In considerazione del progressivo incremento nel nostro paese di separazioni e divorzi, diviene necessario riflettere sui possibili effetti che tali esperienze possono avere sui figli. Gli studi condotti sulla sofferenza connessa alla separ azione dei genitori evidenziano come non sia la separazione di per sé a determinare difficoltà nel minore, ma, piuttosto, le modalità con le quali viene gestita la crisi e, in particolare, l elevato livello di conflittualità che spesso caratterizza la fine della relazione. I genitori, occupati a difendere il proprio orgoglio ferito, corrono spesso il rischio di tralasciare i bisogni dei bambini fino ad arrivare a confonderli con i propri e non si rendono conto di quanto sia importante per la stabilità del figlio il riuscire a 1 / 7
cooperare e a trovare un accordo tra di loro. Quando questo accade, i minori tendono a superare con minori difficoltà la crisi legata alla separazione e ad adattarsi in maniera meno traumatica alla nuova realtà familiare. Oggi, in seguito ad una separazione, la legge sancisce ch e l affidamento congiunto sia la regola, mentre quello esclusivo sia un eccezione che diviene necessaria quando la condivisione dei compiti genitoriali sia reputata pregiudizievole per il minore. La legge, inoltre, riconosce ai figli il diritto di mantenere rapporti con entrambi i genitori e stabilisce la necessità di un coinvolgimento paritario della madre e del padre in tutte le scelte educative riguardanti i figli. La conflittualità ha frequentemente inizio prima della decisione di separarsi e perdura a lungo durante l iter di separazione. I figli, sovente, si trovano a fare da spettatori ad accuse reciproche, offese e spesso vengono triangolati al punto di sentirsi obbligati a prendere le parti di uno dei due genitori, vivendo interiormente la sensazione di tradire l altro. Le loro abitudini quotidiane e le modalità di relazione con i genitori vengono modificate in maniera 2 / 7
considerevole e questo li può portare a vivere stati di profonda confusione e difficoltà emotive in una fase del loro percorso di crescita nella quale avrebbero bisogno, invece, di grande stabilità e sicurezza. E importante che i genitori spieghino al bambino, con un linguaggio idoneo alla sua età, quello che sta succedendo così da permettergli di vivere quest esperienza in maniera partecipe e non come spettatore passivo. Nei figli si può generare un senso di colpa e di responsabi lità rispett o alla situazione conflittuale tra i genitori, che nei più piccolo può portare alla creazione di fantasie rispetto alla loro capacità di influenzare il rapporto genitoriale. Questo è uno dei motivi per cui è preferibile una rottura chiara del rapporto, piuttosto di portare avanti per anni una situazione di crisi coniugale che tende a generare costantemente momenti d imprevedibilità che possono portare il minore ad inibire ogni comportamento per la paura che possa essere quello determinante la rottura coniugale. La separazione genitoriale può portare il bambino a vivere emozioni differenti che possono essere ricondotte a specifiche fasi quali: negazione, in cui il piccolo rifiuta di accettare le separazione fino ad arrivare a negare la realtà; 3 / 7
rabbia, che possono provare verso uno o entrambi i genitori, altri familiari o verso loro stessi quando si ritengono causa o motivo del conflitto; negoziazione, durante la quale il bambino si attiva per rallentare o ostacolare il processo di separazione; depressione, che è caratterizzata da sentimenti abbandonici, apatia e paura; accettazione, quando il figlio ritrova un equilibrio e inizia a sentirsi a proprio agio nella nuova situazione familiare. Solitamente i maschi hanno maggiore difficoltà nell adattarsi alla situazione nel breve termine rispetto alle femmine. Poi ci sono bambini che si mostrano da subito capaci di far fronte al cambiamento, mentre altri che vivono un periodo di difficoltà, che può durare anche 2-3 anni, ma al quale segue un ritrovano equilibrio e altri ancora che a distanza di molti anni non riescono ad adattarsi alla nuova situazione. Nella maggior parte dei casi si riscontra una regressione delle funzioni già acquisite del bambino che varia a seconda dell età. Dai 0 ai 3 anni, i bambini sono più sensibili all intensità delle emozioni che accompagnano gli eventi e per questo le emozioni non elaborate possono manifestarsi attraverso sintomi fisici come disturbi del sonno, inappetenza, sintomi fisici. 4 / 7
Dai 3 ai 6 anni, comprendono e sanno utilizzare il linguaggio, ma non sono ancora in grado di comprendere l evento separativo. Sentendosi responsabili possono manifestare aggressività e ribellione o, al contrario, essere molto ubbidienti. Dai 6 ai 10 anni, diventano più consapevoli del fatto che i genitori non possano sapere tutto e per questo iniziano ad utilizzare le bugie per comprendere i confini della loro autonomia. Può capitare tra i figli unici di riversare la colpa su se stessi, con la conseguente manifestazione di comportamenti autopunitivi, per evitare di colpevolizzare la madre o il padre. Durante l adolescenza, lo sviluppo può incorrere in una repentina accelerazione, in quanto il ragazzo non trova più nei genitori delle figure di riferimento che lo possano aiutare ad affrontare stati emotivi e conflittuali. Investiti di un ruolo di mediazione tra i genitori, si vedono ostacolato il normale processo di individuazione. E frequente osservare un cambiamento del coinvolgiment o da parte dei padri 5 / 7
dopo una separazione. A parte quei papà che mantengono lo stesso coinvolgimento, ci sono padri che, in seguito a quest evento, riconoscono l importanza della relazione con i figli e cominciano, ad esempio, a dedicare loro più tempo e, invece, padri che aumentano la distanza dai figli perché, ad esempio, ritengono poco soddisfacente la frequenza dei contatti. Fondamentale per i genitori e i bambini coinvolti in una separazione è la p ossibilità di permettersi di soffrire, in quanto è solo in questo modo che è possibile superare il dolore dell evento. Sapere che è possibile parlare liberamente ai propri genitori è il primo passo per aiutare il bambino ad esprimere le proprie emozioni e ad ascoltare quello che il bambino sente possa essere meglio per lui. Spesso all interno delle famiglie che vivono una separazione è difficile riuscire a dare spazio alla sofferenz a e per questo può essere utile affidarsi ad uno specialista che, attraverso un percorso terapeutico, possa aiutare i diversi membri ad esprimere i loro vissuti e ad elaborare le emozioni connesse a quest esperienza 6 / 7
talvolta tanto complessa e dolorosa da vivere. Marzo 2014 Dott.ssa Alessandra Gatti 7 / 7