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1 Tratto da SaluteInternazionale.info Una testimonianza dal Nepal :05:46 Redaz ione SI Maurizio Murru Questo terremoto, come tanti altri disastri naturali, ha fatto le sue vittime in modo selettivo, sia a Kathmandu che nei distretti rurali. A Kathmandu, la grande maggioranza di coloro che sono mort i, che hanno perdut o f amiliari, case ed averi, sono poveri. Sono quelli che abit avano in case f ragili perché non pot evano permet t ersi di cost ruirne o di abit arne di migliori. Le Nazioni Unit e hanno chiest o 423 milioni di dollari per le at t ivit à più urgent i; all 11 di maggio, ne sono st at i ricevut i 42,3 milioni, circa il 10% della somma richiest a. Scorrendo, in rete, le pagine dei più diffusi quotidiani Italiani ed Europei, l impressione, da Kat hmandu, f ino al 12 di maggio, era che il t erremot o che ha colpit o il Nepal il 25 aprile scorso (magnit udo 7.8) avesse esaurit o il suo richiamo mediat ico. Non era più f ra le prime not izie nemmeno sui sit i di BBC, Al-Jazeera, CNN e alt re import ant i f ont i di inf ormazione. Poi, la nuova scossa del 12 maggio di magnit udo 7.3, seguit a da alt re 19 scosse nel giro di una manciata di ore, ha riportato il Nepal di attualità. Ma siamo certi che non sarà per molto e non sarà con particolare enfasi. Se sarà così, è ragionevole presumere che gli aiut i che il Nepal riceverà saranno di molt o inf eriori alle necessit à. Il ruolo dei media nel det erminare il livello degli aiut i in casi di calamit à nat urali, inf at t i, è det erminant e, come si vide ai tempi dello tsunami che colpì 14 paesi il 26 dicembre 2004 facendo vit t ime[1].

2 Le Nazioni Unit e hanno chiest o 423 milioni di dollari per le at t ivit à più urgent i; all 11 di maggio, sono stati ricevuti 42,3 milioni, circa il 10% della somma richiest a[2]. Un governo liberamente eletto ma senz a credibilità Il Governo Nepalese st a t ent ando di coordinare le operazioni di soccorso ma senza molt o successo. Non gode della st ima dei donat ori e, più import ant e ancora, non gode nemmeno di quella dei suoi cittadini. Su uno dei più importanti quotidiani indipendenti in lingua inglese, il Kathmandu Post, si è scritto che Lo Stato ha ereditato strutture feudali [ ] ed ha continuato a trattare i suoi abitanti come sudditi e non come cittadini aventi uguali diritti e Mentre è opportuno non minare l autorità dello Stato, ed è necessario accrescerne le capacità, deve essere chiaro che l obiettivo non può essere quello di ricostruire o rafforzare uno Stato feudale[3]. Sullo stesso quotidiano, un altro commentatore ha scritto che quello che si è vist o f ino ad ora non è st at o un governo in azione, ma uno governo in reazione, che ha annunciat o decisioni cat egoriche per sment irle pochi giorni dopo di f ront e ad una valanga di crit iche[4]. La più clamorosa, f orse, è quella, annunciata il 6 maggio: stabiliva che tutti i fondi versati dall estero su conti bancari Nepalesi sarebbero st at i dirot t at i sul cont o del Disaster Relief Fund del Primo Minist ro. La cosa ha lasciat o perplessi governi, organizzazioni internazionali e privati cittadini e ha sollevato critiche e richieste di chiarimenti. Dopo un paio di giorni il Minist ro degli Int erni ha chiarit o che la misura avrebbe riguardat o unicament e i cont i apert i negli ult imi sei giorni. Cosa per noi sorprendent e, non lo ha chiarit o con una dichiarazione uf f iciale. Lo ha chiarit o, f ino ad ora, solo su Facebook. Non osiamo comment are. Come non osiamo comment are la dist ribuzione grat uit a di t ende ai parlament ari, bloccat a dopo che persino alcuni dei parlamentari stessi ne hanno fatto notare l inopport unit à[5]. Si legge anche di parlament ari che hanno svergognatamente dirottato verso le loro circoscrizioni aiuti destinati ad aree con necessit à maggiori e più urgent i. A quest o proposit o, un edit orialist a ha commentato Le vittime hanno urgente bisogno di cibo, di un riparo. E di un po di decenza da parte dei loro parlamentari [6]. L eloquente insuccesso