ELENCO DELLE REVISIONI

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2 2 di 66 Rev. Data Settembre Dicembre 2004 A 03 Marzo 2005 B 20 Luglio 2005 ELENCO DELLE REVISIONI Motivo della revisone Prima emissione Strutturato il documento in modo da descrivere i seguenti cicli di vita: - Ciclo di vita contenente i requisiti per la committenza; - Ciclo di vita contenente i requisiti per l impresa fornitrice. Ristrutturato il documento in modo da descrivere: Ciclo di vita della AG e 1 AS Requisiti per la committenza Requisiti per il fornitore Ciclo di vita per i rotabili della serie Requisiti per la committenza Requisiti per il fornitore Requisiti per l impresa proprietaria del rotabile Sintetizzati i seguenti argomenti con riferimento alla documentazione di origine: Il certificato NOI, NOME, di Circolabilità ed il processo di Omologazione; I requisiti di collaudo per la TdS e i rotabili della Serie; Le prove di tipo per captatori RSC. Uniformate in un unica procedura le procedure per la rilevazione dei parametri RAM, e riportata come descrizione la modulistica di rilevamento. Riformulati i requisiti nel capitolo relativo al Contratto al fine di descrivere con precisione le clausole da inserire. Spostati nel ciclo di vita dell Applicazione Specifica i requisiti relativi al rilascio del Certificato di Circolabilità. Spostata la gestione della configurazione Sw e Hw nella fase di manutenzione del ciclo di vita dell Applicazione Specifica a carico del Fornitore. Definite con maggiore precisione le seguenti fasi nel ciclo di vita dell Applicazione Generica a carico del Fornitore: Concezione e Definizione; Analisi del rischio; Requisiti; Ripartizione dei requisiti; Progettazione e Implementazione (Progettazione HW, Progettazione SW, Integrazione HW-SW, integrazione di sistema, verifica funzionale); Produzione; Istallazione; Validazione.

3 3 di 66 Rev. Data C 13 Dicembre 2005 D 04 Settembre 2007 D 01 E F 25 Settembre Ottobre Maggio 2012 Motivo della revisone Definite le fasi di Dismissione e Smantellamento nei Cicli di vita dell Applicazione Specifica. Riferita la documentazione emessa da RFI nella fase di Esercizio (IPCL) e Manutenzione. Spostate le procedure di test per la chiusura delle Non Conformità nella fase di Accettazione nel ciclo di vita dell Applicazione Generica a carico di RFI. Eliminato il Rapporto di Anomalia SW fra la modulistica di rilevamento RAM. Eliminati i paragrafi relativi alla produzione dei piani di progetto. Aggiornata la tabella della documentazione di riferimento. Aggiornata la lista dei documenti riferiti. Modificate le Figure 2 e 3. Aggiornata la numerazione per i requisiti già numerati con lettere, ora convertiti in numeri. Aggiornata la lista dei documenti riferiti. Sono stati assegnati identificatori ai requisiti che ne erano sprovvisti. Aggiornata la Tabella "Allegati e Appendici" Modificata la tabella degli allegati. Implementazione scheda di revisione RFI_SSB_134_00 Modificato requisito V3E.83 I requisiti V3.00 è stato cambiato in Nota. Semplificato capitolo 5 Linee guida alla stesura del Contratto con l eliminazione del capitolo 5.5 Condizioni di subappalto perché si tratta di argomento disciplinato dalle Norme applicabili in materia. Cancellato riferimento al documento di integrazione alla FS i cui requisiti sono integrati in AppendiceB. Cancellato il riferimento [R4] al documento Gestione dello Sviluppo di prodotti Generici e Applicazioni Generiche in sicurezza per il segnalamento Ferroviario che non è mai stato ufficializzato.

4 4 di 66 INDICE 1 Generalità Scopo del documento Convenzioni adottate Allegati e appendici Riferimenti Norme e specifiche tecniche applicabili Norme internazionali applicabili per SSB SCMT...12 Specifiche tecniche FS Definizioni ed acronimi Normative e disposizioni applicabili Processo di sviluppo del Sottosistema di Bordo Ciclo di vita del SSB Concetti generali per l Omologazione Il NOI e il NOME nel processo di omologazione Definizione dell Applicazione Generica SSB SCMT Strutture coinvolte e loro ruoli Documentazione correlata alle fasi del ciclo di vita Fasi del ciclo di vita Ciclo di vita della Applicazione Generica e Prima Applicazione Specifica SCMT SSB Requisiti della Committenza Fase 1 e 2: Concezione, Definizione e Condizioni Applicative del SSB Fase 3: Analisi del rischio Fase 4: Specificazione dei requisiti del SSB Fase 10: Accettazione Il certificato NOI ed il certificato Pre-NOME Il certificato NOME Il NOI ed il NOME per una nuova serie di rotabili Allargamento della AG con l aggiornamento del SW Omologazione dei Prodotti Generici Gestione non conformità Il certificato di Omologazione CENELEC Fase 13: Modifiche e Riattuazioni Modifica delle specifiche Requisiti per l Impresa Fornitrice Fase 1 e 2: Concezione, Definizione e Condizioni Applicative del SSB Fase 3: Analisi del rischio...37

5 5 di Fase 4: Specificazione dei requisiti del SSB Fase 5: Ripartizione dei requisiti del SSB Fase 6: Progetto ed Implementazione Progettazione HW Progettazione SW Integrazione HW-SW Integrazione di Sistema Fase 7: Produzione Fabbricazione e Collaudo Fase 8: Installazione e predisposizione Installazione meccanica ed elettrica Fase 9: Validazione del SSB Gestione Non-Conformità a carico dell Impresa Fornitrice Validazione del progetto d Installazione Ciclo di vita per le Applicazioni Specifiche dei Rotabili della Serie Requisiti per la Committenza Fase 10: Accettazione Integrazioni al processo di rilascio del NOI Il certificato di Circolabilità Fase 11: Esercizio e Manutenzione Fase 12: Monitoraggio delle prestazioni Fase 13: Modifiche e riattuazioni Fase 14: Dismissione (e Smantellamento) Requisiti per l'impresa Proprietaria del Rotabile Fase 10: Accettazione Fase 11: Esercizio e Manutenzione Esercizio Organizzazione, ruoli e competenze nelle operazioni di Manutenzione Fase 12: Monitoraggio delle prestazioni Rilevazioni RAM Modulistica per il rilevamento Fase 14: Dismissione e Smantellamento Requisiti per l'impresa Fornitrice Fase 7: Produzione Fase 8: Installazione Fase 9: Validazione della Serie Fase 11: (Esercizio e) Manutenzione Manutenzione Gestione delle configurazioni SW e HW Fase 12: Monitoraggio delle prestazioni Fase 14: (Dismissione e) Smantellamento Linee guida alla stesura del Contratto Generalità Prescrizioni per la Qualità Prescrizioni RAM Definizione del periodo di rilevamento e dei riferimenti per il calcolo dei parametri RAM Guasti addebitabili e guasti non addebitabili Assistenza Tecnica Assistenza Tecnica in garanzia...65

6 6 di Costituzione del magazzino scorte Condizioni per il Subappalto... Errore. Il segnalibro non è definito.

7 7 di 66 INDICE DELLE FIGURE Figura 1 - Organizzazione della documentazione... 8 Figura 2 - Ciclo di vita della Applicazione Generica e 1 Applicazione Specifica...17 Figura 3 - Ciclo di vita per le Applicazioni Specifiche dei Rotabili della Serie...18 Figura 4 - Rilascio del NOI e del NOME dell AG e AS del SSB SCMT...21 Figura 5 - Omologazione CENELEC SSB SCMT...22 Figura 6 - Struttura delle SRS SCMT...26 Figura 7 - Processo per il rilascio del NOI...28 Figura 8 - Processo per il rilascio del NOI e del NOME della TdS...30 Figura 9 - Procedura di gestione delle non conformità...33 Figura 10 - Processo di verifica della TdS...47 Figura 11 - Integrazioni al processo di rilascio del NOI...49 Figura 12 - Processo per il rilascio del Certificato di Circolabilità sui rotabili della Serie...50 Figura 13 - Scomposizione del SW in componenti /moduli...60 INDICE DELLE TABELLE

8 8 di 66 1 Generalità 1.1 Scopo del documento Lo scopo del documento è di definire i requisiti relativi al processo di sviluppo e realizzazione del SSB di SCMT, e le responsabilità dei soggetti coinvolti nel processo. In tale contesto rientrano sia i requisiti relativi alla conformità della documentazione al ciclo di vita descritto nelle normative CENELEC applicabili, sia la specificazione della fase di Valutazione complessiva e di rilascio del Certificato di Omologazione. La Figura 1 riporta l intero set documentale relativo al volume 3 [R3].con l identificazione del presente documento (indicato in grigio). SRS SCMT Volume 3 Sotto-sistema di Bordo Appendice A Requisiti Funzionali Appendice B Requisiti di Architettura, Interfaccia, Ambiente e RAMS Appendice C Requisiti di Installazione, Manutenzione e Tool Appendice D Requisiti di Ergonomia Appendice E Requisiti di Sviluppo, Sperimentazione e Omologazione Appendice F Requisiti di Applicazione Specifica Figura 1 - Organizzazione della documentazione Nel capitolo 1 sono definite le generalità del documento, lo scopo ed i documenti applicabili. Nel capitolo 2 sono descritte le normative e disposizioni applicabili. Nel capitolo 3 è descritto il processo di sviluppo del Sotto Sistema di Bordo, sotto forma di ciclo di vita e di strutture coinvolte nel processo. Nel capitolo 4 sono definite tutte le fasi del ciclo di vita e sono riportati i requisiti per ogni fase, sia in termini di attività che devono essere eseguite, sia relativamente ai soggetti coinvolti nello sviluppo, realizzazione omologazione del SSB di SCMT. I cicli di vita descritti in dettaglio sono i seguenti: Ciclo di vita di Applicazione Generica e 1 Applicazione Specifica, fasi a carico di RFI; Ciclo di vita di Applicazione Generica e 1 Applicazione Specifica, fasi a carico del Fornitore; Ciclo di vita dell Applicazione Specifica, fasi a carico di RFI; Ciclo di vita dell Applicazione Specifica, fasi a carico dell Impresa Ferroviaria; Ciclo di vita dell Applicazione Specifica, fasi a carico del Fornitore.

9 9 di 66 Nel capitolo 5 sono riportate le linee guida alla stesura del contratto fra le parti coinvolte nelle attività di progettazione e realizzazione del SSB, attrezzaggio dei rotabili, assistenza tecnica e manutenzione del SSB installato a bordo dei rotabili. 1.2 Convenzioni adottate Al fine di poter tracciare il presente documento con i documenti che lo precedono e seguono lungo il ciclo di vita, tutti i requisiti specifici individuati sono stati identificati in modo univoco. A ciascun requisito è stato associato un attributo che ne identifica il grado di definizione e che può assumere i seguenti valori: Essenziale [E]: indica un requisito essenziale per il corretto funzionamento del sistema; Facoltativo [F]: indica un requisito non obbligatorio per il Fornitore. Tale requisito può non essere preso in considerazione nelle successive fasi del ciclo di vita; Opzionale [O-xx1, xx2, ]: Indica un requisito, di natura essenziale, alternativo ai requisiti xxn. Almeno uno dei requisiti elencati deve essere implementato dal Fornitore. Instabile [U]: indica un requisito che necessita di ulteriori approfondimenti e/o precisazioni; Richiamato [R]: indica un requisito specificato in altra parte della documentazione e solo richiamato per uso descrittivo. 1.3 Allegati e appendici Titolo Codice Rev Data Ente Emittente [A1] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 1 - Blocco funzionale Gestione PI [A2] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 2 - Blocco funzionale Controllo Marcia Treni [A3] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 3 - Blocco funzionale Controllo rispetto ai Rallentamenti [A4] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 4 - Blocco funzionale Controllo rispetto ai Segnali Fissi [A5] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 5 - Blocco funzionale Controllo rispetto alla Linea [A6] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 6 - Blocco funzionale Controllo rispetto ai Veicoli e al Modulo di Condotta RFI TC.PATC SR CM 03 M 71 RFI TC.PATC SR CM 03 M 72 RFI TC.PATC SR CM 03 M 73 RFI TC.PATC SR CM 03 M 74 RFI TC.PATC SR CM 03 M 75 RFI TC.PATC SR CM 03 M 76 F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI

10 10 di 66 Titolo Codice Rev Data Ente Emittente [A7] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 7 - Blocco funzionale Logica RSC [A8] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 8 - Blocco funzionale Odometria [A9] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 9 - Blocco funzionale Organi Periferici [A10] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 10 - Blocco funzionale Orologio [A11] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 11 - Blocco funzionale Presenza PdC [A12] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 12 - Blocco funzionale Procedure [A13] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 13 - Blocco funzionale Supero Rosso [A14] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 14 - Blocco funzionale TrainTrip [A15] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 15 - Blocco funzionale Controllo Modalità Operative [A16] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 16 - Blocco funzionale Test [A17] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 17 - Blocco funzionale Introduzione Dati [A18] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 18 - Blocco funzionale Gestione Itinerario [A19] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 19 - Blocco funzionale Gestione Appuntamenti [A20] SottoSistema di Bordo Appendice A - Allegato 20 - Blocco funzionale Calibrazione Diametri [A21] SottoSistema di Bordo Appendice A - Requisiti Funzionali [A22] SottoSistema di Bordo Appendice B -Requisiti di Architettura, Ambiente e RAMS [A23] SottoSistema di Bordo Appendice C - Requisiti di Installazione, Manutenzione e Tool [A24] SottoSistema di Bordo Appendice D - Requisiti di Ergonomia [A25] SottoSistema di Bordo Appendice E - Requisiti per lo Sviluppo la Sperimentazione e l Omologazione [A26] SottoSistema di Bordo Appendice F - Requisiti di Applicazione Specifica [A27] p.m. RFI TC.PATC SR CM 03 M 77 RFI TC.PATC SR CM 03 M 78 RFI TC.PATC SR CM 03 M 79 RFI TC.PATC SR CM 03 M 80 RFI TC.PATC SR CM 03 M 81 RFI TC.PATC SR CM 03 M 82 RFI TC.PATC SR CM 03 M 83 RFI TC.PATC SR CM 03 M 84 RFI TC.PATC SR CM 03 M 85 RFI TC.PATC SR CM 03 M 86 RFI TC.PATC SR CM 03 M 87 RFI TC.PATC SR CM 03 M 88 RFI TC.PATC SR CM 03 M 89 RFI TC.PATC SR CM 03 M 94 RFI TC.PATC SR CM 03 M 68 RFI TC.PATC SR CM 03 M 69 RFI TC.PATC SR CM 03 M 70 RFI TC.PATC SR CM 03 M 90 RFI TC.PATC SR CM 03 M 91 RFI TC.PATC SR CM 03 M 92 F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI F 15/05/2012 RFI

