Rapporto Annuale Annual Report 2011

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1 Rapporto Annuale Annual Report 2011 BANCA ARNER SA ARNER BANK AG BANQUE ARNER SA ARNER BANK Ltd. Piazza Manzoni 8 CH 6901 Lugano Tel +41 (0) Fax Tel +41 (0) No. IVA

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3 Consiglio di Amministrazione Board of Directors KURT SCHILTKNECHT * GABRIELE GANDOLFI * ROLAND MÜLLER-INEICHEN * GIOVANNI GIACOMO SCHRAEMLI PRESIDENTE CHAIRMAN VICE-PRESIDENTE DEPUTY CHAIRMAN CONSIGLIERE MEMBER CONSIGLIERE MEMBER HEINZ ROTH * CONSIGLIERE FINO AL MEMBER UP TO Direzione Generale Executive Board GIULIO ROMANI Direzione Management ANTONIO RUSSO PATRICK COGGI ANGELO CRESTA NAAMAN ELBOURI FRANCESCO FIERLI SCILLA FRATTINI ANDREA MOREGGIO ISABELLE WIDMER RIZZI DIRETTORE GENERALE CHIEF EXECUTIVE OFFICER DIRETTORE SENIOR VICE-PRESIDENT CONDIRETTORE FIRST VICE-PRESIDENT CONDIRETTORE FIRST VICE-PRESIDENT CONDIRETTORE FIRST VICE-PRESIDENT CONDIRETTORE FIRST VICE-PRESIDENT CONDIRETTORE FIRST VICE-PRESIDENT CONDIRETTORE FIRST VICE-PRESIDENT CONDIRETTORE FIRST VICE-PRESIDENT Ufficio di Revisione External Auditors ERNST & YOUNG, LUGANO Ispettorato Internal Auditors PwC, LUGANO * Indipendenti ai sensi della circolare FINMA 08/24 * Independent member according to FINMA 08/24 3

4 Il nostro albero, bronzo, 187x75x50 cm Il nostro albero, bronze, 187x75x50 cm - Le sculture di Gabriela Spector in Arner Quaderni - Le sculture di Gabriela Spector - in Arner Quaderni 4

5 Relazione del Consiglio di Amministrazione Report from the Board of Directors Gentili Signore, Egregi Signori, Il 2011 è stato caratterizzato fonti di rischio, come il terremoto in Giappone che ha esacerbato il rallentamento congiunturale, la mancanza di soluzioni efficaci alla crisi del debito in Europa, costi energetici in asse politica negli Stati Uniti. Banca Centrale Europea (BCE), che ha nuovamente alzato i propri tassi di riferimento in luglio, ha aggravato novembre che tutti i rating delle economie europee erano a rischio e difficilmente sanabili dalle misure adottate dai singoli stati. Dopo che il 2011 era iniziato con una crescita positiva dello 0.8% nel primo trimestre, a partire sembrava ricominciare a contrarsi, con ordinazioni industriali in forte calo del -4.3% in settembre (le ordinazioni verso la zona Euro sono calate addirittura del -12%). Nel frattempo la crisi del debito ha raggiunto a importante come quella italiana minacciando di toccare anche i Paesi Emergenti, vero motore della crescita globale, in particolare per la forte presenza nelle regioni emergenti delle banche europee. Questo timore si è alimentato nonostante il fatto che la crescita nella maggior parte delle economie emergenti sia finanziata dalle banche locali e che questi Paesi presentino generalmente un avanzo del conto delle partite corrente, non necessitando quindi di finanziamenti esterni. Il clima di estrema incertezza in Europa ha dominato i dicembre, del primo LTRO tramite il quale le banche europee hanno ottenuto finanziamenti illimitati, contenendo così i rischi di una crisi di disponibilità di collaterale, simile a quello del periodo post Lehman. 560 banche hanno ottenuto EUR 489 miliardi, riducendo ritrovare la propensione più positivi del primo trimestre, apprezzando gli elementi di crescita e il benefico ra Va Uniti, con un consumo delle famiglie che ha sorpreso positivamente, nonostante la contrazione della spesa pubblica, e margini di profitto delle aziende al livello più alto degli ultimi 65 anni (sebbene con investimenti ai minimi degli ultimi 30 anni). Ladies and Gentlemen, The year 2011 saw an accumulation of sources of risk: the Japanese disaster which exacerbated the global slowdown, failure to deal with excessive government debt in Europe, rising energy costs and political deadlock in the United States. Denial of these realities by the European Central Bank (ECB), which again raised its key interest rates in July, precipitated the situation in Europe, culminating in of all Euro zone countries were threatened and could not be rectified simply with national remedies. After Euro zone economies started the year with a solid first-quarter growth of +0.8%, even Germany seemed starting to contract again in the second half of the year, with manufacturing orders down 4.3% in September (in particular orders from the Euro zone were falling 12%). In the meantime the Euro zone sovereign debt crisis spread to a core country, Italy, and pushed forward the credit risk in some emerging markets, with fears growing that contraction in Europe could cause the crisis to spread even to emerging markets because of European banks very strong presence in international financing. Despite the fact that growth in most emerging countries is financed by local banks and that the majority of them have current account surpluses generating currency reserves and not borrowing requirements, markets feared a ruinous burst in asset prices. The environment of extreme uncertainty in Europe lasted u European banks were offered unlimited funding for three years and effectively addressed fears of collateral Immediately, 560 banks grabbed EUR 489 billion in funding. The intervention shifted somewhat the focus away from Europe and the more positive stance of the first quarter, when growth seemed well under way and inflationary pressures in emerging countries declining, reemerged. In fact, among major economies, the US economy has shown a good resilience during all of 2011, with household consumption surprising positively since summer despite a contraction in the public sector, and corporate profit margins higher than at any point in the last 65 years (but business investment at a 30-years low). 5

