Scuola-Città Pestalozzi



Documenti analoghi
QUESTIONARIO DOCENTI Riepilogo (48 questionari compilati)

Indicazioni nazionali per il curricolo

Scuola-Città Pestalozzi

PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO PER ALUNNI DI MADRELINGUA NON ITALIANA ANNO SCOLASTICO 2014/2015

Strategia Laboratoriale

Problemi tra prima e seconda

L AVORO DI RETE AL OBIETTIVI FORMATIVI

a.a. 2013/ ANNO

Progetto 5. Formazione, discipline e continuità

IL CURRICOLO PER COMPETENZE SECONDO LE NUOVE INDICAZIONI 2012

PROGETTARE UNA GITA. A tale scopo i bambini dovranno ricercare la documentazione che permetta di scegliere la META della gita.

Tirocinio per l integrazione degli allievi con disabilità

Insegnare con il blog. Materiale tratto da:

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER L INTEGRAZIONE

Il disagio educativo dei docenti di fronte al disagio scolastico degli alunni Appunti Pierpaolo Triani (Università Cattolica del Sacro Cuore) Milano

Progetto. Cittadinanza e Costituzione: le competenze e il curricolo

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia C.P.I.A. RAGUSA

Anno scolastico PROGETTO

Il modello formativo dei progetti PON docenti

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA BAROLO

Programmazione Biennio e Triennio serale

PRIMARIA OGGI: COMPLESSITÀ E PROFESSIONALITÀ DOCENTE. Venerdì 13 e Sabato 14 Settembre 2013 Firenze

Titolo dell intervento: L ORGANIZZAZIONE DELL ATTIVITÀ PROGETTUALE. Autore Gian Carlo Sacchi. Fonte Seminario di formazione formatori 16 marzo 2004

Mediaform. Corso di aggiornamento. La Scuola dell inclusione per una nuova società (BES)

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA

Scheda descrittiva del Laboratorio Didattico

PROGETTO SCIENZE E LINGUE Percorsi di apprendimento integrato nelle scuole italiane, francesi e tedesche

Dal lavoro in team alla formazione nazionale e internazionale

Psicomotricità su Scacchiera Gigante. Una sperimentazione nella scuola primaria

RUOLO CENTRALE DEL DS NELL ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DISABILI COME SENSIBILIZZARE E RESPONSABILIZZARE I DIRIGENTI

CONTINUITÀ EDUCATIVO- DIDATTICA

Imparare facendo. Imparare collaborando

catalogo 2012 novembre

PROGETTO D INCLUSIONE PER ALUNNI CON LO SPETTRO AUTISTICO

Alternanza Scuola Lavoro. Un opportunità per valorizzare e caratterizzare i l nostro liceo

PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA ISTITUTO COMPRENSIVO N. 1 DI BOLOGNA

Accoglienza CHI BEN COMINCIA...

Portale Didattico Social Learning Environment

RELAZIONI FINALE FUNZIONE STRUMENTALE AL P.O.F. 2012/2013 AREA 5: GESTIONE TECNOLOGIE DIDATTICHE

PREMESSA Continuità curricolare Continuità metodologica

CE. RI. PE. LA MEDIAZIONE DIDATTICA PER L ACQUISIZIONE DELLE COMPETENZE di Anna Maria Schiano Dirigente Tecnico a r.m.p.i.

FAC SIMILE FORMULARIO COMPILAZIONE E CONSEGNA SOLO ON LINE Monitoraggio dei documenti programmatici

Approfondimenti e-book: I laboratori come strategia didattica autore: Antonia Melchiorre

TEATRO (Percorso interdisciplinare)

coinvolgimento di tutti gli educatori (insegnante di classe, di sostegno, assistenti educatori)

A) Pensi alla Sua istituzione scolastica, comprensiva delle diverse sedi e indirizzi di studio. Quanto è d accordo con le seguenti affermazioni?

COSTRUZIONE DEL CURRICOLO VERTICALE SUL METODO DI STUDIO. FINALITA Favorire il piacere allo studio OBIETTIVI GENERALI

I BISOGNI DEL BAMBINO CON DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO.

L ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE E. FERMI

Bisogni Educativi Speciali

BUONE PRASSI PER L ACCOGLIENZA PROGETTO ACCOGLIENZA

Prot. n /c42 Mirano 17/12/2013 PROGETTO INNOVATIVO AUTONOMO DI SPERIMENTAZIONE ASL. 1.Descrizione dell ordinamento e indirizzo di riferimento

GESTIONE DELLE ATTIVITÀ DI SOSTEGNO DEGLI ALUNNI IN SITUAZIONE DI HANDICAP

: un anno insieme Dove eravamo arrivati?