11 11 di Riferimenti Nota : A meno di esplicita indicazione contraria, sono da ritenersi applicabili le ultime versioni dei riferimenti valide al momento della stipula del contratto. Titolo Codice Rev. Data Ente emittente [R1] Specifica dei Requisiti di Sistema SCMT Volume 1 - Sistema RFI TC.PATC SR IS 13 D21 [R2] Specifica dei requisiti funzionali del SCMT RFI TC.PATC SR IS [R3] SRS SCMT - Volume 3 - Sottosistema di Bordo RFI TC.PATC SR CM 03 M 67 [R4] p.m. [R5] Applicazione della normativa CENELEC di settore allo sviluppo e realizzazione di prodotti e sistemi elettronici in sicurezza per il segnalamento ferroviario. [R6] Applicazione della normativa CENELEC di settore allo sviluppo e realizzazione di prodotti e sistemi elettronici in sicurezza per il segnalamento ferroviario. [R7] Sviluppo e realizzazione di prodotti e sistemi tecnologici per il segnalamento ferroviario. [R8] Norme per il progetto di base, le verifiche, le consegne e l attivazione all esercizio degli impianti di sicurezza e segnalamento, di controllo automatico della marcia dei treni, di telecomando, di controllo e di regolazione della circolazione e di smistamento a gravità. [R9] Sistema di Bordo di Protezione e Controllo della marcia - PIANO di OMOLOGAZIONE il NOI ed il NOME nel percorso omologativo CENELEC RFI TC PR IS A A01 14/12/01 RFI C 03/06/02 RFI F 01/03/11 RFI 26/09/03 RFI Disposizione 32 12/11/02 RFI Disposizione 29 15/10/02 RFI Disposizione 16 12/08/04 RFI RFI TC.PATC SO AV 03 M02 A01 [R10] Hazard Log del sistema SCMT SCMT SC HLOG 001 [R11] Verbale di Hazard Analysis del 25/02/ SCMT RFI TC CC RR Analisi Interfacce SSB Rotabile RA [R12] SRS SCMT - Volume 4 - Air-Gap SCMT. RFI TC.PATC SR CM 0B M 93 [R13] Modello per la richiesta di revisione SRS SCMT RFI TC.PATC SR CM 01 E 21 [R14] SSB SCMT - Misure di bordo RFI TC.PATC RS CM 06 M RFI BV Sciro - Intecs A 18/03/03 RFI E 26/07/2011 RFI A01 15/04/03 RFI C 27/4/2010 RFI [R15] SSB SCMT - Procedura per la fase di esercizio RFI TC.PATC 03 22/12/04 RFI scortato propedeutica al rilascio del NOME per i rotabili PR SC 03 E01 C Testa di Serie SCMT [R16] SSB SCMT - Organizzazione e linee guida per la RFI TC.PATC B00 29/11/04 RFI definizione delle procedure di verifica propedeutiche alla SC CM 03 M62

12 12 di 66 Titolo Codice Rev. Data Ente emittente Messa in servizio a seguito dell installazione del SSB SCMT sulle TdS [R17] SSB SCMT - Condizioni per la Messa in servizio dopo la prima installazione del SSB SCMT e linee guida per la definizione delle procedure di verifica (rotabili di serie) [R18] Condizioni Generali di contratto per gli appalti di opere, lavori e forniture in opera delle società del gruppo F.S. [R19] IPCL All. XIV ter. Norme particolari per il personale addetto alla condotta dei mezzi di trazione provvisti di apparecchiatura per il controllo della marcia dei treni (SCMT) [R20] p.m. [R21] Linee guida per la definizione delle procedure di Manutenzione e verifica durante la vita del SSB SCMT [R22] SSB SCMT - Procedura per l accreditamento e l abilitazione del personale per la MIS e la manutenzione del SSB SCMT [R23] p.m. RFI TC.PATC SC CM 01 M45 D03 25/01/05 RFI /12/00 Ferrovie dello Stato Disposizione 6/2003 RFI TC.PATC SM CM 01 M46 RFI TC.PATC PR CM 03 M RFI A 04/10/04 RFI 1.5 Norme e specifiche tecniche applicabili Norme internazionali applicabili per SSB SCMT Titolo Codice Rev Data Ente Emittente [R24] Railway Applications: Insulation coordination EN50124 Prima 09/2001 CEI [R25] Railway Applications: Environmental conditions for signalling and telecommunications EN50125 Prima 02/2004 CEI [R26] Railway Applications: Electronic equipment used on rolling stock EN /2004 CEI [R27] Railway Applications: The specification and demonstration of Reliability, Availability, Maintainability and EN Prima 03/2000 CEI Safety (RAMS) [R28] Railway Applications - Communications, signalling and processing systems - Software for railway control and EN50128 Prima 04/2002 CEI protection systems [R29] Railway Applications - Communications, signalling and processing systems - Safety related electronic systems for EN /2003 CENELEC signalling [R30] Railway Applications: Electromagnetic compatibility ENV50121 Seconda 05/2001 CEI Specifiche tecniche FS Titolo Codice Rev Data Ente Emittente

13 13 di 66 [R31] Captatore per RS continua tipo attivo ridondato ridotto ST [R32] Captatori di tipo attivo ridondato per ripetizione segnali ST continua [R33] Specifica generale per le apparecchiature elettroniche di ST segnale /07/04 UTMR 00 18/02/94 FS - Materiale Rotabile 01 12/12/95 FS - Materiale Rotabile 1.6 Definizioni ed acronimi ACEI AG Air Gap ALA ARB AS ATP BTM CA CG CMT CT DFD DIS Do HA HAZOP Infill IS LRU MMI MO MTBF MVB NOI NOME Apparato Centrale Elettrico a pulsanti di itinerario Applicazione Generica Spazio di Normale aria, in senso lato, tra le apparecchiature di bordo e di terra Apparato Logica ATC Apparato Radio di Bordo Applicazione Specifica Automatic Train Protection Balise Transmission Module Commissione di Approvazione Condotta Generale Controllo Marcia Treno Commissione Tecnica Data Flow Diagram Driving Information System Distanza obiettivo Hazard Analysis Hazard and Operability Studies Informazione intermedia al sistema di bordo di cambiamento di stato del prossimo segnale laterale Impianto di Sicurezza Line Replacement Unit Man Machine Interface Modalità Operativa Mean Time Between Failure Multifunctional Vehicle Bus Nulla Osta all Installazione Nulla Osta alla Messa in Esercizio

14 14 di 66 PAT PdA PdC PdQ PdS PFC PG PGOS PI PMiS RAM RFI RIC RS RSC RSCe RSDD SCMT SIL SRF SRS SSB SST TdS UTMR Piano di Assistenza Tecnica Piano degli Approvvigionamenti Personale di Condotta Piano della Qualità Posto di Servizio Piano di Fabbricazione e Controllo Prodotto Generico Prefazione Generale all Orario di Servizio Punto Informativo Piano di Messa in Servizio Reliability Availability Maintenance Rete Ferroviaria Italiana Riconoscimento Ripetizione Segnali Ripetizione Segnali Continua Ripetizione Segnali Continua esclusa Ripetizione segnali digitali discontinui Sistema di Controllo Marcia Treno Safety Integrity Level Specifica dei Requisiti Funzionali Specifica Requisiti di Sistema Sotto Sistema di Bordo Sotto Sistema di Terra Testa di Serie Unità Tecnologie Materiale Rotabile 2 Normative e disposizioni applicabili Le normative e disposizioni applicabili sono i documenti [R5], [R6], [R7] e [R8]. Le disposizioni 32 e 29, [R6] [R7], disciplinano il campo di applicazione della normativa CENELEC, i ruoli istituiti all interno della Committenza limitatamente alle funzioni previste dalla precedente normativa, i processi di sviluppo e realizzazione delle applicazioni/prodotti in sicurezza per il segnalamento ferroviario, i criteri per l effettuazione dell analisi dei rischi e l accettazione in sicurezza. La disposizione 16 [R8], definisce le norme per l attivazione all esercizio degli impianti di sicurezza e segnalamento. La procedura [R5], recepisce le precedenti disposizioni con la definizione dei processi di

15 15 di 66 sviluppo di applicazioni generiche e realizzazione di applicazioni specifiche, le responsabilità dei soggetti coinvolti, e il significato delle attività presenti nella normativa CENELEC di settore. 3 Processo di sviluppo del Sottosistema di Bordo Il processo di sviluppo del Sottosistema di Bordo deve essere conforme alle normative CENELEC riguardanti i sistemi elettronici in sicurezza per il segnalamento ferroviario, così come descritto in [R5]. Tale processo è suddiviso in macrofasi e descrive l iter che deve seguire un sistema o un prodotto dalla sua concezione fino all ottenimento del certificato di omologazione. Il Volume 3 in tale contesto rappresenta la specificazione dei requisiti del SSB, dati da RFI alle imprese Fornitrici per effettuarne la progettazione e le relative attività di V&V. Le macrofasi precedenti tale specificazione, ovvero la preparazione del documento di committenza, e le specifiche generali di sistema, corredate dall analisi dei rischi, sono state effettuate da RFI per il sistema SCMT di cui l SSB costituisce un sottosistema. Le macrofasi di responsabilità del Committente, successive alla predisposizione delle specifiche, consistono nella valutazione del sistema implementato dal fornitore e nella successiva approvazione, necessaria per ottenere l idoneità all uso dello stesso sistema, ovvero per il rilascio del certificato di Omologazione. Nel caso in cui il corretto funzionamento del sistema sia vincolato a particolari condizioni applicative, non ostative alla sperimentazione, può essere rilasciata l Accettazione Preliminare che garantisce l usabilità del sistema, ne consente l installazione e attivazione, e dà inizio alla fase di Sperimentazione Allargata, per il monitoraggio delle prestazioni del sistema per un certo periodo di tempo. Particolare rilevanza all interno del processo di sviluppo deve essere data alla valutazione (Assessment), divisa fra valutazione funzionale e di sicurezza, che deve essere eseguita da RFI con eventualmente l ausilio di società esterne. Il processo di sviluppo è documentato attraverso l applicazione del ciclo di vita, in cui devono essere specificati per ogni fase i documenti prodotti e l ente che li emette (committente, fornitore, validatore, assessor etc.). 3.1 Ciclo di vita del SSB In Figura 2 e Figura 3 sono riportate in dettaglio le fasi del ciclo di vita e nel capitolo successivo è data una descrizione dettagliata dei requisiti relativi ad ogni fase. I cicli di vita sono definiti in modo separato per l Applicazione Generica e 1 Applicazione Specifica, da installare sulla TdS, e per le Applicazioni Specifiche da installare sui Rotabili di Serie.

16 16 di 66 Per convenzione, le fasi del ciclo di vita non applicabili allo scenario in esame sono riportate come barrate.

17 17 di 66 FASI RFI FASI FORNITORE Fase 1 e 2 Concezione,Definizione e condizioni applicative del SSB Concezione,Definizione e condizioni applicative del SSB Fase 3 Analisi del rischio Analisi del rischio Fase 4 Specificazione dei requisiti del SSB Specificazione dei requisiti del SSB Progetto HW Progetto SW Fase 5 Fase 6 Fase 7 Fase 8 Fase 9 Retrofit sulle specifiche Ripartizione dei requisiti del SSB Progetto e implementazione Produzione Installazione e predisposizione Validazione del SSB Validazione HW Integrazione HW-SW Integrazione del Sistema Validazione SW Fase 10 Fase 11 Nota** Accettazione Esercizio e Manutenzione Nota*: la fase interessa pure i rotabili di serie il cui comportamento possa avere ricadute sulla AG o sulla installazione del SSB SCMT Fase 14 Nota** Fase 12 Nota** Dismissione e smantellamento Monitoraggio delle prestazioni Nota**: per le attività inerenti questa fase, che interessano la 1 AS, si rimanda a quanto valido per il resto della serie Fase 13 Nota* Modifiche e riattuazioni Riapplicare il Ciclo di Vita di AG a partire dalla fase di interesse Figura 2 - Ciclo di vita della Applicazione Generica e 1 Applicazione Specifica

18 18 di 66 FASI RFI FASI FORNITORE FASI IMPRESA FERROVIARIA PROPRIETARIA ROTABILE Fase 1 e 2 Concezione, definizione e condizioni applicative del SSB Concezione, definizione e condizioni applicative del SSB Fase 3 Analisi del rischio Analisi del rischio Fase 4 Specificazione dei requisiti del SSB Specificazione dei requisiti del SSB Fase 5 Ripartizione dei requisiti del SSB Fase 6 Progetto e implementazione Fase 7 Produzione Fase 8 Installazione Fase 9 Validazione della Serie Fase 10 Accettazione Accettazione Fase 11 Esercizio e Manutenzione (Esercizio) e Manutenzione Esercizio e Manutenzione Fase 14 Dismissione (e smantellamento) (Dismissione e) smantellamento Dismissione e smantellamento Fase 12 Monitoraggio delle prestazioni Monitoraggio delle prestazioni Monitoraggio delle prestazioni Fase 13 Modifiche e riattuazioni Riapplicare il Ciclo di Vita di AG a partire dalla fase di interesse Figura 3 - Ciclo di vita per le Applicazioni Specifiche dei Rotabili della Serie Concetti generali per l Omologazione Nella fase di accettazione, al fine dell ottenimento del certificato di Omologazione, sono stati

19 19 di 66 introdotti come elementi nuovi rispetto al contesto normativo esistente i certificati NOI e NOME. Il processo di sviluppo di un Applicazione Generica termina con la fase di Omologazione. La presente specifica dei requisiti può essere applicata sia per il caso Applicativo di nuova Applicazione commissionata per la prima volta da RFI, che per il caso applicativo in cui l Applicazione Generica SCMT SSB è già esistente, ma deve poter essere sviluppata da nuovi fornitori per i quali si richiede quindi l omologazione. In entrambi i casi la documentazione che deve essere prodotta dall impresa fornitrice è la stessa. Il processo di Omologazione di un Applicazione Generica prevede l effettuazione dei test del sistema per la verifica del corretto funzionamento ed è quindi vincolato alla definizione di un Applicazione Specifica, riferita come Prima Applicazione Specifica. La scelta dei rotabili, Teste di Serie, su cui effettuare l Omologazione, che costituiscono quindi le Prime Applicazioni Specifiche del SSB di SCMT, è trattata in [A25] insieme alla descrizione dell architettura del SSB da installare sulle TdS e sui rotabili associati. Nel contesto di Omologazione il SSB può essere considerato come l insieme dei PG, di una AG e della prima AS: I PG sono decisi dal Fornitore e sono costituiti da: l elettronica di bordo, i dispositivi di interfaccia, tool di configurazione, cioè di tutte le componenti che concorrono alla definizione della sua architettura [A21], e per le quali può essere definito un ciclo di vita. Un AG è costituita dalle funzioni implementate, ad esempio controllo della velocità rispetto ai segnali fissi, ai vincoli della linea, etc, come descritto in [A20]. La prima AS è la TdS su cui è installato e configurato il SSB per l esecuzione della sperimentazione sul campo. Il processo di Omologazione come descritto in seguito può avvenire anche in modo incrementale, interessando in una prima fase solo alcune funzionalità del sistema. Ogni singolo Prodotto Generico deve essere omologato e deve essere sviluppato in conformità al ciclo di vita definito nelle normative applicabili Il NOI e il NOME nel processo di omologazione Il percorso che ha come fine l omologazione dell Applicazione Generica e dei Prodotti Generici del SSB SCMT, è stato concepito come processo di accettazione per passi che tende a soddisfare, per approssimazioni successive, il processo CENELEC descritto nella [A5]. Tali passi interessano sia gli aspetti di installazione sia le funzionalità implementate. Il Processo incrementale si articola nel rilascio di Nulla Osta che precedono l omologazione CENELEC: in particolare si distingue tra il NOI (Nulla Osta all Installazione) ed il NOME (Nulla Osta alla Messa in Esercizio). Il NOI certifica l idoneità del progetto di installazione del SSB SCMT a bordo di un rotabile e è

20 20 di 66 il primo passo per consentire l inizio dei test a bordo del rotabile. Il NOME ed i Certificati di Circolabilità consentono l esercizio con le apparecchiature del SSB SCMT installate, per le quali è stato rilasciato il NOI, e sono conseguiti a seguito di prove e verifiche concordate tra RFI e Fornitori, nel rispetto delle norme d uso e dei vincoli di esercizio che devono essere dichiarati esplicitamente. Le figure Figura 4 e Figura 5 mostrano i processi di rilascio del NOI, del NOME e dell Omologazione CENELEC per le Applicazioni Generiche e per le Applicazioni Specifiche Definizione dell Applicazione Generica SSB SCMT Il concezione del processo di omologazione del SSB SCMT per passi incrementali consente la definizione di diverse Applicazioni Generiche. La definizione dell Applicazione Generica intermedia oggetto di certificazione deve essere concordata fra il committente ed il fornitore. Un esempio di definizione dell Applicazione Generica SSB SCMT, in modo incrementale, per funzionalità implementate, è il seguente: funzioni RSC 4 codici; funzioni RSC 9 codici; funzioni RSC+CMT con le funzioni; protezione segnali fissi su linea BAcc con PI fissi; Train Trip Supero Rosso Modalità Operative parametri utilizzati per le curve di frenatura sono gli stessi utilizzati per il rilascio del NOME RSC 9 codici parametri pendenza e GdF sono bloccati rispettivamente ai valori nove per mille; estensione alle funzioni restanti.

