Tipologie e caratteristiche strutturali. Parte 2

Documenti analoghi
Lezione 9. Laboratorio progettuale (Tecnica delle Costruzioni)

AEROPLANI L'ALA 3a parte

EQUAZIONI DIFFERENZIALI

Fondamenti di Meccanica Esame del

AEROPLANI L'ALA 1a parte

2. Si Discretizzano i carichi in CARICHI CONCENTRATI in modo da riprodurre gli andamenti delle azioni interne. Si opera in pi passi: 2a.

DIMENSIONAMENTO E OTTIMIZZAZIONE DELLA STRUTTURA PORTANTE DI UN ULTRALEGGERO SIMILE AL MACCHI 205

Perché questa importante e sostanziale diversità da non confondere?

Principio di inerzia

Indice I vettori Geometria delle masse

DEDUZIONE DEL TEOREMA DELL'ENERGIA CINETICA DELL EQUAZIONE SIMBOLICA DELLA DINAMICA

15/04/2014. Serway, Jewett Principi di Fisica IV Ed. Capitolo 8. Generalizziamo, considerando due particelle interagenti.

Costruzioni in zona sismica

COMPOSIZIONE DELLE FORZE

Fisica dei Materiali A.A Dinamica III. P.A. Tipler, "Invito alla Fisica", volume 1, Zanichelli 2001, 5.2, 5.3, 6.5

Il modello di trave adottato dal Saint-Venant si basa sulle seguenti ipotesi:

BOZZA. Lezione n. 6. Rigidezze e coefficienti di trasmissione

Momento. Si può definire il momento rispetto ad un punto. in è possibile riassumere questa definizione nella formula

BONIFICA ACUSTICA: ATTRITO E INERZIA. Bonifica acustica_moduloj3_rev_3_10_03

STUDIO E OTTIMIZZAZIONE DI UN ALBERO MOTORE PER UN 6 CILINDRI DIESEL


Distribuzione dei pesi e calcolo del baricentro dello Sky Arrow 450-T. Introduzione

Esercizio 1 L/3. mg CM Mg. La sommatoria delle forze e dei momenti deve essere uguale a 0 M A. ω è il verso di rotazione con cui studio il sistema

parte i a - la teoria 13

XNET C15 SISTEMA A SPESSORE RIDOTTO UN SISTEMA RADIANTE SOLIDO, IN POCHI MILLIMETRI, SPECIALE PER LE RISTRUTTURAZIONI.

Edifici in muratura. La concezione strutturale dell edificio in muratura ordinaria. Catania, 20 aprile 2004 Pietro Lenza

Classificazione sezioni di acciaio e metodi di analisi

Geometria delle Aree. Finora ci si è occupati di determinare le sollecitazioni che agiscono su sezioni di elementi monodimensionali

OLEODINAMICA, OLEOIDRAULICA, IDRAULICA. Tecnologia affine alla pneumatica caratterizzata dai seguenti elementi:

Esperienza Moti Rotatori

Modellistica dei Sistemi Meccanici

PROVA SCRITTA DI MECCANICA RAZIONALE (9 gennaio 2015) (C.d.L. Ing. Civile [L-Z] e C.d.L. Ing. Edile/Architettura Prof. A.

Verifiche di deformabilità e di stabilità degli elementi inflessi

Relazione illustrativa e scheda sintetica dell intervento

Esame di Meccanica Razionale (Dinamica) Allievi Ing. Edile II Anno Prova intermedia del 23 novembre 2012 durata della prova: 2h

SCHEDA N 8 DEL LABORATORIO DI FISICA

Messina 100 anni dopo. Eccentricità correttive per la valutazione della risposta sismica di edifici esistenti mediante analisi statica non lineare

MECCANICA Prof. Roberto Corradi Allievi informatici AA Prova del Problema N.1

Lavoro. Esempio. Definizione di lavoro. Lavoro motore e lavoro resistente. Lavoro compiuto da più forze ENERGIA, LAVORO E PRINCIPI DI CONSERVAZIONE

TRACCE DI ESAME: Manovre in Volo e Stabilita Statica TRACCIA 1) Parte A) Siano date le seguenti caratteristiche di un velivolo:

Assemblaggio degli Elementi: Soluzione del Problema Strutturale Discreto

Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie. Corso di Meccanica e. Meccanizzazione Agricola

Sollecitazioni semplici Il Taglio

ARCHITETTURA MOTORE EQUILIBRATURA E ARCHITETTURA MOTORE

MOMENTI DI INERZIA PER CORPI CONTINUI

Analisi dei carichi: travi T1-9 9 e T1-10

Formulazione delle equazioni del moto per un sistema lineare a tre gradi di libertà. Proprietà delle matrici di rigidezza e di flessibilità

