il Labirint I pericoli della rete L isola dei coralli blu Per aiutare i bambini a comprendere A.I.D.D. Onlus

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1 A.I.D.D. Onlus svolge un attività di prevenzione primaria del disagio giovanile e delle sue manifestazioni quali tossicodipendenze, alcolismo, bullismo, tabagismo, ludopatie, videodipendenze, gioco d azzardo il Labirint I pericoli della rete L utilizzo esagerato di internet e dei videogiochi può portare alla dipendenza. Soprattutto i giovani rientrano nella categoria a rischio; per i giovani con angosce sociali, depressi, fragili o che hanno una scarsa opinione di sè il pericolo di sviluppare una dipendenza da internet è maggiore. Con i giochi e in internet i problemi emozionali sembrano più facili da superare. Internet spopola tra i giovani italiani, ma attenzione ai pericoli della rete. In Italia solo il 7% dei ragazzi non naviga mai in internet, il 37,7% lo fa da 2 a 4 ore quotidiane, il 13,3% per oltre 4 ore al giorno. È quanto emerge dall indagine conoscitiva del 2013 sulla condizione dell Infanzia e dell Adolescenza in Italia condotta dall Eurispes. Da quando ha la possibilità di accedere al web, il 52,6% dei ragazzi dichiara di guardare in misura minore la televisione, il 35,2% parla meno al telefono e il 36,4% rinuncia al cinema. L utilizzo eccessivo del web può degenerare in forme di cyber dipendenza. Il 42,5% degli adolescenti controlla continuamente la posta elettronica o i social network in attesa di un messaggio. La metà dei ragazzi (49,9%) dichiara di perdere la cognizione del tempo quando è online, dimenticandosi di svolgere altre attività. Ben il 34,3% usa il web per non pensare e sentirsi meglio. Quasi un teenager su cinque (19,5%) si sente irrequieto, nervoso e triste quando non può accedere alla rete e il 17,2%, ha cercato di ridurre l uso di Internet senza però riuscirci. A preoccupare non è solo la dipendenza dal web, ma anche l uso scorretto di questo mezzo di comunicazione. Un fenomeno sempre più diffuso è la pratica del sexting, ovvero l invio in rete o sui telefoni cellulari di immagini e video a sfondo sessuale ad amici, fidanzati, adulti, persone conosciute o anche sconosciute. Il 6,7% degli adolescenti ha spedito materiale hard ed il 10,2% lo ha ricevuto. Per un genitore non è sempre facile seguire l attività online dei propri figli. Alcuni impongono regole precise sull uso del PC, altri si fidano e non sentono la necessità di controllare in modo specifico questo aspetto della loro vita. Tuttavia è ipotizzabile che alcuni rischi legati al web potrebbero essere oggi sottostimati; per esempio tra i ragazzi di anni i genitori pensano che si siano imbattuti in adulti che fingono di essere coetanei nell 8% dei casi. La stessa percentuale dichiara che i figli hanno ricevuto materiale pornografico non richiesto e il 7% che ha incontrato dal vivo persone conosciute online. La vera sfida per un genitore è quindi insegnare a un figlio come utilizzare il web nel modo corretto consigliando quali siti visitare per informarsi. Alcune regole devono essere adottate per cercare di salvaguardare la salute psicofisica dei giovani da parte dei genitori; controllare i limiti minimi di età indicati sui videogiochi, farsi mostrare i giochi dai propri figli e parlare insieme delle loro attività online e dei loro siti web preferiti, riflettere su come soddisfare anche nel mondo reale la voglia di avventura e il bisogno di appartenenza, di riconoscimento e di successo. Nel caso di un utilizzo esagerato di Internet e/o di videogiochi, è indispensabile porre dei limiti giornalieri o settimanali all utilizzo del computer e sviluppare con il proprio figlio idee alternative su come trascorrere il tempo libero. Premesso quanto sopra evidenziato, per limitare o attenuare i rischi di dipendenza dalla rete da parte dei giovani, bisogna intervenire in età preadolescenziale e adolescenziale con professioniste esperte e qualificate. Al riguardo l attività progettuale che siamo pronti a realizzare come Associazione ha un forte carattere innovativo, una metodologia di approccio, già sperimentata con successo, volta alla sensibilizzazione delle famiglie e delle scuole sui rischi inerenti a un utilizzo non consapevole di internet da parte dei minori nelle problematiche relative alla pedofilia e allo sfruttamento sessuale con il fine di guidare e indicare le procedure necessarie per usufruire in modo sicuro di internet. Nazzareno Pettinari Aggiornamenti sulle dipendenze. Notiziario trimestrale a cura dell A.I.D.D. Con il patrocinio di Distretto 108 Ib4 Distretti L isola dei coralli blu Per aiutare i bambini a comprendere