SCHEDA DEL PROGETTO N 07

2 FINALITA FORMATIVE DELLA SCUOLA PRIMARIA

Cosa sono i Bisogni Educativi Speciali?

INIZIATIVE di FORMAZIONE DOCENTI di Scuole Secondarie di 2 Grado (Programmi sintetici)

ISTITUTO TECNICO TECNOLOGICO STATALE Alessandro Volta PERUGIA

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE CAPACCIO PAESTUM

Realizzato Dall ins. Guadalupi Francesca

L alternanza scuola-lavoro e il riordino del secondo ciclo di istruzione. Dario Nicoli

FORMAZIONE DOCENTI NEOASSUNTI anno scolastico

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

BES (BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI) TRA SCUOLA-FAMIGLIA-SANITA. Paola Damiani Referente BES-USR per il Piemonte Ufficio VI- Dirigente Stefano Suraniti

Introduzione e modello EAS

PROGETTO ACCOGLIENZA A.S. 2013/2014 QUESTO FASCICOLO APPARTIENE A CLASSE PRIMA

INDICAZIONI NAZIONALI 2012 IL TESTO SLIDE 3 A CURA DELLA DOTT.SSA GIOVANNA GRISETA

ATTO D INDIRIZZO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO PER LA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO TRIENNALE DELL OFFERTA FORMATIVA

Piano annuale dell attività di Aggiornamento e Formazione Personale Docente

PROGETTO A SCUOLA DI DISLESSIA

Area POTENZIAMENTO Scientifico

Area B.E.S. PROGRAMMA DIDATTICO PERSONALIZZATO PER STUDENTI STRANIERI A. S. 2014/2015

DSA Come costruire un Piano Didattico Personalizzato efficace. Grazia Mazzocchi

COOPERARE PER APPRENDERE INSIEME RICERCA AZIONE

IT Questionario per formatori di insegnanti di lingue Analisi dei dati

PROGETTO DI INTEGRAZIONE E RECUPERO SCOLASTICO

Linee guida per le Scuole 2.0

Alternanza scuola e lavoro al Vittorio Veneto un ponte verso il futuro

Bando di concorso INNOVADIDATTICA. Progetti di innovazione didattica a sostegno dell obbligo di istruzione

Seminario sull'integrazione scolastica degli studenti disabili martedì 29 gennaio 2013 Sala Consiglio della Provincia di Piacenza

Innovazione e Design educativo per la buona scuola

CORSO DI FORMAZIONE BES E STRATEGIE DI INCLUSIONE

Accoglienza come costruzione e condivisione di regole comuni. BENVENUTI NELLA NOSTRA SCUOLA Convegno 10 settembre 2015 Mirella Cova UST - Mantova

VERBALE DEL CONSIGLIO DI CLASSE

ATTIVITA DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE DOCENTI

Funzioni di gestione degli interventi: esperti

1 Circolo Didattico di Sondrio - Commissione per l handicap Progetto A piccoli passi

Dianora Bardi La rete delle scuole per un modello di didattica nel mobile device

Valutare gli apprendimenti per promuovere la qualità dell istruzione. Francesca Storai - Indire

N.B. A CORREDO DEL MODELLO NELLA CARTE VIENE RIPORTATA LA DOCUMENTAZIONE UTILE PER LA PREDISPOSIZIONE DELLA PROGRAMMAZIONE

Il PNSD nel PTOF d Istituto A cura dell A.D. / F.S. Prof.ssa Gemma Vernoia

2012 Le Nuove Indicazioni

Gli studenti sono immersi nelle tecnologie ma sono carenti nel loro utilizzo dal punta di vista metodologico. Tocca agli insegnanti avviare un

CATALOGO Indice dei corsi di formazione individuali. Modalità online

Si richiamano i punti salienti del D.M. n. 850 del 27/10/2015, in allegato alla presente comunicazione:

Transcript:

Scuola-Città Pestalozzi HANDImatica2014 Bologna - 29 novembre I.C. Centro Storico Pestalozzi (FIRENZE) INNOVAZIONE DIDATTICA E ORGANIZZAZIONE FLESSIBILE A SOSTEGNO DEI DIVERSI MODI DI APPRENDERE Relatrice Roberta Milli Scuola Laboratorio Progetto nazionale di Sperimentazione ex art.11 dpr 275/99, DM 333 10/3/2006