21 21 di 66 AG + 1 a AS (TdS) Consolidamento HW+SW di Base Altre AS (Serie) Allargamento AG aggiunta nuova funzionalità (Serie) Predisposizione Installazione Sviluppo SW Applicativo Verifiche Installazione Valutazione Funzionale (simulatore) Verifiche Installazione Valutazione Funzionale (simulatore) Gestione NON conformità Gestione NON conformità Gestione NON conformità Gestione NON conformità Certificato di Conformità (Fornitore) Aggiornamento SW NOI (RFI) Pre NOME (RFI) Certificato di Circolabilità (RFI) Valutazione Funzionale (simulatore+campo) Gestione NON conformità NOME (RFI) OMOLOGAZIONE CENELEC (RFI) (rilasciato come da fig.successiva) Prosegue con fig.successiva per le AG per le quali si rilascia il Certificato di OMOLOGAZIONE CENELEC Figura 4 - Rilascio del NOI e del NOME dell AG e AS del SSB SCMT

22 22 di 66 Da fig. precedente per le AG per le quali si rilascia il Certificato di OMOLOGAZIONE CENELEC Valutazione di Sicurezza Gestione NON conformità Ritorni dall esercizio (sperimentazione allargata) Gestione NON conformità OMOLOGAZIONE CENELEC (RFI) Strutture coinvolte e loro ruoli Figura 5 - Omologazione CENELEC SSB SCMT Come descritto in [R9], le strutture coinvolte nel processo di sviluppo e omologazione sono: Committente; Impresa Fornitrice; Assessor Funzionale; Assessor di Sicurezza; Per la parte di bordo deve essere coinvolta anche l Impresa Proprietaria del materiale rotabile su cui avviene l installazione del SSB. Nel complesso, le Strutture che partecipano all iter approvativo del SSB del SCMT, e i ruoli da esse svolti sono: Le Imprese Fornitrici, come responsabili dell allocazione dei requisiti, della

23 23 di 66 progettazione e dell implementazione, cioè dello sviluppo dei prodotti e della applicazione generica. Esse devono fornire alla committenza tutta la documentazione necessaria per poter valutare se la progettazione del sistema e delle apparecchiature che lo costituiscono sono conformi ai requisiti specificati nelle fasi precedenti. La Struttura Organizzativa di RFI che esercita il ruolo di Committenza e, come autorità ferroviaria, è responsabile dell Omologazione del sistema. Ha il compito di coordinare le attività di Valutazione complessiva, secondo il Piano di Valutazione Funzionale e sulla base dell Assessment di Sicurezza. La Struttura Organizzativa di RFI che segue lo sviluppo dei Prodotti, e che è responsabile dell approvazione dei singoli prodotti e della ripartizione dei requisiti di sistema sui singoli prodotti. Può essere la stessa struttura che esercita il ruolo di committenza. La Struttura Organizzativa di RFI responsabile dell Assessment di sicurezza, che deve curare l assessment complessivo del sistema, emettendo il rapporto di valutazione dei prodotti e del sistema. Può essere la stessa struttura che esercita il ruolo di committenza. L Impresa Ferroviaria proprietaria del materiale rotabile su cui deve essere installata l Applicazione SCMT SSB. E responsabile dell interfacciamento del sistema con il sistema-treno; ha pertanto il compito di supportare la Committenza per quanto concerne gli aspetti di installazione ed interfaccia con il materiale rotabile, e la sperimentazione del sistema di cui ne costituisce l utilizzatore finale. Assessor di sicurezza: è la struttura RFI o società esterna che effettua la valutazione di sicurezza emettendo il relativo rapporto di Valutazione finale, in seguito alle [R28], [R29] e [R30], con la segnalazione delle non-conformità. Assessor funzionale: è la struttura RFI o società esterna che effettua la valutazione funzionale in base ai requisiti di Volume 3 e Volume 4, ed emette il rapporto di Valutazione contenente le non-conformità. Per gestire il processo per il rilascio del NOI e del NOME, la Committenza istituisce una Commissione di Verifica Tecnica, in termini di una Commissione Tecnica (CT) e una Commissione di Accettazione (CA). La CT ha la responsabilità sulla: pianificazione delle attività previste nel processo per il rilascio del NOI e del NOME; progettazione dei test di logica, di modelli del treno e di prodotto per la verifica dei requisiti a riferimento; svolgimento dei sopralluoghi, delle ispezioni necessarie e partecipazione alle prove; valutazione dei risultati delle prove e delle ispezioni; produzione della documentazione, prevista da PDD redatto a cura di RFI;

24 24 di 66 raccolta della documentazione, prevista dal PDD, redatto a cura delle Imprese. La CA ha la responsabilità di decidere l accettazione o il rifiuto di eventuali non conformità riscontrate durante le fasi di verifica che, per le implicazioni normative e/o di sicurezza, la CT ritiene siano da valutare a livello di CA. La CA è quindi responsabile del rilascio del NOI e del NOME a valle del resoconto delle attività svolte dalla CT Documentazione correlata alle fasi del ciclo di vita In relazione al processo di rilascio del NOI e del NOME, in Allegato [R9] sono indicate in dettaglio le attività di cui dare evidenza documentale, per ogni fase ed in funzione dell Impresa che ne ha la responsabilità, per conseguire il rilascio dei certificati del NOI e del NOME. Tale piano è strutturato in modo tale da essere compatibile con quello previsto per l omologazione CENELEC che ne costituirà il completamento per le parti che non necessita siano terminate al fine del rilascio del NOI e del NOME. UC0.155 UC Fasi del ciclo di vita [E] La struttura della documentazione deve essere conforme a quanto specificato all interno delle normative CENELEC per le applicazioni elettroniche di segnalamento ferroviario. [E] Le Imprese devono fornire un Piano della Documentazione, dove devono essere indicati i diversi documenti prodotti durante il ciclo di vita del SSB di SCMT, in modo conforme a [R9]. Il capitolo contiene la descrizione dei seguenti cicli di vita, come definito in Figura 2 e Figura 3: Ciclo di vita di Applicazione Generica e 1 Applicazione Specifica, fasi a carico di RFI; Ciclo di vita di Applicazione Generica e 1 Applicazione Specifica, fasi a carico del Fornitore; Ciclo di vita dell Applicazione Specifica, fasi a carico di RFI; Ciclo di vita dell Applicazione Specifica, fasi a carico dell Impresa Ferroviaria; Ciclo di vita dell Applicazione Specifica, fasi a carico del Fornitore.

25 25 di Ciclo di vita della Applicazione Generica e Prima Applicazione Specifica SCMT SSB Requisiti della Committenza Fase 1 e 2: Concezione, Definizione e Condizioni Applicative del SSB La concezione del Sottosistema di Bordo ha come obiettivo la realizzazione delle funzionalità di protezione della marcia del treno, nel rispetto degli attuali standard di disponibilità e sicurezza del sistema ferroviario. Il SSB è una apparecchiatura costituita da dispositivi elettronici da installare a bordo dei rotabili, collaudare con apposite procedure, ed in grado di soddisfare i requisiti funzionali e non, definiti nel Volume 1 [R1] e in [R2]. Il Sottosistema di Bordo trova applicazione su tutti i rotabili idonei a circolare sulla rete ferroviaria italiana Fase 3: Analisi del rischio La Hazard Analysis del SSB è stata condotta con tecniche HAZOP/FMEA, a partire dalle funzioni del SSB, come definite nel Volume 3 allegato al I atto modificativo ai Contratti ex- Combinato ed ex-integrato del La Hazard Analysis funzionale è stata affrontata identificando tutte le funzioni dei sottosistemi e suddividendole, a loro volta, in ulteriori sottofunzionalità in modo da rendere più completa e dettagliata l analisi. Tali funzionalità sono state poi tracciate verso quelle di sistema SCMT. I risultati dell analisi sono riportati in [R10]. La Hazard Analysis è stata eseguita anche per le interfacce fra il SSB ed il rotabile come riportato nel verbale di Hazard Analysis [R11] Fase 4: Specificazione dei requisiti del SSB I requisiti del SSB del sistema CMT sono riportati nei Volumi 3 e 4, e la documentazione è strutturata come in Figura 6. La gestione dei requisiti è realizzata tramite database DOORS con le modalità definite [R3]. Le specifiche sono soggette a retrofit ed a revisione durante la fase di sviluppo e sperimentazione, e le modifiche ai requisiti sono gestite mediante l apposita procedura della Committenza che definisce il formato della Scheda di Revisione [R13] con la descrizione della modifica che deve essere effettuata. Il processo prevede l emissione della Scheda da parte della stessa Committenza, dell Impresa Fornitrice o di altri soggetti coinvolti nel ciclo di vita. La presa in carico della Scheda è subordinata comunque all accettazione da parte di una commissione istituita all interno della Committenza.

26 26 di 66 SRS SCMT Volume 4 Air Gap SCMT SRS SCMT Volume 3 Sotto-sistema di Bordo Appendice A Requisiti Funzionali Appendice B Requisiti di Architettura, Interfaccia, Ambiente e RAMS Appendice C Requisiti di Installazione, Collaudo, Manutenzione e Tool Appendice E Requisiti di Sviluppo, Sperimentazione e Omologazione Allegato 1 Blocco funzionale Gestione PI Allegato 2 Blocco funzionale Controllo Marcia Treni Allegato 3 Blocco funzionale Controllo rispetto ai Rallentamenti Allegato 4 Blocco funzionale Controllo rispetto ai Segnali Fissi Appendice D Requisiti di Ergonomia Appendice F Requisiti di Applicazione Specifica Allegato 5 Blocco funzionale Controllo rispetto alla Linea Allegato 6 Blocco funzionale Controllo rispetto ai Veicoli e Modulo di Condotta Allegato 7 Blocco funzionale Logica RSC Allegato 8 Blocco funzionale Odometria Allegato 9 Blocco funzionale Organi Periferici Allegato 10 Blocco funzionale Orologio Allegato 11 Blocco funzionale Presenza PdC Allegato 12 Blocco funzionale Procedure Allegato 13 Blocco funzionale Supero Rosso Allegato 14 Blocco funzionale Train Trip Allegato 15 Blocco funzionale Controllo Modalità Operative Allegato 16 Blocco Funzionale Test Allegato 17 Blocco Funzionale Introduzione Dati Allegato 18 Blocco Funzionale Gestione Itinerario Allegato 19 Blocco Funzionale Gestione Appuntamenti Fase 10: Accettazione Figura 6 - Struttura delle SRS SCMT Nella fase di Accettazione RFI ha definito le procedure per l ottenimento del Certificato di Omologazione per passi incrementali in [R9]. Di seguito si riportano i requisiti essenziali estratti dalla procedura Il certificato NOI ed il certificato Pre-NOME Il NOI certifica l idoneità del progetto di installazione del SSB SCMT a bordo di un rotabile considerato come TdS per la tipologia che rappresenta e, con [R5] equivale al Certificato di Verifica Tecnica per l Applicazione Specifica rilasciato dalla Commissione di Verifica Tecnica rappresentata dalla Committenza e dall Impresa Ferroviaria. V3E.2 V3E.3 [E] Il rilascio del NOI è condizione necessaria e sufficiente per iniziare l attività di installazione delle apparecchiature costituenti il SSB SCMT, appartenenti al medesimo lotto di produzione, sul resto della serie. [E] L attestato del NOI, rilasciato per la TdS, è valido anche per le Sotto-serie, a meno della presenza di differenti interfacciamenti verso

27 27 di 66 V3E.4 gli organi periferici che, in tal caso, dovranno essere valutati congiuntamente tra la Committenza e le Imprese Ferroviarie, prevedendo eventualmente la ripetizione di tutte o di un sotto-insieme delle verifiche necessarie al rilascio del NOI per la TdS. [E] Il Pre-NOME rilasciato per una AG a cura della Committenza, una volta conseguito il NOI e terminata l installazione delle apparecchiature del SSB SCMT, consente l esercizio scortato, definito in [R16], della TdS e degli eventuali rotabili della serie già attrezzati Attività necessarie al rilascio del NOI e del Pre-NOME V3E.5 V3E.6 V3E.8 V3E.9 [E] Il rilascio del certificato di NOI è conseguito, relativamente ad una TdS attrezzata con una AG e 1 AS del SCMT SSB, se sono stati consolidati i prodotti generici (HW + SW di base) e se sono state svolte con esito positivo le attività previste dal Piano di Fabbricazione e Controllo. [E] Il rilascio del certificato di NOI è conseguito, relativamente ad una TdS attrezzata con una AG e 1 AS del SCMT SSB, se sono svolte, con esito positivo, le prove previste dai manuali di verifica di installazione che includono: verifica di presenza e corretta installazione meccanica, elettrica e di funzionamento delle apparecchiature del SSB SCMT; verifica di compatibilità elettromagnetica; verifica di corretto funzionamento delle apparecchiature di bordo non SCMT del rotabile a valle dell installazione; configurazione/calibrazione; che i prodotti installati siano equivalenti a quelli per i quali si è completata l analisi di consolidamento dei prodotti generici. [E] Se, con il NOI già rilasciato, dovesse nascere l esigenza di modificare la collocazione o la tipologia di un componente da installare, o comunque variare il progetto di installazione, è necessario svolgere una valutazione di impatto per determinare quali sono le attività di collaudo da ripetere e quali invece è possibile riutilizzare dal lavoro svolto per attribuire il NOI alla installazione precedente [E] Per il dettaglio sulla documentazione da produrre, in relazione alle attività da svolgere per il rilascio del NOI, si rimanda alla fase 5 (Predisposizione ed Installazione) del Piano della Documentazione in Allegato [R9].