2 2 Buone notizie per A.I.D.D. Il 19 marzo è giunta da Evanston Sede della Fondazione Rotary - notizia dell approvazione formale del primo Global Grant di quest anno progettato da club del Distretto Rotary Il Rotary Club Milano Naviglio Grande ha svolto il ruolo di capo fila in quanto il progetto approvato è stato generato dai soci di quel club trovando presso i club del Gruppo 6 (Milano Scala, Milano International, Milano Brivio Sforza, San Donato Milanese) e il Milano Ovest adesione e condivisione sul tema, sul percorso e sugli obiettivi. Il progetto ha la finalità di sostenere l attività di A.I.D.D. (Associazione Italiana contro la Diffusione delle Dipendenze) per la prevenzione primaria del disagio giovanile e delle principali sue possibili forme di manifestazione quali tossicodipendenze ed alcolismo. A.I.D.D. è una onlus, nata 38 anni fa, grazie al patrocinio congiunto dei Distretti Rotary e Lions, specializzata nello sviluppo e nella gestione di itinerari pedagogici per il sostegno degli studenti di scuole primarie e secondarie di I grado (dai 6 ai 14 anni) e per aiutare i docenti ed i genitori ad affrontare le situazioni più complesse e delicate per la protezione e la salvaguardia dei giovani dall uso di alcool e sostanze. Le scuole che beneficeranno del progetto, tutte in Milano, sono: l Istituto Scialoia, l Istituto Pisacane e Poerio, l Istituto Leone Tostoi, l Istituto Cardarelli- Massaua. Psicologhe e Pedagogiste professioniste, collaboratrici di A.I.D.D., assieme ai rotariani dei club promotori, porteranno avanti il progetto. Tutto nasce nell anno , quando i club del Gruppo 6 hanno sostenuto un Global Grant promosso dal Club Argentino Caballito di Buenos Aires, che si è concluso positivamente con l assenso e il finanziamento della TRF nelle forme richieste. I club argentini si sono, a loro volta, dichiarati disposti a reciprocare nel presente anno la partecipazione a un progetto che vede la partecipazione come organizzazione cooperante di A.I.D.D. in modo da ottenere un Global Grant dalla TRF destinato al territorio di Milano, specificatamente alla popolazione scolastica, finalizzato ad alleviare o a eliminare il disagio giovanile delle nuove generazioni.

3 3 Il ruolo dell Insegnante di sostegno Sono convinta che nulla accada per caso e che ogni evento della nostra vita si carichi di un significato profondo ed è proprio per tale ragione che questo articolo ha via via acquistato, per me, un grande valore poiché mi ha dato l opportunità di ripensare al mio ruolo di insegnante di sostegno e di riflettere su di esso. La prima immagine che mi appare è una fotografia, ma non una qualunque; è per me una fotografia speciale che si costruisce negli anni e che, ogni anno, aggiunge un nuovo elemento. È la foto di classe, anzi è l insieme delle fotografie di classe. Sono i miei alunni, tutti e ciascuno, nella loro unicità, nella loro umanità, nella loro bellezza. L insegnante, di qualsiasi disciplina e grado, lavora con e su un capitale umano e ha la grande responsabilità di formare delle coscienze, di contribuire a costruire delle personalità, delle menti pensanti. Credo che, per chi non lavora nella scuola, sia estremamente difficile comprendere le innumerevoli sfaccettature che, come tanti pezzi di un unico grande puzzle, compongono il mondo scolastico e soprattutto del sostegno didattico. Dall esterno spesso si pensa all insegnante di sostegno come all insegnante dell alunno con disabilità, in perfetta simbiosi con quest ultimo, lontani entrambi spesso dal gruppo classe, magari relegati in un auletta loro dedicata. Nulla di più sbagliato! Nulla di più lontano dalla realtà! Nulla di più distante dalla mia esperienza e da quello che è il ruolo del docente di sostegno! Ho sempre creduto nei valori di giustizia sociale ed equità, e ho avuto la fortuna di svolgere il ruolo di insegnante di sostegno forte di una formazione specifica che mi ha, sin da subito, permesso di affrontare questo delicato compito con consapevolezza e professionalità. Spesso, tuttavia, nelle scuole

