Il concetto di autostima



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IL CONCETTO DI AUTOSTIMA 13 1 Il concetto di autostima L importanza dell autostima è sempre stata evidente a tutti coloro che lavorano con i bambini. È difficile, infatti, rimanere a stretto contatto con i bambini senza preoccuparsi dei loro sentimenti riguardo a se stessi come esseri umani. In tempi recenti pare che l autostima sia diventata un argomento sempre più popolare: libri per genitori, insegnanti, terapeuti e per gli stessi bambini mettono in risalto la necessità d una «autostima positiva». Anche le istituzioni educative iniziano a prendere in considerazione questo concetto. Le scuole stanno cominciando a insegnare ai bambini a essere consapevoli delle qualità che possiedono, valendosi anche di test standardizzati per misurare l autostima e di specifici curricoli scolastici per migliorare l immagine di sé di ciascun bambino. Programmi del genere hanno stimolato un costante progresso circa il modo più efficace di lavorare con bambini che hanno problemi di autostima. È facile fare confusione quando si pensa all autostima dei bambini. Il linguaggio usato può mancare di chiarezza poiché «autostima» e «concetto di sé» vengono spesso usati in modo intercambiabile. Anche le dinamiche di causa ed effetto sono difficili da capire: è una bassa autostima che causa problemi alla vita dei bambini, o sono questi stessi problemi che contribuiscono a far vacillare il senso del proprio valore personale? Sul piano pratico, poi, può essere molto difficile identificare i bambini con problemi di autostima. Ma la domanda più frustrante è: che cosa si può fare per aiutare questi bambini? Il presente capitolo cercherà di fare chiarezza su tali questioni presentando al lettore l approccio elaborato dagli autori. I concetti esposti in questo primo capitolo rappresentano un modello introduttivo per comprendere il tema dell autostima, mentre il capitolo terzo elaborerà ulteriormente tale modello e discuterà del modo in cui esso deve variare

14 IL CONCETTO DI AUTOSTIMA flessibilmente, nell interpretare la situazione di ciascun bambino, a seconda dello stadio evolutivo in cui trova. Che cos è l autostima? L autostima va innanzitutto differenziata dal «concetto di sé», che è la costellazione di elementi a cui una persona fa riferimento per descrivere se stessa. Un bambino potrebbe vedere se stesso come un calciatore, come l amico di Giacomo, come una persona interessata alla fantascienza, come uno studente medio: queste sarebbero tutte componenti del suo concetto di sé. L autostima, invece, è una valutazione circa le informazioni contenute nel concetto di sé, e deriva dai sentimenti del bambino nei confronti di se stesso inteso in senso globale. Se un bambino conferisce un alto valore al fatto di essere uno studente brillante ma è invece soltanto uno studente medio o sotto la media, la sua autostima ne soffrirà. Lo stesso bambino però potrebbe porre, nella sua scala di valori, le capacità atletiche e la popolarità più in alto della bravura scolastica, e di conseguenza avere un alta autostima se riesce bene nelle prime due aree. L autostima di un individuo è dunque basata sulla combinazione di: a) informazioni oggettive riguardo a se stesso e b) valutazione soggettiva di quelle informazioni. Possiamo esaminare la formazione dell autostima pensando al Sé percepito e al Sé ideale. Il Sé percepito equivale al concetto di sé: una visione oggettiva di quelle abilità, caratteristiche e qualità che sono presenti e assenti. Il Sé ideale è l immagine della persona che ci piacerebbe essere: non in modo frivolo («Vorrei essere miliardario»; «Vorrei essere una star del cinema») bensì piuttosto nel desiderio convinto di possedere determinate qualità. Per esempio, un bambino che dà valore al successo scolastico ed è un bravo studente sarà soddisfatto di se stesso. Per contro, un bambino il cui Sé ideale consiste in una grande popolarità tra i compagni ma che nella realtà ha pochissimi amici, soffrirà di bassa autostima. È la discrepanza tra Sé percepito e Sé ideale che crea problemi di autostima. Che cosa, dunque, si vuole indicare con «alta» o «bassa» autostima? Un alta autostima viene considerata una visione «sana» di sé: avere realisticamente carenze e difetti ma non essere ipercritici nel considerarli. Una persona con un autostima positiva si valuta in modo positivo e si sente bene in virtù dei suoi punti di forza, quali che siano. Se un individuo è in gran parte soddisfatto di se stesso, questo non implica che egli non desideri in alcun modo essere differente; al contrario, una persona che ha fiducia in se stessa spesso lavora sodo per migliorare le sue aree di debolezza, e tuttavia «si perdona» se talvolta manca il bersaglio e non riesce in un intento.

