LINEE GUIDA PER IL TRATTAMENTO

Похожие документы
Con il termine programma Teacch si intende l organizzazione dei servizi per persone autistiche realizzato nella Carolina del Nord, che prevede una

«Ha sempre le mani nei pantaloni...» Autismo, comportamenti problema e sessualità

Tecniche strategie e metodologie del processo di insegnamento-apprendimento. a cura della Dott.ssa Donata Monetti

L intervento neuropsicomotorio nei bambini con autismo

TITOLO INIZIATIVA DESTINATARI LUOGO DURATA COSTO AMBITO TITOLO INIZIATIVA DESTINATARI LUOGO DURATA COSTO AMBITO

I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO NELL ETA EVOLUTIVA FORMAZIONE E INTERVENTI POSSIBILI

Dalla Diagnosi Funzionale al PEI. Valutazione delle abilità attraverso l osservazione del comportamento e i test

STRATEGIE VISIVE PER LA COMUNICAZIONE

Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice

Le tecniche di educazione speciale

PEP 3:Psychoeducational Profile Third Editition

La definizione dei ruoli e la condivisione di linguaggi nel progetto di aiuto per le persone con disturbi dello spettro autistico. A.

Le abilità necessarie per usufruire al meglio del potenziale educativo della scuola: quali sono? come costruirle? Come mantenerle?

Il progetto di vita: la funzione del docente

STRATEGIE DI INTERVENTO PER LO SVILUPPO DELLE ABILITA COGNITIVE E SOCIALI

Dott.ssa Lorenza Fontana

Le autonomie : comprendere e gestire le relazioni e situazioni sociali

Autismo e scuola: aspetti organizzativi, obiettivi e modalità di apprendimento, relazione con i compagni.

Insegnare le abilità sociali con la carta a T. ins. Fabrizia Monfrino

AUTISMO E ABA. Dott.ssa Lara Reale Scuolaba ONLUS

Il Modello SIFne: il contesto educativo

Disturbi dello Sviluppo (DS): approccio riabilitativo in età scolare

Corso di formazione Autismo e inclusione scolastica LA VALUTAZIONE E IL PERCORSO EDUCATIVO DI DUE BAMBINI CON AUTISMO

Data di pubblicazione. ottobre Data di aggiornamento. ottobre 2015

I DISTURBI COMPORTAMENTALI

Piazza dei Martiri, 1/ Bologna

Rapporto dal Questionari Insegnanti

L OSS NEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA. L integrazione dell alunno con disabilità: l operatore socio sanitario

Il Parent Training per famiglie con figli con DGS e/o disabilità intellettiva

11 Maggio Presso: V Circolo Didattico G. Modugno. Barletta. Ore

G iochi con le carte 1

PROGETTO INTEGRATO TARTARUGA IL METODO DI VALUTAZIONE DEI BAMBINI CON DISTURBO AUTISTICO

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

AREA AUTISMO Carta dei servizi

BES e PEI :Corso pratico e teorico per l inclusione scolastica

09 Marzo Ore Presso: ISTITUTO SUORE CLARISSE FRANCESCANE. Via AMENDOLA GIOVANNI, BARI

Il disagio educativo dei docenti di fronte al disagio scolastico degli alunni Appunti Pierpaolo Triani (Università Cattolica del Sacro Cuore) Milano

Le storie sociali. Francesca Vinai e Clea Terzuolo

Che volontari cerchiamo? Daniela Caretto Lecce, aprile

TEATRO (Percorso interdisciplinare)

La Leadership efficace

Progetto Teatro. (laboratorio teatrale)

Corso di Formazione. Sessioni d insegnamento. Come e cosa insegnare ai bambini autistici. 18 Gennaio Ore 9,00 18,00

CORSO BUSINESS CONTINUITY AND DISASTER RECOVERY MANAGEMENT LE 10 PROFESSIONAL PRACTICES

IDEE E STRATEGIE OPERATIVE

PROGRAMMAZIONE COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA

Il programma TEACCH. programma TEACCH

STRATEGIE DI MODIFICAZIONE ED INSEGNAMENTO DEL COMPORTAMENTO. Leone Elisa Educatrice professionale

OGGETTO: CORSO DI FORMAZIONE SUI DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO.