6 Anche nei BRIC la crescita è rimasta solida, nonostante nel nuovo piano quinquennale il premier cinese Wen abbia previsto una crescita più modesta che in passato, il dato deludente del Brasile (+2.7% nel 2011, ma con un con una corrispondente almeno al 4% negli US, e con la Russia mediamente attorno a +4%, i BRIC non avranno difficoltà a superare gli Stati Uniti entro il Crescendo in importanza relativa, anche il contributo alla crescita globale di queste dinamiche economie aumenterà. sembrava stabilizzarsi, grazie an di rilassamento delle politiche monetarie nei Paesi Emergenti, nuovi rischi sono apparsi: in particolare le tensioni geopolitiche in Iran e la conseguente possibilità di uno shock ai prezzi del petrolio. Un evento del genere rappresenterebbe una reale minaccia alla ripresa dei consumi e il rilassamento monetario nei paesi in crescita. Le dinamiche brevemente riassunte sopra, vanno interpretate nel quadro del deleveraging, ovvero di riduzione globale della leva finanziaria (in altre parole del rapporto tra debiti e entrate), iniziato nel settembre 2008 dopo il fallimento Lehman. Da questo punto di vista, il 2011 è stato un anno deludente per chi sperava di vedere progressi sostanziali nel processo di deleveraging. realtà solo agli inizi e continuerà a nelle dieci economie maggiori, il debito ha continuato a salire e solo gli Stati Uniti (insieme alla Corea del Sud e rapporto tra il debito totale della loro economia e PIL. In un contesto ideale, un processo di deleveraging è composto da due fasi: nella prima la crescita è negativa o molto bassa, mentre famiglie, aziende e intermediari nto e il settore pubblico lo aumenta per sostenerli; nella seconda fase, quando la crescita diventa autosufficiente, il debito pubblico viene poi gradualmente ridotto. Questo ci sembra essere stato efficace solo negli Stati Uniti, grazie alla reazione immediata della Banca Centrale, che ha garantito molti debiti e immesso liquidità nel sistema. Grazie a questi interventi, la fase di contrazione è durata solo sei mesi, rispetto ai tre anni del deleveraging gli Stati Uniti si trovano già nella seconda fase, quella di ri-inflazione, caratterizzata da debole crescita e rimborso o ristrutturazione di debiti. Nonostante i frequenti fase il debito totale americano è passato dal 340% al 370% del PIL, con conseguente dimezzamento della capitalizzazione borsistica e penuria di USD (rafforzatosi del 15%), oggi la ripresa è tangibile e il debito totale è attorno al 335% del PIL. Il mercato del credito si è ripreso, così come, in buona parte, i listini azionari. Va Fed è stato enorme: con il secondo quantitative easing Operation Twist In China, Premier Wen forecasted in the new 5-year plan softer growth and BRIC were already slowing during 2011, with a disappointing +2.7% GDP for Brazil (mostly -7% new growth trend. Nevertheless, China growing near to 8% is akin for the world to the US growing 4% and adding the four BRIC together, with Russia at around 4%, their collective size will be larger than the US by 2015, and as they get bigger, of course their positive contribution to global GDP will rise. At the end of the year, while monetary policy has started to turn in most emerging countries, other risks intensified, such as the possibility of an external shock on oil prices caused by aggravated geopolitical tension surrounding the present a real threat to consumption recovery in developed nations and monetary relaxation in developing ones. All things considered, three years after the beginning of the global deleveraging in September 2008, with the fall of Lehman, the global economy continues to feel the lingering effects of was a year of disappointment and new dangers, for those hoping to see progress on reducing the debt overhang. Deleveraging, the process of reducing debt/income ratios, has just begun and is here to stay. The process is in early stages in most debt has grown from the onset of the crisis, because of rising government debt. The US is one of only three countries (the others are South Korea and Australia) where the total debt to GDP has declined. Ideally, deleveraging should be characterized by two stages: first households, corporations and financial institutions reduce debt, while economic growth is negative or very low and government accumulates debt; while in a second phase growth starts being self-sustaining and government debt is reduced gradually. In the US, because of a quick policy response from the Central Bank guaranteeing debt and printing money, the contractionary period only lasted six months (versus over three years in the 1930s). Since then the early stages of the reflationary phase have begun and the US seem to manage well the difficult mix between rising nominal incomes, default and debt repayment. Despite a frequent comparison with Japan in the 1990s, after a first painful phase where debt rose from 340% to 370% of GDP and stocks lost half their value, the US has entered reflation quite quickly. The contraction in global credit and USD liquidity created a squeeze for cash and the USD strengthened almost 15% on a trade-weighted basis. But after that, debt burdens fell to 335%, credit markets healed and stocks recovered. The magnitude of policy support by the Fed has been enormous. With QE2 in August 2010 the Fed increased its holdings of longer duration government debt and the fall of 2011 saw the beginning of Operation Twist, with holdings of securities peaking at 5% of GDP. 6

