II FOCUS di PEDIATRIA



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URGENZE RESPIRATORIE Distress Respiratorio Insufficienza respiratoria (acuta o cronica riacutizzata) Arresto respiratorio

DISTRESS RESPIRATORIO

DISTRESS RESPIRATORIO tachipnea/dispnea retrazione toracica superiore rientramenti intercostali retrazione xifoidea alitamento pinne nasali ipossiemia (lieve)

TACHIPNEA (respiro frequente) FR > 60 atti/min (< 2 mesi) FR > 50 atti/min (2-12 mesi) FR > 40 atti/min (1-5 anni) FR > 30 atti/min (> 6 anni)

SCALA DI SILVERMAN ED ANDERSEN (score di gravità del distress) PUNTEGGIO 0 1 2 Retrazione toracica sup. nessuna lieve movimento ondoso Rientramenti intercostali assenti poco visibili marcati Retrazione xifoidea assente poco visibile marcata Alitamento pinne nasali assente minimo marcato

IPOSSIEMIA SaO2 < 95% ma > 90% (pulsossimetria) PaO2 < 80mmHg ma > 60mmHg (EAB)

Correlazione tra valori di SaO2 e PaO2 su sangue arterioso SaO2 (%) 98 96 94 92 90 85 80 75 70 65 PaO2 (mmhg) 111 81 69.4 62.7 57.8 49.8 44.5 40.4 36.9 34.0

CAUSE DI DISTRESS Croup e pseudocroup Bronchiolite Polmoniti e pleuriti Asma Atelettesia e pneumotorace

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA ACUTA

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA L insufficienza respiratoria (IR) si definisce come l incapacità dei polmoni a soddisfare le diverse esigenze metaboliche dell organismo Si realizza quando la capacità del sistema respiratorio non è più in grado di mantenere una normale omeostasi degli scambi gassosi E caratterizzata dalla presenza nel sangue arterioso di una pressione parziale di ossigeno (PaO2) < 60 mmhg e/o una pressione parziale di anidride carbonica (PaCO2) > 50 mmhg,

FISIOPATOLOGIA DELL IR Ipoventilazione alveolare che provoca ipossiemia, marcata ipercapnia ed acidosi respiratoria Alterazioni del rapporto V/Q che causano ipossiemia e moderata ipercapnia Difetti di perfusione che producono quadri di ipossiemia con normocapnia

TIPI DI IR Insufficienza respiratoria di tipo I (non ventilatoria, normo/ipocapnica) - ipossiemia (PaO2<60mmHg) - valori normali o ridotti di PaCO2 Insufficienza respiratoria di tipo II (ventilatoria, ipercapnica) - elevati livelli di PaCO2 (>50mmHg) - vari gradi di ipossiemia - acidosi respiratoria e poi metabolica

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA ACUTA (IRA) Si realizza in un periodo temporale molto breve Rappresenta una situazione di possibile pericolo di vita (emergenza respiratoria) Può evolvere verso una acute respiratory distress syndrome (ARDS) caratterizzata da intensa tachipnea, grave ipossiemia e cianosi

Fattori predisponenti lo sviluppo di rapida IRA in età pediatrica Vie aeree piccole e facilmente collassabili Instabilità della parete toracica Ridotta ventilazione collaterale a livello alveolare Instabilità della capacità funzionale residua Immaturità dei sistemi di controllo del respiro Propensione all apnea Scarso controllo del tono delle vie aeree superiori Rapida comparsa di fatica muscolare Incompleta maturazione del sistema immunitario Malattie o sindromi genetiche Problematiche residue legato alla prematurità (displasia broncopolmonare

CAUSE DI IRA (neonato) Polmone umido Malattia delle membrane ialine Pervietà dotto arterioso o altri difetti congeniti con shunt destro sinistro Ernia o paralisi diaframmatica

CAUSE DI IRA (lattanti e bambini) Ostruzione vie aeree centrali Croup Corpo estraneo Anafilassi Tracheite batterica Epiglottite Ascesso retrofaringeo