4 4 italiane, gli insegnanti di sostegno non sono adeguatamente formati e svolgono questo ruolo per ripiego o come uno dei possibili escamotage per il raggiungimento del famigerato passaggio di ruolo. L insegnante di sostegno è un docente che svolge una delicata funzione di mediazione tra l alunno con disabità, la sua famiglia, i docenti curricolari, la classe e l intero ambiente che ruota intorno all alunno. Ha il fondamentale ruolo di favorire e promuovere la piena inclusione ed il benessere dell intero gruppo classe a partire dall alunno con bisogni speciali. È una figura centrale che deve possedere conoscenze disciplinari per supportare i colleghi nella scelta di strategie e metodologie didattiche inclusive, ma che, soprattutto, deve avere delle notevoli competenze socio-relazionali, sviluppata intelligenza emotiva ed entrare in empatia con gli alunni per aiutare questi a crescere. Spesso il lavoro del docente di sostegno inizia ancor prima che l alunno frequenti la scuola; è necessario infatti preparare un percorso di accoglienza e accompagnamento all ordine di scuola successivo per cui l insegnante partecipa ad incontri con le maestre della scuola primaria, incontra i genitori del futuro alunno, legge la diagnosi e si documenta su di essa; in alcuni casi, i più gravi, incontra l equipe di specialisti che segue l alunno e che ha redatto la diagnosi funzionale. La conoscenza dell alunno è sempre il punto di partenza dell intero percorso di insegnamento-apprendimento: solo attraverso l instaurazione di un rapporto di fiducia e accettazione reciproca è possibile costruire una proficua collaborazione. Attraverso un lavoro scrupoloso di indagine che mira ad accertare il livello di partenza dell alunno, i punti di forza e i punti di debolezza, le potenzialità e gli interessi, l insegnante di sostegno, in collaborazione con tutti i docenti curriculari, definisce il PEI (Piano Educativo Individualizzato) che, condiviso con la famiglia, è il documento programmatico più importante poiché rappresenta l intero percorso scolastico dell alunno. Naturalmente quanto descritto non sempre risulta immediato; spesso bisogna procedere per tentativi, qualche volta è necessario modificare i piani di lavoro, altre volte all interno del triangolo scuola-alunno-famiglia sorgono problemi e incomprensioni. Qualche volta la comunicazione con i colleghi curriculari non è serena e proficua ed è necessario procedere gradualmente alla ricerca della necessaria e fondamentale condivisione di intenti e progettualità. Il dovere dell insegnante di sostegno è fornire agli alunni con disabilità gli strumenti giusti per accedere alla realtà nella maggiore autonomia possibile. Solo favorendo l apprendimento cooperativo, considerando i compagni una risorsa, contribuendo a costruire un clima di classe positivo e lavorando sulle competenze sociali e relazionali degli alunni, il docente può realizzare la delicata funzione di facilitatore dell apprendimento. Sicuramente le problematiche di questo lavoro sono innumerevoli: l insufficienza di risorse soprattutto umane e materiali nella scuola, la difficoltà di mantenere un confronto costante con gli specialisti per monitorare i percorsi, la complessità e varietà dei bisogni cui fornire una risposta e, soprattutto, la consapevolezza più grande: saper accettare che i risultati di un lavoro tanto oneroso a livello emotivo vadano proiettati in una dimensione temporale più ampia, talmente a lungo termine che spesso il traguardo giunge quando ormai i nostri alunni sono cresciuti e hanno intrapreso da soli il loro percorso di vita. Emanuela Assenza Docento di sostegno della scuola Secondaria di I Grado di via Scialoia

