Elementi di matematica - dott. I. GRASSI

Похожие документы
Geometria Analitica Domande e Risposte

Quadro riassuntivo di geometria analitica

Lezione 6 Richiami di Geometria Analitica

EQUAZIONE DELLA RETTA

a rappresenta l intercetta o termine noto della retta, ossia il valore della y quando x = 0.

Unità Didattica N 9 : La parabola

Derivata di una funzione

Precorso di Matematica

UNITÀ DIDATTICA 5 LA RETTA

1 Nozioni utili sul piano cartesiano

Quaderno per il recupero del debito MATEMATICA ANNO SCOLASTICO 2016/2017 Prof.ssa Migliaccio Gabriella CLASSE III

GEOMETRIA ANALITICA

L equazione generica della funzione costante è y=k, il grafico è una retta parallela all asse x (asse delle ascisse). retta parallela all'asse x y

PIANO CARTESIANO e RETTE classi 2 A/D 2009/2010

Università degli Studi del Piemonte Orientale Facoltà di Scienze M.F.N. Precorso di Matematica APPUNTI (preparati da Pier Luigi Ferrari)

La Retta Ogni funzione di primo grado rappresenta, graficamente, una retta. L equazione della retta può essere scritta in due modi

UNITÀ DIDATTICA 2 LE FUNZIONI

LO STUDIO DI FUNZIONE ESERCIZI CON SOLUZIONI

Condizione di allineamento di tre punti

COMPENDIO ESPONENZIALI LOGARITMI

(1;1) y=2x-1. Fig. G4.1 Retta tangente a y=x 2 nel suo punto (1;1).

Piano cartesiano e Retta

Punti nel piano cartesiano

Derivate delle funzioni di una variabile.

Francesco Zumbo

determinare le coordinate di P ricordando la relazione che permette di calcolare le coordinate del punto medio di un segmento si

Mutue posizioni della parabola con gli assi cartesiani

Appunti: il piano cartesiano. Distanza tra due punti

FUNZIONI ELEMENTARI Funzione retta

Ricordiamo. 1. Tra le equazioni delle seguenti rette individua e disegna quelle parallele all asse delle ascisse:

1. LA GEOMETRIA ANALITICA

GEOMETRIA ANALITICA 1 IL PIANO CARTESIANO

1 Geometria analitica nel piano

Breve formulario di matematica

1.4 Geometria analitica

C I R C O N F E R E N Z A...

Domande 1. La domanda e l offerta del bene 1 sono date rispettivamente da:

Le derivate parziali

Problema ( ) = 0,!

1.3. Logaritmi ed esponenziali

Chi non risolve esercizi non impara la matematica.

LA RETTA NEL PIANO CARTESIANO

GEOMETRIA ANALITICA Prof. Erasmo Modica

Definizione: Dato un sottoinsieme non vuoti di. Si chiama funzione identica o identità di in sé la funzione tale che.

Scale Logaritmiche. Matematica con Elementi di Statistica a.a. 2015/16

La retta nel piano cartesiano

SIMULAZIONE - 29 APRILE QUESITI

Piano cartesiano e retta

Argomento 7. Studio di funzione

CORSI I.D.E.I. - LA PARABOLA CLASSI QUARTE Prof. E. Modica

Sezione Prima Derivate di funzioni elementari: quadro riassuntivo e regole di derivazione. = ( n) lim x

a) Determinare il dominio, i limiti agli estremi del dominio e gli eventuali asintoti di f. Determinare inoltre gli zeri di f e studiarne il segno.

Geometria analitica di base (seconda parte)

Analisi Matematica 1 e Matematica 1 Geometria Analitica: Coniche

rapporto tra l'incremento della funzione e l' incremento corrispondente della

FUNZIONI LINEARI (Retta, punto di pareggio e relazioni lineari generalizzate)

Analisi Matematica 1 e Matematica 1 Geometria Analitica: Rette

Equazione della retta tangente al grafico di una funzione

LA PARABOLA E LA SUA EQUAZIONE

Test sull ellisse (vai alla soluzione) Quesiti

y x y x A (x 1,y 1 ) = (c, f(c)) B(x 2,y 2 ) = (c+h, f(c+h)) m =

Distanza tra punti e punto medio di un segmento. x1 + x 2

Richiami sullo studio di funzione

FUNZIONI REALI DI UNA VARIABILE REALE

Rappresentare Grafici

Svolgimento degli esercizi sulla circonferenza

ECONOMIA APPLICATA ALL INGEGNERIA (Docente: Prof. Ing. Donato Morea)

