CEFALEEE IN OTORINOLARINGOIATRIA (cefalee rinogene): quando il i mal di testa dipende dal naso. Con il termine di cefalea rinogena si tendee generalmente a indicare tutte quellee forme di mal di testa e dolori cranio-facciali causate appunto da patologie naso- sinusali. Con il termine cefalea si intende i unn disturbo doloroso della testa (cranio e volto) a volte associato a dolori irradiati al collo e alle spalle. E considerata la più comune tra le sindromi dolorose e recenti studi hanno evidenziato che circa l'80% della popolazione ne soffre almeno unaa volta l anno. Il disturbo può presentarsi da solo, con modalità molto diverse, d o in associazione con altri disturbi, rendendo tale sintomo difficilmente inquadrabile. La Società Internazionale delle Cefalee (Internatio onal Headache Society) ha effettuato una prima grande suddivisione tra le cosiddette cefalee primarie, che rappresentano essee stesse la l malattia e nellee quali non sono evidenziabili cause organiche definite (cefalea muscolo-t tensiva, cefalea a grappolo ecc. ), e le cefaleee secondarie, sostenute invece da lesioni organiche ben definite e nelle quali il mall di testa è un disturbo sostenuto daa un altra patologiaa di base (Feocromocitoma, Arterite temporalee di Horton, Tumori, forme psicogene, post-traumatiche, ormonali ecc...). La responsabilità del naso e dei seni paranasali nel causare dolori al cranio e al volto è decisamente più frequente di quanto si pensi.
All'interno del naso esistonoo zone ricche di terminazioni nervosee molto sensibili al dolore (trigger zone) come la porzione alta del setto nasale, il turbinato medio e le zone di comunicazione tra naso e senii paranasali. I disturbi nasali riconosciuti come maggiori responsab bili di cefalea sonoo perlopiù rappresentati da alterazioni anatomo-funzionali in grado di provocare alterazioni i del flusso respiratorio e dell trasportoo muco-ciliare della mucosa, o un contatto tra strutture che normalmente non si toccano. Deviazioni e deformità del setto nasale, alterazion ni dei turbinati ( curvaturaa paradossa, concha bullosa ecc ), eccessivo sviluppo della bulla etmoidale e dell agger nasi, pneumatizzazione del processo uncinato, processi infiammatorii (allergicii e non), infezioni, modificaz zioni climatico-ambientali, inalazione di polveri o sostanze irritanti, disturbi neurologi a carico dei recettori del l dolore o delle vie nervose deputate alla percezione e al trasporto degli stimoli dolorosi sono tutte condizioni in grado di scatenare gli stimolii algogeni (dolorosi) responsabili di cefalea. Le anomalie anatomiche sono tra le cause più frequenti di cefaleaa rinogena. L esempio più rappresentativo è il cosiddettoo contatto turbino-settale, cioè la presenza di una porzione deviata del setto nasale (speronee osseo) che entra in contattoo con il turbinato.
Le deviazioni del setto nasale possono infatti spesso determinaree un contatto e una compressione sulla parete laterale della fossa nasale, dove si trovano appunto i turbinati, stimolando aree di mucosa ricche di terminazioni nervosee sensitivee deputatee alla percezione del dolore (trigger zone). In questi casi la sintomatologia dolorosa viene in genere scatenata da fenomeni infiammatori naso-sinusali (allergicii o infettivi), variazioni climatico-ambientali, inalazione di polveri o altre sostanze irritanti, tutti fattori che, causando la dilatazione dei turbinati ne provocano la compressione da parte del setto deviato, con conseguente ischemia in grado di stimolare la cosiddetta trigger zone o zonaa grilletto della cefalea. Un test fondamentale in tutte le sospette cefalee rinogene da contatto turbino-settale, è il testt di soppressione anestetica della crisi algica che si esegue applicando all'interno del naso una medicazione anestetica nella zonaa del contatto. Tale medicazione, se il test è positivo,, blocca ogni sintomo doloroso Un altra malformazione nasale, relativamente frequente,, possibilee causa di la cosiddetta concha bullosa. cefalea è Si tratta di un turbinato medio molto voluminoso a causaa di una bolla d ariaa presentee al suo interno che si viene a formare durante la fase di sviluppo dei seni paranasali.