della raccolta di f ondi governativa Sulla base di quant o scrit t o sopra, non st upisce che, al 13 di maggio, st ando a quant o riport at o sul suo st esso sit o web, il Prime Minister s Disaster Relief Fund abbia ricevut o donazioni per soli dollari, la maggior part e dei quali provenient e dal Minist ero del T esoro[7]. Ai prezzi at t uali, ci si possono comprare un centinaio di tende prodotte in loco. Ma occorre fare in fretta, prima che di t ende non se ne t rovino più e prima che i prezzi salgano ancora, spint i dalla domanda crescent e di organizzazioni umanit arie nazionali ed int ernazionali e di privat i cit t adini che int endono aiut are se st essi, i propri congiunti e i loro parenti nei villaggi più lontani. Inf ine, non meraviglia che i maggiori donat ori canalizzino i loro f ondi at t raverso

3 ONG di loro fiducia piuttosto che attraverso il governo. Eppure, si tratta di un governo liberamente eletto e con una confortevole maggioranza di due terzi in parlamento. A questo punto si potrebbero fare varie riflessioni di carattere storico, politico e sociale, ma ce ne manca lo spazio. E anche la voglia. L eccez ione dell esercito A 18 giorni dal primo terremoto, l unica istituzione dello Stato che ha guadagnato la stima e la riconoscenza di molti, è stato l esercito[8]. Per certi aspet t i quest o non st upisce dal moment o che dispone di uomini pront i ad essere mobilizzat i, di una gerarchia e di procedure st abilit e e di mezzi, inclusi elicot t eri, sia pure in quant it à non suf f icient e: cinque di piccole dimensioni ed uno di dimensioni maggiori. Milit ari sono giunt i, a una manciat a di ore dal t erremot o, anche da India e Cina e il coordinament o, f ra loro e con quelli locali, f ino ad ora, pare essere st at o buono. Al 12 di maggio c erano nel paese milit ari st ranieri, provenient i da 18 paesi. Il loro lavoro è st at o di grande import anza per molt e delle zone più dif f icilment e raggiungibili. Non mancano, però, le tensioni e le perplessità di fronte ad un tale dispiegamento di militari st ranieri nel paese. Specialment e per quant o riguarda quelli Indiani e Cinesi, i due scomodi gigant i f ra i quali è schiacciat o il Nepal. L 11 maggio, prima della scossa arrivat a il giorno seguent e, il Capo di St at o Maggiore dell esercit o Nepalese ha chiesto a tutte le truppe straniere di tornarsene a casa af f ermando che non c era più bisogno di loro[9]. Le previsioni sono sempre difficili. Specialmente quando riguardano il futuro (Oscar Wilde) I sismologi, Nepalesi e non, cercano di indovinare il f ut uro e f anno quant o possono. Il Geological Survey degli St at i Unit i, indiscussa aut orit à nel set t ore, aveva messo a punto una simulazione secondo la quale c era una possibilità su 200 che un t erremot o di magnit udo superiore a 7 colpisse il Nepal a pochi giorni dal 25 aprile[10]. Non impossibile, dunque, ma nemmeno altamente probabile. Ad ogni modo, è successo. Nuovi crolli e nuove vit t ime. Si parla di almeno 91 morti e più di feriti dovuti alla scossa del 12 maggio[11]. Un bilancio dest inat o a crescere quando arriveranno più accurat e inf ormazioni dai distretti più colpiti, che si trovano a circa 80 Km a nord-est della capitale. Una storia vecchia e ripetitiva: l impossibile coordinamento degli aiuti All 11di maggio, circa 330 agenzie umanitarie, nazionali e straniere, erano at t ive nel paese ed impegnat e in circa iniziat ive di assist enza[2]. A quest e vanno aggiunt e le iniziat ive di privat i cit t adini, nazionali e st ranieri, impossibili da censire. E da gest ire. Coordinare un simile universo di f ramment arie e f ramment at e iniziat ive sarebbe pressoché impossibile anche per un governo più forte, competente ed efficiente di quello Nepalese. Aggiungiamo che considerare e def inire il governo locale corrot t o ed inefficiente consente a molte organizzazioni per agire in totale indipendenza, senza consultare nemmeno quelle strutture governative periferiche che, invece, pot rebbero essere ut ili per rendere gli aiut i più equi, logici ed ef f icaci.

