Malattie da accumulo lisosomiale

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Malattie da accumulo lisosomiale

Malattie da accumulo lisosomiale Patologie a trasmissione ereditaria nelle quali la mancanza di un enzima lisosomiale provoca l accumulo di lipidi o glucidi all interno dei lisosomi con danno cellulare. Sfingolipidosi: accumulo intracellulare di sfingolipidi prevalentemente nelle cellule del SNC. Gangliosidosi: accumulo di gangliosidi GM1 o GM2, prevalentemente nelle cellule del SNC (malattia di Tay-Sachs) Mucopolisaccaridosi: accumulo intracellulare di mucoplisaccaridi, principalmente nelle cellule dell apparato osteoarticolare e dei legamenti (sindrome di Hurler e sindrome di Hunter). Glicogenosi: accumulo anomalo di glicogeno nelle cellule epatiche o muscolari. A livello sistemico provoca ipoglicemia (forma epatica).

Accumuli intracellulari di materiali indigeribili Emosiderina: pigmento granulare o cristallino derivato da ferritina (proteina tessutale legante il ferro) in eccesso Deposito localizzato: nelle emorragie il ferro liberato dall emoglobina si lega alla ferritina tessutale e questa va a formare emosiderina (colorazione giallo oro dell ematoma) Emosiderosi: deposito di emosiderina in molti organi e tessuti in condizione di sovraccarico sistemico di ferro (es. anemie emolitiche); non provoca danno tessutale Emocromatosi: deposito di ferro, sotto forma di emosiderina, con danno alle cellule parenchimali ed alterazione della funzionalità degli organi colpiti (fegato, pancreas, miocardio).

Accumuli intracellulari di materiali indigeribili Bilirubina: Componente della bile, derivato dal gruppo eme dell emoglobina. Alterazioni del suo metabolismo (patologie di fegato, vie biliari, pancreas o anemie emolitiche) possono produrre iperbilirubinemia (>1 mg/dl) e deposito della bilirubina nei tessuti (ittero) con particolare localizzazione a livello di fegato, reni, cervello Lipofucsina: Pigmento da invecchiamento, costituito da lipidi e fosfolipidi modificati da perossidazione lipidica. Rappresenta il segnale di allarme del danno da radicali liberi

Amiloidosi -fibrillosi: accumuli di materiale proteico chiamato sostanza amiloide costituita prevalentemente da fibrille polipeptidiche ripiegate a -foglietto Proteine la cui concentrazione nel plasma aumenta in alcune condizioni patologiche che possono culminare nell amiloidosi. La sostanza amiloide provoca aumento di consistenza e di dimensioni degli organi colpiti (in particolare fegato, rene, milza e cuore) Gli effetti patologici sono sia meccanici che tossici Può essere colpito un solo organo (amiloidosi localizzata) o più organi (amiloidosi sistemica) in funzione del tipo di amiloide depositata

Tipi di -fibrille Le -fibrille che si accumulano prendono un nome diverso a seconda della proteina plasmatica da cui derivano. -fibrille AA: originano dalla proteina amiloide del siero (SAP), la cui concentrazione aumenta nella risposta di fase acuta -fibrille AL: originano dalle catene leggere (L) delle IgG nel mieloma multiplo -fibrille Prp: di derivazione prionica (proteinase resistant proteins) -fibrille AB (amiloide beta-proteina): il precursore è una proteina di membrana espressa ubiquitariamente chiamata APP (proteina precursore della amiloide)

-fibrillosi sistemiche Tipo di -fibrillosi Tipo di -fibrille Eziologia Reattiva AA Infiammazione cronica di lunga durata (es. TBC), malattie autoimmuni (es. AR), neoplasie Immunologica AL Mieloma multiplo

-fibrillosi localizzate Tipo di - fibrillosi Tipo di -fibrille Localizzazioni Manifestazioni cliniche Encefalopatie spongiformi Prp (prioni) encefalo Encefalopatie spongiformi di ovini e bovini. Malattia di Creutzfeld- Jacob nell uomo Malattia di Alzheimer AB Encefalo Demenza

Malattia di Alzheimer (MA/AD) Caratterizzata da depositi cerebrali e cerebrovascolari di amiloide che derivano dalla β -proteina (A β), un residuo di 39-43 aa derivante dal clivaggio di una proteina precursore Il ruolo di A β nella patogenesi della demenza non è completamente chiarito Clinicamente caratterizzata da sviluppo lento e insidioso con perdita progressiva della memoria, La forma più comune di demenza nell anziano (>40% dei pazienti >85 anni) Presenza nel cervello di placche neuritiche, o senili: depositi extracellulari di β- amiloide, caratteristici della MA ammassi neurofibrillari: raccolte intra-citoplasmatiche di filamenti di proteina tau polimerizzati. Correlano con la severità clinica della malattia