7 Al contrario di quello americano, nella migliore delle ipotesi il deleveraging in Europa appare ancora fermo alla prima fase, in particolare a causa del margine di manovra limitato della BCE nei singoli paesi. Se consideriamo il caso emblematico della Spagna, la fase iniziale è stata simile a quella US, con il rapporto debito/pil in crescita dal 365% al 400% e redditi in leggero aumento, ma la ripresa si è presto fermata e il livello di debito è ancora più alto rispetto al Parallelamente, anche i mercati azionari spagnoli sono calati del 45%, ma non si sono ha acquisito titoli spagnoli per oltre il 10% del PIL, tramite acquisti di obbligazioni statali, covered bonds e prestiti di breve periodo come nel LTRO. Nonostante sufficientemente da stimolare una ripresa. Come era logico attendersi, la conseguenza è che a oggi la a perso il 20% rispetto all. Passando ai singoli mercati finanziari, è stata proprio la dinamica di deleveraging descritta sopra a caratterizzarne gli andamenti nel Le azioni statunitensi, grazie alla loro economia in una fase di più avanzata ri-inflazione, hanno dato risultati complessivamente buoni: il Dow perso solo -0.03% (+2% includendo i dividendi), la variazione minore dal Solo cinque tra gli indici borsistici mondiali hanno generato utili nel 2011, oltre al Dow Jones sono stati quelli della Malesia, delle Filippine e del Venezuela, ma questi ultimi a fronte di pressioni inflazionistiche. Al contrario, il DAX ha perso il -14.7%, il francese CAC 40 il -17%, il Nikkei 224 il -17.3% e Brasile, Cina e Hong Kong tra il -18% e il -22%. -5.8%. Il momento di aggravamento della crisi di fiducia e il deterioramento della situazione in Europa. La volatilità è aumentata in modo drammatico e i mercati, sempre più caratterizzati da trading risk on, risk off si sono orientati verso i titoli ritenuti più sicuri. In questo contesto, i mercati svizzeri hanno potuto beneficiare di uno status privilegiato. frustrante non solo per gli investitori azionari, confrontati con il dilemma tra utili aziendali in crescita e estrema volatilità, ma anche per quelli del reddito fisso. Conversely, Europe has gone through the first and painful phase of the deleveraging phase but has not yet moved on. This has especially to do with the fact that any single European country cannot monetize and must rely on the ECB. If we look at Spain, like in the US incomes began to fall from September 2008 with debt levels initially rising (from 365% to roughly 400%), but as we write income has not recovered, debt burdens have stabilized but are still higher than in Equities fell initially 45%, then recovered but are still at their lows. In the fall of 2011, the ECB put money into Spanish assets at a rate of more than 10% of GDP to prevent from a more severe deleveraging. The intervention came from a mix of sovereign and covered bond purchases and short term loans such as the LTRO. But despite these efforts, the monetization has not pushed interest rates down enough to start a virtuous circle and push nominal growth above nominal rates. The result of the weak policy response in Europe is that real growth is still negative and the EUR has devalued 20% against gold on an annualized basis. Such global deleveraging dynamics characterized capital markets during With the US being in a more advanced phase of reflation, US stocks held up relatively well in international comparison. The S&P 500 changed only -3 basis point (+2% with dividends), the smallest year-over-year change since 1947, the Dow was positive and the more cyclical stocks, technology and small caps, lost only between -2% and -5%. The Dow Jones Industrial is a lucky benchmark among only five in the world that advanced in 2011 (the others being Indonesia, Malaysia, Philippines and Venezuela all economies subject to inflationary pressures). Of the other major markets, the DAX was down -14.7%, the CAC 40-17%, the Nikkei % and Brazil, China and Hong Kong between - 18% and -22%. In Switzerland, the SMI managed a -5.8%. The real turning point of 2011 came in August with a rapid deterioration in confidence and the Euro zone debt crisis taking a dramatic twist. Contagion spread and volatility environment, Swiss assets enjoyed a rather privileged status. The second half of 2011 was particularly frustrating for stocks with consistently improving corporate earnings and forecasts but untradeable volatility but also for most fixed income investors. 7

8 sono saliti globalmente erodendo il capitale, il successivo timore di fallimenti sovrani ha portato paradossalmente gli investitori ad abbandonare le azioni ed investire nelle obbligazioni percepite come le più sicure: quelle degli stati forti della zona Euro, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti. asset class con la migliore performance complessiva alla fine del 2011 (nonostante i rendimenti reali addirittura negativi in alcuni casi), disorientando non pochi investitori, come il leggendario Bill Gross di PIMCO, il più importante gestore obbligazionario mondiale. liquidità ai mercati. Gli assets a rischio hanno conseguentemente ripreso terreno, rimanendo però sotto i nel caso delle obbligazioni ad alto rendimento o quelle dei Paesi Emergenti. Anche i mercati delle materie prime sono stati molto difficili e sono apparsi parti ha toccato USD 1'900, ma con minusvalenze anche del - 16% in poche settimane, e il petrolio Brent è salito fino a USD 128, rimanendo però molto volatile. Le opportunità di trading nelle materie prime si sono quindi rivelate limi Dollaro, molte di esse hanno perso buona parte dei guadagni in un contesto generale di profit taking. descritte finora, è naturale che neanche i fondi hedge siano riusciti a generare performance importanti. Il 2011 è stato, infatti, il terzo anno negativo dal 1990 per gli indici principali di questa categoria. Tuttavia, a ben guardare nel contesto generale, i fondi hedge sono stati la miglior asset class del 2011, subito dopo azioni e obbligazioni governative degli Stati Uniti. Forse per questo gli averi allocati globalmente ai fondi hedge sono saliti di USD 70 miliardi fino a raggiungere nuovamente USD 2'000 miliardi. Particolarmente attrattivi sono stati i fondi global macro e relative value. I fondi europei UCITS, i cui volumi erano cresciuti del 12.7% nel 2010, sono invece calati del 9% nel Da questo punto di vista, positivamente. Guardando i dati nel dettaglio però la situazione non è stata rosea per tutti, visto che il 60% di tutti i singoli fondi hedge ha subito dei deflussi ed in di USD 7 miliardi nel solo dominato da una consistente di rischio dei gestori. Paradoxically, fears of a sovereign default brought investors fleeing from equities in the perceived safe haven of core Euro zone bonds, UK Gilts and US Treasuries. In the first part of the year bond yields were rising globally, eroding capital and producing negative returns. The surge to safe haven investments, in some cases rather undisturbed by the negative real yields offered, was assumed by many to be short-tem in nature (most notably by fixed income legend Bill Gross of PIMCO, manager of the largest bond fund in the world) but persisted throughout the year resulting in the sovereign debt market unexpectedly being the strongest performing asset during the year. The end of the year was then dominated by the rescue and bailout talks throughout Europe and culminated in the markets. Risky assets regained but as we have seen remained well below their starting levels or only slightly bonds. oz but with drawdowns of up to -16% in a few weeks and Brent Crude Oil hitting USD 128 but highly volatile, while Middle Eastern tensions culminated in the so called Arab Spring, the commodity markets remained fractured and with very limited long-term trading opportunities. Finally, gold and oil lost much of their gains as the USD strengthened, profit taking abounded and a temporary calm came to oil-producing regions. The year was difficult also for hedge funds with broad fund composite indices posting their third calendar year decline since Nevertheless, many specific hedge general hedge funds were the best performing asset class immediately after US stocks and bonds. Estimates also show that the hedge fund industry regained the USD 2 trillion milestone at the end of 2011 while for the full year investors allocated USD 70 billion of net new capital to pared with European UCITS, which rose by a total of 12.7% in 2010 but lost 9% of assets in 2011, the hedge funds evolved very positively. Notwithstanding the solid overall figure, almost 60% of all hedge funds experienced outflows and the year was particularly difficult for fund of hedge funds which lost over USD 7 billion only in the last quarter of 2011, which was dominated by a consistent reduction of directional equity market beta and positioning to benefit from continuing macroeconomic volatility. 8

