Desk Agent Rispetto degli obiettivi di qualità aziendali Rapidità e accuratezza nella fornitura di una soluzione specifica ad un problema Customer satisfaction, anomalie d esercizio, tempi di consegna, conformità con il budget Tempi e qualità nella fornitura di una soluzione Service Manager Rispetto dei livelli di servizio Indicatori SLA, Utilità e pertinenza degli indicatori SLA 18

21 Systems Administrator Systems Analyst Systems Architect Technical Specialist Test Specialist Sistemi in esercizio Applicazioni ICT completamente funzionanti Efficacia ed efficienza nell implementazione della soluzione Efficienza e rapidità nella risoluzione dei sistemi Consistenza del piano di test in accordo con il piano di qualità del progetto In coerenza con lo SLA: disponibilità, prestazione Funzionalità progettate in termini di: Requisiti soddisfatti, Numero, Tempi, Qualità Indicatori dell Architettura di sistema: TCO (Total Cost of Ownership), scalabilità, manutenibilità Tempo di risoluzione di un problema, Numero di problemi non risolti Numero di anomalie rilasciate/function Point; Persistenza delle anomalie nelle fasi di sviluppo prima della loro rimozione 5.3 Comunicare l esistente Come relazionare i profili esistenti I Profili Professionali ICT forniscono degli schemi di profili ICT di alto livello, facili da suddividere per applicarli in un contesto specifico o per assegnarli a profili esistenti, sistemi o quadri di riferimento. In questo modo, è possibile usare i profili ICT come referenza o la UNI come un linguaggio comune. Per prima cosa, al fine di comparare i Profili, è molto utile trovare le corrispondenze delle dimensioni o delle categorie. La più importante attività per assegnare un profilo ai Profili Professionali ICT è trovare una o più categorie dove i contenuti sono simili in entrambi i gruppi di Profili. Le descrizioni dei Profili Professionali ICT contengono un titolo, una definizione sintetica, una missione, i risultati attesi, i compiti principali, le competenze e-cf assegnate e le aree di applicazione dei KPI. Il titolo del profilo non è l informazione più importante. Nella maggior parte dei casi, la definizione sintetica, la missione e i compiti principali sono gli elementi più efficaci di una definizione. Se il profilo include competenze del e-competence Framework, può essere utile comparare anche dei composizioni (pattern) di competenze. 19

22 Prospetto 4 Relazione tra Profili ICT Nazionali ed Europei- Esempio 2 AITTS/ Administrator EU/ Technical Specialist Title: Administrator IT specialist from AITTS Competenze e CF correlate: C.1 Supporto dell utente (livello 2 3) C.2 Supporto al cambiamento (livello 2 3) C.3 Erogazione del servizio (livello 2) C.4 Gestione del problema (livello 3) E.2 Gestione del Progetto e del Portfolio (livello 2) E.8 Gestione della Sicurezza dell Informazione (livello 2) European ICT Profile Title: Technical Specialist Competenze e CF assegnate: C.2 Supporto al cambiamento (livello 3) C.3 Erogazione del servizio (livello 2) C.4 Gestione del problema (livello 3) Altri possibili punti di partenza per assegnare dei profili ai Profili Professionali ICT sono I risultati attesi: quali profili riflettono quali risultati? Lo schema generale dei Profili ICT: quali livelli di autonomia e complessità sono indirizzati nel campo del business e/o della tecnologia? Le famiglie dei Profili ICT: in quali processi o famiglie di profili sono allocati? Il seguente esempio, uno dei tanti, che è stato predisposto dall International Webmasters Association (IWA), dimostra come può essere creato e sfruttato un collegamento tra il modello europeo per i profili ICT specificato in questa norma e profili più personalizzati. Prospetto 5 Un altro esempio di relazione tra Profili IWA Web Skills Profiles: Profili Professionali per il Web European ICT Professional Profiles (Generazione 2) Project Manager Account Manager Digital Media Specialist Digital Media Specialist Digital Media Specialist e/o Developer Digital Media Specialist Database Administrator Systems Administrator IWA G3 Web Skills Profiles (Generazione 3) Web Project Manager Web Account Manager User Experience Designer Search Engine Expert Front End Web Developer Web Content Manager Web DB Administrator Web Server Administrator 20

23 Come i Profili esistenti sono allocati all interno della Generazione 3, seguendo la logica dell Albero delle famiglie ICT, è influenzato da molti fattori inclusi, le relazioni con il business, la dimensione dell impresa fino ai criteri di suddivisione del lavoro. Collegare i profili locali all Albero delle famiglie ICT permetterà di supportare l uso di un linguaggio comune che permetterà la comparazione dei profili ICT e l incremento della trasparenza dei quadri di riferimento locali nell ambito dell ambiente internazionale. 6 Elementi per la valutazione e convalida dei risultati dell apprendimento 6.1 Metodi di valutazione applicabili Ai fini della presente norma, si ritengono applicabili i metodi di valutazione previsti dalla norma UNI 11506:

24 Bibliografia RIFERIMENTI LEGISLATIVI NAZIONALI LEGGE 14 gennaio 2013, n. 4 Disposizioni in materia di professioni non organizzate. (13G00021) (GU n.22 del ); DECRETO LEGISLATIVO 16 gennaio 2013, n. 13 "Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l'individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze, a norma dell'articolo 4, commi 58 e 68, della legge 28 giugno 2012, n. 92. (13G00043)" (GU n.39 del ); DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 agosto 2012, n. 137 Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 (12G0159) (GU n.189 del ). DECRETO LEGISLATIVO 9 novembre 2007, n. 206 Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonché della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell'adesione di Bulgaria e Romania (GU n.261 del Suppl. Ordinario n. 228) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 giugno 2001, n. 328 Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti (GU n.190 del Suppl. Ordinario n. 212). RIFERIMENTI LEGISLATIVI EUROPEI Office for Official Publications of the European Communities: The European Qualifications Framework for LifeLongLearning. Luxemburg RIFERIMENTI NORMATIVI NAZIONALI E INTERNAZIONALI UNI CEI EN ISO/IEC Valutazione della conformità Requisiti generali per gli organismi che operano nella certificazione del personale; CEN Guide 14:2010 Linee guida di indirizzo per le attività di normazione sulla qualificazione delle professioni. 22

25 CEN CWA 16052:2012 e-certification in action CEN CWA 16367:2011 Implementing the e-cf into SMEs ALTRI RIFERIMENTI CEN ICT Skills Workshop, e-cf in action Interim Report, November 2009 IWA Web Skills Profiles: Profili Professionali per il Web Copyright Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza il consenso scritto dell UNI. 23

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