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio alla wikischool La storia Scuola fondata da Ernesto Codignola nel 1945 con uno specifico mandato. Nel 1963 sperimentazione di un percorso unitario dell obbligo scolastico. Nel 1975 la Scuola diventa una scuola totalmente sperimentale. Dagli anni 90, progetti di sperimentazione di 8 anni con verifica intermedia. Nel 1997 la Scuola diventa Centro Risorse per la formazione dei docenti. Nel 2006, Progetto di innovazione e ricerca Scuole Laboratorio insieme alle scuole Don Milani (GE) e Rinascita-Livi (MI), Sperimentazione ex art. 11 DPR 275/99. Dal 2011, si avvia una nuova tappa del Progetto di innovazione e ricerca che prende il nome Dalla scuola laboratorio alla Wikischool insieme con le scuole Don Milani (GE) e Rinascita (MI) Sperimentazione ex art. 11 DPR 275/99, fino al 2015.

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio alla wikischool Compiti delle Scuole Laboratorio Quattro versanti principali 1. Realizzazione di un contesto organizzativo e didattico innovativo 2. Sviluppo di un curricolo verticale integratoper aree e orientato alla progettazione multidisciplinare. 3. Consolidamento e sviluppo del Centro Risorse per lo sviluppo professionale degli insegnanti (D.M. 10 marzo 2006) 4. Sperimentazione di modelli di sviluppo professionale dei docenti, di tirocinio formativoe di modelli organizzativi per l attuazione dell autonomia di ricerca delle scuole.

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio alla wikischool Il wiki: strumento emblema del web 2.0 Collaborazione Condivisione Co-costruzione di contenuti-conoscenze Wikischool, la scuola supportata dalle tecnologie intensifica le interazioni, perciò aumentano: la riflessione la cooperazione l apprendimento reciproco Perché wikischool?

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio alla wikischool Elementi principali del Progetto L ordito: costanti metodologiche 1. Progettazione, sperimentazione, ricerca e valutazione partecipata 2. Sviluppo della professionalità docente (comunità di pratica, documentazione generativa e disseminazione di buone pratiche) 3. Confronto-collaborazione con altre scuole (reti locali e nazionali) e con la formazione (Tirocinio) e la ricerca universitaria La trama: i contenuti 1. L ambiente di apprendimento (si evolve, non solo l aula) 2. Il curricolo verticale (didattica laboratoriale, Laboratori d Area adulti) 3. La scuola-comunità (Consiglio alunni, GASP)

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio verso la wikischool Alunni 6/14 anni - 4 bienni Equipe di biennio Rispondere ai diversi bisogni formativi ed ai diversi stili e livelli di apprendimento degli studenti (apertura delle classi e curricolo verticale) Promuovere lo sviluppo di attitudini e interessi personali (varietà dell offerta per favorire l opzionalità) Sviluppare responsabilità personale e autonomia rispetto al proprio percorso di studio Favorire motivazione e gratificazione che sono alla base del successo formativo Obiettivi dell innovazione

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio verso la wikischool Forme di flessibilità organizzativa e didattica Nuova articolazione dei tempi, degli spazi, dei gruppi Nuovi contenuti per il profilo docente Laboratori disciplinari Open Learning Laboratori e attività trasversali Lavoro autonomo Tutoring Quaderno del mio percorso Peer tutoring Interventi

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio verso la wikischool Costruzione del curricolo Intreccio di tre aspetti fondamentali i contenuti disciplinari le situazioni ed i contesti di apprendimento le scelte metodologiche e organizzative I curricoli sono il prodotto del confronto, della riflessione e dell elaborazione dei docenti I Laboratori di Area (tutti gli insegnanti partecipano secondo la disciplina o l area di insegnamento) Esempi documentati Curricolo disciplinare di Matematica https://sites.google.com/site/curricolodimatematica Curricolo di Scienze https://sites.google.com/site/curricolodiscienze614/ Curricolo trasversale di Teatro https://sites.google.com/site/teatroscuolacitta/

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio verso la wikischool Laboratori Disciplinari Curricolo dei saperi essenziali Didattica laboratoriale Differenziazione Tecnologie Documentazione generativa

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio verso la wikischool Open Learning Apertura delle classi Allievi Docenti Apertura del curricolo Pluralità Opzionalità Personalizzazione Autonomia

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio verso la wikischool Lavoro Autonomo Declinazione dell autonomia nell arco degli 8 anni Individualizzazione Personalizzazione Tecnologie (Blended learning) Ruolo dei docenti (regista, facilitatore, osservatore)

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio verso la wikischool Tutoring e Peer Tutoring Evoluzione del curricolo Educazione Affettiva Metariflessione Quaderno del mio Percorso digitale Metacognizione Consapevolezza Aspetti sociali Profilo docente (relazione educativa)

