Verona, 29-30 ottobre 2013!



Documenti analoghi
MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6

Capitolo 4 - Teoria della manutenzione: la gestione del personale

ILSISTEMA INTEGRATO DI PRODUZIONE E MANUTENZIONE

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: OHSAS AV2/07/11 ARTEMIDE.

CERTIFICAZIONE DI QUALITA

POLITICA INTEGRATA QUALITÀ, AMBIENTE E SICUREZZA

Efficienza Produttiva. Il Piano d azione dell efficienza

Norme per l organizzazione - ISO serie 9000

03. Il Modello Gestionale per Processi

Sistema di Gestione Integrata Qualità/Ambiente/Sicurezza Doc.3 Politiche aziendale. Qualità/Ambiente

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità. ! I modelli normativi. ! I modelli per l eccellenza

Procedure di lavoro in ambienti confinati Livello specialistico

ENERGY EFFICIENCY PERFORMANCE IL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA EFFICIENZA ENERGETICA NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DAVIDE VITALI ALESSANDRO LAZZARI

LA LEAN MANUFACTURING E TOYOTA. QualitiAmo La Qualità gratis sul web

1 La politica aziendale

GESTIONE DELLA FORMAZIONE E

SVILUPPO, CERTIFICAZIONE E MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA SECONDO LA NORMA BS OHSAS 18001:2007

La diagnosi energetica nel settore industriale

Gli 8 principi della Qualità

I Sistemi Gestione Energia e il ruolo dell energy manager

Economia e gestione delle imprese - 05

1.0 POLITICA AZIENDALE PER LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO

!!!!!!!!!!!!!! !!!!!! SISTEMI GESTIONALI !!!!!!!!!!!!! CATALOGO CORSI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ! 1!

Costi della Qualità. La Qualità costa! Ma quanto costa la non Qualità? La Qualità fa risparmiare denaro. La non Qualità fa perdere denaro.

Dr. Giovanni MACORETTA Tecnico della Prevenzione nell Ambiente e nei Luoghi di Lavoro Dipartimento di Sanità Pubblica

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa

Manuale di Gestione Integrata POLITICA AZIENDALE. 4.2 Politica Aziendale 2. Verifica RSGI Approvazione Direzione Emissione RSGI

IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE PER UN COMUNE

I Sistemi di Gestione Integrata Qualità, Ambiente e Sicurezza alla luce delle novità delle nuove edizioni delle norme ISO 9001 e 14001

MODULO 1 EVOLUZIONE DEI PRINCIPI E DEGLI STRUMENTI PER FARE QUALITÀ LA QUALITÀ COME SISTEMA. Prima parte:

Decreto Interministeriale del Attuazione di quanto previsto dall art. 29 comma 5 del D.L.vo 81/08

Proposte formative offerte da Trevi S.p.A. in collaborazione con Fraunhofer IML

Formazione Tecnica TM

La manutenzione come elemento di garanzia della sicurezza di macchine e impianti

La Certificazione di qualità in accordo alla norma UNI EN ISO 9001:2000

Sistemi per la Sicurezza Consulenza. Sicurezza Analisi Consulenza. La La Sicurezza non è un gioco. non è un gioco

Collaborazione con aziende terze: la cooperazione è garantita?

La gestione della qualità nelle aziende aerospaziali

INTRODUZIONE ALLA QUALITA

Il sistema che rende efficiente la manutenzione delle flotte di automezzi

SISTEMA DI GESTIONE SICUREZZA

INTEGRAZIONE E CONFRONTO DELLE LINEE GUIDA UNI-INAIL CON NORME E STANDARD (Ohsas 18001, ISO, ecc.) Dott.ssa Monica Bianco Edizione: 1 Data:

Sviluppo Sistemi Qualit à nella Cooperazione di Abitazione

Servizi di consulenza per la sicurezza nei luoghi di lavoro, la salvaguardia dell ambiente e la gestione aziendale.