Capitolo 1 Vettori applicati e geometria dello spazio

CONSUMO. 3. Il Saggio Marginale di Sostituzione (SMS)

1.1 Coordinate sulla retta e nel piano; rette nel piano

Programma di Matematica A.S. 2013/14. Classe 1 B odont Insegnante : M.Teresa Di Prizio INSIEMI

Esercizi di Elementi di Matematica Corso di laurea in Farmacia

Questo paragrafo e quello successivo trattano gli stessi argomenti del capitolo B6 relativo alla soluzione grafica dei sistemi di primo grado.

Il valore assoluto (lunghezza, intensita )

LE COORDINATE CARTESIANE

ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO CORSO DI ORDINAMENTO 2007 Sessione suppletiva

La retta nel piano cartesiano

Teoria in sintesi 10. Teoria in sintesi 14

Secondo parziale di Matematica per l Economia (esempio)

Funzioni derivabili (V. Casarino)

Le coniche: circonferenza, parabola, ellisse e iperbole.

Geometria analitica di base. Equazioni di primo grado nel piano cartesiano Funzioni quadratiche Funzioni a tratti Funzioni di proporzionalità inversa

Esercitazioni di ISTITUZIONI di MATEMATICA 1 Facoltà di Architettura Anno Accademico 2005/2006

Esercizi svolti. a 2 x + 3 se x 0; determinare a in modo che f risulti continua nel suo dominio.

1 Prodotto cartesiano di due insiemi 1. 5 Soluzioni degli esercizi 6

Equazione cartesiana della parabola con asse di simmetria parallelo all'asse delle ordinate Siano F(x F; y

Elenco dei simboli più comunemente usati in economia politica

Domanda e Offerta - Elasticità Dott. ssa Sabrina Pedrini

2. APPUNTI SUI FASCI DI CIRCONFERENZE (raccolti dal prof. G. Traversi)

RETTE E PIANI NELLO SPAZIO

Formulario di Geometria Analitica a.a

Le Funzioni. Modulo Esponenziali Logaritmiche. Prof.ssa Maddalena Dominijanni

LABORATORIO DI CIRCUITI ELETTRICI Nozioni generali e guida agli esperimenti. Rappresentazione grafica dei risultati sperimentali

ELEMENTI DI ECONOMIA TEORIA DEI COSTI

a) Tracciare le curve del ricavo marginale e del costo marginale. b) Quale quantità deciderà di produrre?

Транскрипт:

Gli assi cartesiani e la retta. Il concetto di derivata. È ormai d uso comune nei libri, in televisione, nei quotidiani descrivere fenomeni di varia natura per mezzo di rappresentazioni grafiche. Tali rappresentazioni permettono di individuare la posizione di un punto in un piano utilizzando degli assi di riferimento: gli assi cartesiani ortogonali. Essi sono definiti come due rette perpendicolari che si intersecano in un punto detto origine. Per individuare la distanza dagli assi occorre avere un unità di misura e un verso di percorrenza su ognuno dei due assi. Convenzionalmente da sinistra verso destra per l asse orizzontale (l ascissa), e dal basso verso l alto per quello verticale (l ordinata). Asse delle ordinate 4 A 0 Asse delle ascisse Ogni punto nello spazio compreso fra i due assi è identificabile. Ad esempio il punto A è quel punto che ha come valore dell ascissa e come valore dell ordinata 4. Tali valori prendono il nome di coordinate del punto e si possono indicare così: A (,4) La parte di piano compresa tra gli assi cartesiani prende il nome di piano cartesiano. È molto importante prestare attenzione a cosa rappresentino le ascisse e le ordinate: un piano in cui l ordinata rappresenta il prezzo di un bene e l ascissa la domanda dello stesso bene, è diverso da un piano su cui sono individuati il reddito di un consumatore e la domanda di un bene, o di un piano su cui sono indicati due beni differenti. Sul piano cartesiano è possibile disegnare le relazioni esistenti tra l ascissa e l ordinata. Tali relazioni esprimono come varia l ordinata al variare dell ascissa, e viceversa. L ascissa e l ordinata, che generalmente in matematica sono indicate con le lettere e, sono perciò dette variabili La particolare relazione per la quale ad ogni valore di corrisponde uno ed un solo valore di prende il nome di funzione di rispetto a ed è indicata dall espressione: = f ().. 006 Iacopo Grassi. E consentita la riproduzione totale o parziale delle dispense, la loro diffusione ad uso personale degli studenti, purché