4 Molt i villaggi f acilment e accessibili hanno ricevut o diverse t ornat e di aiut i ment re alt ri, più dif f icili da raggiungere, non hanno ricevut o nient e[12]. Altra vecchia storia: aiuti inadeguati rispetto alle reali necessità Da notare che, in non pochi casi, difficili da raggiungere significa raggiungibili dopo due o più giorni di cammino dal punto in cui si può arrivare in auto o in camion. Da qui in poi, però, gli abitanti di villaggi lontani, se debitamente inf ormat i, sono pront i a t rasport are a piedi ciò di cui hanno bisogno. Basterebbe affidarsi, come alcuni fanno, alle autorità distrettuali e alle loro reti di comunicazione. Olt re alla non equa dist ribuzione degli aiut i, occorre anche segnalare la loro frequente inadeguatezza. Molte iniziative, tanto generose quanto disinformate e approssimative, sia di ONG che della cosiddetta società civile, dist ribuiscono mat eriali senza avere prima cercat o di capire che cosa ef f et t ivament e serva. Così, in molt i, dist ribuiscono cibo. Ma il cibo, attualmente, e per la maggior parte dei terremotati, anche in aree lontane, non è un problema. Il problema più sent it o è quello di avere un riparo e mat eriali per prepararlo in vist a delle piogge monsoniche in arrivo. T ende, lamiere ondulate da usare per i tetti e tarpaulins (teloni incerati) costituiscono le necessit à più urgent i. Le buone notiz ie non f anno notiz ia. Ma ci sono. E sono importanti Ovviament e, non t ut t i gli aiut i sono inadeguat i e non t ut t e le organizzazioni agiscono in modo sconsiderat o. Abbiamo personalment e vist o ONG (anche It aliane) lavorare in modo corret t o e prof essionale, cercare di capire e rif let t ere prima di agire, coordinarsi con le aut orit à locali. Inolt re, esist ono iniziat ive pot enzialment e ut ilissime messe in piedi da volont ari dot at i non solo di buone int enzioni ma anche di un alt o grado di professionalità specifica che possono aiutare ad evitare, per quanto possibile, sprechi e duplicazioni sciocche olt re che inique. Part icolarment e degna di not a è quella messa in piedi da Kat hmandu Living Labs (KLL), una organizzazione che, come è scrit t o nel suo sit o (kat hmandulivinglabs.org), tenta di connettere tecnologie avanzate con i più gravi problemi che la gente comune affronta. Il terremoto del 25 aprile ha reso inagibile la loro sede. Si sono trasferiti in un noto bar ristorante e hanno iniziato a produrre mappe e rapport i in grado di inf ormare sui luoghi più colpit i e le loro necessit à più urgent i. Visit ando il sit o quakemaps.org è possibile scoprire chi lavora dove e anche dove nessuno o ben pochi lavorano, dove l assist enza è scarsa o assent e. L esercit o Nepalese e quello Canadese consult ano regolarment e questo sito, così come l agenzia di aiuti Statunitense USAID ed altre organizzazioni. Per chi non abbia accesso alla ret e, mappe, rapport i ed alt ri ut ili document i vengono prodot t i e st ampat i in PDF. Un esempio prat ico: gli abit ant i di Dahal Gaun, nel Dist ret t o di Okhaldunga non possono cert o connettersi alla rete e utilizzare il sito di cui parliamo. Ma chi fosse int enzionat o a soccorrere chi più ne ha bisogno, sul sit o pot rebbe scoprire che