Norma ISO appunti alle lezioni - a.a prof. V. Vaccari 68

Gli standard ISO e UNI per l efficienza energetica: opportunità, benefici e ritorni degli investimenti

La Certificazione ISO 9001:2008. Il Sistema di Gestione della Qualità

GESTIONE QUALITA : DAL TQM ALLE CERTIFICAZIONI ISO 9000

Audit & Sicurezza Informatica. Linee di servizio

EVOLUZIONE DELLE INIZIATIVE PER LA QUALITA : L APPROCCIO SIX SIGMA

LA NUOVA GUIDA CEI 0-10 PER LA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI

Collaborazione con aziende terze:

Alberta Riccio (Responsabile Qualità, Ambiente, Sicurezza e Risorse Umane)

LA FORMAZIONE COME STRUMENTO ELETTIVO PER LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA DELLA SICUREZZA, DELLA DIFFUSIONE DELLE CONOSCENZE

Strategie e Controllo

Allegato B) PROCEDURA PER LA GESTIONE AZIENDALE DEI CASI DI EVENTI SENTINELLA 1. PREMESSA E INDICAZIONI GENERALI

Ing. Giovanni Germino. Modelli di Gestione Aziendale

La sicurezza sul lavoro. Concetti di base e accenni alla normativa vigente

Il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza R.L.S. nel Decreto Legislativo 81/08 e 106/09 Articoli 48 e 50

Manuale del Sistema di Gestione Integrato per la Qualità e l Ambiente INDICE

PO 01 Rev. 0. Azienda S.p.A.

della manutenzione, includa i requisiti relativi ai sottosistemi strutturali all interno del loro contesto operativo.

TECNICO SUPERIORE PER L AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

SysAround S.r.l. L'efficacia delle vendite è l elemento centrale per favorire la crescita complessiva dell azienda.

Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente

SIMT-POS 038 GESTIONE STRUMENTI

Corso di Formazione per Gestori Impianti Sportivi

LA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

ISO family. La GESTIONE DEI RISCHI Nei Sistemi di Gestione. Autore: R.Randazzo

Your mission, our passion

MODELLO ORGANIZZATIVO REGIONALE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO.

LA CERTIFICAZIONE. Dr.ssa Eletta Cavedoni Responsabile Qualità Cosmolab srl Tortona

Rev.1 del 30 maggio Il modello organizzativo

Corsi di formazione sulla sicurezza in edilizia 2008/2009 D.Lgs. 81/2008

AREA MODELLI ORGANIZZATIVI

PROJECT MANAGEMENT SERVIZI DI PROJECT MANAGEMENT DI ELEVATA PROFESSIONALITÀ

VIDEOSORVEGLIANZA E CERTIFICAZIONE

L approccio Lean. Investire sulle persone chiave individuare i champions e gli agenti del cambiamento

PROTOCOLLO D INTESA SULLA PREVENZIONE DELL INQUINAMENTO AMBIENTALE TRA. CONFINDUSTRIA - Confederazione Generale dell Industria Italiana

Benessere Organizzativo Interventi di promozione della salute e del benessere psicofisico nelle organizzazioni

Sistema di gestione della Responsabilità Sociale

REGOLAMENTO CONTENENTE I CRITERI PER L EROGAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO AL PERSONALE DIPENDENTE

Rev. 00. AUDIT N DEL c/o. Auditor Osservatori DOCUMENTI DI RIFERIMENTO. Legenda: C = Conforme NC = Non conforme Oss = Osservazione.

D.Lgs. 81/08, Testo Unico Sicurezza e la correlazione con i Sistemi di Gestione certificabili BS OHSAS 18001

Controllo di gestione budget settoriali budget economico

SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO. Audit

REPERTORIO DELLE QUALIFICAZIONI PROFESSIONALI DELLA REGIONE CAMPANIA

Gruppo Professionale QUALITÀ SICUREZZA AMBIENTE

14 giugno 2013 COMPETENZE E QUALIFICHE DELL INSTALLATORE DI SISTEMI DI SICUREZZA. Ing. Antonio Avolio Consigliere AIPS All right reserved

Qualità è il grado in cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfa i requisiti (UNI EN ISO 9000:2005)

La gestione della qualità è in grado di portare benefici economici e finanziari? Ing Massimo Tuccoli

DISEGNATORE MECCANICO

5.1.1 Politica per la sicurezza delle informazioni

HR Human Resouces. Lo strumento innovativo e completo per la gestione del personale. ZUCCHETTI CENTRO SISTEMI SPA

Diventa fondamentale che si verifichi una vera e propria rivoluzione copernicana, al fine di porre al centro il cliente e la sua piena soddisfazione.

REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE DELLE EMERGENZE ALL INTERNO DEGLI EDIFICI DELL UNIVERSITA

L organizzazione aziendale

PASSAGGIO ALLA ISO 9000:2000 LA GESTIONE DELLE PICCOLE AZIENDE IN OTTICA VISION

Transcript:

Verona, 29-30 ottobre 2013!