9 Nel passaggio al 2012, i maggiori indicatori macroeconomici continuano a segnalare una ripresa negli lico e privato nel lungo periodo. Le prospettive in Europa invece sono decisamente negative: le banche rimangono estremamente prudenti (le riserve precauzionali presso la BCE sono aumentate del 50% durante il 2011) e le politiche di austerità, che continuano ad essere sostenute dal FMI e dalla Commissione Europea, deprimono i consumi in modo drammatico in economie come quella italiana, spagnola, irlandese o greca. Nel commentare queste misure, ci sembra venga troppo crisi il debito delle economie europee periferiche arrivava appena al 75% del avanzo primario. Considerando i tempi necessari ad ogni deleveraging, le drammatiche misure di austerità (come il taglio dei salari minimi in Grecia del 22% un altro tema sarebbe il decoupling globale: nello stesso periodo i salari minimi sono stati aumentati del 14% in Brasile), rischiano di rivelarsi un peso sociale insostenibile e incapace di rilanciare competitività, flessibilità del lavoro e crescita. La produzione industriale nella zona Euro è calata del solo del 91%: dati paragonabili a Grande Depressione del (calo della produzione del 28% e ripresa di 86%). Un fatto che non stupisce visto che in Europa vengono attualmente replicate sia le difficoltà create dal gold standard che le intempestive misure di risparmio. E almeno in Gran Bretagna e Italia il crollo è attualmente più lungo e profondo di quant Ma per concludere il commento dei trend macroeconomici con una nota positiva, durante la crisi la povertà mondiale ha continuato a diminuire. Nel 2011 la Banca Mondiale ha aggiornato il suo rapporto del 2005 segnalando che la percentuale della popolazione globale che vive in condizione di estrema povertà, ovvero con meno di USD 1.25 al giorno, si è dimezzata rispetto al 1990, scendendo al 22% (in termini assoluti è diminuita da 1.9 a 1.3 miliardi di persone): il Millenium Development Goal che si prefiggeva di dimezzare la povertà mondiale sarebbe quindi stato raggiungo cinque anni prima del previsto. Contrariamente a molte critiche, la globalizzazione continua a contribuire al benessere globale. Vorremmo ora soffermarci sulla situazione economica in Svizzera, che ci sembra soddisfacente, specialmente in un confronto con le principali economie sviluppate: il tasso di disoccupazione, dopo un picco al 4.2% nel 2009, è ora mentre per esempio nel settore edile non è mai calata. At the turn of the year, major macroeconomic indicators point to a continuation of the upturn in the United States, but the projection of the improvements over the medium term remains cautious because of the need to reduce government and household indebtedness over the long term. In Europe the outlook is poor: banks are still overcautious (with the amount of precautionary reserves at the ECB increased by 50% over the year) and cumulative budgetary restrictions are weighing on consumption, while the IMF and the European Commission continue to apply radical austerity to countries like Italy, Spain, Ireland or Greece. It is too often forgotten that before the crisis the debt of southern European countries was declining and did not average more than 75% of GDP. Italy had a large primary budget surplus and Spain and Ireland enjoyed budgetary surpluses. Unfortunately, the sacrifices imposed, such as the 22% cut in the minimum wage in Greece (to give a hint of the decoupling: at the same time minimum wages were increased by 14% in Brazil), appear more a socially unbearable drain on the economy rather than a structural adjustment to increase competitiveness, labor flexibility and growth so urgently needed. In fact, industrial production in Euro area declined 18% and has only recovered 91% so far: not much better than the Great Depression, where the decline was -28% and the the Great Depression of is not that surprising since Europe is replicating both the difficulties with the gold standard and the false focus on austerity. In Britain and Italy (at least) the slump is now longer and deeper than in the 1930s. But to conclude on a positive note, we would like to mention that among the desirable news, global poverty appears to be declining rather sharply. In 2011, the World Bank updated their 2005 study on global poverty with 2010 data: the percentage of the world population living with incomes of USD 1.25 per day or less is one-half of its 1990 level. This suggests that the Millennium Development Goal of halving world poverty was achieved five years early. A huge part is this success comes from China, but progress has been made in both Africa and Latin America. Therefore, contrary to many post-financial crisis criticisms, globalization appears to be contributing to desirable things. We now would like to turn our attention to developments in Switzerland. Amid major economies Switzerland is doing relatively well. The unemployment rate peaked at the end of 2009 at around 4.2% and is now at 3%. Capacity utilization is stabilizing: in manufacturing it fell from 89% before the crisis to 76% and is back to 83.2% while in construction it kept increasing to over 76%. 9