CAUSE DI IRA (lattanti e bambini) Disfunzione vie aeree periferiche/polmone Bronchiolite grave Accesso asmatico grave Polmonite RDS ed edema polmonare Fibrosi cistica Displasia broncopolmonare/cld

SINTOMI CLINICI DI INSUFFICIENZA RESPIRATORIA tachipnea e/o dispnea distress respiratorio grave ipossiemia cianosi ipercapnia (tipo II)

IPOSSIA (PaO2 < 60mmHg) alterazioni dell umore riduzione efficienza ed impegno mentale cefalea ipertensione polmonare tachicardia policitemia turbe della vista, ipotensione, sonnolenza, sopore, coma (ipossia grave)

IPERCAPNIA (PaCO2 > 50mmHg) miosi mani calde polso rapido e scattante sonnolenza e confusione mentale crampi muscolari riduzione dei riflessi tendinei convulsione/coma

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA CRONICA RIACUTIZZATA

Riacutizzazione in corso di IRC da patologia respiratoria secondaria Malattie neuromuscolari: Atrofia Muscolare Spinale Distrofie muscolari Paralisi cerebrale infantile/ malattie metaboliche Cardiopatie Congenite Gravi disturbi respiratori nel sonno

Riacutizzazione in corso di IRC da patologia respiratoria primitiva Discinesia ciliare Fibrosi Cistica Bronchiectasie Interstiziopatie Patologie malformative Chronic Lung Disease/BPD

ARRESTO RESPIRATORIO

SEGNI PREMONITORI DI ARRESTO RESPIRATORIO Gasping Cianosi molto evidente Movimenti paradossi dei m. respiratori Intensa ipossiemia Marcata ipercapnia Acidosi respiratoria e metabolica Alterazioni dello stato di coscienza Crisi di apnea

CRISI DI APNEA Stimolazioni cutanee o vestibolari Eliminazione riflessi inibenti (sondino naso-gastrico, iperdistensione gastrica, freddo) Terapia farmacologica con metilxantine O2 terapia con controllo continuo della PaO2 Ventilazione meccanica continua o a domanda

ARRESTO RESPIRATORIO posizione di sniffing manovre rianimatorie (bocca/bocca, AMBU) intubazione tracheale o maschera laringea cricotirotomia

ARRESTO RESPIRATORIO Da cause che impediscono la penetrazione di aria nei polmoni Da cause che alterano la penetrazione di aria nei polmoni

Cause di mancata penetrazione Ostruzione delle vie aeree: soffocamento per caduta della lingua (perdita di coscienza); corpo estraneo, rigurgito Paralisi dei muscoli respiratori: traumi, folgorazione, farmaci, lesioni midollari Per compressione toraco-addominale esterna: crolli, valanghe, incidenti Per traumi al torace: infortuni stradali

Cause di alterata penetrazione Atmosfera carente di ossigeno o troppo ricca di anidride carbonica Inalazione di gas tossici Arresto cardiaco

TRATTAMENTO TERAPEUTICO

OSSIGENOTERAPIA VENTILAZIONE

OSSIGENOTERAPIA L ossigenoterapia è il trattamento atto a compensare l ipossiemia in corso di distress o a correggere l ipossiemia da insufficienza respiratoria acuta o cronica riacutizzata Scopo della ossigenoterapia è riportare i livelli ematici della PaO2 a valori normali o prossimi alla normalità Bisogna impiegare O2 umidificato e ricorrere sempre alla più bassa FiO2 possibile La somministrazione di O2 viene calcolata in litri al minuto e viene iniziata ogni qualvolta la SaO2 è < 93%