28 28 di 66 V3E.10 V3E.11 [E] Il certificato del Pre-NOME è rilasciato una volta concesso il NOI ed avviata la fase di valutazione funzionale tramite il simulatore. [E] Il certificato del Pre-NOME consente l esercizio scortato dei rotabili e quindi l effettuazione delle prove in campo, i cui ritorni sono necessari per il completamento della valutazione funzionale, e per il rilascio del NOME. La Figura 7 rappresenta il percorso per il rilascio del NOI relativamente alla TdS. Requisiti Collaudo NOI Sopralluogo Approvazione DR1 Conformità alla DR1 Progetto DR2 Conformità e Approvazione DR2 Progetto DR1 Istallazione DR1 Installazione DR Il certificato NOME Figura 7 - Processo per il rilascio del NOI. Il NOME ed i Certificati di Circolabilità consentono l esercizio con le apparecchiature del SSB SCMT installate e sono rilasciati, a seguito di prove e verifiche concordate tra FS e Fornitori, nel rispetto delle norme d uso e dei vincoli di esercizio che devono essere dichiarati esplicitamente. La differenza sostanziale tra il NOME e l Approvazione di Sicurezza/Accettazione Preliminare, consiste nel fatto che il rilascio di tale Nulla Osta è subordinato al completamento dell attività di Valutazione Funzionale ma non di Valutazione di Sicurezza e di gestione della sicurezza come definito nel Safety Case della EN Tali attività dovranno comunque essere completate per le versioni di riferimento per le quali si voglia il rilascio del certificato di Omologazione CENELEC. V3E.12 [E] Il NOME corrisponde al rilascio dell Approvazione di Sicurezza e di Accettazione Preliminare della AG e prime AS (TdS) concessi dalla Autorità di Sicurezza e dalla Autorità Ferroviaria il cui ruolo, in accordo

29 29 di 66 V3E.13 con [R6], è svolto dalla Committenza. [E] L attestato del NOME rilasciato per la TdS, è valido, con pari vincoli di esercizio, per tutti i rotabili appartenenti alla serie però, per essi, costituisce condizione necessaria ma non sufficiente per consentirne l esercizio; essendo inoltre il NOME subordinato al rilascio del NOI, in relazione alla sua applicabilità per le sotto-serie va fatta una valutazione caso per caso per quanto riguarda gli aspetti installativi Attività necessarie al rilascio del NOME V3E.15 V3E.16 [E] Il rilascio del certificato del NOME è conseguito se è rilasciato il NOI per i rotabili TdS in questione e se è svolta, con esito positivo, la Valutazione Funzionale articolata nelle seguenti attività: Test del Modello treno; Test Funzionali: comprendono Test in Campo (inclusi i ritorni dall esercizio scortato) e in Laboratorio; Test di Ergonomia (per la parte legate alle funzionalità); Test Architetturali: comprendono Test di Prestazioni e di Robustezza; Test di verifica dell allineamento tra il comportamento delle apparecchiature di Fornitori diversi comunque conformi alle specifiche. [E] Le prove funzionali necessarie per il rilascio del NOME devono essere svolte relativamente ai requisiti funzionali contenuti in Appendice A, e ai requisiti di architettura contenuti in Appendice B, ritenuti applicabili alla AG e 1 AS del SSB di SCMT della TdS. Le macroattività la cui esecuzione è necessaria ai fini del rilascio del NOME sono indicate nel ciclo di vita a V, riportato sinteticamente dalla Figura 8. V3E.18-2 [E] Per il dettaglio sulla documentazione da produrre, in relazione alle attività da svolgere per il rilascio del NOME, si rimanda al Piano della Documentazione in Allegato [R9].

30 30 di 66 Ciclo di vita Testa di Serie NOME (Certificato di Circolabilità) Concetto Requisiti: Funzionali Modelli treno Architettura Ambiente Tracciabilità dei Requisiti verso Prodotti e interfacce Sviluppo Progettazione/ Realizzazione HW e SW Requisiti: Installazione Ergonomia SopralluogoTdS Collaudo su produzione SSB Accettazione Pre-NOME (Esercizio Scortato) Valutazione di Sicurezza (*) Valutazione Funzionale Validazione SW (*) Validazione HW (*) Verifica Installazione Conformità Accettazione Verifica funzionale su SSB SCMT e rotabile Configurazione Calibrazione Verifiche EMC NOI Progettettazione TdS Approvazione Installazione SSB su TdS Figura 8 - Processo per il rilascio del NOI e del NOME della TdS Il NOI ed il NOME per una nuova serie di rotabili L installazione e l esercizio di una nuova serie di rotabili, con apparecchiature SCMT per le quali è già stato rilasciato il NOI ed il NOME almeno per un altra serie, presuppone ripercorrere l intero ciclo di vita previsto per una TdS, valutando, in funzione dei vincoli di esercizio, il riutilizzo del lavoro di sviluppo e verifica svolto per la precedente serie di rotabili Allargamento della AG con l aggiornamento del SW Per il modo incrementale con il quale è stato concepito il processo, a seguito del rilascio del NOME o del certificato di Omologazione CENELEC per una data AG, può risultare necessario dover aggiungere nuove funzionalità definendo quindi una nuova AG allargata rispetto alla precedente. V3E.21 [E] Per la accettazione della AG allargata, come sintetizzato in Figura 4 deve essere svolta l attività di valutazione funzionale che ha

31 31 di 66 V3E.22 per esito il rilascio del Pre-NOME e del NOME. A tale attività si aggiunge il ritorno dal campo garantito dall esercizio dei rotabili ai quali è già stato rilasciato il NOME [E] Le attività di valutazione necessarie per il rilascio del nuovo NOME, devono, per quanto possibile, riutilizzare il lavoro svolto per attribuire il NOME alla/e AG precedente/i, gestendo come prove di non regressione tutte le verifiche concernenti funzionalità non interessate da modifiche o aggiunte Omologazione dei Prodotti Generici Per l omologazione dei PG del SSB, è ammesso che il processo CENELEC, che ha per esito la redazione del relativo Safety Case, possa essere completato anche durante l esercizio consentito dal rilascio del Pre-NOME ed eventualmente del NOME e dei certificati di circolazione. L omologazione CENELEC dei PG è invece condizione necessaria per il conseguimento del certificato di omologazione CENELEC per il SSB. Questo approccio enfatizza di fatto l omologazione sul campo verificando l integrazione tecnologica dei PG nell ambito del sistema di bordo e del rotabile. Il rischio di dover correggere eventuali non conformità con modifiche significative ai PG quando le apparecchiature sono già installate a bordo, è mitigato dal fatto che comunque l installazione è subordinata al raggiungimento della confidenza che il prodotto sia sufficientemente consolidato pur non essendo completate tutte le attività previste dalla valutazione funzionale e di sicurezza così come previste dai PFC dei Fornitori e dalle normative CENELEC di settore. L esercizio con PG non ancora omologati può essere motivo dell aggiunta di vincoli applicativi associati al NOME Gestione non conformità V3E.23 [E] La chiusura delle non conformità pendenti, nelle successive versioni del sistema, sarà oggetto di accordo tra la SO di RFI responsabile per l omologazione e le Imprese Fornitrici nel rispetto dei vincoli contrattuali Procedura di gestione delle non conformità Nel successivo diagramma di Figura 9 si descrive la procedura di gestione delle non conformità rilevate durante le fasi di verifica ed il diverso ruolo che assumono durante tale processo la CT e la CA. V3E.46 [E] Si definisce TRASCURABILE una non-conformità che può avere un minimo impatto sulla regolarità e la normativa di esercizio ma non ha nessun impatto sulla sicurezza.

32 32 di 66 V3E.47 V3E.48 V3E.49 V3E.50 V3E.51 V3E.52 [E] Si definisce TOLLERABILE una non-conformità che ha un minimo impatto sulla sicurezza, verso la quale è stata comunque individuata una mitigazione, e/o un modesto impatto sulla regolarità o sulla normativa di esercizio. [E] Si definisce INTOLLERABILE una non-conformità che ha un rilevante impatto sulla sicurezza e/o un significativo impatto sulla regolarità o sulla normativa di esercizio. [E] Le non-conformità causate da un errata implementazione, ritenute intollerabili, determinano la correzione del sistema con il conseguente ri-avvio delle attività di valutazione, che dovrà includere le verifiche di chiusura della non conformità e le verifiche di non regressione del sistema rispetto a quanto precedentemente testato con esito positivo. [E] Non-conformità intollerabili possono anche causare la modifica delle specifiche [E] Nel caso di presenza di non-conformità trascurabili il sistema è accettato. Le non conformità ritenute trascurabili dovranno comunque essere dichiarate e possono costituire vincolo applicativo per la versione del sistema che deve essere messa in esercizio. [E] Le non-conformità tollerabili devono essere sottoposte alla valutazione della CA che può decidere o di rilasciare il certificato di accettazione o di richiedere una revisione delle specifiche e/o correzione dell implementazione.

33 33 di 66 Fasi di Verifica Rilascio NOI / NOME NO Riscontro non conformità? SI Valutazione non conformità da parte della CT Trascurabile Tollerabile Intollerabile Rilascio NOI / NOME con certificato di accettazione delle non conformità, eventuali Schede di revisione delle specifiche, DR2,... Valutazione non conformità da parte della CA Revisione delle specifiche e/o correzione dell implementazione Figura 9 - Procedura di gestione delle non conformità Test di chiusura delle non conformità Qualora, a seguito di una non conformità ritenuta intollerabile, occorra effettuare delle modifiche (dell implementazione e delle specifiche), risulta necessario svolgere le prove atte a dimostrare la risoluzione della criticità. Si definiscono le seguenti modalità di definizione di test: a) Ripetere tutte le prove che hanno rilevato la non conformità; b) Individuazione delle ulteriori prove necessarie a testare il comportamento a seguito della modifica, da parte del Fornitore; c) Individuazione delle ulteriori prove necessarie a testare il comportamento a seguito della modifica, da parte della CT; d) Generazione degli scenari, a cura del Fornitore, da eseguire al simulatore per riprodurre la condizione di impianto nel caso la non conformità sia rilevata durante una corsa sul

34 34 di 66 treno (è il caso sia di prove funzionali che di modello del treno); e) Generazione degli scenari, a cura della CT, da eseguire al simulatore per riprodurre la condizione di impianto nel caso la non conformità sia rilevata durante una corsa sul treno (è il caso sia di prove funzionali che di modello del treno); V3E.53 V3E.54 V3E.55 [E] La CT deve gestire la risoluzione della non-conformità con la definizione dei test in una delle modalità a, b, d, e. L attività c è da ritenersi opzionale. [E] I test di risoluzione delle non-conformità devono essere eseguiti in una delle seguenti modalità: dal Fornitore, ed in tal caso la CT si riserva di rieseguire sino al 10% dei test. Il Fornitore deve inoltre rilasciare una dichiarazione di buon esito delle prove svolte. dal Fornitore alla presenza di almeno un rappresentante della CT. dalla sola CT. [E] Indipendentemente dalla modalità di esecuzione dei test, la CT deve disporre dei report di test. Relativamente alle prove sui modelli del treno, occorre riprodurre al simulatore gli scenari testati sul campo; per la definizione degli scenari da simulare in laboratorio, la CT dovrà valutare l opportunità di utilizzare gli stessi criteri adottati per i test di non regressione Test di non regressione Qualora, a seguito di una non conformità ritenuta intollerabile o per l aggiunta di una nuova funzionalità, occorra effettuare delle modifiche (dell implementazione e delle specifiche), risulta necessario ripetere le prove/collaudi rispetto ai test che avevano fatto registrare un esito positivo in precedenza alle modifiche (verifiche di non regressione). Si definiscono le seguenti modalità di definizione di test: a) Ripetere tutte le prove; b) Ripetere un sotto-insieme delle prove in funzione dell impatto delle modifiche sui requisiti (la prova di prestazione sulle interfacce con gli organi di frenatura è comunque da ritenersi sempre obbligatoria); c) Ripetere un insieme casuale di prove (per es. lo svolgimento di una corsa sul campo o della sua ricostruzione al simulatore); Si definiscono le seguenti modalità di esecuzione di test: d) I test sono svolti dai soli Fornitori; e) I test sono svolti dai Fornitori alla presenza di almeno un rappresentante della CT; f) I test sono svolti dalla sola CT.

35 35 di 66 V3E.56 V3E.57 V3E.58 V3E.59 V3E.60 [E] La CT deve gestire le verifiche di non-regressione definendo le casistiche di test con almeno una delle modalità a, b, c, ed eseguendoli in una delle modalità d, e, f. [E] Indipendentemente dalla modalità di esecuzione dei test, la CT deve poter disporre dei file di log. [E] Nei casi di esecuzione delle prove secondo le modalità d e e, deve essere rilasciata da parte dell Impresa una dichiarazione di buon esito delle prove svolte. [E] Al termine delle prove di non regressione, definite e svolte come ai casi a-d, b-d e c-d, la CT si riserva di rieseguire sino al 10% dei test non svolti o svolti in assenza di suoi rappresentanti. [E] Al termine delle prove di non regressione, definite e svolte come ai casi b-e, b-f, c-e e c-f, la CT si riserva di rieseguire sino al 10% dei i test non svolti. Relativamente alle prove sui modelli del treno, per verificare la corretta applicazione delle logiche di bordo e dei margini di protezione, con un livello di confidenza equivalente a quello acquisito per il precedente SW sul quale sono stati realizzati i test sul campo, la CT ritiene sufficiente l esecuzione di un sotto-insieme di test da eseguirsi solo al simulatore. Questi test consistono nell esecuzione di almeno una prova per ciascuno scenario di test eseguito in linea, utilizzando il nuovo ed il vecchio SW già testato sul campo. Lo scenario al simulatore è ricostruito a partire dal corrispondente file di log registrato durante la prova in linea. Il confronto, per ciascuno dei test, tra il file di log del vecchio SW e l analogo file di log acquisito dai test in linea, consente la verifica della corrispondenza tra i tracciati delle curve di protezione del simulatore e quelli del treno. Il confronto dei file di log prodotti dalle simulazioni con le due versioni del SW, consente la verifica della corretta impostazione dei tetti di velocità e delle curve di protezione degli obiettivi sulle due versioni del SW a parità di condizioni Il certificato di Omologazione CENELEC V3E.19 V3E.20 [E] Come descritto dalla Figura 5, il rilascio del certificato di Omologazione CENELEC, che, rispetto al rif. [R5], equivale al Certificato di Omologazione rilasciato dalla Autorità Ferroviaria, è subordinato al completamento delle attività di valutazione di sicurezza, con la produzione di tutti i Safety Case necessari, relativi ai PG ed alla AG in questione, ed al riscontro del comportamento desiderato durante la fase di sperimentazione allargata. [E] Il piano della documentazione e la sua relativa gestione per

36 36 di 66 l omologazione dovrà seguire le indicazioni previste dalle norme EN 50126, EN e della EN Fase 13: Modifiche e Riattuazioni Modifica delle specifiche A valle delle attività di accettazione e MIS del sistema, modifiche alle specifiche possono rendersi necessarie in relazione a: V3E.45 Rilevazioni di mal funzionamenti durante le fase di Sperimentazione allargata; Non-Conformità segnalate nelle attività di Valutazione Funzionale e di Sicurezza su Applicazioni Generiche Allargate; Valutazioni effettuate a valle della fase di monitoraggio delle prestazioni del sistema. [E] La modifica delle specifiche deve essere effettuata tramite richiesta di revisione, da accettare da parte della Committenza. Le richieste di revisione devono essere fatte tramite le schede descritte in [R13] di cui deve essere mantenuto un archivio. Modifiche alle specifiche possono essere determinate anche nel percorso del rilascio del NOI come descritto in Requisiti per l Impresa Fornitrice Fase 1 e 2: Concezione, Definizione e Condizioni Applicative del SSB Nella fase di Concezione del SSB il Fornitore deve produrre uno studio di fattibilità che contenga indicazioni riguardo le funzionalità e architettura del sistema, le condizioni di mercato potenziale, i tempi e i costi di sviluppo e messa in produzione del sistema, comprensivi del processo di omologazione. Nella fase di Definizione del SSB il Fornitore deve produrre i Piani di Qualità, Progettazione, Sicurezza, V&V e Gestione della Configurazione in modo da definire il processo di sviluppo del SSB in conformità ai requisiti definiti nel relativo Ciclo di Vita. V3E.74 V3E.75 UC0.149 V3E.64 [E] Deve essere fornito il Piano della Progettazione (PdP) contenente tutte le fasi della progettazione e realizzazione, in accordo a quanto specificato nel flusso della progettazione allegato e al Quadro di base riferito in [A25]. [E] Deve essere fornito il Piano degli Approvvigionamenti (PdA) redatto secondo quanto riportato in [A25]. [E] Devono essere forniti i Piani della Qualità per l HW e per il SW. [E] Deve essere fornito il Piano di gestione delle modifiche.