5 5 L isola dei coralli blu Il lavoro svolto dalla Dott.ssa Patrizia Riccò, nella 3ª classe della Scuola Primaria di via Ortigara a Cinisello Balsamo prende spunto proprio da una fiaba L isola dei coralli blu, per aiutare i bambini a comprendere quanto sia fondamentale considerarsi protagonisti della propria vita, avendo come punto di riferimento i genitori, condividendo le esperienze con gli amici, impegnandosi a superare le fatiche e le paure indispensabili per crescere. Il materiale, che qui riportiamo, è parte di quello che ha stimolato i ragazzini a riflettere, confrontarsi ed esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni. Vi è stata poi una restituzione ai genitori, di tutto quanto è emerso, dando anche a loro delle indicazioni e rispondendo a loro dubbi e timori. Abbiamo pensato di pubblicare parte del materiale di due lavori svolti, in una 3ª e in una 5ª classe della Scuola Primaria, da una Pedagogista di A.I.D.D., la Dott.ssa Patrizia Riccò, per offrire a tutti noi, che crediamo e supportiamo questa Associazione, la possibilità di renderci conto di quanto sia valido l impegno delle nostre Esperte che, nelle scuole, aiutano bambini e ragazzi ad apprendere i valori positivi, a distinguere tra ciò che è di ausilio ad una loro crescita sana da ciò che rappresenta invece un pericolo da evitare. Ci sembra utile, ma anche doveroso, riflettere sulla dedizione e sul tempo che gli Esperti di A.I.D.D. dedicano a questi giovani, anteponendo la loro passione umana e professionale a qualunque altro tipo di interesse materiale, per affiancare noi, Lions, Rotary e Soci vari, nella realizzazione del compito che abbiamo deciso di assumerci, puntando dritti all obiettivo di contribuire, unitamente a Genitori ed Insegnanti, ad un futuro migliore per la gioventù di oggi e di domani. A loro il nostro GRAZIE Mariacristina Ferrario

6 6 L isola dei coralli blu

7 7 Considerazioni di due genitori Barbara Vero Mia figlia frequenta la terza A della scuola Monte Ortigara di Cinisello, ha iniziato il percorso con la dott.ssa Riccò in prima elementare. Si è da poco conclusa la terza tappa del progetto e desidero ringraziare l associazione A.I.D.D., i Lions e chi ha contribuito alla realizzazione di questo prezioso progetto che ci sta regalando delle grandi soddisfazioni. Queste esperienze sono ormai un punto di riferimento anche per noi genitori: sappiamo di poter superare i problemi evolutivi dei nostri figli perché supportati dal lavoro della Dott.ssa Riccò e dalla partecipazione attiva delle maestre. Grazie ai progetti con la dott.ssa Riccò, diventano chiare le difficoltà ed i bisogni dei nostri figli e noi genitori prendiamo consapevolezza del giusto modo di accompagnare e favorire la loro crescita. Personalmente trovo gli incontri di verifica con i genitori estremamente utili per comprendere il nostro ruolo nel processo di crescita dei nostri figli. Marco Borgonovo Per il terzo anno consecutivo abbiamo avuto la possibilità e il piacere di sperimentare il progetto proposto dall associazione. Oltre alla gratitudine verso chi ha finanziato, supportato e gestito il progetto, c è anche la soddisfazione di vedere come il messaggio che passa attraverso il coinvolgimento diretto dei bambini, degli insegnanti e della pedagogista, che ormai è diventata una sorta di zia per i nostri figli, sia efficace. Un lavoro sul campo dove l ambientazione scenografica e la ricostruzione realistica delle situazioni sviluppano nei bambini azione e reazione in un esperienza guidata volta a creare un bagaglio di sicurezze da usare all occorrenza. Dopo l autostima che era il tema del primo anno e la crescita, aspetto affrontato nel secondo, quest anno si è parlato della paura e della rabbia. L efficacia di farle scoprire e riconoscere ai bambini in fase preventiva è senz altro utile, poiché la paura davanti ad un grande pericolo ti salva, ti protegge, quindi se riconosciuta e gestita è molto utile, così come lo è la rabbia: sentimento legittimo che va però controllato. I bambini hanno affrontato l esperienza in gruppo, traendo poi considerazioni personali ed è emerso che di fianco a paure infantili e fantasiose ce ne sono altre legate alla vita di tutti i giorni, fonte di pensieri che li fanno gioire, ma anche soffrire. Quest anno il processo ha mosso e coinvolto maggiormente i bambini che ormai, ahimè, non sono più così bambini e l incontro finale aperto a noi genitori ci ha permesso di raccogliere preziosi elementi per continuare a casa, con un dialogo costante e con un Prova, se sbagli pazienza! il difficile mestiere di essere genitore. Un altra riflessione che ho fatto è che i nostri figli hanno un gran bisogno di rilassarsi come noi del resto e questo mi dice che stanno crescendo assieme a noi.