PROGETTO ACCOGLIENZA Classi prime Anno scolastico 2012/2013

Monitoraggio fasi finali del progetto e valutazione. Elementi di caratterizzazione del progetto della rete

7 CIRCOLO DIDATTICO - MODENA

LE STRATEGIE DI COPING

Giochi nel mondo. Laboratorio di intercultura

Project Cycle Management

SCUOLA PRIMARIA GEOGRAFIA. Competenza: 1. Comunicazione efficace Indicatore: 1.1 Comprensione

Disabilità e qualità dell integrazione

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

ISTITUTO COMPRENSIVO DI CANEVA DIPARTIMENTO AREA MATEMATICA-SCIENZE-TECNOLOGIA Scuola Primaria di SARONE. Il Supermercato a scuola

Lo Sviluppo delle Capacità

Laura Viganò

ASD Disturbo dello spettro autistico

LAVORI A TAVOLINO. B) APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO DOCENTI Riepilogo (48 questionari compilati)

TOLLO CH -VIA CAVOUR N.2

Orientamento in uscita - Università

NUOVI APPROCCI PER UN MANAGER ALLENATORE : IL PROCESSO DI COACHING

Accogliere e trattenere i volontari in associazione. Daniela Caretto Lecce, aprile

DIAGNOSI ED INTERVENTO PRECOCE:

Complesso edilizio Le Verginelle aula 6-23 febbaio 2016 ore 15. Approccio TEACCH

La comunicazione interpersonale. Dr. Savio Stocco, psicologo e psicoterapeuta

SCENARIO. Personas ALICE Lucchin / BENITO Condemi de Felice. All rights reserved.

Lezione n 2 L educazione come atto ermeneutico (2)

PROTOCOLLO PER L ACCOGLIENZA ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

Al termine del lavoro ad uno dei componenti del gruppo verrà affidato l incarico di relazionare a nome di tutto il gruppo.

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: OHSAS AV2/07/11 ARTEMIDE.

La ricerca empirica in educazione

Agenzia Regionale di Protezione Civile &!!

Progetto 5. Formazione, discipline e continuità

Appendice III. Competenza e definizione della competenza

OBIETTIVI EDUCATIVI E DIDATTICI

I principi di Anffas Onlus sul tema della presa in carico precoce Michele Imperiali comitato tecnico anffas onlus

Il teatro è uno strumento educativo e formativo che i bambini praticano. da sempre nella forma spontanea e divertente del gioco.

Approfondimenti e-book: I laboratori come strategia didattica autore: Antonia Melchiorre

IL LAVORO IN RETE NEI SERVIZI EDUCATIVI SPECIALISTICI

Aiutare i bambini che hanno la possibilitàdi sviluppare le caratteristiche dello spettro autistico. Pescara,

La lettura con la tecnica del jigsaw (gioco a incastro)

Autismo Disturbi pervasivi dello Sviluppo

Alessandro Ricci Psicologo Psicoterapeuta Università Salesiana di Roma

L allievo con autismo a scuola. Quattro parole chiave per l integrazione


Visita il sito

TEST DI ORIENTAMENTO PER LA SCELTA DELLA SCUOLA SUPERIORE

Comune di Firenze - Servizi all infanzia Una collaborazione fra istituzioni per prevenire il disagio

L IMPORTANZA DEL COACHING NELLE AZIENDE

SCUOLA PRIMARIA GEOGRAFIA. Competenza: 1. Comunicazione efficace Indicatore: 1.1 Comprensione

PROGETTO FORMAZIONE ALUNNI

Ufficio Scolastico Regionale per l Abruzzo. Rapporto dal Questionari Studenti

CIRCOLO DIDATTICO DI SAN MARINO Anno Scolastico 2013/2014

Транскрипт:

LINEE GUIDA PER IL TRATTAMENTO

La finalità a lungo termine del progetto terapeutico è quella di favorire l adattamento del soggetto al suo ambiente e in rapporto alle specifiche caratteristiche del suo essere autistico

Il raggiungimento di tale finalità prevede: 1. la definizione di una serie di obiettivi intermedi, che si articolano nell arco dell età evolutiva 2. Il coordinamento e la verifica delle strategie messe in atto all interno di ciascun intervento

Gli interventi sono finalizzati a : 1. Correggere comportamenti disadattivi 2. Pilotare la spinta maturativa per facilitare l emergenza di competenze che possano favorire il futuro adattamento del soggetto all ambiente in cui vive 3. favorire lo sviluppo di un soddisfacente adattamento emozionale

Strategie di intervento approcci comportamentali approcci evolutivi

Approcci comportamentali Tradizionali Neo-comportamentali

Approcci comportamentali ABA Applied Behaviour Analysis Lovaas e collaboratori (1987)

Principi Base 1. Il luogo privilegiato dove sviluppare l intervento sono gli ambienti dove la persona trascorre gran parte del proprio tempo

2. L intervento deve essere iniziato precocemente e condotto in maniera intensiva; non conosce limitazioni nella sua applicazione relative ad età o a patologie

3. L intervento viene condotto facendo riferimento alle strategie derivate dall approccio di analisi e modificazione del comportamento.

L analisi del comportamento (Behavior Analysis) è lo studio del comportamento, dei cambiamenti del comportamento e dei fattori che determinano tali cambiamenti

4. L intervento si focalizza inizialmente sull insegnamento sistematico di unità di comportamento piccole e misurabili, per rivolgersi ad altre più ampie

L ABA prende in considerazione i seguenti elementi: 1. gli antecedenti 2. Il comportamento in esame 3. Le conseguenze 4. Il contesto in cui il comportamento si verifica

Le tecniche terapeutiche sono: 1. la sollecitazione (prompting) 2. la riduzione delle sollecitazioni (fading) 3. il modellamento (modeling) 4. l adattamento (shaping) 5. il rinforzo

Quali domande porsi? Qual è il comportamento che desidero ottenere o eliminare? Quali stimoli e informazioni possono facilitare o impedire il comportamento? Quali conseguenze renderanno più probabile il ripetersi di questo comportamento in futuro? STIMOLO RISPOSTA - CONSEGUENZA

Schema ABC Analisi funzionale: forma di osservazione sistematica che si basa su un presupposto di tipo operante (Contingenza a 3 termini): non si limita a considerare il comportamento manifestato dal soggetto ma cerca di metterlo in relazione con le situazioni che precedono la comparsa dei comportamenti stessi e le conseguenze da essi prodotti. Manipolazione sperimentale delle variabilivalutazione

Obiettivi Primo: prevenire il problema affinché non si manifesti. Questa è la situazione ideale, ma non è sempre possibile Secondo: gestire il problema quando si manifesta

Prevenire il comportamento Individuare e successivamente modificare o eliminare le cause del comportamento problema Aumentando le capacità comunicative: Scegliere e richiedere Protestare e rifiutare Comunicare il no Insegnare regole

Tecniche per calmare Evitare lesioni fisiche per il bambino e per sé, mettendo in sicurezza il soggetto Comunicare chiaramente quello che lo studente deve fare Parlare meno Usare se stessi come strumento visivo Aspettare Usare consapevolmente il contatto oculare Ridurre l attenzione Riprendere la situazione dove si era lasciata

Discrete Trial Lovaas 1981 Ciascuna seduta prevede una serie di trial altamente strutturati Il trial è un evento di apprendimento, in cui il bambino è stimolato a rispondere ad un specifico comando o stimolo

TEACCH (Treatment and Education of Autistic and Related Communication-Handicapped Children Schopler, University of North Caroline) non è un metodo, né un tipo di trattamento per bambini con autismo ma un organizzazione di servizi