IL CONCETTO DI AUTOSTIMA 15 Ci sono persone con bassa autostima che di frequente esibiscono un atteggiamento artificioso di fiducia in se stesse agli occhi del mondo, nel disperato tentativo di provare agli altri e a se stessi che sono persone «all altezza». Altre persone si ritirano invece in se stesse, timorose del contatto con gli altri poiché sono convinte che prima o poi verrebbero rifiutate. Una persona con bassa autostima è essenzialmente una persona convinta che ci sia poco in lei di cui andare fieri. Una bassa autostima può essere poco dannosa se influisce negativamente solo su poche parti del Sé. Il concetto di sé, e di conseguenza l autostima, sono articolati in varie componenti correlate agli aspetti della nostra vita che sono importanti per noi. Per esempio, il bambino di cui parlavamo prima esprimeva valutazioni di sé nelle aree dell atletica, dell amicizia, della partecipazione alle attività di gruppo e del successo scolastico. La sua autostima complessiva, o globale, dipenderà dall importanza che egli attribuisce a ciascuna delle componenti: in sostanza, se conferisce valore alle aree in cui è bravo, la sua autostima globale sarà positiva, mentre una svalutazione di quelle stesse aree darà come risultato dei sentimenti negativi di se stesso nel suo complesso. Alcuni bambini non apprezzano alcuna delle loro buone qualità o abilità, attribuendo invece un valore elevato a tutte le cose che non sanno fare altrettanto bene. Questi bambini, ovviamente, avranno maggiori difficoltà con la propria autostima globale rispetto a quelli che tengono nella giusta considerazione i propri punti di forza. Ogni persona dà valore in modo differente alle cose che la riguardano. Già William James (1890) espresse molto bene quest idea: Io, che ho puntato tutto me stesso sull essere uno psicologo, mi sento mortificato se altri conoscono la psicologia più di me. Ma non mi crea problemi il fatto di convivere con la più crassa ignoranza del greco. Le mie deficienze in quell ambito non mi danno alcun senso di umiliazione personale. Se avessi la pretesa d essere un linguista, sarebbe stato esattamente il contrario (pag. 309). I bambini, comunque, tendono a essere abbastanza simili gli uni agli altri in relazione alle caratteristiche personali cui danno valore. Ciò è dovuto, in parte, alla struttura delle loro vita (tutti devono andare a scuola; la maggior parte di essi vivono in famiglia) e ai compiti cui si trovano di fronte crescendo (essi devono imparare a confrontarsi con gli altri, scoprire l aspetto e i mutamenti che avvengono nel proprio corpo, ecc.). Perciò, in generale, è possibile (e spesso sufficiente) considerare l autostima dei bambini in quattro ambiti specifici (l autostima sociale, scolastica, familiare, dell immagine corporea) oltre all autostima globale.