Ad esempio il primo grafico rappresenta una funzione, il secondo no: Esempi di funzione possono essere le seguenti espressioni: = 0 + = 8 = 8 / 574, Tali funzioni sono tutte caratterizzate dal fatto che nessuna delle variabili è elevata ad una potenza diversa da e sono dette funzioni lineari. Nel piano cartesiano esse rappresentano delle rette. In forma generica una retta può essere specificata dall espressione = a + b che prende il nome di equazione esplicita della retta. Tale equazione può anche scriversi in forma implicita ossia: a + b = 0 In ogni caso a prende il nome di intercetta verticale, perché rappresenta il valore della funzione quando incontra l asse delle ordinate. b prende il nome di coefficiente angolare della retta. Esso esprime l inclinazione o pendenza della retta rispetto all asse delle ascisse, e misura come varia il valore dell ordinata al variare del valore dell ascissa. Ad esempio se la retta è = 0 + 0 è l intercetta verticale è il coefficiente angolare Si nota che: se = 0 = 0 + 0 = 0 se = = 0 + = se = 6 = 0 + 6 = Per ogni variazione di (che in matematica si indica con il simbolo ), vi è una proporzionale variazione di ( ). 006 Iacopo Grassi. E consentita la riproduzione totale o parziale delle dispense, la loro diffusione ad uso personale degli studenti, purché

Per individuare il rapporto di proporzionalità considero che prende il nome di rapporto incrementale. Ad esempio se il valore di passa da 0 a 6, quello di passa da 0 a. Il valore del rapporto incrementale sarà: 0 = = = 6 0 6 Se il valore di passa da a, quello di passa da a 4. Il valore del rapporto incrementale sarà: 4 = = = Generalizzando è possibile dire che nel caso di una retta il valore del rapporto incrementale è costante e pari al coefficiente angolare della retta stessa. Se considero incrementi di molto piccoli (che in matematica si indicano con l espressione lim 0,che si legge limite per delta che tende a 0), il rapporto prende il nome di derivata. Ossia la derivata è il lim 0 del rapporto incrementale, e nel caso di una retta è costante e pari al coefficiente angolare della retta stessa. Disegnare il grafico di una retta è piuttosto semplice. Dato che nel piano per punti passa una ed una sola retta basta individuare punti appartenenti alla retta ed unirli. Nel nostro esempio sappiamo già che i punti di coordinate (, ) e (6, ) appartengono alla retta: 6 006 Iacopo Grassi. E consentita la riproduzione totale o parziale delle dispense, la loro diffusione ad uso personale degli studenti, purché

Esercizi Disegna le seguenti rette: = = + = 0 = + = 0 Quali sono fra loro parallele? Quali sono fra loro perpendicolari? Quali hanno la stessa intercetta verticale ma differente inclinazione? Indica anche il coefficiente angolare (ossia la derivata) di tali funzioni Es: Un applicazione economica: il vincolo di bilancio In economia il vincolo di bilancio di un consumatore che può acquistare beni è dato dall espressione: p + p = m p e p rappresentano i prezzi dei due beni e m il reddito del consumatore. Le variabili sono quindi in questo caso i due beni e. Esplicitando l espressione rispetto a si ottiene: m p = p p Ponendo m = a e p paragrafo precedente. p = b si ottiene = a b, che è un espressione analoga a quella vista nel p L intercetta del vincolo di bilancio è quindi data da m p e il coefficiente angolare da p p m p Intercetta verticale p p Coefficiente angolare 006 Iacopo Grassi. E consentita la riproduzione totale o parziale delle dispense, la loro diffusione ad uso personale degli studenti, purché 4