VERONA ottobre 2013 IL METODO WORLD CLASS MANUFACTURING (WCM) RIDUZIONE DEI COSTI CON INCREMENTO DELL EFFICIENZA AZIENDALE. ASPETTI RELATIVI ALLA SICUREZZA ED ALLA MANUTENZIONE Giovanni Amendolia Consigliere Nazionale Aias Coordinatore Comitato Tecnico Scientifico AIAS Settore Prevenzione infortuni e sicurezza attrezzature Membro della Commissione Sicurezza dell UNI

COMPITI IL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO AIAS Uno dei compiti principali del CTS AIAS è quello di fornire supporti e contributi operativi ai Soci su tematiche di primario e comune interesse. Vengono elaborati Documenti Tecnici di riferimento associativi per specifici Settori e Comparti ( Organizzazione della Prevenzione, Protezione ambientale, Sicurezza attrezzature di lavoro, Ergonomia, Safety, ecc. I documenti vengono messi a disposizione dei Soci (se necessario anche in formato word).

IL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO AIAS AI VARI GRUPPI PARTECIPANO: 1. TECNICI DELLA PREVENZIONE 2. ESPERTI NELLE VARIE DISCIPLINE TECNICHE 3. FUNZIONARI PUBBLICI 4. STRUTTURE UNIVERSITARIE 5. COSTRUTTORI DI DISPOSITIVI DI SICUREZZA 6. MEDICI SPECIALISTI 7...

COME RIDURRE I COSTI ED INCREMENTARE: L EFFICIENZA AZIENDALE IL METODO WORLD CLASS MANUFACTURING (WCM) ASPETTI RELATIVI ALLA SAFETY ED ALLA MAINTENANCE

DI COSA PARLIAMO COSA È IL WCM A COSA SERVE I PILASTRI DEL SISTEMA LA SAFETY LA MAINTENANCE WCM SOLO PER LE GRANDI ORGANIZZAZIONI? L UNI e la WCM

COSA E IL WCM IL WORLD CLASS MANUFACTURING (WCM) È UN MODELLO DI GESTIONE BASATO SUL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA IN TUTTI GLI ASPETTI AZIENDALI. IL WCM NASCE PER GESTIRE L ORGANIZZAZIONE DELL AZIENDA IN OGNI SUO ASPETTO, ATTRAVERSO IL CONTINUO MIGLIORAMENTO DEI PROCESSI, CHE DEVONO BASARSI SULLA SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE, SULLA RESPONSABILIZZAZIONE DELLE PERSONE E SULL ELIMINAZIONE DI OGNI FONTE DI SPRECO. GRAZIE AL WCM SI POSSONO RAGGIUNGERE LIVELLI DI EFFICIENZA E COMPETITIVITA MOLTO ELEVATI

COSA E IL WCM W.C.M. È L'ACRONIMO DI WORLD CLASS MANUFACTURING CHE QUALIFICA MOLTI TRA I PIÙ IMPORTANTI COSTRUTTORI DI BENI E GESTORI DI SERVIZI MONDIALI. LA METODOLOGIA TPM (TOTAL PRODUCTIVE MAINTENANCE), LA LOGICHE LEAN MANUFACTURING (PRODUZIONE SNELLA) IL TOTAL QUALITY MANAGEMENT, JUST IN TIME. SONO STATI INTEGRATI, E SONO LA BASE DEL W.C.M CHE, PUR BASANDOSI SU MOLTISSIMI CONCETTI DEL TPM / TQM SI DIFFERENZIA DA QUESTI IN QUANTO ALLA BASE DELLA SCELTA DELLE STRATEGIE VI È IL COSIDDETTO COST DEPLOYEMENT. ( programma di riduzione costi)

COSA E IL WCM (WORLD CLASS MANUFACTURING) CIÒ SIGNIFICA CHE LE PROBLEMATICHE, SIANO ESSE MANUTENTIVE, LOGISTICHE, QUALITATIVE, DI SICUREZZA, DI ORGANIZZAZIONE DEL POSTO DI LAVORO VENGONO AFFRONTATE SULLE BASE DELLA LORO INCIDENZA ECONOMICA. Gli OBIETTIVI SONO pertanto: I. ZERO INFORTUNI e ZERO MALATTIE PROFESSIONALI, II. ZERO DIFETTI e ZERO GUASTI, III. ZERO SPRECHI E ZERO MAGAZZINO IV. ZERO., IL TUTTO E FINALIZZATO AD UNA GENERALE RIDUZIONE DEI COSTI DEL PRODOTTO/SERVIZIO.