8 8 Una causa andata storta Questo signore, per me, è appena uscito da un Tribunale ed è avvilito perché ha perso una causa. Ha un espressione che denota una grande delusione, le sue mani sono contratte e sembra si stia sfogando. Il suo cappotto elegante e la sua valigetta nera fanno pensare si trattasse di una seduta importante. Egli sembra chiedersi cosa possa aver detto o fatto di sbagliato, perché questa è la prima volta, in tutta la sua carriera, che perde una causa. E anche arrabbiato e preoccupato perché teme stia per piovere e lui non ha niente per ripararsi. Quando tornerà a casa, probabilmente si sfogherà con un bel pianto e prenderà a pugni il cuscino. Una brutta serata Il protagonista di quest immagine è un ragazzo che sta camminando in una via abitata, di sera. Indossa un giubbotto, tiene le mani affondate nelle tasche e sembra essere molto arrabbiato perché il suo volto è decisamente cupo e la sua mascella è contratta. La postura è rigida ed egli sembra pronto ad attaccare qualcuno e sta camminando per fare sbollire la rabbia. Per me, i ladri gli hanno svaligiato la casa e lui cammina pensando proprio a casa sua e ha già fatto il giro del quartiere. Un lavoro delicato In quest immagine c è un ragazzo con gli occhiali che, probabilmente frequenta un Istituto Tecnico e sta progettando una scheda madre per aumentare la velocità di un computer. Il suo Professore di scienze gli ha affidato questo compito e lui vuole dimostrare di esserne capace. E molto concentrato e i suoi occhi sono attenti e pronti ad individuare ogni minima imperfezione. La sua testa è china sul dispositivo ed egli tiene in mano l oggetto con molta cura, per paura che si rovini. E anche molto agitato perché teme di sbagliare e di deludere le proprie aspettative e quelle del Professore che, in questo caso, non gli farebbe superare l esame, anche perché altre volte, ha combinato pasticci. Per operare nell ambito della prevenzione al bullismo, i ragazzi di una 5ª, sempre della Scuola Primaria di via Ortigara a Cinisello Balsamo, hanno lavorato sullo sviluppo dell empatia e sul linguaggio non verbale, attraverso la lettura ed il commento di alcune immagini che essi dovevano osservare attentamente Per ragioni di spazio ne abbiamo scelte 3 e di queste, in 2 abbiamo notato come, ciò che i ragazzini vedono e descrivono, appaia fortemente influenzato da quello che la nostra società ripropone quotidianamente attraverso la comunicazione dei media. Ecco quindi l importanza di un attenzione particolare da parte di genitori ed insegnanti, per spiegare, smussare, riproporre in modo adeguato all età, le varie notizie che vengono trasmesse in TV e che appaiono su internet.