10 Su queste basi, il cosiddetto output gap in Svizzera viene stimato tra -0.4% e -1.1% mentre, come termine di paragone, anche negli Stati Uniti è ancora attorno al - 5.5%. Nel complesso, il tasso di crescita del PIL svizzero è stato di 1.9%, specialmente grazie ai buoni risultati del attorno a 0.4%. In agosto 2011, durante un momento di forte domanda di titoli rifugio, il CHF si è apprezzato al livello più alto almeno dal 1971: il 9 agosto ha raggiunto nei corrispondono a una reagito prontamente a questo straordinario apprezzamento, prima portando la banda per il tasso Libor a tre mesi a % e poi introducendo, il 6 settembre, Malgrado queste misure, la forza del CHF ha continuato a penalizzare settori come quello industriale, del condizionando la cresc specialmente con un contributo negativo delle rimanenze. -0.7%. Per la BNS il trend deflazionistico iniziato in giugno dovrebbe comunque interrompersi, essendo dovuto principalmente al calo dei -3.4% nel zzera dovrebbe continuare riprendersi ed è previsto un tasso di crescita sondaggi presso le aziende confermano la stabilizzazione: il CHF continua a pesare, ma dovrebbero dominare i fattori positivi quali la forte domanda interna, sostenuta favorevoli. Naturalmente, senza una soluzione sostenibile alla crisi del debito sovrano europeo, le prospettive economiche resteranno incerte anche in Svizzera. Vogliamo concludere la nostra valutazione delle condizionioccupandoci del settore bancario. Ogni fase di deleveraging, quindi di riduzione della leva finanziaria, non può che avere conseguenze critiche per gli intermediari finanziari. Tali conseguenze si sono osservate anche in Svizzera, soprattutto nella seconda parte del Gli investitori continuano a essere molto cauti e i maggio enorme pressione sulle strutture e i modelli di business. Estimates of the output gap in Switzerland range from - 0.4% to -1.1%, while in the US it is still at 5.5%. As a whole for 2011, an economic growth rate of 1.9% was achieved in Switzerland, especially thanks to the favourable momentum in the first half of the year. The Swiss economy slowed in the fourth quarter and annualized GDP increased by only 0.4%. In August 2011, the Swiss franc rose most since at least 1971 on demand for a refuge: on August 9 the CHF climbed to versus the EUR after touching , the strongest value since the EUR began trading in On a purchasing-power-parity basis, this made the CHF overvalued by over 27% against the EUR and 41% against the USD. The Swiss National Bank unexpectedly cut interest rates to zero to cap the soaring Swiss franc (three-month Libor target range at %) and finally introduced a minimum exchange rate of 1.20 against the EUR on September 6. Despite these efforts, the continued strength of the franc hurt many sectors exposed to exchange rates such as manufacturing, wholesaling, retailing or tourism. In such sectors, final demand rose substantially but a negative contribution from inventories led to very modest growth at the end of Inflation in Switzerland was influenced by the sharp appreciation of the CHF and has fallen from 0.6% at the beginning of the year to -0.7%, nevertheless the Swiss National Banks estimates that the downward trend, started in June 2011, has now come to a halt and that the negative annual inflation rate is mainly due to the change in prices of foreign goods (-3.4%, despite increasing oil prices). From now on, the Swiss economy should pick up again and a moderate economic growth of close to 1% is expected for Also the latest survey results suggest that the situation is stabilizing. The high value of the CHF is still a burden but strong domestic demand, sustained by high levels of immigration, and other factors such as low interest rates are having a favorable impact. Nevertheless, as long as no sustainable solution for the European sovereign debt crisis is implemented, the outlook will remain uncertain also for our resilient domestic economy. Turning now to the banking sector, any deleveraging phase has critical consequences for financial systems and 2011 was another very challenging year for our industry. Also in Switzerland, banking activity was subdued, especially in the second half of the year, with investors still seeking safe have investments. Increasing regulatory constraints and liquidity requirements are putting huge pressure on structures and business models. 10

11 In questo contesto, il Consiglio Federale e la FINMA hanno reagito alla crisi globale con quello che sarà probabilmente ricordato come il cambiamento normativo più radicale tra i Paesi sviluppati. In ottobre, il Parlamento ha approvato misure p grandi banche del paese aumentino il loro capitale a quasi il doppio del livello di Basilea III, oltre che imporre più severe esigenze di liquidità. Accanto alla tematica del too big to fail anche con altre problematiche di grande rilevanza nel corso del 2011, come le trattative con le autorità fiscali degli Stati Uniti, gli accordi raggiunti con la Germania e il Regno Unito e, più in generale, il quadro giuridico e i rischi reputazionali nel settore transfrontaliero. In seguito alla pubblicazione, in ottobre 2010, del position paper iniziato ad attuarne i principi. Audit specifici, controlli in loco e indagini interne sono state effettuate, mentre la conformità ai requisiti di vigilanza di diritto estero deve ora essere verificata regolarmente. La FINMA ha anche US Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA) che entrerà in vigore nel 2013 e avrà implicazioni di vasta portata. Per le banche svizzere il 2011 è stato anche caratterizzato da nuovi sforzi per migliorare la tutela degli investitori, in particolare attraverso la revisione parziale della Legge sugli investimenti collettivi del 2007 (LiCOL). In marzo il Consiglio federale svizzero ha dato il via a questo processo, volto ad allineare la prassi in Svizzera ai nuovi standard internazionali (per es. la direttiva AIMF) in termini di gestione, custodia e la distribuzione di fondi e quindi di ottenere accesso al mercato europeo. Parallelamente si è cercato anche di rendere più difficile stabilirsi in Svizzera per operatori stranieri che volessero evitare di sottostare alle norme internazionali. La proposta prevede inoltre una vigilanza obbligatoria per tutti i gestori di investimenti collettivi, accresce le responsabilità delle banche depositarie, definisce i requisiti minimi per la distribuzione di fondi esteri, ecc. Nel frattempo, nel luglio 2011 una modifica dell ordinanza sugli investimenti collettivi è già entrata in vigore consentendo di introdurre il Key Investor Information Document per fondi UCITS; una decisione accolta positivamente e che consente confronti più equi estimento. finanziaria sostengono gli obiettivi di queste evoluzioni normative, ma hanno anche invitato alla prudenza svizzere stanno già affrontando sfide di enorme portata. The Swiss Federal Council and the FINMA reacted to the global financial crisis with what probably amounts to the most radical change of banking rules among developed nations. In October, the Parliament approved measures to improv two major banks to boost their capital to nearly twice the Basel III level and mandated tougher liquidity banks had to deal with other great systemic issues during 2011, such as the negotiation of the settlement with US tax authorities, the agreements reached with Germany and the UK, and more in general the legal and reputational risks involved in cross-border financial services. Following the publication of a position paper in October 2010, in 2011 the FINMA began implementing the expectations set out in the paper. Specific audits, on-site checks and internal investigations were carried out. Compliance with supervisory requirements under foreign law must now be verified regularly. The FINMA also dealt with the US Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA) which comes into force in 2013, and will have far-reaching implications also for non-us financial institutions. Another key topic for Swiss regulators and banks during 2011 was to further improve the protection of investors through a partial the revision of the Collective Investment Scheme Act of 2007 (CISA). In March 2011 the Swiss Federal Council kicked off the process of partial revision of the CISA, aimed at bringing it in line with the new international standards (AIMF Directive) in terms of management, custody and distribution of funds and to provide access to the European market. Further goals are to enhance investor protection and to prevent foreign market participants who want to avoid international regulations to settle in Switzerland. The proposal makes the supervision of all asset managers of collective investment schemes mandatory, increases the potential liabilities of a custodian bank, sets minimum requirements for the distribution of foreign funds etc. In the meantime, in July 2011 an amendment to the Collective Investment Scheme Ordinance came into force permitting a Key Investor Information Document (KIID) to be used for foreign UCITS, a welcomed decision enabling fair comparisons between products and easier investment decisions. The banking and fund industry supports in principle the objectives of the partial revision of the CISA, but has cautioned on increasing the burden on institutions at a time when Swiss banks are already facing major challenges in private banking and investment banking. 11