Anche in questi casi il turbinato, particolarmente voluminoso a causa della bolla aerea presente al suo interno, può creare dei punti di contatto con il setto nasale o con altre aree della parete laterale del naso, determinan ndo le condizioni favorenti l insorgenza di cefalea. Le sinusiti acute causano dolori cranio-facciali che variano a seconda dei seni paranasali interessati dal processo flogistico (vedi articoloo dedicato). Sono in genere dolori di tipo gravativo (sensazione di pesantezza che varia col variare della posizione del capo, senso di compressione, pulsazione, pressione nella regione orbitaria, ecc ), che si irradiano tipicamentee alla radice del naso nella sinusite etmoidale, al vertice del cranio e alla regione occipitale nella sinusitee sfenoidale, alla fronte e all orbita nelle sinusiti frontali. Spesso si associano a ostruzione nasale, rinorrea (secrezione nasale) purulenta o muco-purulenta (solitamentee di colorito giallo-verdastro) e febbre. La cefalea rinogena si presenta con caratteristiche spesso distintive. Si localizza in genere alla radice del naso, tende a irradiarsi verso l orbita, dura alcune ore o alcuni giorni e si accompagna a volte a fotofobia (fastidio alla luce), lacrimazione e arrossamento congiuntivale dallo stesso s lato del naso sedee dell anomalia causa del disturbo. La diagnosi è formulata in i base ad un anamnesi dettagliata (storia clinica del paziente), a un attenta valutazione obiettiva delle viee aeree superiori, effettuataa dall otorinolaringoiatra con l ausilio di esami endoscopici come la fibrorinoscopia
(vedi articolo dedicato) e, se necessario, con il supporto di esami radiologici come la TAC e la Risonanza magnetica. FOSSA NASALE VISIONE ENDOSCOPICA Una valutazione neurologica è spesso utile al sintomo cefalgico. fine di inquadrare in modo corretto il La terapia della cefalea rinogena è ovviamente correlata alla causa della cefaleaa stessa, ed è quindi fondamentale che il sintomo cefalgico venga correttamentee inquadrato e studiato. Il primo tempo terapeutico è rappresentato in genere dalla d terapia farmacologicaa mirata al trattamento di eventuali condizionii ostruttive e/o infettive rino-sinusalii (rinite vasomotoria, sinusite acuta, ipertrofia dei turbinati ecc ). La terapia medica può avvalersi di decongestionanti nasali, aerosol, antistaminici, cortisonici, antiinfiammatori, antidolorifici, antibiotici ecc, prescritti dal medico otorinolaringoiatraa a seconda dei casi. Nei casi in cui la terapia medica risulti poco efficace o produca risultati transitori e non definitivi, è necessario un approccio chirurgico mirato a rimuovere la causa del disturbo. Gli interventi chirurgici più frequentemente effettuati per p il controllo della cefaleaa rinogena sono la settoplastica e/o la turbinoplastica, nei casii di deviazione del setto nasale e/o ipertrofia dei turbinati, la plastica della d concha bullosa, la lateralizzazione o la resezione parziale del turbinato medio, laa resezione di una bulla etmoidale eccessivamente sviluppata, l uncinectomia, e tutta la chirurgia endoscopica dei seni paranasali per r il trattamento mininvasivo delle problematichee ad essi correlate (polipectomia nasale, antrotomia naso-sinusale, etmoidectomia, ecc ). In conclusione si ribadisce il principio dell importanza di un correttoo inquadramento diagnostico nei confronti del sintomo cefalgico, al fine di adottare il corretto trattamento terapeutico causale ed evitare di conseguenza trattamenti incongrui in grado, spesso, di aggravare il quadro clinico del paziente.