9 9 A.I.D.D. Oltre la Scuola Il 16 aprile u.s. a Cernusco S/N, presso la Sala Agorà Hotel For You, il Lions Club Cernusco sul Naviglio e il Rotary Club Della Martesana Milanese, con il Patrocinio del Comune di Cernusco S/N, hanno organizzato il Convegno Il piacere della fortuna. Dal vizio alla dipendenza patologica, coinvolgendo A.I.D.D. che ha contribuito attivamente, grazie alla presenza in veste di Oratore, della Dott.ssa Manuela Ponti, Psicologa, da anni collaboratrice attivissima di A.I.D.D., Direttore Regionale dell E.N.O.F.U.G.L. Lombardia, che promuove corsi di formazione per persone che vivono in uno stato di svantaggio socio-economico e Psicologa giuridica presso i Tribunali di Milano e di Monza per quanto concerne problematiche familiari, affido di minori ai servizi sociali ed adozioni. Come Relatore per quanto riguarda l aspetto legale relativo alle conseguenze del gioco d azzardo, è intervenuta l Avv. Valeria Gerla del Foro di Milano, specializzata in diritto di famiglia, civile e penale, Operatrice presso il Consultorio familiare di Assago e membro del suo Consiglio Direttivo, specializzata in materia di violenza sulle donne, dipendenza da internet e collaboratrice delle Forze dell Ordine per reati connessi all uso della rete. Ad entrambe il nostro GRAZIE! A nome del Presidente di A.I.D.D. Nazzareno Pettinari e del Past e Vice Presidente Walter Migliore, entrambi presenti al convegno, desidero ringraziare chi ha dimostrato di condividere il nostro lavoro e sottolineare quanto sia fondamentale il coinvolgimento di tutti, Lions, Rotary ed Autorità Civili, per poter, insieme, raggiungere risultati concreti e positivi. Grazie quindi al Governatore Rotary Ugo Gatta ed al Vice Governatore Lions Giuseppe Sarni, al Presidente del L.C. Cernusco S/N, Luciano Martinelli ed al Presidente del Rotary Club Martesana Milanese, Anna Sirtori, ai Leo Marlene e Manlio Martinelli del Leo Club Martesana, all Assessore alle politiche sociali del Comune di Cernusco S/N, Silvia Ghezzi e all Assessore alla cultura e ai Servizi sociali del comune di Pioltello, Giulietta Paraboni. Mariacristina Ferrario La nascita dei vizi Il gioco è stato un elemento essenziale sin dagli inizi dell umanità. Si presume che il suo scopo fosse quello di conoscere il valore divino. I primi dadi sono stati rinvenuti in Cina e la datazione è pari a circa 5000 anni fa. Ci sono poi state scoperte in Egitto, India e Giappone. In Grecia troviamo i primi segni di gioco d azzardo utilizzato in modo eccessivo, mentre all epoca dei romani il gioco era proibito per ragioni di ordine pubblico anche se la sera erano colme le sale delle bische. Era però legale scommettere su bighe e quadriglie e gladiatori. Nella vita quotidiana delle corti tra il XVIII e il XIX secolo, nel Palazzo Ducale di Lucca alla fine del 1814 ad esempio, si contavano venticinque tavoli da gioco nonché set di altri vari giochi e racchette da volano, alcuni tavoli erano addirittura costruiti in modo da integrare diversi giochi al loro interno. Nel 1806 sulla scia di quello che accadeva in Francia si cercò di regolamentare a Lucca il gioco d azzardo che stava diventando una vera piaga sociale, primo fra tutti il cosiddetto rollino ovvero la roulette, seguito da giochi di carte quali la bouillotte e la quadriglia. Si può quindi dire che il gioco abbia rappresentato da sempre un elemento di piacere indissolubilmente legato al tema della libertà e la radice di quest ultima parola è infatti la stessa di libidine e di libare ed è indi-

10 10 cativa di godimento e di piacere ; quindi la libertà è la condizione di chi può decidere a suo piacere della propria persona. Chi è incapace di sentirsi artefice del proprio destino, cerca rifugi che lo rassicurino, senza rendersi conto, di entrare così in un percorso che lo rende sempre più incapace di essere e sentirsi libero e di affrontare le proprie paure ed angosce. Inoltre il contesto sociale odierno e la pubblicità assillante contribuiscono ad accrescere il numero e l intensità di bisogni superflui, attraverso il cui appagamento, l uomo, diventato incapace di decidere autonomamente, crede di riuscire ad affermare il proprio valore di individuo. Da tutto ciò deriva la nascita dei vizi, bisogni che momentaneamente appagano e fanno sentire sicuri di sé, ma che, se ci si abitua a soddisfarli, portano a non poterne più fare a meno, spingendo la persona in una caduta sempre più vertiginosa, nel profondo buio della