A COSA SERVE IN PRATICA. MIGLIORARE LA COMPETITIVITÀ AZIENDALE ATTRAVERSO LA RIDUZIONE DI COSTI DI PRODUZIONE O DEL SERVIZIO OFFERTO. OTTENERE SIGNIFICATIVI BENEFICI, COME DOCUMENTATO DA AZIENDE CHE LO HANNO INTRODOTTO E RESO OPERATIVO. A MIGLIORARE LA QUALITÀ EROGATA IN TERMINI DI SODDISFAZIONE DEL CLIENTE.

A COSA SERVE ELIMINARE LE ATTIVITÀ PRIVE DI VALORE AGGIUNTO. RIDURRE LE SCORTE DI MAGAZZINO E DI PROCESSO ABBATTERE GLI SCARTI RIDURRE DEI COSTI E LE INEFFICIENZE LEGATE ALLA LOGISTICA PREPARARE TUTTO IL PERSONALE AI POSSIBILI CAMBIAMENTI TECNICO-ORGANIZZATIVI MIGLIORARE LA QUALITÀ EROGATA IN TERMINI DI SODDISFAZIONE DEL CLIENTE.

A COSA SERVE RIDURRE I COSTI DIRETTI ED INDIRETTI DI MANUTENZIONE, AFFIDANDO AGLI OPERATORI ADDETTI MACCHINA NON SOLO IL CONTROLLO CONTINUO DELLE MACCHINE E DEGLI IMPIANTI DI COMPETENZA O DEI PROCESSI, MA ANCHE GLI INTERVENTI ORDINARI DI TIPO SEMPLICE; ABBATTERE /DIMINUIRE I COSTI DELLA «NON MANUTENZIONE»

A COSA SERVE RIDURRE GLI INFORTUNI E LE MALATTIE PROFESSIONALI, ABBATTENDO I COSTI AZIENDALI AD ESSI COLLEGATI OBIETTIVO = 1. ZERO INFORTUNI 2. ZERO MALATTIE PROFESSIONALI

I PILASTRI DEL SISTEMA

I PILASTRI DELLA WCM SA Safety Sicurezza nel Posto di lavoro CD Fonti di perdita economica FI Miglioramento Focalizzato di uno specifico problema AM + WO Manutenzione autonoma Organizzazione del posto di lavoro PM Manutenzione professionale QC Controllo Qualitativo LO Logistica EEM + EPM Strategia di acquisizione attrezzature/ processi EN PD Ambiente Sviluppo delle competenze del personale

IL PILASTRO SAFETY RIDURRE DRASTICAMENTE IL RISCHIO DI INCIDENTI, INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI; SVILUPPARE UNA CULTURA DELLA PREVENZIONE MIGLIORARE COSTANTEMENTE L'ERGONOMIA REALIZZARE POSTAZIONI DI LAVORO E ATTREZZATURE INTRINSECAMENTE SICURE RIDURRE L INQUINAMENTO AMBIENTALE RICERCARE I PIU EFFFICIENTI/EFFICACI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE

IL PILASTRO SICUREZZA Le principali attività sono: raccolta puntuale dei dati relativi a tutti gli eventi accaduti identificare le cause che hanno generato gli eventi definizione le corrette azioni di riallineamento verifica dell efficacia ed estensione orizzontale su tutte le azioni messe in campo Definizione degli audit di sicurezza anche da parte dei reponsabili controllo delle postazioni di lavoro da parte dei lavoratori con ausilio opportune check-list.

I TOOLS Per consentire di raggiungregli obiettivi prefissati è necessario redigere e mettere a disposizione una serie di tools per il controllo del fenomeno infortunistico: 1. Schede di report infortuni e quasi infortuni con analisi cause, correttivi, incarichi alle persone ( chi deve fare che cosa e quando). 2. Mappa degli incidenti per aree di Stabilimento/attività 3. Cheklist sicurezza di postazione 4. Chek list dei Preposti 5. Audit Periodici da parte del Serv Prev e Protez

ULTERIORE APPROCCIO DEL SERV. PREV. E PROTEZIONE LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO NON SONO PIU DA CONSIDERARE UN MERO RISPETTO DI LEGGI, DISPOSIZIONI, NORME, MA ELEMENTI SIGNIFICATIVI CHE CONTRIBUISCONO ALLA RIDUZIONE DEI COSTI AZIENDALI ED ALLO SVILUPPO COMPETITIVO DELLA PROPRIA AZIENDA.