5 qui, secondo un telegrafico rapporto, è stato duramente colpito dal terremoto del 12 aprile ed ha urgent e bisogno di t eloni cerat i e lamiere ondulat e. Per maggiore sicurezza, i rapporti ricevuti ed elencati sono suddivisi in verificati e non verificati. Il rapporto citato è verificato. La dif f icile e tragica conta delle vittime e dei danni L epicentro del terremoto del 25 aprile che, a tutt oggi, ha fatto più vittime e danni, era a circa 80 Km ad ovest di Kat hmandu. Dei 75 dist ret t i del paese, 14 sono stati più duramente colpiti. Delle più di vittime fino ad ora accertate (bilancio è dest inat o a crescere), poco meno di si sono verif icat e nella capit ale (circa lo 0,06 della popolazione t ot ale), più di nel dist ret t o di Sindhupalchowk (più dell 1% della popolazione), a circa t re ore di aut o dalla capit ale e circa in quello di Nuwakot (0,35%), circa 700 in quello di Dhading (0,2%) [La percentuale delle vittime sulla popolazione totale dei distretti citati, è stata calcolata utilizzando, per le vittime, dati provenienti da varie fonti e per la popolazione totale dati derivati dal censimento del 2011]. I f erit i causat i dal primo t erremot o sarebbero poco meno di , circa 400 quelli con lesioni spinali e almeno quelli che riporteranno invalidità permanent i[13]. Circa case sono state completamente distrutte e altrettante gravement e danneggiat e. Si st ima che circa 27 milioni di met ri cubi di det rit i debbano essere rimossi ed eliminat i o riut ilizzat i[2]. Il Nepal ha una rete di più di unità sanitarie governative di vari livelli di cui 95 ospedali (65 dist ret t uali)[14]. Più di 500 sono st at e severament e danneggiate e 260 completamente distrutte, specialmente nei distretti più colpiti dal primo sisma[15] (mancano dati disaggregati per livelli di cura). Il t erremot o del 12 maggio ha danneggiat o severament e anche il repart o emergenze del Bir Hospit al, il più grande del paese, sit uat o a Kat hmandu. Il reparto è stato chiuso e i 14 pazienti che vi erano ricoverati sono stati trasferiti[16]. A causa della conf ormazione del paese, della seconda scossa del 12 maggio e delle difficoltà a raggiungere molte delle aree più colpite, occorreranno ancora settimane prima che si possa avere una stima ragionevolmente accurata sia delle vittime che dei danni. All 11 di maggio, persone vivono ancora in 140 campi la metà dei quali è sovraffollata e senza latrine 2. Queste stime non includono i numerosi piccoli accampament i che si vedono in giro per la cit t à ovunque ci siano spazi disponibili: nei piccoli giardini, nei cortiletti degli ubiquitari piccoli templi, nei cort ili suf f icient ement e spaziosi da accogliere anche una sola t enda, o, frequentemente, un telo teso fra quattro pali. Il pericolo di epidemie a seguito di terremoti è più un mito che una realtà[17] ma occorrerà adottare urgent ement e misure igieniche adeguat e in campi che, per f orza di cose, rest eranno in uso ancora per molt o t empo. Uno dei più grandi, quello di

6 T undikhel, a Kat hmandu, st ava svuot andosi (vi erano rimast e circa persone) ma dopo il terremoto del 12 maggio si è riempito di nuovo e i suoi ospiti sono ora più di [18]. Nei distretti più colpiti dai due terremoti, molte strade sono state rese inagibili da f rane, molt i villaggi isolat i sono raggiungibili solament e in elicot t ero e molt i pare non siano ancora st at i raggiunt i. In aggiunt a, non sono poche le aree in cui, a causa della nat ura mont agnosa del t erreno, nemmeno gli elicot t eri possono atterrare. Il 12 maggio uno dei quattro elicotteri inviati dagli Stati Uniti (olt re a cinque aerei), con sei marines e due milit ari Nepalesi a bordo, è st at o dato per disperso mentre portava aiuti al Distretto di Dolakha e, al 14 maggio, non è stato ritrovato[19]. Poteva accadere di peggio. Ed è molto probabile che accada Nonostante tutto, i sismologi affermano che quello del 25 aprile non è stato il grande t erremot o che, in Nepal, si aspet t a da anni. Quello, pare, deve ancora arrivare. E arriverà senza dubbio: potrebbe