Propone un insegnamento strutturato basato sull'approfondita valutazione dei punti di forza e di debolezza di ciascun bambino

Persegue lo scopo di favorire l'adattamento della persona con autismo nel proprio ambiente di vita, attraverso precise modalità organizzative e specifiche strategie educative personalizzate

Non propone un percorso rigido ma mostra modi e strumenti per individuare priorità, obiettivi, punti di forza e stili di apprendimento tipici dei bambini autistici

L'adattamento dell'individuo all'ambiente si persegue attraverso due linee di azione integrate: da un lato il potenziamento delle capacità dell'individuo, soprattutto relativamente alla comunicazione e all'interazione sociale dall'altro la modifica dell'ambiente secondo le specifiche caratteristiche del bambino autistico

Fondamentale è la collaborazione genitori-professionisti che viene costruita attraverso specifici percorsi di parent-training, al termine dei quali i genitori diventano capaci di collaborare anche alle delineazione delle priorità educative da inserire nel piano di trattamento

Formazione integrata delle équipe per: 1. potenziare la conoscenza di tutte le caratteristiche del disturbo 2. affinare l'abilità di affrontare i problemi che si possono presentare lavorando con soggetti autistici 3. sviluppare un sentimento di responsabilità congiunta relativa al trattamento

Collaborazione tra specialisti (psicologi, pedagogisti, insegnanti, tecnici della riabilitazione) che rende l'équipe capace di vedere il bambino in maniera globale, di interpretarlo nella prospettiva dei genitori e di lavorare in collaborazione con loro nel corso dello sviluppo, di avvalersi in modo più efficace dei contributi dei consulenti clinici

Aspetti metodologici didattici - Sistema di valutazioni delle abilità - I principi dell insegnamento strutturato - Le strategie di insegnamento strutturato - I programmi specifici per le abilità di comunicazione

Il progetto abilitativo è orientato a: acquisizione di abilità di relazione sociale e di comunicazione (sguardo, saluto, attenzione congiunta, richiesta gestuale, ecc.) abilità utili a favorire lo sviluppo (imitazione, percezione, motricità fine e globale, coordinazione occhio-mano, abilità cognitive e linguistiche) - autonomie (controllo sfinterico, igiene personale, vestirsi, lavarsi, ecc.)

All interno di queste aree verranno poi scelti degli obiettivi enfatizzando: l acquisizione di abilità a focalizzazione crescente (abilità interpersonali, abilità di comunicazione e linguaggio, abilità di autonomia personale e sociale, abilità accademiche, abilità prelavorative, ecc) l attenuazione e risoluzione dei comportamenti problematici (stereotipie, aggressività, autolesionismo, iperattività, ecolalia)

Cosa significa strutturare? Rendere chiara e comunicativa la struttura delle attività e delle richieste Trasformare le indicazioni verbali e astratte in indicazioni concrete, fatte di arredi, oggetti, materiali Significa dare risposte alle domande:

Strutturazione dello spazio fisico Risponde alla domanda "Dove? Consiste nel delimitare degli spazi in modo da facilitare il soggetto nell individuare attività che si svolgono in determinati luoghi

L'organizzazione dello spazio prevede anche di: evitare troppi stimoli distraenti nelle aree di studio e lavoro in modo da facilitare la focalizzazione dell'attenzione del bambino sui compiti rilevanti eliminare decorazioni alle pareti, specchi, tendaggi o altri stimoli simili negli spazi deputati all'effettuazione di attività didattiche

E' utile che tali spazi siano vicini a scaffali o a ripostigli per agevolare l'accesso ai materiali necessari per l'insegnamento Per alcuni allievi, la scrivania di fronte ad un muro bianco elimina le distrazioni e li aiuta a concentrare l'attenzione sugli aspetti rilevanti delle loro attività di apprendimento