I PILASTRI MAINTENANCE SONO IDENTIFICATI DUE PILASTRI DI SISTEMA CHE RIGUARDANO LA MAINTENCE: AM Manutenzione autonoma Ha come obiettivo principale quello di prevenire i guasti e le relative fermate di processo produttivo PM Manutenzione professionale Ha come obiettivo quello di mettere in campo un «sistema di manutenzione» atto a portare a zero i guasti Mantenere le caratteristiche produttive ( qualità e tempi di lavoro) Allungare la vita delle macchine( Ciò che in pratica oggi è definitàdall UNI manutenzione predittiva e correttiva)

IL PILASTRO MAINTENANCE AM MANUTENZIONE AUTONOMA La AM non èuna attività specialistica ma deve essere portata a conoscenza di tutto il personale operativo. Consiste fondamentalmente nella verifica continua dei parametri di funzionamento di macchine impianti o processi.

IL PILASTRO MAINTENANCE AM MANUTENZIONE AUTONOMA Le attività tipiche sono ad esempio 1. Pulizia 2. Lubrificazione 3. Verifica rumorosità e delle Vibrazioni( non strumentale) 4. Regolazioni e serraggi Ovviamente risulta fondamentale un raccordo con la Professional Maintenance

IL PILASTRO MAINTENANCE AM MANUTENZIONE AUTONOMA Trattandosi di attività che dovranno essere svolte da personale che proviene da altra cultura operativa è necessario effetuare una formazione specifica operando per step.

IL PILASTRO MAINTENANCE PM PROFESSIONAL MAINTENANCE Per un approccio corretto al «pilastro» risulta ad esempio necessario: Pianificare gli interventi preventivi utilizzando, ove presenti,le indicazioni provenienti dai manuali di uso e manutenzione Individuare le cause che generano perdite e fermate dei processi Formalizzare schede specifiche per le macchine/processi critici Ribaltare su altre situazioni simili le scelte di miglioramento realizzate Migliorare la formazione, l informazione e l addestramento del Personale dedicato Diffondere la cultura dei ZERO GUASTI

IL PILASTRO MAINTENANCE PM POSSIBILI TOOLS Schede di Classificazione di macchine, impianti, processi secondo: MTTR ( Tempo Medio di Riparazione), Predisposizione di schede per la registrazione dei dati di MTBF. (tempo medio tra la ricorrenza degli eventi) Formalizzazione di schede di ricerca di causa-radice Compilazione, lettura critica ed archiviazione delle schede evento. Redazione di report relativi all interfacciamento continuo con i responsabili di area e, ove necessario, con il Safety Manager..

WCM SOLO PER LE GRADI ORGANIZZAZIONI? IL WCM È APPLICABILE, CON OPPORTUNI ADATTAMENTI, ANCHE AD AZIENDE MEDIO PICCOLE IN QUANDO I PRINCIPI RELATIVI ALL OTTIMIZZAZIONE DEI PROCESSI PRODUTTIVI E DI GESTIONE CONTRIBUISCONO AD AUMENTARE ANCHE PER QUESTE REALTA LA REDDITIVITÀ.

L UNI E IL WCM L UNI HA DECISO DI AFFRONTARE IL TEMA DEL WCM IN RELAZIONE AI BENEFICI GENERATI. E STATO RITENUTO UTILE/INDISPENSABILE PRODURRE UN DOCUMENTO ( TECHNICAL REPORT) INDIRIZZATO ALLE PICCOLE-MEDIE AZIENDE PER FORNIRE LORO UN AIUTO IN TEMA DI COMPETITIVITA. ALLA REDAZIONE DI QUESTO DOCUMENTO E STATA CHIAMATA A PARTECIPARE AIAS CON IL PROPRIO RAPPRESENTANTE NELLA COMMISSIONE SICUREZZA Il gruppo specifico è formato da cinque tecnici specialisti)

COSA FARA AIAS FORMAZIONE DI UNO SPECIFICO GRUPPO WCM IN SENO AL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO REALIZZAZIONE DI GIORNATE INFORMATIVE FORMATIVE SUTERRITORIO NAZIONALE ELABORAZIONE DI DOCUMENTAZIONE PER I SOCI CORSI SPECIFICI SULLA TEMATICA WCM

Grazie per l attenzione Giovanni Amendolia Coordinatore CTS AIAS Settore Prevenzione infortuni e sicurezza attrezzature di lavoro Esperto presso la Commissione Sicurezza UNI gamendolia@networkaias.it