Il paziente neurologico ICTUS
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- Aloisia Vecchio
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1 ICTUS
2 ICTUS
3 ICTUS
4 ICTUS Fattori di rischio modificabili Ipertensione arteriosa Diabete mellito Stenosi carotidea Fumo/alcool Sovrappeso Sedentarietà Fattori di rischio non modificabili Età Sesso Predisposizione familiare Prevenzione Non fumare Regolare attività fisica BMI adeguato/dieta salutare Terapia farmacologica
5 ICTUS Primi segni: Sintomatologia:
6 Funzioni vitali di base Abilità sensomotorie Il paziente neurologico Abilità comunicativa-relazionale Cura della persona ICTUS VALUTAZIONE DELLE CONSEGUENZE Autonomia respiratoria Alimentazione per os Funzioni sfinteriche Menomazioni muscoloscheletriche e sensitive Controllo capo-tronco Coordinazione e destrezza motoria Responsività Consapevolezza Orientamento Capacità comunicative Igiene Alimentazione Sfinteri Abbigliamento
7 ICTUS Mobilità e trasferimenti Riadattamento e reinserimento sociale VALUTAZIONE DELLE CONSEGUENZE Spostamenti Passaggi posturali Deambulazione Accettazione della disabilità AVQ Adattamento della casa Reinserimento sociofamiliare
8 ICTUS key points
9 ICTUS key points
10 ICTUS
11 ICTUS - mobilizzazione
12 ICUTS - specificità nella mobilizzazione Differenziare la flaccidità dalla spasticità Evitare i movimenti rapidi e improvvisi Mantenere il piede plegico in posizione fisiologica MAI utilizzare palline di gomma per la mano plegica Non esercitare trazioni sull arto plegico per rischio lussazione Senza disposizioni precise non alzare il paziente Valutare le AVQ e calibrarle in base al grado di autonomia residua Utilizzare i giusti ausili nei passaggi posturali Porre particolare attenzione alla cute
13 ICTUS gestione delle specificità
14 ICTUS gestione delle specificità
15 ICTUS gestione delle specificità
16
17 MORBO di PARKINSON
18 MORBO di PARKINSON
19 MORBO di PARKINSON - incidenza
20 MORBO di PARKINSON - sintomi
21 MORBO di PARKINSON - sintomi
22 MORBO di PARKINSON sintomi
23 MORBO di PARKINSON - trattamento L-dopa Agonisti dopaminergici Stimolatori elettrici impiantati chirurgicamente (se il trattamento farmacologico è inefficace) Dieta adeguata (ipoproteica) RIABILITAZIONE! Logopedia
24 MORBO di PARKINSON key points
25 MORBO di PARKINSON gestire le specificità
26 MORBO di PARKINSON gestire le specificità
27
28 LA DEMENZA
29 LA DEMENZA - cause Fattori modificabili Grado di istruzione (protettivo) Esposizioni ambientali (peggiorativo) Fattori non modificabili Età Componente genetica
30 LA DEMENZA M. Alzheimer 50/60% di tutte le demenze!
31 MORBO DI ALZHEIMER
32 MORBO DI ALZHEIMER - sintomi
33 MORBO DI ALZHEIMER LIVELLO DI GRAVITA DELLA DEMENZA INTERVENTO COGNITIVO INTERVENTO EMOTIVO INTERVENTO MOTORIO INTERVENTO SENSORIALE Lieve deficit della memoria (in assenza di demenza) Training riabilitazione neuropsicologica Terapia psicologica Attività fisica Lieve Training riabilitazione neuropsicologica Stimolazione Reminiscenza Terapia psicologica Attività fisica Moderato Stimolazione Reminiscenza Memoria remota Interventi su BPSD Comunicazione Attività occupazionale e procedurale Reminiscenza con oggetti Coinvolgimento con musica, aromi Severo Interventi su BPSD Contatto Massaggi Stimolazione sensoriale con musica, aromi
34 MORBO DI ALZHEIMER Non tutte le abilità della persona sono danneggiate allo stesso modo e nello stesso momento!!
35 MORBO DI ALZHEIMER rapportarsi col malato Ricordarsi che perdono la capacità di capire la lingua parlata e scritta Guardare il paziente e capire cosa vuole dire (fatica a trovare le parole giuste, confusione) Essere tranquilli, sorridenti e dolci Non criticare o deridere gli errori Capire se ha bisogni fisiologici Non urlare o mantenere un tono di voce troppo alto
36 MORBO DI ALZHEIMER rapportarsi col malato Cercare di capire il malato tramite gesti ed espressioni del volto Rassicurarlo! (ricordare l infanzia) Valutare se il contatto fisico è positivo o negativo Richiedere pochi movimenti e ripetitivi Incoraggiare sempre, non mettere fretta! Favorire il contatto con la realtà in caso di deliri o allucinazioni
37 MORBO DI ALZHEIMER rapportarsi col malato DURANTE L IGIENE, IL VESTIRSTI, IL MANGIARE Rendere piacevole lavarsi e vestirsi Evitare movimenti bruschi Se emerge aggressività, avere pazienza ed attendere qualche minuto Farlo sedere comodo ed in sicurezza durante i pasti Mettere un tovagliolo e permettere che mangi con le mani Non riprenderlo se si sporca o fa cadere il cibo Verificare l idratazione (dimentica di bere!) Sistemare bene il vassoio del cibo e verificare le autonomie
38 MORBO DI ALZHEIMER Questo tipo di paziente ha bisogni pari a quelli di un neonato, dovrà essere custodito e tutelato
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