Capitolo 12. Moto oscillatorio

ANALISI STATICA RELATIVA ALLA CADUTA LIBERA DI UN OPERATORE IN FASE DI MONTAGGIO DELLA STRUTTURA METALLICA

Esercizio su sforzi tangenziali indotti da taglio T in trave inflessa

Ponti Isolati Criteri di progettazione ed analisi

AEROPLANI. LA FUSOLIERA 1a parte

Esercitazioni di Meccanica Razionale

Compito di Fisica Generale (Meccanica) 13/01/2014

Quesiti dell Indirizzo Tecnologico

Molle antivibranti-mefa

Calcolo dei calastrelli e delle diagonali

UNIVERSITA DI PISA FACOLTA DI INGEGNERIA AEROSPAZIALE DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA AEROSPAZIALE TESI DI LAUREA SPECIALISTICA

modulo D L acciaio Le coperture Calcolo della capriata

REGOLATORI DI PORTATA

Studio e progettazione dei comandi di volo per una replica di un velivolo storico in versione ultraleggera

Il Principio dei lavori virtuali

Grandezze angolari. Lineare Angolare Relazione x θ x = rθ. m I I = mr 2 F N N = rf sin θ 1 2 mv2 1

BIOMECCANICA A A P r o f. s s a M a r i a G u e r r i s i D o t t. P i e t r o P i c e r n o

ALBERI SCANALATI E BUSSOLE

FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA MECCANICA

Dinamica delle Strutture

Vettore forza. che si chiamano Newton. Oppure in gr cm /s. che si chiamano dine. Ovviamente 1 N = 10 5 dine. F i = m a F i j = F j i

MESSA IN SICUREZZA POST-SISMA - CRITERI

OLI S.p.A. GUIDA PER LA SCELTA DEL MOTOVIBRATORE

PALI in C.A.P. e LAMIERA ZINCATA

PIANO DI STUDIO D ISTITUTO

INDICAZIONI TECNICHE TERMOCOPPIE

Esercizi. Diagrammi delle forze (di corpo singolo) per sistemi in equilibrio

COPERTURA IN LEGNO CASTELLO DI XXXXXXX

Fisica per scienze ed ingegneria

Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale Università degli Studi di Napoli Federico II

Esercizio 1 Meccanica del Punto

Università del Salento Facoltà di Ingegneria. Costruzione di Macchine

Compito di Fisica I A geometri 18/12/2008

1.2 Caratteristiche generali degli aerei

(trascurare la massa delle razze della ruota, e schematizzarla come un anello; momento d inerzia dell anello I A = MR 2 )

Analisi modale di vibrazione di un arma e soluzione innovativa per aumentarne la precisione

Parte 2: Assegnazione dei carichi A cura di: Ing. Leonardo Bandini Ing. Andrea Bidoli

Fisica Generale per Ing. Gestionale e Civile (Prof. F. Forti) A.A. 2010/2011 Prova in itinere del 4/3/2011.

4 SOLLECITAZIONI INDOTTE. 4.1 Generalità

Esercitazione di Statica

CALORIMETRO DELLE mescolanze

La situazione è rappresentabile così:

Massa, temperatura, volume, densità sono grandezze scalari. La forza è una grandezza vettoriale

03 Analisi di stabilita di un pendio

Lezione 40 - I corollari di Mohr

TEKFLEX COMPONENTI FLESSIBILI SPECIALI

1 Cinematica del punto Componenti intrinseche di velocità e accelerazione Moto piano in coordinate polari... 5

SCHEDA 27: TELAIO POSTERIORE ABBATTIBILE PIEGATO PER TRATTORI A CARREGGIATA STANDARD CON MASSA COMPRESA FRA 1500 kg E 3000 kg

TECNOLOGIA DELL ARCHITETTURA 2009/10 PROF. SERGIO RINALDI

Transcript:

Tipologie e caratteristiche strutturali Parte 2

Si è visto che i timoni presentano una specie di zona neutra intorno alla loro posizione media, cioè che in quella determinata zona, per piccole variazioni angolari, la forza risultante è nulla. Zona d inefficaciad Questo succede perché la superficie di governo si trova nella scia della parte fissa. L eliminazione della zona d inefficacia d è importantissima per la stabilizzazione di rotta e aumenta notevolmente la precisione di tiro negli aerei caccia.

Le soluzioni più comuni al problema sono: ingrossare la sezione della superficie mobile Zona d inefficaciad applicare due strisce divaricate sul bordo d uscita della parte mobile

Compensazione Aerodinamica Negli aerei piccoli e poco veloci i momenti dell azione aerodinamica sui timoni rispetto al loro asse di rotazione, sono modesti e facilmente equilibrabili dal pilota. A parità di forma però,i momenti di cerniera crescono all aumento aumento delle dimensioni lineari e delle velocità,, come dalla formula: M Cm 1 2 V S l m 2 Per questo motivo le forze del pilota non arrivano sempre a superare i momenti aerodinamici a meno che non vengano adottati sistemi di demoltiplicazione degli sforzi come i servocomandi.

