SPORT E MIELOLESIONE: L ESPERIENZA DI MONTECATONE Dott. Mauro Menarini Unità Spinale Montecatone Rehabilitation Institute Montecatone di Imola Bologna - Italy menarini@montecatone.com
EPIDEMIOLOGIA National Spinal Cord Injury Center, Birmingham, Alabama, USA - 2004 Mielolesioni traumatiche Incidenza: 40 nuovi casi/anno/milione abitanti Eziologia: 50,4% incidenti stradali, 23,8% cadute, 11,2% atti di violenza, 9,0% sport, 5,6% altre cause Livello neurologico: 34,3% tetraplegia incompleta, 25,1% paraplegia completa, 22,1% tetraplegia completa, 17,5 % paraplegia incompleta Età: 38 anni l età media, oltre i 60 anni il 10,9% Sesso: 78,2% maschi
EPIDEMIOLOGIA National Spinal Cord Injury Center, Birmingham, Alabama, USA - 2004 Mielolesioni traumatiche La mortalità è significativamente più alta entro il primo anno dopo il trauma in particolare per le lesioni più alte L aspettativa di vita è ridotta (da 5 a 3 anni rispetto ai soggetti sani a 20, 40 e 60 anni) in particolare per le tetraplegie alte (da 18 a 13 anni rispetto ai soggetti sani) e per i pazienti ventilati (da 42 a 20 anni rispetto ai soggetti sani) Cause di morte: insufficienza renale (nei pazienti stabilizzati, in netto calo negli ultimi anni), embolia polmonare, setticemia, polmonite
EPIDEMIOLOGIA Dati Italiani Mielolesioni traumatiche Incidenza: 12 (Veneto 94/95, Caldana L. et al. Eur Med Phys 1998) - 14 (Toscana 97/98, Aito S. Pubblicazione della Regione Toscana) nuovi casi/anno/milione abitanti (dato sottostimato) Centro-Nord Europa 9,2-16,2 Portogallo-Turchia 16,9-25,4 EU 10000-15000 nuovi casi/anno Eziologia: 55% incidenti stradali (38% auto, 14 % moto, 3% ciclo o pedone), 22% cadute, 8% sport, 4% suicidio, 2% atti di violenza Livello neurologico: 43% tetraplegia, 57% paraplegia Età: 16-30 anni l età media Sesso: 75% maschi
EPIDEMIOLOGIA McKinley WO 1998, Level I Regional Spinal Cord Injury Model System - 5 anni Mielolesioni non traumatiche Traumatiche 61% Non traumatiche 39% - Degenerative 21% (53%) - Neoplastiche 10% (25%) - Mieliti 5% (12%) - Vascolari 3% (7%)
EPIDEMIOLOGIA Dati Italiani Mielolesioni non traumatiche Incidenza: 20-52% del totale delle mielolesioni (92/99), 32,5% (Studio GISEM Spinal Cord 2003) Eziologia: 25% neoplastica, 25% vascolare, 19% degenerativa, 14% infettiva
CONSEGUENZE MIELOLESIONE COMPLICANZE
CONSEGUENZE Deficit motorio e sensitivo con disabilità permanente (paraplegia, tetraplegia) Perdita del controllo delle funzioni viscerali e autonome (in particolare vescicale e intestinale) Deficit delle funzioni sessuali e riproduttive
COMPLICANZE Lesioni da decubito Spasticità/ipertono Infezioni polmonari Infezioni urinarie, insufficienza renale Trombosi venosa profonda Ipotensione arteriosa Disreflessia autonomica Insufficienza cardiaca Dolore cronico Depressione Paraosteoartropatie Osteoporosi Deformità vertebrali
Rehabilitation
Acute phase therapy Stabilization of vital functions Surgical correction of spinal compression or bone fractures
Rehabilitation aims Prevention of complications and secondary disease Optimization and adaption of function Reintegration in the community
Spinal Cord Unit = Specialized Rehabilitation Unit Specialized physicians Specialized nurses Physical therapists Occupational therapists Psychologists Social workers Deliver continuous, comprehensive and specialized care to cover the broad spectrum of medical, physical, psychological and social issues that arise from Spinal Cord Injury
Ludwig Guttman Stoke Mandeville, 1944 1st European Spinal Cord Unit
Tale centro avviò per primo l'attività "pionieristica" di sportterapia grazie ad una intuizione del suo direttore Sir Dott. Ludwig Guttmann il quale riconobbe che una partecipazione attiva del paziente, affetto da depressione psichica, affezioni respiratorie, piaghe da decubito, nel programma riabilitativo potesse prevenire tali complicanze. Egli introdusse l'attività sportiva come "mezzo" per poter coinvolgere i giovani pazienti para-tetraplegici nell'iter riabilitativo, ma si accorse successivamente che oltre al miglioramento psicologico vi era un notevole incremento delle capacità muscolari, respiratorie e di gestione della carrozzina che con i metodi tradizionali difficilmente riusciva ad ottenere.