12 In questo contesto straordinariamente difficile, per l'esercizio finanziario 2011 Arner Bank riporta un risultato netto di CHF -17 milioni. Alla luce delle mutevoli condizioni quadro e della nuova strategia del Gruppo, questo risultato include l effetto delle svalutazioni sulle partecipazioni e le altre disposizioni legate al riposizionamento sul nostro core business. Grazie a questi sforzi, siamo stati in grado di ridurre le spese generali del -43,5% per la casa madre e del -31,8% su base consolidata rispetto al Per quanto riguarda le partecipazioni, ci piace ricordare che Casa4Funds ha registrato un utile solido e in aumento e che Arner Bank & Trust è stata in grado di contenere i costi e di ottenere un risultato solo leggermente negativo. Nel 2011 Arner Bank ha nuovamente sostenuto la cultura ospitato alcune mostre presso la sede di Lugano. Partendo Storie della moneta naturale in Amid this extraordinarily challenging environment, for the financial year 2011 Arner Bank reports a net result of CHF -17 million. In light of the changed market environment and group strategy, the result includes the effect of substantial impairments on participations and other provisions linked to the repositioning on our core business. Thanks to these efforts, we were able to cut the overheads by -43.5% for the parent company and by % on a consolidated basis with respect to Regarding participations, we would like to mention, most notably, that Casa4Funds posted a solid and increasing profit and that Arner Bank & Trust was able to reduce costs and to post only a slightly negative result for the year. Throughout 2011 Arner Bank has once again hosted a few exhibitions at its headquarters in Lugano. Starting with e of value Stories of commodity money in in Storie della moneta alla fine Le Ticino. money used by communities of the Pacific Ocean. Finally, towards the end of the year we presented an exposition of sculptures by Gabriela Spector, an Argentinian artist who works and lives in Ticino. Il 2011 ha continuato ad essere un anno di transizione e ridefinizione delle nostre attività. Esprimiamo la nostra gratitudine a tutti coloro che ci stanno sostenendo, in particolare i nostri dipendenti per il loro eccezionale impegno e il loro contributo continued to be a year of transition and reshaping of the business. We express our gratitude to all those who are supporting us, especially our employees for their exceptional commitment and contribution to our business. 12

13 Conti di Gruppo Consolidated Financial Statements 2011 BANCA ARNER SA ARNER BANK AG BANQUE ARNER SA ARNER BANK Ltd. Piazza Manzoni 8 CH 6901 Lugano Tel +41 (0) Fax Tel +41 (0) No. IVA

14 Bilancio consolidato al 31 dicembre 2011 Consolidated Balance Sheet as at December 31, 2011 ATTIVI Allegato Variazione % ASSETS CHF Notes Change Liquidità 26'198'733 74'043'081-47'844' Liquid assets Crediti nei confronti di banche 100'415' '576'538-5'161' Due from banks Crediti nei confronti della clientela '777'529 77'998'561-8'221' Due from customers Portafoglio titoli e metalli preziosi destinati alla negoziazione ' ' ' Securities and precious metals trading portfolio Investimenti finanziari '249'682 5'556'496 2'693' Financial investments Partecipazioni / '618 31' Participations Immobilizzi '168'998 15'249'539-2'080' Fixed assets Immobilizzi immateriali ' ' ' Intangible assets Ratei e risconti 5'445'911 3'300'205 2'145' Accrued income and prepayments Altri attivi '580'676 25'524'807-6'944' Other assets TOTALE ATTIVI 242'277' '331'549-66'053' TOTAL ASSETS Totale dei crediti nei confronti di partecipazioni non consolidate e di titolari di partecipazioni qualificate 10 12'454-12' Total due from unconsolidated participations and significant shareholders 14