dipendenza. E la DIPENDENZA è la convinzione individuale, maturata da un esperienza interpretata soggettivamente, di aver trovato in un posto specifico e lì soltanto, la risposta ai propri bisogni e desideri essenziali e quando quest esperienza è caratterizzata da un sentimento incoercibile e da un bisogno coatto di essere ripetuta in modo compulsivo, diventa PATOLOGICA. La Dipendenza Patologica comporta quindi un desiderio irrefrenabile che, se non viene soddisfatto, genera sofferenza psichica e fisica- assuefazione-astinenza. Da un punto di vista giuridico, chi entra in questo stato, non è più libero, non è più completamente in grado di prendere decisioni e di utilizzare appieno tutte le proprie risorse mentali, quindi non può più esercitare i suoi diritti giuridici. Nello specifico del Gioco d Azzardo che può portare all insorgere di Ludopatia, questa terribile dipendenza patologica crea disagi psichici, gravi problemi finanziari, lavorativi e sociali, genera debiti, porta a cadere inevitabilmente vittime degli usurai, a compiere atti illeciti quali furti ed appropriazioni indebite, all uso di alcol e di sostanze stupefacenti, per annegare i propri problemi, ritenuti ormai ingestibili e rappresenta inoltre un addebito in caso di separazioni coniugali. E quindi fondamentale prestare attenzione ai fattori che possono accrescere i rischi di cadere in questo tipo di problematica. Attenzione quindi ai genitori troppo permissivi che propendono per l assenza di regole, mettono in atto uno scarso controllo e manifestano un eccessiva tolleranza nei confronti dei giovani; attenzione all influenza negativa e martellante della pubblicità, attenzione a chi vive situazioni difficili, quali la disoccupazione e la solitudine, perché solo l attenzione a coloro che abbiamo vicino, unita ad un costante e comune impegno, può essere d aiuto a prevenire questa e qualunque altro tipo di dipendenza. Capita sovente di assistere alla curiosa scena di bambini che felicemente, armati di monetina, cancellano con enfasi l argento che copre i numeri del gratta e vinci. Al contrario di ogni regola sociale e a sberleffo delle buone prassi educative, nonni e genitori si divertono ad acquistare il biglietto fortunato e dar agio ai piccoli di scoprirne l eventuale vincita. Senza considerare che anche questo è un Gioco d azzardo e che per tale ragione è vietato ai minori. Eppure quanta emozione nello scoprire se si vince o meno! In un gesto così piccolo, passa il concetto che i soldi si vincono, basta togliere l argento! Se si vince, si può rigiocare il valore prendendo altri biglietti. Dove è finita l abilità personale? Se la vita ruota intorno alla fortuna, allora sarà agio di ciascuno pensare che l azione è solo utile in relazione alla casualità. Prenderanno vigore l oroscopo e la numerologia, la cabala e la smorfia. Sarà pregnante ritenere che l impegno di una persona è secondario alla sua fortuna e si cercherà la magica cornucopia inserendo la monetina che serve per grattare in una macchinetta slot, pensando che quello sia il momento fortunato. Se non lo sarà, poco importa perché prima o poi si recupererà la giocata!! Animati da questi pensieri, alla cui base è posto un errore culturale e sociale, si esplicano i comportamenti di coloro che sentono le slot quali loro alleate, inviolabili da altri, che prima o poi elargiranno loro la grandiosa vincita per ripianare i debiti. Solo che, giocati 100 euro, con una statistica pari alla restituzione del 70 per cento della vincita, chiunque si metta a giocare, prima ancora di premere il tasto della slot, ha già perso 30 euro. Si crea così il nucleo della dipendenza: una vincita dà agio ad una emozione che è tanto più forte quanto più è l attesa della stessa. Maggiore è l intensità provata maggiore è il desiderio di riprovare quell identica emozione. Si crea così una matrice emotiva, una traccia, che porta a ricercare la stessa intensità che, a livello cerebrale, promuove la produzione di neurotrasmettitori in quantità superiori ai livelli delle persone che non-giocano d azzardo. Da qui la coazione a ripetere all infinito o, per meglio dire, finchè ci sono i soldi. Debiti di gioco, perdita della casa, degli affetti familiari, suicidio. Sono in aumento ma nessuno ne parla. Gioca responsabilmente titola la pubblicità. Può essere una persona dipendete, responsabile? Non si tratta solo di un vizio. Quando diventa dipendenza si deve parlare di tutela della persona, così come se ne parla rispetto a coloro che utilizzano sostanze psico-attivanti illegali (marijuana, eroina, cocaina, ecstasi, ecc.). I meccanismi cerebrali sono i medesimi ma la normativa impone (ancora, fortunatamente) il principio dell illegalità Può lo Stato cedere all interesse rivolto al benessere dei suoi cittadini a vantaggio di somme di denaro? Perché dunque e la domanda nasce dal pubblico - il gioco d azzardo è legalizzato? Silenzio. Manuela Ponti