OSSIGENOTERAPIA Corregge l ipossia da alterato rapporto ventilazione perfusione (asma, polmonite,ecc) Migliora l ipossia da ipoventilazione in ausilio alla ventilazione meccanica (lesioni del midollo, malattie del SNC, malattie neuromuscolari) E poco efficace nei casi di blocco della diffusione (grave ipoplasia polmonare) E del tutto inefficace nei casi di shunt arterovenoso destro-sinistro

SISTEMI DI EROGAZIONE Basso flusso: forniscono un flusso inferiore alla richiesta, per cui necessitano di un integrazione di volume da parte dell aria ambiente Alto flusso: riescono a soddisfare completamente le esigenze del paziente, permettendo l erogazione di flussi anche 4 volte superiori a quelli richiesti

DISPOSITIVI PER LA EROGAZIONE Sistema a basso flusso Sistema ad alto flusso Cannule nasali Maschera semplice Maschera con reservoir a parziale rebreathing Maschere non rebrathing con reservoir Maschera di Venturi Nebulizzatori di O2

OSSIGENOTERAPIA (schema riassuntivo) Cannula nasale singola o occhialini (0,1-4 l/min con FiO2 tra 24% e 40%) Maschera facciale semplice (6-8 l/min con FiO2 tra 35% e 60%) Maschera facciale con reservoir (8-10 l/min con FiO2 fino 90%) Maschera di Venturi (ipercapnia) (6-8 l/min con FiO2 dal 24% al 60%) Cappetta ( > 8 l/min e con valori variabili di FiO2 controllati con ossimetro)

OSSIGENOTERAPIA Generalmente valori di FiO2 compresi tra 25 e 40% sono in grado di riportare la tensione di ossigeno nel sangue a valori di normalità Quando, pur aumentando le concentrazioni di O2 (FiO2>50%), non si riesce a portare la PaO2 a valori > 60 mm/hg si deve provvedere a ventilare meccanicamente il paziente

VENTILAZIONE MECCANICA La ventilazione meccanica viene utilizzata quando i valori di PaO2 si mantengono < a 60mm/Hg, nonostante la somministrazione di elevate FiO2, e soprattutto quando la PaCO2 presenta valori > 60-70mm/Hg

VENTILAZIONE MECCANICA Invasiva La ventilazione meccanica invasiva viene fornita mediante protesi tracheale (tubo endotracheale o cannula tracheo - stomica) ed è una metodica finalizzata al trattamento di patologie respiratorie gravi propria dei reparti di terapia intensiva Non invasiva La ventilazione non invasiva è invece una metodica che fornisce un supporto respiratorio senza l inserimento di protesi tracheale e può essere utilizzata anche nei reparti di terapia semintensiva

Ventilazione non invasiva (NIV) Con la NIV il supporto ventilatorio viene garantito utilizzando maschere nasali o oronasali collegate ad apparecchi generatori di pressione positiva e/o negativa ed è sempre necessaria una completa autonomia respiratoria

Device utilizzati in corso di NIV Maschera nasale (meglio tollerata) Maschera facciale Maschera di delaire con supporto ortodontico Casco (di recente utilizzo)

TECNICHE DI NIV CPAP BiPAP

Pressione positiva continua alle vie aeree (CPAP) La CPAP si basa sull erogazione di una pressione positiva costante per l intero ciclo respiratorio. La CPAP nasale aumenta la pressione intraluminale delle vie aeree superiori fino a portarla a livelli maggiori della pressione transmurale critica di collabimento. Pertanto, le vie aeree superiori rimangono dilatate ed il rilassamento dei muscoli dilatatori di tali vie, insieme al rilassamento del diaframma, produce la riduzione della attività muscolare inspiratoria

Ventilazione a pressione positiva a due differenti livelli (BiPAP) Le BiPAP erogano una pressione positiva espiratoria (EPAP) più bassa ed una pressione positiva inspiratoria (IPAP) più alta. In caso di ventiloterapia a lungo termine si preferisce utilizzare circuiti monotubo ma, dotati di dispositivi per l eliminazione della CO2 (valvole a dispersione oppure bidirezionali)

GRAZIE