Compensazione Aerodinamica Occorre ridurre i momenti di cerniera diminuendo il rapporto tra la corda del timone e la corda dell impennaggio e ricorrendo alla compensazione aerodinamica, che può essere effettuata in diversi modi: Spostare l asse l di rotazione verso poppa in modo che una porzione di superficie sia avanti alla cerniera (fig.210) Allargare all estremit estremità la superficie mobile in modo che la parte estrema si espanda a prora della cerniera (fig. 198) Per mezzo di alette Flettner collegate con un opportuno parallelogramma articolato alla superficie fissa (fig. 199/1) Utilizzando simultaneamente due o più delle soluzioni analizzate

Compensazione Aerodinamica Nei grandi apparecchi l adozione l di un solo sistema di compensazione non basta a risolvere il problema, per questo vengono utilizzati diversi simultaneamente. La compensazione delle superfici di governo sui grandi apparecchi viene risolto principalmente con esperienze su modelli in scala.

Equilibramento statico e dinamico L equilibramento, statico o dinamico che sia, consiste nel rendere nulli tutti gli sforzi strutturali dovuti al peso delle componenti degli impennaggi e non dalle forze aerodinamiche.

Equilibramento statico e dinamico Equilibramento statico Viene effettuato con l applicazione l di contrappesi e sfruttando lo spostamento dell asse di cerniera, cercando di concentrare le strutture di forza verso il bordo d attacco, eliminando così gli sforzi strutturali sulle cerniere. L analisi dell equilibramento equilibramento statico avviene determinando il momento generato dal peso proprio della superficie mobile rispetto all asse asse della cerniera e annullato attraverso opportuna contrappesatura.

Equilibramento statico e dinamico Equilibramento dinamico Rispetto a quello statico, l equilibramento l dinamico è più difficile da raggiungere, in quanto si richiede l annullarsil dei momenti causati dalle masse della superficie mobile rispetto all asse asse di cerniera. L equilibramento dinamico può anche non essere completo ossia, il momento centrifugo non è nullo. Per definire il grado di equilibramento raggiunto su una superficie in una superficie viene introdotto il coefficiente di equilibramento dinamico C d,numero adimenzionale ricavato dal rapporto tra i momenti equilibrati e il prodotto dell area della superficie mobile per la propria massa.

Equilibramento statico e dinamico Quindi dove: C d Qxy S Q Q è il peso di un elemento del timone; x e y sono le coordinate del suo baricentro rispetto all asse asse della fusoliera; S è l area totale della superficie mobile; Q è il peso totale di essa. (fig. 209)

fig. 209

Equilibramento statico e dinamico Nell equilibramento equilibramento dinamico si dovrà tener conto anche dei contrappesi applicati per ovviare all equilibramento statico. Se l equilibramento l è totale, C d sarà uguale 0. In pratica si ritiene soddisfacente un equilibramento se C d risulta essere minore o uguale ad un certo valore: C d 0.080 Per la normativa americana C d 0.025 Per la normativa italiana

Rimedi contro le vibrazioni Le vibrazioni dei piani di coda sono molto pericolose per le oscillazioni che provocano sul velivolo. Ci sono alcune regole dettate dall esperienza e consigliate anche dai regolamenti di alcuni paesi: a) elevata rigidezza strutturale b) eliminazione dei giochi nelle cerniere e nei giunti c) connessioni tra superfici mobili resistenti a torsione d) bordo delle alette il più possibile arrotondato e) applicazione di dispositivi atti ad assorbire vibrazioni f) le alette devono avere i comandi irreversibili f)

Struttura degli impennaggi Gli impennaggi sono molto simili strutturalmente alle ali. I piani fissi si compongono in genere di due longheroni: Primario: : portante le cerniere delle superfici mobili; Secondario: : con funzione semplicemente strutturale. Inoltre sono presenti anche un certo numero di centine e un rivestimento resistente.

Struttura degli impennaggi Data la minore entità dei momenti flettenti rispetto a quelli delle ali, negli aerei più piccoli i longheroni degli impennaggi sono costituiti semplicemente da un tubo. Nella costruzione metallica a guscio si possono trovare difficoltà nella chiodatura, perciò si ricorre spesso alla costruzione di due metà unite poi fra loro con cerniere di montaggio.

Struttura degli impennaggi Le superfici mobili sono formate di solito da un unico longherone portante le cerniere, a prora del quale si estende il bordo d attaccod con rivestimento resistente a torsione, e a poppa del quale vi è una leggera struttura formata dalle centine e dal bordo d uscita. d Il rivestimento può essere in tela o in sottile lamina di dural.

Struttura degli impennaggi Particolare di una deriva con struttura in legno e collegamento delle superfici mobili.

Struttura degli impennaggi Risulta molto frequente il caso in cui la deriva sia perfettamente solidale con la fusoliera. In questo modo la parte da fissare rimane solo il complesso stabilizzatore - elevatore. (esempio in fig. 216) fig. 216