15 Bilancio consolidato al 31 dicembre 2011 Consolidated Balance Sheet as at December 31, 2011 PASSIVI E MEZZI PROPRI Allegato Variazione % LIABILITIES AND SHAREHOLDERS' EQUITY CHF Notes Change Impegni nei confronti di banche 238' ' ' Due to banks Impegni nei confronti della clientela 151'419' '997'120-35'577' Due to customers Ratei e risconti 6'960'397 10'706'909-3'746' Accrued expenses and deferred income Altri passivi '325'042 16'314'141 10' Other liabilities Rettifiche di valore e accantonamenti '198'452 25'874'514-3'676' Valuation adjustments and provisions Riserva per rischi bancari generali '000'000 15'000' Reserves for general banking risks Capitale sociale 3.7 7'500'000 7'500' Share capital Riserva dell'utile '257'300 68'861'269-23'603' Retained earnings 171'301 - Quote minoritarie del capitale proprio 3.7 2'864'413 3'132' ' Minority participations in shareholder's equity Risultato di gruppo '485'364-26'780'271 1'294' Group profit/loss di cui interessi minoritari '756 1'725'076-1'634' of which minority participations TOTALE PASSIVI E MEZZI PROPRI 242'277' '331'549-66'053' TOTAL LIABILITIES AND SHAREHOLDERS' EQUITY Totale degli impegni postergati 6'300'000-6'300' Total of subordinated loans Totale degli impegni nei confronti di partecipazioni non consolidate e di titolari di partecipazioni qualificate 7'780'867 7'573' ' Total due to unconsolidated participations and significant shareholders OPERAZIONI FUORI BILANCIO Allegato Variazione % OFF-BALANCE SHEET TRANSACTIONS CHF Notes Change Impegni eventuali 3.1 / '164'772 26'300'658-16'135' Contingent liabilities Promesse irrevocabili 3.1 / '000 2'050'421-1'224' Irrevocable facilities granted Impegni di pagamento e di versamento supplettivo Commitments for calls on shares and other equities Strumenti finanziari derivati Derivatives instruments valore di rimpiazzo positivo 4.2 2'017'705 2'800' ' positive value-to-market valore di rimpiazzo negativo 4.2 2'007'034 2'500' ' negative value-to-market volumi contrattuali '543' '512'399-87'969' contract volume Operazioni fiduciarie '849'807 10'086'843 13'762' Fiduciary transactions 15

16 Famiglia in bicicletta, bronzo, H29xL27xP20 cm Famiglia in bicicletta, bronze, H29xL27xP20 cm - Le sculture di Gabriela Spector in Arner Quaderni - Le sculture di Gabriela Spector - in Arner Quaderni 16

17 Conto Economico Consolidato Consolidated Income Statement Allegato Variazione CHF Notes Change % Proventi per interessi e sconti 2'149'221 3'013' ' Interest and discount income Proventi per interessi e dividendi del portafoglio destinato alla negoziazione 6'065 11'562-5' Interest and dividend income on trading portfolios Proventi per interessi e dividendi da investimenti finanziari 140'686 32' ' Interest and dividend income on financial investments Oneri per interessi -224' ' ' Interest expenses Subtotale: risultato da operazioni su interessi 2'071'784 2'720' ' Sub-total: net interest income Proventi per commissioni su operazioni di credito 64' ' ' Commission income from lending activities Proventi per commissioni su operazioni di negoziazione titoli e d'investimento 39'233'711 48'510'042-9'276' Commission income from security and investment activities Proventi per commissioni su altre prestazioni di servizio 823' ' ' Commission income from other services rendered Oneri per commissioni -17'985'710-16'829'064-1'156' Commission expenses Subtotale: risultato da operazioni in commissione e da prestazioni di servizi '136'632 32'880'644-10'744' Sub-total: net income from commission business and services Risultato da operazioni di negoziazione 5.2 1'780'765 4'403'560-2'622' Net income from trading operations Altri proventi ordinari 2'729'910 3'672' ' Other ordinary income Altri oneri ordinari -43'863-3'324'038 3'280' Other ordinary expenses Subtotale: altri profitti ordinari 2'686' '060 2'337' Sub-total: other ordinary results Spese per il personale '244'547-35'464'705 11'220' Personnel expenses Spese per il materiale '527'058-24'273'973 7'746' Operating expenses Subtotale: costi d'esercizio -40'771'605-59'738'678 18'967' Sub-total: overheads Risultato lordo -12'096'378-19'386'336 7'289' Gross earnings/loss Ammortamenti sugli immobilizzi -2'442'349-2'531'478 89' Depreciation of fixed assets Rettifiche di valore, accantonamenti e perdite -8'254'149-8'490' ' Valuation adjustments, provisions and losses Risultato intermedio -22'792'875-30'407'882 7'615' Intermediate result Ricavi straordinari 5.6 3'402'226 5'686'923-2'284' Extraordinary income Costi straordinari 5.6-5'551' '046-5'176'931-1'380.3 Extraordinary expenses Imposte '737-1'684'265 1'141' Taxes Risultato di gruppo -25'485'364-26'780'271 1'294' Group profit/loss di cui interessi minoritari 90'756 1'725'076-1'634' of which minority participations 17