37 37 di Fase 3: Analisi del rischio Nella fase 3 il Fornitore deve produrre i documenti di Hazard Analysis e l Hazard Log. L analisi deve essere tale da soddisfare i requisiti di sicurezza definiti dalla Committenza a livello di funzioni del sistema SCMT. L analisi deve identificare i rischi, associare ad essi un livello di severità e definire le contromisure in modo da rendere trascurabile la gravità degli stessi. In particolare dalle suddette contromisure discende la definizione dei requisiti di sicurezza, l attribuzione del SIL alle funzioni del SSB nonché l allocazione del SIL ai prodotti costituenti il SSB stesso. Una volta definita l architettura del SSB, il Fornitore deve dimostrare il soddisfacimento dei requisiti di sicurezza mediante tecniche di analisi dei guasti (FTA, FMECA, etc.) Fase 4: Specificazione dei requisiti del SSB Nella fase 4 il Fornitore deve produrre la Specifica dell Architettura del SSB, corredata dei requisiti RAMS, il Rapporto di Verifica dell Architettura, la Specifica dei Test di sistema del SSB e i Piani RAM, di V&V e della Documentazione. V3E.62 V3E.63 UC0.180 [E] Deve essere fornito il Piano RAM (PRAM). [E] Deve essere fornito il Piano di dimostrazione RAM (PDRAM). [E] I metodi seguiti dai vari fornitori per il calcolo dei parametri RAM devono essere descritti all interno del Piano RAM Preliminare che ogni fornitore deve presentare per approvazione ad FS Fase 5: Ripartizione dei requisiti del SSB E compito del Fornitore allocare i requisiti funzionali e non funzionali ai singoli Prodotti/LRU definiti per l Applicazione Generica SSB. Per il singolo Prodotto/LRU deve essere prodotta dal Fornitore la documentazione di Specifica dei Requisiti funzionali e RAMS, Specifica di Test di Prodotto, e Analisi dei Guasti con metodo FMEA o similare. V3E.91 V3E.92 [E] Il Fornitore deve definire la AG specificando quali requisiti fra quelli di Volume 3 ritiene applicabili. In particolare devono essere specificati tutti i requisiti funzionali di Appendice A [A20] che devono essere implementati per la realizzazione delle protezioni e/o funzioni che definiscono la AG, nell ambito del processo incrementale ammesso con il NOME. [E] Il Fornitore deve specificare quali requisiti del Volume 3 devono essere applicabili ai PG definiti. In particolare devono essere specificati i requisiti di architettura, elettrici, meccanici, di interfaccia, per la definizione del singolo PG all interno del SSB.

38 38 di 66 V3E.61 [E] Deve essere fornito il Piano della Documentazione o Gestione della documentazione Fase 6: Progetto ed Implementazione UC0.147 UC0.148 [E] La progettazione del SSB deve essere parte del ciclo di vita secondo lo standard EN [E] Deve essere garantita la conformità alle normative Cenelec. Per ogni Prodotto Generico e Applicazione Generica definita, l Azienda Fornitrice deve effettuare l Analisi dei rischi, con la definizione degli Hazard, la loro classificazione, la severità e il principio per l accettazione Progettazione HW La progettazione HW del SSB riguarda tutti i dispositivi elencati in [A21] come interni o ibridi, e che contengono elementi di elettronica, come ad esempio l armadio ALA, il BTM, il cruscotto. V3E.25 V3E.35 [E] Il Fornitore deve definire l architettura HW delle singole LRU/Prodotti nel dettaglio, mediante gli Schemi Elettrici o a Blocchi dei componenti, la distinta dei materiali di ogni scheda, la procedura di collaudo, i documenti di assemblaggio. [E] Il Fornitore deve fornire, per ogni LRU/Prodotto, la Specifica e il Rapporto dei Test, e la Specifica e il Rapporto delle prove di guasto. Deve inoltre essere effettuata la verifica dei requisiti dell HW. Nel documento [A22] sono riportati alcuni requisiti opzionali a quanto riportato nella norma FS ST in merito ai valori dei derating da applicare per la progettazione HW dei componenti del SSB Progettazione SW La progettazione SW del SSB riguarda tutti i dispositivi elencati in Appendice B [A21] come interni o ibridi, e che contengono schede elettroniche a logica programmabile, come ad esempio l armadio ALA, il BTM, il cruscotto. Con il termine SW si riferisce sia il SW applicativo, che i sistemi operativi, che il firmware. V3E.93 [E] Il Fornitore deve produrre, per ogni SW appartenente ad un dispositivo del SSB, almeno la seguente documentazione: Il piano di Manutenzione e di Assicurazione della Qualità del SW; la Specifica dei Requisiti e dell Architettura SW; il Data Preparation Plan e Data Test Plan;

39 39 di 66 V3E Integrazione HW-SW La Specifica e il Rapporto di test del SW; La Specifica e il Rapporto di test di ogni modulo costituente il SW e la Specifica e il Rapporto dei test di integrazione SW; [E] Il processo di sviluppo del SW adottato dal Fornitore deve essere conforme al ciclo di vita definito nella normativa [R29] in relazione al SIL assegnato. A seguito della progettazione HW e della progettazione SW il Fornitore deve eseguire l integrazione HW-SW in modo da dare evidenza del corretto funzionamento dei componenti integrati. V3E.106 V3E.112 [E] Il Fornitore deve produrre, per ogni componente HW-SW appartenente al SSB, il Piano ed il Report delle Prove di Integrazione HW-SW. [E] L integrazione HW-SW effettuata dal Fornitore deve essere conforme alla relativa fase del ciclo di vita, definita nella normativa [R29] in relazione al SIL assegnato Integrazione di Sistema Nella fase di integrazione di sistema il Fornitore deve eseguire i test funzionali e prove di tipo sulle apparecchiature componenti il SSB, ed i test di sistema del SSB in modo da dimostrare il corretto funzionamento dell Applicazione Generica. V3E.65 V3E.76 UC0.146 [E] Il Fornitore deve produrre i Manuali di installazione, uso e manutenzione del SSB. [E] Il Fornitore deve produrre il Piano di Fabbricazione e Controllo (PFC), il Piano di Installazione e Manutenzione, ed il Piano di Attivazione e MIS da mettere in atto nelle successive fasi del ciclo di vita. [E] Il Fornitore deve precisare nel PFC quali procedure e quali attrezzature intende utilizzare per le fasi di collaudo. V3E.77 [E] Il Piano di messa in servizio (PMiS) deve illustrate dettagliatamente le fasi di messa a punto, e messa in servizio dei Rotabili. Per la descrizione del PMiS il Fornitore è tenuto a rispettare quanto riportato in e al Quadro di base preliminare di cui [A25]. V3E.78 V3E.79 [E] Deve essere fornito il Piano di Assistenza Tecnica (PAT) con le indicazioni riportate nel paragrafo 5.4 [E] Il Piano di Manutenzione deve contenere tutti requisiti per la manutenzione presenti in [A22].

40 40 di Prove di tipo UC [E] Deve essere presentato, per l approvazione della Committenza, un Piano delle Prove di Tipo per almeno l armadio principale, il BTM (se esterno) e il cruscotto. UC0.157 UC0.158 UC0.159 UC0.110 UC0.161 V3E.113 [E] Le prove di tipo devono essere eseguite secondo la normativa EN50155 [R27] e sue integrazioni contenute in [R34]. [E] Le prove di tipo devono essere almeno le seguenti: Controllo visivo; Controllo funzionale; Controllo alla temperatura minima; Controllo alla temperatura massima (caldo secco); Controllo ai transitori; Controllo della suscettibilità; Controllo dell isolamento; Controllo meccanico (vibrazioni, shock e urto). [E] Le prove di tipo devono essere eseguite su di un solo esemplare per tipo di apparecchiatura costituente il SSB. [E] Il Progetto Costruttivo del SSB deve elencare i test e le relative procedure per prove di tipo e prove di serie. [E] Il Piano delle Prove di Tipo deve dettagliare le prove che verranno eseguite e le normative di riferimento a cui queste prove si riferiscono. [E] Le prove di tipo per i captatori attivi di dimensione ridotta e normale devono essere eseguite dal Fornitore in accordo rispettivamente alle specifiche tecniche [R32] e [R33]. Condizioni particolari di temperatura per il cruscotto sono riportate in Allegato 14 [R24] al 1 Atto modificativo del Contratto ex-combinato Verifica Funzionale La verifica delle corrette funzionalità del SSB è effettuata tramite apposito simulatore come descritto in [A22]. I test da eseguire sono progettati nell ambito del sistema SCMT, prevedono quindi la preparazione di uno scenario di terra e di bordo. Le modalità di progettazione dei test sono riportate in [R21] Fase 7: Produzione Fabbricazione e Collaudo V3E.135 V3E.136 [E] La Fabbricazione deve essere eseguita secondo il PFC redatto dallo stesso Fornitore. [E] Il Fornitore deve collaudare tutte le apparecchiature del SSB, secondo le normative applicabili e produrre un rapporto di

41 41 di 66 V3E.137 V3E.99 V3E Stress screening Configurazione e di Collaudo. [E] Il rapporto di Configurazione e Collaudo deve elencare le condizioni ambientali delle prove, le caratteristiche meccaniche ed elettriche delle apparecchiature collaudate, la configurazione provata, gli strumenti utilizzati e l esito delle prove sul lotto di produzione. [E] E responsabilità del fornitore eseguire tutte le verifiche di conformità, ispezioni, prove, controlli e collaudi necessari ad assicurare la conformità dell oggetto contrattuale. [E] Al termine dell attività di fabbricazione e comunque prima della spedizione dei componenti utilizzati per la realizzazione della fornitura, Il fornitore ed i suoi sub-appaltatori devono eseguire l ispezione finale in accordo a quanto previsto dalle prescrizioni di fornitura documentandone l esito. Le prove di stress screening sono impiegate in fase di accettazione/collaudo funzionale per la verifica della bontà del lotto in produzione. Le prove di accettazione sono condotte secondo la normativa applicabile, e sono effettuate a campione. UC0.162 UC0.163 UC0.164 UC0.165 UC0.166 [E] Allo scopo di evidenziare difetti latenti l apparecchiatura deve essere sottoposta alle prove sotto elencate: Verifica delle prestazioni a temperatura ambiente. Effettuazione di 4 cicli termici. Verifica delle prestazioni alla temperatura massima da effettuare durante lo svolgimento dell ultimo ciclo termico, eventualmente aumentando il tempo di permanenza a questa temperatura. Verifica delle prestazioni alla temperatura minima da effettuare durante lo svolgimento dell ultimo ciclo termico, eventualmente aumentando il tempo di permanenza a questa temperatura. [E] La temperatura massima della camera climatica durante il ciclo termico deve essere + 55 C. [E] La temperatura minima della camera climatica durante il ciclo termico deve essere - 25 C. [E] Per il cruscotto, dopo il condizionamento a - 25 C, la temperatura minima della camera climatica per l esecuzione delle prove funzionali deve essere - 10 C. [E] Tranne che per il primo ciclo, per le eventuali interruzioni

42 42 di 66 UC0.167 UC0.168 UC0.169 UC0.170 UC0.171 UC0.172 UC0.173 UC0.174 UC0.175 UC0.176 UC0.177 UC0.178 effettuate per eseguire riparazioni/sostituzioni e per l ultimo ciclo, il tempo di permanenza alla temperatura ambiente durante la transizione dalla temperatura massima alla temperatura minima e viceversa deve essere nullo. [E] La permanenza agli estremi di temperatura deve essere valutata in base alla capacità termica del dispositivo, e quindi al tempo necessario al raggiungimento di una situazione di regime termico. [E] La permanenza agli estremi di temperatura non deve essere, in ogni caso, inferiore a 60 min. [E] Durante i primi 3 cicli termici l apparecchiatura deve essere alimentata continuamente senza interruzioni. [E] Durante i primi 3 cicli termici deve essere previsto il monitoraggio delle funzioni caratteristiche dell apparecchiatura in modo da rivelare tempestivamente eventuali guasti. [E] La scelta delle funzioni da monitorare deve essere fatta dal progettista in base alla conoscenza delle funzioni critiche da tenere sotto controllo. [E] Durante i primi 3 cicli termici, alla temperatura minima, l alimentazione non deve essere interrotta. [E] Durante il 4 ciclo termico, alla temperatura minima, deve essere effettuato il controllo della funzionalità dell apparecchiatura dopo l interruzione dell alimentazione e la successiva alimentazione. [E] In seguito alla rivelazione di un guasto deve essere interrotta l esecuzione dei cicli per eseguire le riparazioni necessarie. [E] Dopo l effettuazione dell ultima riparazione devono essere effettuati almeno 2 (due) cicli senza problemi, questo potrebbe comportare l esecuzione di un numero superiore ai 4 (quattro) cicli previsti. [E] Se il tasso di variazione termico della cella climatica che viene utilizzata per eseguire le prove di stress screening é inferiore a 5 C/minuto, i fornitori devono dare evidenza dell esperienza maturata in progetti analoghi, per dimostrare che, anche con un tasso di variazione termico inferiore, sono rivelati eventuali guasti latenti. [E] Per ogni guasto rilevato deve essere compilato un opportuno rapporto. [E] La documentazione inerente gli esiti delle procedure di test

43 43 di 66 screening deve essere inviata a FS e conservata in copia dal fornitore Fase 8: Installazione e predisposizione I requisiti richiesti dalla committenza per l installazione, la configurazione ed il collaudo del SSB a bordo dei rotabili sono riportati in [A22] Installazione meccanica ed elettrica V3E.80 V3E.81 V3E.82 V3E.83 [E] Per la progettazione delle TdS e delle Sottoserie sono da considerarsi vincolanti l elenco delle tipologie di rotabili e i disegni e documenti tecnici dei rotabili e delle loro parti interessate dall applicazione, compresa l impiantistica di bordo [A25]. [E] Partendo dai documenti vincolanti devono essere svolte dal Fornitore le varie attività che si concretizzeranno nella produzione della seguente documentazione: redazione di un verbale della predisposizione preliminare delle apparecchiature in concomitanza con il sopralluogo congiunto del rotabile TdS o Sottoserie; definizione delle architetture da installare; elenco apparecchiature, cavi, componenti da fornire. [E] Per ciascuna Applicazione, relativamente alla parte meccanica, il Fornitore dovrà produrre la documentazione tecnica, strutturata, di massima, con i blocchi seguenti: Insieme schematico della disposizione delle apparecchiature sul rotabile; disegni per l installazione dell armadio principale; disegni per l installazione della piastra pneumatica (due piastre dove previsto); disegni per l installazione delle antenne sottocassa o sul carrello; disegni per l installazione dei cruscotti MMI (sui rotabili a singola cabina, anche uno di riserva) nonché disegni di installazione delle restanti parti accessorie SCMT (suoneria, quadro distribuzione, convertitore DC/DC, ecc.); disegni di applicazione dei dispositivi di accertamento dell integrità fisica del PdC, cioè suonerie, pedale, pulsanti ove non già installati. [E] Per ciascuna Applicazione, relativamente alla parte elettrica, il