La strutturazione del tempo Risponde alla domanda Quando? Gli schemi visivi : sono oggetti, o immagini o scritte che illustrano al bambino le attività programmate e quelle che dovrà effettuare

Gli schemi visivi : preannunciano le attività da effettuare e la sequenza delle stesse, aiutando ad anticipare e prevedere i vari compiti strutturano la nozione di tempo, della giornata attraverso una organizzazione dei tempi, che informa ad ogni momento su ciò che sta accadendo, ciò che è accaduto e che accadrà, aumentando in questo modo la prevedibilità e il controllo della situazione, e diminuendo l'incertezza fonte di ansia

Gli schemi visivi variano a seconda del livello di sviluppo del bambino Le attività da svolgere possono essere presentate con diverse modalità comunicative. Si può andare da una comunicazione attraverso oggetti per bambini non verbali con gravi carenze, a forme più simboliche ed astratte che prevedono l'utilizzo di disegni, numeri, parole.

Principi generali - organizzazione dell'ambiente fisico - la scansione precisa delle attività - la valorizzazione degli ausili visivi - la partecipazione della famiglia al programma d'intervento

Il canale visivo rappresenta un punto di forza per la maggior parte dei soggetti con DSA Io penso in immagini. Le parole per me sono una seconda lingua. Io traduco le parole, sia pronunciate che scritte in filmati a colori, completi di suono che scorrono come una videocassetta nella mia mente (T: Grandin)

Strumenti per dare informazioni: le schede Attività giornaliere regolari Attività giornaliere straordinarie Mancato svolgimento di qualche attività Successione degli eventi Cambiamenti del programma giornaliero Momento in cui finisce un attività e ne inizia un altra

Come si crea una scheda? Dividete la giornata in segmenti Date un nome ad ogni segmento Scegliete un sistema di rappresentazione Scegliete il formato dell ausilio Fate partecipare attivamente il soggetto alla realizzazione della scheda Decidete come sarà utilizzata la scheda nell arco della giornata Usate la scheda per comunicare

Le minischede Riguarda un asso di tempo più limitato rispetto alla scheda giornaliera Può contenere un maggior numero di dettagli che servono a raggiungere l obiettivo Devono essere utilizzate soltanto nel caso in cui il soggetto ne abbia bisogno

I calendari Sono solitamente settimanali Aiutano ad organizzare le vita del soggetto, a comprendere il concetto di sequenza e di tempo

Possono comunicare agli studenti: Quali sono i giorni di scuola e quelli liberi Quando si svolgono le attività Quando si svolgono gite e uscite Quando arriva una persona Quando sono gli appuntamenti (dottori, riabilitatori, ecc.) Chi troveranno a casa al ritorno da scuola Quando arriva la babysitter Quando cambia l insegnante

Schemi visivi per insegnare abilità: fare delle scelte Dare ai soggetti opportunità di scegliere significa permettere loro un maggior controllo della propria vita. Avere delle opportunità di autodeterminazione permetterà loro di aumentare il livello di partecipazione

Come fare: Presentare quello che è disponibile in forma visiva Posizionarle davanti allo studente

Decidere quale forma di comunicazione volete che lo studente usi per fare la sua scelta: Toccare, indicare Consegnare l oggetto o l immagine Combinare i gesti oppure le immagini con vocalizzi o parole Dare allo studente ciò che ha scelto Spostare o rimuovere cose che non sono state scelte

Canalizzazione di una stereotipia attraverso un intervento di modificazione ambientale

Schema di organizzazione del lavoro

Uso di indicatori visivi per organizzare la sequenza di lavoro

Fotografie per la comunicazione alternativa (PECS)

Costruisco una frase con il sistema di comunicazione per immagini

Facilitazioni per la scrittura: supporto visivo per l organizzazione della frase, binari per la disgrafia

Facilitatori visivi per l abilità di problem-solving

Facilitatori visivi per la disgrafia, struttura prevedibile del tempo di lavoro (pausa programmata), rinforzo