16 IL CONCETTO DI AUTOSTIMA L ambito sociale (o interpersonale) comprende i sentimenti del bambino riguardo a se stesso come amico di altri. Gli altri bambini lo trovano simpatico, apprezzano le sue idee, lo fanno partecipare alle proprie attività? Si sente soddisfatto delle sue interazioni e dai rapporti con i pari? Un bambino che sia riuscito a soddisfare i suoi bisogni di socialità (non importa quanto in armonia con le concezioni tradizionali di «popolarità») si sentirà a proprio agio con quest aspetto di se stesso. L ambito scolastico riguarda il valore che il bambino attribuisce a se stesso come studente. Questa autostima non è semplicemente una valutazione delle capacità e dei successi scolastici: non tutti i bambini sono studenti «di serie A». È invece la misura in cui il bambino percepisce che è «bravo quanto basta». Se riesce a raggiungere i suoi standard di successo scolastico (e naturalmente questi standard sono modellati dalla famiglia, dai compagni e dagli insegnanti), allora la sua autostima scolastica sarà positiva. L autostima familiare riflette i vissuti che il bambino prova come membro della sua famiglia. Un bambino che sente di essere un membro apprezzato della sua famiglia, che dà il suo proprio contributo e che si sente certo dell amore e del rispetto di genitori e fratelli, avrà un autostima altamente positiva in quest ambito. L autostima corporea è una combinazione di aspetto fisico e di capacità. Essa consiste nella soddisfazione che il bambino prova rispetto al modo in cui il suo corpo appare e alle prestazioni che riesce a eseguire. È tipico che le ragazze siano più interessate ai pregi estetici del loro corpo e i ragazzi invece si preoccupino maggiormente delle performance atletiche, ma ciò non si verifica necessariamente per ogni bambino, e i ruoli tradizionali sono, al giorno d oggi, in rapida trasformazione. L autostima globale è un apprezzamento più generale del Sé e, come abbiamo visto prima, si basa su una autovalutazione integrata di tutte le «componenti» della propria personalità. Un autostima globale positiva si rifletterebbe in affermazioni del tipo: «Sono bravo» o «Mi piace la maggior parte di me stesso». Riassumendo, quindi, l autostima è desumibile dall entità del divario tra Sé percepito (o concetto di sé, ovvero una visione oggettiva del Sé) e Sé ideale (ciò cui la persona dà valore, o a cui vorrebbe somigliare). Un divario grande induce una bassa autostima, mentre un divario piccolo indica in genere un autostima alta. Se intendiamo modificare l autostima di una persona, possiamo fare ricorso a differenti approcci. Primo, possiamo focalizzarci su un particolare ambito problematico (per esempio, scolastico o familiare). Secondo, dobbiamo analizzare il divario tra Sé percepito e Sé ideale. Per modificare questo divario, possiamo agire in due modi diversi: aiutando la persona a cambiare il suo Sé ideale affinché le sia più facile raggiungere i suoi obiettivi (diventati più «ragionevoli»), o aiutandola

IL CONCETTO DI AUTOSTIMA 17 a cambiare il suo Sé percepito, affinché possa vedersi sotto una luce più positiva (benché il Sé percepito venga generalmente descritto come oggettivo, è in realtà soggetto a distorsioni e talvolta è stravolto da preconcetti). Possiamo anche decidere di insegnare al bambino quelle abilità che migliorerebbero la sua performance in un particolare ambito. L approccio con ogni bambino varierà a seconda dei suoi bisogni, ma gli aspetti che abbiamo considerato costituiscono in genere i punti cruciali su cui indirizzare l intervento. Perché è importante l autostima? La maggior parte degli educatori considera un autostima positiva il fattore centrale di un buon adattamento socio-emozionale. Questa opinione è largamente condivisa, e ha una lunga storia. I pionieri della psicologia come William James, George Herbert Mead e Charles Cooley posero per primi l accento sull importanza di un autostima positiva. Molti anni dopo, i neo-freudiani tra essi Adler, Sullivan e Horney incorporarono il concetto di sé nelle loro teorie della personalità e altrettanto fecero Rogers e Fromm. Più recentemente, gli psicologi impegnati sia nella ricerca sia nel lavoro clinico hanno trovato continue conferme al fatto che l autostima positiva è connessa a un funzionamento personale più felice e più efficace; per esempio, la depressione è stata collegata a uno stile cognitivo che comporta una valutazione eccessivamente critica e negativa del Sé. Un autostima sana è sempre stata considerata particolarmente importante nei bambini, perché è in età infantile che si gettano le basi delle percezioni che si avranno di sé nel corso della vita. La competenza socio-emozionale che deriva da un autovalutazione positiva può essere una forza che aiuterà a evitare al bambino gravi problemi futuri. Questo punto di vista è supportato dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (American Psychiatric Association, 1987), che illustra i criteri usati più frequentemente negli Stati Uniti d America per porre diagnosi psichiatriche. La «bassa autostima» è menzionata come una caratteristica associata a molti disturbi infantili. Due esempi molto differenti sono i disturbi dell attenzione, caratterizzati da impulsività e disattenzione 1 (questi bambini vengono generalmente definiti «iperattivi»), e i disturbi fobici connessi ai comportamenti di evitamento, una grave forma di ansia focale. Benché non sia chiaro se una bassa autostima sia 1 In italiano, si veda su questo tema E. Kirby e L. Grimley, Disturbi dell attenzione e iperattività, Trento, Erickson, 1989. [n.d.r.]