44 44 di 66 V3E.84 V3E.85 V3E.86 Fornitore dovrà produrre la documentazione tecnica, strutturata, di massima, con i blocchi seguenti: Schema elettrico funzionale BT relativo ai circuiti di taglio trazione e frenatura di servizio; disegni di cablaggio del quadro sul quale sono applicati i componenti per realizzare lo schema funzionale; insieme e particolari del quadro del precedente punto 2.; applicazione meccanica del quadro di cui al punto 2; disposizione schematica delle condutture BT tra gli apparati costituenti SCMT e i circuiti di macchina esistenti; disegno di insieme di eventuali morsettiere necessarie per il cablaggio; disegno del passaggio cavi (connessione) tra cassa e carrello con relativa applicazione meccanica della scatola di derivazione sulla cassa; [E] I disegni prodotti non dovranno interessare i disegni di origine del rotabile. [E] I disegni prodotti dovranno essere esecutivi, completi dei dettagli e delle informazioni tecniche necessarie a permettere ad una Officina, privata o FS, di eseguire i lavori per l applicazione delle apparecchiature SCMT nel caso in cui venga effettuata la campionatura. [E] Su ciascun elaborato prodotto dovranno essere riportati i numeri dei disegni di origine del rotabile cui si è fatto riferimento per la compilazione del disegno stesso Fase 9: Validazione del SSB La validazione a cura del Fornitore consiste nella chiusura delle attività di verifica condotte sui PG e sulla AG, come descritto nel Piano di Verifica e Validazione e nel Piano della Sicurezza, e nella redazione del relativo Safety Case. V3E.138 V3E.141 [E] Il Fornitore deve garantire mediante apposito Rapporto di Validazione finale che siano state eseguite, per ogni PG del SSB, e per la AG SSB, tutte le attività di verifica, comprese quelle sul SW e sull HW, in conformità alle normative [R28] e [R29]. [E] Il Fornitore deve produrre, per ogni PG del SSB sviluppato in sicurezza, e per la AG SSB, il Safety Case. Il Safety Case deve essere redatto in accordo alla normativa [R30], ovvero deve

45 45 di 66 contenente l evidenza della gestione della Qualità nel processo di sviluppo, della gestione della Sicurezza tramite i relativi requisiti, l analisi dei rischi e le contromisure associate, del corretto funzionamento del sistema inclusa la gestione dei guasti, nonché la relazione con altri Safety Case. Il Fornitore partecipa anche alla validazione in campo o al simulatore eseguita da RFI in fase di accettazione dell Applicazione Generica, come supporto all attività di chiusura delle Non Conformità emerse secondo le procedure descritte in Gestione Non-Conformità a carico dell Impresa Fornitrice V3E.94 V3E.95 V3E.96 [E] Il fornitore deve elaborare una procedura per la gestione delle Non Conformità (NC) e presentarla all approvazione della Committenza, unitamente agli altri documenti previsti nella parte generale del PGF. [E] Tale procedura deve indicare i criteri e le modalità eseguite dal fornitore per rilevare, esaminare e risolvere le NC; deve inoltre precisare i casi in cui la proposta di risoluzione della NC deve essere inoltrata alla Committenza per il preventivo benestare prima di dar corso alle relative attività di risoluzione. [E] Nel caso in cui una NC sia rilevata dalla Committenza, Il fornitore è comunque tenuto ad aprire la NC salvo il diritto dello stesso di indicare i motivi del disaccordo con la Committenza stessa. V3E.97 [E] Le NC per le quali la Committenza deve essere tempestivamente interpellata per fornire il relativo benestare alla proposta di risoluzione del fornitore sono quelle in cui la risoluzione non garantisce il pieno rispetto dei requisiti specificati o che richiedono modifiche al prodotto, al progetto, ai cicli di lavorazione o alla successiva gestione del complesso. V3E.98 [E] Tutti i rapporti sulle NC relativi alla esecuzione dei lavori previsti in contratto devono essere conservati a cura del fornitore in un opportuno registro e, su richiesta, messi a disposizione della committenza Validazione del progetto d Installazione Il Fornitore deve partecipare alle verifiche propedeutiche alla MIS del SSB. Le verifiche sono svolte sul rotabile TdS, messo a disposizione dall Impresa Ferroviaria, e di cui RFI diventa temporaneamente proprietaria. RFI definisce le attività di verifica da condurre sul rotabile TdS per la 1 Applicazione Specifica e la documentazione da produrre a carico del Fornitore nelle Linee Guida [R17].

46 46 di 66 RFI si interfaccia direttamente con il Fornitore del SSB SCMT al quale richiede di produrre il Quality Dossier, come da Linee Guida RFI, collezionando la diversa documentazione/bollettini inerenti sia la parte di segnalamento che di installazione meccanica. Se, per motivi di riservatezza o altre ragioni insormontabili, il Fornitore del SSB SCMT non potesse disporre di tutta la documentazione necessaria a costituire il Quality Dossier, è ammesso pure che il Quality Dossier sia composto da due Dossier distinti, purché siano organizzati in modo tale che la loro composizione consenta di costituire un Quality Dossier completo allineato all indice richiesto nelle Linee Guida RFI Procedura di verifica della TdS La procedura di verifica di un rotabile attrezzato con SSB di SCMT è l insieme di attività che evidenziano la conformità dell attrezzaggio a quanto previsto nel Nulla Osta all Installazione (N.O.I.) e Nulla Osta alla Messa in esercizio (N.O.M.E.) rilasciati per la tipologia di rotabile alla quale il rotabile stesso appartiene. Tale procedura si articola nelle seguenti fasi:

47 47 di 66 Presa in carico del rotabile Installazione Collaudo di Installazione (CI) Quality Dossier + Dichiarazione di conformità al progetto di installazione (a cura del Fornitore) Restituzione del rotabile all Impresa Ferroviaria Collaudo Funzionale (CF) Report di collaudo funzionale NOI Esercizio scortato Figura 10 - Processo di verifica della TdS L attività di collaudo si distingue in due fasi principali: il Collaudo di Installazione (CI), che precede la restituzione del rotabile all Impresa Ferroviaria proprietaria, a cura del Fornitore e dell Impresa responsabile per l installazione; il Collaudo Funzionale (CF), successivo alla restituzione del rotabile all Impresa Ferroviaria proprietaria, a cura del Fornitore del SSB SCMT e da svolgere alla presenza o meno delle SO di RFI di competenza. Il collaudo di installazione (CI) della TdS consiste almeno nelle attività di: Verifica installazione meccanica;

48 48 di 66 Verifica installazione elettrica (rigidità ed isolamento); Verifiche funzionali su apparecchiature non SCMT; Verifica configurazione Hardware; Caricamento parametri e Verifica sotto sistema di captazione discontinua; Calibrazione e Verifica sotto sistema di captazione discontinua; Calibrazione sotto sistema di captazione odometrico; Calibrazione sotto sistema di captazione continua; Il collaudo funzionale (CF) della TdS consiste almeno nelle attività di: Verifica di Idoneità Ergonomia; Verifiche funzionali SCMT statiche valide per TdS e serie; Verifiche funzionali SCMT statiche valide per la sola TdS; Verifiche funzionali dinamiche (corsa prova); Verifiche di compatibilità elettromagnetica. Può essere interesse del Quality Manager, incaricato dalla società fornitrice del SSB SCMT sul rotabile, svolgere, già a livello di CI, alcune attività inerenti il CF. Le attività ed i documenti che costituiscono le procedure di verifica, devono essere articolati in modo da poter distinguere tutte le fasi di verifica sopra citate. V3C.90 V3C.87 V3C.88 V3C.89 [E] Il Fornitore deve eseguire tutte le attività di collaudo dell installazione e collaudo funzionale come descritto in [R17], producendo il relativo Report per ogni verifica, e nominando un Quality Manager responsabile della redazione del Quality Dossier. [E] I report di CI devono essere contenuti all interno del Dossier della Qualità relativo all attrezzaggio di ciascun rotabile con il SSB SCMT. [E] Al termine del processo di CI, unitamente ai report ed al Quality Dossier, il Quality Manager deve produrre una dichiarazione di conformità di attrezzaggio rispetto a quanto definito con il NOI ed il NOME rilasciati per la TdS. [E] Un rotabile attrezzato con SSB SCMT è da ritenersi collaudato se è consegnato il Quality Dossier completo, con inclusa la dichiarazione di conformità ed i report di CF ed in tutti i casi è registrata la conformità delle prove all esito atteso.

49 49 di Ciclo di vita per le Applicazioni Specifiche dei Rotabili della Serie Requisiti per la Committenza Fase 10: Accettazione La fase di Accettazione del ciclo di vita dei rotabili di Serie consiste da parte di RFI nel rilascio del Certificato di Circolabilità dei singolo rotabile Integrazioni al processo di rilascio del NOI Il processo di rilascio del NOI può generare modifiche ai progetti di installazione sui rotabili della serie a seguito di non conformità rilevate nelle verifiche effettuate sulla TdS. V3E.7 [E] Le verifiche descritte [R18], se evidenziano non conformità trascurabili, possono comportare la revisione del progetto di installazione (Design Review 2), da applicare immediatamente per il resto della serie ed alla prima occasione di fermo macchina per la TdS. Requisiti/ esigenze Aggiornamento NOI Progettazione modifiche all'installazione Collaudo inerente le modifiche Approvazione modifiche ed aggiornamento DR Il certificato di Circolabilità Aggiornamento all'installazione Figura 11 - Integrazioni al processo di rilascio del NOI Il NOME ed i Certificati di Circolabilità consentono l esercizio con le apparecchiature del SSB SCMT installate e sono rilasciati, a seguito di prove e verifiche concordate tra FS e Fornitori, nel rispetto delle norme d uso e dei vincoli di esercizio che devono essere dichiarati esplicitamente. V3E.14 [E] Per ciascun rotabile del resto della serie (le altre AS) il significato del NOME, inteso come autorizzazione all esercizio, è assunto dal Certificato di Circolabilità che, con riferimento a [R5], equivale alla

50 50 di 66 Dichiarazione di Attivabilità Tecnica rilasciata dal Referente Tecnico Locale che, nel caso del materiale rotabile, è svolto dalla struttura di competenza di RFI (CESIFER) Attività necessarie al rilascio del Certificato di Circolabilità V3E.17 [E] Il rilascio del Certificato di Circolabilità per un rotabile di una serie, è conseguito se è rilasciato il NOI ed il NOME per la relativa TdS (Certificato di Conformità fornitore in figura), e se sono svolte, con esito positivo, le seguenti attività: verifica di equivalenza dei prodotti e delle versioni SW con quelle per le quali è stato rilasciato il NOI e il NOME; prove, previste dai manuali di verifica di installazione, valide per la TdS (verifiche del NOI) ad eccezione di quelle che interessano gli aspetti di compatibilità elettromagnetica le cui eventuali criticità sono già risolte a livello di TdS con il rilascio del NOI; Ripetizione di prove a discrezione di RFI. Il processo per il rilascio del Certificato di Circolabilità può essere rappresentato dal ciclo di vita a V indicato sinteticamente in figura. V3E.18-1 [E] Per il dettaglio sulla documentazione da produrre, in relazione alle attività da svolgere per il rilascio del Certificato di Circolabilità, si rimanda al Piano della Documentazione in Allegato [R9]. NOME (Certificato di Circolabilità) NOI Condizione di Circolabilità Verifica funzionale su SSB SCMT e rotabile Configurazione Ciclo di vita Pezzo N della serie Calibrazione Verifica equivalenza del HW e SW Realizzazione e collaudo pezzo N della serie Verifica Installazione Figura 12 - Processo per il rilascio del Certificato di Circolabilità sui rotabili della Serie.

51 51 di Fase 11: Esercizio e Manutenzione Per la Messa in Esercizio del sistema sono state emessi gli aggiornamenti alle Istruzioni per il personale di Condotta dei locomotori, IPCL All. XIV ter [R19], in relazione alla presenza a bordo dell apparecchiatura SCMT. In relazione alla manutenzione del SSB, RFI ha emesso le linee guida da seguire in [R22] e le direttive per abilitare il personale a svolgere interventi di manutenzione preventiva o correttiva sul SSB SCMT in [R23]. V3E.30 [E] La Committenza custodirà ed aggiornerà un apposito albo del personale abilitato ad effettuare gli interventi di manutenzione sul SSB di SCMT Fase 12: Monitoraggio delle prestazioni Il monitoraggio delle prestazioni è effettuato dall Impresa Proprietaria del rotabile, come descritto in RFI deve ricevere la segnalazione delle anomalie rilevate sul campo e deve partecipare all analisi delle stesse al fine di: Filtrare le segnalazioni di anomalie e raggrupparle per categoria in modo da individuare con precisione il malfunzionamento; Individuare la soluzione al malfunzionamento rilevato; Definire la scheda di revisione delle SRS Volume 3 e pianificare l implementazione della modifica. Alla gestione delle anomalie devono partecipare anche le Imprese Fornitrici come descritto in Sperimentazione Allargata Il monitoraggio del sistema durante l esercizio, una volta rilasciati il certificato del NOME ed i Certificati di Circolazione, è indicato in [R9] con il termine sperimentazione allargata. Tale attività consta essenzialmente nella verifica del comportamento del sistema durante le normali condizioni di esercizio considerando gli aspetti: funzionale; ergonomico; affidabilistico. Relativamente agli aspetti funzionali, questa attività può avvalersi pure dell utilizzo del simulatore con lo scopo di riprodurre scenari che nascono da situazioni impiantistiche riscontrate sulla linea o generare scenari nuovi non precedentemente testati. Le non conformità che dovessero emergere nell ambito del completamento della valutazione di sicurezza e durante la sperimentazione allargata, dovranno essere gestite in modo analogo a quanto svolto per il NOME. Il verificarsi di una non conformità intollerabile può determinare il

52 52 di 66 ritiro del NOME con conseguente interruzione dell esercizio del sistema. V3E.24 [E] Il periodo di sperimentazione allargata dovrà considerare un numero di ore di funzionamento complessivo del sistema sufficiente per garantire una valutazione statisticamente valida dei parametri di affidabilità nel rispetto del contratto in essere e dei requisiti RAM a specifica. Anche terminata la sperimentazione allargata, in concomitanza con il conseguimento dell omologazione CENELEC, il monitoraggio deve continuare per il resto della vita del sistema, dando luogo all attività di retrofit Fase 13: Modifiche e riattuazioni I riscontri dal campo dei rotabili della serie, acquisiti da RFI in fase di sperimentazione allargata, concorrono alla modifica delle specifiche ad hanno ricadute sul CdV di AG, come specificato in Fase 14: Dismissione (e Smantellamento) La dismissione del SSB, a carico di RFI, è parte della dismissione del sistema SCMT, ovvero della rimozione dall esercizio del sistema di controllo Requisiti per l'impresa Proprietaria del Rotabile Fase 10: Accettazione L Impresa Proprietaria del Rotabile è responsabile della parte finale delle attività di Collaudo come descritto in [R18]. In particolare deve effettuare la verifica ultimazione lavori dei Collaudi d installazione, e una corsa prova finalizzata alle attività di Collaudo Funzionale. La fine dell attività di accettazione è determinata dalla restituzione del rotabile all Impresa Proprietaria del Rotabile Fase 11: Esercizio e Manutenzione Nella fase di Esercizio e Manutenzione l Impresa Ferroviaria gestisce le attività tramite personale con adeguata formazione e abilitazione Esercizio V3E.131 [E] Il PdC deve guidare il locomotore nel rispetto delle istruzioni rilasciate da RFI, IPCL [R19], e relativamente all uso dell apparecchiatura SCMT, sia in caso di normale funzionamento che di avaria Organizzazione, ruoli e competenze nelle operazioni di Manutenzione V3E.149 V3E.29 [E] Le attività di manutenzione svolte dalla Impresa Proprietaria del rotabile, devono essere condotte in accordo alla manualistica prodotta dal Fornitore, e alle Linee Guida di RFI [R22]. [E] Il personale incaricato delle operazioni di Manutenzione e