essere domani o fra 50 anni, riport a il set t imanale Nepali T imes [20] e sot t olinea l import anza di prepararsi, dal momento che, la prossima volta, potremmo non essere così fortunati. Non è certo di fortuna che si può parlare nelle circostanze attuali, ma resta il fatto che il terremoto ha colpito di sabato, festivo in Nepal, e a mezzogiorno (11.58 per la precisione). Quest o signif ica che scuole, uf f ici e molt i negozi erano chiusi e molt e persone non si t rovavano in casa. In un giorno f eriale sarebbe sicuramente stato peggio. E adesso, dopo il secondo t erremot o, def init o sorprendent e da sismologi Nepalesi[21], gli espert i af f ermano che una considerevole massa di energia è dest inat a a sprigionarsi di nuovo, molt o probabilment e, a sud di Kat hmandu (ricordiamo che il t erremot o del 25 aprile aveva il suo epicent ro 80 Km ad ovest della capitale e quello del 12 maggio 75 Km ad est). Questa previsione, la cui unica incognit a riguarda i t empi, è basat a su immagini sat ellit ari, dat i geologici e modelli predit t ivi. Preoccupa t ut t i, dalle aut orit à ai comuni cit t adini. La speranza è che ci sia tempo sufficiente per portare a termine la inevit abilment e lunga ricost ruzione. Ricostruire meglio? Forse E dovrà essere una ricost ruzione f at t a seguendo crit eri ant isismici, secondo regole precise, chiare e f at t e osservare. Un gruppo di sismologi ed ingegneri Neo Zelandesi aiut erà gli ingegneri Nepalesi a met t ere a punt o un adeguat o codice per le cost ruzioni. Per la verit à, un codice per le cost ruzioni, in Nepal, già esiste. Da anni. Il problema sta nel fatto che sono pochi i costruttori che lo hanno rispettato e nessuno pare avere avuto la forza o la volontà di farlo rispet t are (come in Italia). A Kat hmandu ci sono 11 complessi abit at ivi a set t e o più piani. Nessuno di essi è crollato interamente, ma solamente quattro sono st at i giudicat i sicuri e sono at t ualment e occupat i. Gli alt ri dovranno essere riparat i, rinf orzat i o demolit i.

7 Un popolo di migranti La ricostruzione richiederà anni. E sarà resa più lunga e difficoltosa anche dal f at t o che circa t re milioni di Nepalesi, nel pieno della loro vit a lavorat iva, con le loro energie e le loro abilit à, proprio nel set t ore delle cost ruzioni, sono emigrat i per sfuggire ad una povertà senza apparenti vie di uscita. Molti sono emigrati nei paesi del golfo e molti in India. Di questi ultimi non sono disponibili cifre accurat e ma si st ima che siano almeno [22]. Per i primi si parla di più di due milioni. Le loro rimesse cost it uiscono circa il 25% del Prodot t o Int erno Lordo Nepalese (pari a circa 20 miliardi di dollari) e circa il doppio delle ent rat e dovut e alle esport azioni[23]. Poche, inevitabili rif lessioni Concesso spazio alla cronaca e a svariate statistiche, forse interessanti ma sicurament e inaccurat e, sof f ermiamoci su poche rif lessioni. Forse scont at e ma sicurament e accurat e. Questo terremoto, come tanti altri disastri naturali prima di esso e, sicuramente, tanti altri dopo, ha fatto le sue vittime in modo selettivo, sia a Kat hmandu che nei dist ret t i rurali. A Kat hmandu, la grande maggioranza di coloro che sono mort i, che hanno perdut o f amigliari, case ed averi, sono poveri. Sono quelli che abit avano in case f ragili perché non pot evano permet t ersi di cost ruirne o di abit arne di migliori. Sono quelli che, sopravvissuti al terremoto del 25 aprile, erano rient rat i, f iduciosi per f orza di cose, in case pericolant i e pericolose. Non avevano scelta. O, meglio, la scelta era fra rientrare in case traballanti o cont