Chiaramente se si modificano il reddito m o i prezzi dei due beni, il vincolo di bilancio cambia. Esercizi Disegna sul medesimo grafico le seguenti funzioni: 00 = 0 + 5 00 = 0 + 5 00 = 5 + 5 00 = 0 + 5 00 = 0 + 5 Sistemi lineari Consideriamo due rette, ad esempio: = + 5 e = 0 Disegnandole si nota che esse si intersecano in uno ed un solo punto appartenente ad entrambe: 0 7.5 5 0.5 0 Per individuare analiticamente tale punto bisogna risolvere un sistema tra le due equazioni: = + 5 =,5 + 5 = 0 = 0 = 7,5 006 Iacopo Grassi. E consentita la riproduzione totale o parziale delle dispense, la loro diffusione ad uso personale degli studenti, purché 5

Non sempre questi sistemi (che sono detti sistemi lineari) hanno una sola soluzione: se le rette sono parallele non vi sono soluzioni, ossia le due rette non si intersecano mai, se le rette coincidono vi sono infinite soluzioni. Es: Un applicazione economica: curve di domanda e di offerta La curva di domanda di un bene indica come varia la quantità domandata di un bene al variare del proprio prezzo, la curva di offerta indica come varia la quantità offerta al variare del prezzo. Le variabili sono quindi in questo caso prezzo e quantità. L equilibrio economico è dato dall intersezione fra la curva di domanda e di quella di offerta. Se tali espressioni sono date da: Domanda: p d = 8 q d Offerta: p o = 6 + q o In equilibrio la quantità e il prezzo sono uguali, ossia: p d = p o = p e q d = q o = q L equilibrio economico sarà dato dalla soluzione del sistema lineare formato dalle due espressioni: p = 8 q p* = 9 8 q = 6 + q p = 6 + q q* = p p d = 8 q d 9 p o = 6 + q o q 006 Iacopo Grassi. E consentita la riproduzione totale o parziale delle dispense, la loro diffusione ad uso personale degli studenti, purché 6

Esercizio. Risolvi i seguenti sistemi di equazioni lineari: = 00 = 0 + 0 = + = 0 + p = 0 q p = q Funzioni non lineari e derivate di funzioni elementari. Si è mostrato che per una retta il coefficiente angolare è costante e coincide con la derivata. Quando si ha a che fare con funzioni non lineari non è più così. Si consideri la seguente curva (che è la rappresentazione grafica della funzione = ) In questo caso ad incrementi uguali di non corrispondono incrementi uguali di, ossia il rapporto incrementale non è costante: l inclinazione cambia in ogni punto e non possiamo quindi ragionare come nel paragrafo. per calcolare la derivata. Per risolvere il problema abbiamo bisogno del concetto di tangente. Una tangente è una retta che tocca la curva in un punto e in quel punto ha la stessa inclinazione della curva. 006 Iacopo Grassi. E consentita la riproduzione totale o parziale delle dispense, la loro diffusione ad uso personale degli studenti, purché 7

Ad esempio nel primo grafico la retta non è tangente alla curva, perché pur toccandola solo in quel punto non ne ha lì la stessa pendenza. Nel secondo grafico lo è. Esiste una definizione più precisa di tangente ad una curva in un punto, per la quale dobbiamo utilizzare la nozione di corda di una curva: la corda è un segmento che unisce due punti distinti della curva A e B. La tangente è la posizione limite di una corda della curva al tendere di B a A, ossia per lim 0. B A Α Β B A Β Α A B A B La tangente ad una curva può quindi essere definita come lim 0 di Essa è quindi l inclinazione della curva in quel punto e la sua derivata.. Dato che l inclinazione della curva non è costante, la derivata in questo caso non è costante. Abbiamo quindi bisogno di regole di derivazione di funzioni elementari. 006 Iacopo Grassi. E consentita la riproduzione totale o parziale delle dispense, la loro diffusione ad uso personale degli studenti, purché 8

Va prima notato che esistono diverse notazioni per indicare la derivata di una funzione. Nel caso la funzione sia del tipo =f() le seguenti notazioni indicano tutte indifferentemente la derivata della funzione:, d d,, f ( ), f, D Derivata di una funzione costante: = k = 0 essendo costante nessuna variazione di determina variazioni di. Derivata di una funzione lineare: = a + b = a Derivata di una funzione potenza: = a n = n a n Derivata di una funzione logaritmo: = log = Ad esempio se = = 0 = 5 + 0 = 5 = = 5 = 5 5 = = = N.B. E utile ricordare che ogni frazione può essere espressa come una potenza con esponente negativo. Ad esempio è equivalente ad, 0 = 0 e più genericamente A n = A Tutto ciò rende più agevole il calcolo della derivata nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una frazione: basterà applicare semplicemente la regola di derivazione delle potenze. n 006 Iacopo Grassi. E consentita la riproduzione totale o parziale delle dispense, la loro diffusione ad uso personale degli studenti, purché 9