53 53 di 66 verifica dovrà essere formalmente abilitato allo svolgimento degli interventi nonché della firma dei Report. V3E.31 [E] Il personale abilitato dovrà essere professionalmente specializzato ed istruito sia sulle modalità di esecuzione degli interventi di manutenzione e verifica, sia sul corretto impiego degli strumenti di misura, delle attrezzature e dei Tool utilizzati. V3E.32 [E] È responsabilità dell Impresa Ferroviaria comunicare gli aggiornamenti sulle abilitazioni del personale alla Direzione Tecnica di RFI (CESIFER). V3E.33 [E] È responsabilità del Quality Manager incaricato dall Impresa Ferroviaria verificare la competenza del personale coinvolto, la completezza delle attività svolte e raccogliere i relativi report di manutenzione e verifica Fase 12: Monitoraggio delle prestazioni Il monitoraggio è effettuato in modo continuo durante la fase di esercizio scortato come definito in [R16], tramite la presenza a bordo del rotabile del Capo Deposito Istruttore. Terminata tale fase, e rilasciato il NOME, il monitoraggio durante l esercizio, necessario anche per la rilevazione dei parametri RAM, è garantito dalle segnalazioni effettuate dal PdC tramite apposita scheda, oppure da messaggi via radio inviati tramite il sistema di diagnostica remota Rilevazioni RAM Gli aspetti relativi alle rilevazioni dei parametri R.A.M. che sono oggetto di specificazione, rilevazione, analisi e monitoraggio sono i seguenti: V3E.34 Affidabilità di base; Affidabilità di missione, suddivisa fra le due categorie che contemplano i guasti immobilizzanti ed i guasti di servizio come definiti in [A21] e [R1]; Manutenibilità, espressa sia in termini qualitativi che di MTTR; Disponibilità. [E] Ai fini delle rilevazioni dei parametri RAM, il SSB viene considerato configurato come assieme di LRU i cui dati identificativi verranno integrati con i dati relativi al rotabile su cui l oggetto è montato (tipo di rotabile, n progressivo, impianto di assegnazione). L organizzazione del gruppo di rilevamento deve essere concordata fra Fornitore e Impresa proprietaria del rotabile. Un esempio di composizione è: Un gruppo di verifica (GV) per la raccolta, il trattamento e la valutazione dei dati, formato da:

54 54 di 66 un rappresentante dell Impresa Ferroviaria (coordinatore del GV); un rappresentante dell Impresa Fornitrice; un rappresentante della Committenza; Il responsabile del Fornitore e dell utilizzatore per l assistenza tecnica e la manutenzione relative agli interventi di ripristino e riparazione sulle apparecchiature e componenti segnalati guasti dal PdC Modalità operative di rilevamento dei parametri RAM. Le modalità operative del rilevamento dell'affidabilità, Manutenibilità e Disponibilità devono essere concordate fra Committente, Fornitore e Impresa Ferroviaria. Una procedura di esempio è la seguente, dove il punto 1 si riferisce soltanto alla rilevazione di Disponibilità, il punto 2 a quella di Affidabilità, i punti 3 e 5 a quelle di Affidabilità e Manutenibilità, il punto 4 alla sola Manutenibilità. I rimanenti punti sono comuni ai tre parametri. Il rilevamento della disponibilità viene effettuato ogni giorno alle 8:00 da un incaricato dell'impresa Ferroviaria che indica in una tabella l'efficienza completa o meno di ciascuno dei rotabili della flotta. Per ogni guasto alle apparecchiature del SSB (in fase di effettuazione treno o preliminare) il PdC emette uno specifico rapporto ed effettua una annotazione sul libro di bordo TV25, indicando i codici segnalati dalla diagnostica e rilevati sul cruscotto. Per ogni segnalazione di guasto il responsabile dell'impresa Ferroviaria informa (se necessario) il responsabile del fornitore per l'assistenza tecnica e la manutenzione per l'attuazione degli interventi di verifica, ripristino e riparazione. Tali interventi prevedono la compilazione, da parte degli addetti, di una scheda di Rapporto di Guasto (RG), conforme al modulo indicato in Tale scheda, contenente commenti o informazioni relative all'eventuale addebito dei guasti, viene compilata anche in caso di interventi di manutenzione correttiva. Per ogni intervento di manutenzione preventiva viene compilato dagli addetti un Rapporto di Manutenzione (RdM), contenente le indicazioni o i riferimenti necessari per definire l'intervento effettuato (durata, ore-uomo impiegate). Il coordinatore del GV provvede al trattamento dei dati contenuti nei RG ed RdM alimentando un database in cui vengono caricati: la configurazione del SSB, prodotta dal fornitore la codifica dei modi di guasto di ciascun LRU, prodotta dal fornitore le informazioni disponibili sugli interventi di manutenzione (tempo di riparazione o sostituzione, tempo di fuori servizio del SSB, parti sostituite, etc.) oppure i giorni di disponibilità/indisponibilità dei rotabili della flotta Il coordinatore del GV provvede, con cadenza bimestrale, a convocare una riunione del GV in cui vengono presentati e discussi i report di sintesi sul monitoraggio dei parametri

55 55 di 66 RAM ricavati dalle elaborazioni del database. Il GV discute e valida i report, adottando o proponendo le azioni correttive eventualmente ritenute necessarie. Al termine del periodo di rilevamento il coordinatore presenta al GV le proprie considerazioni conclusive e le inoltra quindi per il seguito con la gestione contrattuale, corredandole con gli eventuali commenti proposti dagli altri membri del GV Affidabilità La rilevazione dell affidabilità viene effettuata mediante la raccolta ed il trattamento dei dati di guasto delle apparecchiature costituenti il SSB, associando i dati di base raccolti con il loro effetto sull esercizio ferroviario, anche se di tipo sperimentale. V3E.40 V3E Manutenibilità [E] Per le misure dell affidabilità di base e di missione, ed ai fini della valutazione del profilo di missione e del duty-cycle, i componenti elettrici, elettronici, pneumatici e meccanici montati a bordo dei rotabili sono considerati come dormant nelle fasi di riposo, ed operativi (in ambiente Ground Mobile) nelle fasi in cui le relative apparecchiature sono inserite. In caso di mancata conoscenza degli effettivi tempi di inserzione delle apparecchiature, cautelativamente si considerano coincidenti con quelli di marcia del rotabile, ricavati dai fogli di corsa. [E] Per le misure dell affidabilità di base e di missione, i modi di guasto da prendere in considerazione per ciascun LRU saranno quelli indicati nella Analisi FMECA del sistema, se è stata effettuata, è disponibile ed è completa. In caso contrario il fornitore deve predisporre, per ogni LRU indicato nella distinta tecnica di progetto (DTP), una lista dei modi di guasto, con relativa codifica. La rilevazione della manutenibilità, intesa sia come tempi di ripristino, sia come misura dei costi di manutenzione, viene effettuata mediante la raccolta ed i trattamento dei dati relativi alle note di lavoro che devono essere emesse per la effettuazione di qualunque intervento di manutenzione preventiva e correttiva sulle LRU e sulle apparecchiature complete che costituiscono il SSB. V3E.42 V3E.43 V3E.44 [E] Ai fini del trattamento statistico dei dati di manutenzione devono essere correlati ad ogni LRU i dati di guasto rispetto ai modi di guasto indicati nella Analisi FMECA. [E] Ai fini del trattamento statistico dei dati di manutenzione devono essere correlati alle apparecchiature costituenti il SSB gli stessi dati di guasto riportandoli nella configurazione ed architettura secondo la quale gli LRU stessi sono aggregati nel rotabile [E] Ai fini del trattamento statistico dei dati di manutenzione devono

56 56 di Disponibilità essere correlati alle apparecchiature costituenti il SSB le operazioni di manutenzione preventiva. La rilevazione della disponibilità, intesa come percentuale di tempo in cui il SSB è pronto ad operare ed efficiente rispetto al tempo assoluto, viene effettuata in modo aggregato per tutto il SSB, non disaggregando il dato rispetto alle diverse apparecchiature e componenti Modulistica per il rilevamento Per quanto concerne la modulistica da utilizzare per i rilevamenti dal campo, al fine di garantire uniformità nella rilevazione e nel trattamento dei dati, si farà uso di quella di seguito indicata Modulo Rapporto di guasto del PdC Il rapporto è formalizzato in apposita scheda. La scheda va compilata e firmata a cura del PdC per ogni guasto o anormalità rilevata a terra e nell'impiego dell apparecchiatura di bordo ed allegata al libro di bordo TV 25 della locomotiva per il successivo completamento da parte del personale di manutenzione. Devono essere riportati il mezzo e le circostanze dell'evento (numero treno, tipo di rotabile, tratta, etc.). La scheda deve contenere una breve descrizione del fatto o comportamento rilevato indicando possibilmente l'apparato o il componente che ha avuto un comportamento anomalo o irregolare o un guasto, anche intermittente. Occorre inoltre riportare l'eventuale messaggio diagnostico apparso a video a seguito del manifestarsi del guasto o malfunzionamento Nella scheda va indicato se è stato rilevato un concomitante guasto di terra, e se è stato emesso il relativo M40 (qualora noto al compilatore) Modulo Rapporto di guasto manutenzione rotabili Il rapporto è formalizzato in apposita scheda. La scheda va compilata e firmata a cura del personale dell'officina ML o MV presso cui viene effettuato l'intervento di manutenzione sul rotabile sul quale si è manifestato il guasto. Essa va compilata per ogni guasto o anormalità riscontrata nell'impiego del rotabile, segnalata dal PdC, ed anche per ogni avaria rilevata autonomamente dal personale di manutenzione in occasione di controlli, verifiche o azioni di manutenzione preventiva. La scheda costituisce la principale base informativa del sistema di rilevazione del comportamento in esercizio ai fini dell'affidabilità e dei costi di manutenzione per le apparecchiature installate sui rotabili e deve pertanto essere compilata con la massima accuratezza dal personale tecnico preposto. Le schede vanno raccolte e numerate in ordine progressivo di compilazione e trasmesse al GV secondo quanto previsto dalle modalità di gestione dei dati RAM. La scheda deve riportare:

57 57 di 66 il mezzo e le circostanze dell'evento. il riferimento al rapporto del PdC (se disponibile) data e ora di inizio e termine effettivo del lavoro di manutenzione eseguito. l'impegno della riparazione, in termini di ore impiegate. il tempo totale in cui il rotabile è rimasto fermo per eseguire la riparazione. il tipo di evento o l apparecchiatura segnalata o ritenuta guasta La segnalazione di guasto secondo la codifica guasti ed LRU indicata dal fornitore la causa presunta che ha determinato il guasto. l'intervento manutentivo effettuato. in una tabella i riferimenti degli eventuali LRU sostituiti nel corso dell'intervento manutentivo effettuato, riportando le indicazioni necessarie di P/N, S/N (se esistente), le quantità, il riferimento allo schema o al disegno in cui il componente è identificabile, la riparabilità o meno dell oggetto smontato. le decisioni relative alla addebitabilità del guasto Fase 14: Dismissione e Smantellamento L Impresa Proprietaria del Rotabile deve mettere a disposizione del Fornitore il rotabile su cui il SSB deve essere disinstallato, e concordare con la Committenza gli interfacciamenti che devono essere rimossi Requisiti per l'impresa Fornitrice Fase 7: Produzione Per i rotabili della serie la produzione del SSB equivale a quanto effettuato per la TdS e definito nel ciclo di vita dell Applicazione Generica Fase 8: Installazione V3E.87 [E] Sui singoli rotabili della serie il Fornitore deve effettuare le operazioni d installazione in modo conforme al progetto d installazione approvato per la relativa TdS Fase 9: Validazione della Serie Il Verifiche che devono essere effettuate sui rotabili della serie al fine dell Immissione in Esercizio, dopo che sono state effettuate le analoghe verifiche della TdS, sono descritte come attività di Collaudo della Serie [R18].

58 58 di 66 Ciò che distingue l installazione del SSB SCMT su un rotabile di serie rispetto ad una TdS sono: L integrità dei componenti L interfaccia con il rotabile Occorre verificare: Equivalenza degli elementi tra serie e TdS in termini di numero, caratteristiche e collocazione; Buono stato dei componenti; Corretto interfacciamento tra gli elementi del SSB e verso il rotabile. Al fine di verificare gli ultimi tre punti precedenti si effettuano una serie di prove anche sulla logica funzionale, aventi come obiettivo quello di sollecitare almeno una volta le interfacce con il rotabile ed il PdC e valutare il comportamento del SSB. La fase di validazione del sistema necessaria per l immissione in servizio e l accettazione del sistema, può, nella parte relativa alle responsabilità dell Impresa Fornitrice, essere identificata con le attività di Collaudo della Serie Il Fornitore deve effettuare il Collaudo dell installazione su tutti i rotabili di Serie, per cui la relativa TdS abbia ricevuto il certificato NOI. Il collaudo prevede le seguenti verifiche: Verifica installazione meccanica; Verifica installazione elettrica (rigidità ed isolamento); Verifiche funzionali su apparecchiature non SCMT; Verifica configurazione Hardware; Caricamento parametri e verifica della configurazione del SW; Calibrazione e verifica sotto sistema di captazione discontinua; Calibrazione sotto sistema di captazione odometrico; Calibrazione sotto sistema di captazione continua; Verifiche funzionali SCMT statiche valide per la serie. Verifiche di ultimazione lavori; Verifiche Funzionali dinamiche. Il Flusso operativo della procedura di collaudo è quello descritto per la TdS in Figura 10. V3E.88 [E] Il Fornitore deve rispettare i requisiti definiti in Nel caso della serie, RFI si relaziona solo con l Impresa Proprietaria del Rotabile alla quale può richiedere, attraverso attività ispettiva, tale evidenza come da Disposizioni 23/2004 e 17/2004.