Spazio per le abilità domestiche

Mostrare come si deve protestare o rifiutare: Esagerate le espressioni del volto e i gesti Ripetete più volte e incoraggiate lo studente ad imitarvi Usare gli strumenti visivi Create molte situazioni in cui si presentano molte opportunità per esprimere il rifiuto

Comunicare i significati del no Il no è una parola potente I bambini con autismo si sentono spesso dire no in molteplici situazioni Il modo in cui viene comunicata può influenzare la reazione del bambino

La parola no è utilizzata per trasmettere vari concetti: Stop (al comportamento) Scelta non possibile (non puoi scegliere di farlo) Non ora ( ma più tardi sì) Ora di smettere (termine finito) Non c è (non ne abbiamo) Lo decide l adulto (non voglio che tu lo faccia)

Tecniche per far apprendere il NO L obiettivo è avere delle rappresentazioni visive di attività, scelte e altre informazioni illustrate visivamente, in modo tale che la negazione possa essere visualizzata semplicemente

Simbolo internazionale di divieto Nascondere o coprire le immagini relative alle attività che non si possono fare Qualsiasi oggetto o simbolo visivo che faccia capire bene o spieghi le conseguenze

Stabilire le regole generali Renderle visibili Rivedere le regole con scadenza regolare Usare regole visive Mostrare grande attesa Guidare lo studente se necessario Riaffermare la regola e attendere con partecipazione Decidere il passo successivo Dire cosa fare o non fare Mostrare le conseguenze Preferibilmente in forma positiva Definite in modo chiaro Ripetute occasioni di pratica Comodamente trasportabili

Dare consegne Supporti per la gestione del comportamento in classe Quaderno della comunicazione: è uno strumento che l insegnante può utilizzare per rivolgersi ai bambini Limitare al minimo le verbalizzazioni ed utilizzare strumenti visivi Supporti per organizzare le attività (schemi visivi)

Porsi sul livello dello studente Fissare l attenzione Preparare lo studente prima di comunicargli qualcosa Usare i gesti e il linguaggio del corpo con eloquenza Supportare visivamente la vostra comunicazione Parlare lentamente e in modo chiaro Limitare le verbalizzazioni Includere nelle vostre interazioni il tempo di attesa Guidare lo studente o suggerirgli la risposta Mantenere l interazione finché non si ottiene la risposta desiderata

Strutturazione del materiale di lavoro Risponde alla domanda "Che cosa? I sistemi di lavoro forniscono agli allievi le informazioni sul tipo di compito da svolgere Ogni compito da svolgere è contenuto in una scatola posta sullo scaffale di sinistra e contrassegnata da un simbolo del compito (può essere un colore, un numero, una forma, un oggetto, o altro a seconda del livello di comprensione di cui il bambino è capace).

Sul proprio tavolo l'allievo ha gli stessi simboli delle scatole, ad indicare la quantità di lavoro da effettuare E' importante che, una volta disposto secondo le indicazioni visive, il compito risulti comprensibile senza bisogno di ulteriori spiegazioni, almeno dopo un certo periodo presa di contatto

Quando il compito è terminato, la scatola deve essere collocata sullo scaffale di destra, in modo che in ogni momento sia chiaro quanto lavoro è stato eseguito e quanto ne resta da eseguire

Per far capire che è arrivato il momento di far terminare un attività si possono usare: Timer per visualizzare lo scorrere del tempo Specifiche unità di lavoro da fare anziché un periodo di tempo; quando tutti i materiali sono passati da un contenitore all altro, Pallottoliere Fare una croce su un quadrato disegnato su un foglio in cui sono raffigurati tanti quadrati quanto sono i passaggi all attività Una determinata canzone Quando vengono messi via i quaderni

Gli aiuti rispondono alla domanda Come? Guida fisica Indicazione gestuale Suggerimenti verbale Prevenzione delle risposte sbagliate Materiali stimolo facilitanti

Il rinforzo risponde alla domanda: Perché? Infatti può essere difficile per il bambino all inizio di un programma educativo comprendere per quale motivo debba eseguire dei compiti