inuare a dormire in campi poco organizzat i, in condizioni igieniche precarie, con le avvisaglie delle piogge monsoniche già f requent i e violent e. Nei distretti rurali la quasi totalità della popolazione è povera. Anche se è vero che pure f ra i poveri esist ono le disuguaglianze. Anche f ra i poveri ci sono i più e i meno poveri. Si sent e di f amiglie che hanno piant o quasi con la st essa disperazione la mort e di un f iglio e quella del loro unico buf alo. Prima di azzardare conclusioni sbagliat e, occorre t enere present e che quell unico buf alo avrebbe permesso di sopravvivere e di nutrire i figli rimasti. La sua morte significa un baratro di povert à più prof onda, senza speranza e senza rimedio. Si legge di uomini che hanno contratto debiti per costruire una casa e sono emigrat i, lasciando moglie e f igli, per pot er ripagare i debit i. Molt i di loro hanno perso la casa, ma non l obbligo di ripagarla. Se int endono rient rare, per rivedere e conf ort are i sopravvissut i e per i rit i f unebri, devono cont rarre prest it i per il bigliet t o aereo (pochi credono alla promessa governat iva di pagare il biglietto a chi intenda rientrare) e devono mettere in conto la perdita di mesi di salario e, forse, dello stesso lavoro faticosamente ottenuto.

8 Gli Scilla e Cariddi dei poveri sono implacabili e spiet at i. La maggior parte delle vittime dei terremoti non è stata uccisa dei terremoti st essi, ma dalla povert à eredit at a da secoli di marginalizzazione. E qui, per ora, pensiamo di poter chiudere queste note. Scritte al quinto piano di uno dei quattro complessi di Kathmandu giudicati safe for occupation. Scrivere, raccogliere fondi e, grazie a contatti nepalesi, organizzare qualche spedizione di generi di prima necessità in zone fino ad ora trascurate, è il frutto di una serie di privilegi. Anch essi ereditati. Ed è esso stesso un privilegio. Anche quando riconosciamo i nostri privilegi non siamo certo disposti a rinunciarvi. Almeno, la maggior parte di noi, compreso chi scrive, non lo è. Ma è inevitabile provare un senso di profondo imbarazzo. È inevitabile. E, in fondo, costa poco. Bibliograf ia 1. Cosgrave J. Synt hesis Report: Expanded Summary. Joint evaluat ion of the international response to the Indian Ocean tsunami. London: T sunami Evaluation Coalition, OCHA. Nepal: Earthquake Situation Report N 13 (as for 11 May 2015) 3. Seira T amang. Bureaucrat ising relief. T he Kat hmandu Post, Deepak T hapa. T ested and failed. T he Kathmandu Post, Distribution of tents among MPs halted. T he Himalayan T imes, Weena Pun. T he price of politicking. T he Kathmandu Post on Saturday, Prime Minist er s Disast er Relief Fund, consult at o il 13.o Shradha Pal. T he long due gratitude: let s give thanks, T he Himalayan T imes, No more f oreign t roops, says NA. T he Kat hmandu Post, Unsettled earth continues to rattle Nepal. BBC News, T uesday aftershock toll 91. T he Himalayan T imes, Flaws surf ace in relief dist ribut ion in lack of government coordinat ion. Repùbilca, T HE WEEK, Kamal Pariyar. Hundreds sust ained spinal injuries in killer quake. Repùblica, Annual Report Kat hmandu, Minist ry of Healt h and Populat ion. Depart ment of Healt h Services, healt h f acilit ies dest royed, T he Kat hmandu Post, Bir hospital s patients moved to trauma centre. T he Himalayan T imes, Responding t o Eart hquakes, learning f rom eart hquake relief and recovery operat ions. ALNAP, Over people back to T undikhel tents. T he Himalayan T imnes, No sign of US chopper yet, says Army. T he Kathmandu Post, Shaking t hings up. Nepali T imes,

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