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio verso la wikischool Tecnologie Tecnologia per una didattica differenziata nel rispetto dei diversi modi di apprendere, a sostegno dell autonomia di ciascuno e della condivisione tra allievi e docenti Tecnologia a portata di mano, dove e quando serve, per imparare meglio (naturalizzazione) Tecnologia a supporto del lavoro collaborativo tra docenti, all interno della scuola e nelle Reti di Scuole a cui partecipano(piattaforma Moodle- Wikischool e Centro Risorse)

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio verso la wikischool Gli ambienti di apprendimento

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio alla wikischool Focus su una esperienza in 2ª primaria Impariamo il disegno geometrico un esempio di organizzazione della classe tra manualità e tecnologia. Classe 2ª primaria, 20 bambini, 1 insegnante Obiettivi disciplinari Riconoscere e rappresentare forme nel piano Utilizzare strumenti per il disegno geometrico (riga, piegature, quadretti del quaderno) Obiettivi trasversali Sviluppare autonomia nell organizzazione del lavoro Sperimentare una molteplicità di approcci allo stesso tema (opzionalità)

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio alla wikischool Focus su una esperienza in 2ª primaria Organizzazione Sono state scelte dall insegnante 5 attività collegate allo sviluppo di abilità didisegno geometrico. Rotazione delle attività: nella stessa seduta (di 2 ore), ogni gruppo ha una attività diversa, in 5 sedute tutti i bambini svolgono le 5 attività. Ognuna di queste attività deve essere realizzata con strumenti diversi: Inserire foto panoramiche della classe 1.Realizzazione di origami: tutorial su ipad 2.Disegno con il righello su carta quadrettata: schede da copiare 3.Disegno con il righello su carta bianca: tutorial su ipad 4.Disegno con il dito su griglia quadrettata: app "Griglia di disegno per bambini lite" su ipad 5.Disegno "unisci i puntini" con il righello: schede predisposte da completare

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio alla wikischool Focus su una esperienza in 2ª primaria Organizzazione Ogni gruppo tavolo ha una grande busta che contiene le istruzioni personali sulpercorsodafareesuglistrumentidausare. I bambini individualmente leggono le istruzioni. I bambini autonomamente vanno a prendere i materiali e gli strumenti che sono a disposizione in classe. Attraverso le istruzioni scritte i bambini arrivano nel Sito di Classe dove trovano depositati i tutorial dell attività e scelgono quello indicato. Ogni bambino lavora individualmente e ha la possibilità di fare una domanda o avere una spiegazione dall'insegnante, può consultarsi con i compagni del tavolo, ma non aiutarsi materialmente. Allafinediognisedutaciascunbambinodeveriempireunaschedadi autovalutazione.

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio alla wikischool Focus su una esperienza in 2ª primaria LA NOSTRA RIFLESSIONE Si organizza il lavoro così perché ogni alunno/a possa sperimentare modalità diverse di accesso ad una stessa attività per trovare il proprio modo di imparare sviluppare autonomia e responsabilità nel lavoro, rispettando anche gli spazi altrui gestire il lavoro secondo i propri ritmi: maggiore duttilità del lavoro (torno indietro, fermo se non capisco ) far nascere la curiosità per quello che verrà fatto poi (contagio della motivazione) usare l'ipad come unodegli strumenti possibili e non l unico strumento (non pervasività della tecnologia)

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio alla wikischool Focus su una esperienza in 2ª primaria Si organizza il lavoro così perché i docenti possano esercitare uno stretto collegamento tra organizzazione, didattica, apprendimento (dare importanza a come si fa e non solo a cosa si fa) avere maggiore possibilità di osservazione avere tempi dedicati per ciascun alunno

Scuola-Città Pestalozzi, dalla scuola laboratorio alla wikischool Conclusioni Volutamente non si è mai fatto riferimento alle disabilità, ai D.S.A. (disturbi specifici dell apprendimento), ai B.E.S. (bisogni educativi speciali), perché questo tipo di didattica, che si avvale anche dell uso integrato delle TIC, e questa organizzazione flessibile, lasciano spazio ai diversi modi di apprendere di tutti, nessuno escluso, sta a noi insegnanti favorirli ed alimentarli.

Non ho mai insegnato nulla ai miei studenti; ho solo cercato di metterli nelle condizioni migliori per imparare Albert Einstein

Grazie! Materiale a cura dell UFFICIO STUDI di Scuola-città Pestalozzi Scuola Città Pestalozzi Via delle Casine 1 50122 Firenze Sito: http://scuolacittapestalozzi.it/