Le dimensioni del problema Inquadramento clinico generale
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- Norberto Falco
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1 Le Patologie Degenerative Neurologiche e il Territorio Le dimensioni del problema Inquadramento clinico generale Francesco Filippo Morbiato
2 LE DIMENSIONI DEL PROBLEMA Le Patologie Neurodegenerative costituiscono un insieme di condizioni caratterizzate da: danno anatomico e funzionale progressione dei deficit cognitivi disturbi del comportamento compromissione delle attività sociali e lavorative
3 LE DIMENSIONI DEL PROBLEMA L incremento della popolazione anziana comporterà un aumento dei pazienti affetti da Patologie Neurodegenerative In Italia, il numero totale dei pazienti è stimato in oltre un milione (di cui circa con demenza di Alzheimer) e circa 3 milioni sono le persone coinvolte nell assistenza
4 LE DIMENSIONI DEL PROBLEMA
5 LE DIMENSIONI DEL PROBLEMA I costi annuali per ciascun paziente variano da 9000 a euro a seconda dello stadio di malattia Le stime relative ai costi socio-sanitari delle Patologie Neurodegenerative ipotizzano cifre complessive pari a circa miliardi di euro annui, e di questi 6 miliardi per la sola Malattia di Alzheimer
6 LE DIMENSIONI DEL PROBLEMA PREVALENZA DELLE PATOLOGIE NEURODEGENERATIVE 8% dopo i 65 anni oltre il 20% dopo gli 80 anni i casi potrebbero triplicarsi nei prossimi 30 anni
7 L INQUADRAMENTO CLINICO La DEMENZA DI ALZHEIMER è una malattia degenerativa del cervello, progressiva e irreversibile, che comporta: DIMINUZIONE DELLE CAPACITÀ INTELLETTIVE (memoria, attenzione, apprendimento, pensiero, giudizio critico, linguaggio, emozioni, affetti) ALTERAZIONI COMPORTAMENTALI (agitazione, aggressività, vagabondaggio, affaccendamento, perdita dell'orientamento spazio-visuale, confusione, difficoltà a vestirsi e a mangiare, incontinenza, alterazioni del ritmo sonno-veglia) ALTERAZIONI DELLA PERSONALITÀ E DEL CARATTERE DISTURBI PSICHIATRICI (depressione, ansia, allucinazioni, deliri)
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9 L INQUADRAMENTO CLINICO MALATTIA DI ALZHEIMER La diagnosi si basa sul riscontro di placche senili, depositi neurofibrillari e angiopatia amiloide, marker tipici della malattia I marker della malattia di Alzheimer sono riscontrabili anche in soggetti anziani non dementi Il riscontro anatomo-patologico nella Malattia di Alzheimer è utile ai fini di conferma diagnostica in presenza di demenza clinicamente diagnosticata
10 L INQUADRAMENTO CLINICO anamnesi mirata della storia clinica esame obiettivo MALATTIA DI ALZHEIMER Percorso diagnostico valutazione delle capacità funzionali e cognitive (mmse moda) coinvolgimento del mmg (screening) e del neurologo (conferma diagnostica e diagnosi differenziale)
11 M.O.D.A. (MILAN OVERALL DEMENTIA ASSESSMENT) PRIMA SEZIONE ORIENTAMENTO Temporale, Spaziale, Personale e Familiare SECONDA SEZIONE AUTONOMIA quotidiana TERZA SEZIONE TEST NEUROPSICOLOGICI apprendimento reversal - test attenzionale - intelligenza verbale - raccontino - test gettoni - test produzione di parole - street s completion test - agnosia digitale - agnosia costruttiva - In base al punteggio ( ) a) normalità o rischio di deficit cognitivo b) misura del deficit cognitivo
12 L INQUADRAMENTO CLINICO MALATTIA DI PARKINSON Malattia neurodegenerativa a evoluzione lenta e progressiva, i cui sintomi principali sono: TREMORE A RIPOSO RIGIDITÀ (ipertono muscolare involontario) BRADICINESIA E ACINESIA TURBE DELL EQUILIBRIO TURBE DEL CAMMINO TURBE VEGETATIVE
13 L INQUADRAMENTO CLINICO MORBO DI PARKINSON Percorso diagnostico ANAMNESI mirata della storia clinica ESAME OBIETTIVO ESAMI STRUMENTALI (rmn ad alto campo, spet dat scan, pet cerebrale, scintigrafia miocardica mibg)
14 SCINTIGRAFIA MIOCARDICA MIBG Diagnosi differenziale tra M. Parkinson e Parkinsonismi Atipici La MIBG (meta-iodo-benzil-guanidina, marcatore usato in m.n.), normalmente, si fissa a livello delle terminazioni simpatiche post gangliari del SNA. Fin dalle prime fasi della M. di Parkinson, l innervazione simpatica del cuore è danneggiata; la fissazione non avviene e non si rileva tracciante. Nei Parkinsonismi Atipici, invece, gli stessi nervi sono indenni e quindi la MIGB si fissa a livello cardiaco. SATOSHI ORIMO UNIVERSITA DI TOKIO
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