18 IL CONCETTO DI AUTOSTIMA sul serio la causa di un particolare disturbo, il fatto che spesso sia associata a seri problemi dell infanzia costituisce un motivo sufficiente per intervenire. In ogni caso, sembra plausibile che una autostima forte possa, entro certi limiti, controbilanciare alcuni problemi psicologici infantili, diminuendo con tale compensazione il grado di difficoltà vissuta dal bambino. Un bambino che si sente bene con se stesso può fronteggiare meglio i problemi che incontra (ad esempio, difficoltà nell apprendimento o altro) e di solito riesce a limitarne gli effetti dannosi. Oltre a essere una componente base della salute mentale, l autostima appare associata ai successi scolastici. Numerosi ricercatori hanno rilevato una correlazione positiva tra buona autostima e voti più alti a scuola. Tale correlazione è ancora più forte quando si considerano specificamente le valutazioni che i bambini danno di se stessi come studenti (la loro «autostima scolastica»). Ancora una volta non possiamo essere certi che un alta autostima sia causa di buoni voti, o che sia vero il contrario, ma è verosimile che la causalità operi in entrambe le direzioni. L impressione che ha il bambino della propria performance scolastica influenzerà per certo la sua autovalutazione. Inversamente, le convinzioni che un individuo ha su se stesso avranno un forte impatto sull efficacia della sua performance, talvolta contraddicendo le sue reali capacità (questo fenomeno è noto come «profezia autoavverantesi»). Riassumendo, l autostima è un aspetto importante del funzionamento generale di un bambino. Essa è probabilmente collegata ad altri ambiti, tra i quali possiamo includere la salute psicologica e la performance scolastica, in modo interattivo; vale a dire, l autostima può essere sia causa sia effetto di un buono o cattivo funzionamento in aree specifiche della personalità. A causa del rapporto interattivo tra l autostima e i vari «settori» del funzionamento personale, è importante indirizzare gli interventi a numerosi ambiti differenti del Sé, come verrà descritto nel capitolo secondo. Come si fa a stabilire se un bambino ha una bassa autostima? In realtà, non è possibile stabilire con certezza se un bambino ha una bassa autostima, non più di quanto sia possibile conoscere, in generale, il contenuto dei suoi pensieri e sentimenti. Per formulare la «migliore congettura», un parere professionale attendibile su questo punto dev essere espresso sulla base di: a) interviste al bambino, ai genitori e agli insegnanti; b) l osservazione del bambino in svariati contesti; c) l eventuale somministrazione al bambino di un test specifico sull autostima. Il capitolo quarto fornisce una descrizione completa delle modalità di valutazione (assessment) dell autostima in un bambino.

IL CONCETTO DI AUTOSTIMA 19 Avvertenze deontologiche È importante che tutti gli educatori o gli psicologi abbiano ben presenti alcuni problemi riguardanti il trattamento della bassa autostima di un bambino. È una tipica situazione terapeutica in cui i desideri del bambino vanno rispettati; nessun operatore può decidere per il bambino. Quando si lavora con l autostima, le domande di base riguardano tendenzialmente che tipo di persona vuol essere il bambino: quali saranno i suoi valori, quali obiettivi aspirerà a realizzare, a quali sogni saprà rinunciare. Senza dimenticare che una guida attenta da parte di un adulto competente può essere molto utile al bambino, è essenziale però renderci conto che dobbiamo rispettare le decisioni del bambino e non imporgli i nostri valori.