Rottura del menisco del ginocchio
ANAMNESI E STORIA CLINICA Dario S. è un calciatore dilettante che in un cambio di direzione durante una partita avverte un dolore intenso nella parte interna del ginocchio. Immediatamente non riesce a completare la gara e si reca al pronto soccorso dove gli viene posta la diagnosi di sospetta rottura del menisco interno. Dopo aver eseguito una Tomografia Assiale Computerizzata del ginocchio in questione, viene confermata la diagnosi e sottoposto ad intervento di meniscectomia in artroscopia. Dopo 5 giorni dall intervento viene inviato dall ortopedico in palestra per potenziare la muscolatura della coscia operata. 5 6 4 Immagine dei menischi alla tomografia assiale computerizzata. : menisco interno o mediale. Ha la forma di una C aperta ed è più grande del menisco esterno. : eminenza intercondiloidea; è la parte scheletrica della tibia dove si inseriscono i legamenti crociati. : menisco esterno detto anche laterale. Ha la forma di una C chiusa. 4: rotula. 5: gemello mediale. 6: gemello laterale.
DESCRIZIONE DELLA PATOLOGIA Il menisco è una cartilagine posta tra due estremità ossee a scarsa congruenza. Ne abbiamo due per ginocchio (interno ed esterno), ma anche uno a livello dell articolazione acromion-claveare e sterno-claveare, uno a livello dell articolazione temporo-mandibolare e uno a livello della sinfisi pubica. Nel ginocchio il menisco favorisce l articolarità del femore, a superficie convessa, con la tibia, a superficie piatta. I menischi si ritenevano, fino a qualche tempo fa, immobili; tuttavia è stata dimostrata una loro mobilità soprattutto in direzione antero-posteriore. Questo permette una congruenza articolare dinamica e non solo statica. Infatti il rotolamento del condilo femorale durante la flessione del ginocchio viene accompagnato dal movimento del menisco. Una disincronizzazione di tale azione sarebbe uno dei momenti lesivi a carico del menisco. La diagnosi è per lo più clinica grazie alla positività di alcuni tests. Tuttavia la rottura del menisco presuppone, nella maggioranza dei casi, un intervento di asportazione (meniscectomia), pertanto si preferisce confermare la diagnosi mediante tecniche diagnostiche quali: - Tomografia Assiale Computerizzata; - Risonanza Magnetica Nucleare. Queste indagini sono anche utili a porre una diagnosi precisa qualora ci fossero segni concomitanti di una condropatia rotulea (vedi altro caso). La radiografia tradizionale non è in grado di svelare la rottura di un menisco.
I concetti chiave riferiti al caso Dario S. nel cambio di direzione ha utilizzato il piede come punto di appoggio per la rotazione del ginocchio. In specifico la rotazione del ginocchio avviene tra i condili femorali ed i menischi che, in alcune circostanze, ritardano l azione di accompagnamento dei condili rimanendo intrappolati in una morsa ossea costituita da femore e tibia. La lesione meniscale in questo caso ha interessato tutta la periferia del menisco, un po come succede ad una scatola metallica per azione della lama dell apriscatole. Questa rottura si dice a manico di secchio. Naturalmente esistono anche rotture parziali di una sola parte del menisco che, di volta in volta, assume- 5 Immagine di sezione trasversale di un ginocchio. : menisco esterno. : menisco interno con una rottura a manico di secchio. : inserzione sulla tibia del legamento crociato anteriore. 4: inserzione sulla tibia del legamento crociato posteriore. 5: tendine rotuleo. 4 4
Informazioni necessarie per trattare il caso La meniscectomia per via artroscopica consiste in un intervento di microchirurgia in quanto si opera attraverso due o tre fori di cm di lunghezza. Attraverso tali fori vengono introdotti da un lato una sonda esplorativa e dall altro gli strumenti chirurgici. Parte della poca invasività dell intervento consiste anche nel ripulire il menisco nella sola sede dove è rotto. Dopo l intervento in generale vengono utilizzate le stampelle per qualche giorno. Tuttavia in molti Ospedali non vengono più utilizzate. La modesta instabilità che deriva dall asportazione di tutto o di una parte di menisco comporta la necessità di stabilizzare il ginocchio mediante della ginnastica. Immagine artroscopica di una lesione meniscale a flap. : condilo femorale. : il menisco è evidenziato nel punto di lesione. : piatto tibiale. 5
OBIETTIVI L obiettivo principale è quello di ridare stabilità e protezione al ginocchio mediante il potenziamento dei muscoli della coscia. E sbagliato pensare che i responsabili della stabilità articolare siano i soli muscoli estensori. Infatti vi concorrono tutti i muscoli che passano nelle vicinanze del ginocchio sia anteriormente che posteriormente, sia all interno che all esterno. Da non tralasciare è l allungamento ed il rilassamento delle fasce muscolari posteriori al fine di un completo recupero. Infatti spesso passano mesi prima che venga effettuato l intervento dalla data dell incidente. Questo periodo di tempo può facilitare l instaurarsi di ipomobilità o rigidità semplici che vanno vinte per ottenere un completo ricondizionamento muscolare. Come realizzare gli obiettivi Si tratta di lavorare sempre in assenza di dolore e senza raggiungere mai, nel primo mese dopo l intervento, la flessione massimale sotto carico del ginocchio. Per recuperare l estensione è sufficiente lasciare il ginocchio sospeso tra due punti. E preferibile inizialmente scegliere esercizi in scarico come la cyclette piuttosto che lo squat o la pressa a 90. Va associato sempre lo stretching. Esercizi consigliati Gli esercizi consigliati vanno dalla contrazione isometrica per 5 sec. con 5 sec. di recupero allo step ed alla cyclette nelle prime fasi. Se non compare dolore o tumefazione, si passa all allenamento con leg estensor e leg curl a carichi crescenti, alla pressa orizzontale, al mezzo squat (dapprima senza carico). Attenzione va data alla regione dalla quale è stato asportato il menisco ovvero: se è stato asportato il 6
menisco mediale bisognerà insistere sull allenamento del vasto mediale del quadricipite e sui muscoli che compongono la zampa d oca (semitendinoso, gracile e sartorio) e sul semimembranoso. Vanno bene anche gli esercizi per gli adduttori lunghi e per il tensore della fascia lata. Esercizi sconsigliati Sono tutti quelli che generano dolore e che cercano l escursione massimale dell articolazione in carico. E lo squat che può rendere il ginocchio ancora più instabile. Controllo degli obiettivi Può essere condotto banalmente tastando la consistenza dei muscoli della coscia; oppure misurando i centimetri di crescita muscolare alla coscia in un punto a 0 cm dal margine rotuleo superiore; oppure dalla sensazione soggettiva dell individuo di un accresciuta stabilità e fiducia nel ginocchio. Per i più attrezzati può avere senso eseguire un test isocinetico d ingresso e d uscita per valutare la curva di forza dei muscoli allenati. 7