QUALE MISSIONE PER LE CURE DOMICILIARI DEL SSN? Francesco Longo CARD, Roma, 23 maggio 2013 1
Agenda 1. Evidenze sui tassi di copertura dei bisogni 2. Trend finanziari di sistema 3. Tagli lineari o trasformazione strategica? 4. Le trasformazioni strategica della geografia dei servizi 5. Spesa per ADI nel SSN 6. Quali missione per home care SSN? 2
Tassi di copertura dei bisogni: anziani a Milano Stima anziani non autosufficienti ultra 65enni residenti a Milano: 39.581** Anziani in carico: 8.900 (22,5% anziani n.a.) Stima numero badanti città di Milano: 32.000 ANZIANI (Dati 2009 2010) Anziani inseriti in RSA: 3.657 Anziani inseriti in forme innovative di residenzialità: 35 Anziani inseriti nel Servizio Affido Anziani : 37 Utenti Centri Diurni Integrati: 439 Utenti SAD: 4.764 3
Tassi di copertura dei bisogni: anziani a Bologna STIMA NAZIONALE Stima IRS 2008, ~1 badante per ogni 10 anziani ultra 65enni STIMA REGIONALE Stima badanti per la popolazione RER: ~100.000 badanti, per una spesa complessiva di circa 1,2 miliardi di euro all anno STIMA ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI provincia Bologna: 42.926 STIMA BADANTI provincia Bologna: ~23.100 badanti per una spesa complessiva di ~280 milioni di euro all anno STIMA ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI provincia Ferrara: 16.934 STIMA BADANTI provincia Ferrara: ~9.100 badanti per una spesa complessiva di ~110 milioni di euro all anno 4 4
TASSI COPERTURA SOCIO-SAN SSN N. badanti (stima IRS 2008) 774.000 N. dipendenti SSN (dato 2009, Ministero Salute) 646.083 5
Tassi di copertura ambulatoriali SSN 6
DATI DI BACKGROUND: LE NUOVE FAMIGLIE A BOLOGNA Le famiglie unipersonali sono aumentate di circa il 68% negli ultimi 25 anni Fonte: Profilo Comunità Bologna (2010) 7
Trend finanziari SSN Dal 1992 al 1995, con l azione dei governi tecnici chiamati a fronteggiare la crisi finanziaria, il rapporto spesa sanitaria pubblica/pil scese del 14%. Nel 2000, il rapporto spesa sanitaria pubblica/pil era già risalito ai livelli pre crisi. Incidenza % della spesa sanitaria sul PIL Anno 1990 1995 2000 Spesa corrente SSN 5,9% 5,1% 5,9% Spesa corrente privata 1,3% 1,9% 2,0% Spesa corrente totale 7,2% 7,0% 7,9% Fonte: elaborazioni su dati RGSEP 2011 e ISTAT 2012 8
Razionalizzazione degli input o dei servizi? 1/2 Prevale razionalizzazione INPUT: nelle regioni con PdR Dove continuano a prevalere le misure di cost-cutting Benché negli ultimi anni -> maggiore attenzione verso la rimozione delle cause strutturali dei disavanzi e verso l'adozione di strumenti manageriali più innovativi nelle politiche del governo centrale Definanziamento rispetto al tendenziale Inasprimento dei vincoli di bilancio (ammortamenti da coprire e investimenti auto-finanziati) Interventi dettagliati sugli input (n. posti letto, blocco turnover, limite alle consulenze, prezzi unitari di acquisto, tetti alla farmaceutica e ai dispositivi ) 9
Razionalizzazione degli input o dei servizi? 2/2 personale Sicilia privato accreditato Calabria Campania Andamento disavanzi delle regioni Sicilia in PdR Molise 1.800 2007-2010 2002-2006 Abruzzo 1.600 Lazio 1.400 Liguria 1.200 0% 2% 4% 6% 8% 10% 1.000 beni e servizi senza pdr Calabria Campania Molise Abruzzo Lazio Liguria -10% 0% 10% 20% farmaceutica convenzionata 800 SENZA PDR senza pdr 600 Sicilia Sicilia Calabria Calabria 400 Campania 2007-2010 Campania 200 Molise 2002-2006 Molise Abruzzo Abruzzo 0 Lazio 2007 2008 2009 2010 Lazio 2011-200 Liguria Liguria 0% Abruzzo 5% 10% Campania 15% 20% Lazio Liguria -6% Molise -4% -2% Sardegna 0% 2% Sicilia 4% 6% 10 2007-2010 2002-2006 2007-2010 2002-2006 10
Innovazioni nella geografia dei servizi I. Diminuzione dell offerta ospedaliera Il calo dei PL ha riguardato soprattutto l acuzie, dove la dotazione è scesa da 5,7 PL/1000 abitanti del 1998 a 3,6 PL/1000 ab., I PL di riabilitazione sono rimasti 0,6/1.000 ab. Prevedibile un ulteriore diminuzione: il D.L. 95 del 06/07/2012 ha ulteriormente ridotto la dotazione-obiettivo a 3,7 PL per 1.000 abitanti, di cui 0,7 per riabilitazione e lungodegenza. La riduzione è da ottenere interamente attraverso la soppressione di UOC: prevedibile la chiusura di reparti con casistica a bassa complessità e trasformazione piccoli ospedali Fonte: elaborazioni su dati Ministero della Salute 11