11 11 Per A.I.D.D. la prevenzione è a tutto tondo Non è possibile occuparsi di prevenzione tralasciando qualche ambito che abbia a che fare con la salute ed il benessere e, proprio per questo, noi di A.I.D.D., abbiamo pensato di dare spazio e voce ad un Progetto che si occupa di prevenzione ai tumori: il Progetto Martina. L idea è nata dal desiderio di una giovane, Martina appunto, morta per un tumore e desiderosa di aiutare altri ragazzi come lei a non incorrere nella medesima malattia. Il Progetto è rivolto ai giovani di età compresa tra i 16 ed i 18 anni e si snoda attraverso incontri con medici appositamente formati, in grado quindi di comunicare in modo chiaro ed avvincente, fornendo tutte le spiegazioni e tutti i chiarimenti possibili, i quali, soprattutto, trasmettono ai ragazzi un preciso messaggio: la lotta ai tumori non si vince terrorizzando o vietando, ma con la cultura. Il Progetto, iniziato nel , grazie ai Lions, si è diffuso non solo in Italia, dove è stato adottato da oltre il 45% dei Clubs, ma anche in altre parti del mondo e, i test compilati dai ragazzi che vi hanno preso parte, un anno dopo l incontro, hanno dato chiari e significativi risultati, dimostrando che la conoscenza e la consapevolezza, hanno portato ad un considerevole mutamento delle abitudini di vita, riducendo ed eliminando fattori di rischio quali il fumo, portando ad assumere un alimentazione corretta e ad attribuire importanza ad una costante attività fisica. Naturalmente dagli incontri non sono stati esclusi i genitori, poiché come noi di A.I.D.D. ripetiamo sempre, essi, unitamente agli insegnanti, sono i primi ed i fondamentali formatori ed informatori dei ragazzi, in quanto più di chiunque altro, sanno trovare il modo ed il momento più appropriati per introdurre discorsi di grande importanza per lo sviluppo di una vita sana. Ci auguriamo che questo Progetto, possa procedere in modo sempre più ampio e più approfondito, coinvolgendo non solo i Lions, ma chiunque abbia a cuore la vita dei ragazzi nella sua totalità, perché se corpo e mente vivono un benessere uniforme, tutto nella vita diventa più facile, più bello e più appagante. Mariacristina Ferrario

12 Davanti a te c è una vita: non distruggerla Anche tu puoi aiutarci a prevenire le devianze giovanili aderendo alla nostra Associazione col e con la campagna soci 2015 Distretto 108 Ib4 Distretti SCHEDA DI SOTTOSCRIZIONE Spedire firmata in busta chiusa a A.I.D.D. - Via Bellini, Cusano Milanino Il sottoscritto... In qualità di... residente a... (prov....) CAP... via... tel.... fax chiede di essere iscritto all Associazione in qualità di: Socio ordinario: offrendo un contributo di 30 Euro Socio benemerito: offrendo un contributo di almeno 50 Euro Club Lions/Rotary: offrendo un contributo di almeno 250 Euro Allego assegno bancario Accredito su c/c bancario n. 1000/ Banca Prossima filiale di Milano intestato a A.I.D.D. Onlus IBAN: IT45A Accredito su c/c postale n cod. IBAN: IT10Q Informativa ai sensi del D. Lgs 196/03 sul trattamento dei dati personali. I suoi dati saranno trattati da A.I.D.D. esclusivamente a fini istituzionali. Lei può in qualsiasi momento consultare i suoi dati chiedendone la variazione, l integrazione e l eventuale cancellazione scrivendo al Responsabile Dati presso A.I.D.D. - Via Bellini, Cusano Milanino lì firma... A.I.D.D. Onlus ASSOCIAZIONE ITALIANA CONTRO LA DIFFUSIONE DELLE DIPENDENZE Cusano Milanino - Via Bellini, 29 - Tel Fax Direttore Responsabile: Sirio Marcianò Redattori: Nazzareno Pettinari e Mariacristina Ferrario Editore: Associazione Italiana contro la Diffusione delle Dipendenze Trimestrale d informazione a cura dell A.I.D.D. - Anno XXIX - n. 2 - aprile/giugno 2015 Direzione redazionale e amministrativa: Via Bellini, Cusano Milanino Autorizzazione Tribunale di Milano n. 579 del 25/10/86 - Sped. in ab. post. - D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 2, DCB Brescia. Edizione Magalini Editrice Due snc

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