59 59 di 66 V3E.89 [E] E lasciato al proprietario del rotabile, al Fornitore del SSB SCMT al Fornitore della parte meccanica del rotabile concordare chi debba collezionare la diversa documentazione/bollettini tali da poter costituire un Quality Dossier. E ammesso pure che il QD sia costituito da due Dossier distinti, per es. parte rotabile e parte segnalamento, purchè siano organizzati in modo tale che la loro composizione consenta di costituire un QD completo allineato all indice richiesto nelle Linee Guida RFI Fase 11: (Esercizio e) Manutenzione Manutenzione V3E.26 V3E.27 V3E.28 [E] Si definisce operazione di manutenzione ogni intervento che appartenga ad una procedura di: manutenzione programmata e/o correttiva del materiale rotabile; manutenzione preventiva alle apparecchiature del SSB SCMT; manutenzione correttiva alle apparecchiature del SSB SCMT aggiornamento del SW del SSB SCMT; [E] A valle di ogni operazione di manutenzione sui rotabili per i quali è stato rilasciato il NOI e il NOME, devono essere applicate le procedure di verifica descritte in [A22]. [E] Le operazioni di manutenzione non necessitano alcuna modifica ai progetti di predisposizione ed installazione per i quali è stato rilasciato il NOI Gestione delle configurazioni SW e HW Al fine di uniformare e generalizzare le informazioni, per quanto riguarda la gestione della configurazione SW ed HW devono valere i seguenti requisiti: V3E.90 V3E.66 V3E.67 V3E.68 [E] Il Fornitore deve mantenere un archivio con lo stato della documentazione HW e SW di tutti i rotabili attrezzati, aggiornato a seguito di ogni intervento manutentivo o upgrade del SW. [E] Ciascun Fornitore deve indicare le modalità di definizione dei codici di versione. [E] La versione del SW/HW dell intero SSB deve essere univocamente identificata tramite codice alfanumerico: il suddetto codice è riepilogativo delle configurazioni dei componenti/moduli che ne definiscono l architettura. [E] Ciascun Fornitore deve indicare i componenti/moduli e la codifica adottata in cui scomporre l intero SSB, in termini di

60 60 di 66 componenti SW e HW, sulla base della architettura implementata. In Figura 13 si riporta un esempio di composizione: SOFTWARE (versione XXX) UNITA' LOGICA PRINCIPALE (versione YYY) INTERFACCE (versione ZZZ) Configurazione Parametri (versione KKK) unità 1 (versione AAA) interfaccia 1 (versione DDD) parametro 1 (versione GGG) unità 2 (versione BBB)... interfaccia 2 (versione EEE)... parametro 2 (versione HHH)... V3E.69 V3E.70 V3E.71 V3E.72 V3E.73 unità n (versione CCC) interfaccia m (versione FFF) parametro k (versione JJJ) Figura 13 - Scomposizione del SW in componenti /moduli [E] Per ogni versione complessiva deve quindi essere indicata la versione dei singoli componenti/moduli. [E] la versione SW/HW complessiva dovrà essere indicata sempre in corrispondenza del rilascio di un certificato di MIS (Nulla Osta) o di omologazione, mentre per gli step intermedi non sarà richiesto che ogni qual volta vari la versione di un modulo/componente sia aggiornata pure quella dell intero SW. [E] Ogni variazione di versione deve essere sempre giustificata da una relativa descrizione. [E] Devono essere rintracciabili i singoli componenti HW all interno di tutti i dispositivi. [E] Per ogni dispositivo deve esistere la lista dei componenti HW e dei relativi lotti di provenienza Fase 12: Monitoraggio delle prestazioni Il monitoraggio delle prestazioni è a carico principalmente della Committenza e dell Impresa Proprietaria del rotabile.

61 61 di 66 Tuttavia, l Impresa Fornitrice, nel caso in cui sia rilevata un anomalia causata da guasti di natura HW/SW dell apparecchiatura SCMT, deve supportare RFI nell analisi del malfunzionamento e provvedere all implementazione della modifica da effettuare Fase 14: (Dismissione e) Smantellamento Le operazioni a carico del Fornitore per la fase di smantellamento del sistema sono la definizione delle procedure per la disinstallazione ed eventualmente lo smaltimento delle apparecchiature del SSB V3E.150 V3E.151 V3E.152 V3E.153 V3E.154 [E] Il Fornitore deve definire le procedure per la disinstallazione sicura delle apparecchiature componenti il SSB, con la descrizione del metodo da usare e della strumentazione necessaria. [E] Il personale coinvolto nelle operazioni di smantellamento deve possedere una competenza analoga al personale che effettua l installazione. [E] Le procedure di disinstallazione devono comprendere indicazioni circa la sicurezza del personale coinvolto e delle apparecchiature interessate nel caso di interfacciamenti con altri dispositivi di bordo (scosse elettriche, sovratensioni, collegamenti a massa). [E] Nel caso di non recupero delle apparecchiature disinstallate, deve essere prevista una procedura di smaltimento conforme alla legislazione applicabile. [E] Alla fine dell operazione di smantellamento deve essere ripristinata la normale funzionalità dei sistemi di bordo esterni al SSB. 5 Linee guida alla stesura del Contratto Il presente capitolo riporta le linee guida per la stesura del contratto tra RFI e le Imprese fornitrici, per la progettazione, realizzazione, MIS ed Assistenza del SSB di SCMT a bordo di rotabili TdS e Serie concordati. 5.1 Generalità V3E.102 V3E.103 V3E.104 [E] Il Fornitore deve dichiarare per esteso, in allegato al Contratto, tutti gli articoli delle Condizioni Generali di cui approva le clausole. [E] Il Contratto deve riportare la suddivisone delle responsabilità fra Committente, Fornitore ed Impresa Ferroviaria nelle attività di progettazione e realizzazione dei rotabili da attrezzare oggetto della fornitura. [E] Il Contratto deve riportare l elenco dei rotabili da attrezzare con

62 62 di 66 V3E.105 V3E.107 V3E.108 V3E.109 l SSB di SCMT e la relativa architettura che deve essere fornita dall Impresa per tali rotabili. [E] Il Contratto deve riferire la versione delle Specifiche dei Requisiti Volumi 3 e 4 applicabile per la fornitura in oggetto, e di tutti i documenti di riferimento. [E] Il Contratto deve riportare la definizione e la schedulazione delle macro-attività in apposito modello (Gantt o equivalente). [E] Il Contratto deve definire le voci di tariffa da applicare e le modalità di effettuazione dei pagamenti. [E] Il Contratto deve prevedere che le imprese forniscono i documenti anche in formato elettronico non modificabile, e l insieme di tali documenti dovrà essere periodicamente aggiornato dal fornitore. La frequenza di aggiornamento dovrà essere concordata fra le parti. Contestualmente verrà fornito un rapporto sullo stato di sviluppo lavori e sullo stato della documentazione. 5.2 Prescrizioni per la Qualità V3E.110 V3E.111 V3E.114 [E] Il Contratto deve prevedere che la fornitura dei complessi ed ogni altra prestazione complementare oggetto della fornitura, relativa al SCMT SSB, sia eseguita nel rispetto delle Condizioni Generali di Contratto in vigore. [E] Il Contratto deve prevedere che le imprese fornitrici siano in possesso di un sistema di organizzazione aziendale per la qualità (sinteticamente Sistema Qualità) conforme alle norme UNI EN ISO. [E] Il piano della qualità (PdQ) deve descrivere tutte le attività, nessuna esclusa, che il fornitore intende mettere in atto per garantire i tempi di consegna, i costi della fornitura ed il rispetto delle prestazioni attese dalla Committenza, e deve essere sottoposto ad Approvazione da parte del Committente. Il fornitore deve attenersi a quanto previsto nel Quadro di Base preliminare riferito in [A25] per il Piano di gestione della fornitura (PGF). V3E.115 [E] Il Contratto deve indicare, nel caso di Consorzio o Raggruppamento Temporaneo di Imprese, la predisposizione del PGF del Consorzio o del Raggruppamento, nel quale descrivere come verranno armonizzate e coordinate le attività di tutte le imprese che ne fanno parte, per garantire la qualità finale dell intera

63 63 di 66 V3E.116 realizzazione. Tale documento deve poi essere integrato dai PGF più specifici predisposti da ciascuna consorziata/raggruppata per la realizzazione della parte di competenza. [E] Nel Contratto deve essere previsto che l appaltatore presenti entro il termine indicato nel PGF (comunque non oltre trenta giorni dalla stipula del contratto) il Piano della Progettazione (PdP) per l approvazione da parte della Committenza. V3E.117 [E] Il Contratto deve prevedere che il Piano degli Approvvigionamenti (PdA) sia consegnato dal Fornitore entro il termine indicato nel PGF o comunque almeno 30 giorni prima dell inizio delle relative attività. V3E.118 V3E.119 [E] Il Contratto deve prevedere per ciascuna delle attività oggetto della fornitura, che il Fornitore sottoponga alla preventiva approvazione della Committenza il relativo Piano di Fabbricazione e Controllo (PFC) entro il termine indicato nel PGF o comunque almeno 30 giorni prima l inizio delle relative attività. [E] Per lo svolgimento di attività di assistenza alla Committenza per l avvio e l utilizzazione dell oggetto della fornitura, il Contratto deve indicare che il Fornitore rediga il relativo Piano di Assistenza Tecnica (PAT) da presentare per la relativa approvazione, entro il termine indicato nel PGF o comunque almeno 30 giorni prima dell inizio delle relative attività. 5.3 Prescrizioni RAM Gli aspetti relativi alle rilevazioni dei parametri R.A.M. che sono oggetto di monitoraggio sono definiti in fase 12. Essi hanno valore ai fini della attribuibilità e possono determinare penalizzazioni per il Fornitore. Si definiscono come guasti addebitabili i guasti che sono oggetto di applicazione di penalizzazioni stabilite a livello contrattuale. V3E.120 V3E.121 [E] Il Contratto deve riportare le modalità di applicazione delle penali per il mancato raggiungimento degli obiettivi RAM del SSB di SCMT definiti, per il SSB non installato nel Volume 3, per il SSB installato a bordo del rotabile in Volume 1 Appendice G, Allegato 6. [E] In relazione al contratto di sviluppo relativo ai rotabili prototipo e di testa di serie i parametri RAM ed i relativi valori di target, specificati nell appendice G del volume 1 delle SRS, costituiscono oggetto di rilevazione ed analisi e monitoraggio ai fini della attribuibilità, ma, a causa della esigua numerosità della popolazione degli

64 64 di 66 equipaggiamenti e della natura stessa del processo di sviluppo, non costituiscono elementi per la applicazione di penalizzazioni, salvo quanto eventualmente dovesse essere rilevato come condizione anomala di indisponibilità rispetto ad un ordinario processo di messa a punto di nuove apparecchiature Definizione del periodo di rilevamento e dei riferimenti per il calcolo dei parametri RAM V3E.36 V3E.37 V3E.38 V3E.39 UC0.181 [E] Ai fini delle rilevazioni RAM per il SSB completo e per i relativi componenti, il Committente definirà un periodo, non inferiore a 6 mesi di utilizzazione effettiva delle apparecchiature, durante il quale effettuare i rilevamenti ai fini delle verifiche sul conseguimento dei target di affidabilità. [E] Ferma restando la durata minima di 6 mesi, il periodo di rilevamento potrà anche essere differente per componenti diversi, tenuto conto che un tempo-componente riferito ad una flotta omogenea, per essere statisticamente significativo deve essere almeno dell ordine di 2-3 volte l MTBF di target del componente stesso. [E] Una volta definito il periodo di rilevamento verranno determinate, in base ai profili di missione ed alla configurazione del sistema, le orecomponenti (e ore-apparecchiatura) da prendere in conto come riferimento per il calcolo dei tassi di guasto (e del loro inverso MTBF). [E] I valori di MTBF, ed il relativo tasso di guasto, saranno misurati per mezzo delle formule a troncamento di tempo che fanno uso della distribuzione χ 2 ; sarà discrezione del Committente scegliere la confidenza desiderata per la misura. [E] Il metodo di calcolo teorico dell'mtbf non è ritenuto vincolante, mentre devono essere definiti con la massima cura i criteri della sua verifica nelle reali condizioni di esercizio e le azioni conseguenti ad eventuale mancato rispetto dei valori Guasti addebitabili e guasti non addebitabili V3E.122 V3E.123 V3E.124 [E] Sono da considerarsi non addebitali i guasti indotti da cause esterne eccezionali, non prevedibili o non valutabili in sede di progettazione del SSB (ad es. scariche atmosferiche). [E] Sono da considerarsi non addebitali i guasti dovuti ad errato uso o errata manutenzione del SSB. [E] Sono da considerarsi non addebitali i guasti dovuti a vandalismo

65 65 di 66 V3E.125 V3E.126 o manomissioni. [E] Sono da considerarsi non addebitali i guasti secondari o indotti da altri guasti di apparecchiature non appartenenti al SSB. [E] Tutte tipologie di guasto, comprese le perdite di ermeticità o di isolamento, esclusi i guasti non addebitabili (definiti nei requisiti precedenti), proprie del SSB saranno considerate addebitabili. Per le tipologie di guasti addebitabili di natura non HW si deve fare riferimento a quanto specificato nel Volume Assistenza Tecnica Il servizio deve essere erogato sulla base di una comunicazione effettuata dall Impresa Ferroviaria all atto della rilevazione di guasti al SSB. V3E.134 [E] Nel Contratto deve essere riportato il periodo di disponibilità del servizio di assistenza tecnica richiesto e deve coprire la vita intera del sistema Assistenza Tecnica in garanzia Il servizio di assistenza tecnica in garanzia deve essere tale che il SSB garantisca i requisiti richiesti nel contratto e nei suoi allegati, comprese le SRS. Le attività di assistenza tecnica in garanzia comprendono gli interventi correttivi atti a ripristinare la perfetta funzionalità del SSB nel caso di guasti determinati da usura o eventi casuali. V3E.ag V3E.127 V3E.128 V3E.129 [E] Il Contratto deve specificare la durata del periodo di assistenza tecnica in garanzia, i rotabili TdS di applicabilità della garanzia, e in generale le condizioni del servizio di assistenza tecnica in garanzia. [E] Il Contratto deve specificare che il fornitore dovrà provvedere a sua cura e spese a tutte le riparazioni relative a guasti del SSB riconducibili a difetti delle apparecchiature. Sono da considerarsi esclusi dagli obblighi di assistenza tecnica tutti quegli eventi riconducibili a cause esterne quali vandalismo, eventi naturali, incidenti, non altrimenti attribuibili a responsabilità del fornitore. [E] Il Contratto deve specificare, per permettere l espletamento di tali attività, la disponibilità di adeguati locali ubicati negli impianti di assegnazione dei rotabili. [E] Il Contratto deve prevedere che nel Piano di Assistenza Tecnica (PAT) del SSB, il Fornitore indichi, oltre alle operazioni di propria competenza, anche quelle che saranno svolte da personale

66 66 di 66 V3E.130 V3E.132 V3E.133 dell Impresa Ferroviaria. [E] Il Contratto deve prevedere che nel PAT il Fornitore descriva l organizzazione che intende adottare per svolgere il servizio di assistenza tecnica, ovvero il numero e la qualificazione tecnica del personale impiegato. [E] Il Contratto deve specificare che durante il periodo di assistenza tecnica il fornitore tenga nota, per tutti gli interventi effettuati una scheda, eventualmente sostituita da copia della Nota di Lavoro. [E] La scheda per la registrazione degli interventi effettuati deve riportare almeno le seguenti informazioni: giorno ed ora nelle quali viene riscontrata la necessità di un intervento di manutenzione correttiva; giorno ed ora in cui ha inizio l intervento giorno ed ora in cui l intervento ha termine; descrizione dell intervento effettuato Costituzione del magazzino scorte Il fornitore è tenuto a dare evidenza della costituzione del magazzino scorte e della sua gestione nel Piano di Assistenza Tecnica. V3E.139 V3E.140 [E] Al fine di garantire le prestazioni del SSB in termini di affidabilità e disponibilità, durante tutta la vita del sistema incluso il periodo di garanzia, il fornitore dovrà costituire una scorta di ricambi. Le quantità e la tipologia di tutti i materiali, nonché delle attrezzature per la manutenzione dovrà essere proposta nel PAT. [E] Il Fornitore deve costituire presso il deposito dell Impresa Ferroviaria o presso il proprio stabilimento e/o presso gli stabilimenti dei propri subfornitori, una sufficiente scorta di materiali da utilizzare nei casi di avaria di parti in garanzia. La quantità e il tipo dovrà coprire tutti i fabbisogni per le riparazioni in garanzia e il rispetto dei requisiti RAM riportati in [A21].

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