Perché utilizzare i supporti ambientali? Perché i bambini con autismo hanno difficoltà nella: Generalizzazione: non sono in grado di generalizzare le loro esperienze nei diversi contesti a meno che non gli venga insegnato esplicitamente Perseverazione: tendono a emettere una sola risposta o a rispondere a un solo stimolo anziché produrre risposte diversificate o rispondere a diversi stimoli

Attenzione: impiegano più tempo a spostare l attenzione, sia nella fase in cui staccano l attenzione da uno stimolo, sia in quella in cui la portano su un altro stimolo. Hanno quindi problemi nel comprendere le informazioni che comportano un costante spostamento di attenzione, particolarmente

Caratteristiche dei supporti Individualizzati Socialmente validi Usati in modo coerente Appropriati all età Adattabili

Approcci evolutivi importanza della dimensione emozionale e relazionale in cui si realizza l agire del bambino

Approcci evolutivi 1. Denver Model (Rogers et al., 2000) 2. Developmental Intervention Model (Greenspan et al., 1999) 3. Thérapie d Echange et de Développement (TED), (Lelord et al., 1978; Barthélèmy et al., 1995)

Denver Model University of Colorado Health Sciences Center promosso dagli inizi degli anni Ottanta da Sally Rogers e collaboratori

Modello di presa in carico per bambini con disturbi dello spettro autistico in età prescolare, che enfatizza il ruolo del gioco nell'apprendimento

-Le famiglie devono essere a capo del trattamento dei loro bambini e gli obiettivi, gli interventi e gli approcci devono essere individualizzati

I bambini con autismo possono apprendere con successo Dal momento che l autismo è in sostanza un disturbo sociale, il trattamento deve focalizzarsi sulla disabilità sociale

I bambini sono membri della famiglia e della comunità ed è necessario che abbiano un ruolo nella famiglia, nella vita familiare e nelle attività delle comunità

I bambini con autismo hanno una mente, opinioni, preferenze, scelte e sentimenti; hanno diritto alla espressione di sé e ad un certo controllo del proprio mondo

L autismo è un disturbo complesso che colpisce tutte le aree del funzionamento dell individuo per cui è necessaria una collaborazione interdisciplinare

I bambini con autismo possono sono in grado di diventare comunicatori intenzionali e simbolici

Un approccio di trattamento globale ed integrato deve essere in grado di estrapolare da tutte le esperienze disponibili

Il gioco è uno dei mezzi più potenti di apprendimento cognitivo e sociale Sono necessarie più di 20 ore di intervento strutturato a settimana per ottenere dei progressi ottimali

Ipotetico deficit nell abilità imitativa dovuto ad un sottostante disturbo prassico o della capacità di programmare le sequenze di movimento che impedirebbe il precoce stabilirsi della sincronia e della coordinazione a livello del corpo così da dare inizio alle difficoltà progressive nell area dell intersoggettività

Cardini del trattamento

a) inserimento del bambino in relazioni sociali coordinate e interattive per la maggior parte delle ore di veglia, in modo da poter stabilire sia l imitazione che una comunicazione simbolica e interpersonale (non verbale, affettiva, pragmatica), e così che può avvenire la trasmissione di conoscenze ed esperienze sociali

b) insegnamento intensivo per "colmare" i deficit di apprendimento che derivano dalla passata incapacità di accedere al mondo della socializzazione, dovuta agli effetti dell autismo

L intervento deve avvenire in ambienti strutturati che forniscano una sorta di regolazione esterna Le strategie educative sono strutturate e di tipo cognitivo-comportamentale

Le principali modalità di insegnamento sono: - imitazione, sviluppo della consapevolezza delle interazioni sociali e della reciprocità - potere della comunicazione e sistema di comunicazione simbolica - cercare di rendere il mondo delle interazioni sociali comprensibile come quello degli oggetti per portare il bambino nel ricco ambiente degli scambi sociali