L'iniziativa del Dott. Guttmann ebbe molto successo, ed il 28 Luglio 1948 si tennero i primi Giochi di Stoke Mandeville per atleti disabili, cui parteciparono sportivi disabili ex membri delle Forze Armate britanniche. Da allora i Giochi di Stoke Mandeville divennero internazionali e nel 1960 si svolsero nel contesto delle Olimpiadi, indicando la strada per l'organizzazione ogni 4 anni delle Paraolimpiadi in concomitanza con le Olimpiadi. Le prime Paraolimpiadi si tennero a Roma nel 1960 con una partecipazione, allora ritenuta molto nutrita, di circa 400 atleti. Ad Atene nel 2004 si è registrata la partecipazione di oltre 4000 atleti.
RIABILITAZIONE GLOBALE La riabilitazione globale prende in considerazione tutti gli aspetti della disabilità conseguenti ad una lesione neurologica (motorio, viscerale, relazionale, cognitiva, ecc.) fino ad elementi più complessi, con valenza più socio-affettiva che medica, quale il reinserimento familiare, scolastico, lavorativo.
CONDIZIONI DI SALUTE (Malattia) DANNO ATTIVITA PARTECIPAZIONE FATTORI CONTESTUALI 1) Ambientali 2) Personali
MEDICINA RIABILITATIVA La riabilitazione si propone di trattare la disabilità, conseguente ad un danno, dell intera persona e non il trattamento della patologia di un organo o di una singola funzione andata perduta
MEDICINA RIABILITATIVA DANNO DISABILITA HANDICAP Riabilitazione (medica) Riabilitazione (sociale)
ATTIVITÀ DI RIABILITAZIONE SOCIALE Azioni ed interventi finalizzati a garantire al disabile la massima partecipazione possibile alla vita sociale con la minor restrizione possibile delle sue scelte operative, indipendentemente dalle gravità delle menomazioni e delle disabilità irreversibili, al fine di contenere la condizione di handicap
SPORT & DISABILITÀ Attività Sportiva quale strumento del progetto riabilitativo (miglioramento delle performances motorie e sensoriali, della resistenza alla fatica, della funzionalità respiratoria, del controllo del tronco, delle abilità funzionali residue, della coordinazione dei movimenti e dei riflessi; favorisce l aggregazione e i rapporti sociali; stimola la persona ad affrontare le difficoltà; contribuisce alla ricostruzione della propria identità)
SPORT & DISABILITÀ Attività sportiva quale obiettivo del trattamento riabilitativo, inteso come prevenzione dell handicap Ogni disabile deve poter partecipare a tutte le attività senza le limitazioni imposte dal contesto sociale (barriere architettoniche e culturali)
SPORT & DISABILITÀ Attività Sportiva e Riabilitazione sociale : integrazione tra abbattimento delle barriere architettoniche ( progettazione accessibile ) ed adozione di ausili adeguati ed accettati dal disabile con il fine ultimo di superare l handicap anche nel contesto dello sport
SPORT & DISABILITÀ Possibile integrazione tra le realtà sportive del territorio (strutturali e organizzative) e attività sportive disabili per
Montecatone Rehabilitation Institute (Imola - Bologna) Unità Spinale 128 p.l. per pazienti mielolesi (di cui 8 p.l. di Terapia Intensiva) 22 p.l. per pazienti cerebrolesi 8 p.l. di D.H.
MONTECATONE Luglio 2001 - Dicembre 2006 1386 nuovi pazienti con mielolesione (252/anno) - 957 traumatici (69%) - 429 non traumatici (31%)
RIEDUCAZIONE TRAMITE IL GESTO SPORTIVO Come parte integrante del trattamento riabilitativo viene effettuata la Rieducazione tramite il Gesto Sportivo (RGS) Nuoto, tennis, basket, tiro con l arco, tiro a segno (pistola e carabina), sci, cicloni, ping pong Golf (di prossima istituzione)
RIEDUCAZIONE TRAMITE IL GESTO SPORTIVO In collaborazione con una società sportiva di Imola (Atletica Imola SACMI/AVIS) Utilizzazione degli impianti sportivi di Imola e di spazi disponibili all interno e all esterno dell Ospedale di Montecatone
RIEDUCAZIONE TRAMITE IL GESTO SPORTIVO L attività di RGS è iniziata nel 2002 con 60 pazienti: le prime discipline sono state il tiro con l arco e il tiro a segno Nel 2007 sono stati trattati oltre 150 pazienti Vengono trattati con RGS mediamente il 20% dei pazienti con una lesione cervicale, e il 40% dei pazienti con una lesione dorsale e lombare Non esiste un momento preciso per l inizio della RGS: dipende dalla condizione clinica del paziente e dal tipo di sport
IL FUTURO Costituzione di un vero e proprio team sportivo che faccia capo all Istituto e che diventi elemento di traino per i pazienti ricoverati Partecipazione a competizioni locali e nazionali
Fisioterapista Fisiatra Assistente Infermiere Sociale PAZIENTE Tecnico Ortopedico Istruttore Sportivo Psicologo
G RAZIE