Innovazioni nella geografia dei servizi I. Diminuzione dell offerta ospedaliera Numero di posti letto previsti (RO, acuti e non acuti) presso strutture pubbliche ed equiparate (blu) e private accreditate (Case di cura, fucsia). 300.000 250.000 Numero PL in RO 200.000 150.000 100.000 50.000 0 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 PL pubblici ed equiparati PL privati accreditati Fonte: elaborazioni su dati Ministero della Salute 12
Innovazioni nella geografia dei servizi II. Aumento dell offerta territoriale Aumento dei volumi di produzione degli ambulatori poli specialistici aperti 5/12h, spesso ex presidi ospedalieri. Incremento delle strutture intermedie per la sub-acuzie e la lungodegenza ( upgrade per le RSA e downgrade per gli hospice). 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% Gruppi multidisciplinari a domicilio 51% Ospedalizzazione domiciliare 48% Dimissione protetta 90% Dimissione assistita/programmata 69% Team infermieristici di comunità 52% Strutture di ricovero di riabilitazione 80% Strutture ambulatoriali di riabilitazione 71% Centri di comunità/ poliambulatorio specialistico 48% PL Territoriali 27% 20% 10% 0% Triage telefonico 7% TRANSITIONAL CARE Strutture intermedie intra-ospedaliere 17% INTERMEDIATE CARE Fonte: Rapporto OASI 2010 13
Innovazioni nella geografia dei servizi III. Continuità della cure tra livelli di assistenza (H-T) Iniziative di Disease Management di tipo funzionale (PDTA, altre forme di integrazione H-T, modello CREG in Lombardia, Chronic Care Model in Toscana) Modelli di cure primarie di tipo strutturale ( Casa della Salute in Emilia Romagna) Veri e propri modelli regionali per la gestione territoriale della cronicità (slide seguenti), fondati sull associazionismo dei MMG, ma anche sulla valorizzazione della professione infermieristica. A livello ospedaliero,sviluppo di reti interaziendali per patologia o funzionali (cardiologia, reti emergenza/urgenza) 14
Innovazioni nella geografia dei servizi III. Continuità della cure tra livelli di assistenza (H-T): Modelli regionali di disease management Decentramento aziendale Integrazione funzionale tra MMG Accentramento regionale Integrazione strutturale e multi - professionale Modalità tradizionali di remunerazione Internalizzazione UCCP Rischio imprenditoriale Esternalizzazione UCCP 15
SPESA SSN PER AMBITI DI CURA: quanto alla domiciliarità? Codice Ambito Mediana costo per res Media costo per res % media su costi totali % cumulata u1 Ricoveri ospedalieri 724 697 41% 41% c1 Farmaceutica 285 273 17% 58% b1 Specialistica 231 220 13% 71% efg101 Medicina di Famiglia (MMG e PLS) e Continuità assistenziale 98 103 6% 77% m1 Strutture Residenziali e semiresidenziali Anziani 72 77 4% 81% s1 Salute mentale 62 59 4% 85% ir101 Prevenzione, Sanità Pubblica e Screening 62 56 3% 88% q1 Pronto Soccorso 50 49 3% 91% p1 Riabilitazione e lungodegenza 19 28 2% 93% n1 Disabili 25 35 2% 95% d1 Protesica e Integrativa 28 27 2% 97% h26 Domiciliari 21 22 1% 98% l1 Materno Infantile 18 18 1% 99% t1 Dipendenze 15 16 1% 100% o1 Hospice 2 3 0% 100% Totale costi per i residenti calcolati "dal a107 basso" 1.700 1.682 100% 16
QUALE MISSIONE PER HOME CARE SSN? 1/2 1. ACUTI: breve degenze ospedaliere o day service + ambulatoriale o DIMISSIONE PROTETTA (quando costo/efficace o per pazienti non ambulanti) 2. CRONICI: enfasi su ambulatorio, integrazione professionale, controllo compliance + SELFCARE e TELEMEDICINA 3. ANZIANI FRAGILI E NON AUTOSUFFICIENTI: integrazione all assistenza sociale autoprodotta/autofinanziata: - supporto formativo/educazione care giver - funzioni infermieristiche o mediche specialistiche - coprogettazione PAI - controllo compliance 17
QUALE MISSIONE PER HOME CARE SSN? 2/2 1. Le cure domiciliare sono solo un pezzo della filiera di cura e non una unità operativa a se stante 2. Obbligo a una logica complementare e integrativa 3. In ogni cluster di pazienti hanno finalità diverse: - ACUTI: per non ambulanti - CRONICI: supporto al selfempowerment - FRAGILI: cura specialistica e supervisione care giver 4. Necessitano di competenze distintive oltre quelle tecniche: - di integrazione professionale - di consulenza al malato e ai familiari - di educatori sanitari - di supervisori del care giver 18