0 Ad esempio per derivare sarà sufficiente prima esprimerlo come 0, dopodiché applicando la regola di derivazione delle potenze si otterrà 0 = 0 4 Analogamente è utile ricordare che la funzione radice può essere espressa come una potenza con esponente una frazione. Ad esempio è equivalente ad, 5 5 = e più genericamente n n =. Anche in questo per derivare basterà applicare la generica regola di derivazione delle potenze. Le funzioni elementari si possono combinare fra loro, ad esempio attraverso le operazioni elementari. Somma algebrica di funzioni: la derivata di una somma di funzioni è la somma delle derivate Moltiplicazione fra funzioni: = f ( ) g( ) = f ( ) g( ) + g ( ) f ( ) Ad esempio se: = + 7 = 6 = log( ) = log( ) + Ovviamente è possibile utilizzare le stesse regole di derivazione per derivare funzioni in o più variabili. Ad esempio se si ha f(,)=5 è possibile derivare sia rispetto a che rispetto a : f (, ) = 5 e f (, ) = 5 Se la funzione è f(,)=, le derivate saranno f (, ) = f (, ) e = 006 Iacopo Grassi. E consentita la riproduzione totale o parziale delle dispense, la loro diffusione ad uso personale degli studenti, purché 0

Esercizi Deriva le seguenti funzioni o combinazioni di funzioni: = = = = = log = = log f (, ) = (deriva rispetto ad entrambe le variabili) f (, ) = log + log (deriva rispetto ad entrambe le variabili) f (, ) = (deriva rispetto ad entrambe le variabili) f (, ) = (deriva rispetto ad entrambe le variabili) f (, ) = + (deriva rispetto ad entrambe le variabili) 4 Massimo e minimo di una funzione In economia spesso ci si trova di fronte a problemi di massimizzazione o minimizzazione : ad esempio il consumatore vuole massimizzare il proprio livello di utilità, le imprese massimizzare i profitti e minimizzare i costi ecc.ecc. Una curva che presenta un massimo è ad esempio la seguente: Y* X* Che inoltre il più delle volte presentano dei vincoli. 006 Iacopo Grassi. E consentita la riproduzione totale o parziale delle dispense, la loro diffusione ad uso personale degli studenti, purché

Dove il punto di coordinate (X*, Y*) rappresenta il massimo della funzione, ossia il punto in cui il valore della funzione è il più grande. Se analizziamo la curva, noteremo che essa ha pendenza positiva (sarà crescente) per valori di minori di X*, mentre ha pendenza negativa (sarà decrescente) per valori di superiori rispetto a X*. Il valore X* è proprio quello in cui la pendenza passa da positiva a negativa, ossia in cui la pendenza è pari a zero. Dato che la pendenza di una curva si determina calcolandone la derivata prima, in X*, ossia nel punto di massimo, la derivata prima sarà pari a zero. Lo stesso discorso può essere riproposto per calcolare il minimo di una funzione. Es: Un applicazione economica: la massimizzazione del profitto di un monopolista. Consideriamo un mercato monopolistico, caratterizzato dalla funzione di domanda lineare P = 00 Q in cui un impresa opera con costi nulli. L obiettivo dell impresa sarà, ovviamente, massimizzare i propri profitti (che si indicano con la lettera greca π ), dati dai ricavi meno i costi. I ricavi si calcolano moltiplicando il prezzo per la quantità. In questo caso: π = P Q CT = ( 00 Q) Q 0 = 00Q Q Per calcolare il massimo di questa funzione occorre quindi derivarla rispetto alla variabile Q ed uguagliare a zero tale derivata. π 00 = 0 00 Q = 0 Q = = 50 Q Il profitto è massimo quando l impresa produce 50 unità del bene e, per quel livello di produzione è pari a π = 00Q Q = 00 50 50 = 500 A distinguere i punti di massimo da quelli di minimo saranno poi le condizioni sulla derivata seconda. 006 Iacopo Grassi. E consentita la riproduzione totale o parziale delle dispense, la loro diffusione ad uso personale degli studenti, purché