18 Conto consolidato del flusso di fondi 2011 Consolidated cash flow statement 2011 FLUSSO DI FONDI IN BASE AL RISULTATO OPERATIVO (FINANZIAMENTO INTERNO) CASH FLOW ACCORDING TO THE OPERATING RESULT (INTERNAL FINANCING) PROVENIENZA IMPIEGO PROVENIENZA IMPIEGO 1'000 CHF SOURCE OF APPLICATION SOURCE OF APPLICATION FUNDS OF FUNDS FUNDS OF FUNDS Risultato di gruppo - 25'485-26'780 Group profit/loss Ammortamenti su immobilizzi materiali ed immateriali 2'442-2'531 - Depreciation of fixed assets and intangible assets Rettifiche di valore e accantonamenti 7'888 11'564 8'857 7'873 Valuation adjustments and provisions Ratei e risconti attivi - 2'146 3'146 - Accrued income and prepayments Ratei e risconti passivi - 3'747-4'167 Accrued expenses and deferred income Altri attivi 6' '590 Other assets Altri passivi 11-7'018 - Other liabilities Altre voci 6'072-5'792 - Others Dividendo dell'esercizio precedente - 2'505-2'856 Dividend from previous year Totale flusso operativo 23'357 45'446 27'345 50'266 Net operating cash flow FLUSSO DI FONDI RISULTANTE DALLE TRANSAZIONI SUL CAPITALE PROPRIO CASH FLOW FROM EQUITY CHANGES PROVENIENZA IMPIEGO PROVENIENZA IMPIEGO 1'000 CHF SOURCE OF APPLICATION SOURCE OF APPLICATION FUNDS OF FUNDS FUNDS OF FUNDS Quote minoritarie del capitale proprio '654 - Minority participations in shareholder's equity Differenze di cambio dal consolidamento '565 Translation differences arising from consolidation Saldo '654 5'565 Balance FLUSSO DI FONDI RISULTANTE DA VARIAZIONI NEGLI IMMOBILIZZI E NELLE PARTECIPAZIONI CASH FLOW ACCORDING TO CHANGES IN FIXED ASSETS AND PARTICIPATIONS PROVENIENZA IMPIEGO PROVENIENZA IMPIEGO 1'000 CHF SOURCE OF APPLICATION SOURCE OF APPLICATION FUNDS OF FUNDS FUNDS OF FUNDS Partecipazioni Participations Immobili Real estate Altri immobilizzi Other fixed assets Immobilizzazioni immateriali Intangible assets Saldo Balance 18

19 FLUSSO DEI FONDI RISULTANTE DALL'ATTIVITÀ BANCARIA CASH FLOW RELATED TO BANKING OPERATIONS '000 CHF PROVENIENZA IMPIEGO PROVENIENZA IMPIEGO SOURCE OF FUNDS APPLICATION OF FUNDS SOURCE OF FUNDS APPLICATION OF FUNDS ATTIVITÀ A MEDIO/LUNGO TERMINE MEDIUM AND LONG TERM OPERATIONS Investimenti finanziari - 2'693 74'600 - Financial investments ATTIVITÀ A BREVE TERMINE SHORT TERM OPERATIONS Impegni nei confronti di banche Due to banks Impegni nei confronti della clientela - 35' '077 Due to customers Crediti nei confronti di banche 5'161-56'740 - Due from banks Crediti nei confronti della clientela 8'221-22'598 - Due from customers Portafoglio titoli e metalli preziosi destinati alla negoziazione 475-1'267 - Securities and precious metals trading portfolio Saldo 13'857 38' ' '577 Balance LIQUIDITÀ LIQUID ASSETS '000 CHF PROVENIENZA IMPIEGO PROVENIENZA IMPIEGO SOURCE OF FUNDS APPLICATION OF FUNDS SOURCE OF FUNDS APPLICATION OF FUNDS Liquidità 47'844-24'384 - Liquid assets Saldo 47'844-24'384 - Balance Totale provenienza dei fondi 85' '858 Total of originated funds Totale impiego dei fondi 85' '858 Total of used funds 19

20 Commento ai conti annuali di gruppo Notes to group financial statements 1. COMMENTI RELATIVI AI SETTORI 1. BUSINESS ACTIVITIES AND HEADCOUNT PERSONALE Gruppo) è rappresentata dalla gestione patrimoniale con tutti i servizi connessi, dalla advisory sugli stessi. Al 31 dicembre 2011, il Gruppo comprendeva 12 società, inclusa la casa madre Banca Arner SA (di seguito Banca). I dettagli delle società del Gruppo sono presentati alla nota 3.3. L'effettivo del personale del Gruppo, al 31 dicembre 2011, era pari a 151 unità (2010: 178). La Banca non usufruisce di servizi in outsourcing ai sensi della circolare FINMA 08/7. La politica dei rischi, esaminata ogni anno da parte del Consiglio di Amministrazione, costituisce il fondamento del processo di gestione del rischio della Banca. Per ognuna delle categorie di rischio individuate dalla Banca, viene definita una struttura di limiti la cui verifica è costante e scrupolosa. Il Consiglio di Amministrazione viene costantemente informato sugli esiti dei controlli soprattutto per quanto riguarda i rischi operativi, i rischi di credito e i rischi di mercato. Lo stesso Consiglio di Amministrazione ha preso tutti i provvedimenti necessari per poter ritenere irrilevante il rischio di errori significativi nei conti annuali. 2. PRINCIPI DI VALUTAZIONE E PRESENTAZIONE 2.1 PRINCIPI GENERALI I conti annuali del Gruppo sono stati redatti conformemente al Codice Svizzero delle Obbligazioni, alla Legge federale e all'ordinanza sulle Banche e le Casse di Risparmio, alle Swiss GAAP FER, nonché, dove applicabile, alla circolare FINMA 08/2. Con la decisione 13 avviata nel quarto trimestre del principi contabili uniformi, i conti annuali del Gruppo offrono un immagine fedele della situazione finanziaria, patrimoniale ed economica secondo il principio di true and fair view. activities are portfolio management and related services, fund management and fund administration as well as fund advisory. As of 31 December 2011, the Group consisted of 12 companies, included the parent company Arner companies are presented in note 3.3. As at December 31, 2011 was 151 (2010: 178). The Bank does not use outsourced services, in accordance with FINMA Circ. 08/7. The risk policy, reviewed annually by the Board of management process. A system of limits, constantly and scrupulously checked, is defined for each risk category identified by the Bank. The Board of Directors is constantly informed of the results of checks especially with regard to operating risks, credit risks, and market risks. The Board of Directors has taken all necessary steps to ensure that the risk of significant errors in the financials statements may be deemed low. 2 ACCOUNTING PRINCIPLES 2.1 BASIS OF PREPARATION in accordance with the Swiss Code of Obligations, the Swiss Banking Act and related Ordinance, Swiss GAAP FER, and, where applicable, FINMA Circ. 08/2. On May the 13 th, 2011, FINMA decision closes the independent investigation started in the fourth quarter Based on the application of uniform accounting principles, the Group's financial statements give a true and fair view of the financial position, the result of operations and the cash flows of the Group. 20

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